Attraverso Youtube vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna.
É il 14 Ottobre 1979 e Juventus ed Udinese si sfidano nella quinta giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1979-80 allo Stadio ‘Comunale’ di Torino.
I bianconeri contendono fino all’ultimo lo Scudetto all’Inter.
Al termine del campionato peró sará solo secondo posto dietro i nerazzurri mentre l’Udinese si salva da una dolorosa retrocessione in Serie B grazie allo scandalo del Totoscommese che condanna invece Milan e Lazio.
Buona Visione!
Stagione 1979-1980 - Campionato di Serie A - 5 andata
Torino - Stadio Comunale
domenica 14 ottobre 1979 ore 15:00
JUVENTUS-UDINESE 1-1
MARCATORI: Tardelli 14, Ulivieri 26
Torino - Stadio Comunale
domenica 14 ottobre 1979 ore 15:00
JUVENTUS-UDINESE 1-1
MARCATORI: Tardelli 14, Ulivieri 26
JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cabrini, (c) Furino, Brio, Prandelli, Marocchino, Tardelli, Bettega R., Tavola (Virdis 66), Fanna
A disposizione: Bodini, Verza
Allenatore: Giovanni Trapattoni
UDINESE: Galli E., Osti, Fanesi, Leonarduzzi, Fellet, Catellani, Vagheggi, Pin L., Vriz (Riva 87), Delneri, Ulivieri
A disposizione: Della Corna, Cupini.
Allenatore: Corrado Orrico
ARBITRO: Redini
AMMONIZIONI: Gentile (Juventus); Vagheggi (Udinese)
Allo Stadio i bianconeri, in vantaggio, non trovano il gioco e si fanno raggiungere dalla matricolaLa Juventus in difficoltà contro l'UdineseSegna Tardelli e replica UlivieriLa squadra di Trapattoni, sul terreno inzuppato di pioggia, superata sul piano atletico dai friulani, solidi e abili in contropiedeTORINO — Appena sentito il sorteggio dei gironi eliminatori dei «mondiali» di Spagna, gli azzurri in bianconero hanno pensato a tranquillizzare Jugoslavia, Grecia e Danimarca (non diciamo il Lussemburgo, perché la gagliarda Udinese non merita questo confronto). La giornata era pessima, il terreno via via più inzuppato dalla pioggia, la Juventus si è adeguata completamente alla già deprimente cornice. I friulani hanno la loro parte di merito, ma non basta la loro prova a scusare la squadra di Trapattoni. Di azzurro ieri si sono viste solo le maglie degli ospiti, e alcuni sprazzi del loro gioco: non solo le triangolazioni in contropiede facili contro un avversario che attacca (male, ma attacca), anche i disimpegni stretti in uscita dalla propria area, la forza negli stacchi aerei dei difensori che hanno dominato sul tempo i diretti rivali.Sbloccatasi al gol di Tardelli. svanito il reverenziale timore iniziale. l'Udinese ha sciorinato sulla palude del Comunale il suo gioco pulito, piacevole, magari scolastico ma spesso efficace, e ha fatto conoscere l'estroso e pericoloso Vagheggi, l'intelligente Vriz centravanti a tutto campo, il solido Osti (magnifico il duello con Fanna), un centrocampo bene articolato su Del Neri e Leonarduzzi. Nulla di trascendentale, ma tutto molto ordinato e con un'aggiunta decisiva sull'andamento del match: nettissima la superiorità atletica sulla Juventus. In particolare alla distanza, le maglie azzurre hanno prevalso quasi sempre sull'anticipo, nello stacco di testa, nella corsa.Al di là delle carenze di gioco, purtroppo non nuove e aggravate dalle perduranti assenze di Causio e Scirea, è l'inferiorità atletica dimostrata dalla Juventus a preoccupare i tifosi. Tardelli, Furino, Fanna: tre soli hanno retto, e talvolta superato, gli avversari nello scontro fisico e in velocità. Gli altri sono via via calati, dopo un inizio che aveva fatto intravedere qualcosa di buono, anche se c'è il ragionevole dubbio di un avvio in soggezione degli avversari.