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mercoledì 4 novembre 2026

4 Novembre 2007: Juventus - Inter

É il 4 Novembre 2007 e Juventus e Inter si sfidano nell' undicesima Giornata del Girone di Andata del Campionato di Calcio di Serie A 2007-08 allo Stadio 'Olimpico' di Torino.

Guidati in panchina da Massimo Ranieri e con un Alessandro Del Piero in gran spolvero, i bianconeri vogliono riscattarsi dall'annata in Serie B dopo la farsa di Calciopoli. Sará una gara da ricordare per una Juve che si prende un terzo posto finale dietro proprio all'Inter ed alla Roma.

Buona Visione! 


Juventus


 

Stagione 2007-2008 - Campionato di Serie A - 11 andata
Torino - Stadio Olimpico
Domenica 4 novembre 2007 ore 20.45
JUVENTUS-INTER 1-1
MARCATORI: Cruz J. 41, Camoranesi 77

JUVENTUS: Buffon, Grygera (Zebina 78), Legrottaglie, Chiellini, Molinaro, Palladino, Nocerino, Zanetti, Nedved (Iaquinta 61), Trezeguet, Del Piero (Camoranesi 70)
Allenatore: Claudio Ranieri

INTER: Julio Cesar, Maicon (Dacourt 85), Cordoba, Samuel, Chivu, Figo (Burdisso 62), Zanetti J., Cambiasso, Cesar, Ibrahimovic, Cruz J. (Suazo 65)
Allenatore: Roberto Mancini

ARBITRO: Rocchi




Gara aggressiva della Juve, ma è l'Inter a passare in vantaggio al 41' del primo tempo. Al 25' della ripresa entra l'italo-argentino e realizza il gol dell'1-1 al 32'. Partita incerta e intensa fino all'ultimo minuto

TORINO, 4 novembre 2007 - Juventus-Inter finisce 1-1. La gara più attesa finisce in pareggio. Ma non delude. Forse non è stata la gara più spettacolare del mondo, ma è stata dura, incerta e vibrante, con un finale tutto da seguire. L’Inter ha dimostrato una volta di più di essere un cingolato possente difficile da far sbandare, figurarsi da spedire fuori strada. Ma per una volta non ha chiuso una gara che aveva in pugno e, falcidiata anche dagli infortuni, ha finito per farsi rimontare. La Juve ha dimostrato che ai vertici della classifica non è un’intrusa. Alla fine di questa gara scala al quarto posto, scavalcata dalla Fiorentina, ma considerata la prestazione offerta, Ranieri può gustarsi un passo avanti, non certo preoccuparsi di uno indietro. Perchè la sua Juve ha carattere indomabile, e in avanti giocatori capaci di risolvere ogni gara. Oggi è stato Camoranesi, partito dalla panchina, con un’autonomia di mezzora, ma risolutore. Decisivo.

SUPREMAZIA JUVE - La Juve inizia forte. Alza il ritmo, pressa alto i difensori interisti che iniziano l’azione. E poi la squadra di Ranieri entra in campo con la testa giusta, cattiva, ma senza eccedere. L’Inter sembra voler far sfogare l’avversaria: sorniona, sicura di sè. Attenta in difesa, non lascia arrivare nessun pallone a Trezeguet, sempre ben appostato in area piccola. La mossa Palladino dà ragione a Ranieri: il campano è molto vivace a destra, il più pericoloso dei suoi, capace di tenere basso Cesar, costretto a dare una mano a Chivu. Meno bene in mezzo Nocerino, impreciso. La Juve ha un chiaro predominio territoriale, ma per creare occasioni gol ha bisogno di ricorrere ai calci piazzati. E a Del Piero. Pinturicchio è pericoloso su punizione di interno destro da sinistra, Julio Cesar si rifugia in angolo. Poi il capitano bianconero ci riprova dalla distanza: alto.

