Visualizzazione post con etichetta 1979-80. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 1979-80. Mostra tutti i post

martedì 24 febbraio 2026

24 Febbraio 1980: Juventus - Torino

É il 24 febbraio 1980 e la Juventus incontra il Torino allo Stadio 'Comunale' di Torino. É il 'Derby della Mole' e la cittá si mobilitá!

Il tutto é valevole per la sesta giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1979-80.

Contro uno dei migliori Toro del dopo Superga, i bianconeri sudano le proverbiali sette camicie per abbattere la loro resistenza.

Alla Juventus finirá il campionato al secondo posto, tre punti distante dall' Inter Campione d'Italia.

Buona Visione! 



juve




Stagione 1979-1980 - Campionato di Serie A - 6 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 24 febbraio 1980 ore 15:00 
JUVENTUS-TORINO 0-0

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, (c) Furino, Brio, Scirea, Causio, Tardelli, Bettega R., Gentile, Marocchino
A disposizione: Baratella, Prandelli, Virdis
Allenatore: Giovanni Trapattoni

TORINO: Terraneo, Salvadori, Vullo, Sala P., Danova, Masi, Sala C., Pileggi, Graziani, Zaccarelli, Pulici
A disposizione: Copparoni, Mariani, Mandorlini
Allenatore: Ercole Rabitti

ARBITRO: Ciulli
AMMONIZIONI: Brio, Causio, Furino (Juventus); Pileggi (Torino)



Poche le "sufficienze" nelle pagelle bianconere e granata 
Marocchino e Patrizio Sala i migliori 

Zoff - Terraneo — Non si sono neppure accorti che fosse un derby. Per Dino un solo momento di difficoltà su un traversone maligno di Patrizio Sala, per Giuliano un brivido in extremis quando Tardelli (con Pileggi a rimorchio) puntava su di lui. 

Cuccureddu - Pulici — Il terzino ha faticato meno del solito a contenere il rivale di tanti derby. La determinazione di Cuccureddu ha aggravato le difficoltà di un Pulici che si è fatto vedere — poco — solo nella ripresa, con qualche arretramento efficace ed alcuni colpi di testa in area. 

Cabrini - P. Sala — un buon duello, sia pure con momenti di reciproca libertà, sulla fascia laterale. Cabrini è stato più ligio alle consegne, si è lanciato in pochi affondo: Patrizio Sala ha giocato di più. a tutto campo, risultando il migliore dei granata, l'unico ad aver capito che senza gioco a centrocampo si doveva verticolizzare l'azione, cercare le punte con il lancio lungo. 

Gentile - Vullo — Si sono fronteggiati a distanza, abbastanza inutili entrambi alla squadra, quasi mai nel vivo del gioco. Un tiro a lato di poco fra le rare iniziative da ricordare del bianconero, qualche avanzata, un bel cross (nel secondo tempo) a favore del granata. Se non fossero neppure entrati in campo, sarebbe stato lo stesso. 

Brio - Graziani — Bell'inizio dello stopper — anticipo di testa e di piede — calato poi non appena il centravanti ha cominciato a muoversi un poco sul fronte dell'attacco. Ed allora Brio si è aiutato con il fisico e con abbracci da piovra: deve starei attento, non sempre troverà l'arbitro che non vede cosa accade in area. Ha il merito di aver bloccato in qualche modo l'avversario, ma Graziani, ben disposto, di palloni giocabili ne ha ricevuti pochi. 

Scirea - Masi — Piuttosto incolore, come preoccupato (di che cosa?) il libero bianconero. Un efficace sganciamento, con un colpo di testa fuori bersaglio, qualche imprecisione in difesa. Buona la partita del granata, tempista e sicuro, capace anche di resistere ad un dolore alla gamba. Si sarà convinto che non deve badare ai fantasmi, neppure a quelli rappresentati dai compagni. 

