É una Juventus che ha appena vinto l'ennessimo Scudetto (é il 37esimo).
Dall'altra parte ci sono i blucerchiati genovesi che disputano una stagione piú che positiva; finita poco sotto le posizioni che contano per l' Europa.
Buona Visione!
Stagione 2018-2019 - Campionato di Serie A - 19 ritorno Genova - Stadio Luigi Ferraris domenica 26 maggio 2019 ore 18:00 SAMPDORIA-JUVENTUS 2-0 MARCATORI: Defrel 84, Caprari 90+1
SAMPDORIA: Rafael; Bereszynski, Ferrari A., Colley, Sala; Praet, Barreto (Vieira 70), Linetty; Ramirez (Caprari 58); Defrel, (c) Quagliarella (Gabbiadini 78) A disposizione: Audero, Belec, Andersen, Saponara, Ekdal, Jankto, Sau, Junior Tavares, Tonelli Allenatore: Marco Giampaolo
JUVENTUS: Pinsoglio; Caceres, Rugani, (c) Chiellini (Bonucci 65), De Sciglio; Cuadrado, Bentancur, Can (Portanova 59), Matheus Pereira (Nicolussi 75); Dybala, Kean A disposizione: Szczesny, Del Favero, Pjanic, Barzagli, Spinazzola Allenatore: Massimiliano Allegri
I due attaccanti blucerchiati regalano a Giampaolo (prossimo all'addio?) una prestigiosa vittoria. Marassi quest'anno si conferma tabù per Allegri, all'ultima sulla panchina bianconera
GENOVA - C'era riuscita una sola volta negli ultimi 11 scontri ufficiali. La Sampdoria torna a battere la Juventus e lo fa nell'ultima giornata di campionato. I liguri vincono 2-0 grazie alle reti nel finale di Defrel e Caprari. Amaro addio ai bianconeri per Allegri: quest'anno il Marassi è stato un vero e proprio tabù.
La prima di Pinsoglio
Le due formazioni erano state annunciate alla vigilia da Giampaolo ed Allegri, segnale di come la partita non importasse nulla per la classifica. Giampaolo sceglie Rafael in porta, si rivede a centrocampo Barreto. Allegri premia il terzo portiere Pinsgolio con la prima presenza stagionale in campionato, davanti senza Ronaldo ecco il tandem Kean-Dybala. Il più motivato è Quagliarella, deciso a blindare il primato nella classifica cannonieri ma le occasioni sono pochissime e, nel primo tempo, i due portieri appena si sporcano i guanti.
Marassi tabù per Allegri
Ripresa più pimpante con Quagliarella che in due occasioni prova a sorprendere Pinsoglio ma senza esiti. Tutte le emozioni arrivano nel finale: al 77′ Quagliarella lascia il posto a Gabbiadini e riceve la standing ovation di tutto lo stadio. Passano 4′ e viene annullato un gol a Kean, abile a superare Rafael in uscita, ma in posizione di fuorigioco per davvero pochi millimetri. Sembra tutto indirizzato verso lo 0-0 quando Defrel scambia bene in area con Gabbiadini e trafigge Pinsoglio con un tiro strozzato. L'ex attaccante della Roma sigilla così il suo ottimo girone di ritorno. La reazione della Vecchia Signora non c'è, anzi all'inizio dei 4 minuti di recupero Caprari pennella una punizione straordinaria con il portiere bianconero attonito. Dopo il ko (il primo in campionato) contro il Genoa dello scorso marzo, Marassi si conferma tabù per Allegri che lascia ufficialmente la Juventus con una sconfitta.
Lunedì il futuro di Giampaolo
Farà lo stesso Giampaolo? C'è aria di addio, ma sarà decisivo il summit previsto per lunedì tra il tecnico marchigiano ed il presidente Ferrero. Intanto la Sampdoria saluta i propri tifosi con un'ottima stagione, soprattutto tra le mura amiche. E, a proposito di mercato, attenzione alle sirene del Napoli su Quagliarella.
