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sabato 7 novembre 2026

7 Novembre 1984: Grasshoppers - Juventus

È il 7 novembre 1984 e Grasshoppers e Juventus si sfidano nella gara di ritorno degli ottavi di finale di Coppa dei Campioni 1984-85 allo Stadio 'Letzigrund' di Zurigo (Svizzera).

I Bianconeri sembrano più concentrati sulla Coppa dei Campioni e sono lontani dalla testa della classifica del campionato. In questa gara infatti la Juve darà al mondo un'ulteriore prova di forza. Eliminati gli svizzeri, i bianconeri vanno diritti verso la conquista della Coppa. La cui conquista, però, resterà per sempre macchiata dal sangue nella tragica notte del Heysel.

Buona Visione! 


grasshoppers



Stagione 1984-1985 - Coppa dei Campioni - Ottavi, ritorno
Zürich - Stadion Letzigrund
Mercoledì 7 novembre 1984 ore 20.00
GRASSHOPPERS-JUVENTUS 2-4
MARCATORI: Briaschi 21, Koller 30, Vignola 40, Platini 62, Schaellibaum 72, Platini rigore 86

GRASSHOPPERS: Brunner, In-Albon, Schaellibaum, Hermann, Rueda (Ladner 46), Wehrli, Koller, Lauscher, Müller, Ponte, Jara
Allenatore: Miroslav Blazevic

JUVENTUS: Tacconi, Tardelli (Prandelli 72), Cabrini, Bonini, Favero, Scirea, Briaschi, Vignola, Rossi P. (Limido 69), Platini, Boniek
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Fredriksson (Svezia)

 

 

Lucidità e estro di Platini con Bonini valido polmone 
Le pagelle dei protagonisti allo stadio di Letzigrund 

TACCONI 6,5 — Un'incertezza in uscita nella fase iniziale del match, poi una validissima opposizione al bombardamento finale del Grasshopper. Nel fuoco d'artificio della partita, il portiere bianconero ha avuto la sua parte. 
TARDELLI 6 — Ha giocato senza strafare per scelta propria (e non era neppure necessario) verificando soltanto e con esito positivo la guarigione dalla sciatalgia che lo aveva tormentato. Sostituito al 72' da Prandelli, Marco sarà comunque pronto per San Siro. 
CABRINI 6,5 — In una formazione già chiaramente offensiva non ha dovuto spingersi molto in avanti, limitandosi a presidiare la sua fascia e a domare alla distanza Muller e Lauscher che si sono alternati nella sua zona. 
BONINI 7,5 — È suo destino che non possa divertirsi mai, ma sicuramente è sempre tra i migliori della Juventus. Il mediano ha giocato con grande generosità, andando a coprire i varchi e riuscendo nel finale a bloccare sul nascere molte delle avanzate avversarie, senza speranza ma comunque pericolose. 
FAVERO 6 — Per uno dei pochi difensori di ruolo, una partita non facile specialmente sul molti cross operati dal Grasshopper, ma affrontata con tranquillità e con buoni risultati personali. 
SCIREA 6,5 — Puntuale nelle chiusure difensive, ha iniziato con molta concentrazione sino a quando era necessario controllare il Grasshopper ed arrivare al gol del vantaggio che ha chiuso praticamente la partita dopo 20'. Nel finale ha forse pensato in qualche occasione al campionato. 
BRIASCHI 7 — Un gol prezioso, e tanto spazio specialmente nel secondo tempo dove sfogare la sua voglia di correre, il suo scatto. 
VIGNOLA 7 — Un gol che ha quasi ricopiato quello del vantaggio nella gara di andata, ed una parte nuova per lui. Non più una predisposizione all'attacco, ma una serata giocata con molta lucidità tattica, anche in fase di contenimento. 
ROSSI 6 — Davvero Pablito è in un momento dal «gol difficile». Molto bravo a liberarsi e scambiare la palla con i compagni, non è riuscito a centrare la porta come da lui si attende. Basta solo aspettarlo però, perché nei varchi giusti sa sempre infilarsi. 
PLATINI 7,5 — Per mezz'ora ha giocato una partita di assoluta lucidità tattica, in posizione più arretrata, comandando il gioco, raccogliendo i rinvii della difesa per proporre immediatamente l'azione offensiva, dopo è passato al puro divertimento, contentando soprattutto la foltissima tifoseria bianconera. 
BONIEK 7 — Aveva una gran voglia di gol, ancora una volta non è riuscito ad arrivarci. Comunque grande la sua prestazione sul piano dell'agonismo, della vivacità, ed ha rischiato di «morire» nel finale per alcuni lanci lunghi di Platini sui quali si è buttato con la consueta generosità strappando applausi al pubblico svizzero del Letzingrud ben abituato a gesti atletici di questo tipo. 
PRANDELLI e LIMIDO s.v. 

GRASSHOPPER: Brunner 5; Schallibaum 5,5, In Albon 6,5; Rueda 6 (46' Ladner 6), Wehrli 6,5, Hermann 7; Koeller 6, Lauscher 6,5, Muller 6,5, Ponte 5,5, Jara 6,5. 

