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lunedì 16 marzo 2026

16 Marzo 1969: Juventus - Torino

In un calcio quello italiano ancora traumatizzato dall'uscita inopinata della Nazionale Italiana dai Mondiali 1966 ad opera dei 'ridolini' della Corea del Nord, il calcio si tuffa 'animo e cuore' nel massimo campionato nostrano.

È il 16 marzo 1969 e Juventus e Torino si sfidano nella settima giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1968-69 allo Stadio 'Comunale' di Torino. È il 'Derby della Mole' e il capoluogo piemontese si mobilita.

Le due squadre torinesi si danno battaglia per le posizioni di vertice, però a fine campionato si troveranno molto lontane dalla Fiorentina, campione d'Italia.

Buona Visione!

 

juventus


 

Stagione 1968-1969 - Campionato di Serie A - 7 ritorno
Torino - Stadio Comunale
Domenica 16 marzo 1969 ore 15.00
JUVENTUS-TORINO 0-0

JUVENTUS: Anzolin, Pasetti, Salvadore, Bercellino G., Castano, Leoncini, Favalli, Benetti, Anastasi, Del Sol, Sacco
Allenatore: Heriberto Herrera

TORINO: Sattolo, Poletti, Fossati, Puia, Cereser, Agroppi, Carelli, Ferrini, Combin, Moschino, Facchin
Allenatore: Edmondo Fabbri

ARBITRO: Carminati



Le pagelle
Pochi hanno superato l'esame tra i 22 protagonisti in campo 

ANZOLIN: domenica di scarso lavoro. Gli sfugge una palla su tiro assai teso di Combin ma la riafferra subito. I patemi più notevoli gli vengono dai suoi stessi difensori. 

PASETTI: Ha avuto scarsi fastidi dal suo avversario. Si è anche spinto in avanti, in quelle sue corse da grillo impazzito che però raramente terminano in buoni cross. 

SALVADORE: ha creato una delle poche palle-goal della Juventus, incornandola in tuffo. Più incisivo e sicuro di sé nel secondo tempo, ha anche rischiato un penalty, toccando al '24 con mano o braccio su tiro di Combin. Furbo com'è, risulta difficile interpretare l'intenzionalità. Ogni tanto, ha gagliardamente affrontato Facchin, soverchiandolo. 

BERCELLINO: ha iniziato con incertezze e sbandamenti. Combin, partendo da lontano, io bruciava sullo scatto breve, fruendo anche di rimpalli favorevoli. È migliorato nella ripresa, facendo perno in area con qualche durezza. 

CASTANO: lento, risucchiato dai piazzamenti granata, ha persino rischiato un'autorete al '27 del primo tempo e ha svirgolato a campanile un pallone in area, cose che non appartengono al suo nobile repertorio. La coppia BercellinoCastano, insomma, dà qualche preoccupazione per la futura Nazionale. 

LEONCINI: generoso come sempre, ma anche nel football la generosità non è tutto, ahimè... Tuttavia è lui a dare uno dei pochi palloni giocabili ad Anastasi, nella ripresa. 

FAVALLI: fa «tourbillon», fa «movimento», fa mille cose. Però il piede non lo sorregge. Infastidisce molto il suo avversario diretto (Fossati), subisce falli a ripetizione, ma sembra quasi che i falli li cerchi. 

BENETTI: è il dilemma della Juve. A volte sembra un panzer, a volte un camioncino a due marce. Inizia fiaccamente, non sa darsi una posizione, ha la castagna ma sovente la spreca. Forse deve maturare, perché la salute c'è. Ma cosa aspetta? 

ANASTASI: Puja l'ha controllato benissimo. Gli è sfuggito una sola volta, ed è stato fermato da Sattolo. Lo si vede recuperare su Puja al '23 del primo tempo, in arca bianconera! Se allarga sulle ali, riesce a svolgere il meglio del suo gioco. Ma che gioco, poi, se è così solo? Su un solo Pietruzzo non si edifica un attacco. 

