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martedì 10 febbraio 2026

10 Febbraio 1991: Juventus - Cesena

É il 10 Febbraio 1991 e Juventus e Cesena si sfidano nella Terza Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1990-91 allo Stadio ''Delle Alpi' di Torino.

La Juventus tenta di riapproparsi dello scettro di squadra 'piú forte della penisola' con una nuova dirigenza tecnica affidata ad un allenatore del famigerato 'calcio champagne' Luigi Maifredi. Dopo un inizio di campionato incoraggiante i bianconeri naufragano tra caterve di gol presi ed addirittura a fine campionato si trovano fuori dalle Coppe Europee dopo 27anni. Dall'altra parte un Cesena che affonda in Serie B dopo un campionato anonimo.

Buona Visione!


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Campionato di Serie A 1990-1991 - 3 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 10 febbraio 1991 ore 15.00
JUVENTUS-CESENA 3-0
MARCATORI: Fortunato D. 5, Casiraghi 73, De Agostini 88

JUVENTUS: Tacconi, Napoli, Luppi, Fortunato D., Julio Cesar, De Agostini, Haessler, Galia (Di Canio 82), Casiraghi (Zanini 89), Alessio, Schillaci
Allenatore: Luigi Maifredi

CESENA: Ballotta, Calcaterra, Nobile, Piraccini, Barcella, Jozic, Turchetta, Esposito, Ciocci, Silas, Leoni (Zagati 74)
Allenatore: Giampiero Ceccarelli

ARBITRO: Nicchi


Agnelli: scudetto lontano 
Ma il prossimo anno saremo più forti 

TORINO. Un'ora e un quarto di sbadigli, poi negli ultimi quindici minuti una Juve determinata, decisa ad uscire tra gli applausi. Lo strapotere bianconero contro la Cenerentola del campionato non c'è stato se non negli ultimi sprazzi dell'incontro. E così molti tifosi della tribuna vip hanno abbandonato il Delle Alpi perdendosi gli ultimi spiccioli di spettacolo. Non si sono divertiti come in altre occasioni il presidente della Fiat, Gianni Agnelli, il presidente della società, Chiusano, e neppure il vicepresidente esecutivo, Luca di Montezemolo. E ognuno di loro ha preferito rimandare di qualche tempo un giudizio sulle ambizioni della squadra. 

«Aspetto di giudicarla per farla forte il prossimo anno» 

ha esordito l'avvocato Agnelli ed ha aggiunto: 

«Lo scudetto è un obiettivo non facile da raggiungere. Almeno per quest'anno. Piuttosto, questo terreno di gioco peggiora di domenica in domenica e questo non aiuta di certo lo spettacolo. Solo nella fascia centrale, dove si è provveduto a rizollare, il campo è agibile; il resto è un vero disastro. I giocatori di classe sono ovviamente penalizzati». 

Al presidente della Fiat fa eco Montezemolo: 

«Davvero un fondo impraticabile. Ma la nostra società sta già facendo alcune riflessioni per il futuro, Quali? E' presto per parlarne, ma così non si può andare avanti. Per quanto riguarda la partita, ho visto una Juve determinata, concreta. Qualcosa non mi è piaciuto, ma non riguarda la squadra». 

Un'allusione all'arbitro? Potrebbe essere, ma quando si fa cenno al signor Nicchi, il vicepresidente soprassiede: 

«Ho visto un Haessler mondiale. Mi è dispiaciuto invece per Schillaci che è andato vicino al gol in almeno tre occasioni e alla fine anche il palo gli ha detto di no. Speriamo che questo digiuno finisca presto, magari già domenica sul difficile terreno della leader Sampdoria». 

Sempre a proposito del match con il Cesena Montezemolo ha aggiunto: 

«Come a Bergamo la squadra ha lottato bene. Certo queste sono le tipiche partite dove c'è tutto da perdere. Lo spettacolo è il primo ad essere penalizzato. L'importante è stare con i piedi per terra e lavorare concentrati, anche perché essere impegnati su tre diversi fronti non è, uno scherzo, soprattutto a primavera inoltrata, quando la fatica comincerà a farsi sentire». 