ARBITRO: Fredriksson (Svezia) 7

Bruno Perucca
tratto da: La Stampa 8 novembre 1984






COPPA DEI CAMPIONI /GRASSHOPPERS-JUVENTUS 2-4
Continua la marcia trionfale dei bianconeri nella grande Coppa: quattro vittorie su quattro partite. A Zurigo lezione di calcio con Platini e Boniek in cattedra. E il sogno si avvicina...
Signora Europa

ZURIGO. Quella era la Juventus con un Boniek più Platini nel motore, come dire una squadra quasi disumana per un complesso di cursori dotati e gagliardi, ma in minoranza nel palleggio e nella fantasia, come i biancoblù del Grasshoppers. Quella del 7 novembre era anche la Juve più bella vista all'estero a memoria mia; e ne ho viste di Juventus e di calcio da quando sono polpa-
strellodipendente. Una concomitanza di fattori l'aveva portata a dover giocare all'attacco per l'attacco, una difesa smembrata dalle assenze di Brio e Pioli, le cattive condizioni di Tardelli, la paura di subire il primo quarto d'ora decantato come proverbiale degli svizzerotti. Così, dopo alcune schermaglie neutre, la Juve aveva cominciato ad affidarsi alle sue proprie risorse, al suo più garibaldino campione, alla regia di Platini il francese, a quanto ne fa la squadra nostra più originale, forse più romantica. Non bisogna sottacere la capacità grande della Juve di essere squadra dove ogni altra non sa esserlo, almeno in Italia, checché ne abbia potuto pensare Trapattoni detto Trap fino a Verona, dovendosi dare ragione a Platini che predicava una squadra contro qualsiasi avversario consapevole della sua forza. La pura verità, perché il Grasshoppers è stato da questa forza principalmente tecnica schiantato: la dolce violenza del piccolo Vignola, ad esempio nella circostanza del secondo gol. E il gol su azione di Platini, davvero grandissimo. Nessuno al mondo vale il Platini goleador.

BONIPERTI. Boniperti ha parlato, nella notte degli entusiasmi e delle carezze, di come la sua squadra avesse perduto solo una volta in ventidue partite, proprio ad Atene. Vero vero, riconosceva il grandioso Amleto del calcio. Il novarese che amerebbe dire tutto senza dirlo, attraverso smorfie, ammiccamenti, sorrisi. Ed elogiava anche Briaschi. 
«Quando ho visto uno partire così svelto, alla mancata presa del loro portiere, sul nostro primo gol ho detto: è stato Rossi. Ed invece era Briaschi. Cresce davvero bene questo ragazzo."
La Juventus ha stritolato il Grasshoppers con le sue artistiche trame, il suo gioco di possesso a tratti vellutato, le sue partenze verticali in contropiede. È stata una lezione di calcio al Grasshoppers, ad esempio il secondo gol: la triangolazione Platini-Boniek-Rossi culminava su Vignola e il piccolo veronese scoccava col sinistro la sua inflessibile sventola forse deviata di un'enne ininfluente, gol grandioso. Ed era il 2 a 1. Avevamo ragione noi, fin da Verona, a predicare una Juve votata al gioco, cosciente dei suoi mezzi, non catenacciaria come vorrebbero certe aderenze sentimentali di Trap al suo passato nonché a retrodatati seppur prestigiosi scrivani. È sicuramente questa la Juve che può arrivare al traguardo che ormai insegue da trent'anni; quando il Grasshoppers con uno slancio protervo si era portato al non avevamo per niente temuto che la vena juventina si esaurisse. Come fermare la potenza estrosa sgretolatrice di un Boniek, il pilastro della squadra dovunque il gioco va a rinascere, in grado di scorrere profondi cinquanta, sessanta metri? Indimenticabile Juve di Boniek, si può asserire, a proposito di un tandem di Zibi con Platini che lo vedeva presentarsi solo su Brunner e risparmiarlo con un bolide appena appena impresso. Come non riconoscere in questo polacco il più generoso calciatore straniero militante nel nostro calcio, uno dei campioni atleti più veri della stessa storia della pedateria? Non piace all'avvocato Agnelli? Piace a tutti gli juventini sparsi nel mondo, agli emigrati in particolar modo, ma vorrei dire che piace a chi ha cuore.

SUPER BONINI. Nella ripresa, il Grasshoppers si gettava in un inseguimento disperato, scoprendosi ulteriormente e, dopo una parentesi di riflessione, la Juve recuperava il suo fraseggio, le sue voglie, i suoi piaceri costruttivi, il gusto del gioco ricamato, insomma, tornava a dettare legge la ditta Boniek-Platini. Nel clima internazionale anche Vignola può inserirsi proficuamente; anche lui con le sue pause, abbinate a quelle di Platini. Gli unici a non prendersi pause erano Bonini e Boniek, da domandarsi dove vanno a prendere le forze, il maratoneta sammarinese ormai inserito perfettamente negli schemi, con piedi peranco buoni, con uno spirito di sofferenza che lo fa progredire in ogni match, anche come senso tattico, cioè capacità di essere dove serve di più, incessante e periglioso; il polacco in possesso di sostanza atletica per cui può consentirsi di sfidare fino a tre avversari alla volta nella lotta fisica per il possesso della Juventus. F. Platini per il suo piede destro prodigioso. Era una partita di cui la televisione non può avere dato nulla col suo freddo schematismo di immagini sul piccolo schermo: perfino Martellini appareva entusiasta della Juve, questo signore pieno di macerato equilibrio che ha sempre parlato al mio cuore più di tanti pseudo-cantori, non lesinava elogi. Aveva assistito, diceva, a un'indimenticabile partita.

