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mercoledì 27 agosto 2025

27 Agosto 1989: Juventus - Bologna

É il 27 Agosto 1989 JuventusBologna si sfidano nella prima giornata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1989-90  allo Stadio 'Comunale' di Torino.

Questa Juve costruita e modellata dalla figura storica di Dino Zoff (stavolta nelle vesti di allenatore) sta per vincere una bellissima doppietta di coppa. Infatti assieme alla Coppa UEFA, vince anche la Coppa Italia contro un grande Milan, all'apice della sua storia 'Sacchiana'. Purtroppo questi successi non valgono al 'Dino nazionale' la conferma sulla panchina bianconera. La dirigenza juventina é affascinata dal nuovo che avanza ed investe il proprio futuro in un giovane di 'belle speranze' Luigi Maifredi!

Buona Visione!



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Stagione 1989-1990 - Campionato di Serie A - 1 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 27 agosto 1989 ore 16:30
JUVENTUS-BOLOGNA 1-1
MARCATORI: Marocchi 13, Poli 40

JUVENTUS: Tacconi, Galia, De Agostini, Fortunato D., Bonetti D., Tricella, Alejnikov, Rui Barros, Zavarov, Marocchi, Schillaci (Casiraghi 58)
Allenatore: Dino Zoff

BOLOGNA: Cusin, Luppi, Villa, Stringara, De Marchi, Cabrini, Poli (Pecci 87), Bonini, Giordano, Bonetti I., Marronaro (Galvani 46)
Allenatore: Luigi Maifredi

ARBITRO: Coppetelli
ESPULSIONI: Villa 85 (Bologna)



Cabrini incoraggia la sua ex «Bel centrocampo, signora» 
Fortunato: 
«Gli avversari erano chiusi a riccio, se fossi avanzato anch'io, sai che intasamento. Il mio esordio non è stato travolgente, ma penso di non essere andato troppo male» 
Ha detto Cabrini: 
«Rispetto all'anno scorso, la Juve mi è parsa più quadrata, più solida a centrocampo». 
Si potrà discutere, adesso, se una simile dichiarazione suoni a merito dei bianconeri. Più solidi, certo, ma per il momento anche meno rapidi e fantasiosi: è vero che il Bologna ha trovato il gol nell'unica occasione della partita; ma è altrettanto vero che le punte juventine, Schillaci e un irriconoscibile Barros, hanno avuto a disposizione ben pochi palloni giocabili. E dire che l'unico a deludere è stato Aleinikov, ma qualche attenuante (il clima, l'ambientamento) bisogna pur concedergliela. Zavarov, soprattutto nel primo tempo, è tornato ad essere lo «zar» che il popolo bianconero aveva conosciuto di rado. E Fortunato, uomo nuovo della mediana bianconera? Un bel voto in pagella e, in cambio, una testimonianza preziosa. Ci riferiamo alla rete annullata a Casiraghi, che da pochi minuti aveva sostituito Schillaci. Rivediamola insieme: cross da sinistra, testa di Fortunato in anticipo su Cabrini, fischio dell'arbitro e successivo, inutile tocco di Casiraghi. Dalla tribuna è parso che il motivo dell'annullamento fosse un fallo aereo del mediano su Cabrini: 
«E invece no. Cabrini è rimasto fermo, io sono saltato e, ricadendo, gli sono fìnito addosso. Niente fallo dunque. Del resto, la conferma mi è venuta dal signor Coppetelli. Mi ha detto che l'azione fallosa era stata di Casiraghi: non chiedetemi quale fosse, non ho potuto vederla». 
Chiarito (o forse complicato?) il dubbio, veniamo alla partita. Fortunato si è tenuto in una posizione più prudente del previsto, più o meno la stessa già vista a Lucerna e poi abbandonata nelle successive uscite dei bianconeri. Motivo? 
«Il Bologna era ripiegato a riccio, i compagni già spingevano, al centro e sulle fasce. Se fossi avanzato anch'io ci saremmo intasati, senza benefici per la manovra». 
Una manovra, però, che non è parsa brillantissima: 
«Non sono d'accordo. A mio parere la Juventus ha giocato abbastanza bene. Non benissimo, certo. Ma è presto per avere una squadra al cento per cento». 
E allora? 
«Allora bisogna essere in due per fare bella figura. Il Bologna non ha fatto molto, ha trovato un gol fortunoso, grazie a un improbabile rimpallo. Per il resto se ne è stato ben coperto, badando a chiudere tutti gli spazi. E in questi casi è sempre difficile passare». 
Veniamo a lei. Approdato alla Juventus alla non verdissima età di 26 anni, sulle ali di due brillantissime stagioni all'Atalanta. Sposato, un figlio, una lunga trafila in terza serie, nel Legnano, e poi nel Lanerossi Vicenza, in serie C. Nelle intenzioni, dovrà essere un punto di riferimento costante per tutta la squadra. L'ultimo dei centrocampisti, insomma, o il primo dei difensori. Comunque, un elemento determinante nel gioco bianconero. Emozionato? 
«No, conscio delle responsabilità che questo nuovo ruolo comporta. L'esordio non è stato travolgente, non ho giocato al meglio. Ma penso anche di non aver demeritato. L'unico vero rimpianto è non aver vinto la partita. Ce lo meritavamo, perché il Bologna questo punto non se lo è guadagnato». 