Furino - C. Sala — La fantasia dei tecnici non è grande, puntualmente si è realizzata la coppia di tante battaglie. Claudio Sala si è visto poco, raramente ha pesato sul gioco, di conseguenza il merito di Furino è reale, anche se il capitano avversario non ha dato l'impressione di essere in giornata sì. La Juve non giocava a zona come la Roma. 

Causio - Pileggi — Duello con qualche variazione: in alcune fasi delia partita è stato Zaccarelli a fronteggiare il «barone» mentre il numero otto granata andava su Tardelli. Comunque solo sussulti da parte di Causio, che giocando prevalentemente da mezz'ala non ha ripetuto le belle prove di altre occasioni. Quanto a Pileggi, con l'attenuante di aver pochissime gare nelle gambe dopo il lungo stop, una prestazione volonterosa, ma modesta. Errori nel tocco, difficoltà nel trovare la posizione. 

Tardelli - Zaccarelli — Sono affogati entrambi, a lungo, nel vuoto di un gioco di centrocampo caotico su ambo i fronti. Hanno vissuto di sprazzi isolati, senza offrire un rendimento continuo. Lievemente migliore il bianconero, ma nessuno dei due ha confortato Bearzot in tribuna, sempre alle prese con i problemi del centrocampo azzurro. 

Bettega - Danova — Galleggiando come sempre fra centrocampo e attacco, il bianconero mai è riuscito a «incidere» sull'andamento della partita. Ha anche subito, nelle rare occasioni in cui si è affacciato in avanti, qualche botta, ma nel complesso Danova giocando d'anticipo e sullo scatto non ha mai avuto grossi problemi. 

Marocchino - Salvadori — Marcatura a sorpresa da parte di Rabitti, si pensava più adatto Vullo che un Salvadori fresco di convalescenza. Marocchino è partito bene, è l'unico della Juve a poter essere soddisfatto della sua gara, sia pure con qualche eccesso nel dribbling. Salvadori all'avvio ha faticato, poi è salito di tono alla distanza. Per lui va variato un vecchio detto. Gli sta bene: «Chi non ha gambe mette testa».

Bruno Perucca


 




torino

torino

torino

Juventus

juventus

torino

juve

juve

juve

juve

juve

derby

juventus

torino

maglie






martedì 3 febbraio 2026

3 Febbraio 1980: Juventus - Milan

Attraverso Youtube vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 3 Febbraio 1980 e Juventus e Milan si sfidano nella diciannovesima Giornata del Campionato di Calcio di Serie A 1979-80 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

I bianconeri contendono fino all'ultimo lo Scudetto con l'Inter e con questi due punti contro i rossoneri tengono la fiammella della speranza accesa. 

Al termine del campionato peró sará solo secondo posto dietro i nerazzurri mentre il Milan (Campione d'Italia in carica) si vede togliere la Serie A da sotto i piedi dopo lo scandalo del Totoscommese.

Buona Visione!


juventus

 

SERIE A 1979/1980 - 19esima Giornata
Torino (Stadio Comunale) 3 Febbraio 1980
JUVENTUS - MILAN 2:1 (0:1)
Marcatori : De Vecchi (10') Maldera (66') aut. Bettega (78')

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cabrini, Furino, Brio, Scirea, Causio, Prandelli, Bettega, Cuccureddu, Marocchino (dal 54' Fanna)
Allenatore: Giovanni Trapattoni

MILAN: Albertosi, Morini, Maldera, De Vecchi, Collovati, Baresi F., Novellino (dal 60' Chiodi), Bruriani, Bigon, Romano, Antonelli.
Allenatore: Massimo Giacomini

Arbitro: D'Elia



Trapattoni ha spiegato le scelte che gli hanno provocato fischi 
Il tecnico bianconero riconosce che la squadra rossonera avrebbe meritato di piú.

