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mercoledì 10 giugno 2026

10 Giugno 2001: Vicenza - Juventus

Su Youtube vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna.

È il 10 giugno 2001 e Vicenza e Juventus si sfidano nella sedicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2000-01 allo Stadio 'Romeo Menti' di Vicenza.

La Juventus guidata in panchina da Carlo Ancelotti sta sfidando la Roma di Fabio Capello per la conquista dello Scudetto. Alla fine, però , sarà solo un amarissimo secondo posto per i bianconeri.

Dall'altra parte c'è un Vicenza che dopo una lotta fino all'ultimo istante deve salutare la massima divisione e retrocedere in Serie B.

Buona Visione! 


vicenza


 

Stagione 2000-2001 - Campionato di Serie A - 16 ritorno
Vicenza - Stadio Romeo Menti
domenica 10 giugno 2001 ore 15.00
VICENZA-JUVENTUS 0-3
MARCATORI: Del Piero 37, Trezeguet 40, Trezeguet 51

VICENZA: Sterchele, Tomas, Zanchi, Dicara (Sommese 46), Cardone, Firmani, Crovari, Dabo (Bernardini 61), Beghetto, Kallon (Tomic 46), Jeda
Allenatore: Edy Reja

JUVENTUS: Van der Sar, Tudor, Iuliano, Montero (Ferrara C. 81), Paramatti, Zambrotta, Tacchinardi, Pessotto G., Zidane (Brighi Mat. 85), Del Piero, Trezeguet (Kovacevic 70)
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: De Santis

 


LE PAGELLE 
David ha cancellato Inzaghi 
Un 'altra doppietta per il francese 
Alex, gol di testa e splendido assist 
VICENZA 
STERCHELE 6,5. Evita una sconfitta più umiliante con qualche intervento in tutta sicurezza. 
CARDONE 5,5. Deve coprire la fascia che percorre Paramatti, dimostra limiti tecnici evidenti. 
DICARA 5. Arranca sempre, lascia varchi in cui la Juve si inserisce costruendo la sua vittoria (dal 1' st Sommese 6: poca qualità, molto impegno). 
ZANCHI 5. Fin qui protagonista, contro gli ex compagni disputa una partita da dimenticare, si addormenta sui primi due gol. 
TOMAS 5. Spesso in ritardo, fatica a tenere Del Piero, scivola sul secondo gol di Trezeguet. 
BEGHETTO 5,5. Esterno sinistro di difesa, patisce le incursioni di Zambrotta e invece di aggredire l'avversario rincula sempre. 
CROVARI 5. Marcare Zidane è un compito difficile per chiunque. A lui riesce particolarmente male. 
FIRMANI 6. Nel marasma del centrocampo è quello che conserva un minimo di lucidità. 
DABO 5,5. Perde il confronto con Tacchinardi, troppo timido e esitante non porta munizioni all'attacco 
(dal 16' st Bernardini 5: utilizzato tardi, entra in partita in maniera marginale). 
JEDA 4,5. Il giovane brasiliano alle prese con Passaportopoli combina una serie di pasticci infinita. Cercare la salvezza con giocatori così è un'impresa titanica. 
KALLON 5. Perde alla grande il confronto con Tudor, commette errori da dilettante è una zavorra che il Vicenza non può permettersi 
(dal 1' st Tomic 5: schierato per cercare maggior potenza in attacco riceve soltanto fischi). 
JUVENTUS 
VAN DER SAR 6. Mai impegnato se non su qualche uscita alta. 
TUDOR 6,5. Offre a Del Piero un assist perfetto, domina la scena in difesa come gli capita ormai da tempo. 
IULIANO 6. Il controllo delle punte vicentine è troppo facile per uno della sua esperienza. 
MONTERO 7. Nulla che già non si sapesse. Spazza via e chiude ogni varco 
(dal 36' st Ferrara sv). 
PARAMATTI 6,5. Sta concludendo in crescendo la prima stagione juventina. Prezioso il suo apporto difensivo e anche in fase di spinta. 
ZAMBROTTA 6,5. Beghetto lo vede sfrecciare come l'Eurostar, inesauribile fino all'ultimo. 
TACCHINARDI 6,5. Sradica dai piedi avversari decine di palloni, dà robustezza ad un reparto che anche senza Davids non ha perso compattezza. 
PESSOTTO 6,5. Divide con Zambrotta la fatica sulla fascia sinistra, sempre pronto a proporsi in fase offensiva e spesso ignorato non si sa perché. 
ZIDANE 6,5. Dà il via alla splendida azione del terzo gol, arricchisce di giocate ad effetto la manovra della squadra. Prende pure una moneta in testa, ma tiene duro 
(dal 40' st Brighi sv). 
DEL PIERO 6,5. Un gol facile e un assist da fenomeno. Perfetta l'intesa con Trezeguet. 
TREZEGUET 7,5. Gol numero 13 in campionato. Ha cancellato dalla Juve Inzaghi, è davvero un attaccante spietato 
(dal 24' sv Kovacevic sv).
Fabio Vergnano
tratto da: La Stampa 11 giugno 2001





