É il 25 Settembre 1994 e Juventus e Sampdoria si sfidano nella Quarta Giornata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1994-95 allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.
La Juventus dopo anni di magra si appresta a vincere il suo ventitreesimo scudetto con il nuovo allenatore Marcello Lippi.
La Sampdoria dal canto suo disputa un campionato dignitoso, benché fuori dalla zona europea ma lontano dalle zone pericolose della classifica.
Buona Visione!
Stagione 1994-1995 - Campionato di Serie A - 4 andata
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 25 settembre 1994 ore 15.00
JUVENTUS-SAMPDORIA 1-0
MARCATORI: Di Livio 34
JUVENTUS: Peruzzi, Ferrara C., Orlando A., Torricelli, Kohler, Tacchinardi (Porrini 77), Di Livio, Conte A., Vialli, Del Piero, Ravanelli (Marocchi 72)
Allenatore: Marcello Lippi
SAMPDORIA: Zenga, Mannini, Ferri R., Platt, Vierchowod, Mihajlovic, Lombardo, Jugovic (Salsano 79), Melli, Maspero (Serena M. 72), Evani
Allenatore: Sven Goran Eriksson
ARBITRO: Amendolia
Bene Peruzzi
Vialli opacoFerri lucido
PERUZZI 7. La parata più difficile è su Melli al 42', si getta a terra agile a deviare. Asciugato nel fisico, ci sembra in genere più pronto che in passato.
FERRARA 6,5. Non fatica con Maspero, quanto nel finale con Vierchowod, che gli rifila pure una gomitata proditoria.
ORLANDO 5,5. Non ha fortuna. Esordisce nella Juve dal primo minuto in campionato e si imbatte in Lombardo, che fa il minimo, ma quel che fa si sente. Spesso viene saltato dal sampdoriano. In fase offensiva per i compagni è un'ombra: lo vedono sbracciarsi da lontano, smarcato, però si farebbero tagliare un piede piuttosto che lanciarlo.
TORRICELLI 6,5. Autorevole, attento. Ha ragione Fusi quando teme per il proprio posto.
KOHLER 6. Partita attenta e dura su Melli (solita ammonizione). Gli scappa tre volte nel primo tempo e sono rischi.
TACCHINARDI 6. Sotto tono, poche iniziative e rare aperture,
(dal 32' st Porrini sv).
DI LIVIO 7,5. Firma il primo gol della sua carriera in serie A: un evento da raccontare ai nipoti. Grande prova, però. Inizia accentrato, migliora quando torna all'esterno.
CONTE 6,5. Una pecca: l'occasione che non sfrutta al 39'. Per il resto è il miglior juventino quando si tratta di pressare.
VIALLI 5,5. Molto lavoro, al solito. Ma non è costruttivo come nelle prime partite. Probabilmente il dolore accusato in settimana lo condiziona più del ruolo (che non ci sembra arretrato come gli anni scorsi).
DEL PIERO 7. La fotocopia del Codino: tocca cinque palloni e mette per tre volte il compagno davanti a Zenga, compresa l'occasione del gol. Chissà cosa farebbe giocando di più. Si è visto comunque che frenarlo all'ala destra è controproducente, il suo peso si avverte quando può stare dietro le punte
RAVANELLI 6. Buon inizio, molti contrasti a centrocampo. Vale discorso di Vialli con qualche scusante in più
(dal 26' st. Marocchi sv).ZENGA 6. Due tiri in porta, un gol, ma non per colpa sua.
MANNINI 5,5. Certi suoi rinvìi mettono paura e Del Piero lo salta con facilità.
FERRI 6,5. Nell'Inter era ormai un ronzino da macelleria, qui si mostra pulito negli interventi e persino lucido negli appoggi.
PLATT 6. Intelligente lo é, sa mettersi al posto giusto. Ma è scolastico, quando servirebbe inventare qualcosa.
VIERCHOWOD 7. Gioca l'ultimo quarto d'ora da centravanti fisso, al fianco di Melli. L'ultima trovata di Eriksson o una scelta generosamente disperata? Comunque da difensore mostra il solito anticipo.
MIHAILOVIC 5. Gli vediamo perdere palla e infischiarsene del recupero per mettersi a litigare con l'arbitro e la panchina. Uno dei tanti episodi che ne fanno un giocatore inaffidabile.
LOMBARDO 7. Non è in una giornata straordinaria per continuità, però che cambi di passo, che fughe. E' l'unica vera spina nel fianco della Juve.
JUGOVIC 6. Un lavoro di semplice assistenza. A chi?
(dal 34' st Salsano sv).
MELLI 5,5. Bellissimo l'avvio, abbiamo pensato che si trasformasse nel castiga-Juve. Come al solito la fiamma si è spenta, nella ripresa non s'è visto e ha sbagliato un tiro clamoroso.