IL LAMPO - L’Inter si scuote. Capisce che sta dando troppa confidenza ai padroni di casa, che limitarsi a fare il compitino può diventare rischioso. Figo centra un pallone ghiotto dalla destra, Cesar arriva in ritardo sul secondo palo. E’ l’antipasto del vantaggio. Al primo tiro in porta l’Inter passa. Chirurgica. Spietata. Cesar lancia Cruz che approfitta di un buco centrale della difesa bianconera, fino a quel momento perfetta, e trafigge Buffon. La Juve accusa il colpo e la retroguardia, sempre molto alta per tenere gli attaccanti nerazzurri il più lontano possibile da Buffon, sbaglia ancora. Stavolta però Ibrahimovic, preso di mira dal suo ex pubblico, perde l’attimo buono, ritarda troppo la conclusione e spreca la palla del 2-0. Al riposo è 1-0 Inter.

QUASI 2-0 - La Juve riparte aggressiva e quadrata, ma palesa ancora limiti nella manovra: i centrali di centrocampo non riescono a far girar bene palla, a dare qualità oltre che qualità. E siccome gli esterni di difesa spingono poco l’artiglieria offensiva bianconera si trova a corto di munizioni. Disinnescata. E allora è ancora l’Inter ad andare vicina al gol. Punizione dal limite: Chivu indovina un destro a girare, Buffon ci arriva, sulla respinta Cambiasso mette dentro. In fuorigioco.

LE MOSSE TATTICHE - Ranieri cambia. Fuori Nedved, dentro Iaquinta. Che va largo a destra, con Palladino che trasloca a sinistra. Mancini perde Figo per infortunio, dentro Burdisso. Da mediano. Poi fuori Cruz e dentro il contropiedista Suazo. Ranieri ribatte con Camoranesi per Del Piero.

GARA APERTA - Ora, finalmente, la partita diventa bella. La Juve attacca alla ricerca del pari, che Trezeguet sfiora su assist di Camoranesi, e l’Inter sfrutta gli spazi per ripartire in contropiede e sfiora il 2-0 con Ibrahimovic e Suazo. Bravi Julio Cesar e Buffon a ribattere le conclusioni.

CAMORANESI GOL - La Juve rischia da paura, ma carica a testa bassa. E’ chiaro che non finirà 1-0. O pari o raddoppio subìto. E’ pari. Iaquinta fa la sponda di testa per Camoranesi, che, complice una deviazione di Samuel, finisce alle spalle di Julio Cesar 1-1. Finirà così. 




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lunedì 20 aprile 2026

20 Aprile 2008: Atalanta - Juventus

È il 20 aprile 2008 e Atalanta e Juventus si sfidano in questa gara valevole per la quindicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A TIM 2007-08. 

Il tutto si svolge allo 'Stadio 'Atleti Azzurri d'Italia' di Bergamo.

Buona Visione!




atalanta



Stagione 2007-2008 - Campionato di Serie A - 15 ritorno
Bergamo - Stadio Atleti Azzurri d'Italia
domenica 20 aprile 2008 ore 15:00
ATALANTA-JUVENTUS 0-4
MARCATORI: Legrottaglie 1, Del Piero 6, Del Piero 34, Del Piero 65

ATALANTA: Coppola, Rivalta, Carrozzieri, Manfredini, Bellini, Ferreira Pinto, Tissone, Guarente (De Ascentis 71), Langella (Padoin S. 46), Paolucci (Marconi 46), Floccari
A disposizione: Ivan, Fissore, Pellegrino, Inzaghi S. 
Allenatore: Luigi Del Neri

JUVENTUS (4-4-2): Buffon, Grygera, Legrottaglie, Stendardo, Molinaro, Camoranesi (Marchionni 71), Nocerino, Zanetti (Tiago 61), Nedved, Del Piero (Palladino R. 77), Trezeguet
A disposizione: Belardi, Birindelli, Zebina, Salihamidzic
Allenatore: Claudio Ranieri

ARBITRO: Trefoloni
AMMONIZIONI: Molinaro 19, Legrottaglie 88 (Juventus); Carrozzieri, Langella 5, Bellini 65 (Atalanta) 



