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martedì 21 aprile 2026

21 Aprile 2013: Juventus - Milan

È il 21 aprile 2013 e  Juventus e Milan si sfidano nella quattordicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2012-13 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

È una Juventus Campione d'Italia in carica che non sembra aver problemi nel vincere ancora il tricolore. Infatti la squadra allenata da Antonio Conte chiude il campionato con nove punti di vantaggio sul Napoli di Rafa Benítez

Il Milan dal canto suo disputa un campionato dignitoso e si piazza sull'ultimo gradino del podio.

Buona Visione!


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Stagione 2012-13 - Serie A 14ª di ritorno
Torino - Juventus Stadium
Domenica 21 aprile 2013 ore 20.45
Juventus-Milan 1-0
Marcatore: 57' rigore Vidal

Juventus: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner (81' Padoin), Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah (92' Peluso), Marchisio, Vucinic (90' Quagliarella)
A disposizione: Storari, Rubinho, Cáceres, De Ceglie, Marrone, Isla, Giaccherini, Matri, Bendtner
Allenatore: Antonio Conte

Milan: Abbiati (15' Amelia), Abate, Zapata C., Mexes, Constant, Montolivo, Ambrosini (46' Muntari), Boateng, Robinho (71' Bojan), Pazzini, El Shaarawy
A disposizione: Zaccardo, Bonera, Yepes, De Sciglio, Antonini, Traoré, Nocerino, Narduzzo, Niang
Allenatore: Massimiliano Allegri

Arbitro: Banti
Ammonizioni: Zapata, Amelia, Mexes (M)



I bianconeri superano di misura gli uomini di Allegri con un rigore di Vidal e la prossima settimana, nel derby, potrebbero festeggiare il 29° tricolore. Ambrosini e compagni dicono forse definitivamente addio al secondo posto e devono iniziare a guardarsi le spalle dai viola distanti ora un solo punto

TORINO - Chi di rigore ferisce, di rigore perisce. Così come all'andata è un penalty a decidere il big match tra Juventus e Milan, solo che questa volta ad uscire dallo stadio con le braccia alzate al cielo sono i campioni d'Italia a segno dagli undici metri con Vidal e sempre più vicini al secondo scudetto consecutivo (già domenica nel derby potrebbe arrivare la matematica certezza, ndr), il 29° esimo nella storia. Per Ambrosini e compagni, che non vincono da tre giornate, si tratta del primo ko in campionato dopo quindici turni. 

MILAN, OCCHIO ALLE SPALLE - Una sconfitta pesantissima sul piano della classifica per i rossoneri che vedono allontanarsi, probabilmente in maniera definitiva, il secondo posto difeso dal Napoli e sentono il fiato sul collo di una Fiorentina distante ora una sola lunghezza. C'è da dire, però, che la squadra di Allegri, con la gara di questa sera, è reduce da un trittico di partite infernale (Fiorentina, Napoli e Juventus, ndr) dal quale sono usciti fuori solo due punti. Quello visto questa sera allo Juventus Stadium è un Milan in linea con le ultime uscite: provato fisicamente dopo l'enorme fatica fatta per risalire fino in zona Champions e privo di idee in attacco dopo l'appannamento di El Shaarawy in fase realizzativa e l'assenza per squalifica di Balotelli. Ora Allegri dovrà cercare di tirar fuori dai suoi le ultime energie per non buttar via una rincorsa che durava ormai da 20 giornate.

ORA SOTTO COL DERBY - Onore ai campioni della Juventus capaci di dominare un campionato senza mai metterlo in discussione, se non all'inizio del girone di ritorno col Napoli che sembrava l'unica antagonista. "Sembrava", perché gli azzurri si sono sgretolati nel momento di maggiore pressione e ora navigano a una distanza abissale: sono 11, infatti, i punti che separano le due compagini in classifica. Tornando alla gara di questa sera, Conte può essere soddisfatto dei suoi. I bianconeri non hanno rischiato praticamente nulla costringendo il Milan al tiro da fuori. Non è certo stata una gara memorabile con l'unico vero acuto arrivato su un calcio di punizione a inizio partita. Se non fosse stato per il rigore trasformato da Vidal avremmo parlato di uno 0-0 privo di enfasi. Ora sotto col Torino per un derby che può valere il tricolore.

