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venerdì 21 agosto 2026

21 Agosto 2011: Milan - Juventus

Attraverso il canale Youtube ufficiale della Juventus vi proponiamo questo gustoso amarcord della giornata odierna. È il 21 agosto 2011 e Milan e Juventus si sfidano in questa gara amichevole valevole per il 'Trofeo Luigi Berlusconi 2011'  allo 'Stadio Giuseppe Meazza - San Siro' di Milano.

Questa sera si scontrano i Campioni d'Italia in carica (il Milan) contro quella che si appresta ad aprire un ciclo leggendario.

È appena iniziato il primo anno di Antonio Conte come allenatore dei nostri eroi, ma nessuno può sognare quale sarà l'epilogo di questa stagione. Alla fine sarà una marcia trionfale lunga trentotto partite, tutte senza l'onta della sconfitta.

Buona Visione!

  

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Stagione 2011-2012 - Trofeo Luigi Berlusconi
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
Domenica 21 agosto 2011 ore 20:45
MILAN-JUVENTUS 2-1
MARCATORI: Boateng K.P. 9, Seedorf 23, Vucinic 57

MILAN (4-3-2-1): Abbiati, Abate (Oddo 89), Nesta (Rodrigo Ely 58), Bonera, Taiwo (Zambrotta 47), Gattuso (Boateng K. 65), Ambrosini, Seedorf (Antonini 84), Boateng K.P. (Flamini 30), Emanuelson, Cassano
A disposizione: Amelia
Allenatore: Massimiliano Allegri

JUVENTUS (4-4-2): Buffon, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, De Ceglie (Ziegler 85), Krasic (Quagliarella 85), Marchisio C. (Pazienza 72), Pirlo, Vidal (Pasquato 54), Matri (Del Piero 44), Vucinic
A disposizione: Storari, Sorensen F.
Allenatore: Antonio Conte

ARBITRO: Brighi
AMMONIZIONI: Marchisio C., Bonucci (Juventus)




Il Milan si è aggiudicato la ventunesima edizione del Trofeo Berlusconi, superando 2-1 la Juventus. 

Per entrambe le formazioni ricco antipasto in vista dell'esordio in Serie A: sabato i rossoneri campioni in carica andranno a Cagliari, domenica Juve a Udine.

Al "Meazza" Milan in campo con Abbiati tra i pali; Abate, Nesta, Bonera e il nigeriano Taiwo a formare la linea difensiva; a centrocampo Gattuso, capitan Ambrosini e Seedorf; Emanuelson dietro le punte Boateng e Cassano. Grande assente l'ex di turno Ibrahimovic, oltre che il brasiliano Pato. La Juve di Conte con il già collaudato 4-2-4: Buffon in porta; difesa con Lichsteiner, Bonucci, Chiellini e De Ceglie; Marchisio e Pirlo a centrocampo con le ali Krasic e Vidal. Punte Matri e Vučinić.

Il 21° Trofeo Berlusconi va ad arricchire la bacheca del Milan.  

 

 



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lunedì 17 agosto 2026

17 Agosto 1999: Milan - Juventus

É il 17 Agosto 1999 e Milan Juventus si sfidano in questa gara valevole per il 'Trofeo Luigi Berlusconi 1999'. Il tutto si gioca allo Stadio 'Giuseppe Meazza - San Siro' di Milano.

La Juventus é guidata in panchina da Carlo Ancelotti e sembrerebbe in rampa di lancio per conquistare un altro Scudetto. Peró una grande Lazio, un epilogo da campionato non da Vecchia Signora, ed un signore ornito di ombrello in un campo piú da pallanuoto che di calcio, 'ruba' un tricolore piú che meritato. 