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mercoledì 27 maggio 2026

27 Maggio 2001: Juventus - Perugia

É il 27 Maggio 2001 e Juventus Perugia si sfidano nella quindicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2000-01 allo 'Stadio delle Alpi' di Torino.

La Juventus guidata in panchina da Carlo Ancelotti sta sfidando la Roma di Fabio Capello per la conquista dello Scudetto. Alla fine però sará solo un amarissimo secondo posto per i bianconeri. 

Dall'altra parte c'é un Perugia che vive una stagione tranquilla e finisce la propria corsa a metá classifica.

Buona Visione! 



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Stagione 2000-2001 - Campionato di Serie A - 15 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
domenica 27 maggio 2001 ore 20:30 
JUVENTUS-PERUGIA 1-0
MARCATORI: Trezeguet 55

JUVENTUS: Van der Sar; Tudor, Iuliano, Montero P., Athirson (Brighi Mat. 79); Zambrotta, Tacchinardi, Pessotto G.; Zidane (O'Neill 66); (c) Del Piero (Inzaghi 86), Trezeguet
A disposizione: Carini, Ferrara C., Birindelli, Fonseca
Allenatore: Carlo Ancelotti

PERUGIA: Mazzantini; Rivalta, Materazzi, Di Loreto; Blasi (Saudati 66), Paris (Gatti 76), Liverani, Guinazu (Robbiati 79), Pieri; Ahn, Vryzas
A disposizione: Tardioli, Hilario, Lombardi, Sogliano
Allenatore: Serse Cosmi

ARBITRO: Bolognino
AMMONIZIONI: Iuliano, O'Neill (Juventus); Mazzantini, Liverani (Perugia)




LE PAGELLE  
Tacchinardi, grande fatica a centrocampo 
Per Pessotto e Del Piero una serata senza squilli 

JUVENTUS 
VAN DER SAR 6,5. Un primo tempo di tutta tranquillità. C'era un solo pericolo, ma Vryzas lo grazia sparandogli addosso da ottima posizione. Poi respinge da campione una deviazione del greco. Inoperoso per tutta la ripresa, salvo un'altra bella parata su punizione dal limite. 
TUDOR 6. Deve vedersela con Pieri che fa molto movimento ma non deve faticare molto per tenerlo a bada. Mantiene un raggio d'azione molto limitato. 
IULIANO 6. Deve lavorare poco ma commette qualche errore di troppo. Meglio quando va in avanti ad aiutare i compagni. 
MONTERO 6. Puntuale e preciso nelle chiusure. 
ATHIRSON 6. Deve vedersela con lo sgusciante Blasi che lo sottopone a continui recuperi e non sempre lo neutralizza. Si disinteressa di spingere sulla fascia 
(dal 34' st Brighi, sv). 
ZAMBROTTA 6,5. Per tutto il 1' tempo si fa vedere poco. Solo in due occasioni riesce a saltare Di Loreto ma spreca tutto sbagliando i cross. Nella ripresa serve Trezeguet che segna. 
TACCHINARDI 6. II solito guerriero a tutto campo che deve faticare molto per contenere Liverani, regista del Perugia. 
PESSOTTO 6. Un po' spento e senza grinta. Gioca pochi palloni e li sbaglia quasi tutti. 
ZIDANE 6. Partenza pessima poi si riprende e inventa uno splendido duetto con Del Piero, ma il portiere avversario gli nega il gol. Non all'altezza delle ultime prestazioni con Fiorentina e Bologna 
(dal 21' st O'Neill 6; si mette davanti alla difesa a distribuire palloni e chiudere).
TREZEGUET 6,8. Per tutto il primo tempo gli creano una sola buona occasione: ma il suo pallonetto, su assist di Zidane, timbra la traversa. Lui si muove molto alla ricerca di spazi ma non riesce mai a trovarne. Bravo nell'esecuzione del gol del vantaggio: controlla con freddezza e batte imparabilmente Mazzantini. Poi spreca una facile deviazione. 
DEL PIERO 5,5. Nella giungla della difesa perugina non trova spazi per mettersi in mostra 
(dal 41 st Inzaghi, sv). 

