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sabato 19 aprile 2025

19 Aprile 1998: Empoli - Juventus

É il 19 Aprile 1998 e Empoli Juventus si sfidano nella tredicesima giornata del girone di ritorno del Campionato di Calcio di Serie A 1997-98 allo 'Stadio Carlo Castellani' di Empoli.

La Juventus ottimamente guidata in panchina dal maestro Marcello Lippi si appresta a vincere il suo 25esimo Scudetto. 

Sará l'annata di Alessandro Del Piero (autore di 21 gol in campionato) e Zinedine Zidane (che a Luglio vincerá il Mondiale a casa sua).

Dall'altra parte c'é l'Empoli che vince il suo 'scudetto personale' - cioé la permanenza nel massimo campionato italiano. 


Buona Visione!



empoli



Stagione 1997-1998 - Campionato di Serie A - 13 ritorno
Empoli - Stadio Carlo Castellani
domenica 19 aprile 1998 ore 16:00
EMPOLI-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Pecchia 70

EMPOLI (3-1-4-2): Roccati, Fusco, Baldini (Bettella 79), Bianconi, Ficini, Ametrano (Tonetto 75), Pane, Bonomi, Lucenti, Florijancic (Cappellini 75), Esposito
A disposizione: Mazzi, Bonfanti, Pecorari, Bisoli. 
Allenatore: Luciano Spalletti

JUVENTUS (3-4-1-2): Peruzzi, Birindelli, Tacchinardi, Iuliano, Di Livio, Deschamps (Pecchia 61), Davids, Pessotto G., Zidane (Conte A. 61), Del Piero, Amoruso (Zalayeta 69)
A disposizione: Rampulla, Dimas, Torricelli, Fonseca
Allenatore: Marcello Lippi

ARBITRO: Rodomonti
AMMONIZIONI: Iuliano (Juventus); Baldini, Ametrano (Empoli)
ESPULSIONI: Tacchinardi 81 (Juventus) 


Gli azzurri stanno lottando strenuamente per salvare la categoria, i bianconeri invece devono resistere agli attacchi dell’Inter di Gigi Simoni prima dello scontro diretto della giornata successiva (che si rivelerà ancora più discusso). È stato, fino a quel momento, un campionato ricco di polemiche. Al centro ci sono sempre i bianconeri: e c’è già stato un precedente di clamoroso gol-non gol, quello dell’udinese Bierhoff, non convalidato dall’arbitro Cesari.

È il 19 aprile 1998, all’appello mancano cinque partite. L’Empoli, oltre alla Juventus, deve affrontare Lecce, Bologna, Vicenza e Inter. Gli azzurri sanno bene che è sfida sulla carta impari.

Passano una manciata di minuti ed ecco il fattaccio: sugli sviluppi di un angolo battuto da Bonomi, Lucenti crossa in area. La palla attraversa tutta l’area, sorvolando varie teste, e finisce sulla fronte di Bianconi, che indirizza verso la porta. Sembra gol, l’impressione è che Peruzzi abbia deviato in ritardo, quando il pallone aveva già varcato la linea. Ma il grido dei tifosi azzurri si strozza in gola. Rodomonti è lì a due passi e comincia a smanaccare, urlando “Ho visto io, ho visto tutto io”. Nonostante le furenti proteste dei giocatori e i cori di disapprovazione dei tifosi, il gol non viene convalidato.

A fine partita gli animi si accendono. Naturalmente i più bersagliati sono i dirigenti della Juventus, presenti al gran completo al Castellani. La Triade viene apostrofata con cori allusivi ai favori arbitrali (“Ladri! Ladri!”) ed è costretta a lasciare lo stadio scortata. L’allenatore juventino Marcello Lippi si trincera dietro un “Non parlo mai di decisioni arbitrali. Abbiamo vinto soffrendo, ma meritatamente”. L’involontario protagonista, Angelo Peruzzi, fa eco al suo allenatore, provando a smarcarsi da domande scomode (“la società ci proibisce di parlare delle decisioni arbitrali”), ma poi aggiunge in sua difesa: “Non ho certezze assolute. Quando mi sono tuffato ho guardato la palla, non la linea bianca. Posso dire, pero’, che il signor Rodomonti era a tre metri. Quindi in condizioni ideali per decidere se era o non era gol.”

