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mercoledì 21 ottobre 2026

21 Ottobre 2000: Milan - Juventus

È il 21 ottobre 2000 e Milan e Juventus si sfidano nella terza giornata del girone di andata del campionato di calcio di Serie A 2000-01 allo Stadio 'Giuseppe Meazza' di San Siro a Milano.

La Juventus, guidata in panchina da Carlo Ancelotti, sta sfidando la Roma di Fabio Capello per la conquista dello Scudetto. Alla fine però sarà solo un amarissimo secondo posto per i bianconeri. 

Dall'altra parte c'è un Milan in una fase di transizione, che concluderà il campionato al sesto posto.

Buona Visione!

 


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Campionato di Serie A 2000-2001 - 3 andata
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
Sabato 21 ottobre 2000 ore 20.30
MILAN-JUVENTUS 2-2
MARCATORI: Ambrosini 59, Shevchenko 60, Trezeguet 67, Conte A. 90+1

MILAN: Abbiati, Roque Junior, Costacurta, Maldini P., Gattuso, Ambrosini, Albertini, Guglielminpietro (Coco 46), Boban (Giunti 75), Bierhoff, Shevchenko
Allenatore: Alberto Zaccheroni

JUVENTUS: Van der Sar, Tudor, Zanchi, Iuliano, Pessotto (Birindelli 69), Tacchinardi (Conte A. 66), Davids, Bachini, Zidane, Inzaghi, Del Piero (Trezeguet 65)
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: Braschi





Fantastico Zidane in regia 
Davids è il solito gladiatore 
Boban dà ragione a Berlusconi 
Le Pagelle 

MILAN 
ABBIATI 6. Salva la porta in uscita su Inzaghi, soffre nell'assalto finale della Juve. 
ROQUE JUNIOR 5,5. Beniamino dei tifosi, vigila sulla fascia destra menando chi gli capita. 
COSTACURTA 6. Nervi tesi con Davids, che definì la mela marcia del Milan. A volte lo salva soltanto l'esperienza. 
MALDINI 6. Un gradino al di sopra rispetto alla sfida con il Barcellona. Dopo Rivaldo, controlla Del Piero e soffre di meno. 
GATTUSO 6. Duella con Bachini, ma non nega qualche pedata a Davids. Sulla fascia spinge. 
ALBERTINI 6,5. Nel grigiore del centrocampo rossonero, è quello con le idee più chiare. Perfetta la punizione che propizia il vantaggio milanista. 
AMBROSINI 6,5. E' stanco, tuttavia tiene il campo e realizza il gol del vantaggio. 
GUGLIELMINPIETRO 4,5. Rileva Coco, si capisce perchè resti spesso nelle retrovie. Pessotto ha sempre via libera 
(dal 1'st Coco 6: subito in evidenza con una capocciata da campione). 
BOBAN 6,5. Mossa a sopresa di Zaccheroni, vive di lampi in un primo tempo quasi inguardabile. Ma alla lunga non tradisce il «nemico» Zaccheroni. Trova l'acuto sul finire del primo tempo colpendo di testa il palo, innesca Shevchenko nell'azione del raddoppio, 
(dal 31 ' st Giunti sv). 
BIERHOFF 5. Se possìbile meno brillante del mercoleddi Coppa. Non morde, non incide. 
SHEVCHENKO 6. Anonimo per tutto il primo tempo, ma comunque più reattivo del tedesco che gli sta a fianco. Però se gli lasci un metro è letale. Vedi il gol del raddoppio. 

