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venerdì 1 agosto 2025

1 Agosto 1995: Juventus - Borussia Dortmund

Attraverso il Canale Youtube ufficiale della Juventus vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 1 Agosto 1995 Juventus Borussia Dortmund si sfidano in questa gara amichevole in preparazione per la stagione calcistica 1995-96. 

Il tutto si svolge allo 'Stadio Dino Manuzzi' di Cesena.

La Juventus guidata in panchina dal 'maestro' Marcello Lippi, dopo aver rivinto lo Scudetto dopo ben otto anni adesso pensano in grande. Pensano alla Champions League (che conquisteranno a Roma). Ed infatti i bianconeri non giocano come sanno in campionato e si fanno 'rubare' il titolo dal Milan. Alla fine sará secondo posto. 

Dall'altre parte c'é un Borussia, forte ed autorevole in Bundesliga ma che di fronte alla 'fame' dei 'nostri' non avrá scampo.

Buona Visione! 



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Stagione 1995-1996 - Amichevole
Cesena - Stadio Dino Manuzzi
martedì 1 agosto 1995 ore 20:45 
JUVENTUS-BORUSSIA DORTMUND 3-1
MARCATORI: Jugovic 9, Ferrara C. 18, Del Piero 53, Tretschok 75

JUVENTUS: Peruzzi, Ferrara C., Tacchinardi (Carrera M. 46), Porrini, Pessotto G. (Torricelli 67), Jugovic (Del Piero 46), Paulo Sousa (Fusi 72), Deschamps (Conte A. 46), Lombardo (Di Livio 23), Vialli (Padovano 67), Ravanelli (Marocchi 72)
Allenatore: Marcello Lippi

BORUSSIA DORTMUND: Klos, Kurz, Sammer, Julio Cesar, Kutowski (Zelic 46), Reuter, Berger (Muller 80), Freund, Reinhardt, Ricken (Arnold 76), Walter (Tretschok 46)
Allenatore: Ottmar Hitzfeld

ARBITRO: Tombolini




I bianconeri brillano con il Borussia Dortmund, ma Lippi perde un elemento cardine 
Juve bella e sfortunata 
Lombardo si è fratturato il perone 

