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mercoledì 2 settembre 2026

2 Settembre 2012: Udinese - Juventus

É il 2 Settembre 2012 ed UdineseJuventus si sfidano nella Seconda Giornata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2012-13  allo Stadio 'Friuli' di Udine.

É una Juventus Campione d'Italia in carica che non sembra aver problemi nel vincere ancora il tricolore. Infatti la squadra allenata da Antonio Conte chiude il campionato con nove punti di vantaggio sul Napoli di Rafa Benitez. L' Udinese da parte sua termina la stagione in un bellissimo quinto posto e si assicura un posto che conta in Europa.

Buona Visione! 


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Stagione 2012-2013 - Campionato di Serie A - 2 andata
Udine - Stadio Friuli
Domenica 2 settembre 2012 ore 18.00
UDINESE-JUVENTUS 1-4
MARCATORI: Vidal rigore 14, Vucinic 45+1, Giovinco 53, Giovinco 71, Lazzari 78

UDINESE: Brkic, Benatia, Danilo, Domizzi, Basta, Pereyra (Muriel 52), Pinzi, Lazzari, Armero, Fabbrini (Padelli 13), Di Natale (Allan 76)
Allenatore: Francesco Guidolin

JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini (Marrone 71), Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio C., Asamoah, Giovinco (Quagliarella 74), Vucinic (Matri 74)
Allenatore: Antonio Conte

ARBITRO: Valeri
ESPULSIONI: Brkic 12 (Udinese)
NOTE - Conte e Alessio squalificati, al loro posto in panchina Carrera e Filippi




Juventus a punteggio pieno dopo la seconda giornata di serie A. I bianconeri hanno battuto con un pesante 1-4 l'Udinese.

Prosegue l'ottimo inzinio di stagione dei Campioni d'Italia, che sbancano il Friuli con un roboante quattro a uno, ai danni di un'Udinese molto sfortunata. Grandissima partita di Giovinco, che stasera ha messo un'ipoteca sulla definita conquista della maglia di seconda punta titolare della Juventus.

I VOTI 

Udinese (3-5-2): Brkic 5; Benatia 5,5, Danilo 5, Domizzi 6; Basta 6, Pinzi 5,5, Pereyra 5,5 (6' st Muriel 6), Lazzari 6,5, Armero 5,5; Fabbrini sv (14' Padelli 6), Di Natale 5,5 (31' st Allan 6). A disp.: Heurtaux, Coda, Angella, Gabriel Silva, Pasquale, Faraoni, Willians, Allan, Barreto, Maicosuel. All.: Guidolin

Juventus (3-5-2): Buffon 6; Barzagli 6, Bonucci 5,5, Chiellini 6; Lichtsteiner 6, Vidal 6,5, Pirlo 6,5, Marchisio 6,5, Asamoah 6,5; Giovinco  7,5 (30' st Quagliarella sv), Vucinic 6 (30' st Matri sv). A disp.: Storari, Branescu, Marrone, Caceres, De Ceglie, Pogba, Giaccherini. All.: Carrera

MIGLIORI TODAY

Giovinco 7,5 - Partita positiva per la Formica Atomica. L'ex talento della Primavera juventina si guadagna il calcio di rigore che sblocca il match e poi siglia il gol del 3 a 0. 

Asamoah 6,5 - Ancora una volta, dopo la Supercoppa e la vittoria contro il Parma, il ghanese fa una grande partita di sacrificio e cuore. 

PEGGIORI TODAY

Bonucci 5,5 - Ancora lontano dalla forma migliore. C'è da dire che l'Udinese non impensierisce mai la difesa della Juve ma l'ex difensore del Bari è scoordinato e si fa anche ammonire. 

tratto da: Udinese-Juventus, le pagelle: Giovinco e Asamoah top. Bonucci flop



I bianconeri passano 4-1 al Friuli e restano a punteggio pieno con sei punti in due partite: apre Vidal su rigore (discutibile l'espulsione del portiere Brkic) poi vanno a segno Vucinic e due volte Giovinco. Per la squadra di Guidolin gol della bandiera di Lazzari

UDINE - La Juventus va a passeggio a Udine, ma in questo momento il 4-1 che esce al Friuli non fa granché notizia. Troppo diverso lo stato psicofisico delle contendenti. I campioni d'Italia in forma, per nulla turbati dalla squalifica di Conte, i friulani usciti letteralmente a pezzi dall'eliminazione in Champions League. Se poi ci si mette la quanto meno discutibile inferiorità numerica inflitta dall'arbitro Valeri alla squadra di Guidolin, la frittata è fatta.