JUVENTUS 
VAN DER SAR 6. Un paio di uscite da brivido, ma per sua fortuna l'attacco del Milan si astiene. Bravissimo nella ripresa sul colpo di testa di Coco. 
TUDOR 6. Sicuro su Bierhoff, dà a Inzaghi un'invitante pallagol, invece di cercare il tiro vincente. Poi si distrae dando via libera a Shevchenko. 
ZANCHI 6. Prima partita di un certo spessore. Gioca con autorità, non si limita a distruggere, ma rilancia l'azione 
IULIANO 6. I pochi sussulti milanisti lo lasciano indifferente. Puntuale nelle chiusure. 
PESSOTTO 6. Guly gli offre spazi invitanti, ne approfitta svolgendo un compito prezioso, 
(dal 24'st Birindelli 6,5: prezioso nel trivellare la difesa rossonera nel secondo tempo). 
TACCHINARDI 6. Se la Juve ha spesso la meglio a centrocampo io deve anche alle sue iniziative, 
(dal 2l'st Conte 6,5: protagonista del meritato pareggio). 
DAVIDS 6,5. Quando vede le maglie rossonere, gli scatta dentro qualcosa. Rissa con Gattuso e poi Costacurta. Guida la rimonta. 
BACHINI 6. Spesso sottovalutato, è la copia di Pessotto per come si sacrifica in aiuto alla squadra. 
ZIDANE 7,5. Batte tutti nel possesso di palla, in lucidità, in voglia di cercare la vittoria. Zaccheroni disubbidisce a Berlusconi e lo marca comunque a zona. Assist divino per Trezegol. 
DEL PIERO 5. Come il trucco di Silvan: c'è ma non si vede. Tanti errori costellano una partita in cui da capitano avrebbe dovuto dare il buon esempio 
(dal 20'st Trezeguet 6,5: riaccende subito la sfida con un gol d'autore). 
INZAGHI 5,5. Le due occasioni del primo tempo sono sue. In entrambi i casi è bravo e poco fortunato. Sparisce nella ripresa. 

BRASCHI 6. Partita spesso rovente: la governa.

Fabio Vergnano 
tratto da: La Stampa 22 Ottobre 2000





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mercoledì 10 giugno 2026

10 Giugno 2001: Vicenza - Juventus

Su Youtube vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna.

È il 10 giugno 2001 e Vicenza e Juventus si sfidano nella sedicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2000-01 allo Stadio 'Romeo Menti' di Vicenza.

La Juventus guidata in panchina da Carlo Ancelotti sta sfidando la Roma di Fabio Capello per la conquista dello Scudetto. Alla fine, però , sarà solo un amarissimo secondo posto per i bianconeri.

Dall'altra parte c'è un Vicenza che dopo una lotta fino all'ultimo istante deve salutare la massima divisione e retrocedere in Serie B.

Buona Visione! 


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Stagione 2000-2001 - Campionato di Serie A - 16 ritorno
Vicenza - Stadio Romeo Menti
domenica 10 giugno 2001 ore 15.00
VICENZA-JUVENTUS 0-3
MARCATORI: Del Piero 37, Trezeguet 40, Trezeguet 51

VICENZA: Sterchele, Tomas, Zanchi, Dicara (Sommese 46), Cardone, Firmani, Crovari, Dabo (Bernardini 61), Beghetto, Kallon (Tomic 46), Jeda
Allenatore: Edy Reja

JUVENTUS: Van der Sar, Tudor, Iuliano, Montero (Ferrara C. 81), Paramatti, Zambrotta, Tacchinardi, Pessotto G., Zidane (Brighi Mat. 85), Del Piero, Trezeguet (Kovacevic 70)
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: De Santis

 


