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venerdì 6 febbraio 2026

6 Febbraio 1977: Juventus - Sampdoria

Attraverso Youtube vi offriamo un altro gustoso ricordo di questa odierna. 

É il 6 Febbraio 1977 Juventus e Sampdoria si sfidano in questa gara valevole per la quindicesima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1976-77 allo 'Stadio Comunaledi Torino.

É un campionato dominato dalle squadre piemontesi questo. Con Torino e Juventus 'abbracciate' in un appassionante testa a testa fino a fine campionato. Alla fine trionferanno i bianconeri per un solo punto in un duello entrato nella storia. Dall'altra parte c'é una Samp che nonostante lotti fino all'ultimo dovrá salutare la Serie A a malincuore.

Buona Visione!


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Stagione 1976-1977 - Campionato di Serie A - 15 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 6 febbraio 1977 ore 15:00
JUVENTUS-SAMPDORIA 3-0
MARCATORI
: Tardelli 34, Tardelli 41, Bettega R. 76

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Gentile, Furino, Morini, Scirea, Causio, Tardelli, Boninsegna, Benetti, Bettega R.
Allenatore: Giovanni Trapattoni

SAMPDORIA: Cacciatori, Arnuzzo, Callioni, Valente, Zecchini, Lippi, De Giorgis, Bedin, Bresciani, Savoldi, Tuttino
Allenatore: Eugenio Bersellini

ARBITRO: Prati



Le Pagelle dei Bianconeri 
Un "barone" in gran vena 

ZOFF — Per settantacinque minuti resta praticamente inattivo, poi compie una difficile parata su colpo di testa ravvicinato di Bedin, si ripete su un cross dell'ex interista e chiude con una deviazione accademica In angolo su tiro di Savoldl II. Tanto basta per meritare il premio-partita. 

CUCCUREDDU — Tiene sotto controllo De Giorgis e lo cancella dalla gara senza sforzo apparente. Prudentemente resta nella sua zona per evitare sorprese in contropiede. 

GENTILE — Comincia su Savoldl, poi si sposta a sinistra, su Valente, nel settore che gli è più congeniale per i suoi inserimenti offensivi. Talvolta pasticcia ma alla fine, tirando le somme. Il suo rendimento risulta sufficiente. 

FURINO — Prima di prendere in consegna Savoldl II, giostra fra Valente e Tuttino, poi trova la posizione, ma non gli spazi. Fornisce il cross che consente a Tardelli di sbloccare il risultato e migliora nella ripresa annullando Savoldi. 

MORINI — Se la vede con Bresciani e gli prende subito le misure. Si produce in un affannoso recupero su un contropiede, ma governa senza problemi la situazione e si sgancia qualche volta per alleggerire il lavoro dei centrocampisti. 

SCIREA — Discusso a Roma, torna immediatamente sui livelli abituali di rendimento offrendo una prestazione senza sbavature in fase difensiva: si sgancia al momento opportuno ma i suoi spunti non hanno esito.

CAUSIO — Soffre in avvio per la strettissima marcatura di Arnuzzo poi riesce a farsi luce per Il tiro, mette lo zampino nelle due reti di Tardelli ed é protagonista di una ripresa ricca di spunti brillanti. Sfiora il gol un paio di volte. É senz'altro II miglior bianconero. 

TARDELLI — É il mattatore della partita: firma due gol, con destri imparabili che riscattano ampiamente una prima mezz'ora costellata da incredibili errori. Anche il terzo gol di Bettega é merito suo. Alla fine risulta la carta vincente stroncando Tuttino, l'uomo che era riuscito a scompaginare i piani tattici della Juventus nella fase iniziale. 

BONINSEGNA — Callioni lo segue come un'ombra e gli rende la vita dura (c'è anche un diverbio che sfugge all'arbitro) per tutto il primo tempo. Nella ripresa, quando le maglie della difesa sampdoriana si allargano, anche Bonimba cresce di tono e sfiora tre volte il gol senza fortuna. 

BENETTI — Gira a vuoto nella fase più critica della partita, poi trova la posizione e si rende molto utile fornendo due bei passaggi-gol a Bonlnsegna. A risultato acquisito concede a Bedin l'unica palla-gol per la Sampdoria. 

BETTEGA — Non é li miglior Bettega e Zecchini lo blocca di piede e di testa per tutto il primo tempo. Nella ripresa, su cross di Tardelli, fallisce il gol con uno spettacolare colpo di testa in tuffo. E' pronto a ribattere in rete una palla sfuggita a Cacciatori. 

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 7 febbraio 1977




Il campionato 1976-77 tira le somme e il giro di boa mette in vetrina una primizia-record: il Toro (grazie a Pulici nuovamente in odore di... gol) e la Juventus (grazie a Tardelli goleador come all'esordio nel Pisa) si laureano "campioni d'inverno" a pari punti e Torino diventa la capitale del calcio europeo. Bagarre - invece tra le damigelle: l'Inter ritrova i gol di Muraro e la Fiorentina morde la coda a un "ciuccio" in crisi. Come dire, le premesse ci sono...
Lady Italia e Mister Europa

CAMPIONE D'INVERNO non è stato né il Re (Torino) né la Regina (Juventus). Al giro di boa si trovano a braccetto, e naturalmente Torino esulta per questa dominazione sabauda. Gli storici de «La Stampa» hanno ricordato, con legittimo orgoglio, che 

"non era mai accaduto nella storia del campionato di serie A che due squadre della stessa città si trovassero in testa alla classifica a pari punteggio alla fine del girone d'andata come capita invece ora a Torino e Juventus. Nemmeno Inter e Milan nei periodi del loro massimo fulgore si trovarono in un'identica situazione". 

