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mercoledì 4 marzo 2026

4 Marzo 2001: Udinese - Juventus

È il 4 marzo 2001 ed Udinese Juventus si sfidano nella quarta giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2000-01 allo Stadio Friuli di Udine.

La Juventus guidata in panchina da Carlo Ancelotti sta sfidando la Roma di Fabio Capello per la conquista dello Scudetto. Alla fine però sarà solo un amarissimo secondo posto per i bianconeri. Dall'altra parte c'è un Udinese che battaglia fino all'ultima partita per evitare una dolorosa retrocessione. Ci riuscirà con molto affanno!

Buona Visione!


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Stagione 2000-2001 - Campionato di Serie A - 4 ritorno
Udine - Stadio Friuli
domenica 4 marzo 2001 ore 15:00 
UDINESE-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Zambrotta 38, Inzaghi 60

UDINESE (3-5-2): Turci, Zamboni, Sottil, Bertotto, Alberto, Fiore, Giannichedda, Jorgensen (Gaarde 87), Diaz, Sosa, Margiotta (Helguera 67
A disposizione: De Sanctis, Manfredini T., Pinzi, Micolucci, Nonis
Allenatore: Luigi De Canio

JUVENTUS (4-3-1-2): Van der Sar, Birindelli (Paramatti 67), Tudor, Montero, Pessotto G., Zambrotta, Tacchinardi, Davids, Zidane (Conte A. 84), Inzaghi (Trezeguet 87), Del Piero
A disposizione: Carini, O'Neill, Fonseca, Kovacevic
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: De Santis
AMMONIZIONI: Del Piero, Del Piero 81 (Juventus); Alberto, Giannichedda, Alberto 84 (Udinese)
ESPULSIONI: Del Piero 81 (Juventus); Alberto 84 (Udinese)




Prestazione convincente della squadra di Ancelotti che passa anche sull'insidioso campo di Udine 
De Santis non cancella i meriti della Juve 
 
