É il 1 Settembre 1985 e Palermo e Juventus si sfidano nella quarta giornata del girone eliminatorio del Coppa Italia 1985-86 allo Stadio 'La Favorita' di Palermo.
La Juventus si appresta a vincere il suo ventiduesimo tricolore con una squadra che sta vivendo sugl'ultimi spiccoli di splendore di 'LeRoi' Michel Platini. Allenati da Giovanni Trapattoni (al suo ultimo campionato alla Juve prima di trasferirsi all' Inter) i bianconeri mettono a distanza la Roma di Sven Goran Eriksson vincendo 'in volata' lo Scudetto.
Per quanto riguarda la coppa nazionale i 'nostri eroi' saranno eliminati a sorpresa dal Como negli Ottavi di Finale.
Buona Visione!
Stagione 1985-1986 - Coppa Italia - Eliminatorie, 4ª giornata
Palermo - Stadio La Favorita
Domenica 1 settembre 1985 ore 16.30
PALERMO-JUVENTUS 1-3
MARCATORI: De Vitis rigore 19, Laudrup 22, Platini rigore 26, Serena A. 53
PALERMO: Paleari, Falcetta (Rocco 67), Cecilli, De Biasi, Benedetti, Ranieri, Pallanch (Piga 62), Ronco, De Vitis (Maiellaro 62), Majo, Di Stefano
Allenatore: Antonio Valentin Angelillo
JUVENTUS: Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Mauro (Pin 69), Manfredonia, Serena A. (Bonetti I. 79), Platini, Laudrup (Pacione 65)
Allenatore: Giovanni Trapattoni
ARBITRO: Pieri C.
Si è disputata ieri la quarta giornata di Coppa Italia e la situazione negli otto gironi non è ancora completamente decisa: per conoscere i nomi delle sedici squadre qualificate alla seconda fase bisognerà attendere i risultati delle partite dell'ultimo turno in programma mercoledì prossimo
Palermo e caldo esaltano la Juve
Questa la situazione Siciliani per primi in vantaggio, prónta rimonta dei bianconeri nonostante, qualche affanno in difesa -
Polverizzato il record di incasso a Palermo.PALERMO — E' stata festa grande. La Juventus festeggia il risultato positivo, il Palermo si consola con i progressi della squadra ma soprattutto con l'incasso che batte ogni precedente record per lo stadio della Favorita. Stavolta i portoghesi vengono bloccati a cifre ragionevoli, cosi i biglietti venduti sono 39.919 per un incasso di ben 712 milioni 500 mila lire, mezzo miliardo netto in più di quanto incassato mercoledì scorso contro la Fiorentina. Il precedente record d'incasso del Palermo, prima che l'impianto venisse ampliato, risale al derby con il Messina dello scorso campionato di serie C con 212 milioni.
Trapattonl temeva la prima uscita alla luce del sole. C'era da cancellare l'opaco mercoledì di svogliatezza contro il Monza, c'era da fare risultato per non dare alla sfida di mercoledì..prossimo contro la Fiorentina li carattere di ultima spiaggia. C'era soprattutto da mostrare sensìbili progressi di affiatamento nel collegamenti fra i vari reparti, ma soprattutto fra vecchia guardia e nuovi rinforzi. Il bilancio è più che positivo. Alla Favorita la Juve non ha fatto sfracelli, ma ha ottenuto con grande sicurezza il risultato positivo che cercava nonostante l'handicap iniziale di un gol di svantaggio, subito in seguito a calcio di rigore. Sono bastati pochi minuti ài bianconeri per riaguantare il risultato. Prima grazie ad un'autentica prodezza del danese Laudrup, poi per un rigore con cui Platini ha riproposto in termini reali il divario di valori in campo.
Nella ripresa, quando la Juve cercava di amministrare il vantaggio, con qualche difficoltà di fronte alle sgusciami manovre del padroni di casa, è riuscita lo stesso a mettere a segno il colpo del ko con un colpo di testa del solito Serena. Quella vista a Palermo è una Juventus che ha nei due ex daziali Manfredonia e Laudrup i due uomini più in forma, in Platini il giocatore capace di trasformare in oro ogni pallone toccato, sia che si tratti di impostare lanci per le due punte designate (Serena e Laudrup) sia che si trasformi lui stesso in attaccante (com'è avvenuto nel finale) per sfruttare due ottimi suggerimenti del giovane centrocampista Pin, subentrato a Mauro.
Discorso a parte per la torre Serena. Nella fase iniziale resso Aldo ha dovuto sostenere una dura guerra di nervi con il suo diretto controllore Benedetti, che gli si era attaccato come una piovra, cercando di frenarlo, facendo ricorso ad ogni mezzo. Il centravanti smetteva quasi di lottare, limitandosi a protestare con l'arbitro. Ma poi alla distanza ha saputo trovare anche lui il guizzo vincente e per uno che ricopre quel ruolo è quello che conta.