BRKIC, ESPULSIONE INGIUSTA - Un episodio che altera completamente il senso tattico della gara. Le squadre in partenza vengono schierate specularmente. C'è molto traffico in mediana, in mezzo la qualità juventina è oggettivamente superiore, la speranza di Guidolin è riequilibrare il tutto sugli esterni, ma anche qui gli va maluccio. Lichtsteiner ad esempio vince nettamente quello con Armero, l'ex Asamoah, sia pure in maniera meno schiacciante, prevale su Basta. Una analisi che però viene sconvolta dall'episodio chiave: il rigore (giusto) assegnato alla Juve per fallo di Giovinco, l'espulsione (ingiusta) del portiere Brkic nella stessa azione. In realtà contrasto del portiere con l'attaccante, una riedizione di Davide e Golia, è causata da una spinta di Danilo, a sua volta non considerabile però ultimo uomo.

VUCINIC CHIUDE I GIOCHI - Una mazzata micidiale per l'Udinese: c'è il sacrificio di Fabbrini (dentro il secondo portiere Padelli), c'è Vidal, che si fa perdonare l'errore contro il Parma e non sbaglia dal dischetto. La Juve, che fino ad allora aveva comunque fatto di più (gol letteralmente divorato da Lichtsteiner), va sul velluto. Forse un po' leziosa la squadra di Carrera, ma di fatto non si accettano scommesse sul raddoppio, che giunge puntuale: Vucinic prima trova una prodigiosa deviazione di Padelli, poi, a seguito anche di un liscio di Armero, non sbaglia un fac simile di rigore con un perfetto piattone destro. Cosa chiedere a questo punto all'Udinese? Il nuovo arrivato Lazzari fa da collante tra le mediana e Di Natale, c'è molta grinta, ma Buffon non giustifica lo stipendio.

GIOVINCO DILAGA - La ripresa oggettivamente è noiosa, non vive su nessuna forma di pathos. C'è però l'occasione di ammirare un Giovinco in grande spolvero. Buona l'intesa con Vucinic, e tanta facilità di andare al tiro. Ne esce una bella doppietta: il primo gol di rapina, sull'unico errore di Padelli, il secondo con un bel diagonale. Il contentino per l'Udinese lo dà Lazzari con un sinistro ravvicinato, ma i friulani erano da tempo fuori gara.

Luigi Panella
tratto da: Poker Juventus, Udinese travolta




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martedì 11 agosto 2026

11 Agosto 2012: Juventus - Napoli

Attraverso il canale Youtube ufficiale della Juventus vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. È l'11 agosto 2012 e Juventus e Napoli si affrontano nella Supercoppa Italiana 2012 (in gara unica). Il tutto si svolge al 'Beijing National Stadium - Bird's Nest' di Pechino (Cina).

È una Juventus Campione d'Italia in carica che non sembra aver problemi nel vincere ancora il tricolore. Infatti la squadra allenata da Antonio Conte chiude il campionato con nove punti di vantaggio proprio sul Napoli di Rafa Benítez.

Buona Visione!




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Stagione 2012-2013 - Supercoppa Italiana - Finale
Pechino, campo neutro - Beijing National Stadium - Bird's Nest
sabato 11 agosto 2012 ore 20:00
JUVENTUS-NAPOLI 4-2 - Dopo i tempi supplementari
MARCATORI: Cavani 27, Asamoah 37, Pandev 41, Vidal rigore 74, Maggio autorete 97, Vucinic 101

JUVENTUS: (c) Buffon; Lucio, Bonucci, Barzagli; Lichtsteiner (Padoin 89), Vidal, Pirlo, Marchisio C., Asamoah; Matri (Vucinic 46), Giovinco S. (Giaccherini 116)
A disposizione: Storari, De Ceglie, Marrone, Quagliarella
Allenatore: Antonio Conte