 



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sabato 10 maggio 2025

10 Maggio 1998: Juventus - Bologna

Allo Stadio 'delle Alpi' di Torino scendono in campo Juventus Bologna per la sedicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1997-98. É il 10 Maggio 1998.

La Juventus ottimamente guidata in panchina dal maestro Marcello Lippi si appresta a vincere il suo 25esimo Scudetto. Sará l'annata di Alessandro Del Piero (autore di 21 gol in campionato) e Zinedine Zidane (che a Luglio vincerá il Mondiale a casa sua). Dall'altra parte il Bologna vive una stagione spettacolare, guidata dal genio del grande ex: Roberto Baggio.


Buona Visione!


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Stagione 1997-1998 - Campionato di Serie A - 16 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
domenica 10 maggio 1998 ore 16:00 
JUVENTUS-BOLOGNA 3-2
MARCATORI: Kolyvanov 11, Inzaghi 34, Inzaghi 50, Baggio R. 56, Inzaghi 81

JUVENTUS: (c) Peruzzi, Tacchinardi, Iuliano, Montero P., Torricelli, Deschamps (Fonseca 65), Davids (Pecchia 75), Pessotto G., Zidane, Inzaghi (Di Livio 83), Del Piero
A disposizione: Rampulla, Dimas, Conte A., Amoruso
Allenatore: Marcello Lippi

BOLOGNA (3-4-3): Sterchele, Paramatti, Paganin M., Mangone, Nervo, Marocchi (Shalimov 83), Magoni, Tarantino, Baggio R. (Cristallini 77), Kolyvanov (Fontolan 57), Andersson
A disposizione: Brunner, Carnasciali, Martinez, Pavone
Allenatore: Renzo Ulivieri

ARBITRO: Boggi
AMMONIZIONI: Davids, Deschamps, Zidane (Juventus); Paramatti (Bologna)




Del Piero: «lo sarò l'uomo-bandiera » 