PERUGIA  
MAZZANTINI 6,5. Si salva come può sulle incursioni avversarie. Lo aiuta una traversa e poi di piede toglie il gol a Zidane. Si fa ammonire dall'arbitro perché perde troppo tempo nel rimettere la palla in gioco. Non può fare nulla sul gol di Trezeguet. 
RIVALTA 5. Ben protetto dai ritorni dei centrocampisti, tiene la posizione e non deve faticare molto a contenere Del Piero. Non anticipa Trezeguet sul gol dello juventino. 
MATERAZZI 6. Mobile e preciso calamita di testa i pochi cross che arrivano in area. 
DI LORETO 6. Vigile e perfetto nel controllare Zambrotta e quelli che tentano di passare dalla sua parte. 
BLASI 5,5. Gioca davanti alla difesa pronto a bloccare ogni buco 
(dal 21' st Saudati 5; si è messo davanti all'area avversaria, ma non ha avuto alcuna occasione).
PARIS 5,5. Si vede poco e non è determinante nel contenere tentativi di affondo degli avversari 
(dal 31'st Gatti, sv). 
LIVERANI 6,5. Il solito grande inventore di gioco. Ma i suoi suggerimenti sono sprecati perche cadono quasi sempre nel vuoto. Rimedia un'ammonizione per fermare Del Piero. 
GUINAZU 3,5. Tanto movimento, tanti recuperi ma poca precisione nei suggerimenti. Bravo in alcuni anticipi su Zidane 
(dal 34' st Robbiati, sv). 
PIERI 6. Corre e pressa a tutto campo. 
VRYZAS 5,5. Nel primo tempo ha una grandissima occasione: si libera bene di Iuliano e si presenta tutto solo in area ma spreca sparacchiando sul portiere. Suo lo spunto di testa nel finale che costringe Van der Sar a una difficile respinta. 
AHN 5. Molto movimento, tanto fumo ma poco arrosto.

Arbitro BOLOGNINO 6. Partita tranquilla che può amministrare con facilità. 

Nino Sormani






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mercoledì 4 marzo 2026

4 Marzo 2001: Udinese - Juventus

È il 4 marzo 2001 ed Udinese Juventus si sfidano nella quarta giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2000-01 allo Stadio Friuli di Udine.

La Juventus guidata in panchina da Carlo Ancelotti sta sfidando la Roma di Fabio Capello per la conquista dello Scudetto. Alla fine però sarà solo un amarissimo secondo posto per i bianconeri. Dall'altra parte c'è un Udinese che battaglia fino all'ultima partita per evitare una dolorosa retrocessione. Ci riuscirà con molto affanno!

Buona Visione!


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Stagione 2000-2001 - Campionato di Serie A - 4 ritorno
Udine - Stadio Friuli
domenica 4 marzo 2001 ore 15:00 
UDINESE-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Zambrotta 38, Inzaghi 60

UDINESE (3-5-2): Turci, Zamboni, Sottil, Bertotto, Alberto, Fiore, Giannichedda, Jorgensen (Gaarde 87), Diaz, Sosa, Margiotta (Helguera 67
A disposizione: De Sanctis, Manfredini T., Pinzi, Micolucci, Nonis
Allenatore: Luigi De Canio

JUVENTUS (4-3-1-2): Van der Sar, Birindelli (Paramatti 67), Tudor, Montero, Pessotto G., Zambrotta, Tacchinardi, Davids, Zidane (Conte A. 84), Inzaghi (Trezeguet 87), Del Piero
A disposizione: Carini, O'Neill, Fonseca, Kovacevic
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: De Santis
AMMONIZIONI: Del Piero, Del Piero 81 (Juventus); Alberto, Giannichedda, Alberto 84 (Udinese)
ESPULSIONI: Del Piero 81 (Juventus); Alberto 84 (Udinese)