L'avvocato Chiusano ha visto una Juve dai due volti, uno per tempo: 

«Nei primi 45 minuti devo dire che non è piaciuta assolutamente, ma dopo il secondo gol ha rischiato di farne almeno altri tre o quattro. Ancora una volta ho visto un Julio Cesar impeccabile su ogni pallone, ma anche il tedesco Haessler ha ritrovato lo smalto migliore. Continuo a restare della mia idea: segnano le squadre che tirano in porta. Quando la Juve ha cominciato a prendere la mira, la musica è cambiata e anche il pubblico alla fine si è divertito». 

Negli spogliatoi l'avvocato Agnelli, accompagnato da Montezemolo, ha voluto premiare con delle medaglie d'oro due protagonisti della squadra, Stefano Tacconi e Gigi De Agostini. Il primo ha festeggiato infatti le 200 partite nel campionato di A con la maglia bianconera, mentre il centrocampista ha raggiunto quota 100. 

Piero Abrate
tratto da: La Stampa 11 febbraio 1991

 




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domenica 30 novembre 2025

30 Novembre 1975: Juventus - Cesena

È il 30 Novembre 1975 e si gioca allo Stadio 'Comunale' di Torino la sfida Juventus-Cesena. La gara è valevole per la settima giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1975-76.

Una sfida che potrebbe sembrare impari ma che alla fine premia i romagnoli con un meritato pareggio. Sarà una partita scoppiettante che farà felice gli amanti del calcio d'attacco. Finisce 3-3 a dimostrazione che quel Cesena (arrivato storicamente al sesto posto in Serie A) era una squadra forte ed ambiziosa.

Alla fine di quel Campionato la Juventus finirà alle spalle del Torino Campione d'Italia con solo due punti di ritardo.

Buona Visione! 



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Stagione 1975-1976 - Campionato di Serie A - 7 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 30 novembre 1975 ore 14:30
JUVENTUS-CESENA 3-3
MARCATORI: Frustalupi rigore 21, Urban 40, Capello F. 49, Bettega R. 52, Petrini 66, Gentile 81

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cuccureddu, Furino, Spinosi, Scirea, Causio, Gori S., Anastasi, Capello F., Bettega R
Allenatore: Carlo Parola

CESENA: Boranga (Bardin 50), Ceccarelli, Oddi, Zuccheri, Danova, Cera, Bittolo, Frustalupi, Bertarelli (Petrini 17), Rognoni, Urban
Allenatore: Giuseppe Marchioro

ARBITRO: Gussoni



Capello: "Noi siamo professionisti seri perché gli arbitri ci prendono in giro?,, 
Le polemiche per il rigore concesso e per quelli negati 

Un rigore dato, due negati. Quello dato è contro, quelli negati sono a favore. Dopo aver rischiato due volte di perdere, la Juventus pareggia e alla fine recrimina sul fatto di non aver vinto. Capello è il più furioso e non bada a spese. Quando entriamo negli spogliatoi quasi ci aggredisce per dire: 

«Così, secondo quanto avete visto dalla tribuna era rigore sacrosanto quello del Cesena? Allora fatevi spiegare da Gentile com'è andata. Gentile è entrato sulla palla, non ha toccato Urban. L'arbitro ha Impiegato cinque secondi prima di concedere il penalty». 

Chiediamo conferma a Gentile il quale spiega: 

«Dico la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità, lo sono entrato da dietro, però con la punta del piede ho deviato la palla e non ho toccato l'avversario, il quale calciando a vuoto si è sbilanciato cadendo ». 

