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venerdì 10 aprile 2026

10 Aprile 1996: Juventus - Udinese

È il 10 aprile 1996 e Juventus Udinese si sfidano nella nona Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1995-96 allo Stadio delle Alpi di Torino.

La Juventus, guidata in panchina dal 'maestro' Marcello Lippi, dopo aver rivinto lo Scudetto dopo ben otto anni, adesso pensa in grande. Pensano alla Champions League (che conquisteranno a Roma). Ed infatti i bianconeri non giocano come sanno in campionato e si fanno 'rubare' il titolo dal Milan. Alla fine sarà secondo posto. 

Dall'altra parte i friulani disputano un campionato nelle attese e terminano il campionato a metà classifica.

Buona Visione!




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Stagione 1995-1996 - Campionato di Serie A - 9 ritorno

Torino - Stadio Delle Alpi
Mercoledì 10 aprile 1996 ore 20:30
JUVENTUS-UDINESE 2-1
MARCATORI: Stroppa 15, Ravanelli 27, Vierchowod 84

JUVENTUS: Rampulla, Torricelli, Ferrara C., Porrini (Paulo Sousa 32), Pessotto G., Di Livio, Conte A., Deschamps, Del Piero (Vierchowod 74), Vialli (Padovano 67), Ravanelli
Allenatore: Marcello Lippi

UDINESE: Battistini G., Pellegrini (Ametrano 82), Matrecano, Calori, Bertotto, Helveg, Rossitto, Giannichedda, Desideri (Shalimov 64), Stroppa (Poggi 87), Bierhoff
Allenatore: Alberto Zaccheroni

ARBITRO: Bolognino
ESPULSIONI: Torricelli 61 (Juventus)





Nel finale i bianconeri (in dieci) superano l'Udinese in vantaggio con Stroppa 
Juve, l'orgoglio della rimonta 
Viercbowod dà la sesta vittoria consecutiva 

TORINO. Una vittoria probabilmente inutile, la sesta consecutiva, visto il successo del Milan a Cagliari, ma «bella» per come la Juventus l'ha cercata e voluta. Sotto di un gol (Stroppa, ex Milan...), in dieci per mezz'ora (Torricelli espulso), altri si sarebbero arresi. Non i campioni d'Italia. Le reti di Ravanelli e Vierchowod gonfiano le statistiche (25 punti su 27 nelle ultime nove partite) e infliggono la quarta sconfitta di fila a un'Udinese bravina nel controgioco, ma assolutamente greve e impacciata nel gestire la superiorità numerica. 
Lo sciopero, questa volta, lo fanno i tifosi: soprattutto gli abbonati. L'arena è semideserta. Il ritmo, blando. L'epurazione di Zaccheroni colpisce Oregon, Ria (squalificato), Ametrano, Shalimov e Poggi. Fra i pali c'è Battistini. Al fianco di Calori, Matrecano. Poi S. Pellegrini stilla fascia destra, in coppia con Helveg, là dove operano Pessotto e Del Piero. Quindi Giannichedda (classe 1974) a centrocampo, fra Rossitto e Desideri, molto largo, a sinistra. E Stroppa, il pendolo intorno al quale oscilla il modulo (4-4-2, 4-5-1). 

Un tiro di Desideri, alto. Un'intesa Ravanelli-Dei Piero, sventata in tuffo da Battistini. E al 16', improvviso, il gol dell'Udinese. Da Stroppa a Bierhoff, difensori svagati, cross del tedesco, rinvio sghembo di un «pretoriano» e tranciarne di Stroppa dal limite. La Juve entra in partita piano piano. Le fasce sono intasate (Pellegrini Helveg contro Pessotto-Del Piero a destra, Bertotto-Desideri contro Torricelli-Di Livio a sinistra), lo stesso dicasi del centro, alla luce del generoso prodigarsi di Rossitto e Giannichedda nella zona di Conte e Deschamps. A Madama non resta che un'arma: la velocità, il pressing. Detto fatto. 