DEL SOL: anema e core e passaggi sempre un po' storti. La gente lo applaude quando lo vede uscire con la palla al piede da scontri confusi. È un manovratore onesto, dato per scoppiato mille volte e sempre vivo. Però lui stesso sa quanto la squadra non sia irresistibile, e infatti il meglio lo esprime io copertura tra l'altro fermando due o tre volte Combin. 

SACCO: è stato l'errore tattico di Heriberto. Non ha ravvivato le punte. Avrebbe dovuto infoltire il centrocampo, ma è fievole. Innervosisce Poletti, che cade nelle lusinghe degli scontri e quindi commette falli a volontà, tutto a vantaggio del bianconero. È furbo, ma senza l'autorità necessaria a una pedina che dovrebbe risultare essenziale. 

SATTOLO: non ha avuto occasioni per sfoggiare certe sue uscite e abbrancamenti della palla che gli inglesi detestano e molti tifosi nostrani adorano. Non ha avuto molto da sbrigare, ma su Anastasi lanciatissimo, al '31 del secondo tempo, ha rischiato faccia e plesso solare. 

POLETTI: non digerisce avversari dal tocco breve e incarognato come Sacco, quindi scalcia e rischia figuracce. Nel secondo tempo compie alcune belle discese, senza raccattare quel briciolo di gloria sognato.

FOSSATI: falloso anche lui, ma più ingenuo e meno deciso. A volte ha recuperato con eccessivo affanno, a volte ha imbroccato palle che sembravano averlo scavalcato. 

PUJA: forse il migliore in campo. Ha subito capito Anastasi, anticipandolo sulla palla prima che questa toccasse terra. Con palla a terra il sicilianuzzo lo avrebbe costretto a chissà quali rischi, ma il « vecchio » non ha abboccato, lasciandosi superare solo una volta. Ha ben assorbito anche una dura botta e merita lode. 

CERESER: pochi falli ma al tritolo (su Anastasi). Voce in tribuna: « è negato alla gentilezza ». Spaventa l'avversario ma lui stesso trema. 

AGROPPI: corre, si dà da fare, ma non si districa mai da troppe soggezioni. Per questo appoggia di continuo su Moschino, mentre talora potrebbe alleviarne il lavoro. 

CARELLI: sballa un gran tiro all'inizio, poi lo si vede sempre meno, e non ha occasioni favorevoli da sfruttare. Si smarca, retrocede, ma un buon difensore non ha motivo di impensierirsi troppo. 

FERRINI: qualche buon tiro, ma anche azioni troppo pasticciate. Risale nel secondo tempo, ma gli manca qualcosa del Ferrini conosciuto per la perentorietà del rilancio e la grinta. 

COMBIN: è un po' come il feroce Saladino, che si scaglia e si offende e litiga ma non è privo di ingenuità. Inganna più volte Bercellino, si libera per alcuni bei tiri e cross, ma nel secondo tempo sta troppo lontano dall'area bianconera. Certe sue scene da signor centravanti non capite dai compagni potrebbero però risparmiarcele. 

MOSCHINO: lucido come sempre e molto in palla, sgobba e dà luce. Recupera in area come Suarez, ma se si spinge avanti serve persino meglio. E tollera con certa pazienza chi non capisce certi suggerimenti. 

FACCHIN: falloso in area bianconera, marca il terzino invece di sottrarsi o tentare di sottrarsi. Se lui e Carelli fossero due ali più complete, il Toro avrebbe più punti in classifica. 

CARMINATI: frena ma lascia abbastanza giocare. Degli imitatori-eredi di Lo Bello è il migliore. Impedisce a un massaggiatore di aiutare Combin che in area bianconera finge svenimenti e dolori biblici. Ammonisce anche Heriberto. Non ha mai danneggiato il derby: è già molto! 

