Ancora attraverso la enciclopedia multimediale che si chiama Youtube vi offriamo un gustoso ricordo della data odierna.
É il 9 Novembre 1969 e Napoli e Juventus si affrontano in questa gara valevole per la ottava gara del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1969-70. Il tutto si svolge allo Stadio 'San Paolo' di Napoli.
Sará questa per il calcio italiano una stagione storica; conlusasì con la vittoria del tricolore del Cagliari. Guidati da 'Rombo di Tuono' Gigi Riva gli isolani disputano l'annata perfetta. Nelle posizioni di rincalzo lottano le squadre tradizionalmente vincenti.
La Juve guidata in panchina da - inizialmente - Luis Carniglia (poi sostituto da Ercole Rabitti) si guadagna il terzo posto finale.
Buona Visione!
Stagione 1969-1970 - Campionato di Serie A - 8 andata
Napoli - Stadio San Paolo
domenica 9 novembre 1969 ore 14:30
NAPOLI-JUVENTUS 1-0
MARCATORI: Altafini rigore 53
NAPOLI: Zoff, Monticolo, Pogliana, Zurlini, Panzanato, Bianchi, Manservisi, Juliano, Altafini, Montefusco, Bosdaves
A disposizione: Trevisan, Barison
Allenatore: Giuseppe Chiappella
JUVENTUS: Tancredi, Salvadore (Leonardi 80), Roveta, (c) Castano E., Morini, Furino, Haller, Del Sol, Anastasi, Vieri R., Zigoni
A disposizione: Anzolin
Allenatore: Ettore Rabitti
ARBITRO: Lo Bello C.
RIGORI FALLITI: Vieri R. 70 (Juventus)
ESPULSIONI: Zigoni 85 (Juventus); Juliano 85 (Napoli)
Amare indicazioni dalla gara di FuorigrottaJuve, la crisi continuaI giocatori hanno l'obbligo di impegnarsi di più (e possono farlo)I dirigenti debbono far sentire agli atleti il calore della loro presenzadal nostro inviato NAPOLI, lunedi sera.La crisi della Juventus continua: l'insuccesso patito a Napoli lo sottolinea. I bianconeri avrebbero meritato il pareggio ma hanno sciupato troppe occasioni favorevoli. Non sono ancora riusciti a segnare un solo gol nelle gare in trasferta ed hanno invece subito una rete dal Napoli che finora non aveva mai messo a segno un pallone davanti al proprio pubblico. Il periodo di speranza che è seguito alla vittoria sull'Inter cede il posto ad un brusco risveglio: la Juventus é terz'ultima in classifica. Deve andare a Berlino a giocare in Coppa delle Fiere ed ha due giocatori squalificati per tale torneo, e tre in dubbio causa le condizioni fisiche. Castano e Furino scontano la punizione per il nervosismo di Plovdlv, Salvadore lamenta un'infiammazione al tendine d'Achille, Del Sol e Leoncini malanni muscolari rispettivamente all'inguine e alla gamba.
Dopo la prova con l'Hertha la Juventus è attesa in campionato da una trasferta a Cagliari, un incontro al Comunale con la Fiorentina e poi ancora da una gara a San Siro col Milan. Di fronte alla sicura capolista del torneo, ai campioni d'Italia e ai campioni del mondo, basterà ai bianconeri ritrovare l'orgoglio? E soprattutto quanti punti riusciranno ad accumulare? Sono domande-incubo che pesano su un club che non può sparire nella bassa classifica o peggio ancora nei rischi della zona retrocessione.
Si può fare qualcosa? Dal punto di vista tecnico il nuovo trainer Rabitti che sa il suo mestiere, non ha molte chances. I giocatori hanno caratteristiche, limiti — ed anche doti, non dimentichiamolo — ben definiti e l'allenatore li sfrutta come meglio può. Dal punto di vista morale si ha l'impressione che la Juventus sia in grado di rendere di più. Gli atleti devono ritrovare un nuovo spirito in campo.
Contro l'Inter hanno dimostrato di poter affrontare da pari a pari uno squadrone; ieri a Napoli hanno giocato un primo tempo al piccolo trotto. Quando sono stati pungolati dal gol ai passivo, la squadra è apparsa diversa, più vivace, più offensiva e decisa. Non è il caso forse di parlare di multe, ma è bene sottolineare che le possibilità di rimonta esistono.I dirigenti devono imporre ad ogni atleta il massimo rendimento. La Juventus che ha « mortificato » i suoi sostenitori accorsi numerosi, pieni di speranze al San Paolo, non è accettabile.
Anche ai dirigenti. si richiedono ora dei sacrifici. Ieri sera il vice presidente Giordanetti ha lasciato per ultimo il traballante e silurato vascello juventino, partendo nella tarda serata da Napoli. Nel pomeriggio avevano già preso l'aereo il nuovo amministratore delegato Boniperti, il presidente Catella ed altri consiglieri. Tutti hanno degli impegni di lavoro cui non possono sottrarsi. Raggiungeranno i loro atleti a Berlino, ma per due giorni questi saranno affidati al segretario Amerio (ottimo, ma non dirigente) ed al trainer Rabitti nominato da poche settimane. In attesa di una ristrutturazione del club (general manager e cosi via) la presenza degli attuali capi è molto utile specie ora che le vicende volgono al peggio.Paolo Bertolditratto da: La Stampa 10 novembre 1969