«Per fortuna — diceva un sostenitore bianconero all'uscita dallo stadio — domenica c'è il derby».La sfida stracittadina. con tutti i suoi motivi di rivalità sportiva e di orgoglio, sembra davvero l'occasione buona (l'ultima?) offerta ad alcuni bianconeri per scuotersi da una specie di torpore che intorpidisce loro i muscoli e annebbia il cervello.Bettega, tanto per non far nomi, ieri quasi sempre assente dalla partita. Se cedono i «vecchi» cardini, come si può chiedere a Tavola e Prandelli, a Marocchino, di emergere? E' il telaio (bianconero e nazionale) che deve dare il tono, che deve consentire agli ultimi arrivati di inserirsi senza avere addosso il peso della responsabilità e delle critiche. Si può discutere per ore sul centravanti di sfondamento che quest'anno manca alla Juve: la realtà va affrontata con piena coscienza da chi va in campo.Ieri la Juve ha cominciato a traballare dalle fondamenta. Gentile e Cabrini non hanno dato una mano valida alla coppia centrale Brio-Prandelli. I titolari di ieri magari non sono convinti delle qualità dei nuovi, e i risultati contrari rischiano di aggravare una possibile frattura di questo tipo. Nella ripresa Trapattoni ha inserito Virdis: non si deve certo giudicare il rientro di un giocatore in quarantacinque minuti giocati sull'acquitrino, ma il sardo ha confermato di avere buona tecnica ma nessuna propensione a verticalizzare il gioco. Cosi, la Juve ha navigato alla deriva in lunghe fasi della partita, non apriva spazi in avanti, si trovava in difficolta a ogni contropiede largo e veloce dell'avversario. E stavolta non si può parlare di catenaccio avversario: l'Udinese si è chiusa solo quando e stata assaltata, per il resto ha giocato a calcio.
Pagelle bianconere: pochi sufficienti
Furino, Fanna, Tardelli
ZOFF — Fango sotto i piedi, una difesa lenta davanti, finisce anche lui coinvolto sul gol nel modo che considera peggiore, su cross che buca i compagni e gli spiove davanti.
CABRINI — Ha il suo da fare contro Vagheggi, deve stare in zona, rincorrere e battagliare. Ma non emerge, none più lui.
GENTILE - Troppi falli e poca spinta, gioca ma non e in condizione e si vede chiaramente dalla mancanza di lucidità e di velocita (pur tenendo conto del terreno inzuppato).
FURINO — Chi sottilizza sulle qualità tecniche dei giovani, sui «travestimenti» di molti juventini, trova almeno soddisfazione in Furino. Il cuore, dove non arriva il gioco.
BRIO — Si è visto in ogni parte del campo, encomiabilmente, ma dove e piaciuto di meno è purtroppo nel suo ruolo, quello di stopper. Impreciso anche di testa, nel calcio evidentemente il termine di misura non e il metro.
PRANDELLI — Qualche rinvio sbilenco (la pioggia?), qualche difficoltà nella posizione. Duro sostituire Scirea in una squadra che annaspa.
MAROCCHINO - Una promettente fiammata iniziale, poi si è come impantanato. Ottima tecnica, ma scarsa rapidità.
TARDELLI - Un bel gol, notevole movimento sino a quando non è stato fiaccato dal terreno e dalla confusione intorno a lui.
BETTEGA — Quasi mai visto dalla tribuna, bisognerebbe chiedere ai compagni. Risorgerà nel derby, partita che vale.
TAVOLA — Caparbio, ma anche lui lento e smarrito in un centrocampo che tocchetta più all'indietro (e di fianco) che davanti.
FANNA — Un ringraziamento a lui e ad Osti che lo marcava per averci regalato almeno un duello serio nella sconclusionata partita bianconera. Si è battuto, ha tirato. Se non è una punta, non è colpa sua.
VIRDIS — Due errori di tocco, con quel pallone saponetta, al rientro, poi si è allineato sul tono generale bianconero. Manovra bene, ma alla Juve di ieri serviva altro.
Bruno Perucca
brani tratti da: La Stampa 15 ottobre 1979