Qualche problema invece ancora una volta per il reparto arretrato che, specie nel primo tempo, si è trovato in difficoltà con attaccanti che agivano in leggerezza e velocità. Tacconi ha fatto storcere la bocca agli esteti del calcio palermitano (sono rimasti ancora allo stile di Roberto Anzolln) per alcune prese difettose, ma al momento opportuno il portierone ha tolto dalla rete almeno due tiri-gol; é la sostanza è quella che conta.
Il Palermo gioca senza complessi ed attacca in velocità ed al 19' passa in vantaggio: rapidissima triangolazione Ronco-De Vltis-Dl Stefano appostato al centro dell'area: interviene Cabrini alle spalle del rosanero, anticipa il pallone ma poi frana sul giocatore. Pieri indica il dischetto. De Vitis insacca di precisione sulla sinistra di Tacconi. AI 23' il pareggio: Cabrini commette fallo su Pallanch sotto le tribune, l'arbitro non vede e Laudrup, ricevuto il pallone a 25 metri dalla porta, si aggiusta la sfera fradue avversari e lascia partire un autentico bolide che sbatte sul palo interno e finisce in fondo al sacco. Gran gol.
Passano 4' ed i bianconeri vanno in vantaggio: Platini pennella un lancio per Manfredonia in area sulla sinistra e Ranieri lo contrasta, fallosamente. Pieri indica ancora il dischetto e Platini calcia. Paleari in tuffo a sinistra e pallone che si insacca beffardo rasoterra alla sua destra. Nella ripresa il gol della sicurezza per la Juve al 53': fallo di Ranieri su Platini. Calcio di punizione del francese che invita all'incornata in tuffo Serena che non si lascia sfuggire l'occasione per confermarsi goleador.
Rino Cacioppo
Elogi del tecnico per gli attaccanti bianconeri
Trap finalmente sorrìde
« Questa la strada giusta»PALERMO — L'anziano maresciallo dei carabinieri presidia la porta dello spogliatolo della Juve con una foto a colori dei bianconeri per far apporre gli autografi.
"Prima ho sposato l'Arma, poi la Juve ed il Palermo. Mia móglie viene dopo".Accontentato il maresciallo, Trapattoni può proclamare la sua soddisfazione. Ha ritrovato la Juve che si attendeva, non quella svogliata di mercoledì scorso.
«C'erano parecchie cose da verificare, dopo la brutta prova contro il Monza, c'era da controllare lo stato psicologico e quello fisico della squadra, nello stesso tempo volevamo fare risultato», dice Trapattoni.«Un compito difficile — prosegue l'allenatore — contro una squadra che sapevamo insidiosa, che poteva metterci in difficoltà con il suo gioco vivace e bene orchestrato. Tutto si è puntualmente verificato,, visto che il Palermo ci ha messo sovente in difficoltà e per tutto il primo tempo ha giocato alla pari con noi»."Ora posso essere contento. Abbiamo compiuto un passo avanti per la qualificazione, siamo migliorati come affiatamento e sicurezza negli scambi", aggiunge Trapattoni.Poi il tecnico esaltala prova di Platini:
"É invocatore capace di far grande qualsiasi squadra. Alcune sue giocate hanno dello spettacoloso. É un giocatore che non si può mai discutere, anche quando sembra che giochi sotto tono o non è al massimo della condizione. Sono contento anche per la bella partita di Laudrup, autore di un grandissimo gol. Serena ha avuto le sue brave lotte da fare con Benedetti, un giocatore che sapevo insidioso, ma poi anche lui ha saputo trovare il gol. Mi è piaciuto anche Mauro che si è sacrificato per la squadra finché è rimasto in campo. Certo non si può pretendere che uno come lui, con un caldo come quello di Palermo, corra a perdifiato per 90 minuti».Laudrup lamenta un bel pestone allo stinco sinistro e per questo ha lasciato il posto a Pacione, nel secondo tempo; mentre Dentarla lo cura, si schermisce per gli elogi:
«La partita era iniziata male, con loro che sono andati subito in vantaggio. Per fortuna ho saputo agguantare presto il pareggio azzeccando quel tiro».Al danese vanno gli elogi anche di Platini:
«Stavolta si faceva vedere di più e cosi ha avuto maggiori occasioni di mettersi in mostra. Che sappia giocare, nessuno lo può mettere in dubbio. Per il resto, dobbiamo ancora trovare il giusto affiatamento».Stavolta Platini dagli undici metri non ha sbagliato, come gli era capitato in precampionato. Pronto, Michel replica:
«Stavolta era una partita vera, il rigore l'ho sbagliato solo in amichevole».Capitan Scirea:
«Era una partita difficile. Averla vinta con sicurezza ci dà una buona iniezione di fiducia e di tranquillità, sia per la possibilità di poter passare il turno, sia in vista della prima giornata di campionato che domenica prossima ci vedrà impegnati al Comunale contro l'Avellino. Li la nostra autonomia sarà ancora più elevata dato che a Torino non ci sarà di certo questo caldo asfissiante».