Riprende II microfono Capello per dire: 

«E allora I rigori che ci sono stati negati, piuttosto dove li mettiamo? Oddi stende Gori, niente. Ceccarelli tocca con le mani, niente. Oddi e Cera piombano su Gori. niente. Spinosi in elevazione viene spinto via mentre sta per battere a rete, niente. Si mettano in testa una cosa certi signori: noi siamo professionisti seri, non possiamo farci prendere in giro dagli arbitri, non è giusto. Naturalmente le ammonizioni contro di noi si sono sprecate. E' stata una bella partita giocata contro un bel Cesena. Peccato la pecca arbitrale». 

Spinosi interviene: 

»E' certo che se andiamo avanti così il campionato lo salvano proprio ».

E Bettega: 

«Alla fine ho protestato con l'arbitro perché non ha recuperato tutto II tempo perso. Stavamo attaccando, aveva paura che vincessimo forse?». 

Gori è furioso: 

«A nostro favore, per il fallo ai miei danni, il rigore era netto. L'arbitro forse aspettava che mi sparassero per concedere il penalty?». 

Spinosi fa anche considerazioni personali, oltre che sulla partita. Del suo rientro in squadra si ritiene soddisfatto e afferma: 

«Ho speranza che domenica mi confermino. D'altronde il Torino gioca con due punte, quindi occorrono i due stopper. Se mi mettono di nuovo in disparte, non è giusto. Sono stanco di sentirmi dire che sono giovane e che, quindi, posso aspettare». 

Il presidente Boniperti non vuol parlare dell'arbitro, accetta soltanto di parlare della squadra. 

«Nel primo tempo — dice — la Juventus era un po' frastornata. Nella ripresa, invece, c'è stata una splendida reazione, ha recuperato prima i due gol e poi II terzo. Una prova di carattere molto confortante in vista del derby». 

Che cosa è successo nell'intervallo per giustificare un slmile cambiamento dal primo al secondo tempo? Niente di particolare. Boniperti è sceso negli spogliatoi ed ha incoraggiato la squadra. Parola ha raccomandato le marcature, tra II silenzio di tutti. Prima del rientro in campo Boniperti ha ancora detto: 

«Forza ragazzi, anche in soli 45 minuti, due gol in casa si possono fare». 

Parola si è divertito, almeno cosi ha detto: 

«Sei gol — ha esordito affacciandosi sulla porta degli spogliatoi — saranno almeno valsi a non rendere noiosi I 90 minuti. La gente si sarà divertita, si sarà emozionata, lo mi sono divertito. Peccato che ci sia mancato il gol della vittoria per rendere più completa la festa». 

'Nel primo tempo s'è vista una brutta Juventus' gli fanno osservare perché si spengano certi entusiasmi. 

«Nel primo tempo — risponde — ho visto un bel Cesena, ma nella ripresa s'è vista una bella Juventus. Due gol nei primi sette minuti non mi sembrano da sottovalutare, e poi, gol bellissimi, mica su rigore». 

'Tre gol subiti alla viglila del derby indicano che la vostra difesa a volte si distrae troppo'. 

«Tre gol, tre gol. Uno è stato subito su calcio di rigore per un fallo che Gentile giura di non aver commesso. Il secondo è stato bello, niente da dire. Il terzo è stato un autogol perché la palla è carambolata sul piede di Scirea impennandosi e mettendo fuori causa Zoff». 

'Insomma lei è soddisfatto di questo pareggio?'. 

«Nella storia del campionato capitano le giornate storte, in queste giornate storte importante è non perdere. Noi abbiamo pareggiato dopo essere andati in svantaggio per 0-2 e per 2-3. Il Cesena oltre a tutto per noi è un osso costituzionalmente duro. Lo scorso anno avevamo vinto a stento, due anni fa proprio qui a Torino ci aveva costretti al pareggio. Non lamentiamoci ». 

Franco Costa
tratto da: La Stampa 1 dicembre 1975





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Frustalupi batte Zoff dal dischetto e apre le marcature

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Il tocco di Urban beffa Zoff

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domenica 2 novembre 2025

27 Marzo 1977: Juventus - Cesena

É il 27 Marzo 1977 e Juventus e Cesena si sfidano nella settima Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1976-77 allo Stadio ‘Comunale‘ di Torino.