Stagione 2018-2019 - Campionato di Serie A - 11 ritorno Cagliari - Sardegna Arena Martedì 2 aprile 2019 ore 21:00 CAGLIARI-JUVENTUS 0-2 MARCATORI: Bonucci 22, Kean 85
Cristiano non c’è, ma ha lasciato ai compagni la sua preziosa asticella: così Leonardo Bonucci raggiunge vette ronaldesche, su un calcio d’angolo da sinistra di Bernardeschi e segna un gol che ricorda quello di CR7 all’Europeo 2016 contro il Galles in semifinale.
Uno stacco dai tempi perfetti, che scava ancora di più la distanza tra la Juventus e il resto della terraferma. Il raddoppio sul Cagliari arriva nel finale con Kean, che al terzo tentativo segna da pochi passi e scatena una bufera sulla Sardegna Arena: l’attaccante azzurro esulta sotto la curva del Cagliari, in modo che viene giudicato provocatorio. Un oggetto colpisce il capitano sardo Ceppitelli, che chiede agli ultrà di calmarsi. Ma si alza qualche «buu» isolato, che soprattutto Matuidi — in passato qui a Cagliari già vittima di insulti razzisti — non prende affatto bene. E ci vuole qualche minuto per tornare alla normalità.
Diradate le nebbie — e i timori per i nove assenti —, la squadra di Allegri si conferma un’isola sempre più lontana, che il Napoli guarda con il binocolo a 18 punti. E nella quale gli abitanti, tanti o pochi che siano, sanno quasi sempre cosa fare. Senza vergognarsi di difendere anche con cinque uomini quando serve. E pensare prima a distruggere e poi a costruire, con un trio di centrocampo che permette di dare respiro all’azione sugli esterni, cercando con insistenza i cambi di gioco che placano gli spiriti del Cagliari, nemmeno tanto bollenti.
La partita, come ama dire Massimiliano Allegri, è comunque di quelle «sporche». E modestamente la sua Juve non fa la schizzinosa. Il Cagliari di Maran ha giocato il venerdì prima, ma come tutte le squadre non abituate al turno infrasettimanale non è molto brillante, soprattutto nella prima mezz'ora. È lì che la Juve costruisce il vantaggio e lo legittima con un paio di colpi ravvicinati che escono di poco. Parate però, Cragno non ne fa per un’ora, fino a quando Kean gli si presenta davanti senza riuscire a dare la frustata giusta. Nel primo tempo, il 19enne alla seconda partita da titolare in campionato, si lascia cadere in area e viene ammonito per simulazione. Nel secondo respinge involontariamente un sinistro ravvicinato di Bernardeschi. Fino al gol finale, il quinto in 294 minuti giocati.
Ma non servirà «la balestra per dare da mangiare a Moise» come dice Allegri, che teme che il ragazzo si monti la testa. Perché qui non c’è nemmeno tempo per farlo. In vista della sfida di Champions con l’Ajax la Juve ha una serie di magagne più o meno piccole da risolvere e qui si fa male anche Caceres (altro infortunio muscolare) costringendo Emre Can a giocare da terzo centrale, come contro l’Atletico Madrid. L’emergenza — coi ritorni di Dybala e Mandzukic — dovrebbe rientrare al momento giusto, anche se Ronaldo è sempre in dubbio per l’andata di Amsterdam. L’importante è tenere sempre la sua asticella nel borsone.
I bianconeri si impongono in Sardegna e volano a quota 81, a +18 sul Napoli. Nel primo tempo apre il difensore e la chiude il giovane attaccante che poi esulta immobile sotto la curva di casa, scatenando anche buuu razzisti da una parte del pubblico
CAGLIARI - Con un gol per tempo la Juventus sbanca Cagliari e raggiunge l'impressionante quota 81 in classifica, momentaneamente a +18 sul Napoli. Alla fine, nonostante l'emergenza infortunati, i bianconeri vincono con merito con un gol per tempo: apre Bonucci e chiude Kean che poi esulta immobile sotto la curva sarda, quasi come una sfida, e accende polemiche innescando anche ululati razzisti da una parte molto ristretta degli spettatori.