CESENA DAL NOSTRO INVIATO  
Sarà vero quanto dice Lippi che il calcio d'estate non conta niente, pure quando si vince, tuttavia chi lo racconta al popolo di Madama che quanto hanno visto ieri a Cesena o in tv è l'esemplificazione del nulla, l'ipotesi di un possibile inganno? E' piaciuta la Juve che ha battuto per 3-1 il Borussia davanti a un parterre nazionalpopolare da Eros Ramazzotti ad Alesi e persino Chiambretti, evidentemente in vacanza da tifoso granata. É piaciuta al punto da credere che sia già quella vera, quasi pronta per partire, senza l'ombra di Codino, che il gol straordinario di Del Piero nella ripresa ha spedito con entusiasmo (e pensiamo troppa fretta) nell'armadio degli scheletri che non spaventano. Ma la notte di Cesena consegna alla Juve anche il primo grave infortunio della stagione: Lombardo, in uno scontro con Reinhardt dopo venti minuti, si è procurato la frattura del perone della gamba sinistra. É stato ingessato, oggi a Torino lo sottoporranno ad altri accertamenti, ma Lippi lo perderà per due mesi. Il volto della nuova Juve ne esce già deturpato.  
Poteva essere un rischio il test con il Borussia Dortmund, fresco alleato di Giraudo nel Patto tra i potenti d'Europa e possibile rivale nella Champions League. I tedeschi, senza Moeller e Kohler, saranno già impegnati sabato nella Supercoppa di Germania contro l'altro Borussia (Moechengladbach) e tra dieci giorni in campionato con il Kaiserslautern. Ragione vorrebbe che si mostrassero molto più avanti nella preparazione di quanto non sia la Juve. Invece l'avvio dei bianconeri è stato sciolto e rapido, persino veemente nella ricerca del pressing a centrocampo per rilanciare l'azione: l'aperitivo di quello che dovrebbe essere il gioco dei senzaBaggio. Squadra potente fin dall'inizio.  
Manca Vierchowod (c'è Porrini, che del Dortmund ha un piacevole ricordo), ma il resto disegna la traccia della Juve muscolare con il centrocampo tuttostraniero: da sinistra Deschamps, Sousa e Jugovic, il Fabbro, il Geometra e il Tuttofare. Jugovic ha il 10, la maglia che negli ultimi due lustri hanno vestito Platini e il Codino, ma anche Magrin e Zavarov: non assomiglia a nessuno dei quattro, per sua fortuna se ci limitassimo agli ultimi due casi. Non ha giocate divine, il serbo. É un trattore di qualità, copre e riparte dando alla Juve una variante che non aveva l'anno scorso, cioè di un centrocampista capace di fiondarsi verso la porta e di trovarla. Succede che siano spesso le punte a cercare l'assist per lui e non viceversa.  
Infatti dopo nove minuti, Ravanelli ha inventato un dribbling perfetto sulla destra lasciando fermo Kutowski e ha appoggiato la palla in mezzo, dove il serbo di testa ha messo in rete. Altri nove minuti ed ecco il raddoppio: Jugovic (che batte tutti i calci d'angolo) ha crossato dalla sinistra per l'accorrere di Ferrara, altrettanto bravo a impattare di testa. Certo, i difensori borussi difendono in aria come se avessero le radici ai piedi, basta che Julio Cesar sia un po' fuori zona e chiunque può segnare di testa, anche in Coppa li castigò Porrini. Tuttavia il tempismo dei bianconeri è stato devastante.  
Senza Lombardo e con Di Livio (che a questo punto si candida come titolare almeno in avvio di campionato) la Juve ha mantenuto iniziativa e pericolosità. Manovra composta, fitta, con inserimenti improvvisi anche se Vialli non è ancora quello che giusto e Ravanelli (il più in forma e il più attivo) talvolta si impantana nella ricerca del gol difficile. I tedeschi, dopo il palo colpito da Sammer sullo 0-0, hanno risposto con poco. Anzi con un solo uomo, il centrocampista boemo Berger acquistato dallo Slavia Praga, uno che crea gioco e cerca pure di concludere perchè possiede un tiro secco. 
«Qui almeno i tedeschi si battono e c'è un Berger che arriva quasi al gol» 
ha ironizzato in tribuna Alesi, che ha poi confidato di aver parlato a lungo con Montezemolo dopo le dichiarazioni della scorsa settimana. 
«Ma non mi sento per questo un caso Baggio alla Ferrari». 
Senza grandi rischi, fermando il Borussia lontano dall'area, la Juve ha cambiato volto nel secondo tempo, tornando al tridente classico. Del Piero ha illuminato il match con un gol formidabile, un tiro da trenta metri che ha sorpreso Klos per precisione e per per forza. Poi Ravanelli ha rifinito male un contropiede, ma subito dopo si è riscattato con una conclusione acrobatica parata dal portiere. Il gol del Borussia, in contropiede, e la rissa scoppiata nel finale per un brutto intervento di Freund non potevano aggiungere altro. 

Marco Ansaldo





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lunedì 19 maggio 2025

19 Maggio 1993: Juventus - Borussia Dortmund

Siamo agl'inizi degli anni 90. Il calcio italiano é considerato ancora come il campionato di punta del mondo pallonaro. Tutti i campioni più rinomati si sfidano sul palcoscenico dello stivale. 

Intanto siamo al 19 Maggio 1993 Juventus e Borussia Dortmund si sfidano nella gara di ritorno della Finale della Coppa UEFA 1992-93 allo 'Stadio delle Alpi' di Torino.

La gara di andata si concluse con una netta affermazione dei bianconeri in Germania per 3-1.

La Juventus cerca di fermare l'egemonia del Milan che da un paio d'anni o piú ammazza il campionato in Italia senza scampo. Sará un impresa quasi impossibile in campionato, ma tant'è che con questo Roberto Baggio (capitano e uomo simbolo della squadra in Italia e nel mondo) tutto é possibile! 