LE PAGELLE 
David ha cancellato Inzaghi 
Un 'altra doppietta per il francese 
Alex, gol di testa e splendido assist 
VICENZA 
STERCHELE 6,5. Evita una sconfitta più umiliante con qualche intervento in tutta sicurezza. 
CARDONE 5,5. Deve coprire la fascia che percorre Paramatti, dimostra limiti tecnici evidenti. 
DICARA 5. Arranca sempre, lascia varchi in cui la Juve si inserisce costruendo la sua vittoria (dal 1' st Sommese 6: poca qualità, molto impegno). 
ZANCHI 5. Fin qui protagonista, contro gli ex compagni disputa una partita da dimenticare, si addormenta sui primi due gol. 
TOMAS 5. Spesso in ritardo, fatica a tenere Del Piero, scivola sul secondo gol di Trezeguet. 
BEGHETTO 5,5. Esterno sinistro di difesa, patisce le incursioni di Zambrotta e invece di aggredire l'avversario rincula sempre. 
CROVARI 5. Marcare Zidane è un compito difficile per chiunque. A lui riesce particolarmente male. 
FIRMANI 6. Nel marasma del centrocampo è quello che conserva un minimo di lucidità. 
DABO 5,5. Perde il confronto con Tacchinardi, troppo timido e esitante non porta munizioni all'attacco 
(dal 16' st Bernardini 5: utilizzato tardi, entra in partita in maniera marginale). 
JEDA 4,5. Il giovane brasiliano alle prese con Passaportopoli combina una serie di pasticci infinita. Cercare la salvezza con giocatori così è un'impresa titanica. 
KALLON 5. Perde alla grande il confronto con Tudor, commette errori da dilettante è una zavorra che il Vicenza non può permettersi 
(dal 1' st Tomic 5: schierato per cercare maggior potenza in attacco riceve soltanto fischi). 
JUVENTUS 
VAN DER SAR 6. Mai impegnato se non su qualche uscita alta. 
TUDOR 6,5. Offre a Del Piero un assist perfetto, domina la scena in difesa come gli capita ormai da tempo. 
IULIANO 6. Il controllo delle punte vicentine è troppo facile per uno della sua esperienza. 
MONTERO 7. Nulla che già non si sapesse. Spazza via e chiude ogni varco 
(dal 36' st Ferrara sv). 
PARAMATTI 6,5. Sta concludendo in crescendo la prima stagione juventina. Prezioso il suo apporto difensivo e anche in fase di spinta. 
ZAMBROTTA 6,5. Beghetto lo vede sfrecciare come l'Eurostar, inesauribile fino all'ultimo. 
TACCHINARDI 6,5. Sradica dai piedi avversari decine di palloni, dà robustezza ad un reparto che anche senza Davids non ha perso compattezza. 
PESSOTTO 6,5. Divide con Zambrotta la fatica sulla fascia sinistra, sempre pronto a proporsi in fase offensiva e spesso ignorato non si sa perché. 
ZIDANE 6,5. Dà il via alla splendida azione del terzo gol, arricchisce di giocate ad effetto la manovra della squadra. Prende pure una moneta in testa, ma tiene duro 
(dal 40' st Brighi sv). 
DEL PIERO 6,5. Un gol facile e un assist da fenomeno. Perfetta l'intesa con Trezeguet. 
TREZEGUET 7,5. Gol numero 13 in campionato. Ha cancellato dalla Juve Inzaghi, è davvero un attaccante spietato 
(dal 24' sv Kovacevic sv).
Fabio Vergnano
tratto da: La Stampa 11 giugno 2001





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mercoledì 27 maggio 2026

27 Maggio 2001: Juventus - Perugia

É il 27 Maggio 2001 e Juventus e Perugia si sfidano nella quindicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2000-01 allo 'Stadio delle Alpi' di Torino.

La Juventus guidata in panchina da Carlo Ancelotti sta sfidando la Roma di Fabio Capello per la conquista dello Scudetto. Alla fine però sará solo un amarissimo secondo posto per i bianconeri. 

Dall'altra parte c'é un Perugia che vive una stagione tranquilla e finisce la propria corsa a metá classifica.

Buona Visione! 



juventus




Stagione 2000-2001 - Campionato di Serie A - 15 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
domenica 27 maggio 2001 ore 20:30 
JUVENTUS-PERUGIA 1-0
MARCATORI: Trezeguet 55

JUVENTUS: Van der Sar; Tudor, Iuliano, Montero P., Athirson (Brighi Mat. 79); Zambrotta, Tacchinardi, Pessotto G.; Zidane (O'Neill 66); (c) Del Piero (Inzaghi 86), Trezeguet
A disposizione: Carini, Ferrara C., Birindelli, Fonseca
Allenatore: Carlo Ancelotti