L'arbitro Massimo De Santis ha l'incredibile qualità di coprire, con quanto combina, quello che gli altri hanno costruito con il lavoro. Nel maggio scorso, a Torino, annullò il gol di Cannavaro e, se la Juve avesse vinto lo scudetto, lo si sarebbe ricordato esclusivamente per quell'errore, come se i bianconeri non avessero avuto altro merito per arrivare a 71 punti. Ieri, al 13' della ripresa. De Santis non ha concesso all'Udinese il rigore del possibile, momentaneo 1-1 e quella decisione ha offuscato una delle vittorie più nitide della Juventus di quest'anno: 2-0, quindici tiri di cui cinque nello specchio della porta (tra cui una traversa e un palo) contro i tre, tutti imprecisi, che l'Udinese ha scagliato nei 90' più i supplementari.
Partita mai dialettica: una a picchiare, l'altra a prenderle, la Juve ordinata e in salute e l'Udinese corrosa dal malessere che l'ha colta dopo aver annusato l'alta classifica, molto tempo fa. Eppure l'episodio del contatto in area tra Pessotto e Alberto ha monopolizzato i commenti. Il Friuli è esploso in una contestazione furente. Moggi che è già miliardario di suo s'è trovato a contare le monete che gli piovevano addosso, equamente divise con Idris, che attira sentimenti antijuventini come un'antenna i fulmini. Juve ladrona, come da queste parti i muri leghisti gridano di Roma. Vedendo cadere il brasiliano Alberto, lo abbiamo pensato anche noi. Com'era possibile non concedere quel rigore? Rivisto alla tv, il contatto con Pessotto è molto più impalpabile, il brasiliano cerca l'abbraccio con l'erba prima ancora che lo juventino lo sfiori. Insomma, De Santis probabilmente ha capito tutto tranne che, se era simulazione, doveva ammonire il terzino udinese ed espellerlo per la somma dei cartellini. Non se l'è sentita, a conferma di quanto è mediocre. 
Ha ragione De Canio, ci sono state troppe decisioni incomprensibili e sarebbe bene che De Santis dedicasse più tempo al proprio lavoro nelle carceri e meno al pallone. Ma, sul rigore, ha visto bene. La Juve dunque è passata a Udine dove lasciò punti preziosi e pure una gamba di Del Piero. Ancelotti temeva la giornata. Per quanto se ne dica, la corsa allo scudetto è una roulette russa che si gioca in tre, ogni volta è possibile che parta il colpo e ci sia una vittima. I nervi si logorano. Rispetto alla Lazio del giorno prima, i bianconeri hanno superato la prova in modo più convincente: stanno bene e si vede, corrono quasi come nelle prime due stagioni con Lippi, quando era il dinamismo a sventrare gli avversari. Ieri la Juve ha vinto e si è permessa persino il lusso di uno Zidane che s'arrabbiava con se stesso, infelice per le giocate che non gli riuscivano, come farebbe un grande cuoco davanti a un soufflé sgonfio. Quanto non ha prodotto Zizou (questa volta non marcato a uomo), lo hanno costruito gli operai: Pessotto è stato il più bravo ma anche la spinta intercambiabile di Birindelli e Zambrotta sulla destra ha messo sotto pressione l'Udinese, che sembrava attendesse solo quello per disfarsi. De Canio aveva schierato due punte e un centrocampo a cinque: Giannichedda ne era il pendolo più arretrato. Fiore e Jorgensen si sganciavano a turno dietro alle punte. 
Il risultato era di una terribile fragilità; la Juve teneva palla, azzerava con una difesa attenta le velleità friulane e si portava avanti. Del Piero rifiniva bene: al 9', il suo cross era sbattuto da Birindelli contro la traversa; all'11', Zambrotta inventava uno slalom e calciava alto; al 18', la testa di Del Piero infilava la palla nel corridoio per Zidane che non si coordinava per il tiro. Questo e altro combinava la Juve mentre Margiotta e Sosa, le punte friulane, evaporavano e soltanto Alberto, sulla destra, azzeccava qualche volata. L'1-0 arrivava dalla carambola innescata da Del Piero, con una punizione che batteva tra la traversa e la mano di Turci: Zambrotta ricacciava la palla in porta rendendo inutile il tocco di Sottil. 
Nella ripresa non cambiava molto. Scossa dal pericolo per il possibile rigore, la Juve raddoppiava al 15'. Ancora una punizione di Del Piero attraversava l'aria, diretta in porta, con Turci e Bertotto ad assistere: a scanso di equivoci e per accrescere il proprio bottino, con cui si misura il suo valore, Inzaghi dava l'ultimo colpo. Del Piero smoccolava e più avrebbe fatto al 36', quando, per un tocco di mano, meritava la seconda ammonizione ed era espulso (tre minuti dopo sarebbe toccato ad Alberto, per la par condicio). Pinturicchio non si può lamentare: Udine gli riservò giornate peggiori. Del Piero e compagni hanno confermato di essere in salute. Poco attivo Zidane, sono stati i giocatori «operai» a costruire una vittoria che pesa.

Marco Ansaldo






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mercoledì 11 febbraio 2026

11 Febbraio 2001: Juventus - Napoli

É l' 11 Febbraio 2001 Juventus e Napoli si sfidano nella prima giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2000-01 allo Stadio 'delle Alpi' di Torino.

La Juventus guidata in panchina da Carlo Ancelotti sta sfidando la Roma di Fabio Capello per la conquista dello Scudetto. Alla fine però sará solo un amarissimo secondo posto per i bianconeri. 

Dall'altre parte c'é una squadra partenopea che vive una stagione disastrosa e nonostante tutti gli sforzi profusi non riesce ad evitare una dolorosa retrocessione in Serie B.

Buona Visione!



