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sabato 29 novembre 2025

29 Novembre 2015: Palermo - Juventus

È il 29 Novembre 2015 e Palermo e Juventus si sfidano nella quattordicesima Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2015-16 allo Stadio 'Renzo Barbera' di Palermo.

È una Juventus che domina il calcio italiano. Sta per concludere un altro campionato davanti a tutti. Davanti a lei c'è un Palermo che tra stenti e cambi di allenatori riesce ad evitare una dolorosa discesa in Serie B.

Buona Visione! 



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Campionato di Serie A 2015-2016 - 14 andata
Palermo - Stadio Renzo Barbera
Domenica 29 novembre 2015 ore 20.45
PALERMO-JUVENTUS 0-3
MARCATORI: Mandzukic 54, Sturaro 89, Zaza 90+3

PALERMO: Sorrentino, Struna (Rispoli 74), Goldaniga, Gonzalez G., Lazaar, Hiljemark (Quaison 60), Jajalo, Chochev, Brugman, Vazquez, Gilardino (Trajkovski 67)
Allenatore: Davide Ballardini

JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Cuadrado (Lichtsteiner 68), Sturaro, Marchisio C., Pogba, Evra, Mandzukic (Morata 66), Dybala (Zaza 83)
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Valeri



Quarta vittoria di fila dei campioni d'Italia che al Barbera non rischiano mai e ora salgono al quinto posto in classifica, a sole tre lunghezza dalla Roma. Le reti tutte nel secondo tempo con Mandzukic che la sblocca. Nel finale vanno a segno anche Sturaro e Zaza

PALERMO – La Juventus sta arrivando e le prime della classe sono tutte avvisate: dall’Inter al Napoli, dalla Fiorentina alla Roma. Sì, perché i bianconeri conquistano al Barbera la quarta vittoria consecutiva in campionato, dimostrano di aver ritrovato la convinzione di essere forti e agguantano il quinto posto in classifica con la Roma (quarta) a sole tre lunghezza di distanza. 3-0 a un Palermo che non è riuscito mai a rientrare in partita una volta subito il gol di Mandzukic nel secondo tempo. Raddoppio poi di Sturaro e tris di Zaza all’ultimo secondo.

LA JUVE PRENDE CAMPO – 4-3-1-2 per Ballardini con Brugman schierato dietro le due punte, Vazquez e Gilardino. Struna e Lazaar fanno i terzini. In mezzo al campo Hiljemark, Jajalo e Chochev. Allegri si schiera col 3-5-2 optando per Cuadrado ed Evra esterni di centrocampo. A centrocampo con Marchisio e Pogba c’è ancora Sturaro. Attacco affidato a Mandzukic e Dybala. Il Palermo parte bene occupando diligentemente ogni zona del campo. Ma ben presto la Juventus prende il sopravvento soprattutto a centrocampo dove faticano Chochev e Jajalo, mentre l’ex Dybala sembra ispirato e immarcabile. A parte i tiri da lontano di Brugman e Hiljemark, e una mancata deviazione di Mandzukic, la prima vera palla-gol arriva solo al 23’ quando Chiellini colpisce di testa dopo un angolo spedendo la sfera sul fondo. Il Palermo si fa notare alla mezz’ora con Gilardino in area, ma l’attaccante non serve Vazquez concludendo invece male da posizione troppo defilata.

CHANCE BONUCCI E DYBALA – Al minuto 34 Juventus vicinissima al gol: angolo, Bonucci è incredibilmente libero ma di testa manda la palla sul fondo. Tre minuti dopo ottimo spunto di Sturaro sul fondo destro con cross in area: Dybala colpisce di testa in anticipo sul primo palo ma non trova la porta. Il primo tempo finisce con un tiro sull’esterno della rete di Cuadrado, una conclusione alta di controbalzo di Vazquez e un mischione in area siciliana con Sturaro murato dalla difesa.

MANDZUKIC DI FORZA – La Juventus passa in vantaggio al 9’ della ripresa: Dybala attacca a sinistra e crossa lungo sul secondo palo, Sorrentino non esce, Mandzukic sovrasta di testa Struna e insacca. Ballardini prova a cambiare qualcosa inserendo al posto di Hiljemark, Quaison che va a fare coppia in avanti con Gilardino mentre Vazquez fa il trequartista con Brugman che arretra a centrocampo. Ma i rosanero non cambiano ritmo e a questa velocità è favorita la Juventus che può controllare il vantaggio senza andare mai in affanno. Buffon farà lo spettatore non pagante fino all’ultimo minuto.