NAPOLI: De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro P. (Fernandez 62), Britos; Maggio, Behrami, Inler (Dossena 106), Hamsik (Gargano 68), Zuniga; Pandev; Cavani
A disposizione: Rosati, Aronica, Vargas, Insigne
Allenatore: Walter Mazzarri

ARBITRO: Mazzoleni P.
AMMONIZIONI: Lichtsteiner 78, Giovinco S. 90 + 3 Bonucci 112 (Juventus); Britos 32, Cannavaro P. 52, Behrami 53, Cavani 64, Zuniga 78, Zuniga 90+4 (Napoli)
ESPULSIONI: Pandev 85, Zúñiga 90 + 4 Allenatore Mazzarri 90+4 (Napoli)





Quel giorno | Una Supercoppa a Pechino


Fa caldo, a Pechino, d’estate. Caldissimo.
Non basta la pioggia che cade fortissimo, perché quel giorno è l’11 agosto, e quasi non si respira.

Non importa, però: sono tantissimi i tifosi sugli spalti dello stadio “Bird’s nest”, il monumentale impianto che solo 4 anni prima, proprio in quegli stessi giorni, ha animato i Giochi Olimpici e ospitato i trionfi dell’Uomo Fulmine, Usain Bolt.

Tutto è pronto per una grande passerella per il calcio italiano, che qui, a migliaia di chilometri da casa, assegna il primo trofeo della stagione, la Supercoppa. Di fronte, la Juve, che ha vinto lo Scudetto, il primo dopo anni, quello degli Imbattibili, e il Napoli, che proprio quegli Imbattibili è stato capace di superare, meno di tre mesi prima, il 20 maggio, a Roma, in finale secca di Coppa Italia.

Ecco perché Juve-Napoli è l’antipasto migliore che la nuova stagione possa presentare: una stagione in cui dovranno essere protagoniste proprio queste due squadre, chiamate ognuna a confermare quello che di buono si è visto finora.

Ecco perché ci si aspetta spettacolo dalla sfida cinese, e così infatti è.

NON SI SCHERZA

Passano 25 minuti in cui le squadre sono lì, a capire come gestire le forze in questa stagione che il via non lo ha ancora preso, come fronteggiare caldo e pioggia che minano la concentrazione. Poi, al 27’, il flash: Behrami trova l’imbucata che taglia via tutta la difesa bianconera e lancia Cavani.

Il primo tentativo, a tu per tu con Buffon, è neutralizzato da Super Gigi, ma poi il sette in maglia azzurra trova lo spazio per calciare a rete, in una porta rimasta ovviamente sguarnita. Napoli avanti, Juve che deve rincorrere.

Non è una cosa, la rimonta, cui ci si abitua facilmente, specie dopo un campionato come quello appena vinto. E dopo una Finale di Coppa Italia come quella appena persa. Da Cavani a Cavani, da Roma a Pechino, il fantasma potrebbe materializzarsi, ma così non è, perché al minuto 37 ci pensa Asamoah a tirar fuori dal cilindro un gol spettacolare.

Per Asa non è una gara come le altre: è l’esordio in bianconero juventino, dopo 4 anni in bianconero a Udine. Si dice un gran bene di lui, e oggi, fra il dire e il fare, c’è la gran botta al volo sul cross di Vidal da destra a sinistra, che dal limite fulmina De Sanctis, rimbalzando proprio davanti a lui. Uno a uno, si riparte.

MA PIOVE, PIOVE...

Ma piove, a Pechino. Piove sulla festa della Juve che dura solo 4 minuti. Pandev, al 41’ ruba un pallone sulla tre quarti bianconera, vola verso Buffon e batte tutti, Gigi e difesa, con un tocco sotto che significa 2-1 per il Napoli: tutto da rifare, ancora.

Nel secondo tempo in campo c’è Vucinic, e il suo peso sulla partita lo fa sentire subito, dopo 4 minuti, quando il suo mancino scalda i guantoni di De Sanctis e si stampa sulla traversa. La Juve c’è, non molla e cerca il pari, ci va vicino anche Pirlo, su punizione, ma niente, lo score non si muove.