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Stagione 2000-2001 - Campionato di Serie A - 1 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 11 febbraio 2001 ore 20:30
JUVENTUS-NAPOLI 3-0
MARCATORI: Kovacevic 12, Inzaghi 52, Del Piero 86

JUVENTUS (4-3-1-2): Van der Sar, Birindelli, Ferrara C., Tudor, Pessotto G., Brighi Mat. (Paramatti 79 - Montero 83), Tacchinardi, Zambrotta, Zidane, Inzaghi, Kovacevic (Del Piero 67)
A disposizione: Carini, Maietta, Papa, Fonseca
Allenatore: Carlo Ancelotti

NAPOLI (3-5-2): Fontana, Baldini, Fresi, Quiroga, Saber, Magoni, Matuzalem (Jankulovski 76), Baccin, Pecchia (Sesa 57), Amoruso N. (Bellucci 46), Edmundo
Allenatore: Emiliano Mondonico

ARBITRO: Borriello
RIGORI FALLITI: Zidane 56 (Juventus)
AMMONIZIONI: Pessotto G. (Juventus); Matuzalem, Pecchia (Napoli)



LE PAGELLE Zidane comanda l'assalto Ferrara si esalta contro il suo passato
JUVENTUS VAN DER SAR 6,5, Ingiudicabile per tutto il pt, bravissimo nel neutralizzare Edmundo nel st. BIRINDELLI 6,5. Vince il ballottaggio con Paramatti, sorveglia Baccin con qualche piccolo problema all'inizio. FERRARA 7. Ritoma titolare per celebrare la partita numero 250 da juventino. Il Napoli lo stimola, vuol dimostrare al mondo che esiste ancora. TUDOR 6,5. Vice Montero, non riesce a eliminare le sohte piccole incertezze. Edmundo, in ogni caso, non costituisce un grosso problema. Ma nel finale lo beffa. PESSOTTO 6,5. La sua indispensabilità è arcinota. Il suo impegno sulla fascia sinistra è una garanzia assoluta. TACCHINARDI 6,5. A volte trova spazi enormi in cui inserirsi, li sfrutta con iniziative interessanti. BRIGHI 6,5. Il deb riminese non vacilla, si propone sulla fascia, si impappina quando Zidane lo innesca e lui sciupa una possibile palla-gol (dal 35' st Paramatti sv; dal 40' st Montero sv). ZAMBROTTA 6. Stupisce per certe giocate approssimative. Il grande movimento non basta. ZIDANE 8. Difficile trovare gli aggettivi per illustrare questa ennesima prestazione di Zizou. Splendida l'azione tutta sua per il gol di Kovavevic. Chiede a Inzaghi il rigore e lo spreca. Un dettaglio. F. INZAGHI 7. Settima rete in sei partite. La difesa del Napoli lascia spazi invitanti, cerca di approfittarne con la solita fame di gol. Fa centro con la rapacità del condor che vede la preda. KOVACEVIC 7. Quarto gol in campionato, come all'andata trafigge il Napoli con la prestanza fisica. A volte si trova decentrato e non si capisce perché debba essere lui ad andare al cross (dal 22' st Del Piero 6,5: sfiora il gol di testa, poi fa centro complice Fontana). ANCELOTTI 7. Ha ormai il nuovo contratto in tasca, non si sgomenta di fronte all'emergenza e manda comunque in campo una Juve che sa divertire.
NAPOLI FONTANA 5. Sul gol di Kovacevic lo tradisce la difesa, su quello di SuperPippo prova a metterci una pezza senza fortuna. Compie una paratona su Del Piero e un erroraccio sempre su Alex. BALDINI 4,5. Segue Inzaghi dovunque, si accartoccia su se stesso irriso dalla finta con cui Zidane propizia il vantaggio bianconero. Stende Pippo provocando un rigore abbastanza netto. FRESI 5. Precaria prestazione in una retroguardia modello emménthal svizzero. QUIROGA 4,5. Marca Kovacevic in ogni zona del campo, sbaglia il tempo quando Darko si arrampica lassù e insacca. SABER 5. Si sgancia, spesso lo ignorano. PECCHIA 6. In perenne movimento, è l'azzurro più lucido ed efficace (dal 12'st Sesa 5). MAGONI 5. Cosa ha pensato quando gli hanno detto di marcare Zidane? Ci ha messo l'anima, ma era un compito da brividi. MATUZALEM 5. Spunti a singhiozzo. Piedi buoni, ma poca concretezza (dal 30' st Jankulovski sv). BACCIN 5,5. Mette a dura prova la Juve sulla fascia sinistra con inserimenti sempre tempestivi. Sbiadisce alla distanza. EDMUNDO 5,5. Porta la sua pelata a spasso per il campo senza incidere. Si ridesta nel finale, ma non basta. AMORUSO 5. Presenza ininfluente (dal 1' st Bellucci 5: vedi Amoruso). MONDONICO 5. Il suo Napoli è quasi inguardabile.
L'arbitro BORRIELLO 6,5. Limita al minimo gli errori.
Fabio Vergnano tratto da: La Stampa 12 febbraio 2001




