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venerdì 30 ottobre 2026

30 Ottobre 1983: Juventus - Sampdoria

È il 30 ottobre 1983 e Juventus e Sampdoria si sfidano nella settima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1983-84 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

È una Juventus piena di stelle di calibro mondiale quella che sfida una Samp in piena forma. Sarà una stagione trionfale questa per i nostri beniamini in strisce bianconere. Se in campionato arriverà l'ennesimo scudetto (è il 21esimo), in Europa si festeggia la prima (ed unica) affermazione in Coppa delle Coppe. 

Dall'altra parte i blucerchiati finiranno settimi - per un soffio fuori dalle Coppe Europee.

Buona Visione!

 

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Stagione 1983-1984 - Campionato di Serie A - 7ª giornata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 30 ottobre 1983 ore 14:30
JUVENTUS-SAMPDORIA 1-2
MARCATORI: Rossi P. 37, Brady rigore 50, Galia 75

JUVENTUS: Tacconi, Caricola, Cabrini, Bonini, Brio (Gentile 58), Scirea, Penzo, Tardelli, Rossi P., Platini, Vignola
Allenatore: Giovanni Trapattoni

SAMPDORIA: Bordon, Pellegrini, Vierchowod, Galia, Guerrini, Renica, Marocchino (Bellotto 89), Pari, Mancini, Brady, Casagrande
Allenatore: Renzo Ulivieri

ARBITRO: Lanese





Due sconfitte consecutive, momento delicato per i bianconeri (ed ora arriva il Paris Saint-Germain)
Se va così piano, la Juve non va lontano
Sfortuna e giudizi arbitrali sfavorevoli: ma ci sono anche chiare difficoltà di manovra 
La Samp, con un gioco a tutto campo, ha messo in crisi Trapattoni e la sua squadra

Due batoste alle spalle, e adesso arriva il Paris Saint-Germain. È un momento delicato per la Juventus, un misto di sfortuna e giudizi arbitrali pesanti, ma anche di chiare difficoltà di gioco. Automatismi che sfumano, vigore agonistico che manca (almeno in alcuni elementi, Bonini e Tardelli, ad esempio, e senza di loro in buona condizione il centrocampo soffre molto), difficoltà di Trapattoni nel centrare scelte tattiche che dall’esterno — dove tutto sembra più facile — appaiono non troppo azzeccate.

La somma di tutti questi «fattori contrari» ha portato alla sconfitta contro la Sampdoria. Ma forse si dimentica l’ostacolo più grosso. Ecco, proprio la Samp che gioca a tutto campo e che solo un grande Tacconi ha bloccato in avvio. Se dopo dodici minuti (lasciamo da parte la bordata di Brady, il portiere aveva buona «visibilità» sul tiro da lontano dell’irlandese) i liguri fossero stati in vantaggio di due gol—botta al volo ravvicinata di Mancini e puntata di Vierchowod — non ci sarebbe stato da gridare allo scandalo, anzi.

Ieri la Juventus ha cominciato a ritmi troppo bassi, ha avuto un buon periodo di vivacità tanto che dopo alcune prodezze di Bordon è arrivata al gol (bellissimo) con Rossi, poi si è come fermata. È stata dimenticata intanto la regola antica secondo la quale anche su un terreno di calcio bisogna battere il ferro mentre è caldo: segnato il primo gol, occorre cercare con decisione il raddoppio.

La severità di Lanese, che ha visto il rigore in un per noi normale scontro di gioco fra Tacconi e Mancini (portiere ed attaccante che «cercano» onestamente la palla e finiscono per scontrarsi), ha messo in crisi una squadra bianconera fragile, che non è più riuscita a ricucire trame di gioco già labili. Da questo disagio, il gol di Galia. Fra i liguri mancava Francis.