Giovanni Arpino
tratto da: La Stampa 17 marzo 1969



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anzolin

La foto di due ottimi portieri del calcio di un tempo che fu con nello sfondo due iconiche auto di un tempo che fu : una FIAT 125 e una FIAT 500. Un Giuliano Sarti alla sua ultima stagione da professionista che era stato titolare della Viola dal 1954-55 al 1962-63 e della grande Inter dal 1963-64 al 1967-68 ; venne acquistato dalla Juve 1968-69 per fare da riserva ad Anzolin e da chioccia ai portieri bianconeri delle giovanili. Giocò 10 partite dalla nona alla diciottesima giornata, otto delle quali partendo come titolare e altre due alternatosi con Anzolin. Quelle 10 partite, l’ultima delle quali fu un Juve-Roma 2-2 del 16 febbraio del 1969, furono le ultime delle complessive 378 partite giocate in Serie A da Giuliano Sarti che chiuse poi la carriera fra i dilettanti del Montecatini. Roberto Anzolin di cinque anni più giovane di Sarti,era un gatto fra i pali e dopo le brillantissime esperienze in Serie B e in Serie A nel Marzotto Valdagno e nel Palermo divenne titolare della porta dei bianconeri di Torino che ha difeso in 230 partite dal 1961-62 al 1969-70 per poi continuare la carriera fino ai quarant’anni di età. Due grandi portieri di quando il mondo del calcio pur con tanti difetti era ancora passione e sentimento.


benetti

Romeo Benetti con la prima maglia ufficiale della Juventus nella stagione 1968-69









domenica 4 maggio 2025

4 Maggio 1969: Juventus - Inter

È il 4 Maggio 1969 e Juventus ed Inter si sfidano nella tredicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1968-69 allo Stadio 'Comunale' di Torino

Le due squadre si danno battaglia per le posizioni di vertice però a fine campionato si troveranno molto lontani dalla Fiorentina Campione d'Italia.

Buona Visione!



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Stagione 1968-1969 - Campionato di Serie A - 13 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 4 maggio 1969 ore 16:00 
JUVENTUS-INTER 1-0
MARCATORI: Haller 12

JUVENTUS: Anzolin, Salvadore, Leoncini, Bercellino G., (c) Castano E., Del Sol, Menichelli, Sacco, Anastasi, Haller, Zigoni
A disposizione: Sarti G., Pasetti
Allenatore: Helenio Herrera

INTER: Miniussi, Burgnich, Facchetti, Poli, Landini S., Suarez, Domenghini, Mazzola A., Spadetto, Corso, Jair 
A disposizione: Bordon, Vastola 
Allenatore: Alberto Foni

ARBITRO: Toselli





La partita dell'orgoglio al Comunale di Torino
Juventus-Inter (a viso aperto) 1-0