Il Torino è l'unica squadra imbattuta di tutta Europa, un record che difficilmente sarà eguagliato. E la città esulta perché con la Juventus e Torino che vanno a braccetto non si tratta più del predominio di una squadra, ma di un'intera città. Agnelli e Pianelli sono i nuovi imperatori del calcio italiano. Dietro di loro hanno fatto il vuoto.

JUVENTUS-SAMPDORIA 3-0
Prima lezione di piemontese

TRAPATTONI HA VINTO facilmente il duello con Bersellini, perché l'allenatore della Sampdoria si è fatto harakiri. Bersellini ci teneva a far bella figura a Torino, perché l'anno scorso era stato sino all'ultimo in ballottaggio con Trapattoni per allenare la Juventus. Poi Boniperti aveva puntato sull'ex-milanista, anche perché non rientra nello stile-Juventus portar via gli allenatori alle altre società e la Sampdoria aveva già proposto a Bersellini il rinnovo del contratto. Dopo aver letto la relazione del suo osservatore di fiducia, Onesti, (che per inciso non è il presidente del CONI ma un famoso sarto di Fidenza) Bersellini si era convinto che per bloccare la Juventus era necessario neutralizzare le due punte Boninsegna e Bettega, e inaridire la fonte del gioco, l'estroso Causio. Il piano è stato preparato nei minimi particolari e applicato alla perfezione. Ma bloccati i cannonieri e l'ala tattica, ha dilagato il centrocampo: Tardelli ha segnato i primi due gol e ha fatto segnare il terzo a Bettega. Tardelli, tra l'altro, è un ex mancato, perché la Sampdoria si era mossa prima degli altri. Ha confidato al Guerino il general manager Lazzarini: 

"Visto che tutte le relazioni del nostri talent-scout parlavano di Tardelli come di un fenomeno, Lolli Ghetti voleva comprarlo a tutti i costi. Già a marzo aveva convocato Beltrami a Genova, l'avevo accompagnato io nella sede della flotta. Il nostro presidente era disposto a offrire 350 milioni per la comproprietà. Ma il direttore sportivo del Como non volle impegnarsi, sicuro che avrebbe strappato di più, come è infatti avvenuto". 

Domenica il mattatore Tardelli ha voluto dimostrare all' Onassis italiano che aveva sbagliato a non offrire di più. Pur di avere Tardelli, a Lolli Ghetti conveniva vendersi una nave. Se avesse Tardelli oggi la Sampdoria non sarebbe in zona retrocessione. Tuttavia i dirigenti sono sicuri di salvarsi anche quest'anno. Dopodiché faranno la rivoluzione. E' già stata programmata. L'anno prossimo forse non ci sarà più Bersellini in panchina e mancherà anche Bedin in campo. Anzi si può dire che Bersellini rischia di perdere il posto per via di Bedin. L'ex interista ha già creato una frattura tra l'allenatore e il preparatore atletico. Bersellini e Onesti sono amici fraterni, come Castore e Pollucce. Ma secondo Onesti, Bersellini (che si atteggia a duro ma in fondo è un timido) si fa plagiare da Bedin. Si è saputo che è stato Bedin a convincere Bersellini a sbolognare il suo rivale Salvi al Vicenza. Ed è lui a dare l'ostracismo a Valente che per i suoi gusti corre troppo.

La vittoria sulla Samp ha riportato il sereno nel clan della Juventus. Ma i tifosi cominciano a credere che Trapattoni abbia sbagliato a dar via Damiani, dopo quanto Pruzzo ha dichiarato a «Stampa sera». Il bomber del Genoa ha fatto notare a Giorgio Bidone: 

«Perché si scommette soltanto sui gol di Graziani, di Pulici e i miei? In queste scommesse dovrebbe entrarci anche Damiani perché i gol li fa pure lui e l'ha dimostrato anche quest'anno. Anzi proprio quest'anno più di altre volte. Mi pare che si sia comessa un'ingiustizia nei suoi confronti».

Pruzzo è grato a Damiani perché l'ex juventino gli ha pure fatto segnare parec chi gol, si sta rivelando una spalla preziosa. I gemelli d'Italia, adesso sono loro. Eppure dopo aver firmato il contratto con la Juventus Trapattoni disse a Boniperti di dare pure via Damiani, perché non gli serviva. Aveva deciso di utilizzare Causio all'ala destra anche nella Juventus come in Nazionale e garanti che nessuno sapeva fare i cross meglio di Causio. L'astuto Boniperti però si è garantito. E nella previsione che Damiani si affiatasse con Pruzzo aveva fatto mettere una clausola per la quale la Juventus può riprendersi Damiani a fine campionato, versando 100 milioni di risarcimento danni al Genoa. Siccome la Juventus ha pure un'opzione per Pruzzo, il sogno di Boniperti è quello di portare a Torino entrambi i gemelli del Genoa. Ma sa che il suo compito è difficile. Perché a Genova scoppierebbe il finimondo.

Elio Domeniconi
tratto dal Guerin Sportivo anno 1977 nr.6



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Continua, da parte della Juventus la politica dei giovani. Contro la Lazio è toccato a Cabrini che, chiamato a sostituire Gentile, si è comportato da veterano. La prova migliore, con gli azzurri di Vinicio, l'ha comunque fornita Tardelli che vediamo tirare nonostante il tentativo di contrasto di Pighin. Con il pallone in fondo alla rete  Pulici è a terra: Tardelli da parte sua è felicissimo e la sua gioia risulta particolarmente evidenziata dal primo piano riprodotto sopra a destra. 