LA GARA - Nel posticipo della 33ª giornata Juventus e Milan non vogliono perdere e questo le costringe a star chiuse nella propria metà campo in attesa del varco giusto. Non è un caso che l'unica vera emozione del primo tempo arrivi da un calcio di punizione dal limite di Pirlo sul quale Abbiati (costretto poi a lasciare il campo per infortunio, ndr) deve superarsi. Il resto è solo tattica con i rossoneri più propensi a fare la gara e a farsi vedere con qualche tiro da fuori: Buffon blocca centralmente due volte su El Shaarawy. Il risultato si sblocca al quarto d'ora della ripresa quando Amelia stende in area Asamoah e manda dal dischetto Vidal: il cileno dagli undici metri è implacabile. Allegri prova allora a dare vitalità all'attacco rossonero togliendo un mediocre Robinho per Bojan, ma l'effetto non è poi tanto diverso da quello precedente, così i rossoneri provano a pungere solo dalla distanza con Montolivo e Muntari (entrato al posto di Ambrosini, infortunato), ma servirebbe ben altro per sorprendere un attento Buffon.





JUVENTUS-MILÁN 1-0, DECIDE VIDAL SU RIGORE. SCUDETTO VICINO. VIOLA A UN PUNTO DAI ROSSONERI
I bianconeri vincono 1-0 grazie a un rigore di Vidal e si avvicinano al tricolore. La squadra di Allegri non perdeva dal 22 dicembre: adesso ha una sola lunghezza sulla Fiorentina

TORINO, 21 aprile 2013 - La Juventus batte anche il Milan, e così il secondo scudetto consecutivo si avvicina sempre di più. Contro il Diavolo, che era imbattuto da 14 giornate, mai sconfitto nel 2013, basta un rigore di Vidal. E si chiude virtualmente il cerchio tricolore: il 2 ottobre 2011 la doppietta al Milan di Marchisio qui allo Juventus Stadium Marchisio faceva capire a tutti che la Juve di Conte faceva sul serio, alla sesta giornata dello scorso campionato. Questo successo, seppure meno convincente sul piano del gioco, comunque da squadra matura che sa centellinare ogni stilla di energia, tiene il Napoli primo inseguitore a 11 punti di distacco dalla capolista, a cinque giornate dalla fine. Il Milan, che a San Siro con la Juve aveva vinto, all'andata, sprofonda a -18, sempre terzo, ma con la Fiorentina ora appiccicata, è caratterizzato dall'esordio di Bakaye Traorè. Il maliano viene schierato alla destra di De Jong con Montolivo a sinistra. In difesa preferisce De Sciscia.

OCCASIONE PIRLO, POCO PIÙ - Il primo tempo - preceduto dai buu della Curva Nord (quella del tifo non organizzato) a Boateng nel riscaldamento, e lo Juventus Stadium è diffidato - è giocato a un andamento lento che ricorda più una fortunata canzone di Tullio De Piscopo che una partita di vertice di serie A. Il Milan gioca in orizzontale, neanche lo scopo del gioco fosse quello di andare in doppia cifra come passaggi riusciti consecutivamente. Il pareggio al Diavolo sta benissimo, meglio non far arrabbiare la capolista. La Juve non vuole sbilanciarsi, tanto il vantaggio sul Napoli resta da tappa dolomitica del Giro. E davanti ha pochino, con Vucinic in cattiva serata e Marchisio che fa il suo, ma punta non è. Del resto gli allenatori hanno fatto scelte comprensibili: entrambi hanno messo in campo i migliori 11, come valore assoluto, prescindendo dai ruoli.

ABBIATI OUT - Conte privilegiando i suoi centrocampisti di qualità nel 3-5-1-1 che permette a Pogba di partire titolare, Allegri schierando tre attaccanti più Boateng. Ma la pratica non conforta la teoria. La gara è brutta, i passaggi sbagliati esagerati come l'aranciata di una riuscita pubblicità. L'unica conclusione degna di cronaca dei primi 45' è un tiro deviato, ed è tutto dire, di Pirlo, su punizione. Bravissimo Abbiati a trovare il riflesso per il cambio di direzione, quello che non era riuscito a Buffon a Monaco contro il Bayern sul tiro di Alaba sporcato da Vidal. Abbiati però si fa male alla tibia destra: dopo un quarto d'ora entra Amelia. Poi poco altro. Una spettacolare rovesciata larga di Pogba, più coreografica che pericolosa. Ma Pirlo perde palloni a ripetizione davanti alla sua area, e la Juve non decolla. All'intervallo è 0-0. Per forza.