La tripletta di Del Piero nel poker della Juve a Bergamo

BERGAMO - Lo champagne resta in frigo, ma solo per scaramanzia. Un Del Piero in stato di grazia e già in forma Champions League, trascina la Juventus a Bergamo segnando una tripletta nel 4-0 rifilato all'Atalanta, squadra cara al ct azzurro Donadoni che un posto tra i 23 a Pinturicchio, per Euro 2008, dovrà per forza trovarlo. Diciassette gol in campionato, grandi prestazioni e tanti assist, quello di quest'anno è uno dei migliori Del Piero di sempre. Tornando alla partita, i bianconeri ci mettono appena 6 minuti per chiudere la gara e, a quattro giornate dalla fine del campionato, restano 12 i punti di vantaggio sulle quinte, Sampdoria e Milan, oggi vittoriose su Udinese e Reggina. Ma per i rossoneri la "Vecchia Signora" è già irraggiungibile, dal momento che in caso di arrivo a pari punti i bianconeri sono in vantaggio negli scontri diretti. Contro Cassano e compagni, invece, la Juve se la vedrà solo all'ultima di campionato. I giochi, però, sono fatti: i preliminari di Champions League sono già in cassaforte e, per una squadra che viene dalla B, il traguardo centrato vale quanto uno scudetto.

Una Juve molto carica quella che si presenta a Bergamo e che in 6 appena minuti chiude la pratica Atalanta. Dopo appena 48 secondi Legrottaglie batte di testa Coppola sbloccando il risultato, al 6' arriva il colpo del ko per i nerazzurri, ad assestarlo è Del Piero con un sinistro al volo su assist di Trezeguet. Scatenata la Juventus che in questo campionato ha spesso fatto la differenza nei secondi tempi, ma che oggi a Bergamo diverte e si diverte.

Senza Chiellini, Sissoko e Iaquinta, Ranieri presenta il solito 4-4-2 con Stendardo in difesa, Nocerino e il recuperato Zanetti centrali di centrocampo e i gemelli del gol Del Piero (da oggi a quota 17) e Trezeguet (18) in attacco. L'Atalanta di Del Neri, priva di Doni, si presenta con la coppia Paolucci (scuola Juve) Floccari in avanti e il recuperato Langella a sinistra nel classico 4-4-2 del tecnico di Aquileia. La partita, però, si mette subito in salita per i nerazzurri, tramortiti dalla grande voglia di una Juve che ha fame di Champions League e che vuole centrare il traguardo prima possibile. Dopo l'1-2 Legrottaglie-Del Piero, l'Atalanta ci mette un po' per riprendersi, ma poi ci riesce e almeno mette in mostra le belle cose fatte vedere in una stagione comunque positiva per i nerazzurri. Ci provano Floccari (che chiede un rigore che potrebbe starci per una mano di Camoranesi), Bellini e Manfredini, ma al 34' Del Piero chiude tutto segnando lo 0-3 e la doppietta personale sull'assist dell'ottimo Zanetti.

La Juve gioca un ottimo calcio, l'Atalanta non demerita e non meriterebbe di andare negli spogliatoi sotto di tre gol. Nella ripresa Del Neri prova a cambiare qualcosa: dentro Padoin e il Primavera Marconi, fuori Langella e Paolucci. Ma la Juve è spietata e mentre i bianconeri cercano di far segnare Trezeguet per la classifica cannonieri, è ancora Del Piero ad andare in gol su assist proprio del francese. 4-0 Juve, tripletta Del Piero (17 in campionato, 151 in A) e per la matematica e tirare lo champagne dal frigo basta un punto, poi saranno preliminari di Champions League.

tratto da:  La tripletta di Del Piero nel poker della Juve a Bergamo - Serie A






Nel poker di Bergamo Del Piero fa l’asso
Tre gol di Alex che in pratica si conquistano gli Europei. 
Ranieri: «Come si fa a non convocare uno così?»

Tutto in un pomeriggio: la corazzata Juventus travolge il «pattino» Atalanta ed è a un passo dalla Champions; Alex Del Piero manda tre bacioni, pardon tre gol, al ct Donadoni e vede l'azzurro dell'europeo. Perché di un giocatore così, che fa tutto e più di tutto, non si sa proprio come la nazionale possa farne a meno. Fa bene a gongolare il presidente Giovanni Cobolli Gigli: 

«La Champions c'è, anche se manca un punticino. Quanto al secondo posto, dipende solo dalla Roma, noi di certo non molleremo fino alla fine». 