Buona Visione!  



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Stagione 1992-1993 - Coppa UEFA - Finale, ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
mercoledì 19 maggio 1993 ore 20:30 
JUVENTUS-BORUSSIA DORTMUND 3-0
MARCATORI: Baggio D. 5, Baggio D. 39, Moeller 65

JUVENTUS: Peruzzi, Carrera M., Torricelli (Di Canio 67), De Marchi, Kohler, Julio Cesar, Galia, Baggio D., Vialli (Ravanelli 81), (c) Baggio R., Moeller
A disposizione: Rampulla, Marocchi, Dal Canto
Allenatore: Giovanni Trapattoni

BORUSSIA DORTMUND: Klos, Reinhardt, Schmidt, Schulz, Zelic, Poschner, Reuter (Lusch 67), Karl, Sippel, Rummenigge M. (Franck 42), Mill
A disposizione: Galeski, Grauer, Raschke
Allenatore: Ottmar Hitzfeld

ARBITRO: Blankenstein (Olanda)
AMMONIZIONI: De Marchi 43, Galia 53 (Juventus); Zelic 60 (Borussia Dortmund)




Il cemento del Trap regge la Coppa 
Galia fa il bis, si compie la favola di Torricelli 

PERUZZI 7. E non per questo match, in cui l'avrebbe potuto sostituire un qualsiasi impiegato del catasto. I tedeschi provano a offenderlo, ma sbagliano sempre la mira, talvolta di poco. Solo al 48' Mill lo impegna di testa, per la prima volta. Succede a Tacconi nella storiografia dei portieri vincenti della Juve, come Tacconi fece con Zoff. Un buon inizio alla prima stagione da titolare fisso. 

CARRERA 7. Mill gioca per graziosa concessione di Chapuisat e come già nell'andata non combina niente. Merito anche di Carrera, l'uomo che dovrebbe saltare nel ringiovanimento della difesa juventina: ma, diteci, Porrini vale molto più di lui? 

TORRICELLI 6,5. Si occupa di Reinhardt, nell'insolita difesa juventina schierata a cinque. L'anno scorso con la Caratese vinse probabilmente la Coppa dei Salumi Brianzoli, trofeo più appetibile però assai meno pregiato di quello che ha conquistato ieri. E' il riferimento calcistico di una fiaba, l'ex falegname che si trasforma in principe per il bacio di Trapattoni. 
(dal 65' Di Canio s.v.) 

DE MARCHI 6,5. Rischia qualcosa di troppo nell'intervento che al 45' gli procura soltanto l'ammonizione. Poteva andargli peggio. A sinistra controlla le avanzate di Reuter, che con la prestazione di ieri ha ribadito perché la Juventus l'abbia tenuto soltanto per una stagione. 

KOHLER 7. Il suo avversario è Sippel, anzi lo dovrebbe essere perché del biondino castigo dei romanisti ci accorgiamo soltanto quando sfila fuori dal campo. 

JULIO CESAR 7. Non sono queste le partite che lo impensieriscono, con gli attaccanti avversari che pressano poco sui rinvìi e non vanno a disturbarne i disimpegni. Come a Dortmund risulta quasi invalicabile per i cross dei tedeschi. Certamente la Juve deve prendere una decisione diffìcile sul suo conto: per come l'abbiamo visto a Lisbona e troppe altre volte, fino a un mese fa, Julione non sarebbe un tipo di cui fidarsi. Tuttavia, anche per la mancanza di alternative più valide, si insisterà ancora su di lui. 

GALIA 6,5. Qualcuno, non ricordiamo chi, lo ribattezzò affettuosamente il Postino, per quell'andatura caracollante e affannata da portalettere che macina i chilometri e le ore per svolgere un lavoro umile e importante. Lui, da buon Postino, suona per la seconda volta in Coppa Uefa dopo quella del '90, che lo vide ben più protagonista di adesso. Trap lo utilizza a sorpresa al posto di Marocchi, applicandolo a Rummenigge, finché è in campo, poi a Poschner. 