Il pareggio è frutto, al 27', di un'azione Vialli-Di Livio e di uno splendido controllo-girata di Ravanelli dal cuore dell'area. L'Udinese barcolla. Ferrara di testa, sfiora la traversa e reclama il rigore. Vialli, su lancio di Ferrara, si scrolla di dosso Calori e timbra un palo clamoroso (31'). Lippi avvicenda Porrini, nervosetto? acciaccato?, retrocede Deschamps e propone Sousa. La Juve, adesso, preme in forze, con forza. Helveg e Pellegrini, ammoniti, ne sono la prova. Il danese, da lontano, stuzzica Rampolla. Fioccano i calci d'angolo: e su uno di questi, calibrato da Pinturicchio, Ferrara si mangia un gol fatto. Poco ci manca che la nemesi, stizzita, non punisca tanta prodigalità. Sbaglia Pessotto, e su Pellegrini assalitore solitario rimedia Rampulla, in extremis. 

Ravanelli e Vialli, su cui si affaccendano Calori e Matrecano, impegnano Battistini. Alla ripresa, la Juve palesa, qui e là, una censurabile foga. Attacca, si scopre, rischia. Nel giro di un minuto, dal 15' al 16', Battistini recupera su Ravanelli e salva su Di Livio, smarcato in diagonale da Sousa. La tensione gioca un brutto scherzo a Torricelli, espulso, al 18', per aver accompagnato la richiesta di una rimessa laterale con il gesto di voler scagliare la palla addosso al guardalinee (il signor Fiori di Ravenna), il tutto condito, probabilmente, da qualche vaffa fuori ordinanza. 

La Juve schiuma di rabbia. Shalimov sostituisce Desideri (spento), Padovano, a sorpresa, rileva Vialli. E poco dopo esce pure Del Piero, rimpiazzato da Vierchowod, Padovano e Rava nelli costringono Battistini a spericolate acrobazie. Un'incursione di Sousa semina il panico. La notizia del secondo gol del Milan, una coltellata al cuo re, gela il popolo, ma non disar ma i campioni. Fa poco, l'Udinese, per trarre profitto dal l'uomo in più. Molto poco. Troppo poco. Madama non si dà per vinta. Ha un sussulto. E al 39', mentre Rossitto, a terra, viene ammonito per simulazio ne, raddoppia. Così: angolo di Pessotto, incornata di Vierchowod. Sette minuti di recupero e finale allo spasimo: da una parte, traversa di Shalimov ed erroraccio di Bierhoff; dall'altra, tuffo di Conte e paratissima di Battistini. I tifosi tornano a ruggire. Finito è il campionato non la Juve. 

Roberto Beccantini





Il gol di Stroppa avrebbe potuto tagliare le gambe a chiunque, ma non a questa Juve. La reazione è veemente e viene coronata dal ritrovato Ravanelli e dall'antico guerriero Vierchowod. Ma nel frattempo, vinceva anche il Milan...

Riecco Penna Bianca

Dopo quasi due mesi (l'ultima volta a Napoli il 18 febbraio) Ravanelli ha potuto procedere al suo particolare rito: coprirsi la faccia con la maglia dopo il gol. Non è stato un periodo semplice, oltre a tutto con la paura di doversi sottoporre a un'operazione, ma il gol ha scacciato gli incubi. Un gol comunque importante, per dimostrare che questa Juve non si arrende.

tratto da "Il Film del Campionato - Guerin Sportivo" stagione 1995-96






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Il gol di Ravanelli (che nasconde il pallone con il corpo) consente il momentaneo pareggio alla Juventus con l'Udinese


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sabato 13 settembre 2025

13 Settembre 2014: Juventus - Udinese

É il 13 Settembre 2014 Juventus Udinese si sfidano nella Seconda Giornata del Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2014-15 allo 'Juventus Stadiumdi Torino.

La Juve é guidata dalla panchina da Massimiliano Allegri (che é subentrato al dimissionario Antonio Conte a Luglio)  mentre l'Udinese é allenata da Andrea Stramaccioni. I Bianconeri piemontesi dopo aver conquistato i precedenti tre campionati sotto la guida di Conte si apprestano a farlo anche con Allegri. 

L'Udinese dal canto suo lotta con il coltello fra i denti per evitare la retrocessione. Ci riuscirá quasi sul filo di lana.

Buona Visione! 



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Stagione 2014-2015 - Campionato di Serie A - 2 andata
Torino - Juventus Stadium
Sabato 13 Settembre 2014 ore 20.45
JUVENTUS-UDINESE 2-0
MARCATORI: Tevez 8, Marchisio C. 75
 
JUVENTUS: Buffon, Caceres, Bonucci, Ogbonna, Lichtsteiner, Pereyra (Padoin 85), Marchisio C., Pogba, Evra, Tevez (Coman 81), Llorente (Morata 89)
Allenatore: Massimiliano Allegri
 
Allenatore: Andrea Stramaccioni
 
ARBITRO: Damato




Vittoria dei torinesi che regolano allo Stadium i friulani e agguantano al comando della classifica i giallorossi a quota 6. Una rete per tempo con l'Apache e il centrocampista. Gli uomini di Allegri confermano le impressioni della prima giornata: bel gioco e fame di successi. Esordio per Evra e Morata.

