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martedì 11 novembre 2025

11 Novembre 1990: Bologna - Juventus

É l' 11 Novembre 1990 e Bologna Juventus si sfidano nell' Ottava giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1990-91 allo Stadio 'Renato Dall'Ara' di Bologna.

La Juventus tenta di riappropriarsi dello scettro di squadra 'piú forte della penisola' con una nuova dirigenza tecnica affidata ad un allenatore del famigerato 'calcio champagne' Luigi Maifredi. Dopo un inizio di campionato incoraggiante i bianconeri naufragano tra caterve di gol presi ed addirittura a fine campionato si trovano fuori dalle Coppe Europee dopo 27anni

Dall'altra parte c'é un Bologna che deve salutare la massima serie dopo un campionato assai deludente.

Buona Visione!


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Stagione 1990-1991 - Campionato di Serie A - 8 andata
Bologna - Stadio Renato Dall'Ara
Domenica 11 novembre 1990 ore 14.30
BOLOGNA-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Baggio R. rigore 65

BOLOGNA: Cusin, Biondo, Cabrini, Bonini, Negro, Tricella, Di Già (Galvani 63), Verga, Waas (Schenardi 81), Detari, Poli
Allenatore: Luigi Radice

JUVENTUS: Tacconi, Luppi, Bonetti D., Fortunato D. (Alessio 55), Julio Cesar, De Agostini (Napoli 55), Haessler, Marocchi, Schillaci, Baggio R., Di Canio
Allenatore: Luigi Maifredi

ARBITRO: Baldas
RIGORI FALLITI: Detari 75 (Bologna)



Sbaglia gol fatti ed appare sempre più nervoso 
L'enigma è Schillaci! 
Baggio, che conferma la propria infallibilità dagli undici metri, è l'unico elemento che può aiutare Totò ad uscire dalla crisi. Ma ora deve pensare di più alla Juventus 

«Solo ai rigori, sapete vincere solo ai rigori».

Sì, è vero, la Juventus, come urla la gente del Dall'Ara di fede rossoblu, strappa il successo grazie a un penalty di Baggio. Ma lo ottiene anche perché Tacconi si oppone con maestria a un tiro dagli 11 metri di Detari che avrebbe rimesso in parità il risultato. La prodezza di Tacconi vale un punto che può significare molto nel cammino verso lo scudetto quanto se non più dell'infallibilità di Baggio, al quinto rigore segnato su 5 tirati in otto giornate. Delle 10 reti realizzate dai bianconeri, la metà portano la sua firma. Si dirà, facile, dal dischetto. Ebbene, Tacconi sta a dimostrare che non è tutto scritto, chi tira può sbagliare. Baggio no e la Juventus sta lassù, a un punto dalla Samp capolista, insieme al gruppo. 

Non è stata finora, se si eccettua la partita con l'Inter, una Juventus spettacolare. Ma proprio questo dato conforta. La squadra cresce e a Bologna sono scesi a 15' i minuti di affanno corsi in difesa, un reparto che sta consolidando gli schemi e gli automatismi voluti da Maifredi. E ha ottenuto, non bisogna dimenticarlo, ben 7 dei dodici punti in campo avverso. I pareggi interni con Lazio e Atalanta le impediscono di guardare le 17 rivali dall'alto di una classifica che avrebbe del sensazionale date le premesse. Dice bene Maifredi quando ripete che tutto è migliorabile, che non si è mai al top. Anche ieri la Juventus poteva chiudere la partita senza offrire al Bologna la grossa opportunità di riscatto (poi fallita da Detari). Ma Schillaci ha sbagliato due gol fatti, un colpo di testa su cross pennellato di Baggio, una clamorosa indecisione a tu per tu con Cusin. 