Juventus e Inter si sono affrontate a viso aperto, giocando e lasciando giocare: hanno denunciato i loro attuali limiti ma non si sono abbarbicate a inutili astruserie per impedire i temi tattici avversari. Su un altro terreno (quello di domenica era viscido e faceva slittare la palla ora frenandola ora favorendola nella corsa) le due squadre avrebbero potuto dare una misura più esatta delle loro forze. E l'Inter può anche lamentare l'assenza di Bertini. Il suo sostituto, Poli, ha lottato con Haller, a volte tenendolo senza errori, ma non ha saputo dare alla propulsione nerazzurra lo slancio del toscano. S'è però visto un ottimo Mazzola, che giocando in posizione da autentico centrocampista ha lavorato bellissimi palloni, operando crosses e lanci preziosi. Ma aveva intorno e avanti un Domenghini in pessima forma, uno Spadetto più manovriero che sfondatore, un Corso che ha alternato fasi intelligenti ad altre in poltrona. Jair è stato il più pericoloso attaccante interista, e alle spalle della prima linea s'è fatto ben vedere Burgnich, che più volte ha salvato la sua area dalle incursioni di Anastasi e Zigoni, sfuggiti a Suarez e Facchetti. Ed è migliorato Miniussi, che ha deviato almeno due palle-goal. 
Nella Juventus, il migliore è stato Anastasi: ha rinunciato alle invenzioni acrobatiche, su quel terreno, per toccare di prima» come pochissimi altri, più volte superando lo sbarramento Suarez-Landini. Haller ha giocato a luci alternate, ora sfoggiando certi «verdi ora arruffandosi in certi rossi del suo personale semaforo. Sacco, poco guardato, ha potuto spingere in avanti produttivamente: i migliori suggerimenti per l'attacco bianconero sono venuti da lui. E tutti gli altri, da Leoncini a Menichelli a Salvadore hanno compiuto il loro lavoro con l'animo e la grinta che gli si conoscono. E così Del Sol, più utile in retrovia che in attacco, dove non sveltisce il gioco. Una gara onesta, anche se tutti hanno da recriminare goals sbagliati per un soffio, due pali (uno nerazzurro e uno bianconero), e un arbitro che non ha esagerato la sua... mediocrità fino all'eccesso. Cronaca fitta di note , grazie ai continui capovolgimenti di fronte e alle occasioni delle due squadre: è l'Inter a partire di forza, con un lancio di Mazzola a Spadetto e un colpo di testa di Facchetti fuori al primo minuto. Ribatte Anastasi che in dribbling fa secchi sia Suarez sia Landini. Si ripete al 6º e Miniussi in uscita riesce a salvarsi, L'Inter gioca più stretta, con manovre elaborate da Corso (negato su quel terreno nel tocchi brevi), i bianconeri ribattono con duetti Zigoni-Anastasi, e Miniussi all'11 deve ancora salvarsi in corner. Ancora un'azione per parte (di Leoncini e di Domenghini), ed ecco 11 goal: fuga di Zigoni che aggira Facchetti e centra. Sul pallone che arriva teso in area si tuffa di testa Haller prevenendo Poli e infila: 1-0 al 13". 
Che l'Inter possa recuperare è difficile, data la posizione precaria di Corso, regolarmente tagliato via dal le triangolazioni rapide a centrocampo. Solo Mazzola dà propulsione, ma Spadetto non si libera con facilità da Bercellino e Castano. Jair si prova con alcuni tiri da lontano, ma Salvadore, con le buone e con le meno buone, sa fargli guardia. Il gioco non ristagna a metà campo, ma tenta di liberarsi sulle ali, dove però Domenghini non riesce a far fruttare il forcing interista. E' un assedio inutile, dal quale i bianconeri escono con puntate pericolose. 
Al 30°, dopo uno scambio Jair-Corso-Jair, Mazzola avanzato batte un bel pallone di testa in area dall'alto in basso. E' respinto dal palo. Al 32 Del Sol salva in rovesciata in area una manovra di Sandrino e Jair, e subito dopo Haller manca una clamorosa occasione di raddoppio, sprecando su Miniussi un ottimo pal-lone di Anastasi. Ribatte Suarez in fuga, sfruttando fino in area bianconera un ennesimo pallone di Mazzola. E' il 38°: fuori di poco. Anco-ra l'Inter in attacco sul fini-re del tempo: grande fuga di Jair che da destra opera un cross impeccabile superando difensori e portiere: Domenghini in slancio eccessivo fallisce l'impatto a pochi centimetri dalla porta.  
Il secondo tempo inizia con una folata interista di Spadetto lanciato da Mazzola, ma ormai si intravede meno persuaso e acuminato il forcing nerazzurro, e la Juventus recupera dominio. Dopo un altro invito di Mazzola a Spadetto, sono i bianconeri a farsi sotto, Miniussi deve uscire al 10' di piede per chiudere l'angolo di tiro ad Anastasi sfuggito a un battaglione di difensori: se li era giocati, su quel terreno, dentro un fazzoletto. La spinta di Sacco tiene in piedi la Juventus, mentre Haller si fa più teatrante che attore. Dopo alcuni tiri di Jair da venti metri, spara alto Zigoni al 22° ben servi-to da una triangolazione Sacco-Anastasi. L'Inter dà fuoco alle sue ultime polveri: fuga di Jair, scambio con Mazzola, Spadetto recupera un pallone con Anzolin uscito in area e lo traversa prontissimo: dai vari rimpalli e tiri esce Salvadore e mai nome è suonato più giusto nella metà campo bianconera. 
Il terreno aggrava ormai la fatica dei giocatori, che perdono via via lucidità di manovra. Al 30° un duetto Anastasi-Del Sol vede lo spa-gnolo precipitarsi sull'ultimo triangolo in area: potrebbe essere il pallone del due a zero, ma Del Sol deve allungarsi e scivolare per toccar palla e spinge fuori. E' una fase di gioco ormai stanca e arruffata, con qualche attrito tra giocatori, con i più freschi che tentano invano di dare un assetto ai reparti già provati: Burgnich salva due volte su Anastasi sfuggito ai soliti Landini e Suarez, Domenghini il faticatore è l'ombra dell'atleta che fu, Corso si perde nelle pozzanghere a metà campo. La Juventus ha più animo, pur vincendo: testa di Zigoni fuo-ri al 40°, e gran palo in mischia di Salvadore al 43°. Sull'ultimo contropiede interista, Anzolin devia un secco diagonale di Spadetto. Le due squadre hanno confessato tutto di se stesse (assenti a parte): il pubblico non si lamenta. E applaude Sandrino Mazzola. Già l'aveva chiamato con chiari "alè" e con "viva tutti i Mazzola" durante il minuto iniziale di silenzio in ricordo del Grande Torino. Malgrado la sconfitta interista, questa è stata una bella giornata per Sandrino: ha ripetuto, seppure solo in sintesi, la finale europea a Roma. Chi vuol capire, capisca.