BONIEK. Tiriamo ora le somme. La Juventus superò il sette novembre, insieme al secondo turno, una serie di remore storiche giocando un calcio universale con immensa scioltezza. Non penso che ci potranno essere tante giornate così radiose per il nostro calcio perché di Juventus ce n'è una sola. Questa squadra è gestita in modo perfetto. Boniperti-Giuliano-Trapattoni è il trittico vincente, ma non soltanto loro, attenzione. Però questi tre hanno costituito un vertice operativo che ci consente pochi sbagli. Boniperti è la grinta della conduzione logica, giolittiana; Giuliano è la pura passione juventina alla sorgente; Trapattoni è il tecnico onesto e leggero, ammanicato con le tattiche, ma estremamente competente e capace di riconoscere un errore. Questo scrivo dopo aver sottolineato che anche senza difesa la Juve è in grado di battere chiunque in casa e all'estero, ma la deve sorreggere lo stesso spirito di Zurigo. Mi diceva Boniek, un po' il demiurgo della compagine: 
"Sì, perché le assenze di Brio e dello stesso Pioli sono importanti. Ma una squadra deve sapere la sua forza e ignorare quella dell'avversario. Nel momento in cui ha questa coscienza è grande." 
Da qualche parte ho letto che la patria è dove si vive; che non si abita un paese ma una lingua; Boniek parla benissimo l'italiano. Boniek è asso juventino, vive in Italia. E cresce «per» la Juve!

Vladimiro Caminiti 
tratto dal Guerin Sportivo anno 1984 n.46







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lunedì 26 ottobre 2026

27 Gennaio 1985: Atalanta - Juventus

È il 27 gennaio 1985 ed Atalanta e Juventus si sfidano nella seconda giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1984-85  allo Stadio 'Comunale' di Bergamo.

I Bianconeri sembrano più concentrati sulla Coppa dei Campioni (coppa che vinceranno nella tragica notte del Heysel) e sono lontani dalla testa della classifica del campionato. In testa invece c'è sorprendentemente il Verona che dopo una cavalcata splendida vince il suo primo scudetto. 

Dall'altra parte c'è l'Atalanta che termina il campionato a metà classifica, lontano dalla zona rossa della retrocessione.

Buona Visione!



Atalanta



Stagione 1984-1985 - Campionato di Serie A - 2 ritorno
Bergamo - Stadio Comunale
domenica 27 gennaio 1985 ore 14:30
ATALANTA-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Magrin 14, Briaschi 40

ATALANTA: Piotti, Osti, Gentile, Perico, Rossi G., Codogno, Donadoni, Vella, Magrin, Agostinelli, Pacione
A disposizione: Malizia, Bortoluzzi, Consonni, Fattori, Larsson
Allenatore: Nedo Sonetti

JUVENTUS: Bodini, Favero, Cabrini, Bonini (Caricola 85), Brio, (c) Scirea, Briaschi, Tardelli, Rossi P. (Vignola 71), Platini, Boniek
A disposizione: Tacconi, Limido, Prandelli
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Casarin
AMMONIZIONI: Boniek, Scirea 58, Tardelli 61 (Juventus); Osti 59 (Atalanta)






Beffati dall'Atalanta con un gol su calcio d'angolo, i bianconeri non vanno oltre il pareggio
La Juve manca il colpo del ko
Entrambe le reti nel primo tempo, giocato a tratti nella nebbia - I nerazzurri passano al 13' direttamente su calcio dalla bandierina: Tardelli si abbassa e Bodini, sorpreso, si lascia sfuggire la palla in rete Al 39' pareggio di Briaschi, poi la Juventus cerca invano il gol della vittoria

BERGAMO L'aggressivitá dell'Atalanta ha costretto la Juventus ad indossare la divisa da combattimento. Era prevedibile, del resto, che i padroni di casa si affidassero a questo tipo di disposizione mentale e tattica per ovviare, innanzitutto, alle assenze di Stromberg, Magnocavallo e Soldà, e poi per far fronte ad una squadra che si presentava con l'obiettivo ambizioso di vincere. Gli uomini di Trapattoni, infatti, non avevano alternative se volevano motivare ancora le aspirazioni al titolo.

Da tutti questi propositie nata una partita non spettacolare sul piano tecnico, ma piacevole e certamente significativa nei contenuti agonistici. Ed è scaturito un risultato di parità, che si sarebbe potuto trasformare in un successo per bianconeri se, in fase di conclusione, Rossi e Briaschi fossero stati più precisi.

Le prime complicazioni per la Juventus derivavano dal pressing caldeggiato da Sonetti, che costringeva i bianconeri a liberarsi in modo sollecito della palla, soffocati com'erano da raddoppi di marcature che l'avversario proponeva in maniera addirittura ossessionante. 

Dopo poche battute su un terreno abbastanza buono, nonostante che la neve fosse stata rimossa più volte, fino a poche ore dall'inizio, la Juventus si è dovuta adeguare per evitare l'asfissia. E con maggiore applicazione e grin-ta ha dovuto rispondere alle esigenze della partita quando Tardelli (13), consigliato chissa da quale dispettoso ge-nietto, si è abbassato improvvisamente invece di respingere la tralettoria a rientrare impressa da Magrin su calcio d'angolo, lasciando di stucco l'incolpevole Bodini. La palla, rimbalzava sulle gambe del portiere e finiva in rete.