E Baggio si è confermato uno specialista dal dischetto: 5 gol su altrettanti tiri piazzati 

Schillaci, e solo lui, oggi come oggi, l'enigma di questa squadra. Il suo nervosismo è palese, basterebbe chiamare in causa le dichiarazioni di Poli per capirne umori e stato di forma. Il caso Schillaci non ha una spiegazione se non con l'incapacità del giocatore di tornare normale, ricominciare da zero dimenticando onori e feste del mondiale. Il gol con l'Inter aveva illuso chi, forse, considerava il suo soltanto un problema psicologico. Non è la mancanza del gol che gli rode dentro, è il non capire più se stesso a nuocergli. Non è più lui perché attorno a Totò-gol gli altri si propongono in maniera diversa. E lui, si voglia o no, può tornare a fare grandi cose ritrovando l'istintiva naturalezza di chi ha tutto da guadagnare. Ora si sente sempre sotto esame, sente che ha solo da perdere. L'orgoglio è il suo peggiore nemico. Toccherà a Baggio prendere per mano Schillaci. Ora però l'ex viola è costretto, dalla difficoltà che la Juve incontra in avanti dove un Casiraghi non si può inventare, a correre per la sua strada, a mantenere sul percorso-scudetto la macchina Juve con i suoi rigori, le sue invenzioni. 

Non appena i meccanismi si perfezioneranno e Baggio, già leader ormai di questa Juve, potrà pensare di più ai compagni, Schillaci riavrà l'appoggio dovuto. E la Juve la smetterà di vincere solo su rigore, ammesso che sia una colpa per una squadra che va in area (basta guardare come giocano Di Canio e lo stesso Baggio, nonché Schillaci, non dimentichiamo la sua umiltà ed abnegazione) almeno dieci volte per partita con iniziative di singoli dotati di quella fantasia che nessuna squadra italiana ha

Franco Badolato 
tratto da: La Stampa 12 novembre 1990




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sabato 18 ottobre 2025

2 Maggio 1976: Bologna - Juventus

È il 2 Maggio 1976 e si gioca allo Stadio 'Renato Dall'Ara' di Bologna la sfida Bologna-Juventus

La gara è valevole per la tredicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1975-76.

Alla fine di quel Campionato la Juventus finirà alle spalle del Torino Campione d'Italia con solo due punti di ritardo.

Per quanto riguarda la coppa nazionale i nostri eroi non riusciranno neppure a superare il primo turno eliminatorio: saranno scavalcati nel girone dall' Inter. Invece la Coppa Italia la vince a sorpresa il Napoli che strapazza per 4-0 in finale l'altra sorpresa Hellas Verona.

Buona Visione! 



Bologna




Stagione 1975-1976 - Campionato di Serie A - 13 ritorno
Bologna - Stadio Comunale
domenica 2 maggio 1976 ore 16:00 
BOLOGNA-JUVENTUS 1-4
MARCATORI: Gori S. 36, Massimelli 58, Mancini autorete 69, Bettega R. 75, Bettega R. 87

BOLOGNA: Mancini, Roversi, Cresci, Cereser (Bertuzzo 74), Bellugi, Nanni, Rampanti, Massimelli, Clerici, Vanello, Chiodi
A disposizione: Adani, Valmassoi
Allenatore: Bruno Pesaola

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Tardelli, (c) Furino, Morini, Scirea, Causio, Cuccureddu, Gori S., Capello F., Bettega R. 
A disposizione: Alessandrelli, Spinosi, Altafini
Allenatore: Carlo Parola

ARBITRO: Ciacci
AMMONIZIONI: Morini, Furino (Juventus); Bellugi, Chiodi (Bologna)




Boniperti e Parola elogiano la squadra 
È stata una prova di gran carattere 

(Dal nostro inviato speciale) Bologna, 2 maggio. 

Gli emiliani presenti allo stadio sostengono di aver assistito alla più divertente partita della stagione.- Grazie alla Juventus, naturalmente. Ma gli stessi delusi emiliani sostengono che il Bologna è rimasto pure stupidamente vittima d'una sottile illusione, di un calcolo errato. La squadra di Pesaola, infatti, è scesa in campo convinta di evadere una pratica di scarsa entità, contro la Juventus che riteneva fosse alla deriva. I fatti, per i petroniani, si sono invece svolti in modo molto dissimile dal pensieri e dal progetti della viglila, poiché la reazione ed il temperamento della Juventus hanno del tutto traumatizzato gli uomini di Pesaola. Ed è questo degli juventini il modo migliore di concludere dignitosamente un campionato contraddittorio. 