LA CHIUDONO STURARO E ZAZA – Arrivano altri cambi e se Ballardini rimpiazza Gilardino con Trajkovski, Allegri inserisce Morata al posto di Mandzukic e Lichtsteiner per Cuadrado. Il nuovo entrato dei rosanero tenta subito una spettacolare rovesciata ma manca l’impatto con la sfera. Intanto entra anche Zaza per Dybala. La Juventus con questi ritmi in campo vincerebbe comunque, ma nel finale esagera e ne fa altri due. Al 44’ Pogba premia un inserimento in area di Sturaro che col sinistro non sbaglia. All’ultimo secondo dei tre minuti di recupero c’è gloria anche per Zaza: Morata controlla in area, assist per l’ex Sassuolo che con un rasoterra sul primo palo trafigge Sorrentino.




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mercoledì 24 settembre 2025

24 Settembre 2016: Palermo - Juventus

É il 24 Settembre 2016 e Palermo Juventus si sfidano nella sesta giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2016-17 allo 'Stadio Renzo Barberadi Palermo.

I Bianconeri con al timone Massimiliano Allegri vinceranno ancora il campionato. Sará il sesto consecutivo ed il terzo sulla panchina juventina per l allenatore livornese. 

Dall'altra parte invece i rosanero terminano il campionato in penultima posizione. Così sono costretti a salutare la massima serie!

Buona Visione! 

 

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Serie A - Stagione 2016-17
6a Giornata - Girone d'Andata
Palermo - Stadio Renzo Barbera
Sabato 24 settembre 2016 ore 18.00
PALERMO-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Goldaniga autorete 49

PALERMO: Posavec, Cionek, Goldaniga, Gonzalez G., Rispoli, Gazzi, Jajalo (Bruno Henrique 67), Aleesami, Diamanti, Chochev (Hiljemark 81), Balogh (Nestorovski 59)
Allenatore: Roberto De Zerbi

JUVENTUS: Buffon, Rugani (Cuadrado 31), Bonucci, Barzagli, Dani Alves (Chiellini 85), Khedira, Lemina, Pjanic (Asamoah 68), Alex Sandro, Higuain, Mandzukic
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Valeri



Nella Juve bene Dani Alves e Barzagli. Mandzukic lotta, deludono Higuain e Pjanic. Nei rosanero Posavec decisivo, Aleesami ha grandi doti, Gazzi a tutto campo. Ecco tutti i voti della partita del Barbera.

===LE PAGELLE DELLA JUVENTUS=== 
Gianluigi BUFFON 6 - Sicuro in presa, attento nelle uscite. I guanti li sporca, ma nessuna grande parata. 
Andrea BARZAGLI 6,5 - Lui fa sempre il suo dovere. Non eccelso, ma sicuro e concentrato. Doti che in queste partite tirate fanno sempre la differenza. 
Leonardo BONUCCI 6 - Un giallo (evitabile) dopo pochi minuti. Poi amministra, senza commettere ingenuità. 
Daniele RUGANI 6 - Dura meno di mezz'ora, poi lo scontro con Balogh e il problema al ginocchio. Aveva retto discretamente, brutta notizia per Allegri   
(Dal 31' CUADRADO 5,5 - Spinge e si appoggia, ma soffre la vivacità di Aleesami. Appena rientrato, sarà utile). 
DANI ALVES 7 - Gioca più palloni di tutti, recupera, imposta, mostra personalità e trova il tiro fortuito con il quale la Juventus passa in vantaggio. Un vincente nato.  
(Dal 85' CHIELLINI SV) 
Sami KHEDIRA 6 - Nessun inserimento veramente pericoloso, qualche errore di troppo, ma un pallone splendido, che Mandzukic spreca. 
Mario LEMINA 5,5 - In interdizione si fa valere. I problemi arrivano quando deve impostare e lanciare. Non serve a molto recuperare il pallone se poi lo si riconsegna agli altri. 
Miralem PJANIC 5,5 - No, non ci siamo. Mezz'ala libera, ma senza decisione e senza grandi idee. Tenero e quasi svogliato. Deve dare molto, molto di più se vuole giocare sempre titolare nella Juve.  
(Dal 68' ASAMOAH 5,5 - Entra e sbaglia subito due passaggi. Fatica a trovare ritmo e si infortuna) 
ALEX SANDRO 6 - Uno dei pochi che sembra almeno in forma. Nulla di trascendentale, ma qualche buona discesa. 
Gonzalo HIGUAIN 5,5 - Poca intesa con Mandzukic. Un tiro murato, qualche apertura. Prova opaca nel complesso. 
Mario MANDZUKIC 6 - Gioca di sponda, prettamente aerea. Va al tiro due volte nella ripresa, ma trova un grande Posavec. La sua caparbietà e la voglia di far bene non si discutono mai. 
ALL.: Massimiliano ALLEGRI 6 - Perde Rugani nel primo tempo e aggiusta la Juve con Cuadrado, provando ad alzare il baricentro. Juve poco brillante, poco coordinata e troppo imprecisa. Lemina e Asamoah insieme in campo creano danni.