É un campionato dominato dalle squadre piemontesi questo. Con Torino e Juventus 'abbracciate' in un appassionante testa a testa fino a fine campionato. Alla fine trionferanno i bianconeri per un solo punto in un duello entrato nella storia.

Dall'altra parte c'é un Cesena ormai condannato alla retrocessione dopo che la stagione prima era stata protagonista di una cavalcata spettacolare.

Buona Visione!




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Campionato di Serie A 1976-1977 - 7 ritorno Torino - Stadio Comunale Domenica 27 marzo 1977 ore 15.00 JUVENTUS-CESENA 3-2 MARCATORI: Benetti 14, Morini autorete 48, Bettega 68, Benetti 75, Palese 88 JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cabrini, Furino (Gori S. 42), Morini, Scirea, Causio, Tardelli, Boninsegna, Benetti, Bettega Allenatore : Giovanni Trapattoni CESENA: Boranga, Benedetti, Ceccarelli, Piangerelli, Oddi, Zaniboni, Beatrice, Frustalupi (Palese 82), Rognoni, Bittolo, Macchi Allenatori : Paolo Ferrario e Aldo Neri ARBITRO: Serafini




Le pagelle bianconere 
I guai dalla difesa 

ZOFF — Per oltre mezz'ora non tocca palla. Una sola volta Macchi, con la complicità di Scirea, lo minaccia da vicino ma sballa la conclusione. Il primo tiro In porta, In apertura di ripresa, è l'autogol di Morini. Compie una sola parata su «volée » di Macchi e capitola nuovamente, incolpevole, nel finale su una « sberla » all'incrocio dei pali di Palese. 

GENTILE — Un'altra bella prestazione. Anche sa Rognoni lo porta a spasso con un frenetico movimento. Il terzino non smarrisce la lucidità s lavora numerosi cross precisi. Allo scadere del tempo s'infortuna, ma stoicamente stringe i denti e nella ripresa, dopo un avvio in sordina, torna a rendersi molto utile. 

CABRINI — Deve sfruttare l' out sinistro e lo fa puntualmente malgrado nella sua zona si alternino Piangerelll, Rognoni, Blttolo a Ceccarelli. Da un concreto apporto al forcing bianconero confermando le sue ottime qualità di terzino d'attacco. 

FURINO — Nell'ammucchiata a centrocampo non sempre riesce a farsi luce, svirgola qualche pallone ma combatte. Per troppa generosità nella ricerca del gol, si produce uno stiramento e deve rientrare negli spogliatoi. Salterà quasi certamente anche II derby, ma potrebbe essere recuperabile con l'Aek di Atene In Coppa Uefa. 

GORI — Subentra a Furino al 41'. Da troppo tempo lontano dal clima di campionato, non ha il ritmo del compagni e talvolta rallenta l'azione. Comunque si prodiga e fornisce un bel pallone-gol che Bettega non sfrutta. 

MORINI — Non ha molta difficoltà a bloccare Macchi, pesante e goffo, ma Scirea lo inguaia favorendo due pericolose conclusioni dell'unica punta romagnola, una delle quali determina l'autorete dello stopper. 

SCIREA — Un palo di incertezze difensive (ed uno sfortunato rimpallo) contrassegnano e caratterizzano la prova un po' sbiadita di un giocatore che ha sempre fatto il proprio dovere. 

CAUSIO — Ha una partenza brillante, ma esaurisce la sua carica su due sfortunati colpi di testa (Zaniboni sulla linea e Boranga gli negano II gol). Poi insiste troppo nello spunto individuale favorendo Beatrice. Una prova a corrente alternata. 

TARDELLI — Effettua una notevole mole di lavoro a centrocampo ed anche in fase offensiva cerca di darsi da fare per aggirare lo sbarramento del Cesena e rifornire le punte. 

BONINSEGNA — Riceve due palloni in mezz'ora e Oddi lo anticipa. Effettua un paio di conclusioni che Boranga neutralizza. Non é in giornata di gran vena, appare un po' troppo statico, ma i decisivo il suo apporto al gol di Bettega. 