Parole sante perché questa Juventus tritatutto, tre vittorie in sette giorni, ha fatto capire di che pasta è fatta, anche se di fronte si è trovata un'Atalanta piccola piccola e senza stimoli.

Ma è il Del Piero show ad attirare tutte le attenzioni. E le luci, in quel di Bergamo, si sono davvero spente quando al 32' della ripresa, Ranieri l'ha sostituito con Palladino, facendo esplodere la standing ovation. E sì che, una decina di minuti prima, Alex si era rifiutato di uscire, costringendo Ranieri ad allargare sconsolato le braccia e a fare marcia indietro. Ricevendone però in cambio il terzo gol personale che porta il capitano a quota 17 nella classifica cannonieri.

Facile, davvero troppo facile per questa Juve dirompente che nel giro di cinque minuti chiude la partita. Dopo una manciata di secondi Rivalta fa fallo su Del Piero che batte la punizione e trova la testa di Legrottaglie pronta a schiacciare alle spalle di Coppola. Bis al minuto 5: cross di Camoranesi, difesa sempre immobile, testa di Trezeguet e rete di Del Piero. Partita finita. Anche perché al minuto 34 Alex legittima le sue ambizioni azzurre: riceve un perfetto assist di Zanetti, brucia sullo scatto i difensori dormienti e va ancora a segno. In mezzo l'Atalanta recrimina per un rigore negato per un evidente tocco di mano di Camoranesi. Ma il Del Piero day si chiude nella ripresa con la tripletta dopo l'ennesimo scambio con Trezeguet. E qui gli applausi sono bipartisan. 

«Si sta divertendo, segna, aiuta la squadra, ha fatto un'annata strepitosa in B e si sta ripetendo anche in questa. La sua continuità è straordinaria», 

Le parole di Claudio Ranieri che si coccola il capitano e che lancia un messaggio a Donadoni: 

«Ma come si fa a non convocare uno così?».

Del Piero über alles, ma è tutta la Juventus che ha stupito: la sicurezza di Buffon, la crescita di Legrottaglie duramente impegnato da Floccari, la fantasia di Camoranesi. E poi la concretezza di Zanetti, Nedved e di Trezeguet, uno che magari non si vede, ma che si sente. 

«Oggi gli assist me li hanno fatti lui e Zanetti - spiega Del Piero -. Sono davvero contento, sto facendo bene da due stagioni e tutto dipende dal lavoro psicologico e fisico che mi porta sempre a dare il massimo.  Comunque la determinazione e la voglia di fare non mi mancano e devo andare avanti così. Abbiamo consolidato il terzo posto in un anno per noi fantastico. La Roma? Adesso pensiamo a noi. La classifica cannonieri? Sarebbe incredibile vincerla».

Gian Piero Scevola
tratto da: JUVE IN CHAMPIONS





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domenica 12 aprile 2026

12 Aprile 2008: Juventus - Milan

Siamo in un periodo in cui l' Internazionale Milano domina il calcio italiano. Favoriti dall'uscita di scena della Juventus dal massimo palcoscenico della Serie A per 'colpa' della farsa di Calciopoli, i neroazzurri hanno strada aperta per dominare il football italiano.

Intanto siamo al 12 aprile 2008 e Juventus e Milan si sfidano in questa gara valevole per la quattordicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A TIM 2007-08. Il tutto si svolge allo 'Stadio Olimpico' di Torino.

Guidati in panchina da Claudio Ranieri e con un Alessandro Del Piero in gran spolvero giocano una gara da ricordare. Una gran bella rimonta per una Juve che si prende tre punti fondamentali per conquistare (alla fine del campionato) un terzo posto dietro all'Inter ed alla Roma.

Buona Visione!



