É il 26 Gennaio 2013 e Juventus e Genoa si sfidano nella terza giornata del girone di ritorno della Serie A TIM 2012-13 allo 'Juventus Stadium' di Torino.
É una Juventus Campione d'Italia in carica che non sembra aver problemi nel vincere ancora il tricolore. Infatti la squadra allenata da Antonio Conte chiude il campionato con nove punti di vantaggio sul Napoli di Rafa Benitez.
Il Genoa dal canto suo disputa un campionato non degno di nota, ma riesce comunque ad evitare l'onta della retrocessione in Serie B.
Buona Visione!
Apre l'attaccante bianconero, risponde l'ex di turno: è però Guida di Torre Annunziata a diventare protagonista, negando tre rigori (uno ai rossoblù, due ai bianconeri) e sbagliando quasi tutto nell'arco dei 90 minuti. Finale carico di veleni: faccia a faccia del tecnico con il direttore di gara.TORINO - Sarebbe bello scrivere di calcio giocato, di un Genoa che va oltre i propri limiti e strappa un punto fra mille difficoltà in casa della Juventus, della "rivincita" di Borriello nel giorno dello sbarco a Torino di Nicolas Anelka, dell'esordio in A del promettente Beltrame, di una corsa scudetto ancora aperta, Napoli permettendo. Invece, al triplice fischio, diventa inevitabile scrivere della direzione arbitrale insufficiente: perché Guida e Romeo, in 90 minuti, ne combinano di tutti i colori all'interno della stessa area, una volta in favore dei padroni di casa, due a sfavore. Il finale è censurabile, con mezza Juve a protestare, anche oltre i limiti consentiti.POCHE OCCASIONI - Le scelte di Conte, forzate dalle assenze, sono lineari: in campo i migliori 11 a disposizione. Ballardini, al ritorno sulla panchina del Grifone, si affida all'uomo che due anni fa fece benissimo sotto la sua guida: Floro Flores affianca Immobile in attacco, la novità principale è rappresentata dal modulo, un copertissimo 5-3-2. Primo brivido al 13'. Corner Genoa da sinistra, il movimento del braccio di Vucinic è tanto ingenuo quanto irregolare: sarebbe il primo rigore della serata, Guida lascia correre. Juve pericolosa al quarto d'ora. Vidal aggancia bene in area, provvidenziale il ritorno di Antonelli. Minuto 21, Pogba in verticale per Marchisio: inserimento perfetto del centrocampista, inguardabile il destro di controbalzo. Bianconeri padroni del campo ma che faticano a trovare spazi, ci prova dunque Bonucci sugli sviluppi di una punizione. Colpo di testa ben calibrato, cuoio di poco a lato. Analoga sorte spetta al tocco di Quagliarella al 44', su delizioso cross di Lichtsteiner.SBLOCCA LA JUVE - In avvio di ripresa i Campioni d'Italia cambiano marcia. Al 6' Frey allontana la minaccia dopo una spizzata di Quagliarella, tre minuti più tardi arriva il vantaggio. Vucinic esce dal letargo dopo aver ricevuto al limite dell'area, geniale imbucata in verticale per Lichtsteiner, agevolato da un disastroso Olivera: cross rasoterra per Quagliarella, tocco a colpo sicuro, la deviazione di Granqvist non modifica la sostanza del vantaggio. Ballardini cambia tutto, tre cambi in sette giri d'orologio: dentro Rossi, Borriello e Bertolacci, fuori Manfredini, Immobile e Olivera, si passa alla linea a 4 in difesa.LO SGARBO DI BORRIELLO - Nonostante la mutazione tattica, non sembrano esserci i presupposti per il pari, che arriva invece al 23'. Kucka anticipa De Ceglie, scappa sulla destra e si accentra aggirando nuovamente il terzino: lo slovacco va col mancino a giro cercando la porta, il tiro diventa un cross e Borriello vince la sfida di riflessi, bruciando Barzagli sul palo lontano e incornando l'1-1. Il centravanti, da bravo ex, non esulta. Floro Flores non ce la fa più e chiede un cambio che Ballardini non può operare, avendo finito le sostituzioni: il Grifone chiude in 10 e in apnea, a protezione del punto. Sgroppata centrale di Lichtsteiner al 29', bel sinistro da fuori dello svizzero, il migliore dei suoi: Frey respinge.IL DELIRIO FINALE - Quando scocca il minuto 35 iniziano le proteste bianconere. Giaccherini mette in mezzo, Vucinic è pronto sul secondo palo, Antonelli lo trattiene palesemente. Rigore? Neanche stavolta, si pensa al mal comune mezzo gaudio. Conte gioca le carte Giovinco - il numero 12 dipinge su punizione ma trova il palo - e Beltrame: il baby scuola Novara si rende pericoloso al 39', parata plastica di Frey. Il pandemonio si scatena nell'ultimo dei tre minuti di recupero. Cross di Lichtsteiner, Granqvist cicca il rinvio e si spara il pallone sul braccio largo. Il gesto è nettamente involontario ma la posizione dell'arto del difensore è tale da alimentare quantomeno i dubbi, all'interno di un regolamento che continua a lasciare ai fischietti una discrezionalità pressoché totale. Finisce con Conte che entra in campo come un indemoniato a urlare la sua rabbia, con Lichtsteiner e Vucinic sanzionati per proteste. Con il Genoa che porta via un punto fra mille problemi e con un campionato parzialmente aperto. Ma viene difficile scriverne.