BENETTI — Due reti eccezionali a coronamento della sua migliore prestazione stagionale. Sarebbero state tre se Boranga, con una tempestiva uscita, non gli avesse impedito il gol. La tribolata vittoria porta la sigla inconfondibile del « tigre ». 

BETTEGA — Divide con Benetti gli applausi riconoscenti del pubblico ed i meriti per II successo. Ritrova iI poderoso stacco di testa, sfiora due volte Il gol, poi ne segna uno splendido che l'arbitro annulla. Inventa il 2-1 e propizia II terzo punto di Benetti con un lancio perfetto. E' tornato in gran forma.

Bruno Bernardi




JUVENTUS-CESENA: 3-2
Un occhio al Toro, l'altro all'AEK

LA JUVENTUS ha preso due gol dal Cesena perché l'astuto Trapattoni ha voluto mascherarsi agli occhi del collega ´007´ Francis Fandroch, il direttore tecnico dell'AEK venuto a Torino per studiare il prossimo avversario di Coppa Uefa. Fandroch, che ha 63 anni, ma è ingenuo come un pivello, è tornato ad Atene tutto contento, raccontando: 
"Ho già trovato la mossa vincente per battere la Juventus". 
Trapattoni, invece, non teme l'AEK, è solo preoccupato perché per il derby dovrà fare a meno di capitan Furino. Anche se la medicina fa miracoli, lo strappo rimediato contro il Cesena costringerà il vecchio "Furia" a rimanere in tribuna. Si consolerà con gli hobbies che sono tanti, come ha confidato all'autorevole Angelo Rovelli che l'ha inervistato per "II Monello". Ha detto Furino: 
"Federica è il mio svago, il più dolce, il più ricco di gioie. Federica è mia figlia, ha un anno e mezzo e Irene, mia moglie, ha il suo da fare per presentarmela sempre come un gioiello. Sì, con mia figlia dimentico anche la raccolta dei francobolli. Sicuro, dovete sapere che quello era un vero hobby per me. Francobolli italiani. Che pazienza! Ho continuato la raccolta che aveva mio fratello e adesso con Federica il tempo diminuisce a vista d'occhio: con la mia collezione sono in arretrato, ma pazienza". 
Semmai Furino è amareggiato per non essere arrivato alla laurea. Per il post-calcio ha solo il diploma di perito elettrotecnico: 
"... Poi ho frequentato l'università, mi ero iscritto a matematica, ma allora giocavo a Savona. Parlo di dieci anni fa, e facevo fatica a frequentare. Quando sono tornato a Torino, mi sono iscrito a Economia e Commercio ma intanto dovevo anche svolgere il servizio militare e così a poco a poco ho perso l'abitudine allo studio". 
Ma in fondo non se ne pente. E' meglio essere il capitano della Juventus che dottore in Economia e Commercio alla Fiat Mirafiori.
La Juventus, nonostante la vittoria di misura, ha ricevuto elogi anche su "La Stampa", e con somma sorpresa pure si è letto che l'arbitro Serafino ha sbagliato ad annullare il gol di Bettega che era regolare. La spiegazione è facile: a fare il servizio è stato Bruno Bernardi, che è uno dei pochi tifosi bianconeri del giornale di Agnelli. Il nuovo tema della Juventus è l'accoppiata Bettega-Benetti e sono stati definiti i "gemelli della grinta". Secondo Pier Cesare Baretti, invece, contro il Cesena, la Juventus ha rischiato più del giusto. Il vicedirettore di "Tuttosport" ha ammonito che 
"... certi sbandamenti, una squadra che ha le ambizioni della Juve, non può proprio concederseli". 
Ma chi dice che Trapattoni non abbia davvero mascherato la Juve per ingannare il vegliardo DT dell'AEK? Il fine, anche nel calcio giustifica i mezzi: giusto.