VIDAL SU RIGORE - Si riparte con Muntari al posto di Ambrosini (caviglia destra in disordine). Cambia poco. Poi Amelia ravviva la gara all'improvviso, con un'uscita sciagurata con cui travolge Asamoah, destinato ad allargarsi sulla sinistra. Banti indica il dischetto: rigore. Vidal segna di potenza il suo tredicesimo gol stagionale. Juve in vantaggio al 12' della ripresa. La gara si vivacizza un po'. C'è qualche spazio in più, ma le occasioni gol continuano a latitare. Il Milan, deludente, nonostante Allegri continui a inserire attaccanti - arriva il turno pure di Bojan, fa solo il solletico alla miglior difesa del campionato. La Juve vendica con lo stesso punteggio l'1-0 dell'andata ottenendo la sesta vittoria di fila in campionato. E lo scudetto è sempre più soltanto questione di tempo.

Gaetano De Stefano
tratto dalla Gazzetta dello Sport versione online.








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lunedì 26 gennaio 2026

26 Gennaio 2013: Juventus - Genoa

É il 26 Gennaio 2013 e  Juventus e Genoa si sfidano nella terza giornata del girone di ritorno della Serie A TIM 2012-13 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

É una Juventus Campione d'Italia in carica che non sembra aver problemi nel vincere ancora il tricolore. Infatti la squadra allenata da Antonio Conte chiude il campionato con nove punti di vantaggio sul Napoli di Rafa Benitez

Il Genoa dal canto suo disputa un campionato non degno di nota, ma riesce comunque ad evitare l'onta della retrocessione in Serie B.

Buona Visione!



Juventus








Stagione 2012-2013 - Campionato di Serie A - 3 ritorno
Torino - Juventus Stadium
Sabato 26 gennaio 2013 ore 20:45
JUVENTUS-GENOA 1-1
MARCATORI: Quagliarella 54, Borriello 68

JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Caceres, Lichtsteiner, Vidal, Pogba, Marchisio C. (Beltrame S. 82), De Ceglie (Giaccherini 73), Quagliarella (Giovinco S. 69), Vucinic
Allenatore: Antonio Conte

GENOA: Frey, Granqvist, Manfredini (Rossi M. 66), Moretti, Pisano, Kucka, Matuzalem, Olivera (Bertolacci 59), Antonelli, Immobile (Borriello 59), Floro Flores
Allenatore: Davide Ballardini

ARBITRO: Guida




Apre l'attaccante bianconero, risponde l'ex di turno: è però Guida di Torre Annunziata a diventare protagonista, negando tre rigori (uno ai rossoblù, due ai bianconeri) e sbagliando quasi tutto nell'arco dei 90 minuti. Finale carico di veleni: faccia a faccia del tecnico con il direttore di gara.

TORINO - Sarebbe bello scrivere di calcio giocato, di un Genoa che va oltre i propri limiti e strappa un punto fra mille difficoltà in casa della Juventus, della "rivincita" di Borriello nel giorno dello sbarco a Torino di Nicolas Anelka, dell'esordio in A del promettente Beltrame, di una corsa scudetto ancora aperta, Napoli permettendo. Invece, al triplice fischio, diventa inevitabile scrivere della direzione arbitrale insufficiente: perché Guida e Romeo, in 90 minuti, ne combinano di tutti i colori all'interno della stessa area, una volta in favore dei padroni di casa, due a sfavore. Il finale è censurabile, con mezza Juve a protestare, anche oltre i limiti consentiti.

POCHE OCCASIONI - Le scelte di Conte, forzate dalle assenze, sono lineari: in campo i migliori 11 a disposizione. Ballardini, al ritorno sulla panchina del Grifone, si affida all'uomo che due anni fa fece benissimo sotto la sua guida: Floro Flores affianca Immobile in attacco, la novità principale è rappresentata dal modulo, un copertissimo 5-3-2. Primo brivido al 13'. Corner Genoa da sinistra, il movimento del braccio di Vucinic è tanto ingenuo quanto irregolare: sarebbe il primo rigore della serata, Guida lascia correre. Juve pericolosa al quarto d'ora. Vidal aggancia bene in area, provvidenziale il ritorno di Antonelli. Minuto 21, Pogba in verticale per Marchisio: inserimento perfetto del centrocampista, inguardabile il destro di controbalzo. Bianconeri padroni del campo ma che faticano a trovare spazi, ci prova dunque Bonucci sugli sviluppi di una punizione. Colpo di testa ben calibrato, cuoio di poco a lato. Analoga sorte spetta al tocco di Quagliarella al 44', su delizioso cross di Lichtsteiner.

