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martedì 17 marzo 2026

17 Marzo 1985: Roma - Juventus

Quando qualcuno parla di anni Ottanta e Roma-Juventus, si riferisce di sicuro alla classica per antonomasia del calcio italiano. Impossibile scordarsi di personaggi come i presidenti Giampiero Boniperti e Dino Viola. E poi ci sono fatti (o misfatti) della sfida che ancora echeggiano dopo oltre tre decenni!

Intanto ci concentriamo su questa: è il 17 marzo 1985. Le squadre si sfidano nella settima giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1984-85. Tutto si svolge allo Stadio 'Olimpico' di Roma

I bianconeri sembrano più concentrati sulla Coppa dei Campioni (coppa che vinceranno nella tragica notte del Heysel) e sono lontani dalla testa della classifica del campionato. In testa, invece, c'è sorprendentemente il Verona che dopo una cavalcata splendida vince il suo primo Scudetto. Dall'altra parte c'è la Roma che anche lei termina il campionato in un anonimo settimo posto! 


Buona Visione!



roma



Campionato di Serie A 1984-1985 - 7 ritorno 
Roma - Stadio Olimpico
Domenica 17 marzo 1985 ore 15.00 
ROMA-JUVENTUS 1-1 
MARCATORI: Boniek 54, Nela 67 

ROMA: Tancredi, Oddi, Bonetti D., Ancelotti (Buriani 87), Nela, Righetti, Chierico, Cerezo, Iorio, Giannini, Graziani 
Allenatore: Sven-Göran Eriksson 

JUVENTUS: Bodini, Favero, Cabrini, Pioli, Brio, Scirea, Briaschi, Bonini, Rossi P. (Vignola 55), Platini, Boniek 
Allenatore: Giovanni Trapattoni 

ARBITRO: Agnolin L.



I bianconeri pareggiano all'Olimpico contro i «resti» della Roma
JUVENTUS CON GLI ASSI A MEZZO SERVIZIO I GREGARI LA TENGONO IN PIEDI

ROMA La Juventus trattatela pure da nobile decaduta, ma mantiene il suo fascino intatto e fa la felicità degli avversari regalando anche su una piazza amagata come quella romana un incasso da capogiro. I tifosi romanisti sono andati allo stadio sicuramente con il cuore al passato, ma dal presente volevano qualche speranza che la loro grande squadra non fosse diventata definitivamente una Rometta e nulla più.
Tifosi soddisfatti a metà, bianconeri relativamente contenti di continuare a mantenere a vista il gruppo delle nuove grandi che si giocano i piazzamenti per la Coppa Uefa della prossima stagione.
Una Juve come quella di ieri potrebbe anche avere qualche difficoltà in coppa, mercoledì, ma il risultato dell'andata la pone al riparo da ogni sorpresa, e poi c'è modo e modo di affrontare una partita. Il campionato per molti bianconeri sembra un noloso spettacolino in provincia dove non meritano di apprezzare le proprie doti da grandi istrioni. Ieri nella lista degli

 

Ignavi, nell'accezione calcistica e non in quella di dannati danteschi, stanno benissimo in ordine sparso: Cabrini, Scirea, Rossi, Platini, Boniek e Vignola. Facendo le sottrazioni dei dodici avvicendati in campo, rimangono i lavoratori più umili, gli uomini di classe non eccelsa ed è ad essi però che va il merito di questo risultato positivo.
Prendiamoli uno per uno, gli ignavi, Cabrini se ne è rimasto agganciato al suo riquadro difensivo di venti metri di lato: le protezioni offensive, un ricordo, i raddoppi di marcatura, un sogno. Scirea ha respinto bene due palle in mischia, ma ha lasciato spesso liberi Iorio e Graziani che saltavano, Favero e Brio; non è successo niente giusto perché quelli poi pensavano loro a sbaglia-re. Rossi non è mai stato in partita, eppure ha dato il via libera alla Roma uscendo; nella panchina giallorossa nessuno si era accorto che in campo c'era la controfigura del campione. Platini ha fatto due lanci deliziosi, ha battuto una punizione e mancato un tiro da fuori; sdegnosamente non ha concesso altro. Boniek ha giochettato, ha segnato un gol che non si poteva sbagliare, poi è felicemente scivolato nell'anonimato più assoluto. Vignola, entrato a salvare la patria calcistica bianconera, non ha coperto più di Rossi, cioè non ha coperto e basta, non ha fatto nulla in attacco.
La chiave di questa partita tra ex grandi può essere ricercata proprio nel cinquanta per cento di disinteresse juventino, appunto sei su sedici, e nell'arruffata ansia di prevalere dei resti romanisti al completo. La Rometta, reduce da tre sconfitte consecutive in campionato, dalla batosta di Monaco in Coppa delle Coppe e dall'eliminazione in Coppa Italia, ha trovato finalmente un po' di forza di volontà, di amore per il risultato, di vigore e di agonismo che mai erano emersi nell'ultimo disastroso mese.
L'uscita di Conti non si è avvertita e viene quasi il dubbio che l'assenza di un capitano che non ha gli attributi per reggere il ruolo abbia finito per giovare. Aggressività, determinazione, decisione nel tiro. Ci hanno provato un po' tutti, da Cerezo ad Ancelotti, da Giannini a Nela, da Oddi a Righetti. Poi hanno sbagliato, come al solito, Iorio. più del perdonabile, e boom-boom Graziani che ha avuto comunque il grande merito di togliere la torre Brio dal centro dell'area.
Una Rometta avviata a tornare squadra vera? È un po' presto per dirlo, vista anche l'ultima delusione procurata da Falcao, che rivedremo, se vedremo, in maglia giallorossa soltanto nella prossima stagione. E mercoledì c'è il Bayern, che parte da un tanto due a zero!