TORINO — E' la vittoria dell'orgoglio, il premio alla determinazione. Trapattoni lascia lo spogliatoio per commentare questo importante successo. L'allenatore bianconero è accaldato. In campo, dalla panchina, ha speso ogni residua riserva di ossigeno. Ieri pomeriggio Trapattoni ha rischiato, con una mossa impopolare, di trascorrere un paio di ore fra fischi ed insolenze. Il pubblico si aspettava di vedere in campo Fanna al posto di Brio (e non di Marocchino), il quale Brio, data la carenza di punte nella squadra milanista, appariva come l'uomo superfluo della partita. Trapattoni ha però pronto un dossier, argomenti di difesa. spiegazioni ad un atteggiamento. 

"Quando ho letto la formazione milanista ed ho visto che Chiodi non c'era, ho lasciato ugualmente in campo Brio — esordisce Trapattoni — ho valutato i "prò" e i "contro" ed ho tratto le conclusioni. Brio poteva garantirmi più varianti tattiche, poteva essermi utile nei corner, nelle punizioni e nelle palle inattive. Ma veniamo ai novanta minuti. Mi aspettavo un gran match e c'è stato. Il Milan che pure ha disputato un gran primo tempo, ha segnato solo a causa di un nostro errore. Il Milan ha giocato in modo garibaldino; per le occasioni che ha avuto a disposizione poteva anche pareggiare. Con il trascorrere del tempo noi abbiamo però migliorato la situazione tattica ed abbiamo placato quell'avversario che ci aveva messo in difficoltà all'avvio. Nell'intervallo ci siamo chiarite le idee e nella ripresa i risultati si sono visti. Nei primi venti minuti eravamo impacciati, poi qualcosa è cambiato, e quando è uscito Novellino, noi siamo cresciuti ancora di più». 

Il Milan ha disputato un ottimo primo tempo, comandando il gioco a piacimento. E' apparso più quadrato, più riflessivo, più svelto, più veloce nell'impostare il gioco. Gentile, in visibile crescita di rendimento, non trova difficoltà ad ammettere la bravura dei milanisti, colpevoli, a suo dire, di aver segnato un gol... di meno. 

«Primo tempo condotto da un Milan brillante e nettamente superiore a noi — dice il difensore —; secondo tempo tutto nostro con i risultati che conoscete. Finalmente, un po' di buona sorte anche per noi. Il Milan mi sembrerebbe disonesto non ammetterlo, avrebbe meritato qualcosa di più, ma noi non abbiamo rubato nulla. Dopo gli sbandamenti del primo tempo, siamo riusciti a trovare la posizione sul campo e tutto lia cominciato a correre sui binari da noi voluti."

Zoff passa da un record all'altro. Ieri ha disputato la sua 229 partita consecutiva (231 in serie A) nella Juventus eguagliando il record di Foni (anch 'egli 229 in A e tutte nella Juventus). Dino è prudente nei giudizi anche se categorico nelle conclusioni. 

«Viviamo un momento favorevole — dice — la squadra reagisce bene. Dopo aver subito il gol del Milan si è ripresa con buon profitto. Il Milan è ottimo ed è fra le migliori squadre del campionato. Il nostro obiettivo è la zona Uefa, ma non sono tranquillo perché le nostre antagoniste sono tutte là». 

Causio è in fondo allo spogliatoio, appoggiato ad una parete. Si aggiusta la cravatta, mentre risponde alle domande dei giornalisti che gli fanno corona. 

"Un tempo a noi ed uno a loro: la Juve ha concluso di più ed il gioco è fatto. Mi sembra tutto estremamente matematico. Il Milan. comunque, è una bella squadra: la Juve ha voluto la vittoria fino alla fine ed il Milan ha forse creduto improbabile una sua rimonta, che puntualmente si è verificata. Il secondo posto, che ormai e più che mai è il nostro obiettivo, è sempre più vicino. Anche se sarà difficile ottenerlo data la spietata concorrenza di chi ci precede." 

Una voce gli annuncia l'incidente di Novellino, fortemente contuso al ginocchio destro per un suo takle. 

«Si è trattato di un normale intervento — conclude il "barone"— durante una partita se ne vedono a centinaia."