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Campionato di Serie A 2007-2008 - 14 ritorno Torino - Stadio Olimpico Sabato 12 aprile 2008 ore 20.30 JUVENTUS-MILAN 3-2 MARCATORI: Del Piero 12, Inzaghi F. 14, Inzaghi F. 31, Salihamidzic 45, Salihamidzic 80
JUVENTUS: Buffon, Grygera, Legrottaglie (Stendardo 51), Chiellini, Molinaro, Camoranesi (Nocerino 90), Sissoko, Tiago, Salihamidzic, Del Piero, Trezeguet (Iaquinta 78)
Allenatore: Claudio Ranieri
MILAN: Kalac, Bonera, Simic, Maldini P., Favalli, Gattuso (Gilardino 84), Pirlo (Brocchi 89), Ambrosini, Seedorf, Kakà, Inzaghi F. (Cafu 69)
Allenatore: Carlo Ancelotti
ARBITRO: Rocchi ESPULSIONI: Bonera 66 (Milan)



L'editoriale di Juventus-Milan 3-2

Tre punti d'oro che valgono l'Europa. La Juventus batte il Milan 3-2 e fa un passo decisivo verso la conquista di un posto in Champions League, disputando una partita tosta e grintosa, con qualche disattenzione difensiva, ma soprattutto con giocate da manuale del calcio, provenienti dalle doti tecniche dei suoi campioni: Del Piero per l'ennesima volta goleador e per l'ennesima volta uomo partita Sky, Camoranesi assistman per tutti e tre i gol dei bianconeri, Sissoko insormontabile e d'acciaio.
Il match inizia bene per la Juve che passa in vantaggio con Alex Del Piero, ma nel prosieguo della prima frazione di gara il Milan mette sul campo il talento di Seedorf e Kakà a disposizione di Inzaghi, che va in gol per due volte di fila. Agli ultimi minuti utili, i bianconeri riescono a trovare il pari insperato col tap-in di Salihamidzic.
La ripresa inizia in modo più compassato per entrambe le squadre, che provano soprattutto a controllare il gioco. La calma viene interrotta da uno scriteriato intervento di Bonera su Sissoko (in stile Taylor-Eduardo) che costringe il non sempre attento arbitro Rocchi a tirare fuori il rosso diretto. Così, sugli sviluppi di un giusto calcio di punizione a favore dei padroni di casa, Brazzo Salihamidzic fa doppietta regalando punti fondamentali alla propria squadra.

Le pagelle di Juventus-Milan 3-2

JUVENTUS
Buffon 6,5: lavora parecchio sui tiri dalla distanza dei milanisti. Non può nulla sui due gol di Inzaghi, mentre è sempre decisivo nelle uscite alte, propagando calma e tranquillità a tutta la difesa.
Grygera 6,5: interpreta bene il ruolo di terzino. Concentrato in copertura e ficcante nelle incursioni d'attacco, dove trova anche pericolosissimi tiri dai 30 metri.
Legrottaglie 6: fa bene il suo mestiere, finché non è costretto a uscire, in seguito a uno scontro di gioco con Kakà. --> Stendardo 6: mai un errore, anzi una chiusura determinante.
Chiellini 6: come sempre ruvido, ma preciso negli interventi. L'unica disattenzione è sul dribbling di Kakà in occasione del primo gol di Inzaghi.
Molinaro 6: perde meno palloni del solito.
Camoranesi 8: Mister Classe Sopraffina, delizia il palato dei tifosi bianconeri con giocate dall'altissimo tasso tecnico. Salta tutti e sempre a sua volontà, fornendo tutti e tre gli assist per gli altrettanti gol della Juventus. Fenomenale. --> Nocerino sv.
Tiago 5: i senatori della squadra pare abbiano convinto Ranieri ad offrirgli una nuova chance da titolare, ma il portoghese non fa nulla per ripagarli della fiducia. Lento e macchinoso, sbaglia passaggi di 10 metri e si ostina nelle verticalizzazioni. Peggiore in campo.
Sissoko 7,5: il carrarmato maliano continua a confermare di essere uno dei migliori interdittori del mondo. Recupera davvero tantissimi palloni, ma la sua grandezza è nel riuscire a bilanciare la fase di distruzione del gioco con quella di costruzione. Capita spesso, infatti, di vederlo saltare con pallonetti gli avversari a centrocampo o dribblarli sulla fascia. Bonera prova a rovinargli la carriera con un fallo da censura, ma Sissoko, dopo attimi di paura, si rialza e rientra in campo, facendo esplodere tutto lo stadio. Unico.
Salihamidzic 8: decide di diventare protagonista nella partita più importante di questo finale di stagione, realizzando una doppietta storica da centravanti puro. Sorprendente.
Trezeguet 5,5: gli capita una palla delle sue a fine primo tempo, ma David la colpisce di testa mandandola addosso a Kalac. Fortuna che Brazzo è stato pronto a ricacciarla in rete. Involuto. --> Iaquinta sv.
Del Piero 8: il talento c'è sempre stato e lui ha sempre dimostrato di possederne un'infinità. Ma quello che sorprende in questa fantastica stagione del capitano bianconero è la sua forza e freschezza fisica, la sua convinzione di essere imprescindibile per la Juventus. Così, di partita in partita offre saggi di calcio e gol a caterve, con una dedizione alla causa da capitano vero. Il Calcio. Uomo partita.