CI PENSA BONUCCI - Maran schiera un 4-3-1-2 con Barella dietro le punte, Joao Pedro e Pavoletti. A centrocampo Faragò, Cigarini e Ionita. Srna e Lykogiannis esterni e Ceppitelli e Pisacane al centro della difesa. Allegri risponde con un 3-5-2 con Bernardeschi e Kean in attacco. De Sciglio e Alex Sandro sugli esterni con Emre Can, Pjanic e Matuidi in mezzo al campo. Difesa a tre composta da Caceres, Bonucci e Chiellini. Il match vive sull'equilibrio, almeno questa è la sensazione iniziale. La Juventus ci prova con Emre Can ma senza fare male alla difesa sarda, mentre al 10′ una palla sbatte su Caceres e Cragno respinge. Al 20′ Kean va giù in area ma è una chiara simulazione che l'arbitro Giacomelli punisce con il giallo. Al minuto 22 la Juventus passa grazie a un angolo che Bonucci sfrutta: colpo di testa preciso e palla all'angolino basso alla destra del portiere. Poco dopo cross di De Sciglio e colpo di testa di Matuidi, ma sfera alta. L'unica vera chance rossoblù al 39′ quando Barella assiste in area Joao Pedro che però col destro calcia sul fondo.
IL CAGLIARI CI PROVA - Dopo un primo tempo piuttosto deludente, il Cagliari prova ad alzare i ritmi nella ripresa e a insidiare l'area bianconera. Barella al 53′ ci prova ma viene murato, mentre dall'altra parte Kean sfonda tra i due centrali di difesa ma trova in Cragno un baluardo insuperabile. Caceres si fa male e allora Allegri lo cambia con Bentancur, mentre Maran rimpiazza Ionita con Birsa. Al 70′ Juve pericolosa: perfetto cross di Matuidi e sinistro al volo di Bernardeschi che però colpisce in pieno Kean. Al 75′ doppio cambio per Maran: dentro Cerri e Padoin al posto di Joao Pedro e Faragò.
KEAN LA CHIUDE, FINALE POLEMICO - La nuova disposizione tattica di Maran pare funzionare e Pavoletti ha due chance che però non sfrutta. Molto più pericoloso è Kean all'81 quando se ne va da solo verso la porta, ma Cragno coraggiosamente esce e di testa salva i suoi. Non può nulla invece l'estremo difensore sardo all'85': palla larga a destra per Bentancur, cross basso e tap-in vincente di Kean. L'attaccante bianconero festeggia restando immobile sotto la curva dei tifosi di casa scatenando un finimondo e soprattutto i soliti beceri ululati razzisti da una parte molto ristretta del pubblico; viene preso di mira anche Matuidi. Un brutto finale per una partita giocata correttamente.
La Juventus attraverso il proprio Canale Youtube Ufficiale ci fa rivivere emozioni senza limite attraverso queste immagini da brividi ...
È il 12 marzo 2019 e Juventus e Atlético Madridsi sfidano in questa gara valevole per la gara di ritorno degli Ottavi di Finale della UEFA Champions League 2018-19. Il tutto si svolge all'Allianz Stadium diTorino.
I bianconeri si trovano ad un bivio: giocare una gara grandiosa (e rimontare lo 0-2 dall'andata) od uscire precocemente dalla massima competizione europea.
Ci vorrà il miglior Cristiano Ronaldo per riuscire in un'impresa che ancora eccheggia allo 'Stadium'
Buona Visione!