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Per fermare un'azione travolgente di Cabrini, Pighin ha dovuto far ricorso alle maniere forti in area. Del tiro dagli undici metri si è incaricato Boninsegna sul cui sinistro dal dischetto, Pulici non ha potuto fare assolutamente nulla. Grazie alla vittoria conseguita sulla Lazio, la Juve continua la sua marcia di testa pur se in coabitazione con i cugini del Torino. E questa corsa a due, secondo molti, si concluderà soltanto alla fine del campionato. Anche se c'è chi prevede (sperandolo) un superspareggio tutto sabaudo da disputare la domenica successiva alla fine del torneo


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mercoledì 5 novembre 2025

18 Maggio 1977: Athletic Bilbao - Juventus

É il 18 Maggio 1977 ed Athletic Bilbao e Juventus si sfidano nella gara di ritorno della finale dellla Coppa UEFA 1976-77 allo Stadio 'San Mames' di Bilbao (Spagna).

In Italia é un campionato dominato dalle squadre piemontesi. Con Torino e Juventus 'abbracciate' in un appassionante testa a testa fino a fine campionato. Alla fine trionferanno i bianconeri per un solo punto in un duello entrato nella storia. 

In Europa si cerca intensamente la prima coppa!. Infatti questa arriva nella 'Cattedrale' di 'San Mames' dopo un aspra battaglia persa (ma la regola dei gol in trasferta premia i bianconeri).

Ripercorriamo in questo post la seconda sfida di quella storica finale. Qui potete riassaporare la gara di andata.

Buona Visione!  



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Stagione 1976-1977 - Coppa UEFA - Finale, ritorno
Bilbao - Stadio San Mames
mercoledì 18 maggio 1977 ore 19:00 
ATHLETIC BILBAO-JUVENTUS 2-1
MARCATORI: Bettega R. 7, Irureta 12, Carlos 78

ATHLETIC BILBAO: Iribar, Lasa (Carlos 64), Escalza, Villar, Guisasola, Alexanco, Dani, Irureta, Amorrortu, Churruca, Rojo J.F. 
A disposizione: Zaldua, Onaederra, Madariaga, Rojo J.A. 
Allenatore: Luis María "Koldo" Aguirre

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Gentile, (c) Furino, Morini, Scirea, Causio, Tardelli, Boninsegna (Spinosi 60), Benetti R., Bettega R. 
A disposizione: Alessandrelli, Cabrini, Marchetti A., Gori S. 
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Linemayr (Austria)
AMMONIZIONI: Benetti R. 63, Tardelli 70, Gentile 87 (Juventus)


 

LE PAGELLE DEI BIANCONERI 
BETTEGA IL MIGLIORE 

ZOFF — Serata drammatica per lui. Con gli assembramenti che si sono creati nei suoi pressi non ha potuto vivere una partita tranquilla. Gli è toccato saltare spesso in groppa a grappoli di colleghi e avversari, subendo cariche e rinviando il pallone come meglio poteva. E' stato bravo su un sinistro scagliatogli da Churruca nel primo tempo e su un tentativo molto ardito di Rojo I al 24' della ripresa. E' stata, la sua, una partita all'altezza della situazione, e comunque largamente sopra la sufficienza. 

CUCCUREDDU — Ha badato, come tutti del resto, a limitare la pericolosità del diretto avversario, Rojo I. Ha disputato 90 minuti puliti e ordinati. Gli è mancato un po' di fuoco e la possibilità di inserirsi avanti, in appoggio al centrocampo e all'attacco. Poiché il suo avversario cambiava spesso posizione con diagonali attraversamenti del campo, ha speso molte energie. Anch'egli ha patito il gioco alto, soprattutto quando in area si creavano mischie confuse. 

GENTILE — Attaccato come un francobollo a Dani, non ha potuto esprimersi nelle consuete galoppate sulla zona laterale sinistra. Occupato a difendersi, stimolato dalla verve di Dani, non ha mai smarrito la concentrazione. E' stato ingannato dal terreno viscido quando ha sbucciato nei primo tempo il pallone sul quale successivamente è scivolato Bettega, e del quale ha approfittato Villar per rimettere al centro, sul sinistro di Churruca. Come tutti i difensori, ha sofferto un po' H movimento del suo diretto avversario sull'arco d'attacco. 

FURINO — fra i migliori in campo. Ha coperto la sua zona con lucida applicazione, ha chiuso il settore sinistro quando Lasa si proiettava in avanti o quando Villar suggeriva inversioni di gioco. Ha lottato dal primo all'ultimo minuto, galvanizzando i compagni, facendo sentire la sua presenza ovunque, chiedendo a se stesso uno straordinario impegno. Anche nel gioco di testa ha tentato di far sentire il peso della propria esperienza. 

MORINI — Risucchiato in zone neutre da Amorrortu, qualche volta è apparso a disagio. In area ha lottato con i denti, irriducibile su ogni palla. Il gioco dei baschi non gli si addiceva molto. Spesso lo abbiamo comunque visto sospingersi in avanti, nel tentativo di dare all'azione juventina un maggior respiro. Certo che non è a lui che si devono chiedere squisitezze tecniche o congelamenti di gioco. 

SCIREA — Ha cominciato con molta calma, poi è stato contagiato dalla frenesia generale. Quando l'avversario imposta le offensive con scambi corti, è difficile uscire in copertura. Lui lo ha fatto bene. Ha mantenuto una certa misura « sporcando », causa il terreno viscido, un paio di palloni. Ha chiuso con maggiore sicurezza e con più decisione, concedendosi rare libertà di stile. 