L'infermeria scrive nei suoi bollettini due bianconeri: il primo é Furino che ha riportato una forte contusione (per un colpo di anca di Chiodi) allo zigomo ed alla tempia sinistra. Con una buona dormita dimenticherà tutto. L'altro bianconero è Scirea che lamenta un infortunio ben più serio: distorsione, anche se lieve, al ginocchio destro. Ieri sera non poteva distendere completamente la gamba sulla coscia. Il massaggiatore Luciano De Maria rincuora tutti dichiarandosi convinto che Scirea, per la trasferta di Udine, sarà regolarmente disponibile. 

Angelo Caroli
tratto da: La Stampa 4 febbraio 1980




juve

Per 67' il Milan accorcia di un punto il suo distacco dall' Inter: all'11', infatti, Scirea buca » un rinvio e De Vecchi batte Zoff . Al 67' però, la Juventus pareggia: Fanna serve Bettega il cui destro (deviato da Maldera) inganna il portiere rossonero. Al 79', poi, concede il bis: BobbyGol servito da Furino, ruba il tempo a Morini e firma il 2-1. Infine, la rabbia inutile del Diavolo: il colpo di testa di Bigon spiazza Zoff, ma Brio respinge sulla linea di porta

juve

juve

juve

juve

juve

juve

juve

juve

milan

juventus
milan

juve








domenica 14 dicembre 2025

27 gennaio 1980: Pescara-Juventus

É il 27 Gennaio 1980 e PescaraJuventus  si sfidano nella Terza Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1979-80 allo Stadio 'Adriatico' di Pescara.

I bianconeri contendono fino all'ultimo lo Scudetto all'Inter e con questi due punti in Abruzzo tengono la fiammella della speranza accesa. 

Al termine del campionato peró sará solo secondo posto dietro i nerazzurri mentre i biancocelesti non potranno evitare una dolorosa retrocessione in Serie B.

Buona Visione! 



pescara


Campionato di Serie A 1979-1980 - 3 ritorno
Pescara - Stadio Adriatico
Domenica 27 gennaio 1980
PESCARA-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Virdis 14, Brio 89

PESCARA: Pinotti, Chinellato, Prestanti, Lombardo (Di Michele 69), Pellegrini, Ghedin, Cerilli, Repetto, Silva, Nobili, Cinquetti
Allenatore : Gustavo Giagnoni

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, Furino, Gentile, Scirea, Marocchino, Causio, Bettega, Tavola (Brio 49), Virdis
Allenatore : Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Longhi



Qualche nota positiva nelle pagelle bianconere 
Finalmente un Cabrini che «cresce» 

ZOFF—Una partita senza errori, onore al record. Para splendidamente su punizione di Nobili, blocca facilmente le rare puntate degli attaccanti avversari, nelle uscite alte non ha esitazioni. Veramente impeccabile. 

CUCCUREDDU — Deve marcare il piccolo Silva e non gli fa vedere palla, però non si lancia in avventure e tiene la zona anche nei momenti di dominio bianconero. Per il terzino, solito brillante tran-tran. 

CABRINI — In crescita, autore di una buona partita anche in fase di appoggio. In partenza ha marcato Cerilli, poi Cinquetti, infine Repetto. Nel secondo tempo, con ampi spazi a disposizione, ha dato prova di notevole tenuta fisica. 

FURINO — Deve controllare il giocatore migliore del Pescara, vale a dire Nobili, e sostiene onestamente il suo compito malgrado le qualità dell'avversario. A volte, però, è costretto a subirne il gioco. 

GENTILE — Uno dei migliori, attivo, caparbio, inesauribile nel sostenere il centrocampo dopo l'uscita di Tavola. Sfiora pure il gol di testa e marca Cinquetti e Di Michele subentrato a Lombardo, senza lasciare spazi all'uno o all'altro. 

SCIREA — Un paio di sortite al momento giusto, una partita tatticamente disciplinata a chiudere corridoi e varchi. Poco impensierito dall'attacco pescarese, ha svolto il suo compito con positiva diligenza. 

MAROCCHINO — Sa tenere e difendere il pallone, possiede una buona intesa con Causio ed è abile sulle fasce. Nell'attuale schema bianconero è senza dubbio pedina insostituibile. 