Elio Domeniconi
tratto dal Guerin Sportivo anno 1977 nr.13




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La Stampa 28 marzo 1977

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La Stampa 28 marzo 1977


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La Stampa 28 marzo 1977


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"Juve, mia bella Signora...", cantano così sugli spalti del Comunale i tifosi bianconeri dopo aver sentito alle radioline che il Napoli di Pesaola costringe al pari i campioni d'Italia del Torino. Nuovo sorpasso quindi con un torneo che si tinge di emozioni continue. Nella foto: spetta a Bettega il più bel gol della domenica: prima scarta Boranga e poi infila il pallone nella rete incustodita. Il Cesena reagirà, ma i punti andranno alla "zebra".

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Spetta a Romeo Benetti l'onore dell'ouverture: Causio batte una punizione, Boranga respinge di pugno e Benetti indovina l'angolo giusto. Ci sarà poi una reazione rabbiosa del Cesena che approderà anche al pareggio (autogol di Morini). Di Bettega il gol del raddoppio e ancora dello scatenato Benetti la rete del 3 a 1, sfruttando un assist finale di Bettega. Vano l'ultimo disperato intervento del terzino cesenate Benedetti. I romagnoli avranno poi un'altra impennata con la giovanissima ala mancina, Palese. A questo punto i marpioni di casa tireranno i remi in barca, tessendo un'infinità di trame a centrocampo, contenendo così l'esaltazione offensiva degli uomini del duo Neri-Ferrario. Per la Juventus una vittoria importantissima ai fini del rasch finale per la conquista del tricolore; per il Cesena la soddisfazione di aver sostenuto una bella prova.

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venerdì 19 settembre 2025

19 Settembre 1982: Juventus - Cesena

È il 19 Settembre 1982 e Juventus e Cesena si sfidano nella Seconda Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1982-83 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

I bianconeri piemontesi sono oramai considerati 'la squadra più forte del mondo' avendo in rosa molti elementi della nazionale Italiana Campione del Mondo a Spagna 82, con l'aggiunta di due fuoriclasse assoluti come Michel Platini e Zibì Boniek

A fine campionato la Juventus finirà in seconda posizione dietro la Roma di Nils Liedholm mentre i romagnoli deludono le attese e devono salutare il massimo campionato italiano.

Buona Visione!


 

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Stagione 1982-1983 - Campionato di Serie A - 2 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 19 settembre 1982 ore 16:00
JUVENTUS-CESENA 2-0
MARCATORI: Bettega R. 47, Platini 62

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cabrini, Furino, Brio, Scirea, Marocchino, Boniek, Rossi P., Platini, Bettega R
Allenatore: Giovanni Trapattoni

CESENA: Recchi, Benedetti, Arrigoni (Gabriele 69), Buriani, Oddi, Ceccarelli, Filippi (Rossi 74), Piraccini, Schachner, Genzano, Garlini
Allenatore: Bruno Bolchi

ARBITRO: Benedetti



Fedele a un copione che la costringe nel ruolo di protagonista assoluta per motivi di nobiltà, la Signora ha ritrovato il suo sorriso più bello grazie a un Bettega tornato al gol dopo più di undici mesi e ai monologhi di gran classe recitati da Platini, ma soprattutto da un Boniek rigenerato. 

E mentre il Cesena comprimario riusciva perfettamente a nascondere le pause fuori tempo di Pablito, i bianconeri hanno cancellato il fiasco di Marassi recitando alla perfezione una commedia dell'arte del pallone, riscuotendo applausi

Guerin Sportivo 19982 nr. 39



Applausi per Boniek nel giorno della rivincita

Boniek si è preso una bella rivincita. Non ditelo a lui. Negherebbe decisamente. Il polacco è fatto alla sua maniera. Come giocatore non si può discutere. Gioca un calcio di potenza è un cavallo di pura razza che ama scorazzare, forse porta la palla ma con progressione eccezionale. Corre e rientra, suggerisce e conclude. Come giocatore non c'è male. Come carattere è buono, ha sofferto l'ammonizione affibiatagli per un tentativo di protesta, ma negli spogliatoi non ha parlato di questo episodio, preferendo ricordare la sua partita.