SBLOCCA LA JUVE - In avvio di ripresa i Campioni d'Italia cambiano marcia. Al 6' Frey allontana la minaccia dopo una spizzata di Quagliarella, tre minuti più tardi arriva il vantaggio. Vucinic esce dal letargo dopo aver ricevuto al limite dell'area, geniale imbucata in verticale per Lichtsteiner, agevolato da un disastroso Olivera: cross rasoterra per Quagliarella, tocco a colpo sicuro, la deviazione di Granqvist non modifica la sostanza del vantaggio. Ballardini cambia tutto, tre cambi in sette giri d'orologio: dentro Rossi, Borriello e Bertolacci, fuori Manfredini, Immobile e Olivera, si passa alla linea a 4 in difesa.

LO SGARBO DI BORRIELLO - Nonostante la mutazione tattica, non sembrano esserci i presupposti per il pari, che arriva invece al 23'. Kucka anticipa De Ceglie, scappa sulla destra e si accentra aggirando nuovamente il terzino: lo slovacco va col mancino a giro cercando la porta, il tiro diventa un cross e Borriello vince la sfida di riflessi, bruciando Barzagli sul palo lontano e incornando l'1-1. Il centravanti, da bravo ex, non esulta. Floro Flores non ce la fa più e chiede un cambio che Ballardini non può operare, avendo finito le sostituzioni: il Grifone chiude in 10 e in apnea, a protezione del punto. Sgroppata centrale di Lichtsteiner al 29', bel sinistro da fuori dello svizzero, il migliore dei suoi: Frey respinge.

IL DELIRIO FINALE - Quando scocca il minuto 35 iniziano le proteste bianconere. Giaccherini mette in mezzo, Vucinic è pronto sul secondo palo, Antonelli lo trattiene palesemente. Rigore? Neanche stavolta, si pensa al mal comune mezzo gaudio. Conte gioca le carte Giovinco - il numero 12 dipinge su punizione ma trova il palo - e Beltrame: il baby scuola Novara si rende pericoloso al 39', parata plastica di Frey. Il pandemonio si scatena nell'ultimo dei tre minuti di recupero. Cross di Lichtsteiner, Granqvist cicca il rinvio e si spara il pallone sul braccio largo. Il gesto è nettamente involontario ma la posizione dell'arto del difensore è tale da alimentare quantomeno i dubbi, all'interno di un regolamento che continua a lasciare ai fischietti una discrezionalità pressoché totale. Finisce con Conte che entra in campo come un indemoniato a urlare la sua rabbia, con Lichtsteiner e Vucinic sanzionati per proteste. Con il Genoa che porta via un punto fra mille problemi e con un campionato parzialmente aperto. Ma viene difficile scriverne.
Marco Gaetani 





Un colpo di testa del centravanti vanifica il gol di Quagliarella in avvio di ripresa. Palo di Giovinco. Nel finale Genoa in 10 per l'infortunio a Floro Flores: un mani di Granqvist in area fa arrabbiare i bianconeri

La Juventus pareggia, contro il Genoa. Tra mille polemiche per un arbitraggio che fa infuriare tutto l'universo bianconero. La Juve guadagna un punto sulla Lazio, ma perde l’occasione di dare un altro strattone al campionato. Il Napoli domani potrà provare a replicare. A Torino segnano Quagliarella prima e Borriello poi. E la Juve, che ha attaccato 90’, non riesce a concretizzare un’evidente superiorità. Come già successo contro la Lazio, in settimana.

SERATA DI ATTACCANTI — Gira tutto attorno alle punte. C’è Anelka che arriva. Da Parigi a Caselle, l’aeroporto di Torino. Per vederlo allo Juventus Stadium c’è ancora da attendere un po’. C’è Quagliarella, uno di quelli che rischia di perdere minuti che già reclama, dall’arrivo dello stagionato francese. Quaglia segna, e non lo faceva da novembre, dalla rete al Chelsea a Torino. Questo è il suo decimo sigillo stagionale. C’è l’ex Borriello che rovina la serata ai padroni di casa. C’è una Juve che domina, ma non pur con l’uomo in più nel finale (Floro Flores k.o.) non porta a casa tre punti. Perché non è fortunata, quando colpisce il palo con Giovinco. Ma anche perché non ha un uomo d’area. Che comunque non è neppure Anelka.