Giampiero Boniperti è il primo a compiacersi dalle capacità reattive dei suoi e, pur avendo lasciato lo stadio in largo anticipo, ha fotografato immagini sufficienti per commentare in maniera positiva la prova della Juve. Dice Giampiero, illuminandosi con un sorriso molto contenuto: 
« Noi bene. Il Bologna ha lottato. Fino al 2-1 si è comportato in maniera impeccabile. Questa vittoria per noi è molto importante; dovevamo dimostrare di essere ancora vivi e ci slamo riusciti ». 
Ed ora tutti gli obiettivi puntati su Verona-Torino, una partita decisiva agli effetti della retrocessione e dell'assegnazione dello scudetto. 
« Noi lotteremo fino in fondo, senza più perdere la concentrazione che stiamo ritrovando, anzi che abbiamo ritrovato. Il campionato è ancora interessante. Voi giornalisti, con iI nostro aiuto, lo avete reso tale. Se guardiamo la classifica e facciamo matematica spicciola, dobbiamo concludere che il campionato non é ancora finito ». 
C'è allegria, dopo tanto digiuno. Si passa da un sorriso all'altro. Le battute umoristiche di Spinosi contagiano tutti nel vestibolo bianconero, dal quale esce Carletto Parola, subito attorniato dalla curiosità dei cronisti. Senza attendere. la prima domanda, Nuccio apre il dialogo con la stampa dicendo: 
« Bella partita, non c'è che dire. Tra di noi e tra di loro. Noi però abbiamo dominato in lungo e in largo. E siamo riusciti a cancellare l'imbattibilità del Bologna che, stando alle statistiche, non aveva ancora perso in casa nell'attuale stagione. Elogio la mia squadra per la prova di carattere dimostrata ». 
Il Toro continua a vincere... 
"Lo so. Il Toro è bravo. Ma anche secondo me il campionato non è finito ». 
Juve brava per propri meriti o per sprovvedutezza dell'avversario? 
« Il 2 e 1 ce lo siamo conquistato pienamente, poi il Bologna, ed era logica la sua reazione, si è spinto in avanti favorendo il nostro contropiede. Sui meriti dei bianconeri non ci piove certo ». 
E a questo punto cosa prevedi? 
« Non sono un indovino. Dico che la vittoria di oggi, arrivata dopo tante sofferenze, ci dà una spinta morale incredibile. E se facciamo quattro punti nei restanti 180 minuti ..." 
Qui Parola fa punto, un po' per diplomazia, un po' per convinzione, molto per scaramanzia, Bettega con Tardelii, contuso sopra il tendine di Achille sinistro, e Furino, il bianconero più atteso, replica ad una nostra osservazione. Gli abbiamo fatto notare che la sua posizione è risultata troppo « risucchiata » a centro campo. Dice il cannoniere juventino, autore oggi di un, « doppietta » che lo porta a quota 15 gol: 
« Sto agli ordini; ed anche alle preghiere del miei compagni che si sentono più protetti da una mia posizione arretrata. Li ringrazio per la fiducia che mi concedono. I gol, quando arrivano in serie, fanno sempre piacere. Passando ad altro, indipendentemente dal gioco del campionato, tengo a sottolineare che la nostra prova è1 una pronta replica a chi ci voleva invecchiati, logori, seppelliti, in quanto alle "chances", dico che ce ne sono, però dobbiamo guardare al Torino. Se rallenta cercheremo di approfittarne, altrimenti amen. E poi sarà bene occuparci di questa Samp che verrà a Torino non certo per regalarci nulla ». 
Anche Gentile sposa la teoria di Bettega: 
« Il brutto periodo è passato, però il Torino continua a vincere. Adesso possiamo solo sperare nel Verona che per salvarsi dovrà battere i granata. I destini del Toro dipenderanno dunque dagli scaligeri. E viceversa ». 
Due parole sul giovane Chiodi. 
"E' un ragazzo bravo, veloce, che al butta dentro. Guai a distrarsi ». 
Altra prestazione lodevole è di Morini. La sua grinta non si esaurisce, con le ultime battute del match. Traspare ancora dalle sue parole'. Dice infatti lo stopper: 
« Grossa esibizione della Juve. Una partita del genere però bisognava giocarla contro la Roma. Ma è inutile recriminare. L'importante sarà non mollare. Quando si rende tutti all'85 per cento è un bel giocare ». 
Bobo Gori, compagno in « doppietta » di Bettega, spiega l'azione del suo secondo successo personale: 
« Ho schiacciato di testa, la palla ha toccato la traversa, ha carambolato sul piede e sulla spalla di Mancini ed è entrata in rete. E adesso sono proprio soddisfatto. Il mio traguardo erano i 10 gol, sono a quota 8 con sole 18 partite all'attivo. A differenza dei miei colleghi, sono un po' pessimista sulle nostre possibilità di scudetto. Il Torino non denuncia la minima flessione anche come gioco, e sono convinto che se vincerà il titolo lo farà con pieno merito, anche se noi ci avremmo messo lo zampino in maniera tanto negativa quanto determinante. Non credo comunque che il Torino perderà a Verona." 
Giudizi, commenti e conclusioni assortite. C'è, però, un'denominatore comune in tutti: la speranza. Uscendo dallo stadio incontriamo Pesaola. E' turbato. Gli chiediamo se andrà a Napoli come si vocifera. Il Petisso allarga le braccia, abbozza un sorriso e fa: 
« Ma se voi giornalisti andate dicendo che il prossimo anno allenerò la Juve? ». 
E si allontana. Un commentino: ci risulta che Pesaola è gradito al Napoli. Non ci risulta invece che possa restare alla corte bianconera. 

