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martedì 20 ottobre 2026

6 Maggio 1987: Juventus - Cagliari

È il 6 maggio 1987 e  Juventus e Cagliari si sfidano nella gara di ritorno dei quarti di finale della Coppa Italia 1986-87. Il tutto si svolge allo Stadio 'Comunale' di Torino. La gara di andata si chiuse con il punteggio 

La Juventus è Campione d'Italia in carica mentre i sardi annaspano impietosamente in coda alla Serie B. A fine campionato i bianconeri saranno secondi dietro al Napoli (per la prima volta scudettato) mentre  gli isolani finiranno addirittura in Serie C.

Buona Visione! 



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Stagione 1986-1987 - Coppa Italia - Quarti, ritorno
Torino - Stadio Comunale
mercoledì 6 maggio 1987 ore 20:30 
JUVENTUS-CAGLIARI 2-2
MARCATORI: Bergamaschi 27, Soldà 34, Platini 60, Piras 83

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Caricola, Soldà (Bonini 56), Brio, (c) Scirea, Laudrup (Briaschi 69), Manfredonia, Buso, Platini, Vignola (Bonetti I. 46)
A disposizione: Bodini, Bruzzano
Allenatore: Rino Marchesi

CAGLIARI: Sorrentino, Marchi, Valentini, Pecoraro, Miani, Venturi, Pallanch (Piras 72), Pulga (Pani 64), Montesano, Bernardini (Pellegrini 79), Bergamaschi
A disposizione: Dore, Davin
Allenatore: Gustavo Giagnoni

ARBITRO: Sguizzato




CROLLANO LE GRANDI DAVANTI ALLE COMPAGINI DI B. 
LA JUVE PERDE LA FACCIA AL «COMUNALE» COL CAGLIARI GIÀ CON UN PIEDE IN CI: COSÌ SFUMA PER MARCHESI IL TERZO OBIETTIVO STAGIONALE E IL MODO ANCORA OFFENDE...
I CADETTI DI VERGOGNA

JUVENTUS. Il tonfo più clamoroso lo firma Madama: Marchesi presenta col Cagliari al Comunale di Torino, dopo l'uno a uno sofferto dell'andata, il rendiconto della sua prima stagione bianconera. E una Juve sagomata sull'indeterminatezza, squadra incapace di tonificare il proprio gioco e i propri esiti col conforto della continuità. Una compagine perennemente in bilico tra la grande prestazione e il naufragio senza attenuanti: un filo sottilissimo lega il passato al presente, i residui della grande squadra affiorano talora sul pelo dell'acqua come stracci sospinti dai misteriosi giochi delle correnti, senza una logica che li giustifichi confortando i presagi. Il trionfo e la resa restano figli del caso, dadi tecnici pronti a rimbalzare sul tavolo aperti a ogni esito. La tattica di Marchesi segue ragioni che la ragione non sempre comprende: Soldà è, a turno, il libero del futuro, con Scirea in panchina, e il nuovo profeta di un centrocampo che abiura Bonini, simbolo della Juve corrusca del Trap. Buso entra ed esce come la folla all'ingresso di una metropolitana, le ritrosie sanitario-agonistiche di Laudrup alimentano il serbatoio dell'alea, che sembra il segno distintivo di questa squadra, capace a tutto e capace di tutto. Giagnoni, che già aveva tolto di mezzo il Toro, ha così eliminato l'altra squadra della città che lo amò con metà del proprio cuore: lo ha fatto accozzando come sempre la formazione, addirittura presentando al Comunale uno schieramento ad unica punta (Montesano) e molto affidandosi all'estro dei singoli. Se Bergamaschi indovina il trasciante da guerre stellari su punizione e Pellegrini (che Giagnoni utilizza con meticolosa, suicida parsimonia) fa il verso a Rivera indirizzando Piras al gol del due a due, non c'è Platini che tenga. La Juve frana, si specchia nell'usura del tempo, nei giorni in declino di una stagione sbagliata, sfilacciata, clamorosamente all'incontrario rispetto all'avanzare addirittura impetuoso degli anni gagliardi del Trap.