E Inzaghi: così abbiamo risposto a tutte le polemiche alla Juve, tutto sarà chiarito al più presto. Infatti spiega: 
«Non ci sono tormentoni sul mio contratto. Bisogna trovare il momento givisto per sistemare ogni cosa e non lo si può fare alla vigilia di avvenimenti importanti come quelli che ci attendono. Il dottor Agnelli ha solo dato una conferma». 
Del Piero il buonista cerca di dimenticare le polemiche recenti: 
«La gioia va oltre ogni altra cosa. Nell'arco di un campionato si bilancia tutto e alla fine viene fuori il lavoro della squadra. Le polemiche sono state create dall'Inter e avranno avuto i loro motivi. Io ho sempre guardato soltanto a noi, a come abbiamo voluto questo scudetto nonostante tutto ciò che è capitato. Infatti i fatti recenti sono soltanto gli ultimi di un'annata piena di tante cose che ci hanno infastidito. Prima le cessioni, poi si è creato un caso sull'intesa fra me e Inzaghi. Tutto fa brodo e alla lunga quando vinci la soddisfazione è ancora più grande». 
Il pensierino finale è per Ronaldo: 
«Io penso sempre alla Juve e vivo bene questo antagonismo. Confronti così fanno parte del gioco. Stasera mi sento vincitore di questa sfida. Con Ronaldo e con tutta l'Inter». 
Ma l'uomo del giorno è SuperPippo. Tre gol come a Kiev che fanno incassare a lui ed ai compagni mezzo miliardo di premio. Chiude alla grande una stagione che aveva aperto con una doppietta nella Supercoppa italiana. Lo criticano, risponde segnando. 
Dice Lippi: 
«Magari sbaglia uno stop, ma sotto porta ne ho visti pochi come lui». 
Pippo risponde: 
«La Juve mi ha preso perché segno, io e Alex sfruttiamo il lavoro degli altri. Non mi sento un eroe, né mi aspettavo di segnare tre gol in questa partita. Sono contento perché è uno scudetto vero. Mezzo mondo odia la Juve, in quattro anni questa squadra ha dato fastidio a tutti, oggi abbiamo chiuso i conti anche con le polemiche». 
C'era Maldini in tribuna. Pippo si proietta verso il Mondiale, ma non spedisce messaggi a nessuno: 
«Ho segnato per la Juve, il ct mi conosce già bene». 
E' il momento delle rivincite. Di Livio rauco e sfinito rivendica la legittimità di questo trionfo: 
«E' stato un campionato più equilibrato di quelli che abbiamo vinto negli anni scorsi. C'è stato un momento in cui hanno detto tante cattiverie su di noi infangando la nostra professionalità. Ma la Juve ha fatto tanti sacrifici per vincere e non ha bisogno degli aiuti arbitrali». 

Fabio Vergnano





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sabato 19 aprile 2025

19 Aprile 2014: Juventus - Bologna

É il 19 Aprile 2014 Juventus e Bologna si sfidano nella Quindicesima Giornata del Girone di Ritorno del Campionato di Calcio di Serie A 2013-14 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

É una Juventus tutta record questa guidata in panchina dal 'gladiatore' Antonio Conte. É la Juve dei 102 punti finali che strapazza tutti e conquista così il suo trentaduesimo scudetto. Pensate che il Torino (fermatasi ad un onorevole settimo posto) finisce a ben quarantacinque (45!) punti di distacco dalla squadra Campione d'Italia

Dall'altra parte c'é un Bologna che chiude in penultima posizione e saluta la Serie A.

Buona Visione!

 


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Stagione 2013-14 Serie A - 15esima Giornata Ritorno
Torino - Juventus Stadium
Sabato 19 Aprile 2014 ore 18.30
Juventus-Bologna 1-0
Marcatore: 64' Pogba

Juventus: Buffon, Barzagli, Ogbonna, Chiellini, Isla (81' Padoin), Pogba, Pirlo, Marchisio, Asamoah, Llorente, Giovinco S. (89' Vidal)
A disposizione: Storari, Rubinho, Caceres, Peluso, Pepe, Vucinic, Tevez. Osvaldo, Quagliarella
Allenatore: Antonio Conte

Bologna: Curci, Antonsson (80'Laxalt), Sorensen, Cherubin, Garics, Ibson (70' Paponi), Pazienza (89' Acquafresca), Christodopolous, Morleo, Friberg, Cristaldo
A disposizione: Malagoli, Stojanovic, Bianchi, Moscardelli, Perez, Mantovani, Cech
Allenatore: Davide Ballardini

Arbitro: Giacomelli
Ammonizioni: Antonsson, Friberg (B)




Il tecnico bianconero non considera chiusa la partita tricolore: "Vincere contro il Bologna non è stato facile. Ora santifichiamo le feste poi pensiamo al Benfica". 
Chiellini: "Manca poco". 
Marotta blinda il tecnico: "Ce lo teniamo stretto"

BOLOGNA - Antonio Conte esulta. Non è stato facile, ma lui l'aveva detto: 

"Contava vincere oggi non era per niente facile, con un Bologna in questa situazione di classifica, cioè con un avversario che pensava a difendersi e a fare densità in mezzo. Nel primo tempo siamo stati compassati, lenti, ma nella ripresa abbiamo fatto più il nostro compito. Abbiamo fatto un passo avanti verso lo scudetto? L'importante è guardare a noi e non al resto". 

