È il 2 Maggio 1976 e si gioca allo Stadio 'Renato Dall'Ara' di Bologna la sfida Bologna-Juventus.
La gara è valevole per la tredicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1975-76.
Alla fine di quel Campionato la Juventus finirà alle spalle del Torino Campione d'Italia con solo due punti di ritardo.
Per quanto riguarda la coppa nazionale i nostri eroi non riusciranno neppure a superare il primo turno eliminatorio: saranno scavalcati nel girone dall' Inter. Invece la Coppa Italia la vince a sorpresa il Napoli che strapazza per 4-0 in finale l'altra sorpresa Hellas Verona.
Buona Visione!
Stagione 1975-1976 - Campionato di Serie A - 13 ritorno
Bologna - Stadio Comunale
domenica 2 maggio 1976 ore 16:00
BOLOGNA-JUVENTUS 1-4
MARCATORI: Gori S. 36, Massimelli 58, Mancini autorete 69, Bettega R. 75, Bettega R. 87
Bologna - Stadio Comunale
domenica 2 maggio 1976 ore 16:00
BOLOGNA-JUVENTUS 1-4
MARCATORI: Gori S. 36, Massimelli 58, Mancini autorete 69, Bettega R. 75, Bettega R. 87
BOLOGNA: Mancini, Roversi, Cresci, Cereser (Bertuzzo 74), Bellugi, Nanni, Rampanti, Massimelli, Clerici, Vanello, Chiodi
A disposizione: Adani, Valmassoi
Allenatore: Bruno Pesaola
JUVENTUS: Zoff, Gentile, Tardelli, (c) Furino, Morini, Scirea, Causio, Cuccureddu, Gori S., Capello F., Bettega R.
A disposizione: Alessandrelli, Spinosi, Altafini
Allenatore: Carlo Parola
ARBITRO: Ciacci
AMMONIZIONI: Morini, Furino (Juventus); Bellugi, Chiodi (Bologna)
Boniperti e Parola elogiano la squadra
È stata una prova di gran carattere
(Dal nostro inviato speciale) Bologna, 2 maggio.
Gli emiliani presenti allo stadio sostengono di aver assistito alla più divertente partita della stagione.- Grazie alla Juventus, naturalmente. Ma gli stessi delusi emiliani sostengono che il Bologna è rimasto pure stupidamente vittima d'una sottile illusione, di un calcolo errato. La squadra di Pesaola, infatti, è scesa in campo convinta di evadere una pratica di scarsa entità, contro la Juventus che riteneva fosse alla deriva. I fatti, per i petroniani, si sono invece svolti in modo molto dissimile dal pensieri e dal progetti della viglila, poiché la reazione ed il temperamento della Juventus hanno del tutto traumatizzato gli uomini di Pesaola. Ed è questo degli juventini il modo migliore di concludere dignitosamente un campionato contraddittorio.