Carlo F. Chiesa
tratto dal Guerin Sportivo anno 1987 n.20





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domenica 11 ottobre 2026

11 Ottobre 1981: Juventus - Cagliari

È l'11 ottobre 1981 e Juventus e Cagliari si sfidano nella quinta giornata del girone di andata  del Campionato di Calcio di Serie A 1981-82 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

A fine campionato la Juventus conquisterà la sua seconda stella da appuntare sul petto. Dopo un lunghissimo testa a testa con la Fiorentina allenata da Giancarlo De Sisti, la spunta all'ultima giornata grazie ad una vittoria esterna a Catanzaro con un rigore del partente Liam Brady. 

Dall'altra parte c'è il Cagliari allenato da Paolo Carosi , che ottiene la difficile salvezza all'ultima giornata.

Buona Visione!



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Stagione 1981-1982 - Campionato di Serie A - 5 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 11 ottobre 1981 ore 15.00
JUVENTUS-CAGLIARI 1-0
MARCATORI: Bettega R. 87

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cabrini (Bonini 73), Furino, Brio, Scirea, Marocchino, Tardelli, Bettega R., Brady, Virdis
Allenatore: Giovanni Trapattoni

CAGLIARI: Corti, Lamagni, Azzali, Restelli, Baldizzone, Brugnera, Bellini, Quagliozzi, Selvaggi, Osellame (Gattelli 59), Piras
Allenatore: Paolo Carosi

ARBITRO: Pieri C.





I bianconeri hanno avuto bisogno della complicità del portiere ospite per battere il Cagliari
Bettega « salva » la Juve e ringrazia Corti 
Gigi Riva «È stata una beffa» 


TORINO — Ancora una vittima, la quinta, ma ieri la «Signora Omicidi» ha avuto bisogno di un complice, il portiere avversario, per dare il colpo di grazia a Cagliari. Quando mancavano meno di quattro minuti alla fine e i 40 mila spettatori (con una folta rappresentanza sarda in curva Maratona) erano ormai rassegnati ad un pareggio in bianco, la Juventus piazzava il micidiale colpo del «k.o.» Brady recuperava un pallone nella tre quarti di campo rossoblu, Piras toccava invo lontariàmente a Scirea che serviva Virdis; «assist» di testa per Bettega che in palleggio di destro scavalcava Baldizzone, entrava in area e, in controbalzo di sinistro, sparava in porta: Corti, che s'aspettava la botta violenta, era già librato in volo e, anziché respingere di pugno, tentava la presa lasciandosi sfuggire la sfera che carambolava in rete, Un mezzo regalo, un'autentica beffa per il Cagliari anche se Bettega aveva compiuto un capolavoro di destrezza. 

E così le speranze di mezza Italia calcistica, quella che non tifa in bianconero, andavano deluse dopo 86 minuti in cui i campioni d'Italia, disturbati dal forte vento, ma privi della solita feroce determinazione, non erano riusciti a sbloccare il risultato pur sfiorando il gol con Tardelli (due volte), con Bettega, Brady e ancora con Bettega, Virdis e Scirea in una furibonda mischia. Sembrava che la squadra di Trapattoni, più che deconcentrata, fosse in riserva di quel supercarburante che le aveva consentito di mantenere un ritmo eccezionale sia nelle precedenti partite di campionato sia nella doppia sfida con il Celtic. Alcuni uomini giravano a basso regime. E, soprattutto, non effettuavano quel lavoro ai fianchi che, con un Cagliari arroccato, era indispensabile. Il febbricitante Cabrini, in giornata no, non solo non garantiva l'abituale spinta sulla fascia laterale sinistra ma, con due errori, propiziava altrettanti contropiede pericolosissimi per il Cagliari cui Zoff, uscendo, tempestivamente su Quagliozzi (37'), e Tardelli, liberando in «extremis» su Piras (62'), ponevano rimedio. Cabrini veniva poi sostituito da Bonini ad un quarto d'ora dalla fine. Sull'altro versante mancava Gentile (peraltro ottima la sua prestazione come marcatore) che era impegnato su Selvaggi al quale non faceva la benché minima concessione ma, a scanso di sorprese, preferiva restare nella sua zona. 