Angelo Caroli
tratto da: La Stampa 3 maggio 1976




Analisi di un Suicidio

BOLOGNA Alla mezz'ora di Bologna-Juventus, con il Bologna sotto per due a uno, Bruno Pesaola ha richiamato dal campo Cereser e lo ha sostituito con Bertuzzo. Un attimo dopo, la Juve ha realizzato il terzo gol. Nel giro di tre minuti si è consumato davanti alla grande folla del Comunale bolognese un autentico suicidio. Neppure i bonzi vietnamiti si erano mai giovati nel momento di darsi la morte di una così vasta platea, pagante soprattutto. Ora ci si chiede perché Pesaola sublime tattico (e non lo dico per scherzo) abbia azzardato una mossa tanto infelice, destinata per regola a provocar danni irreparabili. Né possiamo accontentarci delle giustificazioni (peraltro non troppo convinte) offerte dal Petisso: 
"Ho voluto sperimentare - ha detto - una formazione senza libero".
Diomio, le rivoluzioni bisogna prepararle, e magari attuarle quando si hanno certe garanzie, e al momento opportuno. Vi pare che la partita contro la Juventus fosse l'occasione giusta per un suicidio? A me no. Ma non voglio certo arrivare a conclusioni che metterebbero in discussione la buonafede del tecnico. Voglio solo ribadire un concetto: se voleva come voleva rimontare lo svantaggio, Pesaola aveva diverse opportunità: 
1) andare avanti così, visto che quella Juve non era irresistibile e come s'era pareggiato una volta si poteva pareggiare ancora; 
2) togliere di campo Vanello, più che mai ....Vanullo; 
3) togliere di campo Nanni, in giornata no; 
4) richiamare in panchina Bellugi, quanto mai spento e incapace di tenere l'avversario di turno, un Gori che ha fatto diventare irresistibile. Tutte le soluzioni erano buone, fuorché quella di sottrarre ad una difesa già scombiccherata un Cereser che non è un fenomeno e tuttavia regge con una certa sicurezza la spinta degli avversari.

Noi crediamo di sapere tuttavia perché Pesaola ha commesso un così grave errore che contraddice le sue capacità e soprattutto le sue tendenze (non è certo un tecnico che ama le tre punte, eppure ha messo Bertuzzo a far casino accanto a un Clerici ormai stanco e un Chiodi inviperito dalla marcatura di Gentile): è stato lasciate che lo dica uno che con Pesaola non è mai stato generoso - un peccato di generosità. Bruno Pesaola sapeva che quello con la Juventus era uno degli ultimi incontri di cartello della stagione, forse l'ultima occasione per salutare i bolognesi (visto che se ne va a Napoli) con un successo clamoroso.