Giampiero Boniperti è il primo a compiacersi dalle capacità reattive dei suoi e, pur avendo lasciato lo stadio in largo anticipo, ha fotografato immagini sufficienti per commentare in maniera positiva la prova della Juve. Dice Giampiero, illuminandosi con un sorriso molto contenuto:« Noi bene. Il Bologna ha lottato. Fino al 2-1 si è comportato in maniera impeccabile. Questa vittoria per noi è molto importante; dovevamo dimostrare di essere ancora vivi e ci slamo riusciti ».Ed ora tutti gli obiettivi puntati su Verona-Torino, una partita decisiva agli effetti della retrocessione e dell'assegnazione dello scudetto.« Noi lotteremo fino in fondo, senza più perdere la concentrazione che stiamo ritrovando, anzi che abbiamo ritrovato. Il campionato è ancora interessante. Voi giornalisti, con iI nostro aiuto, lo avete reso tale. Se guardiamo la classifica e facciamo matematica spicciola, dobbiamo concludere che il campionato non é ancora finito ».C'è allegria, dopo tanto digiuno. Si passa da un sorriso all'altro. Le battute umoristiche di Spinosi contagiano tutti nel vestibolo bianconero, dal quale esce Carletto Parola, subito attorniato dalla curiosità dei cronisti. Senza attendere. la prima domanda, Nuccio apre il dialogo con la stampa dicendo:« Bella partita, non c'è che dire. Tra di noi e tra di loro. Noi però abbiamo dominato in lungo e in largo. E siamo riusciti a cancellare l'imbattibilità del Bologna che, stando alle statistiche, non aveva ancora perso in casa nell'attuale stagione. Elogio la mia squadra per la prova di carattere dimostrata ».Il Toro continua a vincere..."Lo so. Il Toro è bravo. Ma anche secondo me il campionato non è finito ».Juve brava per propri meriti o per sprovvedutezza dell'avversario?« Il 2 e 1 ce lo siamo conquistato pienamente, poi il Bologna, ed era logica la sua reazione, si è spinto in avanti favorendo il nostro contropiede. Sui meriti dei bianconeri non ci piove certo ».E a questo punto cosa prevedi?« Non sono un indovino. Dico che la vittoria di oggi, arrivata dopo tante sofferenze, ci dà una spinta morale incredibile. E se facciamo quattro punti nei restanti 180 minuti ..."Qui Parola fa punto, un po' per diplomazia, un po' per convinzione, molto per scaramanzia, Bettega con Tardelii, contuso sopra il tendine di Achille sinistro, e Furino, il bianconero più atteso, replica ad una nostra osservazione. Gli abbiamo fatto notare che la sua posizione è risultata troppo « risucchiata » a centro campo. Dice il cannoniere juventino, autore oggi di un, « doppietta » che lo porta a quota 15 gol:« Sto agli ordini; ed anche alle preghiere del miei compagni che si sentono più protetti da una mia posizione arretrata. Li ringrazio per la fiducia che mi concedono. I gol, quando arrivano in serie, fanno sempre piacere. Passando ad altro, indipendentemente dal gioco del campionato, tengo a sottolineare che la nostra prova è1 una pronta replica a chi ci voleva invecchiati, logori, seppelliti, in quanto alle "chances", dico che ce ne sono, però dobbiamo guardare al Torino. Se rallenta cercheremo di approfittarne, altrimenti amen. E poi sarà bene occuparci di questa Samp che verrà a Torino non certo per regalarci nulla ».Anche Gentile sposa la teoria di Bettega:« Il brutto periodo è passato, però il Torino continua a vincere. Adesso possiamo solo sperare nel Verona che per salvarsi dovrà battere i granata. I destini del Toro dipenderanno dunque dagli scaligeri. E viceversa ».Due parole sul giovane Chiodi."E' un ragazzo bravo, veloce, che al butta dentro. Guai a distrarsi ».Altra prestazione lodevole è di Morini. La sua grinta non si esaurisce, con le ultime battute del match. Traspare ancora dalle sue parole'. Dice infatti lo stopper:« Grossa esibizione della Juve. Una partita del genere però bisognava giocarla contro la Roma. Ma è inutile recriminare. L'importante sarà non mollare. Quando si rende tutti all'85 per cento è un bel giocare ».Bobo Gori, compagno in « doppietta » di Bettega, spiega l'azione del suo secondo successo personale:« Ho schiacciato di testa, la palla ha toccato la traversa, ha carambolato sul piede e sulla spalla di Mancini ed è entrata in rete. E adesso sono proprio soddisfatto. Il mio traguardo erano i 10 gol, sono a quota 8 con sole 18 partite all'attivo. A differenza dei miei colleghi, sono un po' pessimista sulle nostre possibilità di scudetto. Il Torino non denuncia la minima flessione anche come gioco, e sono convinto che se vincerà il titolo lo farà con pieno merito, anche se noi ci avremmo messo lo zampino in maniera tanto negativa quanto determinante. Non credo comunque che il Torino perderà a Verona."Giudizi, commenti e conclusioni assortite. C'è, però, un'denominatore comune in tutti: la speranza. Uscendo dallo stadio incontriamo Pesaola. E' turbato. Gli chiediamo se andrà a Napoli come si vocifera. Il Petisso allarga le braccia, abbozza un sorriso e fa:« Ma se voi giornalisti andate dicendo che il prossimo anno allenerò la Juve? ».E si allontana. Un commentino: ci risulta che Pesaola è gradito al Napoli. Non ci risulta invece che possa restare alla corte bianconera.