TORINO – La Juventus risponde alla Roma e batte 2-0 l’Udinese allo Stadium, raggiungendo i capitolini in testa alla classifica con 6 punti. Ennesima prova convincente dei torinesi dopo l’ottimo esordio contro il Chievo Verona di due settimane fa. La squadra sembra quella dell’anno scorso: domina le partite e vince. L’Udinese ha fatto davvero poco, costretta sempre sulla difensiva e mai pericolosa in attacco.

SUBITO L’APACHE – Allegri, privo degli infortunati Vidal e Pirlo e dello squalificato Chiellini, si riaffida al 3-5-2 con alcune novità: Evra prende il posto di Asamoah sull’esterno sinistro e in attacco si rivede dal 1′ Llorente al fianco del recuperato Tevez. Difesa confermata con Caceres, Bonucci e Ogbonna davanti a Buffon. In regia Marchisio; completano il centrocampo l’ex di turno, Pereyra, e Pogba. Modulo speculare per Stramaccioni che, senza l’infortunato Domizzi, schiera Heurtaux, Danilo e Bubnjic davanti a Karnezis; in attacco Di Natale e Muriel; in mezzo al campo Allan, Guilherme e Kone, esterni sono Widmer e Pasquale. La Juve ricomincia da Verona, nel senso che domina la partita come era successo contro il Chievo alla prima giornata. Llorente come al solito difende ogni pallone, Pereyra fa il Vidal e l’intesa tra Evra e i compagni cresce col passare dei minuti.

All’8’ siamo già 1-0: azione sulla destra di Pereyra, palla sul fondo a Lichtsteiner che crossa basso; sfera sui piedi di Tevez che fa secco Karnezis con un destro rasoterra.

LA JUVE INSISTE – L’Udinese non riesce a ripartire come vorrebbe e sui lanci lunghi la difesa juventina è sempre molto attenta. I padroni di casa insistono alla ricerca del raddoppio e al 29’ Pereyra riceva un assist al bacio da Llorente, ma conclude alto da ottima posizione. Raro break friulano poco dopo con Muriel che corre a sinistra, crossa, ma Di Natale colpisce male di testa, disturbato da Ogbonna. Gli altri tentativi bianconeri sono di Tevez (cannonata alta), di Lichtsteiner (rasoterra sul fondo) e di Pogba al 39’, con Karnezis attento. Il francese ci riprova nel finale, ma ancora una volta il portiere dell’Udinese para.

BUBNJIC SEGNA MA NON VALE – A inizio ripresa Stramaccioni presenta Bruno Fernandes al posto di Muriel per avere un centrocampo più folto. Gli ospiti in effetti sono più spavaldi a provano a fare paura a Buffon che in realtà non deve mai intervenire, ottimamente protetto da Caceres, Bonucci e Ogbonna. Poi c’è Marchisio che copre per esempio su Bruno Fernandes in avvio di secondo tempo. Udinese molto pericolosa al 22’. Anzi, i friulani fanno proprio gol con Bubnjic che tocca sottoporta un tiro violento da fuori di Danilo. Per pochi millimetri il difensore pare in offside e infatti il gol viene giustamente annullato.

LA CHIUDE MARCHISIO – La rete annullata risveglia la Juventus che cerca il 2-0. Llorente si gira in area ma non trova la porta e poco dopo Tevez calcia forte ma il portiere ospite respinge in tuffo. Stramaccioni fa entrare anche Pinzi al posto di uno spento Guilherme, ma è la Juventus a segnare ancora. Minuto 30’: Tevez appoggia al limite dell’area a Marchisio che controlla e calcia forte col destro. 2-0 e tre punti in cassaforte. L’Udinese infatti non ne ha più e le forze fresche che fa entrare Allegri, Coman, Padoin e Morata, congelano il risultato. Anzi, proprio allo scadere Morata potrebbe bagnare col gol il suo esordio in bianconero, ma Karnezis è bravissimo e para. L’impressione finale è che la Juventus sia la stessa dell’anno scorso, con la stessa fame e soprattutto lo stesso gioco concreto e vincente. 

