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domenica 8 giugno 2025

18 Ottobre 2003: Ancona - Juventus

É il 18 Ottobre 2003 e Ancona e Juventus si sfidano nella Sesta Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2003-04 allo Stadio 'del Conero' di Ancona.

La Juventus Campione d'Italia in carica, affronta un Ancona che alla fine della stagione non riuscirá nel suo scopo di evitare la retrocessione in Serie B

I bianconeri invece si dovranno accontentare di un terzo posto che per la storia della Juventus é sempre una mezza delusione.

Buona Visione!

 

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Stagione 2003-2004 - Campionato di Serie A - 6 andata
Ancona - Stadio Del Conero
sabato 18 ottobre 2003 ore 20.30
ANCONA-JUVENTUS 2-3
MARCATORI: Miccoli 29, Zambrotta 44, Miccoli 49, Viali 57, Ganz 90+1

ANCONA: Scarpi, Bilica, Viali, Milanese, Russo (Berretta 70), Andersson, Carrus, Lombardi, Sommese (Di Francesco 52), Poggi (Ganz 52), Hubner
Allenatore: Nedo Sonetti

JUVENTUS: Buffon, Birindelli, Ferrara C., Montero, Zambrotta, Appiah (Iuliano 76), Maresca, Tacchinardi (Conte A. 70), Davids, Miccoli, Di Vaio (Trezeguet 66)
Allenatore: Marcello Lippi

ARBITRO: Pellegrino



IL TECNICO BIANCONERO: TUTTI I MIEI GIOCATORI SONO IMPORTANTI  
Lippi: «Abbiamo sofferto ma il turn-over funziona»  
«Noi lucidi e autoritari per un'ora, poi condizionati dalla stanchezza» 
Miccoli dedica le 2 reti a un amico scomparso e a un ragazzo disabile 

dall'inviato ad ANCONA 

Un po' di paura per la Juventus, ma alla fine è andata bene anche se l'Ancona ha recuperato due delle tre reti subite dai bianconeri. 

«Abbiamo sofferto - ammette Miccoli, autore di una doppietta - però abbiamo portato a casa i tre punti. Conta solo questo. Dopo un ottimo primo tempo e il gol del 3-0, ci siamo rilassati. Ci sembrava che la partita forse finita, invece l'Ancona è cresciuta, disputando una grande partita». 

Forse Lippi aveva schierato una Juventus poco competitiva? 

«No, per nulla. E in campo si è visto. E' merito loro se ci siamo fatti rimontare due reti». 

Poi Miccoli fa una doppia dedica: 

«Con la mia doppietta vorrei ricordare Federico, un mio caro amico morto purtroppo la scorsa settimana, e Danilo, un ragazzo disabile al quale l'avevo promesso. Sono contento di aver segnato anche per loro». 

Comunque contento Sonetti, tecnico dell'Ancona: 

«Ho ritrovato la mia squadra. Forse una piccola squadra, ma sempre di serie A». 

Poi recrimina per quel presunto fallo in area su Di Francesco: 

«Era rigore, invece l'arbitro ha estratto il cartellino giallo per simulazione. Purtroppo ci mancano ancora i gol di Hubner». 

Arriva il suo collega Lippi: 

«Bene la nostra prima ora, giocata con autorità e lucidità. Male il finale, forse per la scarsa autonomia di alcuni giocatori. Abbiamo sofferto, ma consideriamo anche il valore degli avversari. Il turn-over ha funzionato. Tutti i miei giocatori sono importanti». 

In effetti Lippi aveva pensato più alla Real Sociedad che all'Ancona. Martedì la Juve si gioca l'accesso anticipato agli ottavi di Champions League, una vittoria contro l'ex Kovacevic la traghetterebbe nella 2a fase della Coppa, anche se per completare il girone eliminatorio mancheranno ancora 3 partite. Contro la squadra basca di San Sebastian ci sarà di nuovo spazio per la Juve migliore, anche se non tutti gli infortunati recupereranno. Scontata l'assenza di Del Piero che da sabato è ufficialmente guarito e potrà riprendere la preparazione, restano da verificare le condizioni di Legrottaglie. Il difensore, considerato l'erede di Ferrara, ha accusato problemi muscolari. La pubalgia, che la Juve non ha mai dichiarato, lo obbliga a giocare a singhiozzo. Così ieri ha saltato la terza partita stagionale ed è probabile che non sia disponibile neppure per la Champions. Il recupero avverrà solo dopo un periodo di riposo. 