CAUSIO — Capace di ispirazioni imprevedibili, spesso è caduto in assenteismi inspiegabili. Ha corso molto e a vuoto, è vero, preso in mezzo dal vortice « basco », però da lui si pretende ben altro. Quante volte avrebbe potuto, infatti, « congelare » il gioco in virtù della sua tecnica individuale? Invece è incorso in grosse ingenuità. Non sì è però mai disanimato e ha finito le fasi della partita con puntiglio.

TARDELLI — Sacrificato su Churruca (come avvenne a Manchester contro Kidd), raramente ha offerto il suo contributo in fase di spinta. Impegnato innanzitutto a ridurre al minimo la pericolosità del diretto avversario, ha svolto un oscuro lavoro, che non lo ha svilito, anche se lo ha limitato molto. 

BONINSEGNA — Soltanto al 7' della ripresa è riuscito a liberarsi della guardia attenta e spietata dell'avversario. Non esistevano le premesse perché Bonimba potesse fare bella figura, isolato com'era. Però ci è parso meno concentrato e combattivo del consueto. 

BENETTI — Insieme con Furino e Bettega ha cercato di amministrare il pallone con calma e raziocinio. Non è entrato nel vivo di azioni determinanti, ma ha fatto valere tutto il peso del suo vigore atletico e della sua forza d'urto. Come i colleghi, a volte ha « ballato » in mezzo al tourbillon basco. 

BETTEGA — Il migliore. A parte il gol realizzato con sicurezza e tempismo, l'ala juventina ha fornito l'ennesima prova di intelligenza. Bravo sia in copertura sia in zona di impostazione. Buoni i suoi tocchi, il suo tenere la palla per frammentare il gioco avversario. E bravo nel portarsi al limite dell'area di Zoff, quando il Bilbao usava l'arma del cross. 

SPINOSI — Entrato nella ripresa, cioè nel clima caldo del match, vi si è adattato. Buoni i suoi interventi di testa. Il gol di Carlos? Bravo Carlos.

Angelo Caroli 




Nella Catedral di Bilbao, la Juventus ha finalmente centrato I'UEFA prima vittoria di una rincorsa internazionale che durava da ottant'anni. La grande occasione sfuggita contro Ferencvaros, Leeds e Ajax è stata centrata in Spagna.
ArribaGiuve!