Ora si guarda avanti, all'appuntamento di giovedì in Europa League: a Lisbona con quale Juventus? 

"Ora santifichiamo le feste e da martedì pensiamo al Benfica, una squadra forte da affrontare in un ambiente caldo. Non sarà una gara facile. Chi gioca? E' presto per dirlo. Cercheremo di prepararla bene cercando di lavorare sui difetti loro e sulle nostre qualità, non sarà facile, ambiente caldo e forte. Cercheremo di onorare questa semifinale, al meglio, stiamo bene e siamo contenti".

"IL NOSTRO SEGRETO E' LA MATURITA'" - C'è qualcosa che può svelare del segreto del successo di quest'anno? 

"Io penso che quest'anno abbiamo, a livello offensivo, aggiunto qualcosa di importante - risponde il tecnico bianconero - perché a Llorente è servito tempo per entrare nei meccanismi ma lui e Carlos Tevez hanno portato qualcosa di più alla 'cooperativa del gol'. Due attaccanti così che vanno entrambi in doppia cifra ti danno qualcosa in più". 

Pirlo ruota e arriva Marchisio. Un'invenzione. 

"Cerchiamo una rotazione per dare una mano ad Andrea, lo possono fare anche Arturo o Pogba, quando trovi partite in cui chi gioca contro si difende a oltranza, è necessario. Non abbiamo concesso ripartenze, Buffon ha dovuto parare un tiro dalla lunga. La maturità di questa squadra è il segreto. La Juventus è cresciuta tantissimo". 

CHIELLINI: "MANCA DAVVERO POCO" - 

"Ci mancano quattro partite, manca davvero poco a questo terzo scudetto di fila che vogliamo a tutti i costi. Ringraziamo la Roma perché ci tiene vivi e ci fa capire quanto è difficile". 

Intervistato da Sky al termine della partita, Giorgio Chiellini ammette di sentire che il traguardo è vicino, e rende omaggio al valore dei giallorossi che, dall'inizio della stagione, hanno dato del filo da torcere ai bianconeri. 

"La Roma merita un grande plauso - dice ancora Chiellini - perchè ci sta facendo godere questo scudetto che sarebbe stato meno bello con 20 punti sulla seconda. Il Bologna? Abbiamo affrontato una squadra organizzata, che lasciava davvero pochi spazi. Credo comunque che sia una vittoria meritata".

MAROTTA: "CONTE CE LO TENIAMO STRETTO" - Beppe Marotta chiude l'argomento Conte: 

"E' il nostro allenatore, argomento chiuso. Ora siamo concentrati sul finale di stagione con due importanti traguardi da raggiungere. Pensiamo ai prossimi tre incontri ufficiali ravvicinati". 

Parole nette che non lasciano adito a dubbi quelle che l'ad bianconero ha pronunciato sul futura della panchina dei campioni d'Italia. 

"Il leader del gruppo è Conte, cui vanno ascritti grandissimi meriti - ha ribadito Marotta -. Oggi un grande allenatore non deve solo capire di tecnica e di tattica ma deve anche saper gestire bene il gruppo e Conte risponde a entrambi i requisiti. Ha inculcato una grande mentalità ai singoli che si mettono a disposizione del gruppo attraverso un gioco corale, dà il giusto peso e la giusta mentalità a ogni incontro, non solo la domenica ma durante tutta la settimana perchè è bravissimo nella preparazione delle partite". 

Chi non è certo di restare alla Juventus è Osvaldo, che non sta offrendo un grande rendimento dopo un inizio promettente: 

"A gennaio abbiamo sfruttato un'occasione vantaggiosa, lo abbiamo preso a titolo gratuito e lui si è decurtato lo stipendio. Lo stiamo valutando e la valutazione non finisce oggi, l'operazione di gennaio è stata pensata in ottica futura ma a fine stagione faremo le nostre valutazioni in base alle strategie future. Gli auguro di far parte del gruppo azzurro che andrà ai Mondiali". 