Una Juve meno spettacolare rispetto alla gara contro il Cagliari, ma anche molto più attenta e cinica rispetto alla trasferta di Milano, supera di misura il Palermo con la seconda rete in due partite di Dani Alves e allunga momentaneamente in classifica, in attesa dei risultati delle inseguitrici.

Al Renzo Barbera Allegri tiene a riposo Dybala e propone Higuain e Mandzukic che, fino ad oggi, hanno giocato insieme appena un'ora nell'amichevole estiva contro l'Espanyol.

L'atteggiamento dei due attaccanti e di tutta la squadra è subito deciso e basta aspettare 12 secondi dal fischio d'inizio per vedere il primo tiro del Pipita, che alza troppo la mira dopo il suggerimento di Pjanic. Poi è il bosniaco, con un calcio piazzato da posizione defilata, a impegnare il portiere rosanero. Quindi è Mandzukic, di testa, a rendersi pericoloso, mettendo sopra la traversa. Insomma, la gara, a parte qualche sporadica avanzata dei padroni di casa, è un monologo ed è sufficiente vedere la posizione di partenza di Alex Sandro e Dani Alves, quasi sulla linea degli attaccanti, per capire quanto i bianconeri vogliano chiudere la pratica il prima possibile.

Il timbro potrebbe arrivare al 23', quando Pjanic imbecca Higuain con un lancio di 40 metri, ma il Pipita viene fermato dalla coraggiosa uscita di Posavec. Alla mezz'ora Rugani, in seguito ad un contrasto, deve lasciare il campo e al suo posto entra Cuadrado, all'esordio stagionale. Con l'ingresso del colombiano la Juve si ridisegna in un 4-3-3 e sfiora immediatamente il gol in ripartenza: Higuain allarga per Lemina che cerca l'incrocio dei pali e trova la respinta di Posavec.

La fase difensiva del Palermo è un esempio di determinazione e intensità e minuto dopo minuto si fa più precisa. La Juve non riesce a sfruttare a dovere le fasce, fa fatica a trovare l'uomo libero e il primo tempo si chiude senza sussulti.

Si apre in modo ben diverso la ripresa: dopo appena quattro minuti, al termine di un'azione infinita che sembra non trovare sbocchi, Dani Alves scarica una saetta di destro da venticinque metri. Il pallone è diretto in porta e già così sarebbe piuttosto insidioso, ma quando Goldaniga prova ad intervenire maldestramente, diventa letale. La deviazione è determinante, ma il gol va attribuito al brasiliano, che segna così la sua seconda rete in bianconero, dopo quella messa a segno appena quattro giorni fa contro il Cagliari.

Il Palermo ora è costretto a uscire dal guscio e prova ad alzare il ritmo della gara, ma la Juve ha troppa esperienza per non riuscire a gestire il gioco e il cronometro. Sono sempre i bianconeri i più pericolosi e al 21' Mandzukic sfiora il raddoppio, battendo al volo con il sinistro una corta respinta della difesa. Posavec è piazzato e alza sopra la traversa con un colpo di reni.

Il duello tra i due croati si ripropone poco dopo ed è ancora il portiere palermitano ad avere la meglio, mentre quando Mandzukic riesce a mettere in rete, deviando la punizione di Dani Alves, è in fuorigioco. Poco prima Allegri aveva operato il secondo cambio della gara, inserendo Asamoah al posto di Pjanic. Il Palermo aumenta la pressione e per qualche minuto riesce a schiacciare i bianconeri, ma non riesce a produrre nulla di più di un traversone pericoloso di Aleesami, che attraversa l'area senza trovare compagni, e di un sinistro di Nestorovski bloccato agevolmente da Buffon.

A cinque minuti dal termine Allegri torna alla difesa a tre, cambiando Dani Alves con Chiellini. A questo punto le sostituzioni sono terminate e così quando Asamoah accusa un fastidio e deve lasciare il campo la squadra deve concludere la gara con un uomo in meno. Anche in dieci però la Juve controlla gli avversari e riesce a gestirne il forcing finale, portando a casa tre punti preziosi. Un ottimo modo per iniziare il ciclo di tre mini trasferte che, dopo Palermo, vedrà i bianconeri viaggiare fino a Zagabria per la sfida di Champions contro la Dinamo, e poi ad Empoli, per l'ultimo turno di campionato, prima della pausa.






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lunedì 1 settembre 2025

1 Settembre 1985: Palermo - Juventus

É il 1 Settembre 1985 e Palermo e Juventus si sfidano nella quarta giornata del girone eliminatorio del Coppa Italia 1985-86 allo Stadio 'La Favorita' di Palermo.