La Samp è andata in campo sapendo come giocare. Difesa attenta ma non chiusa (non ingannino i momenti di pressione bianconera che hanno costretto i liguri a ripiegare), centrocampo molto fitto ma molto mobile, con uomini pronti a sganciarsi per arrivare a collaborare con l’ottimo Mancini che si diceva troppo frettolosamente in crisi. Mancava Boniek, fra i bianconeri. Non è sicuramente il regista, pur essendo al momento l’elemento più in forma.

Tuttavia, la squadra è mancata sul piano tattico, non solo sul ritmo. L’avere in campo due marcatori —Brio, Caricola—e mandare il secondo sulla punta più avanzata (Mancini) ed il primo a vagare su Marocchino non è parso segno di chiarezza. Che Trapattoni credesse nella presenza di Trevor Francis? Difficile. La squadra di casa ha un minimo di vantaggio «operativo» al momento della consegna di formazioni e cartellini all’arbitro.

Piccoli misteri. Un altro è la scarsa disposizione della squadra ad usare il campo nella sua larghezza, cosa che ha invece fatto la Sampdoria (vedi gol vincente, con Casagrande al cross dal fondo e Galia pronto alla deviazione: due centrocampisti nei vuoti avversari). La Juventus in attacco raramente è arrivata al cross; si è limitata a lanci dai tre quarti di campo che sono facili prede dei difensori avversari, specie se atletici come Guerrini e Renica.

Rossi è andato poche volte a svolgere il ruolo di ala, Penzo è rimasto soffocato nel folto di compagni ed avversari, Platini si è ingolfato nella ripresa nella stessa mischia, sia pure nella lodevole intenzione di dare un apporto decisivo in attacco lasciando a Vignola compiti di raccordo. È finita, come si sa, ma l’importante è che non si continui a parlare del recentissimo passato negativo.

Ci sono il Paris Saint-Germain e il Verona alle porte. Due occasioni per scordare il peggio ed andare verso il meglio. Non bisogna pensare solo agli arbitri, bisogna invece concentrarsi sul gioco. 

Bruno Perucca 
tratto da: La Stampa 31 ottobre 1983







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Torino piange Genova ride la Roma trionfa

Genova batte Torino 2-0. Le squadre liguri sconvolgono il campionato obbligando Juventus e Torino a calarsi nella parte delle inseguitrici. Due sconfitte pesanti per gli uomini di Trapattoni e Bersellini. Soprattutto per i bianconeri che, dopo aver perso il derby, sono caduti in casa contro una Samp tornata al gol dopo tanta sfortuna. Brady ha trascinato i suoi ad una vittoria meritatissima. Dopo il rigore (sul quale si discuterà a lungo) trasformato da Brady, Galia (nella foto qui sotto) ha completato l'opera. Ora tre punti separano la Juventus dalla Roma, un distacco pesante.
Non migliore fortuna ha avuto il Torino contro il Genoa. Sotto di due gol, i granata hanno poi segnato con Schachner al suo primo centro in campionato. La «vecchia guardia» genoana ha firmato questo prezioso successo. Onofri, Antonelli e Briaschi hanno infatti trascinato i compagni alla vittoria della disperazione, sciogliendo i tifosi del Nord che avevano contestato all'inizio il presidente Fossati. Il Torino esce ridimensionato da questa partita, costretto a rivedere in parte le sue ambizioni. E mentre la Roma fugge ed il Verona stupisce sempre di più (ma l'abilità del tecnico Bagnoli è fuori di dubbio), si prepara per domenica un grande derby genovese. Saranno scintille.


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giovedì 15 ottobre 2026

23 Maggio 1993: Juventus - Sampdoria

Attraverso Youtube vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. È il 23 maggio 1993. Juventus e Sampdoria si sfidano nella quindicesima giornata del girone di ritorno del campionato italiano di calcio di Serie A 1992-93. Il tutto si svolge allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

La Juventus cerca di fermare l'egemonia del Milan che da un paio d'anni o più ammazza il campionato senza scampo. Sarà un'impresa quasi impossibile in campionato, ma tant'è che con questo Roberto Baggio (capitano e uomo simbolo della squadra in Italia e nel mondo) tutto è possibile!

Buona Visione!