Chiusura sibillina di Marotta sul prossimo mercato estivo: 

"Abbiamo già comprato un giocatore? Può darsi...".

tratto da: Juventus, Conte: "Passo avanti per lo scudetto ma non è finita"





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mercoledì 12 marzo 2025

12 Marzo 1972: Juventus - Bologna

É il 12 Marzo 1972 e Juventus e Bologna si sfidano nella sesta Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1971-72 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

La Juventus si appresta a vincere il suo Quattordicesimo Scudetto dopo una battaglia senza esclusioni di colpi con Milan e Torino. Dall'altre parte c'é il Bologna che salva una stagione mediocre con una salvezza piú che tranquilla.

Alla fine di questo Campionato la classifica si legge così :
Prima e Campione d'Italia : Juventus Punti 43
Seconda/Terza : Milan e Torino Punti 42

Buona Visione!



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Campionato di Serie A 1971-1972 - 6 ritorno
Torino - Stadio Comunale
Domenica 12 marzo 1972 ore 15.00
JUVENTUS-BOLOGNA 2-1
MARCATORI: Perani 25, Anastasi 71, Marchetti G. 72

JUVENTUS: Carmignani, Spinosi, Marchetti G., Furino, Morini, Salvadore, Causio, Viola F., Anastasi, Capello F., Novellini
Allenatore: Cestmir Vycpalek

BOLOGNA: Adani, Roversi, Fedele, Cresci, Janich, Prini, Perani, Rizzo, Savoldi, Bulgarelli, Landini F.
Allenatore: Oronzo Pugliese

ARBITRO: Francescon



Non è più un regista a metà 
Capello ora la sente una squadra "sua,, 

Fabio Capello tesse l'elogio di questa Juventus. L'altra (con Haller) gli apparteneva a metà, forse mai l'aveva sentita tutta "sua". E a Capello non andava di dividere il ruolo di regista con un altro e magari farsi condizionare (perché l'altro ha riconosciuta classe e quando vuole anche temperamento). A scanso di equivoci (e di multe per il giocatore) queste cose Capello non le dice. Magari le pensa, ma pensare non è proibito, non è tassabile. Una volta disse sinceramente che cosa pensava. Parlava ad un amico che aveva però anche il difetto d'essere un giornalista. Cosi, egli pagò profumatamente le parole pronunciate, che ora invece soppesa, modula discretamente. Capello non nomina Haller, sebbene io cerchi maliziosamente di fargli dire il nome; anzi, rivolta subito il discorso sullo slancio agonistico dei suoi compagni, sulla dimostrazione di vigoria atletica e sul forte temperamento che, la Juventus ha ormai maturato e che dovrebbe sorreggerla nel momento cruciale del campionato. 

« Viviamo in perfetta armonia », dice Fabio, « perché dovrei turbarla? Eppoi, non c'è alcuna ragione per farlo ». 

Insomma, ora che la sente tutta sua questa Juventus non vuole romperla, anzi vuole rinsaldarne i vincoli affettivi e tecnici. Il momento cruciale del campionato è già cominciato o verrà poi? 

«Ci siamo dentro, afferma Capello. Il Bologna faceva parte di questo momento. Poi, verrà il Napoli, quindi il derby». 

Capello ha una visione chiara del ruolino di marcia della Juventus e degli ostacoli da abbattere, ma è anche nel vero quando afferma che il momento è cruciale anche per le squadre che la inseguono e vorrebbero strapparle il primato. Già, chi non è nei guai? Il Milan becca a Cagliari, il Torino perde terreno a Genova. l'Inter vince ma resta staccata. Capello attribuisce molto valore al "derby", ma guarda più lontano, agli scontri diretti con Cagliari e Fiorentina, che cheta cheta s'è portata a ridosso della Juventus. Tutti ostacoli che si possono superare, finché c'è armonia e determinazione. Ed il regista bianconero (proseguendo su questa strada) ha capito che armonia, intesa e comprensione egli può ottenerle da tutti. Ripassiamo in rapidi « flash-back » la partita col Bologna. 

Chiedo: « In che misura avvertite la mancanza di Bettega? ». 