BAGGIO D. 9. RijkaarDino l'aveva detto: la nuova Juve deve cominciare qui, con la vittoria nella Uefa. E ha fatto capire che nel futuro lui conterà, eccome: se non arriverà mai ad essere per raffinatezza il Baggio numero 1, da ieri sera chiamiamolo almeno 1 e mezzo. Lo merita. Poderosa la sassata sotto la traversa che ha chiarito subito le vere intenzioni di Madama. Puntuale e precisa la deviazione di testa per il raddoppio. Dodici gol nella stagione e il sigillo alle due finali di Coppa chiudono l'anno cominciato con troppi equivoci sulla fascia sinistra e risistemato in corsa con lo spostamento in mediana, come voleva lui. Sta crescendo di personalità. Sacchi giura che è il prototipo del calciatore ideale per i prossimi anni: da questa doppia finale lo penseranno anche a Dortmund. 

VIALLI 6,5. La cosa più importante è il colpo di tacco che smarca Dino Baggio per il primo gol. Un'altra partita di sacrificio, forse una di troppo per un uomo che non potrà mai essere intellettualmente un comprimario. Godrà la gioia del trionfo, lui che si angosciava di non aver fatto crescere la Juventus: ma in fondo al cuore sentirà che non è ancora il successo che voleva. 
(80' Ravanelli s.v.) 

BAGGIO R. 7,5. Abbondiamo nel giudizio, perché nel suo caso la finale non conta, conta quello che ha combinato per arrivare fin qui: i gol decisivi con il Paris St. Germain, quelli dell'andata a Dortmund. La finale accademica non stimola il suo istinto di goleador, ci prova solo un paio di volte, esagerando nel dribbling. Come cambia il mondo: una volta era il re delle partite inutili, oggi le sfugge. 

MOELLER 6,5. Il gol del 3-0 è una carambola fortunosa e rapinosa. Ma intanto c'è lui a coglierla come gli succede spesso. 

TRAPATTONI 9. Crediamo che abbia sbagliato in buona fede all'inizio e abbia trovato la quadratura in ritardo sulla stagione. Però l'ha trovata. Questa Coppa è sua, soprattutto sua. Un'altra Juve si sbriciolò nelle difficoltà, la sua ha retto e si è cementata fino a vincere in Europa. 

Marco Ansaldo





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venerdì 4 aprile 2025

4 Aprile 1995: Juventus - Borussia Dortmund

É il 4 Aprile 1995 e Juventus e Borussia Dortmund si sfidano nella gara di ritorno della semifinale della Coppa UEFA 1994-95 allo Stadio 'Giuseppe Meazza' San Siro di Milano.

La Juventus dopo anni di magra si appresta a vincere il suo ventitreesimo scudetto con il nuovo allenatore Marcello Lippi

In Europa é un mezzo trionfo: dopo aver elminato i gialloneri del Borussia i ragazzi in bianconero dovranno cedere al Parma di Nevio Scala l'alloro continentale.

Buona Visione! 





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Coppa UEFA 1994-1995 - Semifinali, andata
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
Martedì 4 aprile 1995 ore 21.00
JUVENTUS-BORUSSIA DORTMUND 2-2
MARCATORI: Reuter 8, Baggio R. rigore 27, Moeller 71, Kohler 88

JUVENTUS: Peruzzi, Ferrara C., Torricelli, Carrera M., Kohler, Paulo Sousa, Deschamps, Marocchi (Del Piero 74), Vialli (Di Livio 80), Baggio R., Ravanelli
Allenatore : Marcello Lippi

BORUSSIA DORTMUND : Klos, Reinhardt, Kree, Freund, Julio Cesar (Kurz 84), Sammer, Reuter, Zorc, Ricken (Tanko 68), Moeller, Riedle
Allenatore : Ottmar Hitzfeld

ARBITRO: Batta (Francia)
ESPULSIONI: Torricelli 90 (Juventus)



Peruzzi senza colpe, assolto 
Kohler, grande duello con Riedle 
Sousa e Deschamps due lottatori 

PERUZZI 6,5. La prima vera parata al 44': blocca con sicurezza una punizione di Sammer. Incolpevole sulla staffilata di Reuter, per il resto del tempo assiste all'arrembaggio dei suoi. Nella ripresa sventa qualche pericolo ed è ancora incolpevole quando Moeller gli regala quella caramella avvelenata. 