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Stagione 1992-1993 - Campionato di Serie A - 15 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
domenica 23 maggio 1993 ore 16:00
JUVENTUS-SAMPDORIA 1-1
MARCATORI: Jugovic 4, Platt 47

JUVENTUS: Peruzzi, Torricelli, De Marchi (Di Canio 25), Baggio D., Carrera M., Julio Cesar, Conte A., Platt, Vialli (Marocchi 75), (c) Baggio R., Moeller
A disposizione: Rampulla, Galia, Ravanelli
Allenatore: Giovanni Trapattoni

SAMPDORIA: Nuciari, Mannini, Lanna, Walker, Vierchowod, Sacchetti, Lombardo, Jugovic, Invernizzi (Serena M. 90), Mancini (Bertarelli 81), Bonetti I. 
A disposizione: Di Latte, Chiesa E., Buso
Allenatore: Sven Goran Eriksson

ARBITRO: Pezzella
AMMONIZIONI: Moeller 59 (Juventus); Invernizzi 30, Mannini 66 (Sampdoria)






Ancora con la testa nei festeggiamenti per la vittoria in Coppa Uefa, la Juve si è svegliata tardi contro la Samp. I bianconeri sono riusciti a pareggiare con Platt, l'uomo destinato a vestire la maglia blucerchiata la prossima stagione. Al centro dell'attenzione l'ex Vialli, che durante la Domenica sportiva ha ammesso: 

"Perché no? Alla Samp ci tornerei"

tratto da "Il Film del Campionato"
del Guerin Sportivo anno 1993 n.21



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martedì 12 maggio 2026

12 Maggio 1985: Juventus - Sampdoria

È il 12 maggio 1985 e Juventus e Sampdoria si sfidano nella quattordicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1984-85 allo Stadio 'Comunale' di Torino. 

I Bianconeri sembrano più concentrati sulla Coppa dei Campioni (coppa che vinceranno nella tragica notte del Heysel) e sono lontani dalla testa della classifica del campionato. In testa, invece, c'è sorprendentemente il Verona che dopo una cavalcata splendida vince il suo primo Scudetto. 

Dall'altra parte c'è la Samp che vive una stagione storica - oltre al quarto posto finale, i ragazzi di Bersellini conquistano anche la Coppa Italia.

Buona Visione!



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Stagione 1984-1985 - Campionato di Serie A - 14 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 12 maggio 1985 ore 16:00 
JUVENTUS-SAMPDORIA 1-1
MARCATORI: Platini 57, Scanziani 76

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini, Brio, (c) Scirea, Vignola, Tardelli (Pioli 2 - Prandelli 78), Rossi P., Platini, Boniek 
A disposizione: Bodini, Limido, Koetting
Allenatore: Giovanni Trapattoni

SAMPDORIA: Bordon, Mannini, Galia, Pari, Vierchowod, Pellegrini, Scanziani, Casagrande (Vialli 62), Francis, Salsano, Mancini 
A disposizione: Bocchino, Gambaro, Paganin A., Picasso
Allenatore: Eugenio Bersellini

ARBITRO: Paparesta R.
AMMONIZIONI: Boniek (Juventus); Casagrande (Sampdoria)
ESPULSIONI: Allenatore Bersellini (Sampdoria)



Ai bianconeri non basta un gol di Platini contro la Samp che replica con Scanziani
Adesso la Juve rischia l'Uefa
Gara combattuta ed equilibrata - 
Tardelli all'ospedale: sei punti di sutura al ginocchio sinistro ferito da un'involontaria «tacchettata» di Mancini al primo minuto 
Annullato per fuorigioco un gol di Mancini 
Espulso Bersellini


TORINO La Juventus rischia di perdere l'appuntamento con l'Uefa che, dopo l'1-1 di ieri firmato da Platini e Scanziani nel quadro di una partita combattuta, equilibrata e caratterizzata da sprazzi di gioco pregevoli, è invece alla portata della Sampdoria che ha ampiamente meritato il pareggio. Rischia perché qualcosa non funziona nei meccanismi della squadra di Trapattoni, che non vince in campionato da un mese, forse frenata inconsciamente dalla finale di Bruxelles, forse vittima di una sottile tensione che le voci di mercato, le partenze di Rossi, Tardelli e quella possibile di Boniek, nonché i probabili arrivi, concorrono ad alimentare.