Da quel momento gli uomini di Trapattoni hanno capito che non sarebbe bastato affidarsi alle sole risorse tecniche per avere ragione di un' Atalanta che continuava ad esprimersi in pressing.. sviluppato in ogni settore del campo con un movimento anche bello da vedersi. Boniek, Platini, Rossi, Briaschi erano inseguiti ovunque dal mastini di giornata, Osti, Perico, Codogno e Carmine Gentile. Mentre Cabrini e Tardelli soltanto di rado riuscivano a sorprendere l'avversario sulle corale di loro competenza, per altro ben presidiate da Magrin e Vella.

Facendo un po' di conti, si poteva concludere tranquillamente che la partita si sarebbe decisa in favore della squadra che avesse saputo appellarsi alla genialita, all´incisività dei propri elementi. E siccome la Juventus, in questa chiave, non dimostra certo di essere lacunosa, capitava che, appena era in grado di scuotersi di dosso quell'appiccicoso e martellante gioco aggressivo imposto dal bravo Sonetti, i lanci di Platini (ieri, però, inizialmente un po' fuori misura), l'ostinatezza lodevole e ordinata di Tardelli, la volontà di Boniek e di Bonini, e la vivacita di Briaschi creassero grattacapi a Piotti. Il quale compiva, comunque, rari interventi, dal momento che al 23´ Briaschi sbucciava una palla favorevole e che al 38' Rossi, spedito da Michel in zona gol, interveniva davvero male di sinistro.

Mentre la nebbia, comparsa improvvisamente verso il 20´, sotto la forma di un velo sottilissimo, toglieva e restituiva a suo piacimento le immagini al pubblico, Briaschi si faceva perdonare l'errore precedente e, al 39, approfittando di un velo di Rossi, di sinistro e da fuori area batteva Piotti, forse ingannato da un rimbalzo del pallone sul terreno.

Nella ripresa, la chiave del match non subiva metamorfosi. Prevaleva l´agonismo. L'Atalanta tentava sortite in contropiede con Pacione, molto ben guardato da Brio, e con gli inserimenti talvolta del bravissimo Donadoni, tal'altra di Magrin e di Vella. Ma pure la Juventus aveva stretto le maglie e non era facile per i nerazzurri trovare varchi. L'agonismo portava qualche elemento fuori misura, tanto che l'attento Casarin estraeva il cartellino giallo per ammonire Scirea, Osti, Tardelli e Boniek.

Anche nel secondo tempo, se si eccettuano una conclusione di Codogno (respinta da Scirea al 49') e un tiro di Agostinelli abbondantemente a lato (61'), le occasioni per il colpo del ko. erano ancora costruite dalla Juventus. Al 53', infatti, una punizione di Platini era respinta casualmente da Paolo Rossi, il quale al 70' veniva sostituito da Vignola;più al 65' ancora Platini calibrava sul piede di Briaschi un pallone che andava solo sospinto in rete. Ma sul bianconero rinveniva Gentile e la palla terminava di poco a lato.

Sei minuti dopo, l'asso francese, con prodezza isolata, si portava in posizione favorevole, anche se angolata, e batteva verso il palo opposto. L'azione sfumava.

A questo punto nessuno mollava piú le proprie posizioni. Era un braccio di ferro vigoroso ma non violento. Ed era pari: un punto ciascuno, che fa bene all'orgogliosa Atalanta ma che sicuramente non soddisfa in una Juventus molto viva e decisa, al punto che se ieri avesse trovato un avversario meno aggressivo, ne avrebbe fatto un sol boccone.

Angelo Caroli
tratto da La Stampa del 28 gennaio 1985






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mercoledì 9 settembre 2026

9 Settembre 1984: Juventus - Sambenedettese

É il 9 Settembre 1984 e Juventus e Sambenedettese si sfidano nella quinta gara del Girone Eliminatorio della Coppa Italia 1984-85  allo Stadio 'Comunale' di Torino.

I Bianconeri sembrano piú concentrati sulla Coppa dei Campioni (coppa che vinceranno nella tragica notte del Heysel) e sono lontani dalla testa della classifica del campionato. In testa invece c'é sorprendentemente l' Hellas Verona che dopo una cavalcata splendida vince il suo primo Scudetto. 

In Coppa Italia invece i bianconeri vengono fermati dal Milan, mentre i rossoneri si arrendono in finale alla sorprendente Sampdoria (alla prima Coppa Italia vinta).

Buona Visione!