Giorgio Viglino





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La Stampa 18 marzo 1985

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La Stampa 18 marzo 1985

Beniamino

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martedì 17 febbraio 2026

17 Febbraio 1985: Milan - Juventus

É il 17 Febbraio 1985 e Milan Juventus si sfidano nella quarta Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1984-85 allo Stadio 'San Siro - Giuseppe Meazza' di Milano.

I Bianconeri sembrano piú concentrati sulla Coppa dei Campioni (coppa che vinceranno nella tragica notte del Heysel) e sono lontani dalla testa della classifica del campionato. In testa invece c'é sorprendentemente il Verona che dopo una cavalcata splendida vince il suo primo Scudetto. Dall'altra parte c'é il Milan che termina il campionato al quinto posto proprio davanti ai bianconeri.

Buona Visione!


Milan




Stagione 1984-1985 - Campionato di Serie A - 4 ritorno
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
domenica 17 febbraio 1985 ore 15:00
MILAN-JUVENTUS 3-2
MARCATORI: Virdis 3, Platini rigore 12, Rossi P. 30, Virdis 39, Di Bartolomei rigore 46

MILAN: Terraneo, Tassotti, Galli F., Icardi, Di Bartolomei, Evani, Verza, Wilkins, Hateley, Battistini S., Virdis
A disposizione: Nuciari, Russo, Manzo, Incocciati, Scarnecchia
Allenatore: Nils Liedholm

JUVENTUS: Bodini, Favero, Cabrini, Bonini (Pioli 69), Brio, Scirea, Briaschi, Tardelli (Vignola 69), Rossi P., Platini, Boniek
A disposizione: Tacconi, Caricola, Prandelli
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Longhi



Trapattoni: «Non importa continueremo a batterci» 

DAL NOSTRO INVIATO MILANO — 

Giampiero Boniperti ha vissuto il rigore-sconfitta della Juventus a bordo della propria auto. Vi era appena salito dopo essere stato, nell'Intervallo, a rincuorare I giocatori bianconeri nello spogliatolo. 

«Un bel primo tempo, giocato bene da entrambi», 

riesce a commentare prima di salire sull'automobile, accendere la radio e sentire che Di Bartolomei si apprestava a battere un penalty. Stringere i denti non è bastato a far si che II milanista sbagliasse e, beffa aggiunta al danno, qualche tifoso presente ne ha approfittato per rivolgergli quegli sberleffi che prima gli erano stati risparmiati. 

Poi è partito alla volta di Torino. A fine partita, nello spogliatolo, il discorso con Trapattoni è iniziato dalla fine. Anziché della partita si è parlato subito del suol giocatori, del suo intervento per allontanare Cabrini e Briaschl dall'arbitro a fine gara, del gesto di stizza di Tardelli quando lo ha sostituito. 

«Cabrini e Briaschi — ha spiegato Il tecnico — stavano chiedendo lumi e non volevo accadesse qualcosa. In quanto a Tardelli lo posso anche capire: a nessuno piace essere sostituito. Conoscendo il temperamento del ragazzo, il suo è un gesto che non mi interessa, anch'io mal sopportavo di essere allontanato prima del tempo."

Spiegazioni rapide, cosi come lo è l'esame della partita: 

«Conoscevamo le caratteristiche di Hateley e Virdis e su queste abbiamo cercato di adattare II nostro gioco. I rigori? C'erano tutti e due». 

Il discorso si sposta quindi sulle conseguenze della sconfitta: 

«Indubbiamente questo risultato ci toglie possibilità, cancella quelle prospettive che potevano essere buone. Ci siamo allontanati, ma continueremo a lottare fino in fondo. La squadra ha creato buone palle gol, anche nel secondo tempo quando, anziché cercare la manovra aggirante sulle fasce come nel primo, ha accentrato maggiormente il gioco. Questo è stato il nostro maggiore errore. Ma rimane iI fatto che la Juventus si è mostrata viva, In salute. E questa è un'ottima prerogativa guardando al futuro». 

Trapattonl conclude con una riflessione. 

«Certo San Siro quest'anno non ci ha portato fortuna. Sette gol al passivo e due sconfitte. Si è trattato però di partite differenti: contro l'Inter erano mancati Brio, Rossi, Bonlek; questa volta invece I presupposti sono stati ben differenti».