Qualche pedina fondamentale non riesce a ritrovare lo smalto, la brillantezza delle giornate migliori. Come Platini, che, rispetto a quello spento di Napoli, è apparso in crescendo ed ha siglato un bel gol, il 17 in campionato, ma ha giocato a corrente alternata anche per il feroce marcamento di Casagrande, ammonito dall'arbitro e poi sostituito con Vialli (61'), mossa decisiva di Bersellini che con tre punte ha rimontato. 

Come Boniek, che non lesina l'impegno (è stato ammonito) ed ha propiziato l'1-0 con un lancio alla... Platini, ma non riesce ad avere continuità e rendimento, anche perché convalescente dalla distorsione alla caviglia sinistra.

I due stranieri si sono alternati di punta al posto di Briaschi, la cui indisponibilità comincia a pesare, ma non hanno trovato grande collaborazione, in Rossi, che s'è fatto parare da Bordon una favorevole palla-gol (17') e spesso s'è trovato con le spalle alla porta, in chiara difficoltà tra Vierchowod e Pellegrini. Neppure Vignola ha tonificato il centrocampo né Bonini si è sfiancato in un doppio lavoro di appoggio e copertura che, a gioco lungo, gli ha tolto lucidità, mandandolo fuori misura, a differenza di quanto accadde nel finale della scorsa stagione, quando si rivelò elemento chiave per la conquista dello scudetto e della Coppa delle Coppe. Ha sfiorato la rete in avvio, poi ha tentato finezze senza esito. Si è messo solo in evidenza dando l'abbrivio all'azione del gol.

Problemi che la spavalda Sampdoria, malgrado l'importante assenza di Souness squalificato, ha sottolineato e che la perdita di Tardelli, ferito al ginocchio sinistro da un involontaria tacchettata di Mancini al primo minuto e trasportato in barella negli spogliatoi e poi in ospedale dove gli hanno applicato 6 punti di sutura, ha acuito.

Pioli, il sostituto di Tardelli. Non s'è inserito in partita con quell'autorità che aveva all'inizio del campionato e che sembrava addirittura proporlo per un posto fisso da titolare. Galia ha sospinto in avanti parecchi palloni senza trovare molta opposizione da Pioli che, quando era chiamato a sostenere il lavoro offensivo, appariva titubante o impreciso.

Con un centrocampo che non garantiva il filtro indispensabile, anche la difesa, che a Napoli era stata imprescindibile, ha sofferto in più occasioni sui contropiedi sampdoriani, azionati da Scanziani, Salsano e Galia che hanno avuto in Francis e Mancini (cui Paparesta ha annullato per fuori gioco il gol sull'1-1) gli elementi di maggiore spicco nonostante la buona prestazione di Brio, la generosità di Favero e la tempestività di Scirea. Tасconi ha sfoderato almeno un paio di grandi parate: la prima con uno splendido colpo di reni al 6' su un tocco volante di Casagrande servito alla perfezione da Francis; la seconda su staffilata di Mancini (36'). Ha anche respinto un pericoloso colpo di testa di Mannini (67').

Il portiere ha un po' guastato la brillante serie di interventi sull'1-1 di Scanziani (76'). L'azione, nata da un corner, era stata confusa: rimpallo tra Salsano e Scirca, tiro di Pari deviato da Vierchowod con il pallone che si allargava e Tacconi, ritenendolo ormai fuori dalla portata di Scanziani, si tuffava in ritardo e veniva trafitto dal capitano dei blucerchiati. Dopo il pareggio, Trapattoni inseriva Prandelli al posto di Pioli, che zoppicava per un dolore muscolare e, da qualche minuto, aveva chiesto il cambio.

