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martedì 23 settembre 2025

23 Settembre 2017: Juventus - Torino

É il 23 Settembre 2017 Juventus e Torino si sfidano nella Sesta Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2017-18 allo Stadio 'Giuseppe Meazza' San Siro di Milano.

La Juve allenata in panchina da Massimiliano Allegri si appresta a vincere lo Scudetto ma é tallonata da vicino dal Napoli magistralmente giudato da Maurizio Sarri

Dall'altra parte ci sono i 'cugini' granta del Torino che disputano un campionato tranquilli e senza eccessi. Alla fine finiranno i propri impegni in nona posizione.

Buona Visione!



juve



Stagione 2017-2018 - Campionato di Serie A - 6 andata
Torino - Allianz Stadium
sabato 23 settembre 2017 ore 20:45
JUVENTUS-TORINO 4-0
MARCATORI: Dybala 16, Pjanic 40, Alex Sandro 57, Dybala 90+1

JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon, Lichtsteiner, Benatia, Chiellini, Alex Sandro, Pjanic, Matuidi (Bentancur 72), Cuadrado (Bernardeschi 62), Dybala, Douglas Costa, Mandzukic (Higuain 80)
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, Rugani, Barzagli, Asamoah, Sturaro
Allenatore: Massimiliano Allegri

TORINO (4-2-3-1): Sirigu, De Silvestri, N'Koulou, Lyanco, Ansaldi, Rincon (Gustafson 75), Baselli, Iago Falque (Acquah 30), Ljajic, Niang (Boyè 70), Belotti
A disposizione: Ichazo, Milinkovic-Savic V., Molinaro, Valdifiori, Burdisso, Edera, Berenguer, Moretti, Sadiq
Allenatore: Sinisa Mihajlovic

ARBITRO: Giacomelli
AMMONIZIONI: Benatia 45+1 (Juventus); Baselli 10, Baselli 24, Ljajic 39, Acquah 83 (Torino)
ESPULSIONI: Baselli 24 (Torino)





La squadra di Allegri centra nella stracittadina la sesta vittoria su sei e tiene il passo del Napoli.

Chissà se Paulo Dybala e Daniele Baselli sono fan di Eddie Murphy. Di certo dopo il derby dell’Allianz Stadium, che premia la Juve con comodissimo 4-0, più che per “Una poltrona per due” sarebbero stati perfetti per il casting di “Un derby per due”. La Joya si prende la copertina, col gol che spezza l’equilibrio dopo 16’ e la carezza da poker del recupero. L’ex atalantino finisce dietro la lavagna dopo 24’ da incubo: prima perde il contrasto con calamita Matuidi che porterà al primo gol di Dybala, poi entra in maniera folle su Pjanic. Imperdonabile che con già un’ammonizione sulle spalle si rischi un intervento del genere. Risultato: partita finita al netto del timbro d’autore di Mire Pjanic in chiusura di primo tempo.

E SENZA SIRIGU… — Qualsiasi discorso parte dai due episodi chiave: i restanti 66’ e recuperi raccontano di un Sirigu superlativo nel limitare il passivo di un Toro che, pur non sbracando mentalmente, non ha nessuna arma per provare a dare un minimo di senso alla ripresa. Il tris di un Alex Sandro nuovamente sui suoi superlativi livelli, è seguito da almeno quattro prodezze del portiere ex Psg, di cui due su un Mandzukic che avrebbe meritato la soddisfazione personale.

SENZA PIPITA — Già, il Pipita. Neanche i suoi più decisi detrattori possono spingersi a dire che la Juve gioca meglio senza di lui. Higuain entra senza polemiche a 10’ dalla fine, dopo un pre-partita in cui si erano inseguite le voci sui motivi della sua esclusione, puramente tecnici. Mette anche il piede nel 4-0. Ma la Juve senza l’argentino offre comunque un eccellente calcio: Mandzukic non avrà mai la sua incisività in area, ma conferma che un anno da esterno non gli ha fatto disimparare il mestiere di centravanti a tuto campo. Alle sue spalle, Cuadrado conferma di vivere un buon momento, Douglas fa timidi passi avanti e Dybala mostra che questo straordinario picco di inizio stagione non è ancora terminato. Quindi, finché Higuain non sarà il vero Pipita, si può serenamente fare a meno di lui.