Prestazione convincente della squadra di Ancelotti che passa anche sull'insidioso campo di Udine 
De Santis non cancella i meriti della Juve 
 
L'arbitro Massimo De Santis ha l'incredibile qualità di coprire, con quanto combina, quello che gli altri hanno costruito con il lavoro. Nel maggio scorso, a Torino, annullò il gol di Cannavaro e, se la Juve avesse vinto lo scudetto, lo si sarebbe ricordato esclusivamente per quell'errore, come se i bianconeri non avessero avuto altro merito per arrivare a 71 punti. Ieri, al 13' della ripresa. De Santis non ha concesso all'Udinese il rigore del possibile, momentaneo 1-1 e quella decisione ha offuscato una delle vittorie più nitide della Juventus di quest'anno: 2-0, quindici tiri di cui cinque nello specchio della porta (tra cui una traversa e un palo) contro i tre, tutti imprecisi, che l'Udinese ha scagliato nei 90' più i supplementari.
Partita mai dialettica: una a picchiare, l'altra a prenderle, la Juve ordinata e in salute e l'Udinese corrosa dal malessere che l'ha colta dopo aver annusato l'alta classifica, molto tempo fa. Eppure l'episodio del contatto in area tra Pessotto e Alberto ha monopolizzato i commenti. Il Friuli è esploso in una contestazione furente. Moggi che è già miliardario di suo s'è trovato a contare le monete che gli piovevano addosso, equamente divise con Idris, che attira sentimenti antijuventini come un'antenna i fulmini. Juve ladrona, come da queste parti i muri leghisti gridano di Roma. Vedendo cadere il brasiliano Alberto, lo abbiamo pensato anche noi. Com'era possibile non concedere quel rigore? Rivisto alla tv, il contatto con Pessotto è molto più impalpabile, il brasiliano cerca l'abbraccio con l'erba prima ancora che lo juventino lo sfiori. Insomma, De Santis probabilmente ha capito tutto tranne che, se era simulazione, doveva ammonire il terzino udinese ed espellerlo per la somma dei cartellini. Non se l'è sentita, a conferma di quanto è mediocre. 
Ha ragione De Canio, ci sono state troppe decisioni incomprensibili e sarebbe bene che De Santis dedicasse più tempo al proprio lavoro nelle carceri e meno al pallone. Ma, sul rigore, ha visto bene. La Juve dunque è passata a Udine dove lasciò punti preziosi e pure una gamba di Del Piero. Ancelotti temeva la giornata. Per quanto se ne dica, la corsa allo scudetto è una roulette russa che si gioca in tre, ogni volta è possibile che parta il colpo e ci sia una vittima. I nervi si logorano. Rispetto alla Lazio del giorno prima, i bianconeri hanno superato la prova in modo più convincente: stanno bene e si vede, corrono quasi come nelle prime due stagioni con Lippi, quando era il dinamismo a sventrare gli avversari. Ieri la Juve ha vinto e si è permessa persino il lusso di uno Zidane che s'arrabbiava con se stesso, infelice per le giocate che non gli riuscivano, come farebbe un grande cuoco davanti a un soufflé sgonfio. Quanto non ha prodotto Zizou (questa volta non marcato a uomo), lo hanno costruito gli operai: Pessotto è stato il più bravo ma anche la spinta intercambiabile di Birindelli e Zambrotta sulla destra ha messo sotto pressione l'Udinese, che sembrava attendesse solo quello per disfarsi. De Canio aveva schierato due punte e un centrocampo a cinque: Giannichedda ne era il pendolo più arretrato. Fiore e Jorgensen si sganciavano a turno dietro alle punte. 
Il risultato era di una terribile fragilità; la Juve teneva palla, azzerava con una difesa attenta le velleità friulane e si portava avanti. Del Piero rifiniva bene: al 9', il suo cross era sbattuto da Birindelli contro la traversa; all'11', Zambrotta inventava uno slalom e calciava alto; al 18', la testa di Del Piero infilava la palla nel corridoio per Zidane che non si coordinava per il tiro. Questo e altro combinava la Juve mentre Margiotta e Sosa, le punte friulane, evaporavano e soltanto Alberto, sulla destra, azzeccava qualche volata. L'1-0 arrivava dalla carambola innescata da Del Piero, con una punizione che batteva tra la traversa e la mano di Turci: Zambrotta ricacciava la palla in porta rendendo inutile il tocco di Sottil. 
Nella ripresa non cambiava molto. Scossa dal pericolo per il possibile rigore, la Juve raddoppiava al 15'. Ancora una punizione di Del Piero attraversava l'aria, diretta in porta, con Turci e Bertotto ad assistere: a scanso di equivoci e per accrescere il proprio bottino, con cui si misura il suo valore, Inzaghi dava l'ultimo colpo. Del Piero smoccolava e più avrebbe fatto al 36', quando, per un tocco di mano, meritava la seconda ammonizione ed era espulso (tre minuti dopo sarebbe toccato ad Alberto, per la par condicio). Pinturicchio non si può lamentare: Udine gli riservò giornate peggiori. Del Piero e compagni hanno confermato di essere in salute. Poco attivo Zidane, sono stati i giocatori «operai» a costruire una vittoria che pesa.