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mercoledì 21 gennaio 2026

21 Gennaio 2001: Perugia - Juventus

É il 21 Gennaio 2001 Perugia e Juventus si sfidano nella quindicesima giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2000-01 allo Stadio 'Renato Curi' di Perugia.

La Juventus guidata in panchina da Carlo Ancelotti sta sfidando la Roma di Fabio Capello per la conquista dello Scudetto. Alla fine però sará solo un amarissimo secondo posto per i bianconeri. 

Dall'altra parte c'é un Perugia che vive una stagione tranquilla e finisce la propria corsa a metá classifica.

Buona Visione!

 


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Stagione 2000-2001 - Campionato di Serie A - 15 andata
Perugia - Stadio Renato Curi
Domenica 21 gennaio 2001 ore 15:00
PERUGIA-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Inzaghi 59

PERUGIA (3-4-1-2): Mazzantini, Rivalta (Tarana 83), Materazzi, Di Loreto, Zè Maria, Blasi, Paris, Pieri, Ahn, Vryzas, Saudati
A disposizione: Tardioli, Hilario, Milanese, Sogliano, Tatti, Goretti
Allenatore: Serse Cosmi

JUVENTUS (4-3-1-2): Van der Sar, Birindelli (Paramatti 65), Iuliano, Montero, Pessotto G., Zambrotta, Tacchinardi, Davids, Zidane, Inzaghi (Kovacevic 86), Trezeguet (Conte A. 75)
A disposizione: Carini, Ferrara C., O'Neill, Del Piero
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: Collina
AMMONIZIONI: Montero, Zambrotta (Juventus); Blasi, Tarana (Perugia)




LE PAGELLE 
Zidane, Ia mente e l' anima 
Mazzantini e Van der Sar, una sfida di giganti 

PERUGIA 

MAZZANTINI 8. Fortiere barocco, aggiunge funambolismo alla parata. Salva 3 gol sicuri nel pt. 
RIVALTA 6,5. Preciso e pulito 
(38'st Tarano sv). 
MATERAZZI 6,5. E' il più sicuro tra i difensori, finché Zidane non lo azzoppa. 
DI LORETO 6,5. Ci mette forza e attenzione, positivo. 
ZE MARIA 5. Buon avvio. Poi pasticcia alla brasiliana, dribbla fino a perdere palla, rallenta l'azione e nella ripresa scompare. Eppure era il più esperto. 
SIASI 6. A vent'anni è molto non farsi travolgere. Perde la palla che lancia la Juve in gol 
PARIS 5,5. Argentino preso dal Newell's Old Boy: per il passo lento su Zidane ci pare soltanto «old», pericolosamente vecchio 
PIERI 5. Cenerentola al ballo del principe fa tappezzeria. Il salto dal Grosseto a Madama è una favola: l'emozione frena la corsa ed evidenzia i limiti tecnici. 
AHN 6,5. Il coreano per ora non è Nakata, tuttavia entra in tutte le azioni più pericolose. 
VRYZAS 6. Meglio nei rientri che sotto porta, dove sbaglia un gol facile di testa. 
SAUDATI 5,5. Grandi potenzialità espresse al risparmio, con due azioni nel pt e il vuoto nel st. 
COSMI 6. Ha coraggio nel rattoppar la squadra evirata del centrocampo. Non fiuta il calo nel st e non interviene come dovrebbe. 