BILBAO La Juventus di Furino e Bettega è migliore di quella di Charles e Sivori, che pure è passata alla leggenda? La Juventus dei grandi stranieri non era mai riuscita a vincere una coppa. I bianconeri del 1977 hanno rotto l'incantesimo. Giampiero Boniperti ha vinto la sua prima coppa internazionale da presidente. Alla fine della partita, quando è piombato sul prato del "San Ma-mes", sembrava impazzito dalla gioia. Era più stressato dei giocatori, stravolto dall'emozione, continuava a baciare la grande coppa e gridava felice ai ragazzi: è la prima, è la prima! Nemmeno a Bilbao Boniperti ha visto la partita sino alla fine. Il gol di Carlos l'ha sentito in un bar, mescolato con i tifosi baschi. Ha chiesto una bottiglia di cognac e ha resistito sino alla fine. Poi è tornato allo stadio, e ha abbracciato tutti. Trapattoni ha giurato che sono stati i dodici minuti più lunghi della sua vita, ma sono stati dodici minuti tremendi per tutti. 
"Dopo aver scaraventato via il pallone dalla rete, Zoff mi ha chiesto l'ora. Gli ho indicato con le mani che mancavano ancora dodici minuti. Ha fatto un gesto di disperazione, non pensava di resistere sino alla fine. Poi man mano gli facevo segno che minuti passavano e il più grande portiere di tutti i tempi ha ritrovato il sorriso. L'arbitro austriaco Linemayr, forse per accontentare i tifosi del Bilbao che avevano chiesto invano almeno due rigori, sembrava che prolungasse il recupero all'infinito. Ma poi è arrivato il fischio finale a liberarci tutti da quest'incubo." 
LO RICONOSCIAMO senza falsi pudori: quando è in ballo il prestigio della patria, sia pure di quella calcistica, perdiamo l'obiettività, diventiamo tutti tifosi. Nella capitale della Biscaglia, la Juventus rappresentava l'Italia, anche in tribuna stampa ci siamo sentiti tutti bianconeri. Per vivere di più la partita, avevo abbandonato il palco riservato alla prensa, mi ero messo a tracolla una Nikon ed ero andato a piazzarmi dietro la porta di Zoff. Tutti hanno elogiato il meraviglioso pubblico basco. E il "Giornale" di Montanelli ne ha addirittura approfittato per darci una lezione di civiltà scrivendo:
«Evidentemente quella basca è gente che non si perde in demagogie e in chiassate fini a se stesse. Biscaglia non fa rima con l'Italia». 
Anche i supertifosi che seguono la Juventus dappertutto, da da Bertini a Servetti (che hanno il record delle trasferte), dai fratelli Gazzera, ai coniugi Agnesi, da Perroquet alla Stakanovista Fiorella di Pescara, mi hanno riferito di aver potuto fare il tifo indisturbati. É alla fine della partita si sono scambiati i gagliardetti con i tifosi avversari. Anch'io mi sono portato a casa una bandiera con l'ikurina (il vessillo dell'autonomia basca) ma perché un non meglio identificato tifoso dell'Atlhetic aveva cercato di piantarmela in testa. Una bottiglia di latte mi ha centrato in pieno, mi hanno tirato anche un panino e Zoff ha ricevuto pure un ombrello. E' vero che più di un tifoso mi ha invitato a bere il vino dalla Bota che mi veniva offerta dalle sbarre e ho dovuto bere perché sennò lo avrebbero considerata un'offesa, però la nostra dose di insulti ce la siamo presa anche al San Mames come in ogni parte del mondo. Quando dai segni che facevo a Zoff hanno capito che non ero basco, l'insulto più gentile che ho ricevuto è stato «ico de puta». Alle mie spalle sentivo che gli italiani venivano definiti "tutti maricones" cioè froci. Hanno urlato mafia e addirittura "Al Capone". Per diffamare l'arbitro hanno tirato in ballo Agnelli, che pure dovrebbe essere osannato dagli spagnoli per via della Seat. Quindi, andiamoci piano con l'esaltazione di questi concittadini della Pasionaria, diciamo piuttosto che tutto il mondo è paese e che anche a Bilbao si trovano le persone civili e i mascalzoni. 
E' SICURAMENTE vero che Bilbao non sembra nemmeno in Spagna e i tifosi pretendono pure che si dica Athletic per ricordare l'origine inglese. Il grido di guerra è 
«Alabì, alebà, Athletic ganarà». 
L'hanno gridato per novanta minuti, ma non è servito a nulla, perché la Juventus si è dimostrata più forte, e anche più furba. Dicevo che Bilbao rappresenta l'altra parte della Spagna e se parlate con Josè Anguel Iribar, il portiere che è un po' l'emblema del calciatore politicamente impegnato, vi spiega che i baschi vogliono l'autonomia perché sono stufi di mantenere gli altri spagnoli. Nella Biscaglia si lavora sodo: c'è il porto, ci sono le industrie e le miniere. A Madrid c'è la burocrazia, a Barcellona e a Valencia c'è il folklore. Qui nella Biscaglia tutto viene interpretato in chiave politica. In ogni palazzo c'è almeno una bandiera rossa con la croce verde di Santander, e la scritta Amnistia e il festoncino a lutto. Anche se in questo periodo la Vizcaya è paralizzata dagli scioperi e dalle barricate (ma rispetto a quello che succede in Italia è roba da ridere) hanno voluto fare a tutti i costi la partita anche per affidare il loro messaggio alla Eurovisione. Si può dire che pure la Juventus è stata strumentalizzata contro il Franchismo. Si attendono le elezioni del 15 giugno con la certezza che qualcosa cambierà anche se molto è già cambiato da quando Juan Carlos di Borbone ha preso l'eredità del Caudillo. Ma a Barcellona, a Valencia, a Cordoba, a Malaga, difficilmente sentite aneliti di libertà. Si pensa al flamenco e alla sangria, basta una paella e una corrida per far felice una famiglia. "El pais vasco", il popolo basco, invece cerca di costruire un mondo migliore, se ne infischia dei ballerini e dei toreri, era sicuro che la vittoria di Coppa Uefa avrebbe contribuito alla causa del separatismo. L'Athletic di Bilbao non ha mai cercato di imitare il Barcellona e il Real Madrid che spendono patrimoni di pesetas per comprare i fuoriclasse dell'Olanda e della Germania. L'Athletic è orgoglioso della sua autarchia, tutti i giocatori provengono dalla provincia basca e quindi Iribar e compagni hanno lottato contro la Juventus anche sotto questa spinta politica. Hanno lottato sino alla fine, ma non ce l'hanno fatta. Cioè hanno vinto la battaglia ma hanno perso la guerra. Perché la Coppa Uefa si vince sommando i due risultati e la Juventus l'ha spuntata perché il gol segnato da Bettega al "San Mames" secondo il regolamento contava doppio. I giornali spagnoli, dalla "Marca" a «El Mundo Deportivo», hanno criticato la Juventus tirando in ballo il famigerato catenaccio e hanno sparato a zero sull'arbitro. Siccome ero piazzato proprio dietro la rete di Zoff, posso garantirvi che nell'area della Juventus non ci sono stati falli da rigore, e che semmai aveva da protestare Zoff perché Irureta quando ha segnato il gol del pareggio è partito in fuorigioco. Intendiamoci; magari un arbitro casalingo avrebbe trovato anche il pretesto per indicare il dischetto. Ma è logico che la finalissima venga affidata ad un super arbitro in grado di non lasciarsi influenzare dal fattore campo. 
A ONOR DEL VERO si sono lette critiche anche su certi giornali italiani. Il "Corriere della Sera" non ha dato la sufficienza né a Morini né a Boninsegna, dimenticando che lo stopper e il centravanti sono stati messi in difficoltà dalle caratteristiche dell'avversario e della tattica non dalle proprie deficienze. Boninsegna era spesso solo nell'area avversaria, perché Bettega, dopo aver segnato il gol della sicurezza, si è messo a fare il terzino, e Morini sembrava meno sicuro del solito perché Amorrortu lo trascinava fuori dell'area (quando Trapattoni ha fatto entrare Spinosi e ha cambiato le marcature si è rivisto il Morini gagliardo di sempre). La «Gazzetta dello Sport» non ha elargito neppure un sette, ma per lo meno ha promosso tutti. «Tuttosport», non contento di aver bocciato Morini e Boninsegna, ha dato cinque pure a Scirea. A proposito di Benetti, Giovanni Arpino ha parlato addirittura di "un fallo da zampata omicida" dimenticando tutte le botte che Benetti ha preso senza reagire. Noi pensiamo che quando si conquista un trofeo così prestigioso, non si deve andare a cercare il pelo nell'uovo. Tutti meritano un elogio, anche quelli che sono rimasti disciplinatamente in panchina e che all'occorrenza sono risultati preziosi (come Spinosi, ad esempio). E non si può giudicare questa prova della Juventus, ignorando che la partita con il Bilbao è arrivata dopo mesi di stress psicologico e di fatiche fisiche. Dopo tutto quello che ha speso durante l'anno non si poteva certo pretendere che il Mingherlino Tardelli corresse come un disperato anche a Bilbao. Siamo anche noi convinti che la Juventus ha giocato meglio a Manchester contro il "City" e contro lo «United». Ма а maggio le partite si vincono anche con i nervi, non solo con la tecnica. E se questo Athletic è arrivato alla finalissima, significa che i Bilbaini non sono poi sinonimi di pellegrini come si è letto da qualche parte. Senza contare appunto che per il Bilbao questa era anche una partita politica e quindi è stata giocata con un «Animus» particolare, mescolando Furino a Franco. 
SI FA PRESTO a dire quello che ha scritto Arpino e cioè che la Juventus ha sbagliato a non segnare il secondo gol dopo aver segnato il primo con Bettega, perché così l'Athletic sarebbe andato kappaò. L'allenatore del Bilbao, Aguirre, ha spiegato che quella mazzata di Bettega invece di demoralizzarli li ha spronati ancora di più. Il pressing degli spagnoli è dipeso dalla loro rabbia disperata non certo dalla tattica rinunciataria della Juven-tus. Comunque il catenaccio lo hanno visto solo i folli prevenuti non certo i critici obiettivi. Boniperti come calciatore aveva vinto cinque scudetti e due Coppe Italia. Come presidente è già arrivato a tre scudetti e una Coppa Uefa. Sullo slancio di que ste vittorie è deciso a battere tutti i record. Nessuno nella Juventus potrà fare più di lui. Boniperti oscurerà anche la fama di Agnelli.

