martedì 16 settembre 2025

16 Settembre 2012: Genoa - Juventus

É il 16 Settembre 2012 e Genoa e Juventus si sfidano nella terza giornata del girone di andata della Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2012-13 allo Stadio 'Luigi Ferraris - Marassi' di Genova.

É una Juventus Campione d'Italia in carica che non sembra aver problemi nel vincere ancora il tricolore. Infatti la squadra allenata da Antonio Conte chiude il campionato con nove punti di vantaggio sul Napoli di Rafa Benitez

Il Genoa dal canto suo disputa un campionato non degno di nota, ma riesce comunque ad evitare l'onta della retrocessione in Serie B.

Buona Visione! 



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Stagione 2012/13 - Serie A - 3a Giornata
Stadio Luigi Ferraris 'Marassi'
Domenica 16 Settembre 2012 ore 15.00
GENOA-JUVENTUS 1-3
Marcatori: 18' Immobile (G), 16' st Giaccherini, 33' Vucinic, 39' st Asamoah (J)

Genoa (4-4-2): Frey; Sampirisi (34' st Ferronetti), Canini, Bovo (22' st Granqvist), Antonelli (37' st Melazzi); Jankovic, Kucka, Bertolacci, Seymour; Immobile, Borriello
A disposizion: Tzorvas, Merkel, Piscitella, Jorquera, Moretti, Toszer, Anselmo, Stillo.
Allenatore: Luigi De Canio

Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Caceres (31' st Lichtsteiner), Marchisio, Pirlo, Giaccherini, De Ceglie (9' st Asamoah); Matri (10' st Vucinic), Giovinco
A disposizione: Storari, Lucio, Pogba, Bendtner, Vidal, Quagliarella, Isla, Rubinho, Marrone.
Allenatore: Massimo Carrera (Antonio Conte squalificato).

Arbitro: Rocchi
Ammoniti:Bonucci, Pirlo, Barzagli (J), Immobile, Canini (G)

 


I bianconeri vanno sotto a Marassi per il gol di Immobile, ma nella ripresa rimontano grazie alle reti di Giaccherini, Vucinic su rigore e Asamoah. Decisivo l'ingresso dalla panchina del montenegrino, protagonista in tutti i centri bianconeri. I rossoblù hanno dominato nel primo tempo, e pagato i troppi sprechi

La Juventus vince anche a Marassi, in rimonta, contro il Genoa. Alla rete dell'ex "impertinente", Immobile replicano nel secondo tempo, dopo un po' di paura, Giaccherini, Vucinic su rigore e Asamoah. La Juve declina con successo la regola del tre. Tre vittorie in altrettante partite di questo campionato, con nove gol segnati, dunque 3 a partita, di media. La Vecchia Signora è così davanti a tutti, a braccetto con Napoli e Lazio. Appunto, là davanti si conferma la regola del tre.

UNA SUDATA PAZZESCA — Quella che ha fatto la Juve a Genova, però. E non solo per il pomeriggio estivo. Il Genoa nel primo tempo ha dominato, e nella ripresa sprecato almeno tre occasioni clamorose per chiudere la gara. Poi la Juve è venuta fuori come un diesel, implacabile. E ha punito gli errori altrui, grazie soprattutto a Buffon e Vucinic. Il portierone si è riscattato di Bertolacci, che gli aveva segnato per il Lecce nello scorso campionato, quando fu protagonista di un clamoroso errore, il montenegrino è entrato dalla panchina, ha segnato e regalato il pallone del pari a Giaccherini a l'assist del definitivo 3-1 all'altra subentrato, Asamoah.

LE SCELTE — De Canio schiera insieme Immobile e Borriello, due centravanti. Per farlo cambia modulo: chiude in un cassetto di Marassi il consueto 4-3-3 e propone piuttosto un 4-3-1-2 nel quale Bertolacci, bestia nera della Juve col Lecce, dà un'occhiata a Pirlo e una ai suoi due attaccanti. Conte fa turn over in vista del Chelsea, in Champions: cambiano gli esterni, Caceres e De Ceglie diventano titolari, in mezzo Gioccherini prova a fare il Vidal, davanti Vucinic riposa. Giocano Matri e Giovinco.

Genoa scatenato — I rossoblù partono a mille all'ora. Borriello, l'ex recente, va vicinissimo al vantaggio: errore di Bonucci, la punta napoletana mette appena a lato il sinistro incrociato. L'altro ex - pure lui napoletano - Immobile, un po' meno recente ma cresciuto nelle giovanili della Juve che ne detiene ancora la comproprietà, si divora un'occasione ghiotta, cercando un improbabile colpo sotto quando gli si para davanti Buffon. Poi, però, alla seconda opportunità sottoporta, trova la rete del vantaggio. Colpisce di destro appena dentro l'area, palla angolatissima, Buffon proprio non può arrivarci.

Juve sorpresa — La Juve, colpita dalla sua arma classica, il ritmo alto, proprio non riesce a scuotersi. Neanche lo schiaffo dello svantaggio la sveglia. È come se aspettasse il calo del Genoa, che però non arriva, per poi replicare. E i rossoblù hanno con Jankovic e Borriello (stavolta Bonucci è provvidenziale) le palle gol per il 2-0. Che non arriva, però. La Juve è vivace a sinistra con De Ceglie, poco più, Caceres a destra si propone, ma spesso è impreciso nei cross. Giovinco ronza, ma non punge, Matri ha un unico guizzo, che lo porta (in sospetto fuorigioco) davanti a Frey, grazie ad un "taglio" sull'idea di Giaccherini. Il sinistro del centravanti è però sciagurato: palla in curva. Siamo al 38': significativo che la Juve abbia creato il primo pericolo agli sgoccioli del primo tempo. Che si chiude con il Genoa in vantaggio, e il punteggio sta pure stretto alla squadra di De Canio.

Un legno per parte — La Juve del secondo tempo si è rimessa i panni che l'hanno resa vincente. È carica, cattiva, continua. Spinge forte. Crea occasioni, e costringe il Genoa a rintanarsi, anche se poi concede comunque troppo, ai colpi di testa di Sampirisi (appena fuori) e Borriello (traversa). Un palo l'aveva colpito anche Giovinco, con un bel destro incrociato. Occasioni come le ciliege, una tira l'altra. Da entrambe le parti. Carrera cambia: fuori De Ceglie e Matri, dentro i titolari Asamoah e Vucinic.

Gol sbagliato gol subito — Un classico detto del pallone è confermato al 18' della ripresa. Bertolacci si vede respingere i sogni di gloria da Buffon, che ha un gran riflesso, sul seguente contropiede la Juve pareggia. Sponda di Vucinic, bello l'interno destro piazzato di Giaccherini dal limite dell'area. 1-1.

Vince la Juve — Grazie al rigore decretato dall'arbitro Rocchi per un contatto in area Sampirisi-Asamoah. Vucinic prende il pallone, non lo molla quando gielo chiedono Giovinco e Pirlo, va sul dischetto e trafigge Frey. 2-1 Juve. Che poi amministra il vantaggio, con un Genoa che, esausto, non riesce a cambiare passo. Addirittura, segna ancora la Juve, con Asamoah, su assist di Vucinic. E resta in vetta, in una giornata in cui l'imbattibilità in serie A, che dura da 42 partite, è stata a rischio molto più di quanto racconti il risultato.

 

 




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