La Juventus, più con la volontà che con lucidità e raziocinio, produceva un caotico e sterile forcing, esponendosi alle controffensive della Sampdoria che all'81', come s'è detto, andava a bersaglio su combinazione Francis-Mancini, ma il guardalinee sbandierava l'offside e Paparesta annullava, aggiungendo un'altra arrabbiatura per Bersellini, espulso al 64' perché si agitava troppo in panchina protestando per un presunto fallo di Cabrini su Mancini in area, rimasto all'imbocco del sottopassaggio. Bersellini era nervoso perché vuole a tutti i costi l'Uefa, un traguardo storico.


Bruno Bernardi




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Il gol del 1-0 di Platini

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Il gol del pareggio di Scanziani

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In uno scontro con Mancini, Tardelli ha riportato una ferita a un ginocchio che ha richiesto sei punti di sutura: ecco il bianconero che lascia il campo in barella


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sabato 9 maggio 2026

9 Maggio 1976: Juventus - Sampdoria

È il 9 maggio 1976 e si gioca allo Stadio 'Comunale' di Torino la sfida Juventus-Sampdoria. La gara è valevole per la quattordecisima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1975-76.

Alla fine di quel Campionato la Juventus finirà alle spalle del Torino Campione d'Italia con solo due punti di ritardo.

Per quanto riguarda la coppa nazionale, i nostri eroi non riusciranno neppure a superare il primo turno eliminatorio: saranno scavalcati nel girone dall'Inter. Invece la Coppa Italia la vince a sorpresa il Napoli che strapazza per 4-0 in finale l'altra sorpresa Hellas Verona.

Buona Visione!



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Stagione 1975-1976 - Campionato di Serie A - 14 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 9 maggio 1976 ore 16:00 
JUVENTUS-SAMPDORIA 2-0
MARCATORI: Capello F. 47, Furino 72

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Tardelli, (c) Furino, Morini, Scirea, Causio (Altafini 46), Cuccureddu, Gori S., Capello F., Bettega R.
A disposizione: Alessandrelli, Spinosi
Allenatore: Carlo Parola

SAMPDORIA: Cacciatori, Arnuzzo, Rossinelli, Ferroni, Zecchini, Lippi, Saltutti, Valente (Nicolini 46), Salvi, Orlandi, Tuttino
A disposizione: Di Vincenzo, Magistrelli
Allenatore: Eugenio Bersellini

ARBITRO: Michelotti
AMMONIZIONI: Tardelli (Juventus); Arnuzzo, Nicolini (Sampdoria)





Le pagelle dei bianconeri 

ZOFF è impegnato con tiri da lontano, alcuni innocui, altri fuori bersaglio. Corre un paio di pericoli nella ripresa su tiri di Nicolini (parata) e di Saltutti (fuori di poco). È battuto dalla deviazione di testa di Rossinelli, ma l'arbitro annulla per fuori gioco del Sampdoriano. Pur senza prodursi in interventi decisivi, appare rinfrancato.

GENTILE è risuschiato in avanti da Tuttino che arretra; ne approfitta per sostenere incessantemente il forcing offensivo senza perdere di vista il suo diretto avversario. Fornisce anche il passaggio che consente a Furino di segnare il secondo gol.

TARDELLI S'improvvisa, come di consunto, ala sinistra: effettua poderosi allunghi che, spesso, si concludono con il cross. Ripiega in retrovia riuscendo a tenere a bada Orlandi. Una prova all'altezza della sua fama. 

FURINO Sgobba per due con impegno. Lavora con ordine numerosi palloni e compie un piccolo capolavoro nell'azione del secondo gol: supera in slalom due avversari ed il portiere, poi, da posizione angolatissima, infila in rete, ala pure con pure la leggera deviazione di Zecchini.

MORINI Cura l'unica punta della Sampdoria, Saltutti. Lo neutralizza senza sforzo, essendo in forma perfetta. Si concede anche una magnifica galoppata offensiva impegnando Cacciatori con un tiro dal limite. Solo una volta, e grazie ad un fortunato tackle, Saltutti riesce a concludere, sfiorando l'incrocio dei pali.