ANDAMENTO LENTO — Il primo tempo non sarà tramandato ai posteri come uno spot sul pallone. La Juve fatica a carburare, e il Genoa si chiude a riccio. Ballardini, appena tornato sulla panchina rossoblu al posto di Delneri, mai rimpianto a Torino, non concede spiragli. Che esordire contro la Vecchia Signora a Torino, dove i suoi colori non vincono da 22 anni, è già abbastanza complicato. Lo schema tattico è a specchio: 3-5-2. La Juve non riesce ad alzare abbastanza il ritmo, e poi Vucinic e Quagliarella non funzionano. Comunque l’occasione migliore del primo tempo c’è l’ha proprio Quagliarella, che prova la deviazione al volo sul cross teso di Lichtsteiner dalla destra. Palla larga, non di molto. Per il resto da segnalare solo un mani più che sospetto di Vucinic nella propria area, ed una gran palla di Pogba, da allievo di Pirlo che impara in fretta, per il solito inserimento centrale di Marchisio, che però per una volta colpisce malissimo sottoporta. Tutto qui. All’intervallo è 0-0.

QUAGLIARELLA GOL — La Juve è più volitiva, a inizio ripresa. Quagliarella trova il gol già al 9’. Bel cross di Lichtsteiner dalla destra, sinistro di prima intenzione dell’attaccante napoletano che Granqvist, ribadisce in rete provando un disperato salvataggio.
 
BALLARDINI CAMBIA E PAREGGIA — Dentro Borriello, ex di serata, e Bertolacci, per Immobile e Olivera. La mossa funziona. Subito. Borriello pareggia infatti di testa, sottoporta, sfruttando uno splendido cross di Kucka che si beve in dribbling De Ceglie sulla destra. 1-1 al 23’ della ripresa.

FORCING JUVE — Entrano Giovinco per Quagliarella e Giaccherini per De Ceglie, beccato dal suo pubblico. E il Genoa perde un uomo: a sostituzioni esaurite si rompe Floro Flores. La Juve spinge, ma stringi stringi combina poco. Reclama un rigore per una trattenuta, che c’è, di Antonelli su Vucinic. Giovinco colpisce il palo con una meravigliosa punizione. Manovra fino all’area piccola, poi manca sempre chi la butta dentro. Il più pericoloso su azione è addirittura il Primavera Beltrame. Nel recupero Granqvist regala quasi un rigore ai bianconeri, ma il suo mani per l’arbitro Guida non merita l’indicazione del dischetto. Decisione che provoca la furia dei giocatori bianconeri in campo e di Conte dalla panchina, che protesta anche per i rigori non concessi a Pogba e Vucinic. Il fortino del Genoa tiene. Ballardini inizia bene la sua avventura 2.0 in rossoblù. La Juve non ha il tempo di recriminare: deve già guardare avanti, alla semifinale di ritorno di Coppa Italia, in programma martedì sera a Roma.

Riccardo Pratesi







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martedì 16 settembre 2025

16 Settembre 2012: Genoa - Juventus

É il 16 Settembre 2012 e Genoa e Juventus si sfidano nella terza giornata del girone di andata della Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2012-13 allo Stadio 'Luigi Ferraris - Marassi' di Genova.

É una Juventus Campione d'Italia in carica che non sembra aver problemi nel vincere ancora il tricolore. Infatti la squadra allenata da Antonio Conte chiude il campionato con nove punti di vantaggio sul Napoli di Rafa Benitez

Il Genoa dal canto suo disputa un campionato non degno di nota, ma riesce comunque ad evitare l'onta della retrocessione in Serie B.

Buona Visione! 