CAUSIO — Un regista che non si accontenta degli onori del ruolo ma cerca anche con umiltà di correre e contrastare l'avversario diretto. Poche genialità ma diritto al sodo. Ha come rivale di zona Lombardo, ex granata, ed è quasi sapore di derby passati. 

BETTEGA — Arretra a sostegno del centrocampo e spesso finisce in difesa a liberare di testa sui corner. Dovrebbe trovarsi più spesso in area, a fianco di Virdis, col quale tuttavia non raggiunge un'intesa ottimale. Ma la posizione è dettata da esigenze tattiche, ed il centravanti il suo dovere lo compie comunque. 

TAVOLA — Si sacrifica per i compagni e corre per il campo come un ossesso, cucendo il gioco e appoggiando l'azione. Esce nella ripresa, colto da capogiri e malessere generale. 

VIRDIS — Un gol Importante, una partita onesta e senza lampi. Non possiede le caratteristiche del rifinitore, stenta in area dove occorrono scaltrezza e rapidità. Ma è in crescita, ci vuol solo un po' di pazienza. 

BRIO — Entra nel secondo tempo e marca Cinquettl con buona autorità, segnando nel finale il suo primo gol in Serie A e cancellando le ombre delle sue ultime sfortunate esibizioni.

Carlo Coscia
tratto da: La Stampa 28 gennaio 1980






gol

gol

pescara

juve

pescara
juve
pescara

pescara

Bruno Nobili

pescara



maglie









martedì 23 settembre 2025

23 Settembre 1979: Catanzaro - Juventus

É il 23 Settembre 1979 e Catanzaro Juventus si sfidano nella seconda giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1979-80 allo Stadio 'Comunale' di Catanzaro.

bianconeri contendono fino all'ultimo lo Scudetto con l'Inter peró al termine del campionato peró sará solo secondo posto dietro i nerazzurri.

Dall'altra parte i giallorosso calabresi conquistano con tanta fatica e sudore una preziosa salvezza.

Buona Visione! 



catanzaro




CATANZARO: Mattolini, Sabadini, Ranieri, Menichini, Groppi, Nicolini, Braglia, Orazi, Chimenti (Bresciani 71), Majo, Palanca
A disposizione: Trapani, Zanini
Allenatore: Carlo Mazzone

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini (Prandelli 46), (c) Furino, Brio, Scirea, Causio, Tardelli, Bettega R., Tavola, Fanna
A disposizione: Bodini, Marocchino
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: D'Elia




Con una gara giudiziosa che conferma la solidità del collettivo e attenua i recenti problemi 
La Juve in progresso a Catanzaro 
I bianconeri soffrono per la mancanza di un attaccante vero, ma il gioco sta tornando redditizio 
Bettega è rimasto arretrato, aiutando i centrocampisti: suo il gol decisivo ma gli mancano estro e fantasia 
Bella prova di Prandelli al posto dell'infortunato Cabrini 
Calabresi con troppi timori 