Occhio però, che il Napoli è li, non molla e aspetta il momento in cui potrebbe colpire per regalarsi il KO e pensare ad alzare la Coppa: un momento che, sebbene sembri materializzarsi con Hamsik e Cavani, non arriva.

Arriva invece, e siamo al 77’, il fallo in area di Fernández proprio su Vucinic: rigore. Lo batte Vidal, palla a destra, portiere a sinistra. Gol. Due a due, e si avvicina il 90’.

Se guarderete quella partita su Juventus Tv a questo punto sentirete un: «E adesso andiamo a vincerla, ragazzi». Un grido che è più di un incoraggiamento, è una dichiarazione. E i ragazzi, a qualche decina di metri, sembrano sentirlo, questo grido: la partita cambia, definitivamente.

ANDIAMO A VINCERLA, RAGAZZI.

La Juve nei supplementari aggredisce un Napoli rimasto in 10 prima e in 9 poi, e dopo 7 minuti nei supplementari un cross di Pirlo da destra costringe De Sanctis all’uscita ad anticipare Bonucci. La palla però non la prende nessuno dei due, perché la deviazione decisiva, nella (sua) porta, è di Maggio. Il sorpasso si è concretizzato, la Supercoppa si avvicina, ma non è ancora vinta.

Tutto fantastico è quello che succede a un minuto dalla fine del primo overtime: Marchisio doma una palla dalla tre quarti con un tocco da Principino, un appoggio al volo per Vucinic, che conclude l’azione come è iniziata: con la bellezza. Palla morbida, che nella pioggia non prende peso e leggera si insacca, per un 4-2 che significa Coppa.

Piove ancora, a Pechino, ma sul primo trofeo della stagione bianconera è spuntato un sole bellissimo.

Redazione Sportiva
Sito ufficiale Juventus FC





La Supercoppa è della Juve, Napoli ko 4-2 tra le polemiche.

A Pechino i bianconeri battono Cavani e compagni ai tempi supplementari. Gli azzurri chiudono in 9 per le espulsioni di Pandev e Zuniga nel finale del secondo tempo. Rosso anche per Mazzarri

Il primo trofeo della nuova stagione è della Juventus. I bianconeri battono in rimonta, sotto una pioggia battente a Pechino, 4-2 ai supplementari, nella Supercoppa italiana il Napoli. La nuova stagione inizierà però probabilmente tra le polemiche. La doppia espulsione, Pandev e Zuniga, nel finale del secondo tempo che ha lasciato gli azzurri in 9 difficilmente non avrà un seguito. Nonostante l’esordio dei 6 arbitri, la prestazione di Mazzoleni, platealmente criticata da Mazzarri - anche lui espulso -, sarà probabilmente al centro delle critiche di parte azzurra.

Il Napoli, due volte in vantaggio con Cavani e Pandev, ha dovuto però fare i conti con l’orgoglio della Juve. Privi del loro condottiero in panchina, sostituito da Carrera, i bianconeri hanno avuto il merito di reagire anche nei momenti difficili, nonostante una difesa tutt’altro che sicura. Il 4-2 finale premia la Juve che comincia così la nuova stagione con un trofeo. Quella Supercoppa italiana che mancava nella bacheca bianconera da 9 anni.

la redazione
Sky Sports Italia




Supercoppa, Juventus batte Napoli 4-2
Azzurri furiosi, saltano la premiazione
I Campioni d'Italia conquistano il primo trofeo stagionale ai supplementari. Il Napoli finisce in 9