SCIREA si sgancia spesso, sfiora anche il gol. Sostiene centrocampo e attacco ma anche in fase difensiva è puntuale a stroncare i rari contrattacchi sampdoriani

CAUSIO Non brilla. Un dolore al piede sinistro, accusato verso la mezz'ora, né limita il rendimento e Parola, nell'intervallo, lo sostituisce con Altafini.

ALTAFINI Gioca sulla destra, al posto di Causio. Arretra per disturbare gli inserimenti di Arnuzzo. Non tocca molti palloni ma non sbaglia un passaggio. Un suo scatto irresistibile, con passaggio a Gori (non sfruttato), è sottolineato dagli applausi. Esplode un gran destro ma Cacciatori gli nega il gol.

CUCCUREDDU - Gioca mezzala e risulta tra i migliori in campo. Effettua diversi tiri senza fortuna: a volte difetta di precisione. Su punizione prepara il gol di Capello.

GORI soffre, più degli altri, il terreno allentato. Chiuso nella morsa Ferroni-Lippi non riesce a farsi luce per il tiro. Per esprimersi al meglio ha bisogno di spazi che il bunker sampdoriano gli nega.

CAPELLO presidia con autorità il centrocampo, benché sia tallonato da un mastino come Mossinelli, e smista utili palloni: bello il cross dal fondo campo per Bettega che, di testa, sfiora il gol. Sblocca il risultato con un preciso colpo di testa, sfruttando un'indecisione della difesa sampdoriana.

BETTEGA fallisce di un soffio un paio di occasioni. Segna nella ripresa, ma l'arbitro annulla per fuori gioco di Gori. S'impegna a fondo, ma non è facile giocare contro una squadra arroccata. 

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 10 maggio 1976



Bella prova della Juve (che spera ancora) contro la tenacissima Sampdoria.
Solo un miracolo potrebbe portare allo spareggio del 20 maggio.
Intanto il tecnico si difende dagli attacchi dei tifosi e accetta di comparire questa estate in crociera - davanti al tribunale del Guerin Sportivo
Processo a Parola (ma in alto mare)

TORINO I tifosi hanno abbandonato la Juventus. Ad assistere alla partita dell'arrivederci, c'erano solo 6.058 paganti. Aggiungiamoci pure i 17 mila abbonati, si è sempre al livello di Serie B. La Juventus, campione d'Italia, non meritava questa umiliazione nella partita dell'arrivederci. 
Dice Parola con amarezza: 
"Abbiamo due punti in più dell'anno scorso. Con la partita di Perugia possiamo migliorare ancora. Se facciamo meglio dell'anno scorso, voglio vedere chi ha il coraggio di sputarmi in faccia!" 

L'alibi di Parola sono le cifre. L'allenatore vuol dimostrare che la Juventus perderà lo scudetto perché il Torino si è comportato da mostro.
È stato scritto che per Parola quella con la Sampdoria era la partita dell'addio, diciamo pure del licenziamento. Può anche essere, però Parola ci tiene a specificare che non è stato lui a dire questo, come invece ha scritto qualche giornale: 
"Non ho mai detto che lascio la Juventus, se ne riparlerà a fine campionato." 
Ammette però che qualche colloquio sul futuro con Boniperti c'è stato, ma aggiunge: 
"Queste sono cose nostre, non posso renderle di dominio pubblico" 
È difficile indovinare il domani della Juventus. L'allenatore della squadra femminile di basket del Fiat, il cubano Gonzales, ha fatto sapere di essere già stato ingaggiato dalla Juventus come preparatore atletico. Il che fa supporre che Boniperti, risolto il problema del training, punti semmai su un allenatore giovane e docile, disposto ad obbedire ai suoi ordini.
Però quest'anno la Juventus aveva speso quasi due miliardi e s'era rinforzata con Tardelli e Gori per vincere lo scudetto, la Coppa dei Campioni e la Coppa Italia. Due traguardi sono stati mancati, il terzo è appeso ad un sottilissimo filo. C'è già materia per fare un processo all'allenatore. E Parola, molto sportivamente, ha accettato di essere processato dalla speciale giuria del « Guerin Sportivo ». Lo metteremo sul banco degli imputati durante la solita crociera su una nave della Linea C, dove l'anno scorso fu processato (e assolto) Fulvio Bernardini. Qualcuno dirà magari che assieme a Parola si dovrebbe processare anche Boniperti e noi ci auguriamo che il presidente tecnico della Juventus accetti di dividere il capo di imputazione con l'allenatore da lui scelto e fermamente difeso.