Martedì 12 marzo 2019 ore 21.00 UEFA Champions League 2018/19 - Ottavi di Finale (Ritorno) 'Allianz Stadium' Torino JUVENTUS-ATLÉTICO MADRID 3-0 RETI: Ronaldo 27' pt, 4' st e 41' st (rig.)
JUVENTUS: Szczesny; Cancelo, Bonucci, Chiellini, Spinazzola (22' st Dybala); Can, Pjanic, Matuidi; Bernardeschi, Mandzukic (35' st Kean), Cristiano Ronaldo A disposizione: Perin, Cáceres, Rugani, Bentancur, Nicolussi Caviglia Allenatore: Massimiliano Allegri
Atlético MADRID: Oblak; Arias (32' st Vitolo), Godín, Giménez, Juanfran; Saúl, Rodri, Koke, Lemar (12' st Correa); Griezmann, Morata A disposizione: Adan, Savic, Montero, Carro, Kalinic Allenatore: Diego Pablo Simeone
ARBITRO: Kuipers (NED) ASSISTENTI: van Roekel (NED), Erwin Zeinstra (NED) QUARTO UFFICIALE: Higler (NED) VAR: Makkelie (NED), van Boekel (NED) AMMONITI: 20' st Bernardeschi, 28' st Juanfran, 41' st Gimenez, 46' st Vitolo
La Juventus vola ai quarti di finale di Champions League con una rimonta capolavoro contro l'Atletico Madrid. I bianconeri, che partivano dallo 0-2 di Madrid, hanno vinto 3-0 all'Allianz Stadium trascinati dalla tripletta del fenomeno Cristiano Ronaldo. Dopo il vantaggio al 27' firmato svettando di testa su Juanfran, CR7 si è ripetuto al 48' sovrastando Godin. All'86' poi il rigore - procurato da Bernardeschi - che ha completato la rimonta
LA PARTITA
Un marziano, due marziani, dodici marziani. Undici in campo e uno in panchina, fuoriclasse assoluti al pari dei suoi interpreti in campo. La Juventus ha costruito un capolavoro nei novanta minuti, ha dato un chiaro segnale all'Europa e sì, ha spiegato a tutti - qualora ce ne fosse davvero bisogno - il motivo dell'acquisto di Cristiano Ronaldo. Stuzzicato, provocato, disturbato e... scatenato! Il fenomeno portoghese ha risposto sul campo come solo lui sa fare: tripletta, tre gol all'Atletico e via di impresa con "dos huevos"così, alla faccia di Simeone che il due se lo merita sì, ma in pagella.
LE STATISTICHE
- Per la prima volta nella sua storia la Juventus supera un turno ad eliminazione diretta in una competizione UEFA dopo aver perso l’andata con due gol di scarto. I bianconeri ci sono riusciti una sola volta in Coppa delle Fiere, nel 1965, proprio contro l’Atletico Madrid.
- Prima di Cristiano Ronaldo, l'ultimo giocatore della Juventus a segnare una tripletta nella fase ad eliminazione diretta di Champions League è stato Alessandro Del Piero, contro il Monaco nel 1998.
- Cristiano Ronaldo è l'11° giocatore a segnare una tripletta in Champions League con due maglie diverse (complessivamente è la sua 35ª marcatura multipla in Champions League).
- Nessun giocatore ha segnato più gol in Champions League allo Juventus Stadium di Cristiano Ronaldo (otto, al pari di Arturo Vidal).
- Cristiano Ronaldo ha realizzato 124 reti in Champions League, quattro in più di quante ne ha segnate l'Atletico nella competizione (118).
- Cristiano Ronaldo è il giocatore che ha segnato più gol all’Atletico Madrid sotto la gestione di Diego Simeone in tutte le competizioni: 21, almeno 10 in più di ogni altro (il secondo è Lionel Messi a 11).
- Per la prima volta sotto la gestione di Diego Simeone, l’Atletico Madrid chiude un match di Champions League senza neanche un tiro nello specchio.