La Juventus conquista il primo trofeo della stagione. Sotto la pioggia di Pechino, i bianconeri, sotto la guida di Massimo Carrera dopo la squalifica di Antonio Conte, rimontano per due volte e poi dilagano nei tempi supplementari. Finisce 4-2 con il Napoli furioso per l'arbitraggio di Mazzoleni: contestati il rigore del 2-2 e le due espulsioni, una per proteste e l'altra per doppia ammonizione.
Il Napoli non partecipa alla premiazione
Napoli furioso: in segno di protesta contro l'arbitraggio di Mazzoleni, gli azzurri hanno deciso di non prendere parte alla cerimonia di premiazione al termine della finale di Supercoppa Italiana vinta dalla Juventus. Premiati quindi, come vuole il cerimoniale, solo gli arbitri e la Juventus.
Marotta: "La vittoria di Conte" 
Il direttore generale della Juventus, Beppe Marotti, commenta soddisfatto la vittoria della sua Juventus: "Questa è una vittoria di Conte perché ha preparato la partita in modo impeccabile ed è anche una vittoria per Conte contro un Napoli che era un avversario impegnativo, ma che abbiamo legittimamente battuto".

la redazione









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lunedì 11 maggio 2026

11 Maggio 2013: Juventus - Cagliari

É l' 11 maggio 2013 Juventus e Cagliari si sfidano nella diciottesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2012-13 allo 'Juventus Stadiumdi Torino.

É una Juventus Campione d'Italia in carica che non sembra aver problemi nel vincere ancora il tricolore. Infatti la squadra allenata da Antonio Conte chiude il campionato con nove punti di vantaggio sul Napoli di Rafa Benitez. Il Cagliari da parte sua disputa un campionato all'altezza e si salva con ampio anticipo.

Buona Visione!



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Stagione 2012-2013 - Campionato di Serie A - 18 ritorno
Torino - Juventus Stadium
sabato 11 maggio 2013 ore 18:00
JUVENTUS-CAGLIARI 1-1
MARCATORI: Ibarbo 12, Vucinic 61

JUVENTUS (3-5-2): Storari, Barzagli (Caceres 14), Bonucci, (c) Chiellini, Isla, Vidal, Marrone, Marchisio C., Giaccherini, Matri (Quagliarella 71), Giovinco S. (Vucinic 51)
A disposizione: Buffon, Rubinho, De Ceglie, Peluso, Anelka, Padoin, Lichtsteiner
Allenatore: Antonio Conte A.

CAGLIARI (4-3-1-2): Agazzi, Perico (Cossu 53), Rossettini, Astori (Eriksson 65), Murru (Del Fabro 53), Dessena, Conti D., Nainggolan, Ekdal, Pinilla, Ibarbo
A disposizione: Avramov, Nenè, Sau, Thiago Ribeiro
Allenatore: Pulga-Diego Lopez

ARBITRO: Calvarese
AMMONIZIONI: Chiellini 90+1 (Juventus); Murru 33 (Cagliari)





Alla consegna del trofeo per lo scudetto n.29 non fa da sfondo una vittoria bianconera. Contro il Cagliari finisce 1-1 (Ibarbo e Vucinic), e sfuma la possibilità di superare il primato di punti della squadra di Fabio Capello e di eguagliare quello di vittorie consecutive degli anni trenta


TORINO - La Juventus può finalmente alzare la Coppa che le assegna ufficialmente il titolo di campione d’Italia 2012/13. La premiazione e la festa arrivano dopo un 1-1 contro il Cagliari che interrompe una striscia di 9 vittorie consecutive (addio al record della stagione 1931/32, 10 successi) e fa sfumare il tentativo di superare il record di punti detenuto dalla squadra di Capello (91 punti). Allo Juventus Stadium è stata la classica partita di fine stagione, senza l’affannosa ricerca del risultato sia da parte bianconera sia da quella sarda, e col primo vero caldo: ritmi medio-bassi, poca cattiveria e quindi giocate piacevoli alle quali assistere.

SUPER GOL DI IBARBO - Senza gli squalificati Pogba e Pirlo, Conte fa ancora un po’ di turnover e schiera un 3-5-2 con l’avanzamento di Marrone a centrocampo dove ci sono anche Marchisio e Vidal; Isla e Giaccherini fanno gli esterni mentre Matri e Giovinco giocano in attacco. Pulga risponde con un 4-3-1-2 con Nainggolan dietro le punte, Pinilla e Ibarbo. In un match giocato a ritmi non certo alti e con poco aggressività, a dare fuoco alle polveri ci pensa Vidal che al 12’ ci prova dalla distanza: ma Agazzi è attento e vola a deviare palla in corner. La Juventus batte male l’angolo e il Cagliari riparte in contropiede. Ibarbo si fa sessanta metri palla al piede, supera Barzagli e Marchisio con una serpentina di gran classe e infila Storari sotto il corpo.

