Siamo agl'inizi degli anni 90. Il calcio italiano é considerato ancora come il campionato di punta del mondo pallonaro. Tutti i campioni più rinomati si sfidano sul palcoscenico dello stivale.
Intanto siamo al 19 Maggio 1993 e Juventus e Borussia Dortmund si sfidano nella gara di ritorno della Finale della Coppa UEFA 1992-93 allo 'Stadio delle Alpi' di Torino.
La gara di andata si concluse con una netta affermazione dei bianconeri in Germania per 3-1.
La Juventus cerca di fermare l'egemonia del Milan che da un paio d'anni o piú ammazza il campionato in Italia senza scampo. Sará un impresa quasi impossibile in campionato, ma tant'è che con questo Roberto Baggio (capitano e uomo simbolo della squadra in Italia e nel mondo) tutto é possibile!
Buona Visione!
Torino - Stadio Delle Alpi
mercoledì 19 maggio 1993 ore 20:30
JUVENTUS-BORUSSIA DORTMUND 3-0
MARCATORI: Baggio D. 5, Baggio D. 39, Moeller 65
JUVENTUS: Peruzzi, Carrera M., Torricelli (Di Canio 67), De Marchi, Kohler, Julio Cesar, Galia, Baggio D., Vialli (Ravanelli 81), (c) Baggio R., Moeller
A disposizione: Rampulla, Marocchi, Dal Canto
Allenatore: Giovanni Trapattoni
BORUSSIA DORTMUND: Klos, Reinhardt, Schmidt, Schulz, Zelic, Poschner, Reuter (Lusch 67), Karl, Sippel, Rummenigge M. (Franck 42), Mill
A disposizione: Galeski, Grauer, Raschke
Allenatore: Ottmar Hitzfeld
ARBITRO: Blankenstein (Olanda)
AMMONIZIONI: De Marchi 43, Galia 53 (Juventus); Zelic 60 (Borussia Dortmund)
Il cemento del Trap regge la CoppaGalia fa il bis, si compie la favola di TorricelliPERUZZI 7. E non per questo match, in cui l'avrebbe potuto sostituire un qualsiasi impiegato del catasto. I tedeschi provano a offenderlo, ma sbagliano sempre la mira, talvolta di poco. Solo al 48' Mill lo impegna di testa, per la prima volta. Succede a Tacconi nella storiografia dei portieri vincenti della Juve, come Tacconi fece con Zoff. Un buon inizio alla prima stagione da titolare fisso.CARRERA 7. Mill gioca per graziosa concessione di Chapuisat e come già nell'andata non combina niente. Merito anche di Carrera, l'uomo che dovrebbe saltare nel ringiovanimento della difesa juventina: ma, diteci, Porrini vale molto più di lui?TORRICELLI 6,5. Si occupa di Reinhardt, nell'insolita difesa juventina schierata a cinque. L'anno scorso con la Caratese vinse probabilmente la Coppa dei Salumi Brianzoli, trofeo più appetibile però assai meno pregiato di quello che ha conquistato ieri. E' il riferimento calcistico di una fiaba, l'ex falegname che si trasforma in principe per il bacio di Trapattoni.(dal 65' Di Canio s.v.)DE MARCHI 6,5. Rischia qualcosa di troppo nell'intervento che al 45' gli procura soltanto l'ammonizione. Poteva andargli peggio. A sinistra controlla le avanzate di Reuter, che con la prestazione di ieri ha ribadito perché la Juventus l'abbia tenuto soltanto per una stagione.KOHLER 7. Il suo avversario è Sippel, anzi lo dovrebbe essere perché del biondino castigo dei romanisti ci accorgiamo soltanto quando sfila fuori dal campo.JULIO CESAR 7. Non sono queste le partite che lo impensieriscono, con gli attaccanti avversari che pressano poco sui rinvìi e non vanno a disturbarne i disimpegni. Come a Dortmund risulta quasi invalicabile per i cross dei tedeschi. Certamente la Juve deve prendere una decisione diffìcile sul suo conto: per come l'abbiamo visto a Lisbona e troppe altre volte, fino a un mese fa, Julione non sarebbe un tipo di cui fidarsi. Tuttavia, anche per la mancanza di alternative più valide, si insisterà ancora su di lui.GALIA 6,5. Qualcuno, non ricordiamo chi, lo ribattezzò affettuosamente il Postino, per quell'andatura caracollante e affannata da portalettere che macina i chilometri e le ore per svolgere un lavoro umile e importante. Lui, da buon Postino, suona per la seconda volta in Coppa Uefa dopo quella del '90, che lo vide ben più protagonista di adesso. Trap lo utilizza a sorpresa al posto di Marocchi, applicandolo a Rummenigge, finché è in campo, poi a Poschner.BAGGIO D. 9. RijkaarDino l'aveva detto: la nuova Juve deve cominciare qui, con la vittoria nella Uefa. E ha fatto capire che nel futuro lui conterà, eccome: se non arriverà mai ad essere per raffinatezza il Baggio numero 1, da ieri sera chiamiamolo almeno 1 e mezzo. Lo merita. Poderosa la sassata sotto la traversa che ha chiarito subito le vere intenzioni di Madama. Puntuale e precisa la deviazione di testa per il raddoppio. Dodici gol nella stagione e il sigillo alle due finali di Coppa chiudono l'anno cominciato con troppi equivoci sulla fascia sinistra e risistemato in corsa con lo spostamento in mediana, come voleva lui. Sta crescendo di personalità. Sacchi giura che è il prototipo del calciatore ideale per i prossimi anni: da questa doppia finale lo penseranno anche a Dortmund.VIALLI 6,5. La cosa più importante è il colpo di tacco che smarca Dino Baggio per il primo gol. Un'altra partita di sacrificio, forse una di troppo per un uomo che non potrà mai essere intellettualmente un comprimario. Godrà la gioia del trionfo, lui che si angosciava di non aver fatto crescere la Juventus: ma in fondo al cuore sentirà che non è ancora il successo che voleva.(80' Ravanelli s.v.)BAGGIO R. 7,5. Abbondiamo nel giudizio, perché nel suo caso la finale non conta, conta quello che ha combinato per arrivare fin qui: i gol decisivi con il Paris St. Germain, quelli dell'andata a Dortmund. La finale accademica non stimola il suo istinto di goleador, ci prova solo un paio di volte, esagerando nel dribbling. Come cambia il mondo: una volta era il re delle partite inutili, oggi le sfugge.MOELLER 6,5. Il gol del 3-0 è una carambola fortunosa e rapinosa. Ma intanto c'è lui a coglierla come gli succede spesso.TRAPATTONI 9. Crediamo che abbia sbagliato in buona fede all'inizio e abbia trovato la quadratura in ritardo sulla stagione. Però l'ha trovata. Questa Coppa è sua, soprattutto sua. Un'altra Juve si sbriciolò nelle difficoltà, la sua ha retto e si è cementata fino a vincere in Europa.Marco Ansaldotratto da: La Stampa 20 maggio 1993


