Sul fronte opposto l'unico a portare palloni a fondo campo era Marocchino che si batteva gagliardamente malgrado fosse convalescente da uno stiramento muscolare (poi riacutizzatosi al punto da impedirgli di rispondere alla convocazione nella «Under 21» per Belgrado) e saltava spesso Azzali: l'azione era però prevedibile e, quando partiva il traversone, la difesa del Cagliari e Corti erano ormai piazzati. 

Lo scirocco, pur cambiando spesso direzione, danneggiava più la Juventus, costretta ad attaccare, che il Cagliari. Ne risentiva Brady, che non riusciva a dosare i lanci. L'asso irlandese era l'unico, per la sua capacità di dribblare In spàzi ristretti, a poter sorprendere centralmente il «pacchetto» di retroguardia cagliaritano, tuttavia non affondava quasi mai i colpi, in una sola occasione Brady, che aveva sofferto il marcamento asfissiante di Osellame (che rientrava al posto dello squalificato Marchetti e nell'ultima mezz'ora era sostituito dal vivacissimo Gattelli), aveva sferrato un fendente di sinistro (57'), respinto da Corti e ribattuto sul fondo da Scirea. 

Il Cagliari, ordinato, umile e concentratissimo, aveva nel centrocampo il suo punto di forza. Bellini dava filo da torcere a Furino che, reduce da una contrattura, appariva un po' frenato. Restelli arginava e impostava con bravura, sebbene fosse opposto a Tardelli, che aveva sprazzi di qualità e sbavature. Tardelli aveva chiamato Corti (5') ad una difficile deviazione in angolo, su passaggio di Virdis, poi si era «mangiato» un'incredibile occasione, ad un passo dalla linea bianca (17') su cross di Scirea e uscita a vuoto del portiere: il pallone, colpito dall'alto in basso e sfiorato da Azzali, s'impennava oltre la traversa. Ma Tardelli aveva anche il merito, come s'è scritto, di impedire due volte a Piras di andare a bersaglio. 

Insomma, una Juventus con una marcia in meno e con Virdis emozionato al cospetto della sua vecchia squadra e francobollato con attenzione da Lamagni che ne conosce alla perfezione il repertorio. Ciononostante, Virdis metteva lo zampino nell'azione del gol di Bettega. Il capocannoniere del campionato, che continua ad accusare disturbi di origine pubalgica, teneva comunque in costante allarme il Cagliari. Al 16', su combinazione Marocchino-Brio, incornava, a lato di poco: un altro suo colpo di testa su centro di Gentile; finiva abbondantemente fuori (65'), poi non riusciva ad agganciare un pallone sotto porta, tra una selva di gambe, ma la sua classe gli consentiva il lampo dal quale scaturiva la prodezza decisiva. 

Bettega deve ringraziare l'errore di Corti, ma il modo con cui ha superato Baldizzone e la sua perentoria conclusione restano il «numero» migliore di una partita molto corretta (ammoniti: Bellini, Marocchino e Brugnera non per falli) ma piuttosto modesta sul piano dello spettacolo, che poteva chiudersi tranquillamente in parità. Ieri la capolista ha avuto la conferma che i rilassamenti sono vietati e che nessun avversario va sottovalutato, anche se il suo passo, alla luce dei 10 punti in classifica, sembra per il momento inarrestabile. 

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 12 ottobre 1981

 




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mercoledì 19 agosto 2026

19 Agosto 2017: Juventus - Cagliari

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Serie A vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 19 Agosto 2017 e Juventus e Cagliari si sfidano nella prima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2017-18 all 'Allianz Stadium' di Torino.

Alla fine di questo campionato la squadra di Massimiliano Allegri si aggiudicerá ancora lo Scudetto. Sará il 36esimo titolo. 

Dall'altra parte ci sono i sardi che navigano in cattive acque per lunghi tratti della stagione. Alla fine peró i rossoblu isolani  si salveranno da un amara retrocessione.

Buona Visione! 