 


Un gol per tempo, un monologo mai interrotto nella prima parte di gara e l'autorevolezza della grande squadra nel chiudere la partita quando gli avversari iniziavano a farsi pericolosi. La Juve regola l'Udinese con Tevez e Marchisio e il collaudato 3-5-2, riveduto e corretto dalla mano di Allegri. 
Poteva non essere semplice visto l'atteggiamento iniziale dei friulani: Stramaccioni tiene fede alla promessa della vigilia e l'Udinese arriva allo Stadium decisa a giocare di rimessa, con uno schema che solo sulla carta è speculare a quello della Juve. Gli esterni sono costantemente sulla linea dei centrali di difesa e se ne allontanano solo quando proprio non possono farne a meno. 
Per la squadra di Allegri al contrario le fasce, specie la destra, sono la prima arma offensiva. Non c'è da stupirsi se il gol di Tevez, già più che meritato dopo appena otto minuti di gioco, nasca proprio da quella parte: Lichtsteiner si beve in velocità Danilo e Allan e da fondo piazza in mezzo all'area un pallone perfetto. Tevez appena lo vede si ingolosisce, anticipa tutti e lo piazza rasoterra alle spalle di Karnekis. L'argentino si fa così perdonare il muro involontario con cui, dopo appena due minuti di gioco, aveva stoppato un delizioso colpo di tacco di Llorente, servito sempre dalla destra, questa volta da Caceres. 
I colleghi dalla parte opposta non stanno a guardare. Pogba prende in mano il centrocampo, l'intesa con Evra cresce ad ogni azione e l'ex United arriva sul fondo in almeno tre occasioni, creando altrettanti pericoli. Anche il gioco di sponda di Llorente è efficace e per concretizzare il raddoppio, a Pereyra prima e Lichtsteiner poi, manca solo un po' di precisione. 
Quella che cerca Pogba al 40', quando forse sarebbe stato preferibile optare per la potenza: Karnekis esce scomposto su un traversone di Peryera e perde l'equilibrio, mentre il pallone arriva sui piedi del francese che prova a piazzare il rasoterra, dando al portiere dei friulani il tempo di intervenire. 
La Juve meriterebbe ben più dell'1-0 con cui chiude il primo tempo, non solo per l'ultima occasione di Llorente, in ritardo sull'invitante assist di Pereyra, ma anche e soprattutto per l'enorme mole di gioco espressa. Buffon si gode lo spettacolo da una posizione privilegiata, senza dover sbrigare nient'altro che l'ordinaria amministrazione. 
Nella stessa categoria rientra l'intervento con cui blocca, in avvio di ripresa, il destro di Allan. La prima conclusione della gara dà un po' di coraggio ai friulani e la Juve risponde con la punizione di Pogba, deviata in angolo da Karnekis. 
Rispetto al primo tempo però la squadra di Stramaccioni è più vivace. Bubnijc arriva anche a mettere in rete, deviando da due passi una conclusione di Danilo. La posizione è irregolare e il gol viene annullato, ma è chiaro che, per evitare brutte sorprese, si debba arrotondare il risultato. 
Vuoi la stanchezza, vuoi la ritrovata verve dei friulani il gioco però ora è meno brillante e serve la giocata individuale, la prodezza del campione. La confeziona Marchisio al 30', con un bolide a mezza altezza sparato dal limite. Un gol tanto bello quanto prezioso, che rispedisce al mittente i tentativi di rimonta, chiude la partita e permette alla Juve di finire in crescendo, dando anche spazio ai giovani Coman e Morata. Solo una manciata di minuti per i due ragazzi, ma già qualche notevole giocata messa in mostra: un ottimo modo per terminare la serata, con un incoraggiante sguardo al futuro. 
Redazione del Sito Ufficiale della Juventus
tratto da: Bentornata a casa Signora!



 

 
 
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martedì 19 agosto 2025

11 Marzo 2018: Juventus - Udinese

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É l'11 Marzo 2018 e Juventus ed Udinese si sfidano nella nona giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2017-18 all 'Allianz Stadium' di Torino.

Alla fine di questo campionato la squadra di Massimiliano Allegri si aggiudicerá ancora lo Scudetto. Sará il 36esimo titolo

Dall'altra parte ci sono i friuliani che navigano in cattive acque per lunghi tratti della stagione. Alla fine peró i bianconeri udinesi  si salveranno da un amara retrocessione.