IL TORO — I granata, nei 24’ di partita vera, mostrano di avere difficoltà a raggiungere il Gallo Belotti, condizione necessaria per creare pericoli. Un confusionario Niang e Iago ci capiscono poco, Ljajic fa vedere a lampi il suo talento, ma senza incidere. Quello che preoccupa Mihajlovic è una certa sensazione di vulnerabilità della difesa, soprattutto sugli esterni, con la Juve che crea anche in parità numerica. Il giovane brasiliano Lyanco mostra un potenziale da coltivare, ma contro squadre così superiori ipotizzare qualche aggiustamento non è un azzardo.





«Adesso iniziamo a correre». Mister Allegri è soddisfatto non tanto e non solo della vittoria, in una partita importante, difficile e alla vigilia sempre complicata come un Derby. 

L’allenatore è contento della prova che i ragazzi hanno mostrato in campo, fatta di tecnica, intensità e velocità.

«Si, i ragazzi hanno fatto una bella partita, e quello che reputo importante è il fatto che stavamo giocando molto bene anche in parità numerica. Abbiamo lavorato nel modo giusto dal punto di vista tecnico, ma non solo, siamo stati anche veloci».

Come sempre, Allegri sottolinea anche quello che si può migliorare: «Abbiamo concesso, specie nel primo tempo, due o tre punizioni evitabili, e dobbiamo imparare a essere ancora più svelti in certi frangenti, dal momento che in partite del genere se tieni troppo palla rischi di subire interventi duri e magari ti fai del male».

Bene tutti, in tutti i reparti: «Sono contento della prestazione di tanti giocatori, da Mandzukic che devo ringraziare sempre per il lavoro che fa, ai difensori come Lichtsteiner e Benatia. Vedo in crescita anche Douglas Costa e Bentancur. Pjanic? Ha fatto molto bene, a volte mi fa arrabbiare perché da lui so che posso aspettarmi che prenda in mano la squadra».

Ancora una volta, fortissimamente Dybala: «Paulo sta giocando benissimo, ma nel prosieguo della stagione segneranno anche gli altri attaccanti, da Bernardeschi a Higuain, che deve solo stare tranquillo e stasera ha fatto bene quando è entrato».

A proposito di prosieguo della stagione: «Il campionato è lungo, non è semplice arrivare davanti alla fine, specie dopo anni di successi. E poi dobbiamo pensare alla Champions League: mercoledì siamo chiamati a iniziare a vincere nel torneo».




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lunedì 1 settembre 2025

1 Settembre 2018: Parma - Juventus

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Serie A TIM vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 1 Settembre 2018 e Parma Juventus si sfidano nella terza giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2018-19 allo StadioEnnio Tardini' di Parma.

É una Juventus che si appresta ad iniziare una nuova stagione. Si concluderá con l'ennessimo Scudetto (é il 37esimo).

In piú adesso ha un campione rinnomato e di classe mondiale. É Cristiano Ronaldo.

Buona Visione!

 



parma


  

Stagione 2019/19 - Serie A - 3a Giornata
Sabato 1 Settembre 2018 ore 20.30
Stadio Ennio Tardini (Parma)
PARMA-JUVENTUS 1-2
MARCATORI Mandzukic (J) al 2', Gervinho (P) al 33' p.t.; Matuidi (J) al 13' s.t.
 
PARMA (4-3-3) Sepe; Iacoponi, B. Alves, Gagliolo, Gobbi; Rigoni (dal 16' s.t. Deiola), Stulac, Barillà; Gervinho (dal 16' s.t. Da Cruz), Inglese, Di Gaudio (dal 35' s.t. Ceravolo)
A disposizione: Frattali, Bagheria, Dimarco, Sierralta, Gazzola, Sprocati
Allenatore: D'Aversa.
 
JUVENTUS (4-3-3) Szczesny; Cuadrado, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Khedira (dal 35' s.t. Dybala), Pjanic (dal 28' s.t. Emre Can), Matuidi; Bernardeschi (dal 10' s.t. Douglas Costa), Mandzukic, C. Ronaldo
A disposizione: Perin, Pinsoglio, De Sciglio, Benatia, Barzagli, Kean, Cancelo, Rugani, Bentancur
Allenatore: Massimiliano Allegri
 
ARBITRO: Doveri.
Ammoniti: Pjanic, Cuadrado, Bernardeschi (J), Rigoni (P)




Ancora a secco Cristiano Ronaldo. Traversa di Stulac, palo di Douglas Costa. Dybala in campo soli 10', i bianconeri sono in testa a punteggio pieno.