JUVENTUS 

VAN DER SAR 7,5. Molte conclusioni gli finiscono addosso però riempie la porta con piazzamento perfetto. Due mesi fa era un pericolo persino quando gli tiravano sulle braccia.
BIRINDELLI 5,5. Pallida figura di fronte al tremebondo Pieri 
( 19' st Paramatti 6: entra sull'1-0 ed è più facile). 
IULIANO 6. La sbandata iniziale lo coinvolge e sbaglia il tempo sulla palla gol di Vryzas. Emerge alla distanza. 
MONTERO 6. Saudati lo salta alla prima occasione e sfiora il gol, Vryzas lo costringe all'ammonizione. Avvio da brivido, al rientro si assesta: anche lo stomaco. 
PESSOTTO 7. La ripresa di impressionante sostanza cancella a prima mezz'ora, quando è dalla sua parte che Ze Maria e Ahn portano i maggior pericoli. 
ZAMBROTTA 6. Il nuovo assetto lo sposta dalla fascia al centro e ne esce il mediano che non è. Si arrangia. 
TACCHINARDI 6,5. Parte dal suo contrasto l'azione del gol, come altre. Buon collante. 
DAVIDS 7. Non ha la devastante continuità di una volta, ma quando parte sul contropiede decisivo è impossibile fermarlo. 
ZIDANE 7,5. Tra le giocate che ne hanno fatto la vera anima juventina, è un peccato che la più decisiva sia stata il fallo che ha messo fuori causa Materazzi. 
TREZEGUET 5. Si ferma alla prima e più clamorosa palla gol, al 32', che sparacchia addosso a Mazzantini 
(30' st Conte sv). 
INZAGHI 7. Nel gol (alla sua maniera, arriva solo davanti al portiere) mantiene freddezza; la bravura la mostra nella girata al 41' su cui vola Mazzantini. Sempre vivo 
(41 ' st Kovacevic sv). 
ANCELOTTI 6,5. Il calcio di oggi è un gioco di corsa e i difetti tattici di cui qualcuno l'accusa nella prima mezz'ora spariscono quando il Perugia cala e la Juve cresce. Non è cambiato niente, se non la voglia. 

L'arbitro COLLINA 8. Una partita difficile in cui non sbaglia niente. 

Marco Ansaldo
tratto da: La Stampa 22 gennaio 2001





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mercoledì 17 dicembre 2025

17 Dicembre 2000: Lecce - Juventus

É il 17 Dicembre 2000 Lecce e Juventus si sfidano nell' undicesima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2000-01 allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

La Juventus guidata in panchina da Carlo Ancelotti sta sfidando la Roma di Fabio Capello per la conquista dello Scudetto. Alla fine peró sará solo un amarissimo secondo posto per i bianconeri. Al termine ci saranno solo recriminazioni per un titolo che ci poteva stare benissimo. 

Dall'altra parte c'é il Lecce che riesce ad evitare una dolorosa retrocessione per il rotto della cuffia.

Buona Visione! 