La vittoria sul Napoli di due settimane fa gli aveva riaperto le porte del San Paolo; una vittoria sulla Juve gli avrebbe aperto i cuori dei bolognesi che non l'hanno mai troppo amato. Così, ha rovesciato i termini del bellissimo discorso tattico fatto proprio col Napoli: ha lanciato la squadra allo sbaraglio e la squadra è stata trafitta una, due, tre, quattro volte, fino alla vergogna, diciamolo pure, perché questo Bologna non meritava di patire goleada da quella Juve.

Questa è la cronaca (commentata) di un suicidio. Ma è anche la prova che il calcio non s'inventa. Almeno non s'inventa a duecentosettanta minuti dalla fine del campionato davanti ad una Juve che cerca ancora e con pieno diritto di difendere lo scudetto che porta sulla maglia.

Italo Cucci
tratto dal Guerin Sportivo anno 1976 nr.19



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E' finita in goleada per la Juventus che a Bologna cercava il risultato di prestigio per due motivi: non perdere il contatto con il Torino e ritrovare il morale perduto nelle ultime sfortunate prestazioni. Per la Vecchia Signora è andato tutto bene, grazie alle doppiette di Gori e Bettega. Il primo apre le marcature, sfruttando un cross basso di Furino e precedendo l'incerto Bellugi. Il Bologna non si dà per vinto e pareggia provvisoriamente con Massimelli: complice Zoff (a terra); Gentile e Cuccureddu sono a farla da spettatori. Giustificata l'esultanza di Massimelli che dedica il gol ai suoi denigratori, a tutti quei tifosi che hanno sempre fischiato le sue esibizioni casalinghe. La débàcle del Bologna però ha inizio proprio dopo il pari: la difesa si sbilancia troppo in avanti e il centravanti Gori ferisce ancora Mancini precedendo di testa l'accorrente Roversi (che a fine gara lamenterà un presunto fallo dello stesso Gori, e quindi l'irregolarità del punto). Pesaola a questo punto toglie dal campo il libero Cereser immettendo la punta Bertuzzo con il risultato di una sconfitta ancora più vistosa. Cadeva così l'imbattibilità interna del Bologna


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Con il Bologna ormai in disarmo, tutto facile per Bettega: nella foto la prima delle sue reti con Mancini e Roversi «fuori». dà un saggio Bobby-gol poi dimostra come si fa a volare, calciando il pallone alle spalle di Mancini Adesso la Vecchia Signora del calcio italiano ritorna a sperare e con questa vittoria ridiventa squadra d'alto rango accumunando i bianconeri in un'ottima prestazione

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venerdì 11 luglio 2025

7 Febbraio 1971: Bologna - Juventus

É il 7 Febbraio 1971 e Bologna Juventus si sfidano nella seconda giornata nel girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1970-71 allo Stadio 'Renato Dall'Ara' di Bologna.

Nel campionato che consacra l'Inter come Campione d'Italia, i bianconeri si imbattano in una tragedia che sconvolge la loro stagione agonistica. Infatti il giovane allenatore Armando Picchi scompare dopo una breve malattia. La dirigenza juventina si affiderá così all'esperto Čestmír Vycpálek, ma concluderá la stagione in un anonimo quarto posto finale.

Dall'altre parte ci sono i rossoblu emiliani che disputano una gran bella stagione: quinto posto finale, ed un posto nelle prossime Coppe Europee.

Buona Visione! 



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Stagione 1970-1971 - Campionato di Serie A - 2 ritorno
Bologna - Stadio Comunale
domenica 7 febbraio 1971 ore 15:00 
BOLOGNA-JUVENTUS 1-0
MARCATORI: Perani 61

BOLOGNA: Vavassori, Roversi, Fedele, Cresci, Janich, Gregori, Perani (Scala 61), Rizzo, Savoldi, Bulgarelli, Pace
A disposizione: Adani
Allenatore: Edmondo Fabbri

JUVENTUS: Tancredi, Spinosi, Furino, Cuccureddu, Morini, (c) Salvadore, Haller, Causio, Novellini, Capello F. (Savoldi 75), Bettega R.
A disposizione: Piloni
Allenatore: Armando Picchi