Il deejay dello stadio Tardini nel prepartita manda a tutto volume la Marcia Trionfale dell'Aida – Giuseppe Verdi assieme alla musica da discoteca, è pur sempre sabato sera – ma nella terza vittoria della Juventus c'è poco trionfo. Più che una marcia, è stata una battaglia di trincea. Parma-Juventus finisce 1-2 con due gol spediti da Mosca: Mandzukic per il vantaggio e Matuidi per il secondo allungo, le due M della finale del Mondiale. Allegri va a 9 punti, abbastanza per una sosta da capolista, ma rischia di passare due settimane di pensieri come Cristiano Ronaldo, ancora senza gol, meno pericoloso rispetto alla "prima" col Chievo.

Non che ci sia qualcuno in ritardo - lo stadio è quasi pieno già per il riscaldamento – ma Mandzukic punisce chi non arriva puntuale: dopo meno di due minuti segna un gol strano. Su un cross da destra di Cuadrado, il suo colpo di testa rimpalla su Iacoponi e resta lì, per aria. Sepe non esce e Marione, solo solo, non si sottrae alla deviazione. Qualcuno pensa sia già finita, ma sottovaluta la grande anima del Parma e i problemi difensivi della Juve settembrina. I bianchi mettono in fila tre pericoli e alla fine pareggiano. Pericolo uno: una percussione di Gervinho, che apre le acque in zona-Chiellini, con salvataggio disperato di Cuadrado su Di Gaudio. Pericolo due e tre: due tiri di Stulac su cui la Juve si salva con la traversa e con uno Szczesny insicuro. Al minuto 33, il gol: Gervinho mette in porta un cross di Gobbi deviato da Inglese e apre il carnevale della famiglia in tribuna. Pensiero istintivo: la Juve, in dieci con Cuadrado infortunato a bordo campo, ha concesso ancora spazio, come una squadra distratta. Allegri lo sa e forse va all'intervallo felice, perché a fine primo tempo arrivano due pericoli… E il contropiede Gervinho-Rigoni, con Cuadrado pessimo in fase difensiva, mette decisamente più brividi di una giocata più tiro di Bernardeschi respinta da Sepe.

la mossa douglas (e matuidi) — Il secondo tempo si apre con un paio di azioni made in Ronaldo e un tiro (alto) di Khedira dopo cross di Alex Sandro. La Juve però non segna, così Allegri va sul sicuro: dentro Douglas Costa, lo spacca-partite. Probabilmente è un caso, ma al 13’ Matuidi fa 2-1 con un gran sinistro sotto la traversa, alla fine di una azione di Alex Sandro nobilitata da un tacco di Mandzukic. La partita, ovviamente, così cambia ancora e da un lato la Juve rischia di allungare con Douglas Costa – grande palo a 20’ dalla fine – ma dall’altro il Parma si dimostra vivo. Un tiro-cross di Inglese, con Szczesny ancora incerto, fa vibrare di speranza il Tardini e nel finale lo stadio urla. Szczesny, però, rischia poco o nulla. 

LA PARTITA DI CR7 — Cristiano ha cercato tanto il gol, più che nelle prime due partite, ma è rimbalzato contro i difensori del Parma, schierato con due linee davanti a Sepe. Ha giocato tanto al centro nel primo tempo e parecchio sulla sinistra nel secondo, soprattutto è sembrato sfortunato, fuori tempo, quasi prigioniero di una maledizione. È andato vicino al gol con un colpo di testa uscito di un nulla, poi non è arrivato su un tocco di Khedira e ha messo fuori un piatto per lui non complicato. Nel finale è entrato anche Dybala, alla seconda panchina consecutiva, che ha ricomposto il Dybaldo. Nel complesso però Paulo ha vissuto una partita numero 100 in A con la Juve anonima.

PARMA POSITIVO — Il Parma, in tutto questo, va a casa speranzoso: si temeva una goleada, è stata una bella partita. Soprattutto, D'Aversa ha avuto buoni segnali da un paio di uomini chiave. Stulac si è confermato calciatore di livello – "calciatore" in senso letterale, è uno dei migliori tiratori da lontano della Serie A – e soprattutto Gervinho ha giocato un'ora vecchio stile, come ai tempi della Roma. Il turbo, anche dopo il viaggio di due anni in Cina, è ancora attivo.

Luca Bianchin
tratto da: Parma-Juventus 1-2: gol di Mandzukic, Gervinho e Matuidi





La Juve vince ancora. Ancora senza i gol di Ronaldo, ma ancora meritando i tre punti. Un risultato non scontato contro un Parma tutto orgoglio e velocità, ma i bianconeri riescono a capitalizzare tutta la loro enorme qualità, grazie alle zampate di Mandzukic e Matuidi e ad un secondo tempo in pieno controllo di gara, dopo che nella prima parte di gara, in realtà, gli emiliani si erano più volte fatti vedere dalle parti di Szczesny.

