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sabato 17 maggio 2025

17 Maggio 1987: Juventus - Brescia

É il 17 Maggio 1987 e Juventus e Brescia si sfidano nella quindicesima (ed ultima) giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio Serie A 1986-87 allo Stadio ' Comunale ' di Torino.

La Juventus é Campione d'Italia in carica mentre il Brescia annaspa nelle posizioni di retrovia. A fine campionato i bianconeri piemontesi saranno secondi dietro al Napoli (per la prima volta scudettato) mentre i lombardi finiranno al terz'ultimo posto e dovranno salutare la Serie A.

Agl'annali questa gara é archiviata come l'addio al calcio di 'Le Roi' Michel Platini.

Buona Visione! 


juventus




Stagione 1986-1987 - Campionato di Serie A - 15 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 17 maggio 1987 ore 16:00 
JUVENTUS-BRESCIA 3-2
MARCATORI: Serena A. 4, Gritti rigore 6, Brio 22, Iorio 41, Bonetti I. 78

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Caricola, Bonini, Brio, (c) Scirea, Mauro (Bonetti I. 62), Manfredonia, Serena A., Platini, Buso (Briaschi 69) 
A disposizione: Bodini, Vignola, Bruzzano
Allenatore: Rino Marchesi

BRESCIA: Aliboni, Ceramicola, Branco, Sacchetti, Chiodini, Occhipinti, Bonometti, Zoratto (Turchetta 81), Iorio, Beccalossi, Gritti
A disposizione: Pionetti, De Martino, Gentilini, Chierici
Allenatore: Bruno Giorgi

ARBITRO: Lo Bello R.
AMMONIZIONI: Manfredonia (Juventus); Branco, Sacchetti, Occhipinti (Brescia)



Un grazie alla Juve che l'ha portato a tanti successi, una critica al nostro ambiente dove conta soltanto il risultato
Michel: «Qui ho vinto tutto ma ho perso il calcio»
«Fin da settembre, dopo i Mondiali, avevo deciso che questa sarebbe stata la mia ultima stagione» 
«Lavorerò in tivù per La Cinq, continuerò a seguire lo sport 
A fine agosto una gara celebrativa a Nancy

TORINO 
Michel Platini, è quello di oggi il più triste giorno della tua vita di calciatore?
Non scherziamo, per favore. Il giorno dell'Heysel è stato quello in cui mi si è rotto qualcosa dentro, in cui è finita una certa idea del football. C'erano trentasette morti li, intorno ad un evento calcistico.

E quale è stato allora il giorno più bello?
Semplice: il 22 giugno 1972, quando a Nancy ho cominciato la mia vita vera di calciatore, firmando il contratto pre professionistico. Glocai, segnai subito un gol da centrocampo, capii che potevo fare strada.

LA DECISIONE - Quando hai deciso di smettere?
Lo scorso settembre. Ero tornato dal Mundial a pezzi fisicamente, avevo faticato a rimettermi in ordine, capii che al massimo potevo andare avanti un anno ancora.

Ma qui dicono che tu potresti fare benissimo un altro paio di campionati.
Il fatto è che ho concepito il calcio in un certo modo, diciamo pure personale, artistico. O riesco a dare cose grandi, o non ci sto più. Non mi va la baballes (lo ha detto in francese, significa il giochicchiare)

Ti senti in debito o in credito con la Juventus?
Mi ha fatto vincere tutto, è più quello che lei ha dato a me che quello che io ho dato a lei

Non vorresti essere campione del mondo, come Maradona?
Vorrei essere un ragazzino che comincia a giocare, e che sa che può fare belle cose, e migliorarsi per tanti anni.

IL FUTURO-Cosa farai adesso?
Adesso come fra un minuto, come domani non so. Rimango a Torino sinché i miei figli non hanno finito la scuola. Poi vacanze.Poi Nancy, é casa mia.
Non giochi un match di addio con la Nazionale di Francia?
Non credo proprio. Dovrei scendere in campo fra un mese, anche se continuerò ad allenarmi non avró la tensione giusta per una partita.

Però metterai ancora le scarpe da calcia6tore?
Senz'altro. Staró in mezzo al calcio, e cercheró di fare anche del moto, & poi qualcuno mi sta organizzando il giubileo. (Dovrebbe essere a fine agosto, stadio di Nancy, incontro fra una rappresentativa di francesi selezionati da Hidalgo, una di "esteri" selezionati da Trapattoni: lui un tempo con una squadra, un tempo con l'altra: ci sono progetti piú vasti, ma forse troppo complicati). 

E fuori dal calcio?
Ho tante cose interessanti da fare, alcune da mandare avanti, altre da inventare. Ho tanti progetti televisivi, con La Cinq. Non credo che i giornalisti siano pochi, comunque vorrei provare a fare giornalismo anch'io.

L'ITALIA Ti place ricordare qualche amico, giocatore o no?
Tanti ne ho, in tanti posti. I non giocatori sono amici miei e basta. I giocatori, beh, sono tutti amici..

Cosa ti han fatto capire cinque anni d'Italia?
Che il calcio non è più mio. Sono arrivato dalla Francia con il gusto della festa, del gioco fine a se stesso, qui ho fatto in fretta ad imparare che conta il risultato, che sei qualcuno se fai il gol. Lo prova questo mio ultimo anno. E' stata una lezione anche dura, ma utile per avere successo nel calcio professionistico, cioè nel mio mestiere. Ho imparato che qui il calcio non è mio, è dei tifosi, peraltro con me sempre carini, juventini e no, é di voi giornalisti, & bisogna sempre vincere, partecipare proprio non basta.

AGNELLI Adesso lasci questa Italia per la tua Francia decoubertiniana.
Posso lasciare qui le coppe vinte, non gli amici, che comunque e come se stessero sempre con me.

C'é stato un ultimo scambio di battute fra te e l'Avvocato?
Non mi pare. Casomai ho fatto con lui una battuta contro di voi, che ci sembravate aggressivi. Ma non mi sono proprio sentito nel giorno ideale per fare dell'ironia.

Gian Paolo Ormezzano 
tratto da: La Stampa 18 maggio 1987






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