- Prima sconfitta per l’Atletico Madrid sotto la gestione di Simeone in Champions League contro squadre italiane (5V, 2N).
- Prima dell’assist per Cristiano Ronaldo, João Cancelo non prendeva parte attiva ad un gol in Champions League da settembre 2015 (v. Zenit, con il Valencia).
- Negli ottavi di questa Champions League, ben quattro squadre hanno ribaltato una sconfitta nel match d’andata superando il turno, record in questa fase della competizione, come nel 2011/12 e 2016/17.
- Giorgio Chiellini è il quinto giocatore nella storia della Juventus a disputare 500 partite in bianconero in tutte le competizioni, dopo Del Piero, Buffon, Scirea e Furino.
- 350ª presenza di Leonardo Bonucci con la maglia della Juventus in tutte le competizioni
Ronaldo calamita, Bernardeschi qualità e quantità, Emre Can è l’uomo in più Allegri ha le mosse giuste, la carica, il CR7 d’oro: ha tutto per andare ai quarti e oltre. Simeone cede al portoghese e allo spirito Juve. Per questo il ko fa ancora più male.
Le pagelle della Juventus dopo la rimonta capolavoro, con tripletta di Ronaldo, ai danni dell’Atlético Madrid e la conseguente qualificazione ai quarti di finale:
Szczesny: 6 - Parate non ne deve fare, ma esce sempre bene.
Emre Can: 7,5 - L’uomo in più, nella difesa a tre (e poi anche da terzino): bodyguard di Morata, ma anche spacca-pressing. E l’Allegrata della serata è servita.
Bonucci: 7 - Si perde Morata a fine primo tempo, ma per il resto annulla sia lui che Griezmann.
Chiellini: 8 - Un’energia che illumina lo Stadium a giorno: trascinatore.
Cancelo: 7 - Il cross perfetto si fa attendere, ma neanche tanto. È quello del 2-0.
Bernardeschi: 8 - Che palla per il primo gol di Ronaldo. È che discesa nell’azione del rigore. Quantità e qualità a livelli industriali.
Pjanic: 7 - Fa viaggiare veloce la palla, ma corre molto anche lui. Ci teneva a cancellare la febbre di Madrid: missione compiuta.
Matuidi: 7 - Pressa e si butta dentro: un martellamento che Koke soffre.
Spinazzola: 6,5 - Al debutto regge per un’ora, senza però mai sfondare a sinistra.
Mandzukic: 5,5 - Risparmia energie, giocando più vicino a Ronaldo. Ma non ne azzecca una.
Ronaldo: 9 - Dicono che la testa sia il suo forte: praticamente è una calamita.
Dybala: 6 - Dà equilibrio, senza colpi di genio.
Kean: S.V. - Pochi minuti, un’occasione enorme, sbagliata di poco. Ma dimostra di esserci.
Allegri: 8,5 - Le mosse giuste, la carica necessaria, il Ronaldo d’oro: tutto quello che serve per andare ai quarti e anche oltre. Paolo Tomaselli tratto da: Juve-Atletico 3-0, pagelle
Ancora a secco Cristiano Ronaldo. Traversa di Stulac, palo di Douglas Costa. Dybala in campo soli 10', i bianconeri sono in testa a punteggio pieno.
Il deejay dello stadio Tardini nel prepartita manda a tutto volume la Marcia Trionfale dell'Aida – Giuseppe Verdi assieme alla musica da discoteca, è pur sempre sabato sera – ma nella terza vittoria della Juventus c'è poco trionfo. Più che una marcia, è stata una battaglia di trincea. Parma-Juventus finisce 1-2 con due gol spediti da Mosca: Mandzukic per il vantaggio e Matuidi per il secondo allungo, le due M della finale del Mondiale. Allegri va a 9 punti, abbastanza per una sosta da capolista, ma rischia di passare due settimane di pensieri come Cristiano Ronaldo, ancora senza gol, meno pericoloso rispetto alla "prima" col Chievo.