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Stagione 1984-1985 - Coppa Italia - Eliminatorie, 5ª giornata
Torino - Stadio Comunale
domenica 9 settembre 1984 ore 16:30
JUVENTUS-SAMBENEDETTESE 5-0
MARCATORI
: Pioli 12, Briaschi 34, Platini 49, Platini 52, Platini rigore 69

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini (Limido 55), Pioli, Scirea, Briaschi, Tardelli (Caricola 64), Rossi P., Platini, Boniek (Vignola 55)
Allenatore: Giovanni Trapattoni

SAMBENEDETTESE: Di Leo, Petrangeli (D'Angelo 53), Attrice, Maccoppi, Schio, Cagni, Moro, Ruffini, Borgonovo, Manfrin, Birigozzi (Buoncammino 46)
Allenatore: Francesco Liguori

ARBITRO: Sguizzato



Girone 7 - Il francese della Juventus tre volte a segno contro la Sambenedettese 
Platini ritrova il gusto del gol 
Briaschi: l'ex genoano, con Francis, è in testa alla classifica dei marcatori 
TORINO — 
"Dopo questi tre gol nessuno dirà più che sono in crisi". 
Platini ritrova lo spunto vincente ed il gusto della polemica, spinge la Juve ad un facile successo sulla Sambenedettese e si presenta nel migliore del modi in vista dell'inizio del campionato. La larga vittoria (5-0) contro i modesti marchigiani non cancella però alcune incertezze dimostrare dalla Juventus nel primo tempo, quando i bianconeri, di fronte ad un impegno piuttosto agevole, hanno iniziato in maniera «allegra», rischiando qualcosa di troppo contro una squadra evanescente. 
Il fallo da rigore commesso da Cabrini su Borgonovo è in proposito abbastanza eloquente, il centravanti rossoblu stava infatti per tirare a rete ed il difensore è stato costretto ad atterrarlo in maniera plateale. Trapattonl ha sottolineato a fine partite le sviste dei suoi, ma in certi casi la concentrazione è difficile da raggiungere. Ed in realtà la Juve non ha mai corso veri pericoli e comunque solo nel primo tempo si sono viste delle smagliature difensive.
'Nella ripresa Invece non c'è stata partita. La superiorità di Scirea e compagni è, stata troppo netta, evidentemente il tecnico juventino si è fatto sentire nello spogliatolo. Prodezze di Platini a parte, bianconeri, che si concedono anche qualche licenza di troppo, presentano Stefano Pioli, autore di una splendida rete. 
Le cose migliori sono venute dal giovane Pioli autore del primo gol della partita, il primo per lui in maglia bianconera. Splendida l'esecuzione, ma migliore ancora il suo scambio con Rossi a conferma di come l'ex parmigiano' abbia facilita di palleggio e buona tecnica. Trapattoni lo promuoverà titolare anche a Como. E' comunque difficile valutare la prova della Juventus dopo una partita quasi sempre in discesa. 
Normali, diciamo cosi, gli altri con attimi di gloria anche per Vignola, Limido e Caricola entrati nella ripresa al posto di Boniek, Bonini e Tardelli. 
Ingludicabile o quasi la Sambenedettese di Franco Liguori. A centrocampo bene Manfrin, in attacco il centravanti Borgonovo sembra ben dotato fisicamente e tecnicamente, ma soffrirà anche lui parecchio anche perché è piuttosto giovane. Juve in gol dopo 12 minuti. Pioli scambia con Rossi e riceve di nuovo, avanza e sferra un gran destro che batte Di Leo. La Sambenedettese ha in questa fase della partita il suo momento migliore ed al 22' Attrice impegna Tacconi (sempre molto attento) in una difficile deviazione in angolo. Platini diverte per alcuni geniali passaggi (non sfruttati) al compagni poi al 28' la Samb ha l'occasione di pareggiare. Cabrini atterra nettamente Borgonovo in area, ma Manfrin sparacchia a lato sprecando il sacrosanto rigore. Scampato il pericolo la Juve raddoppia. E' il 34': centro di Platini, rimpallo tra Rossi ed il portiere DI Leo, palla che schizza verso Briaschi che é lesto a mettere in rete. Ancora un salvataggio in extremis di Tacconi (39') su Birigozzi e si chiude il tempo. 
Nella ripresa il Platinishow. Michel va in gol per la prima volta al 49'. Attrice lo atterra al limite dell'area e Platini stesso trasforma con una punizione tagliente rasoterra. Al 52' il quarto gol. Briaschi centra per Rossi, colpo di testa di Pablito per Platini che sempre di testa spiazza il portiere marchigiano. Per completare il suo repertorio, Platini concede il tris al 69'. Attrice atterra Limido in area e Michel trasforma con un secco destro. E Trapattoni pensa già aI Como. ni dei pruni minuti non possono comunque cancellare 1'. 


 

Il giovane rincalzo Pioli è felice ma realista
"UN GOL NON BASTA PER LA PROMOZIONE"
«La rete segnata alla Samb non mi garantisce un posto da titolare. Voglio comunque dedicarla a mio nonno, tifoso bianconero"

