Siamo agl'inizi degli anni 90. Il calcio italiano é considerato ancora come il campionato di punta del mondo pallonaro. Tutti i campioni più rinomati si sfidano sul palcoscenico dello stivale.
Intanto siamo al 5 Maggio 1993 e Borussia Dortmund e Juventus si sfidano nella gara di andata della Finale della Coppa UEFA 1992-93 al 'Westfahlen Stadion' di Dortmund (Germania).
La Juventus cerca di fermare l'egemonia del Milan che da un paio d'anni o piú ammazza il campionato in Italia senza scampo. Sará un impresa quasi impossibile in campionato, ma tant'è che con questo Roberto Baggio (capitano e uomo simbolo della squadra in Italia e nel mondo) tutto é possibile!
Buona Visione!
Stagione 1992-1993 - Coppa UEFA - Finale, andata
Dortmund - Westfalenstadion
mercoledì 5 maggio 1993 ore 20:15
BORUSSIA DORTMUND-JUVENTUS 1-3
MARCATORI: Rummenigge M. 2, Baggio D. 26, Baggio R. 30, Baggio R. 73
BORUSSIA DORTMUND: Klos, Reinhardt, Franck (Mill 46), Schmidt, Grauer, Lusch, Reuter, Zorc (Karl 70), Chapuisat, Rummenigge M., Poschner
A disposizione: Galeski, Tretschok, Sippel
Allenatore: Ottmar Hitzfeld
JUVENTUS: Peruzzi, Carrera M., De Marchi, Baggio D., Kohler, Julio Cesar, Conte A., Marocchi, Vialli, (c) Baggio R. (Di Canio 76), Moeller (Galia 88)
A disposizione: Rampulla, Giacobbo, Ravanelli
Allenatore: Giovanni Trapattoni
ARBITRO: Puhl (Ungheria)
AMMONIZIONI: Conte A. 47, Marocchi 72 (Juventus); Rummenigge M. 28 (Borussia Dortmund)
LE PAGELLERiecco Vialli faro dell'attaccoE Julio Cesar gran regista della retroguardiaPeruzzi 7. Il colpo secco e imprendibile del Rummenigge minore lo coglie ancora negli esercizi di riscaldamento. Ci mette del suo a contenere i dispiaceri a quell'episodio, sicuro nelle uscite alte, gattesco tra i pali, anche se non gli servono miracoli.Carrera 6,5. Quando la squadra non lo costringe a impostare con lanci più inutili di un frigorifero al Polo, si rivela l'elemento prezioso di sempre.De Marchi 6,5. I 2' che sconvolgono la Juve mutano anche la sua partita: da sinistra si sposta a destra per frenare Torello Reinhardt, una spina in formato carrarmato. Attenua con la velocità e la prudenza l'evidente handicap di potenza. Anche se il tedesco vince il duello.Baggio D. 7,5. Il suo è un gol annunciato, almeno nella dinamica: ha la caviglia destra a pezzi, non può che portarsi la palla sul sinistro quando deve tirare. L'aveva detto, l'ha fatto. Tampona un po' ovunque a centrocampo, ci mette l'anima, la grinta, qualche volta vorrebbe pure metterci la gamba se non temesse l'ammonizione. Così giovane poteva perdersi nell'evento, ma lotta da veterano, cercando l'anticipo.Kohler 6,5. Raro vederlo in difficoltà come su Chapuisat nella prima mezz'ora. Ricorre a tutto il mestiere, arpiona, azzanna, quasi sbrindella la maglia dello svizzero. Insomma fa argine.Julio Cesar 7,5. Tante volte ne abbiamo criticato l'atteggiamento e le amnesie. Nel momento peggiore però non si lascia travolgere e guida la difesa bianconera fuori dal guado, formidabile nell'occupare gli spazi e nel rinviare di testa.Conte 6,5. L'avvio è da horror, il resto va ben oltre la sufficienza, sebbene la sofferenza atletica della Juventus a centrocampo riguardi pure lui. Il fallo su Chapuisat lo esclude dalla finale bis di Torino, ma è importante quello che ha fatto qui.Marocchi 6,5. Fa il terzino sinistro e le cose migliori le confeziona invece quando corre nella fascia centrale. Déjà vu. Ha il merito di volare nel contropiede che porta al raddoppio.Vialli 7. Nella notte di Dortmund si rivede il Gianlux, il faro d'attacco. Sono suoi i due assist per i gol del primo tempo, e per quello fallito da Moeller. Schmidt che lo bracca è un giraffone biondo e sgraziato, raro vederne in Italia di questo tipo, e Vialli lo salta persino con le finte. Anche quando lo lasciano solo, se ne avverte la presenza. Peccato che non abbia più la velocità di esecuzione di un tempo, altrimenti all'85 l'avremmo visto realizzare il 4-1.Baggio R. 8. Ci stavamo chiedendo dove fosse e considerando come queste non siano le sue partite, quando l'abbiamo visto stoppare una palla facile, ma non troppo e fiondarla in porta per il 2-1 con la calma di chi sente favorevoli gli dei. Nel primo tempo patisce la differenza di peso e di cattiveria con Franck, pericoloso nelle avanzate, comunque ci mette il sigillo e quasi raddoppia al 62', prima del terzo gol, subdolo e irridente. Questa probabilmente è la nuova dimensione del Divino Codino: di uomo gol implacabile.(76' Di Canio: s.v.).Moeller 6,5. Sul filo della crisi di nervi, bersagliato dai tifosi, picchiato dai borussi. L'han soprannominato Giuda perché tradì Dortmund per l'Eintracht Francoforte, si dimostra invece più che un traditore un tradito (dalla tensione) al 23' quando da sei metri sbaglia il gol più facile del mondo su appoggio di Vialli. Per fortuna la Juve si raddrizza anche senza di lui. Due belle cose: la traversa al 7', il lancio a Baggio nella ripresa, quando già soffre per un dolore all'inguine.(88' Galia s.v.)Marco Ansaldotratto da: La Stampa 6 Maggio 1993