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Stagione 2000-2001 - Campionato di Serie A - 11 andata
Lecce - Stadio Via del Mare
Domenica 17 dicembre 2000 ore 15:00
LECCE-JUVENTUS 1-4
MARCATORI: Inzaghi 12, Trezeguet 28, Giorgetti 70, Kovacevic 87, Zambrotta 90+1
 
LECCE: Chimenti, Juarez, Viali, Savino, Bedin (Malusci 46), Balleri, Giorgetti, Piangerelli, Conticchio, Tonetto (Konan 81), Vugrinec (Osorio 59)
A disposizione: Manitta, Mateo, Fissore, Testa
Allenatore: Alberto Cavasin
 
JUVENTUS (4-3-1-2): Van der Sar, Paramatti, Ferrara C., Tudor, Pessotto G., Conte A., Tacchinardi, Davids (Bachini 89), Zidane, Inzaghi (Zambrotta 85), Trezeguet (Kovacevic 81)
A disposizione: Rampulla, Zanchi, Brighi Mat., Fonseca
Allenatore: Carlo Ancelotti
 
ARBITRO: Racalbuto
AMMONIZIONI: Tudor, Davids (Juventus); Conticchio, Tonetto (Lecce)
ESPULSIONI: Balleri 38 (Lecce)


LE PAGELLE 
Tudor è un gigante 
Gli artigli di Ferrara 

LECCE 
CHIMENTI 5. Comincia a parare quando la sconfitta è già confezionata. 
JUAREZ 4,5. Arranca su Trezeguet che segue vanamente a uomo. 
VIALI 5. Alla fine fa perfino l'attaccante. Ma sempre con risultati pessimi. 
SAVINO 5. Colpevole a metà sul gol di Inzaghi (Pippo lo spinge via), fatica sempre sul centravanti. 
BEDIN 5. Marcatura corpo a corpo su Zidane, dura un tempo 
(dal 1' st Malusci 5: mossa inutile). 
BALLERI 5. Gioca 39 minuti, poi insulta il guardalinee Biasutto e si fa cacciare. 
GIORGETTI 6,5. Grande movimento a centrocampo e un gol da favola. 
PIANGERELLI 5,5. Una domenica di basso profilo. 
CONTICCHIO 6. L'impegno non basta per dare tono al centrocampo. 
TONETTO 5,5. Un assatanato, il campo dovrebbe essere dieci metri più lungo perché corre, corre e non si ferma mai in tempo 
(35' st Konan sv). 
VUGRINEC 5. Unica punta, affoga dopo un minuto 
(14' st Osorio 6). 

JUVENTUS 
VAN DER SAR 6. Una parata in tutta la partita, ma decisiva. 
PARAMATTI 6,5. Continua il suo magic moment. Schierato a destra, copre la zona in cui opera Tonetto e riparte. 
FERRARA 6,5. Sul campo maledetto sfodera gli artigli e pilota la difesa. 
TUDOR 7. Un gigante, prestazione senza sbavature. Ammonito, salterà la trasferta di Roma. 
PESSOTTO 6,5. Al rientro dopo l'infortunio se la cava con una prova di grande concretezza. 
CONTE 6,5. I tifosi leccesi lo bersagliano con ogni tipo di contumelia, risponde con la solita prestazione tutta concretezza. 
TACCHINARDI 6,5. L'attesa è finita, i suoi progressi l'hanno fatto diventare un puntello insostituibile del centrocampo. 
DAVIDS 6,5. Partenza a fari spenti, decolla nella ripresa fino a confezionare l'assist che manda a segno Kovacevic 
(dal 44'st Bachini sv). 
ZIDANE 7. Pilota Inzaghi verso il gol e stoma altri assist a ripetizione. Non sarà Pallone d'Oro, ma per la Juve ogni sua giocata è addirittura di platino.
TREZEGUET 6,5. Si avvita in cielo alla Bettega per segnare il secondo gol. Poi non incide moltissimo, però quella rete è di importanza vitale 
(35' st Kovacevic 6,5: la panchina è il suo trampolino di lancio e alla prima occasione colpisce).
INZAGHI 7. Alleluia. Dopo nove mesi Pippo si è sbloccato. Rete pesantissima, ancorché viziata da un fallo iniziale su Savino. Spreca altre occasioni, ma dimostra che tenerlo in panchina è forse un lusso che Ancelotti non può permettersi.  
Arbitro RACALBUTO 5. Terza volta stagionale a Lecce, ma non è diventato amico dei pugliesi. 