Buona Visione!



milan



Stagione 1999-2000 - Trofeo Luigi Berlusconi - Finale
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
martedì 17 agosto 1999 ore 20:30 
MILAN-JUVENTUS 0-1
MARCATORI
: Del Piero 27

MILAN (3-4-3): Abbiati, Sala, Costacurta, Maldini P., Ba, Albertini, Gattuso, Tonetto (Ambrosini 63), Leonardo (Bierhoff 46), Weah (Orlandini 63), Shevchenko (Ganz 79)
A disposizione: Rossi S., N'Gotty, Sadotti
Allenatore: Alberto Zaccheroni

JUVENTUS (3-5-2): Rampulla, Birindelli, Ferrara C., Iuliano, Zambrotta, Conte A., Oliseh, Tacchinardi, Bachini (Zidane 46), Inzaghi (Rigoni 89), Del Piero (Esnaider 68)
A disposizione: D'Amico, O'Brien, Scardina, Lavecchia
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: Cesari
AMMONIZIONI: Del Piero, Tacchinardi (Juventus); Maldini P., Costacurta, Gattuso (Milan)






Del Piero si riprende la Juve 
A dodici giorni dall'inizio del campionato, i bianconeri conquistano meritatamente il Trofeo Berlusconi 
Un gol e tante magie mettono il Milan ko  
MILANO A suo rischio e pericolo, la Juventus si aggiudica la nona edizione del Trofeo Berlusconi. In barba alla cabala, Alessandro Del Piero azzanna la notte e, almeno per un tempo, se la porta dietro come un trofeo di caccia. Sigla un gol splendido (27': palla di Bachini, finta e frustata di destro sul tocco di Inzaghi), rincorre i bulloni di Maldini, sollecita i corpo a corpo con quel torello indiavolato di Gattuso, inventa un gioco di gambe da urlo, fra Gattuso e Costacurta; catapulta Inzaghi a tu per tu con Abbiati; picchiato, picchia e si fa ammonire. La Juventus lo segue curiosa, divertita. 
Zaccheroni, lui, rinuncia inzialmente a Bierhoff: strano. Shevchenko - atteso e, per questo, emozionato - parte in quarta (colpo di testa a lil di palo, su cross di Ba), ma poi s'imbosca, dimenticato. Si gioca spesso tre contro tre, nelle trincee juventino, Brindelli, Ferrara (un leone) e luliano di qua, Shevchenko, Weah e Leonardo di là. In mezzo al campo, si accendono falò tumultuosi, nessuno stende tappeti, Zambrotta e Bachini coprono e pompano, disturbati da Tonetto e Ba. Le defezioni, importanti, non inficiano il ritmo serrato, l'agonismo selvaggio. Leonardo attaccante è una zavorra, soprattutto a questo punto della stagione: proprio il brasiliano, al 16', si mangia un gol fatto su invito del guizzante Ba. Diciannove giorni di differenza nello gambe non sono uno scherzo: la Juve ha più benzina del Milan, le cui montagne russe, almeno dal 20' in poi, non riescono a ossoro governate da Albertini. Maldini, ecco uno che alterna scalpello a stiletto: al 23', in mischia, sfiora addirittura il pareggio. Il centrocampo di Ancelotti assorbe e propone: Oliseh funge da totem esplosivo, Tacchinardi da chirurgico buttafuori, Conte è il più avanzato e itinerante, Bachini e Zambrotta presidiano le corsie. Non una Juve spettacolare, ma pratica, a tratti seducente, e soltanto alla distanza messa al muro. Davanti, come già emorso dai safari doll'Intertoto, Del Piero e Inzaghi, un po' spento, ribadiscono di non aver smarrito il filo elettrico che li unisco e li esalta. 
Costacurta, Sala, Maldini e chi, a turno, arretra, non possono mai staccare la spina, guai a loro. Alla ripresa, Bierhoff avvicenda Leonardo, afflitto da acciacchi assortiti, e Zidane rileva l'intrepido Bachini. Zambrotta slitta a sinistra, Conte a destra. Un lampo di Shevchenko, una saetta di Albertini: Rampulla è li, marziale. Conte e Zambrotta, a turno, scalano in difesa. Gattuso, una furia, sradica palloni sporchi. Ferrara nuota nell'aria, e nell'area, recuperato ai gloriosi livelli d'antan. Oliseh e Zambrotta, lo scudo o il fioretto, tagliano il Milan. Che sventole, il nigeriano; che faccia tosta, il pupo. C'è meno Del Piero, adesso, e il rilievo non deve far arrossire, considerato tutto quello che ha speso. Zaccheroni mendica forze fresche, fuori Tonetto e Weah, ancora giù di fiato, dentro Ambrosini e Orlandini. Il Milan cerca la testa di Bierhoff, colleziona calci d'angolo, bolge, carambole, si muove in branco, meno brillante e reattivo dogli avversari. E' il 23', quando Ancelotti richiama Del Piero - provato, contuso - e riesuma Esnaider. Un atto dovuto. 
Orlandini, intanto, assaggia i riflessi di Rampulla. Zidane, da parte sua, incrementa il minutaggio e lucida l'argenteria. Shevchenko studia in diretta: schemi, appostamenti, tutto. Tacchinardi lo sperona, Zac non rischia e precetta Ganz. Giorno verrà. Il tamburello conclusivo è scandito da un quasi-autogol di Zidane su angolo di Orlandini (ricordate Juve-Parma del '97? quel giorno Zizou ci riuscì), da una rasoiata di Inzaghi, fuori di un palmo, e da una staffilata di Orlandini, pizzicata dal prode Rampulla. Il pareggio non sarebbe stato uno scandalo. Juve, dunque: più squadra perché più in palla e più sciolta del Milan, al quale l'assenza di Boban e i ritardi di Leonardo hanno ridotto ai mniimi termini le scorte di fantasia. Che ci crediate o no, i 58.779 paganti di questa edizione costituiscono il record negativo della manifestazione (limitatamente a Milan e Juve). La scorsa stagione erano stati quasi 75 mila. Strascichi di Ferragosto. D'accordo, chi perde il Berlusconi vince poi lo scudetto, fra Milan e Juve è già successo cinque volte, ma come si fa a prendere sotto gamba il guanto di sfida che Del Piero ha lanciato, da San Siro, in faccia al campionato? Un ritrovato Alex non teme i contrasti anzi sembra volerli sollecitare e rida colpo su colpo Il solido centrocampo alla base del successo dell'undici di Ancelotti. 
Roberto Beccantini