 

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Stagione 2017-2018 - Campionato di Serie A - 1 andata
Torino - Allianz Stadium
sabato 19 agosto 2017 ore 18:00 
JUVENTUS-CAGLIARI 3-0
MARCATORI: Mandzukic 12, Dybala 45+1, Higuain 66

JUVENTUS: (c) Buffon; Lichtsteiner, Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Pjanic, Marchisio C. (Khedira 62); Cuadrado (Douglas Costa 74), Dybala, Mandzukic; Higuain (Matuidi 71)
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, De Sciglio, Benatia, Barzagli, Asamoah, Bentancur, Sturaro, Bernardeschi
Allenatore: Massimiliano Allegri

CAGLIARI: Cragno; Padoin (Joao Pedro 63), Andreolli, Pisacane, Capuano; Faragò, Cigarini (Dessena 82), Ionita, Barella; Farias, Cop (Sau 81)
A disposizione: Crosta, Daga, Ceppitelli, Miangue, Romagna, Cossu, Giannetti
Allenatore: Massimo Rastelli

ARBITRO: Maresca
RIGORI FALLITI: Farias 39 (Cagliari)
AMMONIZIONI: Lichtsteiner 77 (Juventus)




I bianconeri piegano la squadra di Rastelli alla prima della nuova stagione grazie alle reti di Mandzukic e Dybala nel primo tempo, del Pipita nella ripresa.  
Rigore assegnato con la Var al Cagliari, poi sbagliato da Farias

Il campionato 2017-2018 riparte dall’Allianz Stadium di Torino e regala già grandissime emozioni. La Juventus campione d’Italia uscente batte 3-0 il Cagliari, grazie ai gol di Mandzukic e Dybala nel primo tempo e di Higuain nella ripresa, in un match che entrerà nella storia del nostro calcio: per la prima volta un arbitro (Fabio Maresca) ha assegnato un calcio di rigore con la Var (la tecnologia in campo). E’ successo al 35’ per il contatto tra Alex Sandro e Cop: il direttore di gara ha chiesto l’aiuto della moviola in campo, si è avvicinato allo schermo a bordo campo, e ha assegnato il calcio di rigore alla squadra di Rastelli. Farias dagli 11 metri, però, l’ha sbagliato: bravo Buffon a pararlo. 

Nella ripresa, un buon controllo di partita dei bianconeri vicini al tris in apertura ancora con Paulo Dybala, che colpisce la traversa. Poi ritmi bassi, con il Cagliari che ci prova, e la Juve pronta ad abbassare i ritmi. Al 66’ arriva la firma di Gonzalo Higuain (su assist di Alex Sandro): il Pipita ha segnato alla "prima" solo nelle sue due stagioni in bianconero.

Le scelte dei due allenatori

Con il cuore ancora rivolto all’attentato delle Ramblas di Barcellona, dopo il minuto di silenzio in onore alle vittime, è cominciata all’Allianz Arena la prima partita della nuova stagione di Serie A. Come in Supercoppa, Max Allegri ha deciso di lasciare in panchina i nuovi acquisti e di affidarsi al modulo che tanto bene ha fatto nella scorsa stagione: il 4-2-3-1 con le "cinque stelle". In difesa, a destra Lichtsteiner e non Barzagli. In mezzo, accanto a Chiellini, Rugani. A centrocampo riecco Marchisio con Pjanic. In avanti Cuadrado, dopo aver vinto il ballottaggio con Douglas Costa, con Dybala e Mandzukic dietro all’unica punta Higuain. Il Cagliari, che ha salutato proprio in giornata Salamon e Borriello diretti alla Spal, si affida a Cigarini in regia in un 4-4-2. Padoin, Pisacane, Andreolli e Capuano in difesa. In avanti Farias e Cop con Barella pronto a diventare un uomo aggiunto a centrocampo in fase difensiva, e a rifornire le punte al momento di attaccare.