ARBITRO: Mascali
ESPULSIONI: Causio 73, Allenatore Picchi 75 (Juventus); Roversi 73 (Bologna)




La Juventus è caduta a Bologna 
Un Haller smarrito 
Decide lo "zoppo", Perani prima di uscire per uno strappo  

Bologna, lunedì mattina. Il sole di Bologna e l'uno a zero subito dalla Juventus forse deprimeranno tanti tifosi che avevano sperato dopo la vittoria bianconera di domenica scorsa, ottenuta a suon di gol in un clima infame. Ma questa è una partita da esaminare o no?
Da varie angolazioni ottiche, se si vuole venire a capo dei segreti che contiene. E senza dare troppa importanza ai dati di cronaca che suonano cosi fragorosi, come le tre espulsioni decise dall'arbitro Mascali: un gesto che produce clamore ma che non può far diventare arrosto ciò che è fumo. C'è un cartello in un bar bolognese. Forse con eccessiva passione dice: 
«L'arte pura del pallone te l'insegna Balanzone ». 

Non è che sul campo la squadra di Fabbri abbia svolto una lezione d'alto tono accademico. Però ha costruito un gioco più sbrigativo, più essenziale e pratico di quello juventino e il risultalo non poteva che confermarlo. Alla grande spinta agonistica che i bianconeri hanno cercato di dare alla gara, i rossoblu sono sempre riusciti a rispondere con altrettanta carica, in un equilibrio di gioco che sottolineava i pregi e l'impostazione delle due squadre, ma che in fase risolutiva vedeva i bolognesi più decisi, meno incerti sull'ultimo passaggio, più rapidi nella soluzione. 

Al grande pubblico (un terreno di casa per la Juventus, con le decine di migliaia di tifosi giunti dalla Romagna) è mancato un protagonista: Haller. Il tedesco, per eccesso di smania, per volontà di strafare, per lo straripamento di un puntiglio iniziale, ha perso la misura della gara e di se stesso. La folla tifosa del Bologna gli ha riservato un coro costante di ululati fino all'ultimo minuto. Via via, Haller ha smarrito la concentrazione, ha perduto il senso preciso della posizione da tenere in campo, è arretrato secondo un istinto negativo che gli impediva di sfruttare al meglio le sue doti e che favoriva addirittura un inserimento in attacco del suo marcatore Fedele, a tutto scapito di Furino, costretto a battersi su più di un uomo. Alla fine, beccato senza pietà, frastornato, Helmut si accontentava di toccare pochi palloni, rinunciando a qualsiasi tentativo di liberarsi in avanti. Un gol lo avrebbe certamente esaltato, una progressiva inerzia iniettatagli dalla folla lo ha addirittura cancellato dal campo per degli interi quarti d'ora. 

Senza l'Haller delle grandi occasioni, la Juve ha cercato di costruire il gioco imbastendo manovre veloci, facendo leva su un Salvadore in grandissima giornata, assai abile negli sganciamenti, ma i pochi palloni in area avversaria sono stati deviati dai difensori rossoblu, mastini dalla potenza, e dal carattere di un Janich o di un Cresci, e da Vavassori, che ha deviato due palle-gol. Si è battuto Bettega. si è battuto Novellini, ha costruito e protetto Capello, ma talune falle tra i bianconeri venivano da Causio, combattivo ma anche in affanno, e soprattutto dal « vuoto » che Haller creava con spostamenti casuali o con arretramenti che obbligavano tutti a un passaggio in più prima di far scattare il lancio profondo. 

L'orgogliosissimo Bologna ha disputato una gara notevole, non esitando mai, superando i rari momenti di crisi con animosi recuperi, imperniando il gioco su un Bulgarelli che ogni tanto ha bisogno di rifiatare ma che non sbuccia, non perde, non sciupa mai il pallone utile. E' una gara da leggere almeno su due piani. Il piano del gioco e quello che invece è dipeso dalle confusionarie decisioni dell'arbitro Mascali. Maniaco dei tacchetti (che controlla uno per uno negli spogliatoi), evidentemente pieno di puntiglio più che di calma e di discernimento, dopo il primo tempo l'arbitro ha perduto completamente il senso della gara. 
Per uno scontro con relativo e tradizionale battibecco tra Spinosi e Roversi, tra i quali sì caccia Causio, al 29' espelle sia quest'ultimo che il terzino bolognese, caccia dal campo Picchi (già in precedenza ammonito per qualche parola di troppo), e, insomma, rischia di far precipitare una gara che l'animosità degli atleti non aveva compromessa. 