Elio Domeniconi
tratto dal Guerin Sportivo anno 1977 nr.21



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Cos'hanno detto i giornali

LA CONQUISTA della Coppa UEFA da parte della Juve è stata salutata da due quotidiani, Stadio e Gazzetta, con lo stesso titolo a nove colonne in prima pagina: 
«Juve finalmente!» 
e questo è significativo dell'apprensione con cui i tifosi hanno seguito le vicende bianconere a Bilbao. Sulla rosea, Giorgio Mottana, nel servizio titolato 
«La Juve esce dalla trincea con la Coppa», 
scrive: 
«Finalmente la Juventus ha vinto una Coppa. La Coppa Uefa è sua, il primo sospiratissimo traguardo di una stagione... Quando una coppa si vince in queste condizioni, non è lecito sottilizzare... E' stata un capitolo quasi drammatico, che si è risolto felicemente».

SU "STADIO" Fausto Fortuzzi scrive: 
«La Juventus ha finalmente conquistato un titolo europeo... Faticosa conquista per la Juventus, si deve dire, perché l'Atletico Bilbao l'ha costretta ad un martellante lavoro in trincea, attaccandola praticamente dal primo all'ultimo minuto».
"Tuttosport" era andato a Bilbao con Pier Cesare Baretti e Roberto Beccantini. Sulla partita (titolo a tutta pagina «EuroJuventus»), il vicedirettore del quotidiano torinese scrive: 
"La stagione forse più strepitosa di tutta la storia bianconera ha trovato una prima gloriosa finalizzazione nella conquista di quella coppa europea che ancora mancava nel repertorio della pluridecorata società torinese... L'ultima prestazione dei bianconeri, purtroppo non è stata all'altezza dell'intero cammino bianconero in Coppa. Non si è vista la gloriosa Juventus che aveva eliminato i due Manchester né quella che aveva fatto fuori i sovietici del Donetz, né quella che aveva eliminato il Magdeburgo, né quella che aveva baldanzosamente travolto l'AEK ».
IL CORRIERE DELLA SERA, da parte sua, aveva mandato a Bilbao il suo big Gianni De Felice che, tra l'altro, ha scritto: 
"... Ora che il commovente capitan Furino stringe finalmente una Coppa quasi più grande di lui... ricordiamo il curioso caso di questa Juventus che non riuscì mai ad imporsi a livello europeo quando aveva nelle sue file celeberrimi furiclasse di fama internazionale ed è stata invece capace di centrare l'entusiasmante obiettivo di una coppa europea con uomini che sono stati soprattutto dei meravigliosi combattenti. E questa caratteristica, questa coraggiosa disponibilità alla battaglia, quasi tutti gli juventini l'hanno dimostrata anche nell'infernale "catino" del San Mames. L'hanno confermata lottando, stringendo i denti fino allo spasimo degli ultimi dodici minuti... Per la Juventus è stata una battaglia più che una partita". 
De Felice ha fatto anche le Pagelle: 8 per Furino e Benetti; 7 per Zoff, Cuccureddu, Gentile, Scirea e Bettega: 6 per Causio, Tardelli e Spinosi: 5 per Morini e Boninsegna. Piero Guida è andato a Bilbao per "Il Messaggero": 
"... tanto di basco alla Juve!" 
titola il quotidiano romano; e questa è la frase iniziale del servizio dell'inviato il quale più avanti scrive: 
"I torinesi non hanno disputato una grande partita, sicuri forse di aver risolto tutto dopo il gol iniziale di Bettega... La mossa di Trapattoni al quarto d'ora della ripresa ha forse rischiato di far saltare tutto: l'inserimento di Spinosi ha potenziato la difesa, ma ha messo le ali agli spagnoli... che hanno preso a martellare l'area italiana. Il gol di Carlos a undici minuti dalla fine ha messo in ginocchio la Juve, ma in ginocchio era già anche il Bilbao il cui gran correre aveva fruttato un solo gol, quello di Amarrorto."
IL "CORRIERE DELLO SPORT" era rappresentato dalla sua prima firma del calcio, Ezio De Cesari che, nel suo lungo servizio, sottolinea come 
" un solo gol all'attivo, alla vigilia del match di Bilbao, non garantiva la Juve da eventuali brutte sorprese. E i rischi sono stati, infatti, molti anche se alla fine, è venuta la Coppa che giustfica il titolo a tutta pagina Europea a 80 anni". 
«II Resto del Carlino» per finire. Oddone Nordio inizia così il suo servizio: 
«II Bilbao ha vinto una partita, la Juventus la Coppa Uefa. E' questo quello che conta... Già tre volte, in un lungo arco di anni, era giunta ad una finale ma sempre era stata battuta: prima con gli ungheresi del Ferencvaros, poi con gli inglesi del Leeds e infine con i grandi olandesi dell'Ajax. Questa sera finalmente la squadra di Boniperti ce l'ha fatta a vincere questo Trofeo ».
Guerin Sportivo anno 1977 nr.21