DAL NOSTRO INVIATO CATANZARO — Non é ancora la bella Juventus che i tifosi aspettano, ma è una Juventus in netto progresso. A Catanzaro i bianconeri hanno giocato una partita giudiziosa rischiando il giusto, senza mai rinunciare al gioco, ma neppure attaccando scriteriatàmente. Il gol è venuto a nove minuti dalla fine, ma già prima gli uomini di Trapattoni avevano portato seri pericoli alla rete di Mattonili. Bettega sbagliava due voilte occasioni all'apparenza facili. La prima addirittura in modo clamoroso. Fanna colpiva un palo e la palla, carambolando sul piede di Mattolini, finiva in corner e Causio, a due passi dal portiere, alzava incredibilmente una palla facile. Poi l'azione bellissima di Furino, il tocco a Causio, il cross teso del barone e la testa prepotente di Bettega che segnava. 
La vittoria non chiude la crisi, ma ne attenua i toni. Trapattoni adesso potrà lavorare tranquillo nell'opera di ricostruzione di un gioco utile e redditizio. Anche a Catanzaro sì è visto che la squadra ha un impianto solido, che i rincalzi sono validi, tanto da poter giocare una partita così delicata lasciando i due terzini titolari a riposo. Gentile era andato in tribuna addirittura all'inizio. Cabrini, colpito duro nel primo tempo, ha lasciato il posto a Prandelli, che ha pienamente meritato fiducia. Il gioco però è monco. Si sa. La Juventus non ha un attaccante vero. Deve arrivare al gol con la manovra. Fanna è parso vivo e determinato. Ha lottato a tratti solo in un'area zeppa di avversari: ha sbagliato, ma ha anche fatto molto. Causio, dopo un inizio in sordina, è uscito alla distanza con tutta la sua enorme classe. Da lui i suggerimenti più interessanti. 
Ed eccoci a Bettega. Qui il discorso diventa difficile. Si può criticare un attaccante che in trasferta segna il gol della vittoria? Certo il Bettega di Catanzaro non è il Bettega che i suoi tifosi sognano. Forse è soltanto questione di forma atletica. Generoso, ma appesantito e piuttosto lento. Non ha giocato come centravanti: è rimasto arretrato aiutando i centrocampisti; ha corso, ha lottato, all'attacco e ha combattuto. Ma era senza slancio, senza inventiva e senza fantasia. Insomma, non era il Bettega che tutti ricordiamo. E' soltanto questione di tempo? Questo è il vero problema che turba il commento dopo la vittoria di Catanzaro. Se è solo questione di tempo, la Juventus sarà in grado di recitare una parte importante nel campionato. Potenzialmente la squadra c'è. In difesa regna addirittura l'abbondanza. 
Lo abbiamo già detto: Trapattoni nella ripresa ha potuto rinunciare ai due terzini della Nazionale ed il reparto non ha lamentato una sfasatura, un tentennamento. E' migliorato in potenza e specialmente in dinamica anche Brio. E' parso disinvolto, tranquillo, potente nel gioco aereo e rapido negli sganciamenti. Scirea non può essere scoperto a Catanzaro. Bisogna però ricordare che il suo apporto è intelligente e continuo. Completano il quadro Tavola e Prandelli. Meglio il secondo: ha più scatto e più inventiva. Comunque entrambi si stanno inserendo nel collettivo con piena tranquillità. La Juventus ha giocato giudiziosamente contro un Catanzaro forse timoroso di tanto avversario. Le dichiarazioni della vigilia sono state smentite dai fatti. Mazzone, tecnico validissimo, aveva avvertito i suoi che di questa Juventus era meglio non fidarsi. E difatti disponeva la squadra con quattro difensori e con quattro centrocampisti. Era una tattica logica, clie annullava i rischi di un gioco troppo spavaldo, ma era un modo per lasciare isolate le punte Chimenti e Palanca, che pure sono gli uomini più prestigiosi della squadra. Sarà il problema della coperta corta: o si scoprono i piedi o si scoprono le spalle. Mazzone ha preferito non rischiare, ma ha perso lo stesso. I calabresi non hanno confermato le belle doti palesate domenica a Perugia. Forse è stata la paura a bloccare la manovra dei padroni di casa, che hanno espresso un gioco asfittico, con tanti passaggi, mai un affondo, mai un'inventiva. 
Il migliore è stato Nicolini, per continuità e generosità, non certo per fantasia e classe. Il Catanzaro comunque è forte. Giudicarlo dopo la prova con la Juventus potrebbe essere sbagliato. La squadra bianconera torna a casa con il morale alto, ma non con tutti i problemi risolti. Prima di tutto bisognerà recuperare il vero Bettega, poi adattarsi alla manovra di una squadra che gioca senza una punta vera. E' difficile. Occorrono determinazione, grinta e molti sacrifici. Il successo di Catanzaro va bene, ma che cosa succederà domenica quando il Pescara, al Comunale di Torino, presumibilmente rifarà le barricate di bolognese memoria? Torneranno tentennamenti e critiche? Potenzialmente la Juventus è forte, ma è certamente incompleta. 