Giovanni Arpino





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domenica 13 aprile 2025

13 Aprile 1969: Milan - Juventus

É il 13 Aprile 1969 Milan Juventus si sfidano nella decima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1968-69 allo Stadio 'San Siro' di Milano.

Questo campionato vede come degna protagonista la Fiorentina guidata magistralmente da Bruno Pesaola che tra lo stupore generale vince il suo secondo scudetto. Come contendente trova il Cagliari di Gigi Riva che sta allestendo lo squadrone per la stagione seguente. Sará il primo (ed unico) traguardo tricolore per i sardi.

Ritornando al campionato citato prima sia Juve che Milan lottano per le posizioni delle retrovie, anche se i rossoneri riescono in extremis a conquistare l'ultimo gradino del podio.

Per i bianconeri sará alla fine un quinto posto finale che come sempre per la nostra blasonata societá é un fallimento.

Buona Visione!




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Stagione 1968-1969 - Campionato di Serie A - 10 ritorno Milano - Stadio San Siro Domenica 13 aprile 1969 ore 15.30 MILAN-JUVENTUS 1-0 MARCATORI: Prati 20
MILAN: Cudicini, Anquilletti, Rosato, Maldera, Malatrasi, Trapattoni, Petrini, Lodetti, Sormani, Rivera, Prati
Allenatore: Nereo Rocco
JUVENTUS: Anzolin, Salvadore, Leoncini, Bercellino G., Roveta, Del Sol, Pasetti, Benetti, Anastasi, Haller, Menichelli
Allenatore: Heriberto Herrera
ARBITRO: Lo Bello C.


Anastasi non basta
E il Milan (che aveva tanta paura) ne approfitta
Mancato a San Siro il "gran colpo, da protagonista
Juventus, il solito volto
Heriberto Herrera: ancora errori tattici Prima segna Prati, poi Cudicini salva il risultato

DAL NOSTRO INVIATO
Milano, lunedi sera.
Il Milan ha Prati ed è in lotta per il primato. La Juventus ha Annatasi (che sе condo Busby è più completo e pericoloso del goleador rossonero) ma si trova relegato in posizione di second'ordine. Alla Juventus, insomma, Anastasi da solo non basta. Per quanto il centravanti si dia da fare, scatti nelle piú imprevedibiIi volate palla al piede, i risultati rimangono scarsi, tanto più se al flanco ai tra i pochi elementi in grado di capirlo o di appoggiarlo con efficacia, o se la tattica di gioco ne mortifica le doti, riducendolo ad agire praticamente da solo in attacco.

La partita di San Siro contro il Milan è quasi esemplare al riguardo: Anastasi ha strappato parole di ammirazione al trainer dei campioni d'Europa, a quel Matt Busby vero magο del Manchester, ma si è trovato a giocare con una sola spalla. Menichelli, con Pasetti, ala destra soltanto per il numero di magila ma tornato subito all'origine di terzino, e dietro a far barriera i vari Haller, Benetti, Del Sol, Leoncini. Un ро poco, a sei giornate dal termine, per una squadra che, mancati i grandi appuntamenti con campionato, Coppa Italia, e Coppa delle Fiere, dovrebbe badare allo spettacolo, ai goal, a dar soddisfazione ai suol tifosi senza mortificare il suo estro, la sua fantasia, i schemi difensivistici ad oltranza, senza un perché.