PRONTI, VIA, MARIO!

Allegri cambia solo Cancelo con Cuadrado rispetto all'undici titolare contro la Lazio una settimana fa e la scelta sembra subito premiare il tecnico, perché dopo appena due minuti di gioco la Juve passa: il colombiano crossa dalla destra, Iacoponi e Mandzukic vanno verso il pallone e nessuno dei due lo colpisce in maniera pulita, così la sfera rimane lì, a due metri dalla linea di porta e SuperMario deve solo spingerla in rete.

IL PARMA REAGISCE

Meglio di così non si potrebbe iniziare, ma attenzione: già a Verona contro il Chievo la Juve aveva segnato subito e poi si era ritrovata a dover rimontare negli ultimi minuti di gara. Il Parma, che evidentemente ha guardato con attenzione i filmati di quella partite, prova subito a rispondere con la rapidità di Gervinho: l'ivoriano entra in area come una saetta e tocca centralmente per Di Gaudio, chiuso in angolo all'ultimo secondo utile. Come se non bastasse arriva anche la punizione di Stulac che si stampa sulla traversa e suona come un segnale di allarme per i bianconeri, anche perché la velocità con cui gli emiliani confezionano le ripartenze e la loro determinazione non vanno sottovalutate.

GERVINHO COLPISCE

E infatti, dopo un breve periodo in cui gli uomini di Allegri riescono a tenere lontani gli avversari e a servire Ronaldo per altrettanti colpi di testa a lato, arrivano il traversone di Gobbi dalla destra e la spizzata di Inglese che liberano Gervinho davanti alla porta. Come per Mandzukic, anche in questo caso basta toccare il pallone per segnare. Il pareggio scuote i bianconeri e Bernardeschi prova a suonare la carica, ma due sue serpentine in area trovano Sepe pronto in entrambe le occasioni. E comunque è sempre il Parma ad essere più pericoloso, con l'ennesimo contropiede di Gervinho, concluso dal sinistro di Rigoni respinto da Szczesny, che salva il risultato e manda le squadre al riposo sull'1-1.

MATUIDI DI POTENZA

Si riparte con un doppio tentativo di Ronaldo, il primo respinto, il secondo alto e si continua con una Juve ben più aggressiva rispetto al primo tempo. Khedira spara fuori un prezioso assist di Alex Sandro e altrettanto fa Ronaldo, quindi arriva il primo cambio di Allegri: fuori Bernardeschi, dentro Douglas Costa e in quattro minuti la Juve torna in vantaggio. Nell'azione non centra il nuovo entrato, ma l'altro brasiliano, Alex Sandro, che tocca dalla sinistra per Mandzukic. Il croato vede l'inserimento di Mautidi e lo asseconda con uno splendido colpo di tacco, che il francese sfrutta a dovere, controllando in corsa e sparando il sinistro sotto la traversa.

CONTROLLO E VITTORIA

Il Parma accusa il colpo e ora è molto meno vivace. La Juve può controllare il gioco, mantenere il possesso palla e aspettare l'occasione buona per affondare il colpo. Sembrerebbe trovarla Douglas Costa con un sinistro a giro dal limite che però colpisce il palo esterno. Nell'ultimo quarto d'ora Allegri richiama Pjanic e Khedira e inserisce Emre Can e Dybala, passando al 4-2-3-1. Il modulo permette ai bianconeri di schiacciare ancor di più un Parma ormai esausto e di difendere il punteggio nel modo più semplice: tenendo gli avversari lontani dalla propria area di rigore. Finisce 2-1 e i bianconeri centrano la terza vittoria su tre partite. Davvero un ottimo modo per arrivare alla sosta di campionato.

Redazione del Sito Ufficiale della Juventus
tratto da: Mandzukic e Matuidi, la Juve passa al Tardini






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mercoledì 27 agosto 2025

27 Agosto 2022: Juventus - Roma

Il 27 Agosto 2022 andó in scena all' 'Allianz Stadiumdi Torino questo incontro valido per la terza giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A TIM 2022-23 tra Juventus e Roma.

Anche se dopo varie vicissitudini la Vecchia Signora non ha onorato in pieno la propria storia, questa stagione ci ha messo davanti varie circostanze da ricordare sia in positivo che in negativo.

Buona Visione!