Il risultato non contava, con la Juventus già qualificata. Ma la partita contro la Sambenettese ha avuto ugualmente qualche momento esaltante o quantomeno di interesse. Platini, infatti, giocava la sua centesima partita in maglia bianconera: avvenimento rotondo, se non altro sul piano statistico, ed il francese, sia pure con estrema noncuranza, lo ha adeguatamente festeggiato, mettendo in porta tre gol. La partita non era di quelle più impegnative, ma tre reti fanno sempre effetto: Platini ha tenuto con i cronisti un contegno distaccato, senza dare importanza alla prodezza: tre gol che proprio non l'hanno interessato.
Meglio, forse, il gol che ha segnato Pioli, ragazzo di diciannove anni all'esordio davanti al pubblico torinese.
Nella Juventus non è facile sfondare, è addirittura difficile entrare in squadra se non si hanno le carte in regola. Bene, questo Pioli sembra averle e non soltanto per quello che sa fare sul campo dove corre con la testa alta e si muove con palleggio elegante. Fuori campo, proprio nel giorno della sua consacrazione ufficiale, il giovanotto dimostra di aver assimilato quello che è lo stile-Juventus: non una parola di troppo, gesti contenuti. Non abbocca alle trappole dei cronisti, quando gli dicono che ormai, giocando così, puo' pretendere il posto fisso in prima squadra.
Ribatte: 
"Per carità, neppure ci penso. Diciamo che, se il mister mi chiamerà, spero di essere pronto. Ma non penso proprio che questa mia partita possa garantirmi un futuro. Diciamo invece che adesso viene il difficile. Di conseguenza continuerò ad allenarmi con la stessa cura, sperando di ottenere buoni risultati. Così, se il signor Trapattoni dovesse avere bisogno di me, sarò pronto." 
Magari a segnare ancora qualche gol, possibilmente in campionato...
"Il gol é sempre una gran cosa, ma non credo che nel mio ruolo potrò farci l'abitudine. Magari ci riuscissi! Debbo dire, comunque, che davvero non avrei sperato di segnare nella mia partita d'esordio al Comunale. É stata un'esperienza elettrizzante, anche perché totalmente inaspettata."
Facciamo una domanda scontata; a chi dedica questo primo gol bianconero?
Pioli riflette e sorride prima di rispondere: 
"É proprio necessario? Non ho comunque difficoltà a dire che dedico questo gol a mio nonno Giuseppe, il quale è da anni paralizzato e fa il tifo da sempre per la Juventus. Credo che gli faccia piacere, come ha fatto piacere a me mandare la palla in re la in rete."
E l'augurio è che il gol sia seguito da tanti altri.

Beppe Bracco
brani tratti da: La Stampa 10 settembre 1984





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sabato 22 agosto 2026

22 Agosto 1984: Juventus - Palermo

É il 22 Agosto 1984 e Juventus e Palermo si sfidano nella prima gara del Girone Eliminatorio della Coppa Italia 1984-85  allo Stadio 'Comunale' di Torino.

I Bianconeri sembrano piú concentrati sulla Coppa dei Campioni (coppa che vinceranno nella tragica notte del Heysel) e sono lontani dalla testa della classifica del campionato. In testa invece c'é sorprendentemente l Hellas Verona che dopo una cavalcata splendida vince il suo primo Scudetto. Dall'altra parte c'é il Palermo che disputando una ottima stagione in Serie C1 ottiene il pass per il ritorno immediato nella serie cadetta.

In Coppa Italia invece i bianconeri vengono fermati dal Milan, mentre i rossoneri si arrendono in finale alla sorprendente Sampdoria (alla prima Coppa Italia vinta).

Buona Visione!

  


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Stagione 1984-1985 - Coppa Italia - Eliminatorie, 1ª giornata
Torino - Stadio Comunale
Mercoledì 22 agosto 1984 ore 20:30
JUVENTUS-PALERMO 6-0
MARCATORI: Briaschi 8, Briaschi 26, Cabrini 58, Briaschi 59, Rossi P. 63, Boniek 88

JUVENTUS: Tacconi, Caricola, Cabrini, Bonini, Favero (Pioli 72), Scirea, Briaschi (Vignola 63), Tardelli (Limido 63), Rossi P., Platini, Boniek
Allenatore: Giovanni Trapattoni

PALERMO: Paleari, Cecilli, Guerini, De Biasi, Bigliardi, Picano, Tarantino (Barone 46), Maiellaro (Testa 46), Pircher, Majo, De Vitis
Allenatore: Domenico Rosati

ARBITRO: Magni P.L.

 


Briaschi, altri tre gol 
Il nuovo centravanti della Juventus scatenato anche contro il Palermo - 
Due volte a segno nel primo tempo, ed ancora nella ripresa con Cabrini, Rossi e Boniek - 
Bianconeri vivaci, siciliani deboli 

TORINO — La Juventus, di nuovo con lo scudetto, debutta al Comunale sette giorni prima del previsto. La prima partita di Coppa Italia, con il Palermo, retrocesso lo scorso anno in CI. doveva infatti disputarsi allo stadio siciliano, ma il campo palermitano è parzialmente inagibile, così i bianconeri si presentano in anticipo ai propri tifosi (ci saranno circa 20 mila persone sugli spalti in una serata mite). C'è Briaschi, atteso con curiosità dopo i tre gol segnati in amichevole, c'è il roccioso Favero chiamato a sostituire Brio infortunatosi a Parma.

Tra i rosanero ritorna il portiere Palcari recuperato dal Bologna dopo un trasferimento lampo di soli due mesi. Ma ci sono però gravi assenze che costringono il tecnico siciliano Rosati, a fare salti mortali per mettere insieme undici giocatoli. 

Pochi minuti di studio e la Juve comincia a mettere a frutto la sua evidente superiorità. Ed alla prima vera azione d'attacco è già in gol. Il merito è in gran parte di Caricola che all'8' pesca Platini smarcatissimo sulla sinistra: Michel controlla di petto e serve Briaschi liberissimo a centro area che non ha difficolta a battere Palcari indifeso davanti a lui. La Juve insiste ed all' 11' ancora Platini serve di testa Cabrini che sempre di testa manda di poco sopra la traversa. La partita prosegue ora a senso unico. Al 15' una punizione di Platini smarca in area Bonini che tira a colpo sicuro, ma De Biasi sulla linea di porta riesce a respingere. 