Non che ci sia qualcuno in ritardo - lo stadio è quasi pieno già per il riscaldamento – ma Mandzukic punisce chi non arriva puntuale: dopo meno di due minuti segna un gol strano. Su un cross da destra di Cuadrado, il suo colpo di testa rimpalla su Iacoponi e resta lì, per aria. Sepe non esce e Marione, solo solo, non si sottrae alla deviazione. Qualcuno pensa sia già finita, ma sottovaluta la grande anima del Parma e i problemi difensivi della Juve settembrina. I bianchi mettono in fila tre pericoli e alla fine pareggiano. Pericolo uno: una percussione di Gervinho, che apre le acque in zona-Chiellini, con salvataggio disperato di Cuadrado su Di Gaudio. Pericolo due e tre: due tiri di Stulac su cui la Juve si salva con la traversa e con uno Szczesny insicuro. Al minuto 33, il gol: Gervinho mette in porta un cross di Gobbi deviato da Inglese e apre il carnevale della famiglia in tribuna. Pensiero istintivo: la Juve, in dieci con Cuadrado infortunato a bordo campo, ha concesso ancora spazio, come una squadra distratta. Allegri lo sa e forse va all'intervallo felice, perché a fine primo tempo arrivano due pericoli… E il contropiede Gervinho-Rigoni, con Cuadrado pessimo in fase difensiva, mette decisamente più brividi di una giocata più tiro di Bernardeschi respinta da Sepe.
la mossa douglas (e matuidi) — Il secondo tempo si apre con un paio di azioni made in Ronaldo e un tiro (alto) di Khedira dopo cross di Alex Sandro. La Juve però non segna, così Allegri va sul sicuro: dentro Douglas Costa, lo spacca-partite. Probabilmente è un caso, ma al 13’ Matuidi fa 2-1 con un gran sinistro sotto la traversa, alla fine di una azione di Alex Sandro nobilitata da un tacco di Mandzukic. La partita, ovviamente, così cambia ancora e da un lato la Juve rischia di allungare con Douglas Costa – grande palo a 20’ dalla fine – ma dall’altro il Parma si dimostra vivo. Un tiro-cross di Inglese, con Szczesny ancora incerto, fa vibrare di speranza il Tardini e nel finale lo stadio urla. Szczesny, però, rischia poco o nulla.
LA PARTITA DI CR7 — Cristiano ha cercato tanto il gol, più che nelle prime due partite, ma è rimbalzato contro i difensori del Parma, schierato con due linee davanti a Sepe. Ha giocato tanto al centro nel primo tempo e parecchio sulla sinistra nel secondo, soprattutto è sembrato sfortunato, fuori tempo, quasi prigioniero di una maledizione. È andato vicino al gol con un colpo di testa uscito di un nulla, poi non è arrivato su un tocco di Khedira e ha messo fuori un piatto per lui non complicato. Nel finale è entrato anche Dybala, alla seconda panchina consecutiva, che ha ricomposto il Dybaldo. Nel complesso però Paulo ha vissuto una partita numero 100 in A con la Juve anonima.
PARMA POSITIVO — Il Parma, in tutto questo, va a casa speranzoso: si temeva una goleada, è stata una bella partita. Soprattutto, D'Aversa ha avuto buoni segnali da un paio di uomini chiave. Stulac si è confermato calciatore di livello – "calciatore" in senso letterale, è uno dei migliori tiratori da lontano della Serie A – e soprattutto Gervinho ha giocato un'ora vecchio stile, come ai tempi della Roma. Il turbo, anche dopo il viaggio di due anni in Cina, è ancora attivo.
La Juve vince ancora. Ancora senza i gol di Ronaldo, ma ancora meritando i tre punti. Un risultato non scontato contro un Parma tutto orgoglio e velocità, ma i bianconeri riescono a capitalizzare tutta la loro enorme qualità, grazie alle zampate di Mandzukic e Matuidi e ad un secondo tempo in pieno controllo di gara, dopo che nella prima parte di gara, in realtà, gli emiliani si erano più volte fatti vedere dalle parti di Szczesny.