MILAN
Kalac 6: se poteva fare qualcosina in più sul gol di Del Piero, in occasione delle altre due reti bianconere è impotente. Toglie dal set una bordata di Grygera sparata da 34 metri.
Bonera 5: attento dietro, offre ad Inzaghi un pallone solo da spingere in rete, rendendosi decisivo nel vantaggio milanista. Ma lo sciagurato intervento a gamba tesa sulla tibia di Sissoko avrebbe potuto causare danni enormi alla carriera del maliano. Nel frattempo, con la sua espulsione, ha fatto sì che il Milan giocasse buona parte del secondo tempo in 10 contro 11.
Simic 5: in costante affanno su Del Piero, che lo salta irridendolo più e più volte. Il croato è, così, obbligato a ricorrere ad almeno 4 falli sull'attaccante bianconero, riuscendo però a non farsi mai ammonire.
Maldini 5,5: lui è il Milan e si vede da come porta palla a testa alta e da come è sicuro negli interventi difensivi. Tuttavia, questa sicurezza gli si ritorce contro, quando Del Piero gli sottrae il pallone da sotto le gambe, offrendolo a Camoranesi per il pareggio della Juventus.
Favalli 5,5: poca spinta e molte rincorse, non tutte terminate a buon fine.
Gattuso 6: sta mano mano rientrando in forma, ma la posizione di quasi esterno destro lo limita nella sua capacità di recuperare palla. --> Gilardino sv.
Pirlo 6: nel primo tempo riesce a manovrare la squadra come meglio non gli si può chiedere, poi come tutto il Milan sparisce alla distanza. --> Brocchi sv.
Ambrosini 6,5: il migliore dei centrocampisti difensivi del Milan, recupera molti palloni e ne contende parecchi anche a Sissoko.
Seedorf 6,5: il centro-sinistra non è la sua posizione preferita, ma l'olandese quando si accende è imprendibile.
Kakà 6,5: parte molto bene, facendo ammattire la difesa bianconera e servendo un assist al bacio a Inzaghi per l'1-1. Poi cala vistosamente, soprattutto quando è schierata unica punta.
Inzaghi 7: due palle toccate, due gol. È Inzaghi. --> Cafu 5: commette l'errore fatale di perdere Salihamidzic sul 3-2 finale. Ha esperienza da vendere e non può permettersi simili distrazioni.






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sabato 22 marzo 2025

22 Marzo 2008: Inter - Juventus

Siamo in un periodo in cui l' Internazionale Milano domina il calcio italiano. Favoriti dall'uscita di scena della Juventus dal massimo palcoscenico della Serie A per 'colpa' della farsa di Calciopoli, i neroazzurri hanno strada aperta per dominare il football italiano.

Intanto siamo al 22 Marzo 2008 ed i contendenti appena citati si sfidano nell'undicesima Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2007-08 allo Stadio 'Giuseppe Meazza - San Siro' di Milano.

Guidati in panchina da Claudio Ranieri e con un Alessandro Del Piero in gran spolvero giocano una gara da ricordare. Una bella sodisfazione per una Juve che si prende un terzo posto finale dietro proprio all'Inter ed alla Roma.

Buona Visione!