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Stagione 2022-2023 - Campionato di Serie A - 3 andata
Torino - Allianz Stadium
sabato 27 agosto 2022 ore 18:30 
JUVENTUS-ROMA 1-1
MARCATORI: Vlahovic 2, Abraham 69

JUVENTUS (4-5-1): Szczesny, De Sciglio, Bremer, Danilo, Alex Sandro, Cuadrado (McKennie 77), Rabiot (Zakaria 58), Locatelli M. (Rovella 85), Miretti (Milik 77), Kostic, Vlahovic (Kean 86)
A disposizione: Perin, Pinsoglio, Gatti F., Rugani, Soulé
Allenatore: Massimiliano Allegri

ROMA (3-4-2-1): Rui Patricio, Mancini G. (El Shaarawy 46), Smalling, Ibanez, Karsdorp (Celik 62), Cristante, Matic, Spinazzola (Zalewski 46), Dybala (Kumbulla 77), Pellegrini Lo. (Bove 90+3), Abraham
A disposizione: Boer, Svilar, Shomurodov, Vina, Tripi
Allenatore: José Mourinho

ARBITRO: Irrati
AMMONIZIONI: Locatelli M. 6, Kostic 77 (Juventus); Cristante 41, Celik 90+5 (Roma)




La Roma a punteggio pieno esce col pari dall’Allianz Stadium dove aveva perso 10 volte su 11, rallenta la marcia ma soprattutto non accende quella della Juventus, a lungo forse alla miglior prestazione stagionale al primo big match ma incapace di capitalizzare oltre l’1-0 segnato al via con Vlahovic e riacciuffata nella ripresa da Abraham. 
A sette punti con tre gol segnati in tre partite i giallorossi si godono il massimo risultato possibile, il secondo pari di Mourinho in dieci partite contro la Signora. Che nel finale perde la maggiore virtù di questo inizio di stagione, i clean sheet, ma vede un po’ di luce sul piano del gioco. 
IL RITORNO DI DYBALA—   Era la partita del ritorno allo Stadium di Paulo Dybala, che in questo stadio ha segnato più di chiunque altro nei suoi sette anni di Juve (con dodici trofei) chiusi in primavera come il nono marcatore bianconero ogni epoca con un finale da telenovela. Chiamato sotto la curva nel riscaldamento, accolto da un boato alla lettura delle formazioni, salutato da applausi misti a fischi al momento dell’uscita al 77’, la Joya ha giocato una partita come tante dei suoi ultimi mesi juventini: lento, periferico, a lungo fuori dalla partita non per l’emozione perché gli arrivano pochi palloni e pochi ne cerca. Però uno che gli capita nella posizione ideale lo capitalizza al meglio, mettendo a venti minuti dalla fine sulla testa di Abraham la palla del pari. L’abbraccio con McKennie e lo scambio di maglia con Vlahovic sono l’immagine finale della sua serata.

LA PIEGA DELLA PARTITA —   La punizione mancina dai 20 metri, conquistata da Cuadrado per un fallo di Matic, con cui Vlahovic infila Rui Patricio all’incrocio dei pali dopo 77 secondi (e rischierà di fare il bis dai 30 metri al 39’) arriva ancora prima che si svelino le mosse di Allegri e Mourinho sullo scacchiere. Pure decisive nella piega che prende la partita, al di là dell’aggressività superiore con cui la Juve si presenta in campo, che insieme al gol immediato manda in confusione da subito i centrali giallorossi nei disimpegni.

LE SORPRESE DI ALLEGRI —   La prima sorpresa di Allegri è ribaltare i centrali: Bremer finalmente sul prediletto centro-destra, Danilo sul centro-sinistra con mestiere a fare di lavoro quello che risolve problemi, ogni volta in una zona di campo diversa. La seconda è Miretti, preferito a Zakaria, McKennie e Rovella, che dalla mediana affollata si alza più di tutti per il primo pressing come l’americano con la Samp, e se proprio non vogliamo chiamarlo 4-5-1 la cosa a cui assomiglia di più è un 4-2-3-1 col 18enne sottopunta (!) con Cuadrado a destra e Kostic a sinistra (ottimo asse proprio con Miretti) a infilarsi alle spalle di Spinazzola e Kardsorp.