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Stagione 2012/13 - Serie A - 3a Giornata
Stadio Luigi Ferraris 'Marassi'
Domenica 16 Settembre 2012 ore 15.00
GENOA-JUVENTUS 1-3
Marcatori: 18' Immobile (G), 16' st Giaccherini, 33' Vucinic, 39' st Asamoah (J)

Genoa (4-4-2): Frey; Sampirisi (34' st Ferronetti), Canini, Bovo (22' st Granqvist), Antonelli (37' st Melazzi); Jankovic, Kucka, Bertolacci, Seymour; Immobile, Borriello
A disposizion: Tzorvas, Merkel, Piscitella, Jorquera, Moretti, Toszer, Anselmo, Stillo.
Allenatore: Luigi De Canio

Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Caceres (31' st Lichtsteiner), Marchisio, Pirlo, Giaccherini, De Ceglie (9' st Asamoah); Matri (10' st Vucinic), Giovinco
A disposizione: Storari, Lucio, Pogba, Bendtner, Vidal, Quagliarella, Isla, Rubinho, Marrone.
Allenatore: Massimo Carrera (Antonio Conte squalificato).

Arbitro: Rocchi
Ammoniti:Bonucci, Pirlo, Barzagli (J), Immobile, Canini (G)

 


I bianconeri vanno sotto a Marassi per il gol di Immobile, ma nella ripresa rimontano grazie alle reti di Giaccherini, Vucinic su rigore e Asamoah. Decisivo l'ingresso dalla panchina del montenegrino, protagonista in tutti i centri bianconeri. I rossoblù hanno dominato nel primo tempo, e pagato i troppi sprechi

La Juventus vince anche a Marassi, in rimonta, contro il Genoa. Alla rete dell'ex "impertinente", Immobile replicano nel secondo tempo, dopo un po' di paura, Giaccherini, Vucinic su rigore e Asamoah. La Juve declina con successo la regola del tre. Tre vittorie in altrettante partite di questo campionato, con nove gol segnati, dunque 3 a partita, di media. La Vecchia Signora è così davanti a tutti, a braccetto con Napoli e Lazio. Appunto, là davanti si conferma la regola del tre.

UNA SUDATA PAZZESCA — Quella che ha fatto la Juve a Genova, però. E non solo per il pomeriggio estivo. Il Genoa nel primo tempo ha dominato, e nella ripresa sprecato almeno tre occasioni clamorose per chiudere la gara. Poi la Juve è venuta fuori come un diesel, implacabile. E ha punito gli errori altrui, grazie soprattutto a Buffon e Vucinic. Il portierone si è riscattato di Bertolacci, che gli aveva segnato per il Lecce nello scorso campionato, quando fu protagonista di un clamoroso errore, il montenegrino è entrato dalla panchina, ha segnato e regalato il pallone del pari a Giaccherini a l'assist del definitivo 3-1 all'altra subentrato, Asamoah.

LE SCELTE — De Canio schiera insieme Immobile e Borriello, due centravanti. Per farlo cambia modulo: chiude in un cassetto di Marassi il consueto 4-3-3 e propone piuttosto un 4-3-1-2 nel quale Bertolacci, bestia nera della Juve col Lecce, dà un'occhiata a Pirlo e una ai suoi due attaccanti. Conte fa turn over in vista del Chelsea, in Champions: cambiano gli esterni, Caceres e De Ceglie diventano titolari, in mezzo Gioccherini prova a fare il Vidal, davanti Vucinic riposa. Giocano Matri e Giovinco.

Genoa scatenato — I rossoblù partono a mille all'ora. Borriello, l'ex recente, va vicinissimo al vantaggio: errore di Bonucci, la punta napoletana mette appena a lato il sinistro incrociato. L'altro ex - pure lui napoletano - Immobile, un po' meno recente ma cresciuto nelle giovanili della Juve che ne detiene ancora la comproprietà, si divora un'occasione ghiotta, cercando un improbabile colpo sotto quando gli si para davanti Buffon. Poi, però, alla seconda opportunità sottoporta, trova la rete del vantaggio. Colpisce di destro appena dentro l'area, palla angolatissima, Buffon proprio non può arrivarci.

Juve sorpresa — La Juve, colpita dalla sua arma classica, il ritmo alto, proprio non riesce a scuotersi. Neanche lo schiaffo dello svantaggio la sveglia. È come se aspettasse il calo del Genoa, che però non arriva, per poi replicare. E i rossoblù hanno con Jankovic e Borriello (stavolta Bonucci è provvidenziale) le palle gol per il 2-0. Che non arriva, però. La Juve è vivace a sinistra con De Ceglie, poco più, Caceres a destra si propone, ma spesso è impreciso nei cross. Giovinco ronza, ma non punge, Matri ha un unico guizzo, che lo porta (in sospetto fuorigioco) davanti a Frey, grazie ad un "taglio" sull'idea di Giaccherini. Il sinistro del centravanti è però sciagurato: palla in curva. Siamo al 38': significativo che la Juve abbia creato il primo pericolo agli sgoccioli del primo tempo. Che si chiude con il Genoa in vantaggio, e il punteggio sta pure stretto alla squadra di De Canio.