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mercoledì 27 agosto 2025

27 Agosto 2000: Milan - Juventus

É il 27 Agosto 2000 Milan Juventus si sfidano in questa gara amichevole valevole per il 'Trofeo Luigi Berlusconi 2000' allo Stadio 'Giuseppe Meazza San Siro' di Milano.

La Juventus guidata in panchina da Carlo Ancelotti sta sfidando la Roma di Fabio Capello per la conquista dello Scudetto. Alla fine peró sará solo un amarissimo secondo posto per i bianconeri. Dall'altre parte c'é un Milan che é in una fase di transizione e concluderá il campionato in sesto posto.

Buona Visione!



 
milan

 

Stagione 2000-2001 - Trofeo Luigi Berlusconi
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
Domenica 27 Agosto 2000 ore 20:45
MILAN-JUVENTUS 2-2 - Dopo i calci di rigore (4-5)
MARCATORI: Josè Mari 2, Trezeguet 25, Shevchenko rigore 35, Inzaghi 66
SEQUENZA CALCI DI RIGORE: Shevchenko (fuori), Zidane (fuori), Saudati (gol), Kovacevic (gol), De Ascentis (gol), Tacchinardi (gol), Serginho (gol), Bachini (gol), Boban (parato), Inzaghi (parato), Roque Junior (gol), Maresca (gol), Maldini (alto), Ferrara C. (gol)

MILAN: Dida, Chamot, Roque Junior, Maldini, Guglielminpietro (Ambrosini 69), Gattuso, Albertini (De Ascentis 73), Coco (Serginho 69), Josè Mari (Saudati 76), Bierhoff (Boban 46), Shevchenko
Allenatore: Alberto Zaccheroni

JUVENTUS: Van der Sar, Tudor (Zambrotta 63), Ferrara C., Iuliano, Paramatti (Birindelli 46), Tacchinardi, O'Neill (Maresca 76), Bachini, Zidane, Trezeguet (Kovacevic 46), Del Piero (Inzaghi 46)
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: Cesari

 


La Juve non teme la cabala-Berlusconi 
I bianconeri rimontano due volte e si impongono ai rigori 

