È il 14 Aprile 1974 e si gioca allo Stadio 'Comunale' di Torino la sfida Juventus-Cagliari. La gara è valevole per la decima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1973-74.
Alla fine di quel Campionato la Juventus finirà alle spalle della Lazio Campione d'Italia (per la prima volta nella loro storia) con solo due punti di ritardo.
Per quanto riguarda la coppa nazionale i nostri eroi dopo aver superato brillantemente il primo girone eliminatorio, devono soccombere al sorprendente Palermo nel girone finale. La competizione sará vinta con merito dal Bologna in finale proprio sui rosanero.
Per quanto riguarda i sardi, i tempi dello scudetto sono ormai lontani! Nonostante il loro punto di riferimento principale Gigi Riva é sempre determinante, termineranno la stagione in una tranquilla metá classifica, senza infamia e senza lode.
Buona Visione!
Torino - Stadio Comunale
domenica 14 aprile 1974 ore 15:30
JUVENTUS-CAGLIARI 1-1
MARCATORI: Riva 53, Causio 84
A disposizione: Vitolo, Bettega R.
Allenatore: Cestmir Vycpalek
A disposizione: Copparoni, Dessi, Piras
Allenatore: Giuseppe Chiappella
Una partita quasi "stregata,, per i campioni d'Italia
La Juve fra speranze ed errori
Il Cagliari, con Riva più grintoso che mai, sfiora la vittoria clamorosa al Comunale
Causio ha coronato un affannoso inseguimento
Una traversa, un palo, un rigore "sospetto" nel bilancio dei bianconeri
Bloccata in casa dal Cagliari, che ha sfiorato la clamorosa vittoria dopo il gol di un Riva più grintoso che mai, a lungo incapace di imporre il proprio gioco, con alcuni elementi criticati dai tifosi, la Juventus ha forse perso la domenica di Pasqua il punto che peserà in modo decisivo sulla classifica finale. I bianconeri hanno avuto anche la sfortuna come avversario: una botta al volo di Causio ed una staffilata di Cuccureddu hanno incocciato traversa e montante della porta di Albertosi, l'arbitro ha punito solo con un calcio a due una spinta in area di Nenè a Furino, il « numero uno » dei sardi ha salvato la sua rete in numerose altre occasioni.
Una specie di partita stregata, per la squadra di Vycpalek, che in apertura di ripresa è passata dall'euforia allo scoramento nel volgere di pochi minuti. Il risultato al Comunale era ancora sullo zero a zero, infatti, mentre da Roma giungeva notizia dello svantaggio della Lazio al cospetto del Verona: ma dopo qualche istante arrivava il gol di Riva ed il pareggio dei biancazzurri di Maestrelli, i quali iniziavano poco dopo lo sprint verso la vittoria. Ai bianconeri toccava cosi inseguire con affanno, e solo a sette minuti dalla fine Causio riusciva a limitare ad un punto il guadagno dei rivali romani, consentendo così ai più fiduciosi nelle possibilità della squadra di sperare ancora in un riaggancio.
Fra questi Capello(« io non mollo, anche se la Lazio va forte »)ovvero proprio il giocatore che è stato oggetto di una minicontestazione dopo la gara, ed il presidente Boniperti che intervistato a Barengo dove si è recato, al termine della partita, per una breve vacanza, ha detto:« Bisogna continuare a battersi con animo; abbiamo già dimostrato di essere capaci di clamorosi recuperi ».Meno fiducioso il trainer Vycpalek, che ha ammesso malinconicamente:"E' stata una domenica nefasta per noi, questo punto perduto potrebbe costarci caro. Cerchiamo di portare dignitosamente alla fine questa stagione ».La squadra ha dimostrato di possedere ancora energie e capacità di reazione, visto che proprio il quarto d'ora finale (con quello iniziale) è stato il periodo migliore di Causio e colleghi, ma nella fase centrale della partita si è lasciata imbrigliare dal fitto e lento fraseggio del Cagliari che — come contro il Torino del resto — ha confermato la « conversione » del suo allenatore Chiappella a quel gioco corto che sarà magari redditizio, ma non è certo un sistema utile a collaborare allo spettacolo calcistico. I bianconeri hanno anche sbagliato l'impostazione tattica della partita, visto che hanno affrontato una squadra dotata di una sola punta con tre difensori puri: Morini. Spinosi e Longobucco.