Buona Visione! 


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Stagione 2017-2018 - Campionato di Serie A - 9 ritorno
Torino - Allianz Stadium
domenica 11 marzo 2018 ore 15:00 
JUVENTUS-UDINESE 2-0
MARCATORI: Dybala 20, Dybala 49

JUVENTUS: Szczesny, De Sciglio, Rugani, (c) Chiellini, Asamoah, Khedira (Matuidi 63), Marchisio C., Douglas Costa (Bentancur 88), Dybala, Sturaro, Higuain (Mandzukic 73). 
A disposizione: Buffon, Del Favero, Benatia, Pjanic, Barzagli, Howedes. 
Allenatore: Massimiliano Allegri

UDINESE: Bizzarri, Nuytinck, Angella, Samir, Widmer, Barak (Balic 70), Behrami (De Paul 76), Fofana, Ali Adnan, Jankto, Maxi Lopez (Perica 61). 
A disposizione: Scuffet, Borsellini, Zampano, Ingelsson, Pontisso, Halfredsson, Pezzella Gi. 
Allenatore: Massimo Oddo

ARBITRO: Giacomelli
RIGORI FALLITI: Higuain 38 (Juventus)
AMMONIZIONI: Chiellini 2 (Juventus); Angella 19, Perica 90 (Udinese)



Dopo la rete qualificazione in Champions, l'argentino si ripete e decide la sfida con due gol. Higuain sbaglia un rigore

TORINO - Senza sapere quanto sarebbe durato, alle 16.55 la Juventus ha rimesso il naso davanti al Napoli (risultato confermato in serata dallo 0-0 tra Inter e partenopei), senza sforzo e senza fatica. Il 2-0 sull'Udinese è di una precisione assoluta: netto, indiscutibile e chirurgico, perché i bianconeri hanno vinto con una lucidissima interpretazione della partita, che comprendeva anche l'adattamento ai limiti di giornata (un'evidente stanchezza generale e una formazione inevitabilmente rabberciata). La Juve sapeva che avrebbe dovuto saggiare, dosare, al limite soffrire e comunque calcolare e l'ha fatto benissimo, contenendo gli slanci iniziali dell'Udinese -  che aveva puntato tutto sulla possanza fisica dei suoi incursori, Barak, Jantko e Fofana - e poi dando alla partita pochi ma violenti scossoni che hanno progressivamente sfibrato l'Udinese, infine condannata con i colpo di classe, che sono quelli che hanno scritto la differenza. Non è infatti un caso che il risultato porti il marchio di Dybala, definitivamente tornato ai livelli dell'autunno scorso.

La Joya ha sbloccato il risultato con un punizione delle sue, il classico tiro mancino a scavalcare la barriera. Il fallo era stato di Angella su Higuain, che poco più tardi (37') ha perso l'occasione di chiudere la gara in anticipo, e rimpolpare il suo bottino, facendosi parare da Bizzarri (bravissimo, comunque, nel tuffarsi con tempestività alla sua destra) un rigore concesso per un altro goffo intervento di Angella, questa volta su Dybala. È il quarto rigore che quest'anno la Juve sbaglia, ognuno degli argentini ne ha sprecati due a testa e questa volta Allegri si è arrabbiato molto, perché il rigorista designato era Dybala. "Ma poi hanno deciso loro: se uno ha già segnato, vogliono che segni anche l'altro". La prossima volta, l'ordine arriverà della panchina e non verrà disatteso.
L'imprevisto non ha comunque provocato cambiamenti di traiettoria. L'Udinese ha perso presto slancio e la Juve ha controllato la situazione a suo piacimento costruendo anche qualche manovra esteticamente apprezzabile, tipo quella che ha portato al 2-0: il lancio profondo Asamoah ha raggiunto in area Higuain, il quale è stato molto bravo a difendere il pallone dai tentativi velleitari di Angella (sempre lui) fino a porgerlo al momento a giusto a Dybala, che ha giustiziato il connazionale Bizzarri con un destro puntuale e preciso. La Joya ha avuto un altro paio di opportunità per arrotondare (ottima la parata di Bizzarri al 33' st), ma in fin dei conti alla Juve interessava avere quello che avuto: i tre punti con un moderato dispendio di energie, considerato che mercoledì è già in calendario il recupero con l'Atalanta.