Giorgio Barberis
tratto da:La Stampa 18 febbraio 1985





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vittoria finale

Virdis-Favero

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martedì 20 gennaio 2026

20 Gennaio 1985: Juventus - Como

È il 20 gennaio 1985 e Juventus e Como si sfidano nella prima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1984-85  allo Stadio 'Comunale' di Torino.

I Bianconeri sembrano più concentrati sulla Coppa dei Campioni (coppa che vinceranno nella tragica notte del Heysel) e sono lontani dalla testa della classifica del campionato. In testa invece c'è sorprendentemente il Verona che dopo una cavalcata splendida vince il suo primo Scudetto

Dall'altra parte c'è la squadra lariana che termina il campionato con una meritatissima salvezza.


Buona Visione!


juventus


Stagione 1984-1985 - Campionato di Serie A - 1 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 20 gennaio 1985 ore 14:30 
JUVENTUS-COMO 2-0
MARCATORI: Bonini 9, Rossi P. 42

JUVENTUS: Bodini, Favero, Cabrini, Bonini, Brio, (c) Scirea, Briaschi, Tardelli, Rossi P. (Caricola 65), Platini, Boniek. 
A disposizione: Tacconi, Limido, Prandelli, Vignola. 
Allenatore: Giovanni Trapattoni

COMO: Giuliani, Tempestilli, Ottoni, Centi (Gobbo 80), Albiero, Bruno, Muller, Butti (Todesco 62), Corneliusson, Matteoli, Fusi. 
A disposizione: Della Corna, Guerrini, Morbiducci. 
Allenatore: Ottavio Bianchi

ARBITRO: Mattei



Mentre Boniek consiglia a tutti di non farsi troppe illusioni
BONINI: LA SUPERCOPPA NON CI HA DISTRATTO SIAMO TORNATI QUELLI DI UNA VOLTA

"Abbiamo la tranquillità della squadra consapevole della propria forza e della possibilità di ottenere i risultati cui aspira." 
Le parole di Cabrini sono forse un po' enfatiche, ma sostanzialmente esprimono l'atmosfera che si respirava ieri pomeriggio nello spogliaturo della Juventus dopo la vittoria per 2 a 0 sul Como.
Un avversario provinciale, è vero, ma che con pressing e velocità ha fatto faticare la Juventus: onore ai vinti, gloria ai vincitori, dunque. C'è di che - sommato alla bella vittoria di mercoledì sera contro il Liverpool - ridare nuovo fiato alle trombe dei tifosi.
Che la Juventus abbia intrapreso una di quelle rincorse che tanti entusiasmanti successi le hanno procurato da quando è iniziata l'era Trapattoni?
"Adesso è presto per fare discorsi del genere" - afferma Cabrini - "Andiamo avanti per la nostra strada, poi vedremo. Il girone di ritorno ci è favorevole, alla fine tireremo le somme."
È comunque un fatto che la situazione sembra favorevole ad una rimonta blanconera. Platini inventa da par suo, Boniek sembra aver ritrovato nella Supercoppa nuovo brio e carburante, Bonini macina sempre più palloni, tutto il complesso gira come un motore ben lubrificato. Insomma. I punti di svantaggio da Verona e Inter sono 6, ma la Juve deve recuperare l'incontro casalingo con la Lazio, quindi potrebbero diventare solo quattro. 
Boniek getta una secchiata d'acqua su entusiasmo che considera prematuro e troppo facile: 
"Andiamoci piano - ammonisce - Abbiamo vinto contro il Como e niente più. Una bella squadra, certamente, ma vincere era nostro dovere. Parlare di scudetto sarebbe illudere noi stessi e i tifosi. Se ci montiamo la testa noi, che cosa dovrebbero fare le squadre che hanno cinque o sei punti di più?"
Un richiamo alla realtà certamente opportuno, ma che appare fin troppo severo. In fondo l'intelligenza della squadra è fortissima, quella che ha vinto lo scudetto la stagione scorsa.
L'innesto di Favero al posto di Gentile: il cambiamento che probabilmente destava maggiori preoccupazioni si sta rivelando tutt'altro che traumatico: l'ex avellinese, dopo una difficile fase iniziale di adattamento, sembra aver trovato tutta la sicurezza necessaria per imporsi anche in una squadra che ha ben più elevate ambizioni. Insomma, i presupposti per una vittoriosa rincorsa ci sono.
"La cosa importante che è venuta fuori dalla partita contro il Como - spiega Bonini - è che abbiamo dimostrato di saper essere concentrati anche al di là della Coppa e della Supercoppa. Siamo tornati quelli di una volta:concentratissimi e determinatissimi sempre, in ogni occasione. Per questo dico che il discorso scudetto è ancora aperto. Anche se ci sono tanti punti da recuperare. È importante che non facciamo corsa su nessuno, dobbiamo continuare a marciare spediti per la nostra strada, a primavera alzeremo la testa e vedremo dove siamo arrivati."

Giorgio Destefanis





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