PERUGIA: Mazzantini; Rivalta, Materazzi, Di Loreto; Blasi (Saudati 66), Paris (Gatti 76), Liverani, Guinazu (Robbiati 79), Pieri; Ahn, Vryzas
A disposizione: Tardioli, Hilario, Lombardi, Sogliano
Allenatore: Serse Cosmi

ARBITRO: Bolognino
AMMONIZIONI: Iuliano, O'Neill (Juventus); Mazzantini, Liverani (Perugia)




LE PAGELLE  
Tacchinardi, grande fatica a centrocampo 
Per Pessotto e Del Piero una serata senza squilli 

JUVENTUS 
VAN DER SAR 6,5. Un primo tempo di tutta tranquillità. C'era un solo pericolo, ma Vryzas lo grazia sparandogli addosso da ottima posizione. Poi respinge da campione una deviazione del greco. Inoperoso per tutta la ripresa, salvo un'altra bella parata su punizione dal limite. 
TUDOR 6. Deve vedersela con Pieri che fa molto movimento ma non deve faticare molto per tenerlo a bada. Mantiene un raggio d'azione molto limitato. 
IULIANO 6. Deve lavorare poco ma commette qualche errore di troppo. Meglio quando va in avanti ad aiutare i compagni. 
MONTERO 6. Puntuale e preciso nelle chiusure. 
ATHIRSON 6. Deve vedersela con lo sgusciante Blasi che lo sottopone a continui recuperi e non sempre lo neutralizza. Si disinteressa di spingere sulla fascia 
(dal 34' st Brighi, sv). 
ZAMBROTTA 6,5. Per tutto il 1' tempo si fa vedere poco. Solo in due occasioni riesce a saltare Di Loreto ma spreca tutto sbagliando i cross. Nella ripresa serve Trezeguet che segna. 
TACCHINARDI 6. II solito guerriero a tutto campo che deve faticare molto per contenere Liverani, regista del Perugia. 
PESSOTTO 6. Un po' spento e senza grinta. Gioca pochi palloni e li sbaglia quasi tutti. 
ZIDANE 6. Partenza pessima poi si riprende e inventa uno splendido duetto con Del Piero, ma il portiere avversario gli nega il gol. Non all'altezza delle ultime prestazioni con Fiorentina e Bologna 
(dal 21' st O'Neill 6; si mette davanti alla difesa a distribuire palloni e chiudere).
TREZEGUET 6,8. Per tutto il primo tempo gli creano una sola buona occasione: ma il suo pallonetto, su assist di Zidane, timbra la traversa. Lui si muove molto alla ricerca di spazi ma non riesce mai a trovarne. Bravo nell'esecuzione del gol del vantaggio: controlla con freddezza e batte imparabilmente Mazzantini. Poi spreca una facile deviazione. 
DEL PIERO 5,5. Nella giungla della difesa perugina non trova spazi per mettersi in mostra 
(dal 41 st Inzaghi, sv). 

PERUGIA  
MAZZANTINI 6,5. Si salva come può sulle incursioni avversarie. Lo aiuta una traversa e poi di piede toglie il gol a Zidane. Si fa ammonire dall'arbitro perché perde troppo tempo nel rimettere la palla in gioco. Non può fare nulla sul gol di Trezeguet. 
RIVALTA 5. Ben protetto dai ritorni dei centrocampisti, tiene la posizione e non deve faticare molto a contenere Del Piero. Non anticipa Trezeguet sul gol dello juventino. 
MATERAZZI 6. Mobile e preciso calamita di testa i pochi cross che arrivano in area. 
DI LORETO 6. Vigile e perfetto nel controllare Zambrotta e quelli che tentano di passare dalla sua parte. 
BLASI 5,5. Gioca davanti alla difesa pronto a bloccare ogni buco 
(dal 21' st Saudati 5; si è messo davanti all'area avversaria, ma non ha avuto alcuna occasione).
PARIS 5,5. Si vede poco e non è determinante nel contenere tentativi di affondo degli avversari 
(dal 31'st Gatti, sv). 
LIVERANI 6,5. Il solito grande inventore di gioco. Ma i suoi suggerimenti sono sprecati perche cadono quasi sempre nel vuoto. Rimedia un'ammonizione per fermare Del Piero. 
GUINAZU 3,5. Tanto movimento, tanti recuperi ma poca precisione nei suggerimenti. Bravo in alcuni anticipi su Zidane 
(dal 34' st Robbiati, sv). 
PIERI 6. Corre e pressa a tutto campo. 
VRYZAS 5,5. Nel primo tempo ha una grandissima occasione: si libera bene di Iuliano e si presenta tutto solo in area ma spreca sparacchiando sul portiere. Suo lo spunto di testa nel finale che costringe Van der Sar a una difficile respinta. 
AHN 5. Molto movimento, tanto fumo ma poco arrosto.