JUVE, POCA CATTIVERIA - Barzagli, subito dopo il vantaggio rossoblù, deve lasciare il campo per un problema muscolare: entra Caceres. La Juventus non è la solita: il pressing non è convinto e soprattutto manca quella cattiveria agonistica che ha decretato il successo della squadra di Antonio Conte. Al 30’ Matri ha palla buona per il pareggio ma, da ottima posizione in area, conclude facendo rimbalzare la sfera a terra e mancando il bersaglio nettamente. Al 34’ l’occasione migliore: punizione di Giovinco e pallone sulla traversa; quindi di nuovo in campo ma i bianconeri commettono fallo in attacco. Dopo un salvataggio di Storari su Pinilla (inutile, visto un offside fischiato al rossoblù), il primo tempo va in archivio.

CI PENSA VUCINIC - Nel secondo tempo si rivede a tratti la vera Juventus. Conte non ci sta a perdere, si sa, e striglia i suoi. Dopo 6’ di ripresa esce Giovinco ed entra Vucinic. Anche Pulga cambia, ma le sue sono sostituzioni obbligate: problemi muscolari per Perico e Murru e allora dentro Del Fabro e Cossu con Dessena che va a fare il terzino destro. Al 9’ Agazzi sembra insuperabile quando in tuffo dice di no a un gran destro di Giaccherini. Ma al 16’ il portiere deve alzare bandiera bianca: Giaccherini va verticale a sinistra, in area, per Marchisio che crossa dal fondo. Sul secondo palo svetta Vidal che fa una sponda aerea per Vucinic: Agazzi non arriva alla deviazione in tuffo e il montenegrino può insaccare a porta vuota.

AL VIA LA FESTA - Gli ultimi cambi vedono in campo per il Cagliari Eriksson al posto di Astori e per la Juve Quagliarella al posto di Matri, oggi un po’ spento. Ma il risultato non si schioda dall’1-1 fino al 90’ e anche dopo i 4’ di recupero. Una deviazione di petto-braccio in area di Marchisio fa venire i brividi ad Agazzi mentre nel finale Chiellini salva i suoi intercettando una palla indirizzata a Pinilla, con campo aperto per lui fino a Storari. L’1-1 fa sfumare i record, ma non la festa del popolo bianconero che inneggia ai proprio beniamini. La Coppa tricolore 2012/13 è juventina.

Federico Sala






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martedì 21 aprile 2026

21 Aprile 2013: Juventus - Milan

È il 21 aprile 2013 e  Juventus e Milan si sfidano nella quattordicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2012-13 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

È una Juventus Campione d'Italia in carica che non sembra aver problemi nel vincere ancora il tricolore. Infatti la squadra allenata da Antonio Conte chiude il campionato con nove punti di vantaggio sul Napoli di Rafa Benítez

Il Milan dal canto suo disputa un campionato dignitoso e si piazza sull'ultimo gradino del podio.

Buona Visione!


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Stagione 2012-13 - Serie A 14ª di ritorno
Torino - Juventus Stadium
Domenica 21 aprile 2013 ore 20.45
Juventus-Milan 1-0
Marcatore: 57' rigore Vidal

Juventus: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner (81' Padoin), Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah (92' Peluso), Marchisio, Vucinic (90' Quagliarella)
A disposizione: Storari, Rubinho, Cáceres, De Ceglie, Marrone, Isla, Giaccherini, Matri, Bendtner
Allenatore: Antonio Conte

Milan: Abbiati (15' Amelia), Abate, Zapata C., Mexes, Constant, Montolivo, Ambrosini (46' Muntari), Boateng, Robinho (71' Bojan), Pazzini, El Shaarawy
A disposizione: Zaccardo, Bonera, Yepes, De Sciglio, Antonini, Traoré, Nocerino, Narduzzo, Niang
Allenatore: Massimiliano Allegri

Arbitro: Banti
Ammonizioni: Zapata, Amelia, Mexes (M)