Le pagelle: Furino il migliore 

ZOFF — Non ha avuto grande lavoro. Ha effettuato due belle parate. 

CUCCUREDDU — Doveva controllare Palanca ed il forte attaccante calabrese ha potuto tirare a rete una sola volta. Cuccureddu è stato valido anche in azioni di attacco. Ha tentato due volte il gol su calci piazzati, ma senza fortuna. 

CABRINI — Era alle prese con Braglia, un centrocampista camuffato da ala destra. Ha cercato di portare aiuto all'attacco ed è stato contrato più volte dal suo avversario. In una circostanza è stato colpito alla caviglia e ha dovuto abbandonare. 

PRANDELLI — Ha sostituito Cabrini, ma ha giocato come centrocampista. E' stato dinamico e molto bravo. Ha avuto spunti generosi ed efficaci. Più volte i calabresi hanno dovuto bloccarlo con falli. Meriterebbe la riconferma. 

FURINO — Il miglior juventino in campo. Non ha avuto la dinamica di una volta, ma è stato pronto, generoso e combattivo. Non si è mai dato per vinto. Ha giocato in difesa e all'attacco come un gladiatore. 

BRIO — E' uno stopper di grandi possibilità, in sicuro progresso. Ha annullato Chimenti. Ha avuto spunti in avanti, confermando di essere bravissimo nel gioco aereo. 

SCIREA — Tocchi e finezze eccezionali, sicurezza nella posizione, deciso e brillante nelle uscite. E' un «signor libero». Ha effettuato anche puntate in avanti ed in una circostanza è caduto oltre il fondo e ha battuto la faccia contro lo sgabello di un fotografo che era seduto al di qua della linea di demarcazione. Si è scheggiato un dente, ma è rimasto in campo senza tentennamenti. 

CAUSIO — Dopo un inizio in sordina, è uscito alla grande. Forse aveva paura per il ginocchio non completamente guarito. Convintosi che non c'era pericolo, ha disputato un finale in crescendo inventando il passaggio del gol con una zampata da vero campione. 

TARDELLI — Generoso, continuo e sempre in movimento. Ha finito sulle ginocchia per la grande fatica profusa. E' stato un elemento prezioso, specie nei momenti di pressione del Catanzaro. 

BETTEGA — Se Bettega tornerà il grande giocatore che tutti ricordiamo, la Juventus ha trovato la formula giusta per un «campionato senza attaccanti». A Catanzaro Bettega ha giocato arretrato, portandosi in zona gol da lontano. Che non sia in forma lo dimostrano le occasioni fallite, ma che Bettega sia sempre un campione, lo conferma il gol segnato. 

TAVOLA — Lavoratore silenzioso, non appariscente, ma molto utile. Deve ancora migliorare nel controllo della palla e specialmente nei passaggi, ma ha dimostrato doti di continuità notevoli. 

FANNA — Pieno elogio per la prova di Catanzaro. Impostato come destro, si adatta a giocare a sinistra. E' l'uomo ideale per far spazio alle incursioni di Bettega.  

Giulio Accatino 

 


«A poco a poco torniamo ai nostri vecchi valori»
Alla fine Trapattoni è contento: 
«Con questo successo siamo di nuovo in quota»  
Bettega: «Una rete importante per me e per la squadra» .