La Juventus si appresta a vincere il suo ventiduesimo tricolore con una squadra che sta vivendo sugl'ultimi spiccoli di splendore di 'LeRoi' Michel Platini. Allenati da Giovanni Trapattoni (al suo ultimo campionato alla Juve prima di trasferirsi all' Inter) i bianconeri mettono a distanza la Roma di Sven Goran Eriksson vincendo 'in volata' lo Scudetto.

Per quanto riguarda la coppa nazionale i 'nostri eroi' saranno eliminati a sorpresa dal Como negli Ottavi di Finale.

Buona Visione! 



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Stagione 1985-1986 - Coppa Italia - Eliminatorie, 4ª giornata
Palermo - Stadio La Favorita
Domenica 1 settembre 1985 ore 16.30
PALERMO-JUVENTUS 1-3
MARCATORI: De Vitis rigore 19, Laudrup 22, Platini rigore 26, Serena A. 53

PALERMO: Paleari, Falcetta (Rocco 67), Cecilli, De Biasi, Benedetti, Ranieri, Pallanch (Piga 62), Ronco, De Vitis (Maiellaro 62), Majo, Di Stefano
Allenatore: Antonio Valentin Angelillo

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Mauro (Pin 69), Manfredonia, Serena A. (Bonetti I. 79), Platini, Laudrup (Pacione 65)
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Pieri C.




Si è disputata ieri la quarta giornata di Coppa Italia e la situazione negli otto gironi non è ancora completamente decisa: per conoscere i nomi delle sedici squadre qualificate alla seconda fase bisognerà attendere i risultati delle partite dell'ultimo turno in programma mercoledì prossimo 
Palermo e caldo esaltano la Juve 
Questa la situazione Siciliani per primi in vantaggio, prónta rimonta dei bianconeri nonostante, qualche affanno in difesa - 
Polverizzato il record di incasso a Palermo. 

PALERMO — E' stata festa grande. La Juventus festeggia il risultato positivo, il Palermo si consola con i progressi della squadra ma soprattutto con l'incasso che batte ogni precedente record per lo stadio della Favorita. Stavolta i portoghesi vengono bloccati a cifre ragionevoli, cosi i biglietti venduti sono 39.919 per un incasso di ben 712 milioni 500 mila lire, mezzo miliardo netto in più di quanto incassato mercoledì scorso contro la Fiorentina. Il precedente record d'incasso del Palermo, prima che l'impianto venisse ampliato, risale al derby con il Messina dello scorso campionato di serie C con 212 milioni. 

Trapattonl temeva la prima uscita alla luce del sole. C'era da cancellare l'opaco mercoledì di svogliatezza contro il Monza, c'era da fare risultato per non dare alla sfida di mercoledì..prossimo contro la Fiorentina li carattere di ultima spiaggia. C'era soprattutto da mostrare sensìbili progressi di affiatamento nel collegamenti fra i vari reparti, ma soprattutto fra vecchia guardia e nuovi rinforzi. Il bilancio è più che positivo. Alla Favorita la Juve non ha fatto sfracelli, ma ha ottenuto con grande sicurezza il risultato positivo che cercava nonostante l'handicap iniziale di un gol di svantaggio, subito in seguito a calcio di rigore. Sono bastati pochi minuti ài bianconeri per riaguantare il risultato. Prima grazie ad un'autentica prodezza del danese Laudrup, poi per un rigore con cui Platini ha riproposto in termini reali il divario di valori in campo. 

Nella ripresa, quando la Juve cercava di amministrare il vantaggio, con qualche difficoltà di fronte alle sgusciami manovre del padroni di casa, è riuscita lo stesso a mettere a segno il colpo del ko con un colpo di testa del solito Serena. Quella vista a Palermo è una Juventus che ha nei due ex daziali Manfredonia e Laudrup i due uomini più in forma, in Platini il giocatore capace di trasformare in oro ogni pallone toccato, sia che si tratti di impostare lanci per le due punte designate (Serena e Laudrup) sia che si trasformi lui stesso in attaccante (com'è avvenuto nel finale) per sfruttare due ottimi suggerimenti del giovane centrocampista Pin, subentrato a Mauro. 

Discorso a parte per la torre Serena. Nella fase iniziale resso Aldo ha dovuto sostenere una dura guerra di nervi con il suo diretto controllore Benedetti, che gli si era attaccato come una piovra, cercando di frenarlo, facendo ricorso ad ogni mezzo. Il centravanti smetteva quasi di lottare, limitandosi a protestare con l'arbitro. Ma poi alla distanza ha saputo trovare anche lui il guizzo vincente e per uno che ricopre quel ruolo è quello che conta. 

Qualche problema invece ancora una volta per il reparto arretrato che, specie nel primo tempo, si è trovato in difficoltà con attaccanti che agivano in leggerezza e velocità. Tacconi ha fatto storcere la bocca agli esteti del calcio palermitano (sono rimasti ancora allo stile di Roberto Anzolln) per alcune prese difettose, ma al momento opportuno il portierone ha tolto dalla rete almeno due tiri-gol; é la sostanza è quella che conta. 