ROMA SCOLLEGATA —   Non era atteso neanche Rabiot, prestazione vigorosa, in una posizione più interna rispetto a quella quasi in fascia in cui lo vedeva Allegri per tutto l’anno scorso, oltretutto alla destra di Locatelli. Insieme schermano Dybala e Pellegrini, isolati con Abraham dal resto della Roma, che spinge solo di rado a sinistra con Spinazzola, e che in mezzo non ha gli uomini per rifornirli. Il mestiere di Matic e Cristante sarebbe aggredire il possesso della Juve, che invece fa girare la palla alla larga, costruendo coi difensori e passando per le fasce, così la staticità posizionale dei due mediani romanisti diventa un minus contro il dinamismo con cui Rabiot e Locatelli attaccano lo spazio a velocità doppia.

OCCASIONI PERSE —   Ne nasce così una gara che ai punti dovrebbe finire sul 2-0 al riposo, e la Juve ci va vicina. Un paio di volte con Cuadrado: al 16’ su un recupero di Kostic, con Miretti a condurre il contropiede per scaricare a destra al Panita e gran botta centrale respinta da Rui Patricio, poi al 35’ su una punizione rasoterra ancora del colombiano su cui si allunga l’estremo romanista. In mezzo al 25’ anche un gol annullato a Locatelli, pescato per il siluro dal limite dell’area proprio da uno scarico arrivato da destra da Cuadrado, ma Vlahovic aveva toccato col braccio nel corpo a corpo con Cristante per lanciare il contropiede. Allegri non la prende bene.

CAMBIO DI PASSO —   Con El Sharaawy al posto di Mancini (oltre a Zalewsky per Spinazzola, poi cambierà anche dall’altra parte Karsdorp per Celik) Mourinho ridisegna nella ripresa la Roma attorno a un 4-2-3-1 con cui copre meglio il campo, di cui il primo a beneficiare è Matic meno in difficoltà in mediana e il secondo vantaggio è normalizzare un po’ una Juve meno arrembante. Il gap di aggressività resta, fotografato dalla spinta di Kostic e Cuadrado, da cui però la Juve spreme al massimo un diagonale con cui il colombiano sfiora il secondo palo al 54’. Eppure, interrotta l’emorragia, la partita per i giallorossi resta lì da riaprire se i talenti là davanti si inventano la giocata.

PARI E PATTA —   E va così: al 69’ su corner di Pellegrini dalla sinistra la palla va sul secondo palo dove, con Alex Sandro andato a vuoto, Dybala dalla linea di fondo ricama un assist per Abraham che tutto solo a centro area di testa infila il rientrante ex Szczesny per il primo gol stagionale subito dalla Juve. E un quarto d’ora dopo il polacco ancora incerto in uscita fa correre dei gran brividi ai suoi in una mischia in area in cui a liberare sulla linea di porta è Milik, arrivato venerdì ed entrato al 77’. Finisce così, muovono la classifica entrambe, ma è un risultato che profuma di punto guadagnato dalla Roma e due punti persi dalla Juve.

Giuseppe Nigro 
tratto da: Vlahovic illude la Juve, Abraham (su assist di Dybala) pareggia: la Roma è prima



LE PAGELLE BIANCONERE

Wojciech SZCZESNY 6 – Inoperoso. Non so veramente cosa scrivere. 
Alex SANDRO 6 – Dopo le tante voci sullo scarso rendimento della scorsa stagione, il brasiliano confeziona un’altra bella partita e conquista gli applausi dello Stadium. Ottima la connection con il nuovo arrivo Kostic. 
DANILO 6.5 – Il jolly, l’uomo da giostrare ovunque. Praticamente perfetto in tutte le situazioni senza palla e generatore di tracce di gioco nella prima costruzione. Giocatore intelligente. 
BREMER 6.5 – Finalmente centrale di destra, il suo ruolo. Si mangia Abraham a colazione e oscura la vallata tutte le volte che la Roma prova a farsi vedere in area. 
Mattia DE SCIGLIO 6 – Festeggia il 300° gettone tra club e nazionale con una prestazione di ottima fattura: aggressivo in avanti, preciso e ben posizionato. Spinazzola non gli crea problemi. 
Fabio MIRETTI 7 – Mamma mia che giocatore. Per 60 minuti abbondanti sembra Iniesta, alternando magie da illusionista a pressione folle sui portatori, poi finisce la benzina ed è costretto ad uscire. Standing ovation per lui: meritata 
(Dal 77’ MILIK 6 – Poco tempo per incidere alla "prima" in bianconero) 
Manuel LOCATELLI 6.5 – Dybala gli gira intorno e lo fa ammonire dopo appena sei minuti, ma lui non ne risente e gioca come se niente fosse. Molto bene in distribuzione, aggressivo nella riconquista. Segna anche il gol del 2-0 bianconero, ma un tocco con la mano di Vlahovic glielo cancella. 
(Dall’86’ ROVELLA SV) 
Adrien RABIOT 6.5 – Cavallo pazzo: Allegri lo mette sul centrodestra e lui ripaga la scelta nel migliore dei modi. Si muove tanto, mette pressione a Matic e sbaglia pochissimo. Promosso. 
(Dal 58’ ZAKARIA 6 – Entra e fa il suo, senza infamia e senza lode) 
Juan CUADRADO 6.5 – Fondamentale in difesa con il suo posizionamento tattico; eccellente in attacco con i classici dribbling, tiri e cross. Sfiora il gol in un paio di occasioni. 
(Dal 77’ MCKENNIE 6 – Energia in un ruolo non propriamente suo) 
Dusan VLAHOVIC 6 – Dopo 76 secondi timbra la terza rete in due partite allo Stadium, ma per il resto è controllato ottimamente da Smalling e Ibanez. 
(Dall’86’ KEAN sv) 
Filip KOSTIC 6 – Il fit con Alex Sandro è più che buono e il lavoro sulla corsia non è disprezzabile. Obbliga Mourinho al cambio di Karsdorp, ma non crea grandissimi pericoli. 
All. Massimiliano ALLEGRI 6 – Super primo tempo: di energia, di voglia, di aggressività e anche di ottimi movimenti. Nella ripresa invece la squadra si spegne e lascia troppo campo alla Roma. Una prestazione a metà, per una Juventus che continua a convincere a targhe alterne.