Analisi di un Suicidio
BOLOGNA Alla mezz'ora di Bologna-Juventus, con il Bologna sotto per due a uno, Bruno Pesaola ha richiamato dal campo Cereser e lo ha sostituito con Bertuzzo. Un attimo dopo, la Juve ha realizzato il terzo gol. Nel giro di tre minuti si è consumato davanti alla grande folla del Comunale bolognese un autentico suicidio. Neppure i bonzi vietnamiti si erano mai giovati nel momento di darsi la morte di una così vasta platea, pagante soprattutto. Ora ci si chiede perché Pesaola sublime tattico (e non lo dico per scherzo) abbia azzardato una mossa tanto infelice, destinata per regola a provocar danni irreparabili. Né possiamo accontentarci delle giustificazioni (peraltro non troppo convinte) offerte dal Petisso:"Ho voluto sperimentare - ha detto - una formazione senza libero".Diomio, le rivoluzioni bisogna prepararle, e magari attuarle quando si hanno certe garanzie, e al momento opportuno. Vi pare che la partita contro la Juventus fosse l'occasione giusta per un suicidio? A me no. Ma non voglio certo arrivare a conclusioni che metterebbero in discussione la buonafede del tecnico. Voglio solo ribadire un concetto: se voleva come voleva rimontare lo svantaggio, Pesaola aveva diverse opportunità:
1) andare avanti così, visto che quella Juve non era irresistibile e come s'era pareggiato una volta si poteva pareggiare ancora;
2) togliere di campo Vanello, più che mai ....Vanullo;
3) togliere di campo Nanni, in giornata no;
4) richiamare in panchina Bellugi, quanto mai spento e incapace di tenere l'avversario di turno, un Gori che ha fatto diventare irresistibile. Tutte le soluzioni erano buone, fuorché quella di sottrarre ad una difesa già scombiccherata un Cereser che non è un fenomeno e tuttavia regge con una certa sicurezza la spinta degli avversari.
Noi crediamo di sapere tuttavia perché Pesaola ha commesso un così grave errore che contraddice le sue capacità e soprattutto le sue tendenze (non è certo un tecnico che ama le tre punte, eppure ha messo Bertuzzo a far casino accanto a un Clerici ormai stanco e un Chiodi inviperito dalla marcatura di Gentile): è stato lasciate che lo dica uno che con Pesaola non è mai stato generoso - un peccato di generosità. Bruno Pesaola sapeva che quello con la Juventus era uno degli ultimi incontri di cartello della stagione, forse l'ultima occasione per salutare i bolognesi (visto che se ne va a Napoli) con un successo clamoroso.
La vittoria sul Napoli di due settimane fa gli aveva riaperto le porte del San Paolo; una vittoria sulla Juve gli avrebbe aperto i cuori dei bolognesi che non l'hanno mai troppo amato. Così, ha rovesciato i termini del bellissimo discorso tattico fatto proprio col Napoli: ha lanciato la squadra allo sbaraglio e la squadra è stata trafitta una, due, tre, quattro volte, fino alla vergogna, diciamolo pure, perché questo Bologna non meritava di patire goleada da quella Juve.
Questa è la cronaca (commentata) di un suicidio. Ma è anche la prova che il calcio non s'inventa. Almeno non s'inventa a duecentosettanta minuti dalla fine del campionato davanti ad una Juve che cerca ancora e con pieno diritto di difendere lo scudetto che porta sulla maglia.
Italo Cucci
tratto dal Guerin Sportivo anno 1976 nr.19