 

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Campionato di Serie A 2007-2008 - 11 ritorno
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
Sabato 22 marzo 2008 ore 20.30
INTER-JUVENTUS 1-2
MARCATORI: Camoranesi 49, Trezeguet 63, Maniche 83

INTER: Julio Cesar, Maicon, Burdisso, Materazzi, Maxwell, Zanetti J., Stankovic, Chivu (Balotelli 82), Jimenez (Suazo 52), Ibrahimovic, Cruz J. (Maniche 64)
Allenatore: Roberto Mancini

JUVENTUS: Buffon, Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro, Salihamidzic, Camoranesi, Sissoko, Nedved (Nocerino 86), Trezeguet (Iaquinta 82), Del Piero
Allenatore: Claudio Ranieri

ARBITRO: Farina

 


I bianconeri vincono 2-1 a San Siro, con reti di Camoranesi, Trezeguet e Maniche. Ottimo secondo tempo della squadra di Ranieri, nerazzurri con evidenti limiti atletici, ma autori di un generoso forcing finale. Che non basta. Roma a -4 dalla capolista

MILANO, 22 marzo 2008 - La Juventus batte l'Inter e riapre il campionato. I bianconeri vincono 2-1 a San Siro. Gol di Camoranesi, Trezeguet e Maniche. La Juve vince giocando un grande secondo tempo, dopo una prima frazione di gioco equilibrata. Rispondendo alle vittorie di Fiorentina e Milan in chiave Champions, ma soprattutto facendo un favore grande così alla Roma, ora a -4 in classifica dall'Inter capolista. La Juve si impone per la prima volta nella quarta sfida stagionale con i nerazzurri, dopo l'andata di campionato e il doppio confronto di coppa Italia. Lo fa in maniera autorevole, mettendo a nudo i limiti fisici attuali dei nerazzurri, crescendo alla distanza, sfruttando le prodezze dei suoi avanti, al solito letali anche se un po' spreconi. Festeggiando nella maniera migliore le 552 presenze in bianconero di Del Piero, che raggiunge Scirea come primatista di tutti i tempi e sfodera una grande prestazione, cui manca solo il gol. L'Inter ha rischiato una punizione pesante, concedendo spazi ed occasioni una volta in svantaggio, ma trovando poi le forze ed il cuore per un assedio finale, sfiorando il pareggio lieto fine con il palo del subentrato Maniche. Ma cade per la prima volta in casa in campionato: l'ultimo capitombolo interno risaliva al 18 aprile della scorsa stagione, con la Roma.

DEL PIERO E STANKOVIC - Il primo tempo non è granchè. L'Inter prova a fare la partita, ma non punge, la Juve ha pochissimo dalle fasce laterali. Le occasioni sono poche, ma clamorose. Del Piero ci prova al volo di destro sul cross dalla sinistra di Nedved, Julio Cesar alza sopra la traversa. Poi arriva la traversa di testa di Stankovic dopo un errore sottoporta di Burdisso che si mangia un gol comodo solo davanti a Buffon. Poi c'è ancora il tempo per una bella punizione da 30 metri di Chivu, Buffon si rifugia in angolo. All'intervallo è 0-0, sintesi di tanta intensità, molti falli, qualche occasione mancata e poco gioco.

JUVE TRAVOLGENTE - La Juve riparte forte. Un grande riflesso di Julio Cesar salva l'Inter sul destro potente di Nedved. È l'avvisaglia del vantaggio ospite. Il gol, di destro, lo segna Camoranesi sul lancio di Molinaro. Azione viziata da un fuorigioco non rilevato dell'italoargentino. Mancini toglie Jimenez e inserisce Suazo. La mossa non funziona. La Juve ora ha fiducia e spazi a disposizione. E chiude i conti. Il 2-0 arriva lo splendido sinistro al volo di Trezeguet sulla rifinitura di Del Piero toccata, male, da Burdisso. La Juve ora "rischia" di dilagare. L'Inter è sulle ginocchia. Provata dai tanti infortuni. I bianconeri insistono. Il 3-0 non si concretizza per la grande parata di Julio Cesar sulla botta in contropiede di Del Piero, dopo un numero del capitano bianconero. La Juve dilapida, l'Inter si appella alle ultime forze per un ultimo disperato forcing. Accorcia le distanze con un gol di Maniche sottomisura dopo un grande slalom di Maicon sulla destra. Il portoghese poi sfiora anche il pari a tempo scaduto, colpendo un palo esterno. Ma la Juve tiene. E vince. Riaprendo il campionato.