tratto da: SERIE A, JUVENTUS-ROMA 1-1, PAGELLE: MIRETTI PER UN'ORA SEMBRA INIESTA, VLAHOVIC E ABRAHAM TROVANO IL GOL, DYBALA DA 6




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martedì 19 agosto 2025

19 Agosto 2017: Juventus - Cagliari

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Serie A vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 19 Agosto 2017 Juventus e Cagliari si sfidano nella prima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2017-18 all 'Allianz Stadium' di Torino.

Alla fine di questo campionato la squadra di Massimiliano Allegri si aggiudicerá ancora lo Scudetto. Sará il 36esimo titolo

Dall'altra parte ci sono i sardi che navigano in cattive acque per lunghi tratti della stagione. Alla fine peró i rossoblu isolani  si salveranno da un amara retrocessione.

Buona Visione! 


 

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Stagione 2017-2018 - Campionato di Serie A - 1 andata
Torino - Allianz Stadium
sabato 19 agosto 2017 ore 18:00 
JUVENTUS-CAGLIARI 3-0
MARCATORI: Mandzukic 12, Dybala 45+1, Higuain 66

JUVENTUS: (c) Buffon; Lichtsteiner, Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Pjanic, Marchisio C. (Khedira 62); Cuadrado (Douglas Costa 74), Dybala, Mandzukic; Higuain (Matuidi 71)
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, De Sciglio, Benatia, Barzagli, Asamoah, Bentancur, Sturaro, Bernardeschi
Allenatore: Massimiliano Allegri

CAGLIARI: Cragno; Padoin (Joao Pedro 63), Andreolli, Pisacane, Capuano; Faragò, Cigarini (Dessena 82), Ionita, Barella; Farias, Cop (Sau 81)
A disposizione: Crosta, Daga, Ceppitelli, Miangue, Romagna, Cossu, Giannetti
Allenatore: Massimo Rastelli

ARBITRO: Maresca
RIGORI FALLITI: Farias 39 (Cagliari)
AMMONIZIONI: Lichtsteiner 77 (Juventus)




I bianconeri piegano la squadra di Rastelli alla prima della nuova stagione grazie alle reti di Mandzukic e Dybala nel primo tempo, del Pipita nella ripresa.  
Rigore assegnato con la Var al Cagliari, poi sbagliato da Farias

Il campionato 2017-2018 riparte dall’Allianz Stadium di Torino e regala già grandissime emozioni. La Juventus campione d’Italia uscente batte 3-0 il Cagliari, grazie ai gol di Mandzukic e Dybala nel primo tempo e di Higuain nella ripresa, in un match che entrerà nella storia del nostro calcio: per la prima volta un arbitro (Fabio Maresca) ha assegnato un calcio di rigore con la Var (la tecnologia in campo). E’ successo al 35’ per il contatto tra Alex Sandro e Cop: il direttore di gara ha chiesto l’aiuto della moviola in campo, si è avvicinato allo schermo a bordo campo, e ha assegnato il calcio di rigore alla squadra di Rastelli. Farias dagli 11 metri, però, l’ha sbagliato: bravo Buffon a pararlo. 