Marco Ansaldo






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mercoledì 11 febbraio 2026

11 Febbraio 2001: Juventus - Napoli

É l' 11 Febbraio 2001 Juventus e Napoli si sfidano nella prima giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2000-01 allo Stadio 'delle Alpi' di Torino.

La Juventus guidata in panchina da Carlo Ancelotti sta sfidando la Roma di Fabio Capello per la conquista dello Scudetto. Alla fine però sará solo un amarissimo secondo posto per i bianconeri. 

Dall'altre parte c'é una squadra partenopea che vive una stagione disastrosa e nonostante tutti gli sforzi profusi non riesce ad evitare una dolorosa retrocessione in Serie B.

Buona Visione!



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Stagione 2000-2001 - Campionato di Serie A - 1 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 11 febbraio 2001 ore 20:30
JUVENTUS-NAPOLI 3-0
MARCATORI: Kovacevic 12, Inzaghi 52, Del Piero 86

JUVENTUS (4-3-1-2): Van der Sar, Birindelli, Ferrara C., Tudor, Pessotto G., Brighi Mat. (Paramatti 79 - Montero 83), Tacchinardi, Zambrotta, Zidane, Inzaghi, Kovacevic (Del Piero 67)
A disposizione: Carini, Maietta, Papa, Fonseca
Allenatore: Carlo Ancelotti

NAPOLI (3-5-2): Fontana, Baldini, Fresi, Quiroga, Saber, Magoni, Matuzalem (Jankulovski 76), Baccin, Pecchia (Sesa 57), Amoruso N. (Bellucci 46), Edmundo
Allenatore: Emiliano Mondonico

ARBITRO: Borriello
RIGORI FALLITI: Zidane 56 (Juventus)
AMMONIZIONI: Pessotto G. (Juventus); Matuzalem, Pecchia (Napoli)