Legrottaglie a parte, Lippi martedì potrà riaprire il cofanetto dei gioielli di famiglia. Thuram e Camoranesi che ieri si sono allenati alla Sisport, ritorneranno ai rispettivi posti dopo aver riposato: Thuram aveva chiesto a Lippi ed è stato accontentato. Si riprenderà in tempo anche Nedved, escluso dalla trasferta di Ancona per un'infiammazione all'adduttore. Un piccolo fastidio che forse preoccuperebbe gli ipocondriaci, ma che non impressiona un «iron man» come il ceco. Del resto Pavel, che ha giurato alla Juve fedeltà eterna rifiutando perfino il contratto in bianco che gli offriva Abramovich per portarlo al Chelsea, ha in testa solo la Champions e non vuole mancare in una delle partite chiave della stagione. Così Lippi dovrà fare delle scelte a centrocampo e in attacco. 

Per fare coppia con Trezeguet ci sarà ballottaggio Di Vaio-Miccoli. La coppia meglio assortita pare quella composta dal francese e dall'attaccante tascabile. Se Miccoli sta bene è lui il temporaneo sostituto di Del Piero. La Juve si allenerà anche oggi, alla Sisport. Domattina la rifinitura, forse anche con Del Piero in campo. Ad Ancona non c'è stato solo calcio giocato, ma purtroppo ancora episodi di violenza. Tre tifosi bianco-rossi sono stati arrestati per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Facevano parte di un gruppo di persone che ha aggredito una ragazza a bordo di un pulmino, scambiandola per una tifosa della Juventus, forse tratti in inganno dai colori della sciarpa che la donna indossava. Si trattava invece di un agente della polizia postale. La giovane è stata trascinata giù dal veicolo e picchiata. Sono intervenuti carabinieri ed agenti della Digos che hanno arrestato tre persone.



Le Pagelle
Zambrotta è sicuro Davids va ovunque  
ANCONA 
SCARPI 6. Un miracolo che chiuda il primo tempo con due soli gol al passivo. Soffre meno della ripresa 
RUSSO 5. Pasticcia. Quando si aggiunge al centrocampo è anche peggio 
(dal 25' st Berretta 6). 
BILICA 5. In difficoltà quando la Juve si fa avanti. Cioè sempre. 
VIALI 6. Idem come il compagno di reparto. Meglio come punta visto come precede Davids e infila Buffon. 
MILANESE 5,5. Si nota la chioma bionda e poco altro. 
LOMBARDI 5,5. Sfiora il vantaggio nel primo tempo: fa tutto bene, ma non prevede Monterò. 
SOMMESE 6. Una manata per respingere inutilmente il tiro di Miccoli e poi protesta. Poteva andar-gli peggio con l'espulsione 
(dal 7' st Di Francesco 6). 
CARRUS 5. Non è colpa sua, vive un'avventura più grande di lui. 
ANDERSSON 5,5. Entra nel gioco sempre a fari spenti. 
HUBNER 6. Viaggia verso la pensione, posizionato sempre in fuorigioco, sgomita. 
POGGI 5. Prima di uscire sbaglia un gol
(dal 7'st Ganz 6,5: rivitalizza la squadra e segna). 