Gol e spettacolo. Ecco il calcio vero, ecco il Milan-Juve che tutti attendevamo. Cabala o no, qui si fa sul serio, si trovano energie insperate per dare vita a una sfida senza pronostico e vissuta sempre con il coltello fra i denti, decisa ai calci di rigore a favore dei bianconeri. 
Bene il Milan, più rodato dai preliminari di Coppa, tuttavia in calo fisico nel secondo tempo. Non male neppure la Juve, che resta anchilosata nei primi minuti, poi si scuote e si contrappone con il carattere. Il contorno è degno dei protagonisti e sempre di grande effetto. Il muro di folla impressionante, perchè questo appuntamento per i calciofili è come la «prima» alla Scala per i melomani. Non si può mancare. E le squadre lo onorano al meglio cercando di calarsi subito nella parte, provando ad addentarsi a vicenda con la rabbia che ha sempre segnato le sfide fra due clan, spesso uniti nel business, ma decisi a tirare fuori gli artigli sul campo. 
Nel Milan marca visita Abbiati (febbre) e fra i pali va Dida, rigenerato dopo la cinquina incassata contro il Real Madrid. Ko pure Comandini, rilevato da Bierhoff. Anche nella Juve una novità rispetto alle previsioni: non c'è Zambrotta, ma Bachini. Pronti via ed è subito Milan. Una fiammata improvvisa, un clamoroso svarione di O'Neill innesca Bierhoff che mette al centro dove José Mari deposita in rete. Juve alla corde, Milan tonico come a Zagabria sotto gli occhi del suo schizzinoso presidente. Arranca in avvio la squadra di Ancelotti e i rossoneri ne approfittano. Al 6' altra ingenuità: luliano mette in moto Albertini, ma José Mari spreca l'invito del compagno. Sembra davvero una Juve di piccolo cabotaggio, contro un Milan più squadra. Paramatti e Bachini non danno fiato alla squadra sulle fasce, Zidane combatte senza essere assecondato dal resto della truppa. Del Piero-Godot ci mette il cuore ma non abbina la concretezza e O'Neill, frastornato dalla papera iniziale, è lento e macchinoso. Si riprenderà. 
Come previsto, però, lo spettacolo non manca: la partita è vibrante, la Juve dopo qualche minuto si rianima. Tacchinardi impegna Dida che alza in angolo, Albertini salva sulla linea su incornata di Tudor. Bene Trezeguet, benissimo Shevchenko che sfregia la difesa bianconera con rasoiate continue e ingaggia un duello aspro con Tudor. Al 22' rimedia Van der Sar uscendo alla disperata sull'ucraino, poi luliano evita la seconda rete respingendo in acrobazia la successiva conclusione di José Mari. Il fronte si sposta di continuo, la battaglia si arroventa. Al 25' O'Neill tira, Trezeguet è sulla traiettoria e beffa Dida. Considerata la reazione juventina, un pareggio meritato. Peccato per Del Piero, sempre attivo ma quasi mai in grado di colpire. Così ci pensa ancora Trezeguet, che al 31 ' mette alla frusta Dida con un destro in corsa che il brasiliano manda in angolo. Tutto bellissimo, ma a rovinare l'equilibrio ristabilito ci pensa il signor Cesari, che vede un rigore di Tudor su Shevchenko mentre il croato prende nettamente il pallone. Come in campionato: Paparesta inventò uno sgambetto di Birìndelli all'attaccante venuto dall'Est e per la Juve fu sconfitta. Sheva va sul dischetto e trasforma. 
Ripresa. Gattuso soffia sul fuoco, Tacchinardi risponde: ci siamo, è bastato poco per accendere la miccia. E per fortuna che è una partita che nessuno vorrebbe vincere per i noti motivi scaramantici. Ma ancor prima che le squadre si sistemino in campo è Kovacevic (subentralo a Trezeguet) a dare corpo al tentativo di riscossa juventina: il suo sinistro in corsa è bello, ma finisce sul palo. Darko fa coppia con Inzaghi, che ha rilevato Del Piero. Cresce Bachini, la Juve ferita cerca il pareggio da ogni posizione. Il Milan, con Boban al posto di Bierhoff, non sta a guardare e dirotta Shevchenko sulla destra. L'ucraino evapora con il passare dei minuti, così come José Mari, che alla mezzora lascia il posto a Saudati. Fuori anche Tudor, dentro Zambrotta. Non c'è tregua e proprio il laterale juventino al 21' ispira il secondo gol juventino: al volo mette a centro area un pallone che Inzaghi arpiona di testa e infila alla sinìsira di Dida, con la difesa schierata e incapace di opporsi. 
Lotta dura fino al 90', la gara resta ancorata al pareggio e per assegnare il trofeo LuìgiBerlusconi servono i rigori. E quando Ferrara segna il quattordicesimo, decisivo, rìdendo si inette le mani nei capelli: per un napoletano verace, il sospetto di averla combinala grossa, è preoccupante. Ma intanto la Juve vince... 
Rossoneri più rodati e brillanti in avvio ma poi viene a galla il carattere dei torinesi.