tratto da: UN SECOLO D’AZZURRO | Il Fattaccio! Il gol-non gol di Bianconi alla Juventus




LE PAGELLE  
Del Piero, solo due lampi 
Per Iuliano primo tempo da scordare 

ROCCATI 6,5. Scartato dal Toro, dimostra che talvolta gli scopritori di talenti fan cilecca. 
FUSCO 7. Un Carneade che salta e difende alla grande su Del Piero, che irride persino con un dribbling. 
BALDINI 6. Il libero evapora nella ripresa, infatti Zalayeta lo buggera di testa e in un'altra occasione. 
(Dal 34' st Bettella sv) 
BIANCONI 6,5. Buon difensore, ma passerà alla storia del campionato per un gol, quello che Rodomonti non vede. 
AMETRANO 6. E' vivace sulla fascia destra ma alla resa dei conti cosa ha concluso? 
(Dal 30' st Tonetto sv). 
PANI 6. Emblema di calcio povero, lo assiste la grinta non la qualità del piede nei lanci. 
BONOMI 6. Lungocrinito e animoso, parte bene con incursioni profonde. Poi si perde. 
FICINI 7. Bella prova su Zidane: lo controlla, lo attacca e riparte. 
LUCENTI 5,5. Migliora quando lo portano sull'out destro. 
FLORJANCIC 5,5. Come ai tempi del Toro tanto fumo per nulla. 
(Dal 30' st Cappellini sv) 
ESPOSITO 4,5. Una sciagura. Sbaglia di tutto e di più giocando ogni palla con troppa animosità e poca precisione. 

PERUZZI 6. Un riflesso esplosivo gli permette di deviare l'incornata di Bianconi: gran parata, ma la palla a quel punto è già in rete e lui è un po' responsabile del fatto che ci sia arrivata, per come non è uscito sul cross di Lucenti. Il resto è di normale amministrazione 
BIRINDELLI 6. Gioca accentrato in una difesa a tre. Premiato all'inizio dal suo ex presidente e alla fine da una vittoria rapinosa, che lo renderà meno simpatico in queste lande. 
TACCHINARDI 6. Salva una situazione difficile nel primo tempo, tuttavia non lo vediamo a proprio agio come centrale difensivo. Suo il lancio dell'azione decisiva. L'espulsione gliela potevano risparmiare: ma qualcuno aveva la coscienza sporca. 
IULIANO 6. Primo tempo da dimenticare, i meccanismi con Tacchinardi non sono oliati e se Maldini lo vedesse ritirerebbe la convocazione. Brilla invece nel finale da pirata dell'area. 
DI LIVIO 6. Conclude zoppo una prova di consueto dinamismo, nella confusione di tutti. 
DESCHAMPS 6. Come tutto il centrocampo juventino fatica a ragionare per l'aggressività dell'Empoli. 
(Dal 16' st Conte 6) 
DAVIDS 6,5. Neppure una botta al ginocchio lo ferma e diventa molto utile nel finale quando copre il vuoto difensivo lasciato da Tacchinardi. 
ZIDANE 5,5. Due belle intuizioni (una su punizione, quasi impossibile) non fanno primavera. La marcatura ossessionante di Lucenti lo condiziona troppo. 
(Dal 16' st Pecchia 7: ispirato nell'indovinare il varco giusto, freddo neltrasformare il gol, aggressivo). 
PESSOTTO 7. Piace per il modo intelligente e pulito con cui soffoca il dinamismo di Ametrano, anche se limita le proprie incursioni in attacco. 
AMORUSO 6. Sufficienza risicata: non gioca molti palloni e potrebbe calciare meglio al 38'. Però si muove e non ha ancora l'autonomia necessaria. 
(Dal 24' st Zalayeta 6,5: ecco a cosa serve uno alto e bravo di testa. L'uruguagio si esibisce in numeri di classe (tra cui un dribbling sulla linea di fondo), se fosse più veloce sarebbe un fenomeno). 
DEL PIERO 5,5. Due lampi nel primo tempo, ma il più delle volte si incasina.

Matteo Ansaldo





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