« L'avvertiamo soprattutto su questi campi, in queste mischie. Bettega era essenziale. Quando si hanno goleador della forza di Bettega o di Boninsegna o di Riva, nella mischia di calcio d'angolo o di punizione, gli avversari accentrano i loro sguardi soltanto su di loro. Così agli altri si aprono maggiori varchi per segnare. Mancando questo uomo si è tutti controllati. Ed il gol diventa sofferto ». 

Con una squadra così (nostro il parere) la Juventus può andare fino in fondo. Capello dice invece che il traguardo dello scudetto si può raggiungere amministrando bene l'attuale vantaggio, non fallendo gli obiettivi che già erano previsti. I terreni di primavera (quando verrà a portarci un po' di sole) dovrebbero avvantaggiare la veloce manovra bianconera. 

« Se giochiamo tanto velocemente in questo fango (Capello si riferisce alla potenza fisica e alla carica agonistica) i terreni asciutti dovrebbero favorirci ». 

Un buon regista calcola tutti i movimenti, li inquadra con l'obiettivo giùso. Capello vede lontano, il bello e il cattivo. Ma adesso tutto gli sembra diventato bello. Finalmente, questa Juventus è "sua"

Fulvio Cinti
tratto da: La Stampa 13 marzo 1972



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La Stampa 13 marzo 1972

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domenica 27 ottobre 2024

27 Ottobre 1968: Juventus - Bologna

É il 27 Ottobre 1968 e Juventus e Bologna si sfidano nella quarta Giornata del Girone di Andata del Campionato di Calcio di Serie A 1968-69 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

Le due squadre disputano una stagione sotto tono, tanto é vero che finiranno a fine campionato molto lontani dalla Fiorentina Campione d'Italia.

Buona Visione!

 

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Stagione 1968-1969 - Campionato di Serie A - 4 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 27 ottobre 1968 ore 14.30
JUVENTUS-BOLOGNA 1-0
MARCATORI: Anastasi 66

JUVENTUS: Anzolin, Salvadore, Leoncini, Roveta, Castano, Del Sol, Favalli, Benetti, Anastasi, Haller, Zigoni
Allenatore: Helenio Herrera

BOLOGNA: Vavassori, Roversi, Furlanis (Battisodo 60), Cresci, Janich, Gregori, Pace, Bulgarelli, Mujesan, Turra, Savoldi
Allenatore: Cesarino Cervellati

ARBITRO: De Marchi B.



I juventini battono il Bologna (1-0) con un improvviso tiro di Anastasi 
Cinquantamila spettatori allo Stadio torinese 
Haller si è impegnato a fondo - Salvadore, con un colpo di testa sulla linea di porta, e Anzolin con una magnifica parata salvano nel finale il meritato successo della Juventus 
Incidente a Furlanis: il terzino rossoblu sostituito da Battisodo 

Un goal di Anastasi ha dato alla Juventus la prima vittoria del campionato, un goal dovuto all'estro ed alla rapidità del giovane centravanti bianconero, che ha saputo deviare in rete con tiro improvviso un centro di Benetti. 

Il successo juventino è giusto, ed il Bologna non può recriminare nulla. La squadra emiliana ha subito l'iniziativa degli avversari per tutto il primo tempo, cercando qualche spunto in attacco all'inizio della ripresa, per abbandonare definitivamente la prudente tattica adottata solamente dopo la rete di Anastasi. Non è vero che il Bologna sia molto debole. La difesa ha uomini di valore nazionale come il portiere Vavassori, il terzino Roversi ed i mediani Cresci e Janich. A centro campo Bulgarelli è apparso in netto progresso come abile è stato Gregari, a cui l'allenatore Cervellatl aveva affidato il compito di controllare Haller. In prima linea c'è entusiasmo e vivacità, ma né Savoldi né Mujesan sona apparsi all'altezza degli altri rossoblu. Gli scarsi risultati avevano consigliato a Cervelluti una tattica di eccessiva prudenza con le due mezze ali arretrate e con Pace disposto ad arretrare in zona di interdizione appena il pericolo si aggravava. I bianconeri hanno tentato di rompere subito questo cerchio difensivo. Il loro gioco era vivace, ma mancava di potenza: erano fiorettisti che si misuravano con avversari armati di sciabola. Salvadore, il migliore fra i difensori, cercava di dare un aiuto anche all'attacco, ma qui mancava all'appello Zìgoni mentre Favalli correva, si arrangiava come poteva, ma non arrivava mai in zona di tiro. Benetti era il più attivo, Haller il più classico. Anastasi il più estroso. 