Marco Gaetani
Un colpo di testa del centravanti vanifica il gol di Quagliarella in avvio di ripresa. Palo di Giovinco. Nel finale Genoa in 10 per l'infortunio a Floro Flores: un mani di Granqvist in area fa arrabbiare i bianconeriLa Juventus pareggia, contro il Genoa. Tra mille polemiche per un arbitraggio che fa infuriare tutto l'universo bianconero. La Juve guadagna un punto sulla Lazio, ma perde l’occasione di dare un altro strattone al campionato. Il Napoli domani potrà provare a replicare. A Torino segnano Quagliarella prima e Borriello poi. E la Juve, che ha attaccato 90’, non riesce a concretizzare un’evidente superiorità. Come già successo contro la Lazio, in settimana.SERATA DI ATTACCANTI — Gira tutto attorno alle punte. C’è Anelka che arriva. Da Parigi a Caselle, l’aeroporto di Torino. Per vederlo allo Juventus Stadium c’è ancora da attendere un po’. C’è Quagliarella, uno di quelli che rischia di perdere minuti che già reclama, dall’arrivo dello stagionato francese. Quaglia segna, e non lo faceva da novembre, dalla rete al Chelsea a Torino. Questo è il suo decimo sigillo stagionale. C’è l’ex Borriello che rovina la serata ai padroni di casa. C’è una Juve che domina, ma non pur con l’uomo in più nel finale (Floro Flores k.o.) non porta a casa tre punti. Perché non è fortunata, quando colpisce il palo con Giovinco. Ma anche perché non ha un uomo d’area. Che comunque non è neppure Anelka.ANDAMENTO LENTO — Il primo tempo non sarà tramandato ai posteri come uno spot sul pallone. La Juve fatica a carburare, e il Genoa si chiude a riccio. Ballardini, appena tornato sulla panchina rossoblu al posto di Delneri, mai rimpianto a Torino, non concede spiragli. Che esordire contro la Vecchia Signora a Torino, dove i suoi colori non vincono da 22 anni, è già abbastanza complicato. Lo schema tattico è a specchio: 3-5-2. La Juve non riesce ad alzare abbastanza il ritmo, e poi Vucinic e Quagliarella non funzionano. Comunque l’occasione migliore del primo tempo c’è l’ha proprio Quagliarella, che prova la deviazione al volo sul cross teso di Lichtsteiner dalla destra. Palla larga, non di molto. Per il resto da segnalare solo un mani più che sospetto di Vucinic nella propria area, ed una gran palla di Pogba, da allievo di Pirlo che impara in fretta, per il solito inserimento centrale di Marchisio, che però per una volta colpisce malissimo sottoporta. Tutto qui. All’intervallo è 0-0.QUAGLIARELLA GOL — La Juve è più volitiva, a inizio ripresa. Quagliarella trova il gol già al 9’. Bel cross di Lichtsteiner dalla destra, sinistro di prima intenzione dell’attaccante napoletano che Granqvist, ribadisce in rete provando un disperato salvataggio.BALLARDINI CAMBIA E PAREGGIA — Dentro Borriello, ex di serata, e Bertolacci, per Immobile e Olivera. La mossa funziona. Subito. Borriello pareggia infatti di testa, sottoporta, sfruttando uno splendido cross di Kucka che si beve in dribbling De Ceglie sulla destra. 1-1 al 23’ della ripresa.FORCING JUVE — Entrano Giovinco per Quagliarella e Giaccherini per De Ceglie, beccato dal suo pubblico. E il Genoa perde un uomo: a sostituzioni esaurite si rompe Floro Flores. La Juve spinge, ma stringi stringi combina poco. Reclama un rigore per una trattenuta, che c’è, di Antonelli su Vucinic. Giovinco colpisce il palo con una meravigliosa punizione. Manovra fino all’area piccola, poi manca sempre chi la butta dentro. Il più pericoloso su azione è addirittura il Primavera Beltrame. Nel recupero Granqvist regala quasi un rigore ai bianconeri, ma il suo mani per l’arbitro Guida non merita l’indicazione del dischetto. Decisione che provoca la furia dei giocatori bianconeri in campo e di Conte dalla panchina, che protesta anche per i rigori non concessi a Pogba e Vucinic. Il fortino del Genoa tiene. Ballardini inizia bene la sua avventura 2.0 in rossoblù. La Juve non ha il tempo di recriminare: deve già guardare avanti, alla semifinale di ritorno di Coppa Italia, in programma martedì sera a Roma.Riccardo Pratesi



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