I bianconeri superano di misura gli uomini di Allegri con un rigore di Vidal e la prossima settimana, nel derby, potrebbero festeggiare il 29° tricolore. Ambrosini e compagni dicono forse definitivamente addio al secondo posto e devono iniziare a guardarsi le spalle dai viola distanti ora un solo punto

TORINO - Chi di rigore ferisce, di rigore perisce. Così come all'andata è un penalty a decidere il big match tra Juventus e Milan, solo che questa volta ad uscire dallo stadio con le braccia alzate al cielo sono i campioni d'Italia a segno dagli undici metri con Vidal e sempre più vicini al secondo scudetto consecutivo (già domenica nel derby potrebbe arrivare la matematica certezza, ndr), il 29° esimo nella storia. Per Ambrosini e compagni, che non vincono da tre giornate, si tratta del primo ko in campionato dopo quindici turni. 

MILAN, OCCHIO ALLE SPALLE - Una sconfitta pesantissima sul piano della classifica per i rossoneri che vedono allontanarsi, probabilmente in maniera definitiva, il secondo posto difeso dal Napoli e sentono il fiato sul collo di una Fiorentina distante ora una sola lunghezza. C'è da dire, però, che la squadra di Allegri, con la gara di questa sera, è reduce da un trittico di partite infernale (Fiorentina, Napoli e Juventus, ndr) dal quale sono usciti fuori solo due punti. Quello visto questa sera allo Juventus Stadium è un Milan in linea con le ultime uscite: provato fisicamente dopo l'enorme fatica fatta per risalire fino in zona Champions e privo di idee in attacco dopo l'appannamento di El Shaarawy in fase realizzativa e l'assenza per squalifica di Balotelli. Ora Allegri dovrà cercare di tirar fuori dai suoi le ultime energie per non buttar via una rincorsa che durava ormai da 20 giornate.

ORA SOTTO COL DERBY - Onore ai campioni della Juventus capaci di dominare un campionato senza mai metterlo in discussione, se non all'inizio del girone di ritorno col Napoli che sembrava l'unica antagonista. "Sembrava", perché gli azzurri si sono sgretolati nel momento di maggiore pressione e ora navigano a una distanza abissale: sono 11, infatti, i punti che separano le due compagini in classifica. Tornando alla gara di questa sera, Conte può essere soddisfatto dei suoi. I bianconeri non hanno rischiato praticamente nulla costringendo il Milan al tiro da fuori. Non è certo stata una gara memorabile con l'unico vero acuto arrivato su un calcio di punizione a inizio partita. Se non fosse stato per il rigore trasformato da Vidal avremmo parlato di uno 0-0 privo di enfasi. Ora sotto col Torino per un derby che può valere il tricolore.

LA GARA - Nel posticipo della 33ª giornata Juventus e Milan non vogliono perdere e questo le costringe a star chiuse nella propria metà campo in attesa del varco giusto. Non è un caso che l'unica vera emozione del primo tempo arrivi da un calcio di punizione dal limite di Pirlo sul quale Abbiati (costretto poi a lasciare il campo per infortunio, ndr) deve superarsi. Il resto è solo tattica con i rossoneri più propensi a fare la gara e a farsi vedere con qualche tiro da fuori: Buffon blocca centralmente due volte su El Shaarawy. Il risultato si sblocca al quarto d'ora della ripresa quando Amelia stende in area Asamoah e manda dal dischetto Vidal: il cileno dagli undici metri è implacabile. Allegri prova allora a dare vitalità all'attacco rossonero togliendo un mediocre Robinho per Bojan, ma l'effetto non è poi tanto diverso da quello precedente, così i rossoneri provano a pungere solo dalla distanza con Montolivo e Muntari (entrato al posto di Ambrosini, infortunato), ma servirebbe ben altro per sorprendere un attento Buffon.