Il gol di Mandzukic e il rigore con la Var

Lo schema tattico della prima parte di gara si capisce presto. Nei primi minuti, i rossoblù (per l’occasione in maglia rossa), hanno un ottimo approccio alla partita: pressing altissimo per interrompere la fase di costruzione di gioco dei bianconeri, recuperare il pallone e pungere in contropiede. Alla prima vera occasione, però, la Juve passa. Al 12’ Lichtsteiner crossa da destra, con una bella girata Mandzukic batte Cragno e segna il primo gol di questo campionato: nelle ultime tre stagioni, tra Spagna e Italia, non aveva mai segnato alla prima giornata. I bianconeri prendono fiducia, il Cagliari accusa un po’ il colpo. Al 35’ l’episodio che fa entrare Juventus-Cagliari nella storia: contatto Alex Sandro-Cop, l’arbitro Massa chiede l’aiuto del Var e assegna il calcio di rigore. Farias dal dischetto, però, lo sbaglia. Gigi Buffon para il secondo degli ultimi tre penalty affrontati in A. Il Cagliari però non si perde d’animo e continua a tenere bene il campo e a provarci. Al 46', la Juve raddoppia in contropiede: assist perfetto di Pjanic per Dybala, la Joya scatta sul filo del fuorigioco e di sinistro insacca sotto la traversa. Due a zero e risultato forse troppo duro per un buon Cagliari. Ai giocatori rossoblù che protestavano chiedendo l’aiuto della Var, l’arbitro ha risposto: "Abbiamo controllato".

Traversa di Dybala, poi Higuain

A inizio ripresa, i "nuovi" acquisti della Juve restano in panchina. Ad andare vicino al tris è ancora Dybala in apertura: sinistro a giro che si stampa sul legno. Il Cagliari prova a proporre, non costruisce però grandissime occasioni fino al 56’: assist proveniente da sinistra ma Faragò spara alto. Rastelli prova a irrobustire l’attacco: dentro Joao Pedro per il terzino Padoin (ovazione dal suo vecchio pubblico per lui), ma a passare è ancora la Juventus. Azione manovrata dai bianconeri sulla sinistra e assist di Alex Sandro: il Pipita non sbaglia e segna la terza rete. Nella seconda parte di tempo, spazio ai nuovi. L'ultimo ad arrivare (Blaise Matuidi), è il primo a entrare in campo: al 70’ per Higuain. Poi Douglas Costa, al posto di Cuadrado al 74'. Sul 3-0 i ritmi calano, Rastelli regala spazio anche a Sau (per Cop) e a Dessena (per Cigarini) ma è ancora Dybala ad andare vicino al quarto gol nel finale. La partita si chiude così, e la Juve può dimenticare la sconfitta in Supercoppa.

tratto da: Juventus-Cagliari 3-0: segnano Mandzukic, Dybala e Higuain.




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lunedì 11 maggio 2026

11 Maggio 2013: Juventus - Cagliari

É l' 11 maggio 2013 e Juventus e Cagliari si sfidano nella diciottesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2012-13 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

É una Juventus Campione d'Italia in carica che non sembra aver problemi nel vincere ancora il tricolore. Infatti la squadra allenata da Antonio Conte chiude il campionato con nove punti di vantaggio sul Napoli di Rafa Benitez. Il Cagliari da parte sua disputa un campionato all'altezza e si salva con ampio anticipo.

Buona Visione!



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Stagione 2012-2013 - Campionato di Serie A - 18 ritorno
Torino - Juventus Stadium
sabato 11 maggio 2013 ore 18:00
JUVENTUS-CAGLIARI 1-1
MARCATORI: Ibarbo 12, Vucinic 61

JUVENTUS (3-5-2): Storari, Barzagli (Caceres 14), Bonucci, (c) Chiellini, Isla, Vidal, Marrone, Marchisio C., Giaccherini, Matri (Quagliarella 71), Giovinco S. (Vucinic 51)
A disposizione: Buffon, Rubinho, De Ceglie, Peluso, Anelka, Padoin, Lichtsteiner
Allenatore: Antonio Conte A.