LE PAGELLE Zidane comanda l'assalto Ferrara si esalta contro il suo passato
JUVENTUS VAN DER SAR 6,5, Ingiudicabile per tutto il pt, bravissimo nel neutralizzare Edmundo nel st. BIRINDELLI 6,5. Vince il ballottaggio con Paramatti, sorveglia Baccin con qualche piccolo problema all'inizio. FERRARA 7. Ritoma titolare per celebrare la partita numero 250 da juventino. Il Napoli lo stimola, vuol dimostrare al mondo che esiste ancora. TUDOR 6,5. Vice Montero, non riesce a eliminare le sohte piccole incertezze. Edmundo, in ogni caso, non costituisce un grosso problema. Ma nel finale lo beffa. PESSOTTO 6,5. La sua indispensabilità è arcinota. Il suo impegno sulla fascia sinistra è una garanzia assoluta. TACCHINARDI 6,5. A volte trova spazi enormi in cui inserirsi, li sfrutta con iniziative interessanti. BRIGHI 6,5. Il deb riminese non vacilla, si propone sulla fascia, si impappina quando Zidane lo innesca e lui sciupa una possibile palla-gol (dal 35' st Paramatti sv; dal 40' st Montero sv). ZAMBROTTA 6. Stupisce per certe giocate approssimative. Il grande movimento non basta. ZIDANE 8. Difficile trovare gli aggettivi per illustrare questa ennesima prestazione di Zizou. Splendida l'azione tutta sua per il gol di Kovavevic. Chiede a Inzaghi il rigore e lo spreca. Un dettaglio. F. INZAGHI 7. Settima rete in sei partite. La difesa del Napoli lascia spazi invitanti, cerca di approfittarne con la solita fame di gol. Fa centro con la rapacità del condor che vede la preda. KOVACEVIC 7. Quarto gol in campionato, come all'andata trafigge il Napoli con la prestanza fisica. A volte si trova decentrato e non si capisce perché debba essere lui ad andare al cross (dal 22' st Del Piero 6,5: sfiora il gol di testa, poi fa centro complice Fontana). ANCELOTTI 7. Ha ormai il nuovo contratto in tasca, non si sgomenta di fronte all'emergenza e manda comunque in campo una Juve che sa divertire.
NAPOLI FONTANA 5. Sul gol di Kovacevic lo tradisce la difesa, su quello di SuperPippo prova a metterci una pezza senza fortuna. Compie una paratona su Del Piero e un erroraccio sempre su Alex. BALDINI 4,5. Segue Inzaghi dovunque, si accartoccia su se stesso irriso dalla finta con cui Zidane propizia il vantaggio bianconero. Stende Pippo provocando un rigore abbastanza netto. FRESI 5. Precaria prestazione in una retroguardia modello emménthal svizzero. QUIROGA 4,5. Marca Kovacevic in ogni zona del campo, sbaglia il tempo quando Darko si arrampica lassù e insacca. SABER 5. Si sgancia, spesso lo ignorano. PECCHIA 6. In perenne movimento, è l'azzurro più lucido ed efficace (dal 12'st Sesa 5). MAGONI 5. Cosa ha pensato quando gli hanno detto di marcare Zidane? Ci ha messo l'anima, ma era un compito da brividi. MATUZALEM 5. Spunti a singhiozzo. Piedi buoni, ma poca concretezza (dal 30' st Jankulovski sv). BACCIN 5,5. Mette a dura prova la Juve sulla fascia sinistra con inserimenti sempre tempestivi. Sbiadisce alla distanza. EDMUNDO 5,5. Porta la sua pelata a spasso per il campo senza incidere. Si ridesta nel finale, ma non basta. AMORUSO 5. Presenza ininfluente (dal 1' st Bellucci 5: vedi Amoruso). MONDONICO 5. Il suo Napoli è quasi inguardabile.
L'arbitro BORRIELLO 6,5. Limita al minimo gli errori.
Fabio Vergnano tratto da: La Stampa 12 febbraio 2001




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mercoledì 21 gennaio 2026

21 Gennaio 2001: Perugia - Juventus

É il 21 Gennaio 2001 Perugia e Juventus si sfidano nella quindicesima giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2000-01 allo Stadio 'Renato Curi' di Perugia.

La Juventus guidata in panchina da Carlo Ancelotti sta sfidando la Roma di Fabio Capello per la conquista dello Scudetto. Alla fine però sará solo un amarissimo secondo posto per i bianconeri. 

Dall'altra parte c'é un Perugia che vive una stagione tranquilla e finisce la propria corsa a metá classifica.

Buona Visione!

 


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Stagione 2000-2001 - Campionato di Serie A - 15 andata
Perugia - Stadio Renato Curi
Domenica 21 gennaio 2001 ore 15:00
PERUGIA-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Inzaghi 59

PERUGIA (3-4-1-2): Mazzantini, Rivalta (Tarana 83), Materazzi, Di Loreto, Zè Maria, Blasi, Paris, Pieri, Ahn, Vryzas, Saudati
A disposizione: Tardioli, Hilario, Milanese, Sogliano, Tatti, Goretti
Allenatore: Serse Cosmi

JUVENTUS (4-3-1-2): Van der Sar, Birindelli (Paramatti 65), Iuliano, Montero, Pessotto G., Zambrotta, Tacchinardi, Davids, Zidane, Inzaghi (Kovacevic 86), Trezeguet (Conte A. 75)
A disposizione: Carini, Ferrara C., O'Neill, Del Piero
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: Collina
AMMONIZIONI: Montero, Zambrotta (Juventus); Blasi, Tarana (Perugia)