 

JUVENTUS 
BUFFON 6,5. Un'uscita nel primo tempo, ma non ferma Lombardi e provvede Monterò a salvarlo. Nella ripresa ipnotizza subito Poggi e non può nulla su Ganz. 
BIRINDELLI 6. Percorre la fascia destra, si fa trovare smarcato per tentare l'accerchiamento. 
FERRARA 6. Bel duello fra vecchi marpioni con Hubner: in due, 72 anni. Il mestiere lo salva in situazioni critiche, incerto nella ripresa. 
MONTERO 7. Il merito maggiore è quello di evitare il vantaggio dell'Ancona con una sforbiciata prima che la palla superi la linea di porta. Lavora parecchio nella ripresa. 
ZAMBROTTA 7. Nel gol del raddoppio (palla piazzata all'incrocio dei pali) c'è la sicurezza acquisita nel nuovo ruolo. Buono nei ripiegamenti difensivi con recuperi providenziali. 
APPIAH 6. La fascia destra non è la zona in cui dà il meglio. Spesso si accentra e recupera, ma gira anche a vuoto 
(dal 31' st luliano sv). 
MARESCA 6. Ha piedi buoni, vede il gioco, sa come servire il compagno e sceglie chi è meglio smarcato. Evapora nel secondo tempo. 
TACCHINARDI 6,5. Il gioco scorre veloce. Tacchi arpiona decine di palloni, quasi tutti recapitati al destinatario con precisione 
(dal 25'st Conte 6). 
DAVIDS 6. Non irresistibile, ma gran faticatore. 
MICCOLI 7. Si è sbloccato. Due reti, la disperata manata di Sommese sul destro dell'attaccante tascabile gli nega soltanto di scuotere la rete. Raddoppia colpendo di testa a otto centimetri da terra dove solo lui può arrivare. 
DI VAIO 6. Rapido negli scambi in velocità, non pericoloso se cerca l'affondo 
(dal 21 ' st Trezeguet sv).  
L'arbitro PELLEGRINO 5,5. Il primo gol bianconero lo concede grazie all'aiuto dell'assistente Lanciano, vero occhio di lince. Sorvola su un possibile rigore su Ganz.

Fabio Vergnano
brani tratti da: La Stampa 19 Ottobre 2003



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28 Marzo 1993: Ancona - Juventus

É il 28 Marzo 1993 e Ancona e Juventus si sfidano nell' ottava giornata del girone di ritorno del Campionato di Calcio di Serie A 1992-93 allo Stadio 'del Conero' di Ancona.

Sará un impresa quasi impossibile in campionato, ma tant'é che con questo Roberto Baggio (capitano e uomo simbolo della squadra in Italia e nel mondo) tutto é possibile!.

Dall'altra parte i marchigiani biancorossi finiscono la loro primissima stagione nella massima divisione italiana con un desolante pen-ultimo posto in classfica.

Buona Visione!



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Stagione 1992-1993 - Campionato di Serie A - 8 ritorno
Ancona - Stadio Del Conero
domenica 28 marzo 1993 ore 16:00 
ANCONA-JUVENTUS 0-1
MARCATORI
: Julio Cesar 79

ANCONA: Nista, Glonek, Lorenzini, Sogliano, Mazzarano, Bruniera, Vecchiola, Lupo, Agostini, Detari, Caccia
A disposizione: Micillo, Nebegleras, Centofanti, Modesti, Bertarelli
Allenatore: Vincenzo Guerini

JUVENTUS: Peruzzi, Carrera M. (Galia 50), Torricelli, Baggio D., Kohler, Julio Cesar, Di Canio (Dal Canto 87), Conte A., (c) Vialli, Marocchi, Ravanelli
A disposizione: Rampulla, De Marchi, Trocini
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Fabricatore
AMMONIZIONI: Bruniera 73 (Ancona)



Con un gol di testa del brasiliano una Juve poco convincente riesce a piegare l'Ancona 
Julio Cesar fa un regalo alla Signora 
Ma i dorici recriminano per due episodi da rigore 
ANCONA DAL NOSTRO INVIATO 

Per la Juventus un po' di sole in una domenica tormentata da un vento gelido e violento. Non poteva andare avanti la storia scritta soltanto con prove scolorite, deludenti, mortificate da insuccessi dimenticati grazie alle resurrezioni in coppa. Ieri, la squadra di Trapattoni s'è impegnata molto, ma non ha giocato come una belva ferita, con occhi da animale selvatico come piace a Boniperti e Trapattoni, perché non vive nelle condizioni ideali per poterlo fare. E perciò non si è neppure rivalutata sul piano del gioco. Però ha vinto. E questo è il dato che più conta. E lo ha fatto grazie a Julio Cesar, un uomo molto discusso (anche ieri), sulla strada del recupero dopo il grave infortunio subito sei mesi fa, ma troppo spesso colpevole di inspiegabili balbuzie. 