E' vero che la Juventus mancava di Castano, Zigoni e Favalli. Ma il forfait del capitano si è avvertito soltanto in parte, grazie alla prova nel complesso soddisfacente di Roveta, e in definitiva l'assenza più sentita è stata quella di Favalli. Ma schierare al suo posto Pasetti è stata una mossa improdottiva, e lo svolgimento della partite lo ha dimostrato. La squadra bianconera si è trovata in svantaggio e non è stata più in grado di recuperare: ci sarebbe riuscita schierando u normale terzetto all'attacco. 

"Ma Bonci, si è difeso Heriberto, è un centravanti non un'ala, e non poteva perció essere impiegato in quel ruolo." 
Rimaneva sempre Sacco, che dava la doppia garanzia, di poter appoggiare la difesa ed il centrocampo, ma anche di sapersi spingere all'attacco, qualora la partita l'avesse richiesto. Ma Sacco è rimasto malinconicamente bloccato in panchina, per tutto il tempo.
A parte qualsiasi considerazione tattica, resta il fatto che la Juventus ha mancato per troppa paura, uno dei ultimi grossi colpi che restatano a sua disposizione: eliminare il Milan dalla lotta per lo scudetto, assurgere per una volta a protagonista del campionato. La squadra di Heriberto non è stata in grado di raggiungere questo obtettivo, per errori tattici e per deficienze dei singoli. II bilancio, un'altra volte, risulta negativo. E bisogna saper ricordare, per il futuro, la reazione di San Siro: Anastasi, da solo, non può mutar volto alla Juventus, sia che Heriberto rimanga, sia che (come è piú probabile) a fine stagione se ne vada.

Rocco aveva molta paura di questa Juventus, attesa in reazione della sua squadra alla sconfitta di Cagliari, pensava che questa partita fosse decisiva, ancor piú delle altre, per il futuro del rossoneri. E in questa giornata così importante, il trainer ha avuto la fortuna di trovare un grande, un bravissimo Cudicini che ha reso vani tutti i generosi tentativi di Anastasi, e dopo di lui ha visto Prati inesorabile goleador, poi il solenteroso Sormani, e poi Lodetti e Trapattoni, grandi e redditivi podisti, e l'accorta difesa, e non si deve trascurare il fatto che il Milan ha vinto pur se a Rivera ha marcato una guardia stretta e micidiale Leoncini, impedendo al rossonero di agire con la consueta eficacia.

Il Milan ha vinto, forse non riuscirà a reggere il passo della formidabile Fiorentina, ma per ora rimane in lizza per lo scudetto. E il Manchester di Matt Busby, tutto considerato, il 23 aprile a San Siro sará ben poco tranquillo, perché Rocco pensa ambiziosamente alla Coppa dei Campioni.

Paolo Patruno




pierino

milan

corriere
Corriere dello Sport 14 aprile 1969


milan

juventus

rivera
La Stampa 14 aprile 1969










domenica 16 febbraio 2025

16 Febbraio 1969: Juventus - Roma

È il 16 Febbraio 1969 e Juventus Roma si sfidano nella terza Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1968-69 allo Stadio 'Comunale' di Torino

Le due squadre si danno battaglia per le posizioni di vertice però a fine campionato si troveranno molto lontani dalla Fiorentina Campione d'Italia.