LE PAGELLE 
Zidane, Ia mente e l' anima 
Mazzantini e Van der Sar, una sfida di giganti 

PERUGIA 

MAZZANTINI 8. Fortiere barocco, aggiunge funambolismo alla parata. Salva 3 gol sicuri nel pt. 
RIVALTA 6,5. Preciso e pulito 
(38'st Tarano sv). 
MATERAZZI 6,5. E' il più sicuro tra i difensori, finché Zidane non lo azzoppa. 
DI LORETO 6,5. Ci mette forza e attenzione, positivo. 
ZE MARIA 5. Buon avvio. Poi pasticcia alla brasiliana, dribbla fino a perdere palla, rallenta l'azione e nella ripresa scompare. Eppure era il più esperto. 
SIASI 6. A vent'anni è molto non farsi travolgere. Perde la palla che lancia la Juve in gol 
PARIS 5,5. Argentino preso dal Newell's Old Boy: per il passo lento su Zidane ci pare soltanto «old», pericolosamente vecchio 
PIERI 5. Cenerentola al ballo del principe fa tappezzeria. Il salto dal Grosseto a Madama è una favola: l'emozione frena la corsa ed evidenzia i limiti tecnici. 
AHN 6,5. Il coreano per ora non è Nakata, tuttavia entra in tutte le azioni più pericolose. 
VRYZAS 6. Meglio nei rientri che sotto porta, dove sbaglia un gol facile di testa. 
SAUDATI 5,5. Grandi potenzialità espresse al risparmio, con due azioni nel pt e il vuoto nel st. 
COSMI 6. Ha coraggio nel rattoppar la squadra evirata del centrocampo. Non fiuta il calo nel st e non interviene come dovrebbe. 

JUVENTUS 

VAN DER SAR 7,5. Molte conclusioni gli finiscono addosso però riempie la porta con piazzamento perfetto. Due mesi fa era un pericolo persino quando gli tiravano sulle braccia.
BIRINDELLI 5,5. Pallida figura di fronte al tremebondo Pieri 
( 19' st Paramatti 6: entra sull'1-0 ed è più facile). 
IULIANO 6. La sbandata iniziale lo coinvolge e sbaglia il tempo sulla palla gol di Vryzas. Emerge alla distanza. 
MONTERO 6. Saudati lo salta alla prima occasione e sfiora il gol, Vryzas lo costringe all'ammonizione. Avvio da brivido, al rientro si assesta: anche lo stomaco. 
PESSOTTO 7. La ripresa di impressionante sostanza cancella a prima mezz'ora, quando è dalla sua parte che Ze Maria e Ahn portano i maggior pericoli. 
ZAMBROTTA 6. Il nuovo assetto lo sposta dalla fascia al centro e ne esce il mediano che non è. Si arrangia. 
TACCHINARDI 6,5. Parte dal suo contrasto l'azione del gol, come altre. Buon collante. 
DAVIDS 7. Non ha la devastante continuità di una volta, ma quando parte sul contropiede decisivo è impossibile fermarlo. 
ZIDANE 7,5. Tra le giocate che ne hanno fatto la vera anima juventina, è un peccato che la più decisiva sia stata il fallo che ha messo fuori causa Materazzi. 
TREZEGUET 5. Si ferma alla prima e più clamorosa palla gol, al 32', che sparacchia addosso a Mazzantini 
(30' st Conte sv). 
INZAGHI 7. Nel gol (alla sua maniera, arriva solo davanti al portiere) mantiene freddezza; la bravura la mostra nella girata al 41' su cui vola Mazzantini. Sempre vivo 
(41 ' st Kovacevic sv). 
ANCELOTTI 6,5. Il calcio di oggi è un gioco di corsa e i difetti tattici di cui qualcuno l'accusa nella prima mezz'ora spariscono quando il Perugia cala e la Juve cresce. Non è cambiato niente, se non la voglia. 

L'arbitro COLLINA 8. Una partita difficile in cui non sbaglia niente. 

Marco Ansaldo
tratto da: La Stampa 22 gennaio 2001





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