Il Palermo gioca senza complessi ed attacca in velocità ed al 19' passa in vantaggio: rapidissima triangolazione Ronco-De Vltis-Dl Stefano appostato al centro dell'area: interviene Cabrini alle spalle del rosanero, anticipa il pallone ma poi frana sul giocatore. Pieri indica il dischetto. De Vitis insacca di precisione sulla sinistra di Tacconi. AI 23' il pareggio: Cabrini commette fallo su Pallanch sotto le tribune, l'arbitro non vede e Laudrup, ricevuto il pallone a 25 metri dalla porta, si aggiusta la sfera fradue avversari e lascia partire un autentico bolide che sbatte sul palo interno e finisce in fondo al sacco. Gran gol. 

Passano 4' ed i bianconeri vanno in vantaggio: Platini pennella un lancio per Manfredonia in area sulla sinistra e Ranieri lo contrasta, fallosamente. Pieri indica ancora il dischetto e Platini calcia. Paleari in tuffo a sinistra e pallone che si insacca beffardo rasoterra alla sua destra. Nella ripresa il gol della sicurezza per la Juve al 53': fallo di Ranieri su Platini. Calcio di punizione del francese che invita all'incornata in tuffo Serena che non si lascia sfuggire l'occasione per confermarsi goleador. 

Rino Cacioppo



Elogi del tecnico per gli attaccanti bianconeri 
Trap finalmente sorrìde 
« Questa la strada giusta» 

PALERMO — L'anziano maresciallo dei carabinieri presidia la porta dello spogliatolo della Juve con una foto a colori dei bianconeri per far apporre gli autografi. 

"Prima ho sposato l'Arma, poi la Juve ed il Palermo. Mia móglie viene dopo". 

Accontentato il maresciallo, Trapattoni può proclamare la sua soddisfazione. Ha ritrovato la Juve che si attendeva, non quella svogliata di mercoledì scorso. 

«C'erano parecchie cose da verificare, dopo la brutta prova contro il Monza, c'era da controllare lo stato psicologico e quello fisico della squadra, nello stesso tempo volevamo fare risultato», dice Trapattoni. 

«Un compito difficile — prosegue l'allenatore — contro una squadra che sapevamo insidiosa, che poteva metterci in difficoltà con il suo gioco vivace e bene orchestrato. Tutto si è puntualmente verificato,, visto che il Palermo ci ha messo sovente in difficoltà e per tutto il primo tempo ha giocato alla pari con noi». 

"Ora posso essere contento. Abbiamo compiuto un passo avanti per la qualificazione, siamo migliorati come affiatamento e sicurezza negli scambi", aggiunge Trapattoni. 

Poi il tecnico esaltala prova di Platini: 

"É invocatore capace di far grande qualsiasi squadra. Alcune sue giocate hanno dello spettacoloso. É un giocatore che non si può mai discutere, anche quando sembra che giochi sotto tono o non è al massimo della condizione. Sono contento anche per la bella partita di Laudrup, autore di un grandissimo gol. Serena ha avuto le sue brave lotte da fare con Benedetti, un giocatore che sapevo insidioso, ma poi anche lui ha saputo trovare il gol. Mi è piaciuto anche Mauro che si è sacrificato per la squadra finché è rimasto in campo. Certo non si può pretendere che uno come lui, con un caldo come quello di Palermo, corra a perdifiato per 90 minuti». 

Laudrup lamenta un bel pestone allo stinco sinistro e per questo ha lasciato il posto a Pacione, nel secondo tempo; mentre Dentarla lo cura, si schermisce per gli elogi: 

«La partita era iniziata male, con loro che sono andati subito in vantaggio. Per fortuna ho saputo agguantare presto il pareggio azzeccando quel tiro». 

Al danese vanno gli elogi anche di Platini: 

«Stavolta si faceva vedere di più e cosi ha avuto maggiori occasioni di mettersi in mostra. Che sappia giocare, nessuno lo può mettere in dubbio. Per il resto, dobbiamo ancora trovare il giusto affiatamento». 

Stavolta Platini dagli undici metri non ha sbagliato, come gli era capitato in precampionato. Pronto, Michel replica: 

«Stavolta era una partita vera, il rigore l'ho sbagliato solo in amichevole». 

Capitan Scirea: 

«Era una partita difficile. Averla vinta con sicurezza ci dà una buona iniezione di fiducia e di tranquillità, sia per la possibilità di poter passare il turno, sia in vista della prima giornata di campionato che domenica prossima ci vedrà impegnati al Comunale contro l'Avellino. Li la nostra autonomia sarà ancora più elevata dato che a Torino non ci sarà di certo questo caldo asfissiante». 

c. r. 
Brani tratti da: La Stampa 2 settembre 1985




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giovedì 5 giugno 2025

5 Giugno 1960: Palermo - Juventus

É il 5 Giugno 1960 e Palermo e Juventus si sfidano nella diciassettesima Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1959-60 allo Stadio 'La Favorita' di Palermo.