La Juve non ha dato spettacolo si è espressa come si deve perché ha sempre mantenuto la partita nella propria disponibilità, dominandola a livello tecnico. E questo può anche voler dire giocare bene, concetto invece non applicabile alla vittoria di Wembley dove la Juve ha invece giocato malissimo, finendo spesso in balia dell'avversario, difendendo bene solamente nell'ultimo quarto d'ora di trincea e attaccando di rado, anche se due attacchi sono stati sufficienti. Ecco perché quella di Londra può essere definita una vittoria fortunata e per molti versi casuale, mentre quella sull'Udinese è stata una vera e propria dimostrazione di forza. L'atteggiamento bianconero della domenica è stato descritto benissimo dall'intervento rude di Chiellini su Jankto dopo una novantina di secondi: il ceco stava per involarsi sulla destra e l'azzurro lo ha stroncato senza mezzi termini, beccandosi la sacrosanta ammonizione ma soprattutto facendo capire a tutti che la Juve non avrebbe indossato i guanti bianchi, per perseguire la vittoria. È anche per questa duttilità psicologica che i bianconeri vincono quasi sempre e quasi tutto.

Emanuele Gamba 



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mercoledì 16 luglio 2025

2 Marzo 1986: Juventus - Udinese

É il 2 Marzo 1986 e Juventus ed Udinese si sfidano nell'ottava giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1985-86 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

La Juventus si appresta a vincere il suo ventiduesimo tricolore con una squadra che sta vivendo sugl'ultimi spiccoli di splendore di 'LeRoiMichel Platini. Allenati da Giovanni Trapattoni (al suo ultimo campionato alla Juve prima di trasferirsi all'Inter) i bianconeri mettono a distanza la Roma di Sven Goran Eriksson vincendo 'in volata' lo Scudetto. I Giallorossi saranno protagonisti tanto di una rimonta insperata quanto di una rovinosa caduta nella penultima gara di campionato in casa contro la gia retrocesso Lecce.

Dall'altra parte c'é la squadra friulana che dopo un campionato tra alti e bassi riesce nel suo intento di evitare la retrocessione in Serie B.

Buona Visione!

  


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Stagione 1985-1986 
Campionato di Serie A - 8 ritorno 
Torino - Stadio Comunale 
domenica 2 marzo 1986 ore 15:00 
JUVENTUS-UDINESE 2-1 
MARCATORI: Briaschi 9, Miano 56, Platini 66

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini, Brio, (c) Scirea, Mauro (Pin 85), Laudrup, Serena A., Platini, Briaschi (Manfredonia 46)
A disposizione: Bodini, Caricola, Pacione 
Allenatore: Giovanni Trapattoni 

UDINESE: Abate, Galparoli, Baroni, Susic, Edinho, De Agostini, Chierico, Miano (Pasa 73), Carnevale, Criscimanni, Colombo (Barbadillo 73)
A disposizione: Brini, Storgato, Tagliaferri
Allenatore: Giancarlo De Sisti 

ARBITRO: Lanese 




La Juve parte bene ma rallenta di fronte ad una Udinese più «bella» che pratica Briaschi e Platini, poi Tacconi 
Già in vantaggio dopo 9 minuti, i bianconeri si distraggono sino al pareggio di Miano 
Risolve Platini al 67' fra le proteste friulane 
Lanese perdona a Criscimanni un fallo da espulsione sul francese
Nel finale affannoso il portiere salva il risultato respingendo un colpo di testa di Carnevale 

TORINO — Partenza sprint e gol di Briaschi, pensieri juventini magari inconsci ma palpabili a Barcellona, pareggio di Miano in avvio di ripresa, sofferenza sino al . nuovo vantaggio di Platini ricusato dai friulani, Lanese che perde definitivamente la testa, finale cattivo con i bianconeri in affanno salvati a due minuti dalla fine da una magica parata di Tacconi, su altrettanto splendido colpo di testa di Carnevale. Juventus-Udinese ha regalato tutto questo ai tifosi, assieme ad una partita a tratti persino piacevole e correttissima (sino al nervosismo degli ospiti). Partita che però è riuscita a scontentare tutti i coinvolti, i quali non avevano tempo e motivi per badare al gioco. Non è piaciuta a Trapattoni, che poteva concedere ai suoi di distrarsi a patto che avessero prima cercato il raddoppio. Non a De Sisti, per la tardiva reazione grintosa (anche troppo) dopo un'ora giocata dai suoi con il distacco ed i preziosismi tecnici degni di una squadra che sia al quarto posto in classifica, e non in zona retrocessione. 