FERRARA 6. Ci si può sempre contare. A destra scendono a turno Reinhardt, il turbo del Borussia, e Kree, quando dimentica Ravanelli. Lui argina, tampona e si propone in avanti. Ma spesso ò impreciso negli appoggi. 

TORRICELLI 6,5. A due passi da casa, con mezza Brianza al suo fianco, conferma che sono sempre maggiori i suoi pregi e più piccoli i difetti. Sicuro nelle chiusure su Ricken, cerca qualche proiezione a sinistra. Espulso, salterà il ritorno CURERÀ 6. Il libero spazza e cuce ma senza la solita precisione. L'azione del vantaggio del Borussia è perfetta, pure lui ne resta sorpreso e va in barca con gli altri quando Moeller manda la Juve all'inferno 

KOHLER 7. Bulloni roventi con Riedle. Jurgen non concede un metro al compagno di Nazionale e si offre con generosità nel rilanciare l'azione 

SOUSA 6,5. Gesticola, parla con Lippi, pare più nervoso del solito. Non sta bene ma offre il consueto apporto di fosforo e dinamicità al centrocampo. 

DESCHAMPS 6,5. Idem come Sousa. In dubbio fino all'ultimo, naviga a lungo nella zona di Zorc e ne soffre a volte la dinamicità. Ma si batte bene. 

MAROCCHI 6. E' il vice Conte, non lo fa rimpiangere per rapidità e spirito di sa orificio. Efficace a sprazzi in un centro campo che spesso subisce l' aggressività dei tedeschi. 

Dal 29' st lo sostituisce Del Piero (sv). 

VIALLI 6. Si vede che dentro al Gianluca bolle una rabbia terribile. Vorrebbe fare, ma dal suo piede non partono tiri pericolosi. Comunque fa sentire a Sammer il peso della sua grande determinazione, per una volta inutile. 

Esce al 35' st (stiramento), entra Di Livio (sv). 

BAGGIO 5,5. Un piccolo passo avanti rispetto alla partita con il Milan. Più convinto, più pericoloso, ma troppo impreciso in zona gol, insomma non è ancora il vero Baggio. Nessuna incertezza nel trasformare il rigore che propizia proprio lui, con una palla avvelenata che centra la traversa. 

RAVANELLI 5,5. Solito lavoro prezioso per la causa bianconera, meno incisivo del solito in zona gol. Ma, come pretende Lippi dalle tre punte, contribuisce a coprire tutto il fronte d'attacco con continui spostamenti. L'opportunià di segnare gli arriva al al 26' pt, ma su di lui si abbatte come un tornado Kree, che provoca il rigore del pareggio. 

LIPPI 6. Non sparate sul Marcello. Sempre in piedi alla Beckenbauer, assiste impotente alla difficile notte del Meazza. 

I TEDESCHI. Cinque gli ex «italiani» in campo, tre con trascorsi bianconeri. Sammer, Moeller e Riedle salteranno per squalifica il ritorno. 

Reuter (6,5) difende su Baggio, ma alla prima occasione colpisce con un gol di quelli che alla Juve non hanno mai visto. 

Moeller (6,5) non cambia registro rispetto al passato: anarchico, cattivello come al solito e soprattutto capace di gol impossibili come quello che confeziona a metà ripresa. 

Julio Cesar (6) se la vede con il suo vecchio amico Vialli. Poche distrazioni, meno amnesie di juventina memoria. Quanto a 

Sammer (6,5), piazzato a guardia della difesa, riesce naturalmente a litigare con tutti, ma si rivela prezioso nel risolvere tante mischie furibonde in area. 

Infine Riedle (5), il meno incisivo. Per sua sfortuna gli tocca Kohler e non trascorre una serata memorabile, Jurgen non gli concede mai terreno. 

Fabio Vergnano
tratto da: La Stampa 5 aprile 1995


 

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