Anche il gol del Bologna merita una descrizione in chiave quasi psicanalìtica: è il 15' del secondo tempo, mentre Pace sta per battere una rimessa laterale all' altezza dell'area bianconera, Perani zoppicante si avvia verso la panchina di Fabbri per chiedergli di essere sostituito. Pace allunga il pallone a Bulgarelli, che tenta un avvio, poi vede Perani là dietro, ferito, e lo invita con un passaggio a ritroso. Perani fa l'ultimo scatto e evidentemente, malgrado il dolore alla gamba « stirata » si lascia sedurre dalla voglia di gioco. S'avventa sul pallone e gli scarica addosso tutta la forza che gli è rimasta. Ne nasce un tiro da una quindicina di metri che arriva velocissimo sulla sinistra di Tancredi in tuffo, sfiora la mano del portiere e stabilisce la vittoria bolognese. 

Zoppicando, Perani se ne va dal campo. Prima, Tancredi aveva prodigiosamente deviato tre palle-gol (al 28', al 40' e al 44' del primo tempo) su un colpo di testa di Savoldi, su un altro tentativo di Pace liberato in dribbling da Savoldi e su una deviazione di Fedele: e proprio queste tre occasioni dimostrano la continuità e la pericolosità delle manovre bolognesi. Pochi minuti dopo il gol, tra il 22' e il 25', ecco la Juventus in grado di pareggiare: corner battuto da Causio, micidiale colpo di testa di Salvadore che consente a Bettega di rovesciare a rete, ma Vavassori compie un autentico miracolo deviando. Infine, su un altro corner con la Juve che cerca di chiudere i bolognesi in area, la palla va da Haller a Spinosi a Capello, che tocca di testa e ancora le unghie di Vavassori arrivano a deviare. Da questo momento la partita si spegne e chi la incenerisce è proprio l'arbitro, espellendo i due giocatori e Picchi, mentre il Bologna s'accontenta di fare gioco dimostrativo. Depauperata di una pedina determinante come Haller, la Juventus ha speso il massimo delle energie, mostrando un Salvadore irriducibile e un Novellini che per certe rapide intuizioni in attacco è un uomo utile, un Capello sagace nel lavoro di regìa: ma sono riemersi anche i difetti di impostazione nel gioco profondo, forse sottolineati proprio dall'« assenza » di un uomo indispensabile come è Helmut.

L'intelaiatura della squadra dimostra di saper reggere agli urti di un avversario organico e battagliero come è il Bologna, a cui tuttavia non si poteva concedere un uomo in più. Fabbri, ovviamente, parla di grande partita, di mcritatissima vittoria e di risultato che va al di là delle cifre: la gara invece, anche se spesso piacevole e talora agonisticamente accanita, non ha mai toccato punte molto alte di gioco, proprio per l'equilibrio delle due squadre, impegnate ad annullarsi uomo su uomo in duelli serrati, che solo lo spettatore di gusto facile e un arbitro dai riflessi appannati o convulsi possono confondere con intenzioni rabbiose.

Juventus e Bologna, malgrado il diverso risultato ottenuto sul campo, sono squadre dal carattere ben preciso, dai contorni che via via si vanno chiarendo: tutt'e due hanno bisogno di registrare reparti, di dare ordine e razionalità alla spinta di elementi molto giovani, ma tutt'e due sembrano, pur se in embrione, squadre d'avvenire. Maturando, e con la necessaria celerità che urge nel giro di una stagione calcistica, possono raggiungere un livello costante di gioco e di alta levatura. 
Certo il gol subito a Bologna allontana le speranze coltivate appassionatamente dai tifosi dopo i cinque gol strappati al fango e al modesto Catania una settimana fa. Ma consente anche una valutazione più meditata sul futuro, senza creare illusioni inutili. Il lavoro di elaborazione tattica per i responsabili della squadra bianconera non è finito: un più ricco ventaglio di schemi in attacco non potrà che stimolare le doti dei vari Bettega, Novellini, Savoldi, Anastasi, da ricondurre ad un fruttifero raziocinio. Anche lo spreco di gioco, talvolta, rischia di creare le premesse per un non-gioco. 