Trapattoni aveva rinunciato inizialmente a Manfredonia, facendo rischiare l'asfissia a Bonini costretto a tamponare quasi da solo nella zona centrale del terreno dove il palleggio degli avversari non attirava l'attenzione di Platini, già con lo sguardo alla Coppa. Per fortuna rientrava bene Mauro a «coprire» e la difesa reggeva attorno ad un Scirea in palla, anche se 'piovra' Brio era costretto ad aggiustarsi spesso con braccia e gomiti per frenare Carnevale, punta davvero interessante per l'abilità di palleggio, pur se priva di scatto breve. In attacco, i bianconeri soffrivano la giornata opaca di Serena (la cosa più bella del centravanti al 4', un bel colpo di testa fuori di pochissimo, a filo di montante, su centro di Bonini), e non bastava la vivacità di Laudrup a creare pericoli per Abate, attento soprattutto nelle uscite alte. Con Edinho a far ora da libero ora da centrocampista, l'Udinese riusciva a difendersi bene con le marcature iniziali di Galparoli su Laudrup, dell'ottimo Baroni su Serena, di De Agostini nelle zona di Mauro e di Susic su Briaschi. 

Ma al 9° minuto era proprio Briaschi a sbloccare la partita: punizione di Platini dalla destra, respinta di testa di Baroni, e da fuori area gran botta al volo dell'attaccante bianconero quasi nel «sette» alla sinistra di Abate. I friulani reagivano manovrando con sicurezza. Miano (grande partita, sino all'esaurimento delle energie), Colombo e l'avanzante De Agostini sopperivano alle inutili «gigionerie» di Chierico, ed alla lentezza di Criscimanni. Al 16' proprio Colombo scavalcava Favero con un lungo lancio liberando Miano il quale, portatosi avanti il pallone con il petto, graziava Tacconi con un destro fuori bersaglio. Rispondevano Scirea con un tiro alto e Mauro con una botta dal limite bloccata in tuffo dal portiere. 

La Juve nell'intervallo dava fiato a Briaschi. Entrava Manfredonia e Bonini saliva di tono, sentendosi meglio spalleggiato. Un tiro secco di Cabrini deviato da Abate, quindi (12') l'Udinese pareggiava. Carnevale sulla sinistra aggirava Brio e crossava con traiettoria troppo lunga, ma dalla parte opposta raccoglieva Colomba che toccava rasoterra per Miano il quale con la punta del piede anticipava Favero e Tacconi. Il match diventava difficile per i bianconeri. Calciava alto Platini in mischia, ma sì faceva perdonare al 22' riportando in vantaggio la squadra con un secco rasoterra su passaggio smarcante di Mauro il quale, sulla destra, aveva bucato le linee difensiva avversarie. Ma nell'azione Abate si era scontrato con Serena restando a terra. I friulani protestavano a lungo, ma l'arbitro non accontentava capitan Edinho che voleva portarlo dal guardalinee. 

Già apparso approssimativo nella valutazione dei falli (con maggiori motivi di rammarico da parte udinese), il signor Lanese cadeva suplto dopo (24') in uno di quegli errori che lasciano il segno sulle pagelle. Criscimanni, giocatore tranquillo ma proprio per questo capace di vampate improvvise, scaricava la sua rabbia con una entrata assassina in scivolata, a forbice, su Platini. Roba da rompere una gamba al francese, e sicuramente roba da espulsione. L'arbitro estraeva timidamente un cartellino giallo rischiando di far scadere la partita in rissa. Ci pensavano i giocatori a ritrovare la calma, dopo poche altre scintille. De Sisti sostituiva gli esausti Colombo e Miano con Barbadillo e Pasa, ma era ancora la Juve ad andare vicina al gol al 36': Laudrup arrivava sul fondo e centrava per Serena che falliva banalmente il tocco. In risposta, l'Udinese metteva alle corde una Juve in affanno. Ma Tacconi non si faceva coinvolgere dalla confusione davanti a lui. A due minuti dalla fine ribatteva in volo una insidiosissima deviazione di testa di Carnevale. Adesso si che si poteva pensare a Barcellona. 

Bruno Perucca
tratto da: La Stampa 3 marzo 1986




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