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lunedì 27 gennaio 2025

27 Gennaio 2008 : Livorno - Juventus

É il 27 Gennaio 2008 e Livorno e Juventus si sfidano nella Prima Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2007-08 allo Stadio 'Armando Picchi' di Livorno.

Guidati in panchina da Claudio Ranieri e con un Alessandro Del Piero in gran spolvero, i bianconeri vogliono riscattarsi dall'annata in Serie B dopo la farsa di Calciopoli. Dall'altra parte c'é una Livorno che disputa un campionato deludente e saluta il massimo campionato italiano.

Buona Visione!


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Stagione 2007-2008 - Campionato di Serie A - 1 ritorno
Livorno - Stadio Armando Picchi
Domenica 27 gennaio 2008 ore 20:30
LIVORNO-JUVENTUS 1-3
MARCATORI: Trezeguet 30, Del Piero 49, Trezeguet 63, Bogdani 79

LIVORNO: Amelia, Grandoni, Knezevic, Galante, Balleri, Filippini A. (Pulzetti 59), De Vezze, Vidigal, Pasquale, Tavano, Tristan (Bogdani 59)
Allenatore: Giancarlo Camolese

JUVENTUS: Belardi, Salihamidzic (Birindelli 59), Legrottaglie, Grygera, Molinaro, Palladino R., Nocerino, Zanetti, Nedved (Castiglia 90), Trezeguet, Del Piero (Iaquinta 74)
Allenatore: Claudio Ranieri

ARBITRO: Morganti E.
ESPULSIONI: De Vezze 54 (Livorno)



La squadra di Camolese è subito aggressiva, ma non appena il francese ha la palla buona è subito gol. Dopodiché sale in cattedra Ale: gol e assist ancora per Trezeguet. E a quel punto agli amaranto resta solo l'orgoglio, che frutta il gol di Bogdani: finisce 3-1 per la Juve

LIVORNO, 27 gennaio 2008 - Senza Buffon e con una difesa non sempre impeccabile, la Juve sfrutta l'arma migliore che ha in mano al momento per liberarsi dalla morsa dell'aggressività del Livorno: la classe dei suoi big. Sono loro, in una partita in cui l'agonismo sfocia in un mare di cartellini e in un terzo tempo a rischio scazzottata (ammonito Iaquinta), a fare la differenza: la vittoria porta ancora una volta le firme di Del Piero e Trezeguet, supportati da uno Zanetti in grande spolvero. E pazienza se il miglior Nedved stasera non si è visto.

AMARANTO VERO - E' il vero Livorno quello che si avventa sulla Juve a inizio gara, il Livorno riacceso da Camolese con tutta la grinta che è nel suo Dna. Sa che il tallone d'achille della compagine di Ranieri sta dietro, e di conseguenza aggredisce e fa male: Belardi, il vice-Buffon, deve salvarsi di piede su un Pasquale lanciato a rete, poi c'è affanno su Tavano, e via dicendo. Così non resta che il solito copione, con l'attacco che rimedia alle magagne della retroguardia: ed ecco Trezeguet, che mette dentro la prima palla giocabile. Così il responso del primo tempo è inappellabile: bel Livorno ma Juve in vantaggio.

LA RIPRESA - La Juve torna in campo anche più sicura dei propri mezzi. Il Livorno resta aggressivo, ma basta che Zanetti indovini un lancio dei suoi a smarcare la punta di turno, ed ecco il raddoppio: la punta di turno è Del Piero, la conclusione non lascia scampo ad Amelia. A quel punto, sul fronte livornese alla grinta subentra il nervosismo, ed ecco l'espulsione (evitabilissima) di De Vezze, che già ammonito si fa beccare in un plateale fallo di mano; sul fronte Juve arriva invece lo spettacolo con tanto di gol da incorniciare, confezionato sull'asse Palladino (suggerimento da destra)-Del Piero (rifinitura al centro)-Trezeguet (grande conclusione al volo). Al Livorno però rimane l'orgoglio: lo si vede nella magistrale punizione di Tavano dalla distanza che finisce sul palo, e poi nel bel gol di Bogdani frutto di uno scambio veloce nello stretto appena dentro l'area. Ma a quel punto la Juve torna ad attaccare: il suo unico modo, al momento, per difendersi con efficacia e portare a casa il risultato.


 

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