É il 24 febbraio 1980 e la Juventus incontra il Torino allo Stadio 'Comunale' di Torino. É il 'Derby della Mole' e la cittá si mobilitá!
Il tutto é valevole per la sesta giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1979-80.
Contro uno dei migliori Toro del dopo Superga, i bianconeri sudano le proverbiali sette camicie per abbattere la loro resistenza.
Alla Juventus finirá il campionato al secondo posto, tre punti distante dall' Inter Campione d'Italia.
Buona Visione!
Stagione 1979-1980 - Campionato di Serie A - 6 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 24 febbraio 1980 ore 15:00
JUVENTUS-TORINO 0-0
JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, (c) Furino, Brio, Scirea, Causio, Tardelli, Bettega R., Gentile, Marocchino
A disposizione: Baratella, Prandelli, Virdis
Allenatore: Giovanni Trapattoni
TORINO: Terraneo, Salvadori, Vullo, Sala P., Danova, Masi, Sala C., Pileggi, Graziani, Zaccarelli, Pulici
A disposizione: Copparoni, Mariani, Mandorlini
Allenatore: Ercole Rabitti
ARBITRO: Ciulli
AMMONIZIONI: Brio, Causio, Furino (Juventus); Pileggi (Torino)
Poche le "sufficienze" nelle pagelle bianconere e granataMarocchino e Patrizio Sala i miglioriZoff - Terraneo — Non si sono neppure accorti che fosse un derby. Per Dino un solo momento di difficoltà su un traversone maligno di Patrizio Sala, per Giuliano un brivido in extremis quando Tardelli (con Pileggi a rimorchio) puntava su di lui.Cuccureddu - Pulici — Il terzino ha faticato meno del solito a contenere il rivale di tanti derby. La determinazione di Cuccureddu ha aggravato le difficoltà di un Pulici che si è fatto vedere — poco — solo nella ripresa, con qualche arretramento efficace ed alcuni colpi di testa in area.Cabrini - P. Sala — un buon duello, sia pure con momenti di reciproca libertà, sulla fascia laterale. Cabrini è stato più ligio alle consegne, si è lanciato in pochi affondo: Patrizio Sala ha giocato di più. a tutto campo, risultando il migliore dei granata, l'unico ad aver capito che senza gioco a centrocampo si doveva verticolizzare l'azione, cercare le punte con il lancio lungo.Gentile - Vullo — Si sono fronteggiati a distanza, abbastanza inutili entrambi alla squadra, quasi mai nel vivo del gioco. Un tiro a lato di poco fra le rare iniziative da ricordare del bianconero, qualche avanzata, un bel cross (nel secondo tempo) a favore del granata. Se non fossero neppure entrati in campo, sarebbe stato lo stesso.Brio - Graziani — Bell'inizio dello stopper — anticipo di testa e di piede — calato poi non appena il centravanti ha cominciato a muoversi un poco sul fronte dell'attacco. Ed allora Brio si è aiutato con il fisico e con abbracci da piovra: deve starei attento, non sempre troverà l'arbitro che non vede cosa accade in area. Ha il merito di aver bloccato in qualche modo l'avversario, ma Graziani, ben disposto, di palloni giocabili ne ha ricevuti pochi.Scirea - Masi — Piuttosto incolore, come preoccupato (di che cosa?) il libero bianconero. Un efficace sganciamento, con un colpo di testa fuori bersaglio, qualche imprecisione in difesa. Buona la partita del granata, tempista e sicuro, capace anche di resistere ad un dolore alla gamba. Si sarà convinto che non deve badare ai fantasmi, neppure a quelli rappresentati dai compagni.Furino - C. Sala — La fantasia dei tecnici non è grande, puntualmente si è realizzata la coppia di tante battaglie. Claudio Sala si è visto poco, raramente ha pesato sul gioco, di conseguenza il merito di Furino è reale, anche se il capitano avversario non ha dato l'impressione di essere in giornata sì. La Juve non giocava a zona come la Roma.Causio - Pileggi — Duello con qualche variazione: in alcune fasi delia partita è stato Zaccarelli a fronteggiare il «barone» mentre il numero otto granata andava su Tardelli. Comunque solo sussulti da parte di Causio, che giocando prevalentemente da mezz'ala non ha ripetuto le belle prove di altre occasioni. Quanto a Pileggi, con l'attenuante di aver pochissime gare nelle gambe dopo il lungo stop, una prestazione volonterosa, ma modesta. Errori nel tocco, difficoltà nel trovare la posizione.Tardelli - Zaccarelli — Sono affogati entrambi, a lungo, nel vuoto di un gioco di centrocampo caotico su ambo i fronti. Hanno vissuto di sprazzi isolati, senza offrire un rendimento continuo. Lievemente migliore il bianconero, ma nessuno dei due ha confortato Bearzot in tribuna, sempre alle prese con i problemi del centrocampo azzurro.Bettega - Danova — Galleggiando come sempre fra centrocampo e attacco, il bianconero mai è riuscito a «incidere» sull'andamento della partita. Ha anche subito, nelle rare occasioni in cui si è affacciato in avanti, qualche botta, ma nel complesso Danova giocando d'anticipo e sullo scatto non ha mai avuto grossi problemi.Marocchino - Salvadori — Marcatura a sorpresa da parte di Rabitti, si pensava più adatto Vullo che un Salvadori fresco di convalescenza. Marocchino è partito bene, è l'unico della Juve a poter essere soddisfatto della sua gara, sia pure con qualche eccesso nel dribbling. Salvadori all'avvio ha faticato, poi è salito di tono alla distanza. Per lui va variato un vecchio detto. Gli sta bene: «Chi non ha gambe mette testa».Bruno Peruccatratto da: La Stampa 25 febbraio 1980
%20(1).png)