La superiorità dei bianconeri era netta, ma la manovra troppo elaborata, permetteva ai centrocampisti rossoblu di arretrare in tempo utile. Ne primi minuti della ripresa il Bologna tentava di sfruttare qualche distrazione dei difensori juventini, ma Mujesan e Savoldi sbagliavano troppo. I bianconeri tornavano ad attaccare, Zìgoni falliva un pallone «facile» servitogli da Leoncini e poco dopo un stupenda azione di Haller dava ad Anastasi una palla goal. Il centroavanti rimaneva fermo, convinto forse che Haller — superati con abile serpentina tre avversari — volesse tirare direttamente a rete. 

Furlanis in uno scontro con Del Sol rimaneva a terra e doveva abbandonare a causa di una distorsione al ginocchio sinistro. Lo sostituiva Battisodo. Al 21', proprio mentre i juventini parevano soggiogati dall'incubo di un nuovo pareggio, veniva il goal di Anastasi. Su una puntata di Zigoni, finalmente più vivace e preciso che non all'inizio, il portiere bolognese Vavassori deviava la palla in corner. Batteva la punizione Favalli servendo Benetti. La mezz'ala superava Bulgarelli, e centrava secco raso terra verso Anastasi che, con eccezionale rapidità deviava in rete, sorprendendo tutti. Attorno al centravanti un grappolo di bianconeri a fare festa, mentre lo stadio esplodeva in un caloroso applauso. Pur superare lo svantaggio i bolognesi hanno tentato subito la controffensiva, a cui i torinesi hanno opposto uno stucchevole gioco di mille passaggi che parevano fatti apposta per creare il rischio di un imprevedibile grosso guaio. Su contropiede Haller serviva Zìgoni che caparbiamente cercava il goal. La palla sfuggiva a Vavassori per tornare nei pressi di Anastasl il quale tentava il tiro a rete. Anastasi falliva il colpo, ma non era facile toccare quel pallone carico d'effetto per 10 scontro tra Vavassori e Zìgoni (30'). 

Nel finale i bolognesi tentavano l'impossibile per pareggiare, ed allora si è visto come la Juventus quest'anno non possa arroccarsi in difesa come nella scorsa stagione. Benetti ed Haller non sono centrocampisti capaci a trasformarsi in difensori, come facevano in passato Del Sol e Cinesinho. La situazione era apparsa evidente anche a Roma nell'ultima partita giocata dai bianconeri prima della sosta internazionale, ma la lezione evidentemente non è servita. A Roma pochi minuti prima della fine è venuto il pareggio ad opera del centromediano Santarini. A Torino per evitare il peggio si sono resi necessari prima un miracoloso salvataggio di Salvadore che al 32' ha respinto di testa proprio sulla linea della porta e quindi una magnifica parata di Anzolin, che con un volo a ha deviato in calcio d'angolo un pallone che Roversi aveva indirizzato a rete (39'). 

Dopo qualche contestazione per un fallo di Battisodo su Zigani, l'arbitro fischiava la fine della partita. Il pubblico, circa cinquantamila spettatori, ha salutato con un grande applauso i bianconeri. La Juventus pur avendo nelle file autentici campioni fatica molto per vìncere perché non sa tradurre in goals il grande lavoro di tutti. Haller ha disputato ieri la partita più importante della sua lunga carriera. Giocava in polemica con i bolognesi che forse lo hanno ceduto con troppa fretta, e giocava per guadagnarsi la simpatia del pubblico torinese. Haller ha avuto spunti da vero campione e momenti di stasi. Potrà fare ancora meglio appena avrà trovato la piena condizione e l'afflatamento con i nuovi compagni. Anastasi, Haller e Benetti stanno entrando nel clima della squadra bianconera Ieri non c'era Pasetti. Nessuno ha capito perché. 

Giulio Accatino
tratto da: La Stampa 28 Ottobre 1968





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