Arbitro BOLOGNINO 6. Partita tranquilla che può amministrare con facilità. 

Nino Sormani






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mercoledì 4 marzo 2026

4 Marzo 2001: Udinese - Juventus

È il 4 marzo 2001 ed Udinese e Juventus si sfidano nella quarta giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2000-01 allo Stadio Friuli di Udine.

La Juventus guidata in panchina da Carlo Ancelotti sta sfidando la Roma di Fabio Capello per la conquista dello Scudetto. Alla fine però sarà solo un amarissimo secondo posto per i bianconeri. Dall'altra parte c'è un Udinese che battaglia fino all'ultima partita per evitare una dolorosa retrocessione. Ci riuscirà con molto affanno!

Buona Visione!


udinese


Stagione 2000-2001 - Campionato di Serie A - 4 ritorno
Udine - Stadio Friuli
domenica 4 marzo 2001 ore 15:00 
UDINESE-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Zambrotta 38, Inzaghi 60

UDINESE (3-5-2): Turci, Zamboni, Sottil, Bertotto, Alberto, Fiore, Giannichedda, Jorgensen (Gaarde 87), Diaz, Sosa, Margiotta (Helguera 67
A disposizione: De Sanctis, Manfredini T., Pinzi, Micolucci, Nonis
Allenatore: Luigi De Canio

JUVENTUS (4-3-1-2): Van der Sar, Birindelli (Paramatti 67), Tudor, Montero, Pessotto G., Zambrotta, Tacchinardi, Davids, Zidane (Conte A. 84), Inzaghi (Trezeguet 87), Del Piero
A disposizione: Carini, O'Neill, Fonseca, Kovacevic
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: De Santis
AMMONIZIONI: Del Piero, Del Piero 81 (Juventus); Alberto, Giannichedda, Alberto 84 (Udinese)
ESPULSIONI: Del Piero 81 (Juventus); Alberto 84 (Udinese)




Prestazione convincente della squadra di Ancelotti che passa anche sull'insidioso campo di Udine 
De Santis non cancella i meriti della Juve 
 