Non si sa invece cosa pensa Gianni Agnelli, perché domenica allo stadio non si è visto. È troppo impegnato con la politica per poter pensare anche alla Juventus. Aveva già detto di sì a La Malfa, per presentarsi nella lista del PRI. Poi suo fratello Umberto gli ha rivelato che a sua volta aveva già accettato l'invito della Democrazia Cristiana. A questo punto all'Avvocato è sembrato assurdo che un fratello si presentasse in un partito e l'altro in un altro. Ha così declinato l'invito del PRI e La Malfa si è arrabbiato da morire.

Si è parlato di politica anche in casa della Sampdoria. Il presidente Lolli Ghetti ha annunciato di aver querelato (tramite l'avvocato genoano Ugo Maria Failla) «La Repubblica » che l'ha accusato di aver finanziato il golpe liberale di Edgardo Sogno. Lolli Ghetti è iscritto al PLI, non poteva tollerare il sospetto di aver versato milioni a un complotto liberale e si è rivolto al tribunale.

Quanto alla squadra ormai Bersellini (che nella prossima stagione potrebbe cedere la panchina a Luis Suarez o a Liedholm) spera in San Gennaro e nei dirigenti della Sampdoria che sono molto amici del presidente del Napoli Ferlaino. Per la sconfitta di Torino, come al solito, l'allenatore ha scaricato tutte le colpe sui giocatori che lasciano gli avversari liberi di segnare. I giocatori a loro volta sono furibondi con i dirigenti che hanno negato il premio salvezza.

Infine negli ambienti della Juventus si definisce fanta-calcio quanto ha scritto il "Corriere d'Informazione". Secondo il quotidiano milanese della Sera, la Juventus perderà lo scudetto per colpa di Boniperti, che il 17 marzo rifiutò un ritocco al premio scudetto fissato precedentemente in 8 milioni.

Elio Domeniconi
tratto dal Guerin Sportivo anno 1976 nr.20




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Fabio Capello, il ragioniere della Vecchia Signora, leva i pugni al cielo. È la gioia della vittoria e della speranza; speranza di arrivare almeno a uno spareggio con il Torino, che a Verona ha compiuto un mezzo passo falso, andando ad impattare con gli attenti uomini di Valcareggi. Dietro a Capello, Altafini sorride. Sarà ancora lui il match-winner?

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La Juventus ha battuto, con il punteggio classico di 2 a 0, la pericolante Sampdoria. Ha aperto le marcature Fabio Capello che, con un perfetto stacco da terra, colpisce di testa battendo così l'incolpevole Cacciatori. Una volta sbloccato il risultato, la Juve ha cercato di rimpinguare il bottino, ma la precipitazione e l'ottimo guardiano ospite glielo hanno impedito. C'è voluto un grande Furino (coraggioso e indomito come sempre) per raddoppiare. Nella foto vediamo appunto Furino che, dopo un vertiginoso slalom da metà campo, evita anche Cacciatori e depone la sfera in fondo alla rete ospite. Per la Juve c'è ancora un filo di speranza per arrivare allo spareggio con i cugini del Torino, mentre per la Sampdoria la classifica si aggrava ulteriormente. Al prossimo turno... la verità

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Ferroni, di testa, anticipa Gori, pronto a colpire di testa nella porta ormai vuota

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