PRONTI, VIA, MARIO!
Allegri cambia solo Cancelo con Cuadrado rispetto all'undici titolare contro la Lazio una settimana fa e la scelta sembra subito premiare il tecnico, perché dopo appena due minuti di gioco la Juve passa: il colombiano crossa dalla destra, Iacoponi e Mandzukic vanno verso il pallone e nessuno dei due lo colpisce in maniera pulita, così la sfera rimane lì, a due metri dalla linea di porta e SuperMario deve solo spingerla in rete.
IL PARMA REAGISCE
Meglio di così non si potrebbe iniziare, ma attenzione: già a Verona contro il Chievo la Juve aveva segnato subito e poi si era ritrovata a dover rimontare negli ultimi minuti di gara. Il Parma, che evidentemente ha guardato con attenzione i filmati di quella partite, prova subito a rispondere con la rapidità di Gervinho: l'ivoriano entra in area come una saetta e tocca centralmente per Di Gaudio, chiuso in angolo all'ultimo secondo utile. Come se non bastasse arriva anche la punizione di Stulac che si stampa sulla traversa e suona come un segnale di allarme per i bianconeri, anche perché la velocità con cui gli emiliani confezionano le ripartenze e la loro determinazione non vanno sottovalutate.
GERVINHO COLPISCE
E infatti, dopo un breve periodo in cui gli uomini di Allegri riescono a tenere lontani gli avversari e a servire Ronaldo per altrettanti colpi di testa a lato, arrivano il traversone di Gobbi dalla destra e la spizzata di Inglese che liberano Gervinho davanti alla porta. Come per Mandzukic, anche in questo caso basta toccare il pallone per segnare. Il pareggio scuote i bianconeri e Bernardeschi prova a suonare la carica, ma due sue serpentine in area trovano Sepe pronto in entrambe le occasioni. E comunque è sempre il Parma ad essere più pericoloso, con l'ennesimo contropiede di Gervinho, concluso dal sinistro di Rigoni respinto da Szczesny, che salva il risultato e manda le squadre al riposo sull'1-1.
MATUIDI DI POTENZA
Si riparte con un doppio tentativo di Ronaldo, il primo respinto, il secondo alto e si continua con una Juve ben più aggressiva rispetto al primo tempo. Khedira spara fuori un prezioso assist di Alex Sandro e altrettanto fa Ronaldo, quindi arriva il primo cambio di Allegri: fuori Bernardeschi, dentro Douglas Costa e in quattro minuti la Juve torna in vantaggio. Nell'azione non centra il nuovo entrato, ma l'altro brasiliano, Alex Sandro, che tocca dalla sinistra per Mandzukic. Il croato vede l'inserimento di Mautidi e lo asseconda con uno splendido colpo di tacco, che il francese sfrutta a dovere, controllando in corsa e sparando il sinistro sotto la traversa.
CONTROLLO E VITTORIA
Il Parma accusa il colpo e ora è molto meno vivace. La Juve può controllare il gioco, mantenere il possesso palla e aspettare l'occasione buona per affondare il colpo. Sembrerebbe trovarla Douglas Costa con un sinistro a giro dal limite che però colpisce il palo esterno. Nell'ultimo quarto d'ora Allegri richiama Pjanic e Khedira e inserisce Emre Can e Dybala, passando al 4-2-3-1. Il modulo permette ai bianconeri di schiacciare ancor di più un Parma ormai esausto e di difendere il punteggio nel modo più semplice: tenendo gli avversari lontani dalla propria area di rigore. Finisce 2-1 e i bianconeri centrano la terza vittoria su tre partite. Davvero un ottimo modo per arrivare alla sosta di campionato.