L'arbitro Massimo De Santis ha l'incredibile qualità di coprire, con quanto combina, quello che gli altri hanno costruito con il lavoro. Nel maggio scorso, a Torino, annullò il gol di Cannavaro e, se la Juve avesse vinto lo scudetto, lo si sarebbe ricordato esclusivamente per quell'errore, come se i bianconeri non avessero avuto altro merito per arrivare a 71 punti. Ieri, al 13' della ripresa. De Santis non ha concesso all'Udinese il rigore del possibile, momentaneo 1-1 e quella decisione ha offuscato una delle vittorie più nitide della Juventus di quest'anno: 2-0, quindici tiri di cui cinque nello specchio della porta (tra cui una traversa e un palo) contro i tre, tutti imprecisi, che l'Udinese ha scagliato nei 90' più i supplementari.
Partita mai dialettica: una a picchiare, l'altra a prenderle, la Juve ordinata e in salute e l'Udinese corrosa dal malessere che l'ha colta dopo aver annusato l'alta classifica, molto tempo fa. Eppure l'episodio del contatto in area tra Pessotto e Alberto ha monopolizzato i commenti. Il Friuli è esploso in una contestazione furente. Moggi che è già miliardario di suo s'è trovato a contare le monete che gli piovevano addosso, equamente divise con Idris, che attira sentimenti antijuventini come un'antenna i fulmini. Juve ladrona, come da queste parti i muri leghisti gridano di Roma. Vedendo cadere il brasiliano Alberto, lo abbiamo pensato anche noi. Com'era possibile non concedere quel rigore? Rivisto alla tv, il contatto con Pessotto è molto più impalpabile, il brasiliano cerca l'abbraccio con l'erba prima ancora che lo juventino lo sfiori. Insomma, De Santis probabilmente ha capito tutto tranne che, se era simulazione, doveva ammonire il terzino udinese ed espellerlo per la somma dei cartellini. Non se l'è sentita, a conferma di quanto è mediocre. 
Ha ragione De Canio, ci sono state troppe decisioni incomprensibili e sarebbe bene che De Santis dedicasse più tempo al proprio lavoro nelle carceri e meno al pallone. Ma, sul rigore, ha visto bene. La Juve dunque è passata a Udine dove lasciò punti preziosi e pure una gamba di Del Piero. Ancelotti temeva la giornata. Per quanto se ne dica, la corsa allo scudetto è una roulette russa che si gioca in tre, ogni volta è possibile che parta il colpo e ci sia una vittima. I nervi si logorano. Rispetto alla Lazio del giorno prima, i bianconeri hanno superato la prova in modo più convincente: stanno bene e si vede, corrono quasi come nelle prime due stagioni con Lippi, quando era il dinamismo a sventrare gli avversari. Ieri la Juve ha vinto e si è permessa persino il lusso di uno Zidane che s'arrabbiava con se stesso, infelice per le giocate che non gli riuscivano, come farebbe un grande cuoco davanti a un soufflé sgonfio. Quanto non ha prodotto Zizou (questa volta non marcato a uomo), lo hanno costruito gli operai: Pessotto è stato il più bravo ma anche la spinta intercambiabile di Birindelli e Zambrotta sulla destra ha messo sotto pressione l'Udinese, che sembrava attendesse solo quello per disfarsi. De Canio aveva schierato due punte e un centrocampo a cinque: Giannichedda ne era il pendolo più arretrato. Fiore e Jorgensen si sganciavano a turno dietro alle punte. 
Il risultato era di una terribile fragilità; la Juve teneva palla, azzerava con una difesa attenta le velleità friulane e si portava avanti. Del Piero rifiniva bene: al 9', il suo cross era sbattuto da Birindelli contro la traversa; all'11', Zambrotta inventava uno slalom e calciava alto; al 18', la testa di Del Piero infilava la palla nel corridoio per Zidane che non si coordinava per il tiro. Questo e altro combinava la Juve mentre Margiotta e Sosa, le punte friulane, evaporavano e soltanto Alberto, sulla destra, azzeccava qualche volata. L'1-0 arrivava dalla carambola innescata da Del Piero, con una punizione che batteva tra la traversa e la mano di Turci: Zambrotta ricacciava la palla in porta rendendo inutile il tocco di Sottil. 
Nella ripresa non cambiava molto. Scossa dal pericolo per il possibile rigore, la Juve raddoppiava al 15'. Ancora una punizione di Del Piero attraversava l'aria, diretta in porta, con Turci e Bertotto ad assistere: a scanso di equivoci e per accrescere il proprio bottino, con cui si misura il suo valore, Inzaghi dava l'ultimo colpo. Del Piero smoccolava e più avrebbe fatto al 36', quando, per un tocco di mano, meritava la seconda ammonizione ed era espulso (tre minuti dopo sarebbe toccato ad Alberto, per la par condicio). Pinturicchio non si può lamentare: Udine gli riservò giornate peggiori. Del Piero e compagni hanno confermato di essere in salute. Poco attivo Zidane, sono stati i giocatori «operai» a costruire una vittoria che pesa.

Marco Ansaldo






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