CATANZARO — L'attimo di gioia la Juventus lo vive a nove minuti dalla fine quando Bettega schiaccia col capo il pallone in fondo alla rete di Mattolini. Fa parte del suo repertorio. C'è un grappolo di bianconeri a due passi dalla panchina di Trapattoni, l'attaccante è sommerso da un lungo, intenso abbraccio, i bianchi capelli si intravedono soltanto. Poi quando l'arbitro D'Elia chiude la gara, c'è un'altra scena di esultanza. Trapattoni negli spogliatoi tra caldo soffocante, umidità e tanta confusione, dice: 
"Era un incontro molto delicato, importantissimo. Le critiche ci avevano frastornato. Abbiamo vinto soltanto per uno a zero ed il punteggio mi sta bene ugualmente. Non mi interessa se potevamo segnare altri gol durante il match. Io so soltanto che con questo successo siamo di nuovo in quota». 
«Non so come sia apparsa la partita dalla tribuna; dai bordi del campo mi è sembrata forse non spettacolare, ma senz'altro piacevole. All'inizio eravamo un po' guardinghi. C'era un certo rispetto dell'avversario, visto e considerato che una settimana prima era riuscito a pareggiare sul campo del Perugia». 
«S'è trattato dunque d'una partenza — continua l'allenatore — di studio. Dovevamo anche centellinare le energie dopo il mercoledì di Coppa. Bettega? Ha giocato in posizione diversa per una mia precisa disposizione tattica. Ha svolto un notevole lavoro, ha segnato un gol. Non potrei chiedere di più. Poi debbo elogiare Fanna e Tavola. Stanno trovando una giusta dimensione, pian piano dimostrano di essere giocatori da Juventus. Stiamo quindi cercando antichi valori e io sono convinto che gradatamente riusciremo ad esprimerli. Certo ci vuole tranquillità e pazienza».
Roberto Bettega ha giocato dopo pochi minuti sulla tre quarti e non da punta. S'è visto poco, a molti è parso un fantasma sul prato. Forse era colpa anche della delicata posizione, del compilo oscuro e difficile che doveva svolgere. La rete, comunque, lo rende allegro e disponibilissimo al dialogo. 
"E' stato un incontro tirato — dichiara — c'era pure un terreno pesante. Il Catanzaro non ha creato grossi pericoli, la Juventus ha potuto finalmente giocare ad armi pari. Non ci sono state una volta tanto le barricate ma domenica prossima col Pescara forse ci sarà la solita storia. Io ho dato una mano al centrocampo, in un ruolo che si rivela più semplice in trasferta perché consente di entrare di più nel vivo della manovra. Il gol? Pensavo di non farlo quando ho visto la traiettoria del pallone sull'invito di Causio. Una rete importante per me, ma soprattutto per la squadra. Senza dubbio continuare cosi non sarebbe male." 
E sorride mentre si concede un sorso di minerale. 
«Non sarà facile per nessuno — conclude Roberto — passare a Catanzaro. Son due punti che mandano il morale a mille, ne avevamo davvero bisogno. Mi hanno criticato, io direi che ci vorrebbe in tutte le cose una certa ugual misura. Uno può giocare male, ma non è detto che diventi subito un brocco. Vale per me il discorso, per Paolino Rossi." 
Dino Zoff: 
«Partita buona, onesta. Temevamo questo Catanzaro che invece non ci ha dato, tutto sommato, troppe preoccupazioni. Alla vigilia non ero né entusiasta né abbattuto circa il nostro comportamento. Ora sono abbastanza tranquillo». 
Cuccureddu accenna ad una 
«grossa gara da parte della Juventus», 
Causio lascia incendere che 
«forse si è sulla strada giusta». 
Furino, «vecchio» capitano gusta ancora le vittorie sofferte. Gentile non ha giocato ma non esistono retroscena. 
«Normale avvicendamento. La nostra forza — dice — sta anche in questa mentalità». 
Ferruccio Cavallero
brani tratti da: La Stampa 24 settembre 1979





catanzaro

catanzaro

catanzaro

catanzaro

catanzaro


catanzaro

catanzaro

Sul campo del Catanzaro la Juventus ritrova il suo miglior Bettega (in un tuffo in area catanzarese con Ranieri, Cabrini e Menichini in veste di spettatori e, in un duello con Groppi) e torna alla vittoria dopo l'1-1 della prima giornata col Bologna. Così il gol-partita: al 36' della ripresa Palanca commette fallo su Scirea, Furino lo batte per Causio e il cross del « Barone » viene perfezionato in gol dalla testa di Bettega

catanzaro



catanzaro

juve

catanzaro

juve

juve

maglie