CAGLIARI (4-3-1-2): Agazzi, Perico (Cossu 53), Rossettini, Astori (Eriksson 65), Murru (Del Fabro 53), Dessena, Conti D., Nainggolan, Ekdal, Pinilla, Ibarbo
A disposizione: Avramov, Nenè, Sau, Thiago Ribeiro
Allenatore: Pulga-Diego Lopez

ARBITRO: Calvarese
AMMONIZIONI: Chiellini 90+1 (Juventus); Murru 33 (Cagliari)





Alla consegna del trofeo per lo scudetto n.29 non fa da sfondo una vittoria bianconera. Contro il Cagliari finisce 1-1 (Ibarbo e Vucinic), e sfuma la possibilità di superare il primato di punti della squadra di Fabio Capello e di eguagliare quello di vittorie consecutive degli anni trenta


TORINO - La Juventus può finalmente alzare la Coppa che le assegna ufficialmente il titolo di campione d’Italia 2012/13. La premiazione e la festa arrivano dopo un 1-1 contro il Cagliari che interrompe una striscia di 9 vittorie consecutive (addio al record della stagione 1931/32, 10 successi) e fa sfumare il tentativo di superare il record di punti detenuto dalla squadra di Capello (91 punti). Allo Juventus Stadium è stata la classica partita di fine stagione, senza l’affannosa ricerca del risultato sia da parte bianconera sia da quella sarda, e col primo vero caldo: ritmi medio-bassi, poca cattiveria e quindi giocate piacevoli alle quali assistere.

SUPER GOL DI IBARBO - Senza gli squalificati Pogba e Pirlo, Conte fa ancora un po’ di turnover e schiera un 3-5-2 con l’avanzamento di Marrone a centrocampo dove ci sono anche Marchisio e Vidal; Isla e Giaccherini fanno gli esterni mentre Matri e Giovinco giocano in attacco. Pulga risponde con un 4-3-1-2 con Nainggolan dietro le punte, Pinilla e Ibarbo. In un match giocato a ritmi non certo alti e con poco aggressività, a dare fuoco alle polveri ci pensa Vidal che al 12’ ci prova dalla distanza: ma Agazzi è attento e vola a deviare palla in corner. La Juventus batte male l’angolo e il Cagliari riparte in contropiede. Ibarbo si fa sessanta metri palla al piede, supera Barzagli e Marchisio con una serpentina di gran classe e infila Storari sotto il corpo.

JUVE, POCA CATTIVERIA - Barzagli, subito dopo il vantaggio rossoblù, deve lasciare il campo per un problema muscolare: entra Caceres. La Juventus non è la solita: il pressing non è convinto e soprattutto manca quella cattiveria agonistica che ha decretato il successo della squadra di Antonio Conte. Al 30’ Matri ha palla buona per il pareggio ma, da ottima posizione in area, conclude facendo rimbalzare la sfera a terra e mancando il bersaglio nettamente. Al 34’ l’occasione migliore: punizione di Giovinco e pallone sulla traversa; quindi di nuovo in campo ma i bianconeri commettono fallo in attacco. Dopo un salvataggio di Storari su Pinilla (inutile, visto un offside fischiato al rossoblù), il primo tempo va in archivio.

CI PENSA VUCINIC - Nel secondo tempo si rivede a tratti la vera Juventus. Conte non ci sta a perdere, si sa, e striglia i suoi. Dopo 6’ di ripresa esce Giovinco ed entra Vucinic. Anche Pulga cambia, ma le sue sono sostituzioni obbligate: problemi muscolari per Perico e Murru e allora dentro Del Fabro e Cossu con Dessena che va a fare il terzino destro. Al 9’ Agazzi sembra insuperabile quando in tuffo dice di no a un gran destro di Giaccherini. Ma al 16’ il portiere deve alzare bandiera bianca: Giaccherini va verticale a sinistra, in area, per Marchisio che crossa dal fondo. Sul secondo palo svetta Vidal che fa una sponda aerea per Vucinic: Agazzi non arriva alla deviazione in tuffo e il montenegrino può insaccare a porta vuota.

AL VIA LA FESTA - Gli ultimi cambi vedono in campo per il Cagliari Eriksson al posto di Astori e per la Juve Quagliarella al posto di Matri, oggi un po’ spento. Ma il risultato non si schioda dall’1-1 fino al 90’ e anche dopo i 4’ di recupero. Una deviazione di petto-braccio in area di Marchisio fa venire i brividi ad Agazzi mentre nel finale Chiellini salva i suoi intercettando una palla indirizzata a Pinilla, con campo aperto per lui fino a Storari. L’1-1 fa sfumare i record, ma non la festa del popolo bianconero che inneggia ai proprio beniamini. La Coppa tricolore 2012/13 è juventina.

Federico Sala






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