Il ritmo non è ovviamente da capogiro, ma si vede che la Juve è in costante crescita. La precisione non manca ed è questo che vuole Trapatloni in questa delicata fase iniziale, più che gol troppo facili. Platini è più altruista del solito, Boniek si dimostra in condizione più che buona. Ora la Juventus diverte. Il suo gioco scorre via piacevole anche se, onestamente, il Palermo non oppone una resistenza consistente. Cosi al 26' la Juventus passa ancora. E' di nuovo Caricola, uno del più in forma, ad impostare I'azione sulla destra servendo Platini con un centro molto preciso: Michel scavalca il portiere Palcari con uno splendido pallonetto, sul quale si avventa ancora Briaschi che raddoppia, a conferma di un momento felicissimo per lui. 

Oltre tutto Rossi gli lascia via libera come opportunista d'area, recitando una faticosa ma preziosa parte di spalla. E il Palermo? La squadra siciliana assiste, cercando di tanto in tanto di alleggerire la pressione bianconera. A centrocampo Malo e Maiellaro si dannano l'anima per mettere Pircher in condizione di impensierire Tacconi, ma fare breccia nella difesa bianconera è impresa titanica. Ed è comunque il Palermo a vivacizzare l'ultima parta del tempo con azioni abbastanza brillanti, anche se è la Juventus a sfiorare ancora il gol al 45' con un colpo di testa del solilo Briaschi, fermato a terra da Palcari. 

La ripresa si inizia con un' autentica prodezza di Boniek. Al 64' Platini gli serve un pallone millimetrico, che Zibì calcia al volo di destro in diagonale sfiorando II palo. Davvero splendido. Quattro minuti dopo la Juventus va in gol per la terza volta. Corner di Rossi e perfetto stacco di tosta di Cabrini. Trascorre solo un minuto e arriva la quarta segnatura. Platini intercetta astutamente la palla a centrocampo e fugge, supera il portiere Palcari che con un tentativo disperato cerca di recuperare la palla, ma viene preceduto dal solito rapinatore Briaschi che cattura la palla ed insacca. 

La Juventus diventa irresistibile, si scatena e al 63' arriva al gol per la quinta volta. Briaschi fugge sulla sinistra e becca Platini smarcato, passaggio al centro per Rossi ed è gol. Anche Pablito partecipa cosi alla festa. Poi Briaschi, vero eroe della serata, e Tardelli (ancora in forma davvero incerta) escono e c'è spazio anche per Vignola e Limido. Il pubblico applaude freneticamente e già sogna gol a grappoli anche in campionato. La partita si trasforma in festa ed il Palermo vi partecipa da ospite discreto. Entra anche Pioli al posto di Favero poi la Juve al'88' trova il sesto gol. Questa volta è Boniek, in precedenza tanto generoso quanto sfortunato, a battere Palcari con un pallonetto molto astuto. 

In sostanza una Juve davvero in palla, che comunque va rivista di fronte ad avversari meno arrendevoli. Ora domenica a Cagliari ci sarà una prima importante verifica. 



Esordio alla grande in Coppa Italia con tre reti di Briaschi 
DALLA JUVE SEI GOL E SPETTACOLO 
(ANCHE SE IL PALERMO NON E' SEMBRATO UN TEST «VERO»)
Difesa poco impegnata e show dell'attacco bianconero con Platini gran suggeritore, l'ex genoano goleador e Boniek in ottima forma

Tutto facile, troppo facile per essere vero, ma la Juventus dilagando contro un Palermo piccino, piccino, ha comunque dato una bella dimostrazione di potenza. II 6-0 finale è un biglietto da visita importante, soprattutto se si tiene conto che è stato esibito di fronte ad almeno ventimila spettatori giá estasiati alle prodezze di Platini e compagni.

Gli entusiasmi dei tifosi, si sa, sono sempre piuttosto facili, soprattutto di questi tempi quando il rendimento di una squadra che entra in condizione con rapiditá va sempre raffrontato con quello dell'avversario che fatica a trovare le giuste misure sul campo, ma la Juventus attuale fa ben sperare e questo al di di là della passeggiata che i campioni si sono concessi contro il Palermo.

Un giudizio sulla difesa va rinviato ad altra data magari giá da domenica quando a Cagliari la Juve troverà ben altra resistenza. Caricola comunque, ripescato per l'infortunto di Brio, si è segnalato come uno dei più pimpanti, non tanto in fase di interdizione quanto di costruzione della manovra. I primi due gol di Briaschi sono infatti nati da precisi e calibrati cross del terzino, davvero maturato, come lui stesso ammette, dopo un anno a Torino. Quanto a Favero, ha dimostrato sicurezza assoluta contro Pircher, ma ben altri saranno gli avversari che dovranno metterlo alla prova.

A centrocampo si è visto sempre ordine e precisione. Bonini ha già ripreso a macinare chilometri in maniera infaticabile e Platini ha incantato per la precisione millimetrica del suoi passaggi. Cinque gol, in pratica tutti quelli su azione manovrata, sono nati da suoi suggerimenti. Davvero incredibile. Non è arrivato personalmente al gol ma, come sostiene l'avvocato Agnelli anche ieri sera presente in tribuna, quando le partite ed i punti conteranno davvero, Michel saprà ancora risolvere in attuazione in prima persona. 