La Juve allenata in panchina dalla coppia Renato Cesarini e Carlo Parola strabiglia tutti con il suo gioco. Con un Omar Sivori e John Charles in gran spolvero. Aggiungiamoci pure Giampiero Boniperti arretrato a centrocampo i bianconeri vincono il loro Undicesimo Tricolore davanti alla Fiorentina e al Milan.

Dall'altra parte c'é un Palermo che dopo una battaglia fino all'ultima partita deve salutare la massima divisione e scendere di categoria. Davvero un altro calcio - non meno affascinante di questo moderno! Anzi!

Buona Visione!

 



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Stagione 1959-1960 - Campionato di Serie A - 17 ritorno
Palermo - Stadio La Favorita
domenica 5 giugno 1960 ore 16.00
PALERMO-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Sivori 37, Greatti 53

PALERMO: Anzolin, De Bellis, Sereni, Benedetti, Grevi, Malavasi, Vernazza, Carpanesi, Arce, Bernini, Greatti
Allenatore: Cestmir Vycpalek

JUVENTUS: Vavassori, Garzena, Sarti B., Emoli, Cervato, Colombo U., Nicolè, Boniperti G., Charles, Sivori, Stacchini
Allenatore: Carlo Parola

ARBITRO: Jonni
ESPULSIONI: Arce 88 (Palermo)



L'undicesimo scudetto ai bianconeri, la promozione ai granata
Juventus e Torino terminano in testa i campionati di calcio di serie A e B
Il Novara, salvandosi dalla C, completa l'affermazione del football piemontese.
Arrivederci per Genoa, Alessandria e Palermo 
Un nome nuovo, il Lecco, ed il Catania risalgono insieme ai granata


L'ultima giornata del campionato non ha risolto molti problemi che la classifica  proponeva, ma quel lo che rimane  e, in fondo, cosa di poco conto. Non resta che designare la terza squadra da retrocedere dalla Serie B  a quella inferiore e sarà disputato a questo scopo uno spareggio che non intralcerá però lo svolgimento dell' utimo mese dello stagione dedicato agli incontri internazionali. 

Pensiamo che la Lega fará iniziare immediatamente i tornei fra Simmenthal, Venezia e Taranto per sgombrare il terreno da quest'ultimo residuo. Sono gli ultimi sussulti del campionato, insignificanti per noi, ma ricchi di tifo e di passione per le cittá che vi sono interessate.

Il resto riguarda la Juventus, adornata dal suo undicesimo scudetto, capolista del calcio nazionale, una scuola di gioco un modello di organizazione. Il campionato é un'avventura solamente per le squadre disorganizzate. Per lo altre è semplicemente uno svolgimento di un'impresa in cui l'imprevisto viene ridotto al minimo, all'episodio casuale. Vi concorana in giusta distribuzione delle forze, in continuitá della forma, il crescendo della efficienza quindi, per gran parte, un problema di organizazione, tecnico e agonistico insieme, amministrativo e logistica. Le grandi società sono degli organismi pressoché perfetti, in cui tutte le ruote girano con ritmi uguali. Il problema del gioco costituisce naturalmente il fattore prominente, con soluzioni che variano a seconda della diversa levatura tecnica delle varie formazioni, della diversa intelligenza dei singoli, del loro diverso temperamento.

La preparazione di una squadra si basa su basi scientifiche. In scuola calcistica ha moduli e traf tati, gli allenatori non basta più che siano degli ex gincatori ma ad essi si richiede una grande capacitá didattica, una conoscenza profonda delle premesse teoriche del gioco, una notevole capacitá di assimilazione di tutto quanto viene matuando nel mondo del calcio. Le grandi squadre sono quindi il risultato di una variazione graduale e continua, volta alla ricerca del prodosto finito, passato attraverso tutti i collaudi, temprato alla fiamma delle prove piú dure. Esse richiedono, quindi grandi mezzi, u disponibilitá finanziaria solida, la possibilità di svolgere un lavoro progressivo, metodicamente e razionalmente, lungo un ciclo di anni. É un impresa enorme.

A questo tipo appartiene la Juventus. Essa é fatta non su misura nazionale, ma europea. Il suo valore ha quotazione in tutte le borse calcistiche d'Europa, il suo nome é iscritto nell'albo della grande aristocrazia calcistica continentale, fa parte di quelle grandi famiglie che costituiscono il nucleo centrale, in veritá non troppo numerosa, di un attivitá che trascende ormai il suo significato sportivo per acquistare un importanza sociale e politica. Questa sua undicesima vittoria non é quindi il felice risultato di un avventura ma il compimento di un impresa diligimente studiata sulla grande mappa della nostra organizazzione calcistica, guidata con perizia da una pattuglia di piloti e condotta a termine col passo sicuro di chi conosce la strada e sa dove vuole giungere.