Lo stopper ha faticato sin dall'inizio su Riva (del resto il cannoniere impegna a fondo ogni avversario); Spinosi ha dovuto vagare per il campo all'inseguimento di Gori trovandosi a sua volta in posizione per costruire il gioco, senza averne le attitudini; Longobucco è sempre stato in soggezione di fronte a Nenè, che ha giocato molto arretrato sganciandosi dal diretto avversario, ma confandolo con decisione in ogni tentativo di avanzata.
Nella ripresa, quando si è voluto ovviare alla situazione utilizzando il numero tredici Gentile ha finito per andar fuori il più in forma dei tre terzini, ovvero Spinosi. Poi Riva ha inventato il gol — al 55', sfruttando con una mezza rovesciata un tocco di Nené — e la situazione si è ancora complicata, anche se la spinta di Gentile a tratti si è fatta sentire.
Negli spogliatoi, a fine gara, Vycpalek ha ribattuto alle critiche:« Se andavamo in vantaggio subito, la gara cambiava e Spinosi non sarebbe uscito. Con Gentile c'è stata più spinta, ma la difesa ha corso maggiori rischi. E si è visto ».Vycpalek difende giustamente le scelte fatte, ma le perplessità restano. E non hanno convinto completamente le dichiarazioni di Morini che si è dichiarato » innocente » sul gol di Riva, quando poi la tv ha mostrato che lo stopper era a due passi dal « bomber » quando questi ha agganciato la palla offertagli da Nené. In effetti, mandando subito Brugnera sulla strada di Capello (mentre la Juve voleva che il centrocampista toccasse a Furino, per consentire al regista una maggiore libertà d'azione), tenendo in zona Quagliozzi, Nené, Butti, lo stesso Gori, gli ospiti hanno preparato un filtro molto efficace davanti alle manovro juventine: in apertura di partita, Anastasi, Causio e Altafini hanno dato l'impressione di dover sfondare, ma poi assestate le marcature difensive con Niccolai su José e Poletti su Anastasi, il Cagliari non ha più corso grossi rischi.
Solo nel finale, di fronte alla veemente reazione juventina al gol messo a segno da Riva al 10' della ripresa, i sardi hanno mostrato notevole affanno: un palo di Cuccureddu, tre parate strepitose di Albertosi su Capello (due volte) e Causio, hanno fatto corona al gol dello stesso Causio (83' una botta trasversale su apertura di Altafini) che ha portato al pareggio.
Ha avuto successo domenica il mini-sciopero dei calciatori.
Domenica tutte le partite di serie A anziché alle 15,30, hanno avuto inizio alle 15,40. La disposizione dell'Associazione italiana calciatori che aveva invitato in settimana i propri iscritti a presentarsi in campo con dieci minuti di ritardo per l'inizio delle gare è stata rispettata e la protesta sul caso Scala è pertanto pienamente riuscita.
Il pubblico al contrario di quanto da piú parti si pensava, ha dimostrato di aver compreso dimostrato le reali motivazioni dello sciopero e non ha avuto alcuna reazione di insofferenza: in alcuni casi, anzi, ha fischiato l'ingresso in campo degli arbitri che sono stati ovunque puntualissimi rispetto all'orario ufficiale fissato dalla Lega. (Nelle foto due mo-menti del mini-sciopero a Torino. A sinistra, l'arbitro Barbaresco con i guardalinee sul campo alle 15.30; a destra. Riva con gli altri sul terreno alle 15,40).
Ora però, dopo la protesta, il problema si sposta sul tavolo del giudice sportivo che mercoledi, esaminati i rapporti arbitrali e le motivazioni tecniche dei ritardi, sarà costretto a punire le società.
tratto da: La Stampa 16 aprile 1974