Julio Cesar si spezzò una gamba a Napoli, era il 4 ottobre '92. La storia, perché di storia si tratta visto che i bianconeri lontano dal Delle Alpi erano a digiuno di successi proprio da quella data, ha voluto indicare nel brasiliano il protagonista firmatario dell'1-0. E' l'81', Di Canio gli serve un ottimo pallone, e lui va a raccogliere l'invito lassù, dove nessuno può contrastarne lo stacco tempestivo. Qui c'è il succo del ritorno al successo. E non crediamo che Trapattoni faccia troppo lo schizzinoso sul come i suoi gli abbiano confezionato questa vittoria. In tempi di turbamenti e paure, di tensioni e infortuni ripetuti e alla vigilia di una sequela terrificante di test severi a ogni livello, è stato importante aver riscoperto il sapore dei due punti esterni. 

Ed è proprio lo stato attuale di una Juventus in chiara difficoltà che quasi ci obbliga ad addolcire certe valutazioni globali e sui singoli. Ci vorrebbe un libro per spiegare le ansie e addirittura le angosce che frenano attualmente i bianconeri. Ieri ci si è messo anche il vento, fortissimo e fastidioso come uno scudiscio. Ma non può essere l'attenuante, non deve esserlo, anche le condizioni climatiche valgono per entrambe le squadre. La Juve lo ha avuto contro nel primo tempo, e in quel parziale (un paradosso che il calcio mostra spesso) ha puntato di più i propri fucili (Ravanelli e Vialli, purtroppo con mira inesatta al 20' e al 24' in due ghiotte circostanze). Ed era normale che fosse l'Ancona a gestire meglio e di più il gioco. Ma già nei primi 45' si è notata la giornata felice di Kohler, pur impegnato da un ottimo Agostini, di Ravanelli e di Dino Baggio, che con Conte e Marocchi doveva opporsi alla costruzione del gioco di Sogliano, Vecchiola, Lupo e Detari. Peruzzi si iscriverà al club dei protagonisti nel finale. 

Il vento, nel primo tempo, ha sollevato polvere di gioco, e dallo scambio di azioni e repliche non scaturiva alcunché di concreto. Nel secondo parziale, con il vento in poppa la Juventus ha denunciato una crescita collettiva, anche perché rinunciando a Carrera e inserendo Galia (su Sogliano) aveva modo di ribattere con maggiore equilibrio ad una squadra con una sola punta vera (Agostini) e una di appoggio (Caccia). Nonostante avesse le vele più gonfie, la Juventus si è salvata al 77' grazie a un palo che si è sostituito a Perazzi, peraltro pronto, per respingere una conclusione di testa di Agostini. Fabricatore si è trovato davanti a due episodi discussi: quando Kohler ha respinto senza volontà un tiro ravvicinato di Agostini (65') con una mano e quando Julio Cesar (85') è intervenuto su palla e sul 9 anconetano che è finito a terra. In questo secondo episodio, come ha confessato Trapattoni, è nato il sospetto di un'azione irregolare. 

L'Ancona ha avuto un finale rovente, e Peruzzi ha voluto affiancare Julio Cesar e Kohler, Ravanelli (ha giocato con voglia lodevole) e Dino Baggio, nella lista dei migliori. L'Ancona è uscita battuta ma a testa alta, un pareggio non lo avrebbe demeritato e si è avvalsa della giornata felice di Agostini, Lorenzini (su Di Canio), Mazzarano (su un Vialli volenteroso, ma inconcreto). 