Fabio Vergnano  
tratto da: La Stampa 28 agosto 2000

 



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venerdì 22 agosto 2025

22 Agosto 2010: Milan - Juventus

É il 22 Agosto 2010 Milan e Juventus si sfidano in questa gara amichevole valevole per la 'Trofeo Luigi Berlusconi 2010'  allo 'Stadio Giuseppe Meazza - San Sirodi Milano.

La Juve allenata in panchina da Luigi Del Neri é ancora pervasa dall'incubo di Calciopoli (piú sensatamente descritta come Farsopoli) e dopo un annata (quella precedente) fallimentare si appresta a viverna un'altra tale quale. Alla fine sará solo un settimo posto, e fuori dalle coppe europee. Il Milan dal canto suo si aggiudica il suo 19esimo Scudetto.

Buona Visione! 



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Stagione 2010-2011 - Trofeo Luigi Berlusconi - Finale
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
MILAN-JUVENTUS 0-0 - Dopo i calci di rigore (4-5)
SEQUENZA CALCI DI RIGORE: Ronaldinho (gol), Pepe (gol), Thiago Silva (alto), Bonucci (gol), Bonera (gol), Lanzafame (gol), Inzaghi F. (gol), Diego (gol), Huntelaar (gol), Motta M. (gol)

MILAN (4-3-3): Abbiati, Bonera, Papastathopoulos, Thiago Silva, Antonini, Ambrosini, Pirlo (Gattuso 73), Seedorf (Huntelaar 77), Oduamadi (Flamini 66), Borriello (Inzaghi F. 60), Ronaldinho
A disposizione: Amelia, Yepes, Abate

JUVENTUS (4-4-2): Manninger, Grygera (Motta M. 79), Legrottaglie (Bonucci 72), Chiellini, De Ceglie, Martinez (Lanzafame 72), Felipe Melo, Marchisio C. (Sissoko 59), Pepe, Del Piero (Diego 59), Trezeguet (Amauri 59)
A disposizione: Storari 
Allenatore: Luigi Del Neri

ARBITRO: Romeo
AMMONIZIONI: Flamini 85 (Milan)

 

I bianconeri vincono dal dischetto. Sbaglia Thiago Silva. I 90' terminano sullo 0-0.
Buone indicazioni per Allegri soprattutto da un Ronaldinho in evidente crescita. 
Sponda juventina, bene Felipe Melo. Diego entra e ravviva il gioco offensivo

Se alla fine i rigori (errore di Thiago Silva) hanno deciso l'assegnazione alla formazione di Del Neri del Trofeo Luigi Berlusconi, i 90' disputati tra Milan e Juventus e terminati 0-0 sono stati densi di indicazioni. Le due squadre non si sono per nulla risparmiate cercando, condizione permettendo, di giocare su ritmi accettabili e anche con una discreta dose di agonismo. Assente Pato, Allegri ha presentato il suo Milan con il solito 4-3-3 schierando a destra il giovanissimo Oduamadi. Le indicazioni più positive sono arrivate da un Ronaldinho in evidente crescita sotto l'aspetto atletico e, di conseguenza, ne ha giovato la lucidità nelle giocate e della manovra dei rossoneri che si è affidata alle doti del brasiliano in versione assit man. Il recupero di Pirlo, inoltre, è risultato determinante per dettare i tempi di gioco. In difesa Thiago Silva è una sicurezza e Papastathopoulos si è dimostrato una bella sorpresa schierato come centrale.

La Juve, dal canto suo, ha tentato di pungere spesso con rapide ripartenze portate dagli esterni. Benino Pepe, da rivedere Martinez, certamente le note positive arrivano da Felipe Melo ritrovato quanto a disciplina tattica. Del Piero, schierato titolare ha cercato di impensierire Abbiati, mentre Trezeguet, scarsamente servito, non è riuscito ad entrare nel vivo del gioco.

tratto da: Trofeo Berlusconi: vince la Juve, Milan ko ai rigori





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