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domenica 2 novembre 2025

27 Marzo 1977: Juventus - Cesena

É il 27 Marzo 1977 e Juventus e Cesena si sfidano nella settima Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1976-77 allo Stadio ‘Comunale‘ di Torino.

É un campionato dominato dalle squadre piemontesi questo. Con Torino e Juventus 'abbracciate' in un appassionante testa a testa fino a fine campionato. Alla fine trionferanno i bianconeri per un solo punto in un duello entrato nella storia.

Dall'altra parte c'é un Cesena ormai condannato alla retrocessione dopo che la stagione prima era stata protagonista di una cavalcata spettacolare.

Buona Visione!




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Campionato di Serie A 1976-1977 - 7 ritorno Torino - Stadio Comunale Domenica 27 marzo 1977 ore 15.00 JUVENTUS-CESENA 3-2 MARCATORI: Benetti 14, Morini autorete 48, Bettega 68, Benetti 75, Palese 88 JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cabrini, Furino (Gori S. 42), Morini, Scirea, Causio, Tardelli, Boninsegna, Benetti, Bettega Allenatore : Giovanni Trapattoni CESENA: Boranga, Benedetti, Ceccarelli, Piangerelli, Oddi, Zaniboni, Beatrice, Frustalupi (Palese 82), Rognoni, Bittolo, Macchi Allenatori : Paolo Ferrario e Aldo Neri ARBITRO: Serafini




Le pagelle bianconere 
I guai dalla difesa 

ZOFF — Per oltre mezz'ora non tocca palla. Una sola volta Macchi, con la complicità di Scirea, lo minaccia da vicino ma sballa la conclusione. Il primo tiro In porta, In apertura di ripresa, è l'autogol di Morini. Compie una sola parata su «volée » di Macchi e capitola nuovamente, incolpevole, nel finale su una « sberla » all'incrocio dei pali di Palese. 

GENTILE — Un'altra bella prestazione. Anche sa Rognoni lo porta a spasso con un frenetico movimento. Il terzino non smarrisce la lucidità s lavora numerosi cross precisi. Allo scadere del tempo s'infortuna, ma stoicamente stringe i denti e nella ripresa, dopo un avvio in sordina, torna a rendersi molto utile. 

CABRINI — Deve sfruttare l' out sinistro e lo fa puntualmente malgrado nella sua zona si alternino Piangerelll, Rognoni, Blttolo a Ceccarelli. Da un concreto apporto al forcing bianconero confermando le sue ottime qualità di terzino d'attacco. 

FURINO — Nell'ammucchiata a centrocampo non sempre riesce a farsi luce, svirgola qualche pallone ma combatte. Per troppa generosità nella ricerca del gol, si produce uno stiramento e deve rientrare negli spogliatoi. Salterà quasi certamente anche II derby, ma potrebbe essere recuperabile con l'Aek di Atene In Coppa Uefa. 

GORI — Subentra a Furino al 41'. Da troppo tempo lontano dal clima di campionato, non ha il ritmo del compagni e talvolta rallenta l'azione. Comunque si prodiga e fornisce un bel pallone-gol che Bettega non sfrutta. 

MORINI — Non ha molta difficoltà a bloccare Macchi, pesante e goffo, ma Scirea lo inguaia favorendo due pericolose conclusioni dell'unica punta romagnola, una delle quali determina l'autorete dello stopper. 

SCIREA — Un palo di incertezze difensive (ed uno sfortunato rimpallo) contrassegnano e caratterizzano la prova un po' sbiadita di un giocatore che ha sempre fatto il proprio dovere. 

CAUSIO — Ha una partenza brillante, ma esaurisce la sua carica su due sfortunati colpi di testa (Zaniboni sulla linea e Boranga gli negano II gol). Poi insiste troppo nello spunto individuale favorendo Beatrice. Una prova a corrente alternata. 

TARDELLI — Effettua una notevole mole di lavoro a centrocampo ed anche in fase offensiva cerca di darsi da fare per aggirare lo sbarramento del Cesena e rifornire le punte. 