Fabio Vergnano





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mercoledì 27 agosto 2025

27 Agosto 2000: Milan - Juventus

É il 27 Agosto 2000 Milan Juventus si sfidano in questa gara amichevole valevole per il 'Trofeo Luigi Berlusconi 2000' allo Stadio 'Giuseppe Meazza San Siro' di Milano.

La Juventus guidata in panchina da Carlo Ancelotti sta sfidando la Roma di Fabio Capello per la conquista dello Scudetto. Alla fine peró sará solo un amarissimo secondo posto per i bianconeri. Dall'altre parte c'é un Milan che é in una fase di transizione e concluderá il campionato in sesto posto.

Buona Visione!



 
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Stagione 2000-2001 - Trofeo Luigi Berlusconi
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
Domenica 27 Agosto 2000 ore 20:45
MILAN-JUVENTUS 2-2 - Dopo i calci di rigore (4-5)
MARCATORI: Josè Mari 2, Trezeguet 25, Shevchenko rigore 35, Inzaghi 66
SEQUENZA CALCI DI RIGORE: Shevchenko (fuori), Zidane (fuori), Saudati (gol), Kovacevic (gol), De Ascentis (gol), Tacchinardi (gol), Serginho (gol), Bachini (gol), Boban (parato), Inzaghi (parato), Roque Junior (gol), Maresca (gol), Maldini (alto), Ferrara C. (gol)

MILAN: Dida, Chamot, Roque Junior, Maldini, Guglielminpietro (Ambrosini 69), Gattuso, Albertini (De Ascentis 73), Coco (Serginho 69), Josè Mari (Saudati 76), Bierhoff (Boban 46), Shevchenko
Allenatore: Alberto Zaccheroni

JUVENTUS: Van der Sar, Tudor (Zambrotta 63), Ferrara C., Iuliano, Paramatti (Birindelli 46), Tacchinardi, O'Neill (Maresca 76), Bachini, Zidane, Trezeguet (Kovacevic 46), Del Piero (Inzaghi 46)
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: Cesari

 


La Juve non teme la cabala-Berlusconi 
I bianconeri rimontano due volte e si impongono ai rigori 