MASPERO 5,5. Da seconda punta non funziona e manca la marcatura di Di Livio sul gol
(dal 26' st Serena sv).
EVANI 6. Disciplinato, come piace a Sacchi: il che non è una garanzia di buon gioco.L'arbitro AMENDOLIA 7. Partita semplice, che riesce a non rovinare.
Lippi domani in Coppa dovrà inventare la formazione: sei giocatori indisponibili
TORINO. Quante cose tutte in una volta sola. La Juve che prova l'ebbrezza dei piani altissimi della classifica, il Milan che si perde a Cremona, Di Livio che segna il primo gol in serie A, Vialli che torna a fare lo sgobbone a centrocampo con l'entusiasmo di un ragazzino e con tanti saluti a Trapattoni. Giornata che vorremmo definire storica, se non fosse che ormai le sorprese sono dietro l'angolo. Ma intanto nell'aria si diffonde una sensazione di sicurezza che per ora proietta la Juve fuori dalla precarietà. E così arrivano le frasi ad effetto.
Bettega: «Siamo sulla strada giusta e per me è una sensazione normale essere lassù. A certe abitudini del passato non si rinuncia volentieri».Anche il dottor Umberto Agnelli riesce ad essere ottimista e meno severo del solito:
«Il Milan ò diverso rispetto all'anno scorso, ma soprattutto è la Juve che ò molto cambiata. Nel primo tempo ho visto la squadra che piace a me. Ma sarebbe un errore cancellare fin d'ora i rossoneri».Se sono ottimisti i grandi capi, come si fa a non adeguarsi? Primo fra tutti Vialli, oggi anima e coscienza della Juve in carriera. Il Gianluca non è stato straripante, ma si è sobbarcato un lavoro faticosissimo e soprattutto non ha mai fatto la punta. L'anno scorso avrebbe protestato, lanciato frecciate e battutine allusive. Oggi sembra addirittura gratificato:
«Non succederà sempre che io sgobbi così, a meno che non si affrontino squadre come la Samp con una punta e tanti centrocampisti. In questi casi tutti devono sacrificarsi e in particolare chi sa stringere i denti più di altri, senza pensare ai giudizi della critica. Più avanti, però, mi auguro di fare ciò per cui mi hanno comprato».Sereno e obiettivo:
«Se vuoi vincerò qualcosa devi cercare i tre punti anche quando dovresti soltanto pareggiare come ieri. In questi casi bisogna essere bravi a sfrattare gli episodi favorevoli. Noi ci siamo riusciti al primo colpo».Vierchowod attaccante di giornata lo fa sorridere:
«Non è una novità, lo faceva anche quando ero a Genova. A forza di marcare centravanti, sa bene come ci si muove davanti».E adesso l'importante è resistere. Lippi ha rivisto una Juventus di uomini veri; Vialli, che a fine partita ha scambiato maglia ed effusioni varie con l'amico Zenga, sospende il giudi
«Speriamo di reggere, ma sarà durissima. Ci vorranno qualità fisiche e psicologiche per farcela. Oggi è la mentalità a fare la differenza».Sarà, ma senza quella zuccata di Di Livio addio evoluzioni dialettiche del Pelato. Ma il soldatino questa volta non si è fatto trovare impreparato all'appello e ha segnato il primo gol in A:
«Sono contento perché è una rete pesante, cancella la jella che mi perseguitava e mi permette di fare una dedica a Fortunato. A 28 anni mi sento un buon giocatore da Juve, ma adesso non cambierà nulla in me e per me. Farò lo stesso lavoro massacrante di prima, magari con più entusiasmo di prima. A volto sbaglio gol facili proprio per la fatica. Però, la palla in porta è davvero una bella sensazione».E poi c'è Lippi che ha l'aria di chi avrebbe voglia di dire: io lo sapevo che c'era anche un'altra Juve. Sintesi secca:
«Grande voglia, grande cuore, non era facile vincere. La squadra cresce e mi spiace che ci siano assenze importanti proprio in questo momento. Ma penso a come sarà più facile quando avrò tutti a disposizione. La Samp era uno scoglio durissimo, ma questo gruppo ha voglia di vincere».Frase ad effetto. Ma ciò che conta e che il monopolio milanista vacilla. Lippi ne prende atto con moderato ottimismo:
«Ci sono tante squadre in corsa per traguardi importanti, così al tavolo dello scudetto si siedono piti invitati».Domani la Coppa. Lippi sarà obbligato a inventarsi una formazione proprio per la partita da vincere ad ogni costo. Infatti, Kohler é squalificato, Orlando non può giocare per motivi di tesseramento e Conte non riesce a recuperare la fatica in così poco tempo. Baggio, Sousa e Deschamps sono ancora fuori combattimento. Tornerà Fusi.
Fabio Vergnano
brani tratti da: La Stampa 26 settembre 1994