Giovanni Arpino
tratto da: La Stampa 8 febbraio 1971




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BOLOGNA-JUVENTUS 1-0 1970-71 17a giornata l'ex juventino Giuseppe Vavassori respinge il tiro ravvicinato di Roberto Bettega

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domenica 22 giugno 2025

22 Giugno 2020: Bologna - Juventus

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Serie A TIM vi offriamo questo gustoso amarcord della data odierna. É il 22 Giugno 2020 e Bologna e Juventus si affrontano per la Ottava Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2019/20.

Il mondo é stravolto dalla pandemia Covid-19. Dopo un lungo stop il campionato 'deve' riprende in estate con le restanti giornate da disputare. Nel frattempo la Juventus (allenata in panchina da Maurizio Sarri) si appresta a continuare il suo dominio sul massimo torneo italiano. Il nono Scudetto consecutivo é solo questione di giorni; i ragazzi in bianconeri conquistano il 38esimo scudetto finendo la stagione piú irregolare della storia con un solo punto di vantaggio dall' Inter.

Dall'altra parte c'é il Bologna che disputa un campionato senza infamia e senza lode e lo termina in una tranquilla metá classifica.

Buona Visione!



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Lunedì 22 Giugno 2020 - Bologna Stadio Dall'Ara
Serie A TIM 2019-2020 - 8a Giornata Girone di Ritorno
BOLOGNA-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: 23' pt Cristiano Ronaldo (J), 36' pt Dybala (J)

BOLOGNA (4-3-3): Skorupski; Tomiyasu, Danilo, Denswil, Dijks; Svanberg (12' st Palacio), Medel (37' st Poli A.), Soriano (30' st Dominguez); Orsolini (37' st Juwara), Barrow, Sansone (37' st Cangiano)
A disposizione: Da Costa, Sarr, Corbo, Mbaye, Bonini, Krejci, Baldursson
Allenatore: Sinisa Mihajlovic

JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, De Ligt, De Sciglio (20' st Danilo); Bentancur, Pjanic (26' st Ramsey), Rabiot (25' st Matuidi); Bernardeschi, Dybala (34' st Douglas Costa), Cristiano Ronaldo
A disposizione: Pinsoglio, Buffon, Rugani, Muratore, Olivieri, Vrioni, Zanimacchi
Allenatore: Maurizio Sarri

ARBITRO: Rocchi di Firenze
Espulso al 46' st Danilo (J)
Ammoniti: Soriano (B), De Sciglio, Bentancur (J)



BOLOGNA -  Un piccolo passo avanti per la Juventus, il cui "Sarrismo" resta comunque un boccone non digerito. I bianconeri sbancano Bologna con un rigoretto e una prodezza di Dybala, in un match senza acuti, partita controllata - certo - ma troppo compassato l'atteggiamento bianconero.

Il Bologna di Mihajlovic ha la difesa obbligata e al centro deve rinunciare allo squalificato Schouten. Mihajlovic opta per un centrocampo a 3 rinunciando al suo prediletto, 4-2-3-1. A sorpresa c'è Svanberg titolare e Poli siede in panchina. Nella Juve che arriva a Bologna con molte critiche e polemiche dopo i due 0 a 0 di fila, Ronaldo gioca largo a sinistra, al centro Dybala e Bernardeschi si alternano. Rabiot preferito a Matuidi confeziona un centrocampo dove Bentacur torna a fare la mezzala e gioca Pjanic in regia. Il gioco, obiettivamente, non decolla. La Juve è ermetica, anche se in difesa il tentativo di palleggiare basso crea non pochi grattacapi a un impreciso Szczsesny. Il Bologna però non ne approfitta, sebbene Barrow agisca con molta buona volontà da centravanti.





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