Gli elogi si sprecavano. Trapattoni lo ha citato indicandolo come uno dei migliori, aggiungendo: 

"É entrato nel nostro gioco, ha trovato le nostre geometrie. Aveva la maglia n. 8. Ha vinto anche questa battaglia."

Ha rifiutato il discorso: 

«Non ho vinto mulla. La maglia non conta. Indosso quella che mi danno." 

E non intende neppure parlare di posizione. É un argomento che lo disturba, forse preoccupato del polverone sollevato da alcune frasi da lui pronunciate in buona fede nel viaggio di andata a Copenaghen. Ha ricordato soltanto: 

"Non avevo protestato, ma è nato un caso. Certo parlo un cattivo italiano, ma non voglio essere frainteso."

Torniamo a Juve-Cesena. Abbiamo visto un Воniek diverso rispetto al balbettante giocatore di qualche giorno fa. Glielo abbiamo detto, e Boniek ha sorriso felice. 

"Non ho giocato molto bene: ho disputato una partita normale, come quando sto bene. Ma voglio aggiungere anche che mi sento molto stanco." 

Ed a riprova della sua lunga attivitá ha ricordato: 

"In questi ultimi quaranta giorni ho giocato 13 partite girando in lungo ed in largo mezza Europa. Finalmente avró una settimana tranquilla per riconquistare le forze.

Non sono ancora al massimo, ma spero di dimostrare presto ai tifosi che posso anche giocare in Italia." 

Non c'era polemiche nelle sue espresioni, non c'era ricerca di rivincità. Boniek è un giocatore che sta gradatamente inserendosi in un modulo di calcio assai diverso da quello a cui era abituato. Qui si sfrutta esasperatamente la tattica, in Polonia no. Questo è il punto principale: Boniek deve ancora capire il nostro gioco, e si sta gradatamente adattando.

Contro il Cesena ha giocato bene, lui però nega: 

«Ho disputato una partita normale." 

Modesto? Sincero? Certo se dovesse ancora progredire vorrebbe dire che la Juventus avrebbe aggiunto al suo già alto potenziale una specie di mostro. In senso buono, naturalmente.




Platini: «Polemiche inutili»

TORINO-Come in ogni dopo-partita Michel Platini è circondato da giornalisti e cineoperatori francesi che vogliono sapere da lui le impressioni sul calcio Italiano, sul campionato, sulle prospettive future. Vorrebbero sapere perché la Juventus ha perso a Genova contro la Samp ed ha vinto per 2 a 0 sbagliando almeno tre gol fatti contro il Cesena. Tranquillo e quasi per niente affaticato l'italo-francese risponde pacatamente: 
«Il calcio è questo. Non possiamo meravigilarci." 
Ci sono stati progressi rispetto a Genova? 
Platini stupisce tutti dicendo: 
"Rispetto a sette giorni fa ci sono soltanto i gol in più. Non è poca cosa perché i gol sono l'essenza del calcio, servono per il risultato e per la classifica." 
Platini non si scompone: 
"Sono convinto che la Juventus possa ancora migliorare. Stiamo cercando di trovarci, di intenderci. Non siamo ancora al 100% ma lavoriamo bene e contano i risultati."
Domenica scorsa tante critiche, ora tanti elogi. Platini insiste: 
«Non c'era motivo di tante discussioni allora come non esisterebbero ora ragioni di eccessivo entusiasmo. La Juve sta facendo la sua strada. Siamo una grossa squadra, contro di noi tutti si battono al massimo, ma la Juve é in crescendo. Non parliamo di scelte tra campionato e coppa, e non intendo discutere i risultati delle nostre concorrenti. I conti li faremo alla fine."
Platini ha segnato un gol molto bello. La sua risposta: 
«Era facile sfruttare il passaggio di Boniek." 
Scambio di complimenti. 





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