JUVENTUS-MILÁN 1-0, DECIDE VIDAL SU RIGORE. SCUDETTO VICINO. VIOLA A UN PUNTO DAI ROSSONERI
I bianconeri vincono 1-0 grazie a un rigore di Vidal e si avvicinano al tricolore. La squadra di Allegri non perdeva dal 22 dicembre: adesso ha una sola lunghezza sulla Fiorentina

TORINO, 21 aprile 2013 - La Juventus batte anche il Milan, e così il secondo scudetto consecutivo si avvicina sempre di più. Contro il Diavolo, che era imbattuto da 14 giornate, mai sconfitto nel 2013, basta un rigore di Vidal. E si chiude virtualmente il cerchio tricolore: il 2 ottobre 2011 la doppietta al Milan di Marchisio qui allo Juventus Stadium Marchisio faceva capire a tutti che la Juve di Conte faceva sul serio, alla sesta giornata dello scorso campionato. Questo successo, seppure meno convincente sul piano del gioco, comunque da squadra matura che sa centellinare ogni stilla di energia, tiene il Napoli primo inseguitore a 11 punti di distacco dalla capolista, a cinque giornate dalla fine. Il Milan, che a San Siro con la Juve aveva vinto, all'andata, sprofonda a -18, sempre terzo, ma con la Fiorentina ora appiccicata, è caratterizzato dall'esordio di Bakaye Traorè. Il maliano viene schierato alla destra di De Jong con Montolivo a sinistra. In difesa preferisce De Sciscia.

OCCASIONE PIRLO, POCO PIÙ - Il primo tempo - preceduto dai buu della Curva Nord (quella del tifo non organizzato) a Boateng nel riscaldamento, e lo Juventus Stadium è diffidato - è giocato a un andamento lento che ricorda più una fortunata canzone di Tullio De Piscopo che una partita di vertice di serie A. Il Milan gioca in orizzontale, neanche lo scopo del gioco fosse quello di andare in doppia cifra come passaggi riusciti consecutivamente. Il pareggio al Diavolo sta benissimo, meglio non far arrabbiare la capolista. La Juve non vuole sbilanciarsi, tanto il vantaggio sul Napoli resta da tappa dolomitica del Giro. E davanti ha pochino, con Vucinic in cattiva serata e Marchisio che fa il suo, ma punta non è. Del resto gli allenatori hanno fatto scelte comprensibili: entrambi hanno messo in campo i migliori 11, come valore assoluto, prescindendo dai ruoli.

ABBIATI OUT - Conte privilegiando i suoi centrocampisti di qualità nel 3-5-1-1 che permette a Pogba di partire titolare, Allegri schierando tre attaccanti più Boateng. Ma la pratica non conforta la teoria. La gara è brutta, i passaggi sbagliati esagerati come l'aranciata di una riuscita pubblicità. L'unica conclusione degna di cronaca dei primi 45' è un tiro deviato, ed è tutto dire, di Pirlo, su punizione. Bravissimo Abbiati a trovare il riflesso per il cambio di direzione, quello che non era riuscito a Buffon a Monaco contro il Bayern sul tiro di Alaba sporcato da Vidal. Abbiati però si fa male alla tibia destra: dopo un quarto d'ora entra Amelia. Poi poco altro. Una spettacolare rovesciata larga di Pogba, più coreografica che pericolosa. Ma Pirlo perde palloni a ripetizione davanti alla sua area, e la Juve non decolla. All'intervallo è 0-0. Per forza.

VIDAL SU RIGORE - Si riparte con Muntari al posto di Ambrosini (caviglia destra in disordine). Cambia poco. Poi Amelia ravviva la gara all'improvviso, con un'uscita sciagurata con cui travolge Asamoah, destinato ad allargarsi sulla sinistra. Banti indica il dischetto: rigore. Vidal segna di potenza il suo tredicesimo gol stagionale. Juve in vantaggio al 12' della ripresa. La gara si vivacizza un po'. C'è qualche spazio in più, ma le occasioni gol continuano a latitare. Il Milan, deludente, nonostante Allegri continui a inserire attaccanti - arriva il turno pure di Bojan, fa solo il solletico alla miglior difesa del campionato. La Juve vendica con lo stesso punteggio l'1-0 dell'andata ottenendo la sesta vittoria di fila in campionato. E lo scudetto è sempre più soltanto questione di tempo.

Gaetano De Stefano
tratto dalla Gazzetta dello Sport versione online.








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