Diverse, naturalmente, la figura, la situazione, la marcia del Torino. Giudicatela come volete la stagione della squadra granata resta sempre il fatto che essa é finita con la conquista di quel traguardo che costituisce il solo grande impegno assunto dai nuovi dirigenti giocatori e tifosi potevano giá dire di aver concluso la loro lunga e involta tempostosa lotta per la rinascita.

Il Torino era salito al comando del grione alla sedicesima giornata con la vittoria in trasferta sul Messina, il 10 gennaio scorso. Al primo posto é rimasto per venti domeniche ed é stato scavalcato dal Lecco proprio nel giorno in cui conquistava il diritto alla promozione. Per due domeniche la squadra granata a tallonato la giovane e valorosa avversaria e proprio sul filo di lana essa é risalita al posto che le competeva di diritto per splendore di passato e dignitá di blasone.

Il Torino ha avuto giornate di difficoltá, sono scoppiati dissidi fra i dirigenti, in formazione della squadra é apparsa in certi momenti un rebus di difficile soluzione, ora bisognatener conto del lavoro arduo di riorginazziazone resosi necessario dopo la disastrosa stagione passata quando a molti parve perfino che il vessillo sociale dovesse venire ripiegato per sempre. Una squadra da rimettere in piedi, un bilancio senza fondamenta da riassestare, un consiglio direttivo da rifare, tutta una organizazzione societaria da impiantare, un'impresa immane, come chi lavori fra le macerie di un disastro. Si sono commessi errori, ma non sappiamo chi avrebbe potuto evitarli. C'era tutta una esperienza da rifare, uomini nuovi da portare, una continuitá tecnica di gioco da ricreare, un nome glorioso da risollevare dall'umiliazione del tracollo.

Non ci sembrava quindi il caso di sopravvalutare i dissidi. La Societá ordinata e senza grane sono quelle in cui un unico mecenate comanda e dispone. Le altre tirano avanti in una polemica continua perché chiunqu concorra a puntellare il bilancio ha qualcosa da dire, e lo dice. Ora tutto é finito, il traguardo é raggiunto. Questi dirigenti che hanno trascorso un'annata tremenda, poco accorti spesso, impulsivi a tratti purtroppo, hanno tuttavia dato prova di generositá, di uno spirito di sacrificio, di una buona fede che faceva perdonare le loro impennate e meritano quindi lode anch'essi nel momento in cui tutte le fronti si spianano e gli animi si placano. Un compito anche piú arduo attende ora il Torino. La squadra torna in cantiere, i lavori di riparazione e di potenziamento si iniziano, attendiamo con fiducia il nuovo varo.

La Serie A perde due squadre di grande passato: Genoa e Alessandria. É un distacco doloroso, ma vedrete che risaliranno presto. E tornerá a brillare anche la stella del Genoa che sta passando un dei periodi piú tristi della sua esistenza.

Salgono col Torino al massimo girone, un nome nuovo il Lecco ed uno giá noto il Catania. Il calcio sta rinfrescando i suoi ranghi. Cagliari e Modena discendono in Serie C e una terza squadra li seguirá fra non molto. Dalla Serie C avanza invece una vecchia conoscenza: la Pro Patria che va a rinforzare il girone dei cadetti. La squadra bustese ebbe giá il suo periodo d'oro anni orsono quando fece parte del gruppo delle elette. Discese col Novara alla fine della stagione 1955-56 per una discesa lunga. Ora comincia a risalire e, con essa salgono Prato e Foggia nomi nuovi, virgulti giovani.

Il Novara ha cancellato del tutto domenica la sua crisi che l'aveva posta sull'orlo della retrocessione. Alla 35esima giornata era ancora al penultimoposto, alla 38esima ha seminato sette squadre alle sue spalle. Piú che una riscossa é stato uno scatto da purosange

Ettore Berra
tratto da: La Stampa 6 giugno 1960



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venerdì 14 marzo 2025

14 Marzo 2015: Palermo - Juventus

É il 14 Marzo 2015 e Palermo e Juventus si sfidano nell' Ottava Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2014-15 allo 'Stadio La Favorita - Renzo Barbera' di Palermo.

La Juve é guidata dalla panchina da Massimiliano Allegri (che é subentrato al dimissionario Antonio Conte a Luglio)  mentre il Palermo é allenato da Giuseppe Iachini. I Bianconeri piemontesi dopo aver conquistato i precedenti tre campionati sotto la guida del tecnico salentino si apprestano a farlo anche con quello livornese. I siciliani dal canto loro disputano un campionato dignitoso e terminano la stagione a metá classifica.