Gol e spettacolo. Ecco il calcio vero, ecco il Milan-Juve che tutti attendevamo. Cabala o no, qui si fa sul serio, si trovano energie insperate per dare vita a una sfida senza pronostico e vissuta sempre con il coltello fra i denti, decisa ai calci di rigore a favore dei bianconeri. 
Bene il Milan, più rodato dai preliminari di Coppa, tuttavia in calo fisico nel secondo tempo. Non male neppure la Juve, che resta anchilosata nei primi minuti, poi si scuote e si contrappone con il carattere. Il contorno è degno dei protagonisti e sempre di grande effetto. Il muro di folla impressionante, perchè questo appuntamento per i calciofili è come la «prima» alla Scala per i melomani. Non si può mancare. E le squadre lo onorano al meglio cercando di calarsi subito nella parte, provando ad addentarsi a vicenda con la rabbia che ha sempre segnato le sfide fra due clan, spesso uniti nel business, ma decisi a tirare fuori gli artigli sul campo. 
Nel Milan marca visita Abbiati (febbre) e fra i pali va Dida, rigenerato dopo la cinquina incassata contro il Real Madrid. Ko pure Comandini, rilevato da Bierhoff. Anche nella Juve una novità rispetto alle previsioni: non c'è Zambrotta, ma Bachini. Pronti via ed è subito Milan. Una fiammata improvvisa, un clamoroso svarione di O'Neill innesca Bierhoff che mette al centro dove José Mari deposita in rete. Juve alla corde, Milan tonico come a Zagabria sotto gli occhi del suo schizzinoso presidente. Arranca in avvio la squadra di Ancelotti e i rossoneri ne approfittano. Al 6' altra ingenuità: luliano mette in moto Albertini, ma José Mari spreca l'invito del compagno. Sembra davvero una Juve di piccolo cabotaggio, contro un Milan più squadra. Paramatti e Bachini non danno fiato alla squadra sulle fasce, Zidane combatte senza essere assecondato dal resto della truppa. Del Piero-Godot ci mette il cuore ma non abbina la concretezza e O'Neill, frastornato dalla papera iniziale, è lento e macchinoso. Si riprenderà. 
Come previsto, però, lo spettacolo non manca: la partita è vibrante, la Juve dopo qualche minuto si rianima. Tacchinardi impegna Dida che alza in angolo, Albertini salva sulla linea su incornata di Tudor. Bene Trezeguet, benissimo Shevchenko che sfregia la difesa bianconera con rasoiate continue e ingaggia un duello aspro con Tudor. Al 22' rimedia Van der Sar uscendo alla disperata sull'ucraino, poi luliano evita la seconda rete respingendo in acrobazia la successiva conclusione di José Mari. Il fronte si sposta di continuo, la battaglia si arroventa. Al 25' O'Neill tira, Trezeguet è sulla traiettoria e beffa Dida. Considerata la reazione juventina, un pareggio meritato. Peccato per Del Piero, sempre attivo ma quasi mai in grado di colpire. Così ci pensa ancora Trezeguet, che al 31 ' mette alla frusta Dida con un destro in corsa che il brasiliano manda in angolo. Tutto bellissimo, ma a rovinare l'equilibrio ristabilito ci pensa il signor Cesari, che vede un rigore di Tudor su Shevchenko mentre il croato prende nettamente il pallone. Come in campionato: Paparesta inventò uno sgambetto di Birìndelli all'attaccante venuto dall'Est e per la Juve fu sconfitta. Sheva va sul dischetto e trasforma. 
Ripresa. Gattuso soffia sul fuoco, Tacchinardi risponde: ci siamo, è bastato poco per accendere la miccia. E per fortuna che è una partita che nessuno vorrebbe vincere per i noti motivi scaramantici. Ma ancor prima che le squadre si sistemino in campo è Kovacevic (subentralo a Trezeguet) a dare corpo al tentativo di riscossa juventina: il suo sinistro in corsa è bello, ma finisce sul palo. Darko fa coppia con Inzaghi, che ha rilevato Del Piero. Cresce Bachini, la Juve ferita cerca il pareggio da ogni posizione. Il Milan, con Boban al posto di Bierhoff, non sta a guardare e dirotta Shevchenko sulla destra. L'ucraino evapora con il passare dei minuti, così come José Mari, che alla mezzora lascia il posto a Saudati. Fuori anche Tudor, dentro Zambrotta. Non c'è tregua e proprio il laterale juventino al 21' ispira il secondo gol juventino: al volo mette a centro area un pallone che Inzaghi arpiona di testa e infila alla sinìsira di Dida, con la difesa schierata e incapace di opporsi. 
Lotta dura fino al 90', la gara resta ancorata al pareggio e per assegnare il trofeo LuìgiBerlusconi servono i rigori. E quando Ferrara segna il quattordicesimo, decisivo, rìdendo si inette le mani nei capelli: per un napoletano verace, il sospetto di averla combinala grossa, è preoccupante. Ma intanto la Juve vince... 
Rossoneri più rodati e brillanti in avvio ma poi viene a galla il carattere dei torinesi.

Fabio Vergnano  
tratto da: La Stampa 28 agosto 2000

 



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