Grazie ad internet vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna.
É il 25 Maggio 1947 e si gioca allo 'Stadio Comunale di Torino' la gara di campionato Juventus-Modena valevole per la tredicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1946-47.
Buona Visione!
Torino - Stadio Comunale
domenica 25 maggio 1947 ore 16:00
JUVENTUS-MODENA 1-0
MARCATORI: Piola 51
JUVENTUS: Sentimenti L., Magni P., Varglien G., Depetrini, Bosco, Locatelli U., Astorri, Vycpalek, Piola, Candiani, Korostelev
Allenatore: Renato Cesarini
MODENA: Corghi, Remondini, Braglia, Malinverni, Neri, Stefanini, Romani, Brighenti, Zecca, Menegotti, Del Medico
Allenatore: Alfredo Mazzoni
ARBITRO: Pera
Metodisti ma non Troppo!
Partita in tono minore tra Juventus e Modena: 1-0Partita e gioco nettamente inferiori all'attesa. Due squadre giù di tono, con poca voglia di impegnarsi ed incapaci, comunque, di offrire emozioni, di mostrare volontà, spirito agonistico, interesse per il risultato.
Mancava Parola alla Juventus e Cassani al Modena. Due assenze davvero notevoli in quanto, se il mediocentro bianconero è il centromotore della sua squadra, la mezzala modenese fa parte... dello schieramento difensivo canarino.
Il Modena, fedele al suol principii tattici, si dispose subito in modo da presidiare efficacemente la propria metá campo. Tre uomini davanti a Corghi (proprio come... una qualunque squadra sistemista), e cioè Malinverni addosso a Korostelev, Remondini a guardia di Piola, Braglia impegnato a neutralizzare Astorri: Fra questi tre terzini e il trio d'attacco, costituito dal centro Zecca e dalle due estreme Roinanie Del Medico, agiva un altro terzetto di difensori: il centromediano Neri con libertà di azione e i due interni Brighenti e Menegotti con il compito di ostacolare le mezze ali avversarie. Escluso che il Modena sia sistemista nonostante i tre terzini, escludiamo anche che sia metodista е роssiamo definirio piuttosto come un undici che ha studiato ed applicato un controsistema.
Praticamente, secondo quanto si è visto, ii Modena rinuncia a svolgere un vero e proprio gioco d'attacco anche se la gara gli offre in possibilită di attuarlo. E un riccio che se ne resta sempre raggomitolato e che, se caccia fuori la testa, lo fa con tutta circospezione, temendo di rischiare troppo, di dover prendere una botta dura. A noi, usi a vedere il Torino attaccare con sette e talvolta con nove uomini, non può piacere e non place infatti una squadra tutta dedita alla difesa, una squadra che non si batte con tutte le sue forze del successo pieno. Dobbiamo quindi confessare che il Modena è stato, contro la Juventus, una delusione, così come già lo era stato mesi or sono contro il Torino. Delusione nel senso che non ci è parso un undici completo, una unità in possesso del gioco che contraddistingue le grandi squadre.
Se la Juventus ieri avesse saputo approfittarne, la sua vittoria sarebbe stata assai più netta. Ma la Juventus era, specialmente all'attacco, meno pronta dei suoi avversari. I gialli correvano, scattavano, rompevano, bloccavano; i bianconeri si attardavano, anche in area, alla ricerca dell'uomo capace di risolvere le situazioni da rete. Piola, non a posto dopo il lungo riposo, raramente ardi tirare, e manco, anzi, un paio di occasioni propizie, Korostelev, come giá Milano, non era in palla. Vycpalek non entrava d'impeto nella lotta. Candiani tirava, ma piuttosto da lontano. Astorri mostrava di non trovarsi a suo agio all'estrema. E Bosco non sfoggiava certo l'autorità, la potenza ed il pigilo di Parola....
Il primo tempo offri pochissimo gioco. Avrebbe potuto segnare Piola, al 40, se la palla, centrata da Korostelev, non gli fosse schizzata via sul piede. Fu certo più vivace l'inizio del la ripresa, con una rovesciata a lato di Piola, una bella parata di Sentimenti su centro di Del Medico e, infine, al 7. l'unico punto della gara. L'arbitro, un nuovo tutt'altro che sicuro del fatto suo, fischio un fa,llo ai danni di Candiani quasi dal limitare dell'ares. I modenesi fecero barriera e la punizione la batte Candiani stesso effettuando un passaggio a Piola, appostato avanti alla porta, anzichè il tiro diretto. Piola blocco la palla col petto, poi tirò di sinistro e colpi la base di un montante; riprese e, in mischia, cadendo a terra, calcio ancora di destro, mandando in rete. Vibrate le proteste del modenesi che asserivano essere Piola in fuori gioco e... reo di aver toccato la sfera con una mano, irre-golarità che noi dalla tribuna non abbiamo rilevato.
Manco, dopo questo goal. una vera e propria riscossa modenese. Notammo al 21, un bel colpo di testa di Zecca (la sua specialità!), una punizione messa fuori da Remondini e, proprio sul finire, un pallone sciupato dal centrattacco. Il tutto mentre la Juventus, guardinga, badava a conservare il suo vantaggio.
Luigi Cavallero
tratto da: La Stampa 26 maggio 1947





