LE PAGELLE 
Kohler e Peruzzi bloccano Agostini 
Ma l'attaccante di Guerini è stato il più pericoloso 

Nista 6. Nessun intervento impegnativo. Sul bellissimo gol di Julio Cesar non ha nessuna responsabilità. 
Glonek 5,5. E' stato messo in continuo affanno da Ravanelli, vispo come se per lui il campionato fosse cominciato ieri. 
Lorenzini 6,5. Si è spinto di frequente in avanti, ha dettato buoni suggerimenti a tutti. 
Sogliano 6. Un lavoro oscuro, da operaio a disposizione dell'architetto Detari. 
Mazzarano 6,5. Vialli ha svolto molto lavoro e lo ha messo alla prova. Lui ha risposto bene, facendo vedere al bianconero lo specchio della porta solo al 24'. 
Bruniera 6. Una prova attenta, misurata, senza alti e bassi, e un presidio molto ben curato dell'area di rigore. Vecchiola 5. Più fumo che arrosto, e si è detto molto. 
Lupo 5,5. Anche lui ha corso molto però senza risultati evidenti e concreti. 
Agostini 6,5. Ecco uno che si batte come un leone. Kohler ogni tanto è in difficoltà, ma il 9 dei rossi è stato l'uomo più pericoloso. 
Detari 6. La classe non è acqua, però Conte non lo molla mai. 
Caccia 5,5. Molto movimento, buoni fondamentali, ma Agostini avrebbe bisogno di ben più sostanziosa assistenza. 

Peruzzi 7. Bastano i tre interventi finali su Agostini (due volte) e su Lupo a qualificarne la prova. E pensare che c'era l'ipotesi che ieri non giocasse. 
Carrera 6. Guarda molto bene Caccia poi esce 
(dal 50' il solito ammirevole Galia 6 che va su Sogliano). 
Torricelli 5,5. Ci piace meno del solito, spesso impreciso, certamente stanco. E' forse anche il pedaggio di un dilettante che scopre il mondo del professionismo reale. 
Dino Baggio 6,5. Geometrico, ottimo in certe scelte di tempo, perfino misurato in lanci di 40 metri. E pensare che è diventato un commesso viaggiatore che non conosce soste. 
Kohler 7. In avvio accusa un paio di incertezze e Agostini gli dà filo da torcere dal primo all'ultimo minuto. Però è uno stopper che dà sempre sicurezza al reparto e si spinge perfino in attacco. 
Julio Cesar 6. Realizza una rete importantissima, storica e mette in fuga una precedente serie di sconcertanti titubanze. 
Di Canio 5,5. Non gioca male, fa il pendolo con buon senso tattico, l'insufficienza è per certi errori banali (palla pericolosissima a Caccia) e il non giocare all'altezza dei suoi grandi mezzi tecnici 
(dall'87 Dal Canto, sv). 
Conte 6. Un altro gregario che si sacrifica sempre, si proietta con continuità sul settore destro del campo per alimentare gli avanti. Anche lui tira la carretta da tempo immemore. 
Vialli 5,5. Vi aspettate il solito commento, tanto lavoro e niente gol. E invece no, Gianluca non piace per come sta lontano dalla zona dove servirebbe per pungere un Ancona non certo trascendentale. 
Marocchi 6. Si è ritrovato del tutto e ora spende le energie per dare una mano alla Signora nei prossimi impegnativi appuntamenti. 
Ravanelli 6,5. Avrà dei difetti (chi è senza macchie?), però ieri ci è piaciuto assai, per l'impegno, per aver cercato la porta e per aver suggerito buoni palloni per i compagni e per averli aiutati quando si trovavano in evidente difficoltà. 
Fabricatore 5. Non è arbitro che si erga a protagonista, passa inosservato. E' contestato dagli anconetani per non aver concesso il rigore per l'intervento di Julio Cesar su Agostini.

Angelo Caroli
brani tratti da: La Stampa 29 marzo 1993




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