Meno positivo l'apporto di Tardelli, certamente il più in ombra di tutti. Alti e bassi, i suoi, tipici d'inizio stagione. A Casale aveva convinto, ieri ha deluso, ma al momento buono sarà pronto, anche se è inevitabile che prima o poi si senta dire che è stanco, che é logoro. 

Senza preoccupazioni invece Boniek, tornato il trascinatore del tempi migliori. Spazia per il campo come un forsennato, cerca il goi in maniera ostinata, si batte generosamente. Per Zibi sembra davvero l'anno della grande rivincita e certi problemi saranno presto un ricordo, anche con l'aiuto dei  tifosi che ieri sera l'hanno osannato dal primo all'ultimo minuto.

Attacco uguale gioie e dolori per un Briaschi che debutta davanti al tifosi di ieri in maniera eclatante e travolgente, ecco un Rossi forzatamente emarginato dal vivo della manovra. Anche in questo caso potrebbero sembrare solo disguidi passeggeri, ma in realtà il problema è piú serio. Briaschi infatti ha sottratto a Rossi il ruolo di opportunista d'area e dimostra di sapersela cavare a meravigila visti i risultati. Paolo così, si é visto benissimo ieri sera, è costretto spesso a girare al largo a fare quasi da spalla al nuovo compagno.

In pratica d'ora in avanti dovrà probabilmente sacrificarsi in un lavoro faticoso, poco appariscente ma molto produttivo. Rischia di snaturare in parte le sue caratteristiche e viene da chiedersi cosa succederà il giorno che Trapattoni dovesse decidere di giocare con una sola punta. Uscirà lui o Briaschi? Una domanda per ora senza risposta, che comunque non turba l'ambiente blanconero. La Juve, in sostanza, sembra ben avviata, ma attendiamola al momento delle partite più vere.

Fabio Vergnano 


Trapattoni è già soddisfatto
"SIAMO PIU' AVANTI DELL'ANNO SCORSO"
"Platini si permette di fare il gran signore, ma sará lui a segnare negli appuntamenti importanti" dice Giovanni Agnelli.
"E che sono un generoso", 
taglia corto il Michel fresco di doccia. E poi specifica: 
"Quando vedo un compagno ben piazzato faccio di tutto per passargli il pallone." 
E' la serata della bontà.
Paolo Rossi racconta di aver fatto di tutto per mettere a suo agio un compagno nuovo dell'ambiente, vale a dire Briaschi, e si schermisce quando gli si fa notare che ha avuto una gran mole di lavoro, per lo più destinata alla gloria altrui
"D'ora in poi sarà sempre cosi, e in ogni partita qualcuno di noi, a turno, dovrei lavorare per costruire e aprire spazi agli altrui." 
Tutto giusto, salvo un dettaglio: per il pubblico bianconero Rossi è Pablito-gol e di versioni alternative non vuole saperne. Dapprima fischiato, Paolo ha ha fatto tirare un sospirone di solitevo solo quando ha infilato anche lui il suo bravo pallone nella rete. 
"Sono tranquillo, le polemiche e i fischi dei tifosi non mi hanno dato fastidio." 
dice dice lui, sicuro che amore e odio sono i due lati della stessa medagila.
Giovanni Trapattoni getta acqua sugli entusiasmi, come sempre
"La differenza di valori in campo era tale da non consentirci nulla di piú che la constatazione del buon affiatamento e dell'entusiasmo nella manovra. E da questo punto di vista, pur dovendo ancora perfezionare molti schemi, mi pare che la squadra sia più avanti che nelle passate stagioni. Anche
sulle tre reti di Briaschi e meglio non lasciarsi andare agii entusiasmi: il ragazzo, sia chiaro, mi piace, ha opportunismo e fiuto del gol, e se è con noi è segno di un'ottima considerazione. Ma arriveranno anche per lui momenti duri, gli impegni piú pesanti."
Dello stesso parere Boniek, un po'abbacchiato per qualche occasione sfumata in campo e per la sventura di essere capitato spesso in prossimità della porta avversaria da destra e da sinistra, quasi mai nella posizione centrale che è per lui quella ideale. 
Dice 
"Quest'anno dovremo stare molto attenti, il campionato sarà davvero lungo e duro". 
Poi aggiunge che la sua ammonizione vale anche per i tifosi, che sente molto vicini.
Il pubblico del Comunale (che ieri sera ha mantenuto una buona freddezza nel confronti della goleada infiitta al palermitani rosa shocking), infatti, ama Boniek di un amore imperituro e sembrava che il tempo si fosse fermato a quando, sul finire della passata stagione, il nome del polacco era scandito coralmente fino al mal di gola. Come se avessero ancora paura di vederselo mandare via.
Niente ovazioni, invece, per Briaschi, anche se alla terza rete qualcuno ha finito per emosionarsi. L'ex genoano dovrà attendere ancora per conquistare il cuore di una tifoseria tra le meno effimere d'Italia, e forse tuttora un po' delusa per il mancato ingaggio di Giordano.

Stefania Miretti
brani tratti da: La Stampa 23 agosto 1984








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