venerdì 19 settembre 2025

19 Settembre 1982: Juventus - Cesena

È il 19 Settembre 1982 e Juventus e Cesena si sfidano nella Seconda Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1982-83 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

I bianconeri piemontesi sono oramai considerati 'la squadra più forte del mondo' avendo in rosa molti elementi della nazionale Italiana Campione del Mondo a Spagna 82, con l'aggiunta di due fuoriclasse assoluti come Michel Platini e Zibì Boniek

A fine campionato la Juventus finirà in seconda posizione dietro la Roma di Nils Liedholm mentre i romagnoli deludono le attese e devono salutare il massimo campionato italiano.

Buona Visione!


 

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Stagione 1982-1983 - Campionato di Serie A - 2 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 19 settembre 1982 ore 16:00
JUVENTUS-CESENA 2-0
MARCATORI: Bettega R. 47, Platini 62

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cabrini, Furino, Brio, Scirea, Marocchino, Boniek, Rossi P., Platini, Bettega R
Allenatore: Giovanni Trapattoni

CESENA: Recchi, Benedetti, Arrigoni (Gabriele 69), Buriani, Oddi, Ceccarelli, Filippi (Rossi 74), Piraccini, Schachner, Genzano, Garlini
Allenatore: Bruno Bolchi

ARBITRO: Benedetti



Fedele a un copione che la costringe nel ruolo di protagonista assoluta per motivi di nobiltà, la Signora ha ritrovato il suo sorriso più bello grazie a un Bettega tornato al gol dopo più di undici mesi e ai monologhi di gran classe recitati da Platini, ma soprattutto da un Boniek rigenerato. 

E mentre il Cesena comprimario riusciva perfettamente a nascondere le pause fuori tempo di Pablito, i bianconeri hanno cancellato il fiasco di Marassi recitando alla perfezione una commedia dell'arte del pallone, riscuotendo applausi

Guerin Sportivo 19982 nr. 39



Applausi per Boniek nel giorno della rivincita

Boniek si è preso una bella rivincita. Non ditelo a lui. Negherebbe decisamente. Il polacco è fatto alla sua maniera. Come giocatore non si può discutere. Gioca un calcio di potenza è un cavallo di pura razza che ama scorazzare, forse porta la palla ma con progressione eccezionale. Corre e rientra, suggerisce e conclude. Come giocatore non c'è male. Come carattere è buono, ha sofferto l'ammonizione affibiatagli per un tentativo di protesta, ma negli spogliatoi non ha parlato di questo episodio, preferendo ricordare la sua partita.

Gli elogi si sprecavano. Trapattoni lo ha citato indicandolo come uno dei migliori, aggiungendo: 

"É entrato nel nostro gioco, ha trovato le nostre geometrie. Aveva la maglia n. 8. Ha vinto anche questa battaglia."

Ha rifiutato il discorso: 

«Non ho vinto mulla. La maglia non conta. Indosso quella che mi danno." 

E non intende neppure parlare di posizione. É un argomento che lo disturba, forse preoccupato del polverone sollevato da alcune frasi da lui pronunciate in buona fede nel viaggio di andata a Copenaghen. Ha ricordato soltanto: 

"Non avevo protestato, ma è nato un caso. Certo parlo un cattivo italiano, ma non voglio essere frainteso."

Torniamo a Juve-Cesena. Abbiamo visto un Воniek diverso rispetto al balbettante giocatore di qualche giorno fa. Glielo abbiamo detto, e Boniek ha sorriso felice. 

"Non ho giocato molto bene: ho disputato una partita normale, come quando sto bene. Ma voglio aggiungere anche che mi sento molto stanco." 

Ed a riprova della sua lunga attivitá ha ricordato: 

"In questi ultimi quaranta giorni ho giocato 13 partite girando in lungo ed in largo mezza Europa. Finalmente avró una settimana tranquilla per riconquistare le forze.

Non sono ancora al massimo, ma spero di dimostrare presto ai tifosi che posso anche giocare in Italia." 

Non c'era polemiche nelle sue espresioni, non c'era ricerca di rivincità. Boniek è un giocatore che sta gradatamente inserendosi in un modulo di calcio assai diverso da quello a cui era abituato. Qui si sfrutta esasperatamente la tattica, in Polonia no. Questo è il punto principale: Boniek deve ancora capire il nostro gioco, e si sta gradatamente adattando.

Contro il Cesena ha giocato bene, lui però nega: 

«Ho disputato una partita normale." 

Modesto? Sincero? Certo se dovesse ancora progredire vorrebbe dire che la Juventus avrebbe aggiunto al suo già alto potenziale una specie di mostro. In senso buono, naturalmente.




Platini: «Polemiche inutili»

TORINO-Come in ogni dopo-partita Michel Platini è circondato da giornalisti e cineoperatori francesi che vogliono sapere da lui le impressioni sul calcio Italiano, sul campionato, sulle prospettive future. Vorrebbero sapere perché la Juventus ha perso a Genova contro la Samp ed ha vinto per 2 a 0 sbagliando almeno tre gol fatti contro il Cesena. Tranquillo e quasi per niente affaticato l'italo-francese risponde pacatamente: 
«Il calcio è questo. Non possiamo meravigilarci." 
Ci sono stati progressi rispetto a Genova? 
Platini stupisce tutti dicendo: 
"Rispetto a sette giorni fa ci sono soltanto i gol in più. Non è poca cosa perché i gol sono l'essenza del calcio, servono per il risultato e per la classifica." 
Platini non si scompone: 
"Sono convinto che la Juventus possa ancora migliorare. Stiamo cercando di trovarci, di intenderci. Non siamo ancora al 100% ma lavoriamo bene e contano i risultati."
Domenica scorsa tante critiche, ora tanti elogi. Platini insiste: 
«Non c'era motivo di tante discussioni allora come non esisterebbero ora ragioni di eccessivo entusiasmo. La Juve sta facendo la sua strada. Siamo una grossa squadra, contro di noi tutti si battono al massimo, ma la Juve é in crescendo. Non parliamo di scelte tra campionato e coppa, e non intendo discutere i risultati delle nostre concorrenti. I conti li faremo alla fine."
Platini ha segnato un gol molto bello. La sua risposta: 
«Era facile sfruttare il passaggio di Boniek." 
Scambio di complimenti. 





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