Un legno per parte — La Juve del secondo tempo si è rimessa i panni che l'hanno resa vincente. È carica, cattiva, continua. Spinge forte. Crea occasioni, e costringe il Genoa a rintanarsi, anche se poi concede comunque troppo, ai colpi di testa di Sampirisi (appena fuori) e Borriello (traversa). Un palo l'aveva colpito anche Giovinco, con un bel destro incrociato. Occasioni come le ciliege, una tira l'altra. Da entrambe le parti. Carrera cambia: fuori De Ceglie e Matri, dentro i titolari Asamoah e Vucinic.

Gol sbagliato gol subito — Un classico detto del pallone è confermato al 18' della ripresa. Bertolacci si vede respingere i sogni di gloria da Buffon, che ha un gran riflesso, sul seguente contropiede la Juve pareggia. Sponda di Vucinic, bello l'interno destro piazzato di Giaccherini dal limite dell'area. 1-1.

Vince la Juve — Grazie al rigore decretato dall'arbitro Rocchi per un contatto in area Sampirisi-Asamoah. Vucinic prende il pallone, non lo molla quando gielo chiedono Giovinco e Pirlo, va sul dischetto e trafigge Frey. 2-1 Juve. Che poi amministra il vantaggio, con un Genoa che, esausto, non riesce a cambiare passo. Addirittura, segna ancora la Juve, con Asamoah, su assist di Vucinic. E resta in vetta, in una giornata in cui l'imbattibilità in serie A, che dura da 42 partite, è stata a rischio molto più di quanto racconti il risultato.

 

 




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martedì 2 settembre 2025

2 Settembre 2012: Udinese - Juventus

É il 2 Settembre 2012 ed UdineseJuventus si sfidano nella Seconda Giornata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2012-13  allo Stadio 'Friuli' di Udine.

É una Juventus Campione d'Italia in carica che non sembra aver problemi nel vincere ancora il tricolore. Infatti la squadra allenata da Antonio Conte chiude il campionato con nove punti di vantaggio sul Napoli di Rafa Benitez. L' Udinese da parte sua termina la stagione in un bellissimo quinto posto e si assicura un posto che conta in Europa.

Buona Visione! 


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Stagione 2012-2013 - Campionato di Serie A - 2 andata
Udine - Stadio Friuli
Domenica 2 settembre 2012 ore 18.00
UDINESE-JUVENTUS 1-4
MARCATORI: Vidal rigore 14, Vucinic 45+1, Giovinco 53, Giovinco 71, Lazzari 78

UDINESE: Brkic, Benatia, Danilo, Domizzi, Basta, Pereyra (Muriel 52), Pinzi, Lazzari, Armero, Fabbrini (Padelli 13), Di Natale (Allan 76)
Allenatore: Francesco Guidolin

JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini (Marrone 71), Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio C., Asamoah, Giovinco (Quagliarella 74), Vucinic (Matri 74)
Allenatore: Antonio Conte

ARBITRO: Valeri
ESPULSIONI: Brkic 12 (Udinese)
NOTE - Conte e Alessio squalificati, al loro posto in panchina Carrera e Filippi




Juventus a punteggio pieno dopo la seconda giornata di serie A. I bianconeri hanno battuto con un pesante 1-4 l'Udinese.

Prosegue l'ottimo inzinio di stagione dei Campioni d'Italia, che sbancano il Friuli con un roboante quattro a uno, ai danni di un'Udinese molto sfortunata. Grandissima partita di Giovinco, che stasera ha messo un'ipoteca sulla definita conquista della maglia di seconda punta titolare della Juventus.