Buona Visione!

 

Palermo


Campionato di Serie A 2014-2015 - 8 ritorno
Palermo - Stadio Renzo Barbera
Sabato 14 marzo 2015 ore 18.00
PALERMO-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Morata 70

PALERMO: Sorrentino, Vitiello, Terzi, Andelkovic, Rispoli, Rigoni, Maresca (Jajalo 63), Barreto (Belotti 76), Daprelà (Emerson 83), Vazquez, Dybala
Allenatore: Giuseppe Iachini

JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner, Pereyra, Marchisio C., Sturaro (Vidal 46), De Ceglie (Padoin 77), Tevez, Llorente (Morata 60)
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Guida




I bianconeri controllano la gara del Barbera e quando nella ripresa lo spagnolo subentra a Llorente, arrivano i tre punti che portano a 14 le lunghezze di vantaggio in classifica sulla Roma. Il miglior modo per gli uomini di Allegri di presentarsi a Dortmund per la gara decisiva contro il Borussia

PALERMO – Un mattone pesante sulla casa chiamata scudetto. La Juventus vince ancora, espugnando il Barbera per 1-0 grazie a Morata che entra e sconfigge il Palermo, e si avvicina alla meta finale portando momentaneamente a +14 il vantaggio in classifica nei confronti della Roma. Anche con un impegno decisivo come quello di Champions League contro il Borussia Dortmund alle porte, i bianconeri tengono la testa al campionato, non disputano magari una gara memorabile ma ottengono il massimo disponibile. Nulla da fare per il Palermo, autore di un match troppo timido.

LICHTSTEINER E POCO ALTRO – Iachini schiera un 3-5-2 con il recupero di Maresca che va in regia. Difesa a tre con Vitiello, Terzi e Andelkovic; Rispoli e Drapelà sulle fasce. In attacco Vazquez e Dybala. Allegri, come prevedibile, effettua il turnover, ma nemmeno troppo viste le tante defezioni e la squalifica di Pogba. Anche per il tecnico bianconero 3-5-2 con il rientro dal 1′ di Barzagli in difesa. In attacco Llorente e Tevez. A centrocampo Sturaro, Marchisio e Pereyra con Lichtsteiner e De Ceglie esterni. Nei primi 20’ di gioco succede davvero poco. Il Palermo sta sulla difensiva chiudendo ogni spazio che la Juventus tenta di trovare. Solo Lichtsteiner sulla destra ha buoni spunti mal sfruttati però dai compagni. Il primo tiro del match è proprio dello svizzero al 13’: palla sul fondo. Poco dopo ci prova Tevez, sempre dalla distanza: Sorrentino respinge male, poi Terzi spazza.

BENE ANCHE TEVEZ – Un altro bianconero che gioca discretamente è Carlitos Tevez che va a cercare palla a centrocampo spesso e volentieri per impostare. E al 25’ assiste in area Sturaro che si inserisce ma calcia male col sinistro: sul fondo. Il Palermo, come detto, si fa vedere pochissimo davanti. L’unica azione degna di nota al 34’ quando Dybala serve Vazquez al limite, palla verticale in area per Rigoni che va giù dopo un contrasto con Chiellini. Proteste rosanero, ma non c’è fallo. Il tempo si chiude con due tiri out, guarda caso ancora a opera di Lichtsteiner e di Tevez.

DECIDE MORATA – Nel secondo tempo Allegri cambia Sturaro, toccato duro sulla caviglia, con Vidal. Tevez su punizione fa compiere a Sorrentino la prima e vera parata della partita, poi come nei primi 45’ succede poco con le squadre che giocano a ritmi bassi e senza pungere. Come spesso accade sono decisivi i cambi degli allenatori e se Iachini inserisce Jajalo al posto di Maresca, Allegri si gioca la carta Morata per lo spento Llorente. La Juventus si sveglia e si rende pericolosa con un contropiede di Pereyra e tiro di Vidal, murato. Al 25’ decide Morata: palla persa da Vazquez, lo spagnolo riceve palla al limite, defilato a destra. Si accentra, Andelkovic non riesce a contrastarlo e con un sinistro a giro infila Sorrentino sul secondo palo.

JUVENTUS IN CONTROLLO – Iachini non ha più nulla da difendere e allora inserisce anche Belotti al posto di Barreto. Ma la Juventus si copre con ordine, non concede spazi e Dybala non riesce mai a concludere se non con un tiro al volo da fuori nettamente fuori misura. Morata invece è una furia: difende nella sua area dove svetta di testa su tutti i palloni e in contropiede al 36’ potrebbe raddoppiare dopo un assist di Tevez ma conclude alto. Forcing finale rosanero sterile e i tre punti vanno a Torino.






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