Nella ripresa, un buon controllo di partita dei bianconeri vicini al tris in apertura ancora con Paulo Dybala, che colpisce la traversa. Poi ritmi bassi, con il Cagliari che ci prova, e la Juve pronta ad abbassare i ritmi. Al 66’ arriva la firma di Gonzalo Higuain (su assist di Alex Sandro): il Pipita ha segnato alla "prima" solo nelle sue due stagioni in bianconero.

Le scelte dei due allenatori

Con il cuore ancora rivolto all’attentato delle Ramblas di Barcellona, dopo il minuto di silenzio in onore alle vittime, è cominciata all’Allianz Arena la prima partita della nuova stagione di Serie A. Come in Supercoppa, Max Allegri ha deciso di lasciare in panchina i nuovi acquisti e di affidarsi al modulo che tanto bene ha fatto nella scorsa stagione: il 4-2-3-1 con le "cinque stelle". In difesa, a destra Lichtsteiner e non Barzagli. In mezzo, accanto a Chiellini, Rugani. A centrocampo riecco Marchisio con Pjanic. In avanti Cuadrado, dopo aver vinto il ballottaggio con Douglas Costa, con Dybala e Mandzukic dietro all’unica punta Higuain. Il Cagliari, che ha salutato proprio in giornata Salamon e Borriello diretti alla Spal, si affida a Cigarini in regia in un 4-4-2. Padoin, Pisacane, Andreolli e Capuano in difesa. In avanti Farias e Cop con Barella pronto a diventare un uomo aggiunto a centrocampo in fase difensiva, e a rifornire le punte al momento di attaccare.

Il gol di Mandzukic e il rigore con la Var

Lo schema tattico della prima parte di gara si capisce presto. Nei primi minuti, i rossoblù (per l’occasione in maglia rossa), hanno un ottimo approccio alla partita: pressing altissimo per interrompere la fase di costruzione di gioco dei bianconeri, recuperare il pallone e pungere in contropiede. Alla prima vera occasione, però, la Juve passa. Al 12’ Lichtsteiner crossa da destra, con una bella girata Mandzukic batte Cragno e segna il primo gol di questo campionato: nelle ultime tre stagioni, tra Spagna e Italia, non aveva mai segnato alla prima giornata. I bianconeri prendono fiducia, il Cagliari accusa un po’ il colpo. Al 35’ l’episodio che fa entrare Juventus-Cagliari nella storia: contatto Alex Sandro-Cop, l’arbitro Massa chiede l’aiuto del Var e assegna il calcio di rigore. Farias dal dischetto, però, lo sbaglia. Gigi Buffon para il secondo degli ultimi tre penalty affrontati in A. Il Cagliari però non si perde d’animo e continua a tenere bene il campo e a provarci. Al 46', la Juve raddoppia in contropiede: assist perfetto di Pjanic per Dybala, la Joya scatta sul filo del fuorigioco e di sinistro insacca sotto la traversa. Due a zero e risultato forse troppo duro per un buon Cagliari. Ai giocatori rossoblù che protestavano chiedendo l’aiuto della Var, l’arbitro ha risposto: "Abbiamo controllato".

Traversa di Dybala, poi Higuain

A inizio ripresa, i "nuovi" acquisti della Juve restano in panchina. Ad andare vicino al tris è ancora Dybala in apertura: sinistro a giro che si stampa sul legno. Il Cagliari prova a proporre, non costruisce però grandissime occasioni fino al 56’: assist proveniente da sinistra ma Faragò spara alto. Rastelli prova a irrobustire l’attacco: dentro Joao Pedro per il terzino Padoin (ovazione dal suo vecchio pubblico per lui), ma a passare è ancora la Juventus. Azione manovrata dai bianconeri sulla sinistra e assist di Alex Sandro: il Pipita non sbaglia e segna la terza rete. Nella seconda parte di tempo, spazio ai nuovi. L'ultimo ad arrivare (Blaise Matuidi), è il primo a entrare in campo: al 70’ per Higuain. Poi Douglas Costa, al posto di Cuadrado al 74'. Sul 3-0 i ritmi calano, Rastelli regala spazio anche a Sau (per Cop) e a Dessena (per Cigarini) ma è ancora Dybala ad andare vicino al quarto gol nel finale. La partita si chiude così, e la Juve può dimenticare la sconfitta in Supercoppa.

tratto da: Juventus-Cagliari 3-0: segnano Mandzukic, Dybala e Higuain.




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