BONINSEGNA — Riceve due palloni in mezz'ora e Oddi lo anticipa. Effettua un paio di conclusioni che Boranga neutralizza. Non é in giornata di gran vena, appare un po' troppo statico, ma i decisivo il suo apporto al gol di Bettega. 

BENETTI — Due reti eccezionali a coronamento della sua migliore prestazione stagionale. Sarebbero state tre se Boranga, con una tempestiva uscita, non gli avesse impedito il gol. La tribolata vittoria porta la sigla inconfondibile del « tigre ». 

BETTEGA — Divide con Benetti gli applausi riconoscenti del pubblico ed i meriti per II successo. Ritrova iI poderoso stacco di testa, sfiora due volte Il gol, poi ne segna uno splendido che l'arbitro annulla. Inventa il 2-1 e propizia II terzo punto di Benetti con un lancio perfetto. E' tornato in gran forma.

Bruno Bernardi




JUVENTUS-CESENA: 3-2
Un occhio al Toro, l'altro all'AEK

LA JUVENTUS ha preso due gol dal Cesena perché l'astuto Trapattoni ha voluto mascherarsi agli occhi del collega ´007´ Francis Fandroch, il direttore tecnico dell'AEK venuto a Torino per studiare il prossimo avversario di Coppa Uefa. Fandroch, che ha 63 anni, ma è ingenuo come un pivello, è tornato ad Atene tutto contento, raccontando: 
"Ho già trovato la mossa vincente per battere la Juventus". 
Trapattoni, invece, non teme l'AEK, è solo preoccupato perché per il derby dovrà fare a meno di capitan Furino. Anche se la medicina fa miracoli, lo strappo rimediato contro il Cesena costringerà il vecchio "Furia" a rimanere in tribuna. Si consolerà con gli hobbies che sono tanti, come ha confidato all'autorevole Angelo Rovelli che l'ha inervistato per "II Monello". Ha detto Furino: 
"Federica è il mio svago, il più dolce, il più ricco di gioie. Federica è mia figlia, ha un anno e mezzo e Irene, mia moglie, ha il suo da fare per presentarmela sempre come un gioiello. Sì, con mia figlia dimentico anche la raccolta dei francobolli. Sicuro, dovete sapere che quello era un vero hobby per me. Francobolli italiani. Che pazienza! Ho continuato la raccolta che aveva mio fratello e adesso con Federica il tempo diminuisce a vista d'occhio: con la mia collezione sono in arretrato, ma pazienza". 
Semmai Furino è amareggiato per non essere arrivato alla laurea. Per il post-calcio ha solo il diploma di perito elettrotecnico: 
"... Poi ho frequentato l'università, mi ero iscritto a matematica, ma allora giocavo a Savona. Parlo di dieci anni fa, e facevo fatica a frequentare. Quando sono tornato a Torino, mi sono iscrito a Economia e Commercio ma intanto dovevo anche svolgere il servizio militare e così a poco a poco ho perso l'abitudine allo studio". 
Ma in fondo non se ne pente. E' meglio essere il capitano della Juventus che dottore in Economia e Commercio alla Fiat Mirafiori.
La Juventus, nonostante la vittoria di misura, ha ricevuto elogi anche su "La Stampa", e con somma sorpresa pure si è letto che l'arbitro Serafino ha sbagliato ad annullare il gol di Bettega che era regolare. La spiegazione è facile: a fare il servizio è stato Bruno Bernardi, che è uno dei pochi tifosi bianconeri del giornale di Agnelli. Il nuovo tema della Juventus è l'accoppiata Bettega-Benetti e sono stati definiti i "gemelli della grinta". Secondo Pier Cesare Baretti, invece, contro il Cesena, la Juventus ha rischiato più del giusto. Il vicedirettore di "Tuttosport" ha ammonito che 
"... certi sbandamenti, una squadra che ha le ambizioni della Juve, non può proprio concederseli". 
Ma chi dice che Trapattoni non abbia davvero mascherato la Juve per ingannare il vegliardo DT dell'AEK? Il fine, anche nel calcio giustifica i mezzi: giusto.

Elio Domeniconi
tratto dal Guerin Sportivo anno 1977 nr.13




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La Stampa 28 marzo 1977

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La Stampa 28 marzo 1977


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La Stampa 28 marzo 1977


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"Juve, mia bella Signora...", cantano così sugli spalti del Comunale i tifosi bianconeri dopo aver sentito alle radioline che il Napoli di Pesaola costringe al pari i campioni d'Italia del Torino. Nuovo sorpasso quindi con un torneo che si tinge di emozioni continue. Nella foto: spetta a Bettega il più bel gol della domenica: prima scarta Boranga e poi infila il pallone nella rete incustodita. Il Cesena reagirà, ma i punti andranno alla "zebra".

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Spetta a Romeo Benetti l'onore dell'ouverture: Causio batte una punizione, Boranga respinge di pugno e Benetti indovina l'angolo giusto. Ci sarà poi una reazione rabbiosa del Cesena che approderà anche al pareggio (autogol di Morini). Di Bettega il gol del raddoppio e ancora dello scatenato Benetti la rete del 3 a 1, sfruttando un assist finale di Bettega. Vano l'ultimo disperato intervento del terzino cesenate Benedetti. I romagnoli avranno poi un'altra impennata con la giovanissima ala mancina, Palese. A questo punto i marpioni di casa tireranno i remi in barca, tessendo un'infinità di trame a centrocampo, contenendo così l'esaltazione offensiva degli uomini del duo Neri-Ferrario. Per la Juventus una vittoria importantissima ai fini del rasch finale per la conquista del tricolore; per il Cesena la soddisfazione di aver sostenuto una bella prova.

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