I VOTI 

Udinese (3-5-2): Brkic 5; Benatia 5,5, Danilo 5, Domizzi 6; Basta 6, Pinzi 5,5, Pereyra 5,5 (6' st Muriel 6), Lazzari 6,5, Armero 5,5; Fabbrini sv (14' Padelli 6), Di Natale 5,5 (31' st Allan 6). A disp.: Heurtaux, Coda, Angella, Gabriel Silva, Pasquale, Faraoni, Willians, Allan, Barreto, Maicosuel. All.: Guidolin

Juventus (3-5-2): Buffon 6; Barzagli 6, Bonucci 5,5, Chiellini 6; Lichtsteiner 6, Vidal 6,5, Pirlo 6,5, Marchisio 6,5, Asamoah 6,5; Giovinco  7,5 (30' st Quagliarella sv), Vucinic 6 (30' st Matri sv). A disp.: Storari, Branescu, Marrone, Caceres, De Ceglie, Pogba, Giaccherini. All.: Carrera

MIGLIORI TODAY

Giovinco 7,5 - Partita positiva per la Formica Atomica. L'ex talento della Primavera juventina si guadagna il calcio di rigore che sblocca il match e poi siglia il gol del 3 a 0. 

Asamoah 6,5 - Ancora una volta, dopo la Supercoppa e la vittoria contro il Parma, il ghanese fa una grande partita di sacrificio e cuore. 

PEGGIORI TODAY

Bonucci 5,5 - Ancora lontano dalla forma migliore. C'è da dire che l'Udinese non impensierisce mai la difesa della Juve ma l'ex difensore del Bari è scoordinato e si fa anche ammonire. 

tratto da: Udinese-Juventus, le pagelle: Giovinco e Asamoah top. Bonucci flop



I bianconeri passano 4-1 al Friuli e restano a punteggio pieno con sei punti in due partite: apre Vidal su rigore (discutibile l'espulsione del portiere Brkic) poi vanno a segno Vucinic e due volte Giovinco. Per la squadra di Guidolin gol della bandiera di Lazzari

UDINE - La Juventus va a passeggio a Udine, ma in questo momento il 4-1 che esce al Friuli non fa granché notizia. Troppo diverso lo stato psicofisico delle contendenti. I campioni d'Italia in forma, per nulla turbati dalla squalifica di Conte, i friulani usciti letteralmente a pezzi dall'eliminazione in Champions League. Se poi ci si mette la quanto meno discutibile inferiorità numerica inflitta dall'arbitro Valeri alla squadra di Guidolin, la frittata è fatta.

BRKIC, ESPULSIONE INGIUSTA - Un episodio che altera completamente il senso tattico della gara. Le squadre in partenza vengono schierate specularmente. C'è molto traffico in mediana, in mezzo la qualità juventina è oggettivamente superiore, la speranza di Guidolin è riequilibrare il tutto sugli esterni, ma anche qui gli va maluccio. Lichtsteiner ad esempio vince nettamente quello con Armero, l'ex Asamoah, sia pure in maniera meno schiacciante, prevale su Basta. Una analisi che però viene sconvolta dall'episodio chiave: il rigore (giusto) assegnato alla Juve per fallo di Giovinco, l'espulsione (ingiusta) del portiere Brkic nella stessa azione. In realtà contrasto del portiere con l'attaccante, una riedizione di Davide e Golia, è causata da una spinta di Danilo, a sua volta non considerabile però ultimo uomo.

VUCINIC CHIUDE I GIOCHI - Una mazzata micidiale per l'Udinese: c'è il sacrificio di Fabbrini (dentro il secondo portiere Padelli), c'è Vidal, che si fa perdonare l'errore contro il Parma e non sbaglia dal dischetto. La Juve, che fino ad allora aveva comunque fatto di più (gol letteralmente divorato da Lichtsteiner), va sul velluto. Forse un po' leziosa la squadra di Carrera, ma di fatto non si accettano scommesse sul raddoppio, che giunge puntuale: Vucinic prima trova una prodigiosa deviazione di Padelli, poi, a seguito anche di un liscio di Armero, non sbaglia un fac simile di rigore con un perfetto piattone destro. Cosa chiedere a questo punto all'Udinese? Il nuovo arrivato Lazzari fa da collante tra le mediana e Di Natale, c'è molta grinta, ma Buffon non giustifica lo stipendio.

GIOVINCO DILAGA - La ripresa oggettivamente è noiosa, non vive su nessuna forma di pathos. C'è però l'occasione di ammirare un Giovinco in grande spolvero. Buona l'intesa con Vucinic, e tanta facilità di andare al tiro. Ne esce una bella doppietta: il primo gol di rapina, sull'unico errore di Padelli, il secondo con un bel diagonale. Il contentino per l'Udinese lo dà Lazzari con un sinistro ravvicinato, ma i friulani erano da tempo fuori gara.

Luigi Panella
tratto da: Poker Juventus, Udinese travolta




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