Buona Visione!


juventus


Stagione 1968-1969 - Campionato di Serie A - 3 ritorno 
Torino - Stadio Comunale 
Domenica 16 febbraio 1969 ore 15.00 
JUVENTUS-ROMA 2-2 
MARCATORI
: Anastasi 24, Capello 54, Salvadore 71, Peirò rigore 87 

JUVENTUS: Sarti G., Pasetti, Leoncini, Salvadore, Castano, Del Sol, Favalli, Benetti, Anastasi, Sacco, Zigoni 
Allenatore: Heriberto Herrera 

ROMA: Ginulfi, Sirena (Benitez 81), Carpenetti, Salvori, Cappelli, Santarini, Scaratti, Ferrari, D'Amato, Capello, Peirò
Allenatore: Helenio Herrera

ARBITRO: De Marchi 



La cronaca della gara e degli errori di De Marchi 
Una punizione non ben spiegata dall'arbitro causa il primo goal dei giallorossi 
Juventus-Roma: 2 a 2. Questo l'esito della partita disputatasi ieri allo stadio Comunale. In seguito all'invasione di campo da parte di alcuni tifosi bianconeri verificatasi al 43 minuto della ripresa, il risultato potrebbe non essere omologato. 

Il signor De Marchi di Pordenone si era già reso protagonista, due anni fa, di una clamorosa svista ai danni della Juventus quando annullò all'Olimpico un goal regolare segnato da De Paoli contro la Lazio. Per questo « precedente » non godeva delle simpatie dei tifosi bianconeri e ieri, con alcune discutibili decisioni favorevoli alla Roma, li ha esasperati. Ma. veniamo all'incontro, non bello ma interessante, che ha visto i torinesi, privi di Haller infortunato, quasi costantemente all'offensiva contro un avversario che ha rinunciato letteralmente al gioco arroccandosi nella propria metà campo nell'intento di rimediare un pareggio. Nel primo tempo i bianconeri hanno premuto a lungo: Sarti ha compiuto una sola parata, quando, al 19', ha respinto un'insidiosa punizione di Scaratti. Solo su calcio franco la Roma avrebbe potuto impegnare il portiere juventino, giacché Helenio Herrera aveva addirittura ordinato a D'Amato, l'unica vera « punta », di giocare in appoggio al centrocampo. Non esistevano attaccanti tant'è che si è visto Del Sol fungere da « stopper » sul mediano Salvori che era l'elemento più avanzato dei romanisti. Nonostante il super-catenaccio della Roma, la Juventus ha creato diverse occasioni da rete. Zigoni e Anastasi, in giornata di vena, hanno seminato lo scompiglio nell'area giallorossa. Il centroavanti marcato strettamente da Cappelli e Santarini (libero) si è reso subito pericoloso mancando una palla-goal al 5' e portando in vantaggio la Juventus al 24': per un fallo di Sirena su Favalli i bianconeri hanno fruito di una punizione. 
Lo stesso Favalli, da fondo campo, ha calciato indirizzando il pallone in area. Lo spiovente, deviato di testa da Anastasi in porta, è stato respinto da Ginulfi. Zigoni ha tentato di ribattere in rete, ma il portiere ha fatto scudo con il corpo alzando la sfera a candela verso Anastasi il quale, al volo con una mezza rovesciata, ha insaccato. Era dalla gara di San Siro con l'Inter che il juventino non segnava. La rete di Anastasi pareva aver sbloccato la partita: impressione errata. La Roma è uscita dal suo « guscio » senza troppa convinzione, ben controllata dalla Juventus. Solo una volta, su azione di contropiede, Salvori ha creato una situazione critica per la retroguardia juventina, ma Pasetti ha fermato con autorità l'avversario proprio sulla soglia dell'area. E' stata invece la Juventus a mancare il raddoppio quasi allo scadere della prima frazione. Su cross di Zigoni, Leoncini e l'ottimo Favalli si sono portati contemporaneamente sul pallone ostacolandosi: imprecisa poi la conclusione di Favalli. 
All'inizio della ripresa un malinteso fra Sarti e Salvadore per poco non ha creato un guaio: il portiere è riuscito a salvarsi. La Juventus è poi ripartita all'attacco: tiri di Pasetti e Favalli sono finiti di poco fuori bersaglio; una « bordata » di destro di Leoncini è andata ad urtare sulla traversa (8'). Un minuto dopo, su rovesciamento di fronte, la Roma ha pareggiato. De Marchi ha ravvisato in un intervento « pulito » di Salvadore su Sirena gii estremi per un calcio franco dal limite. L'arbitro ha fatto cenno ai bianconeri, impegnati a preparare la barriera, che si trattava di un calcio « a due ». Ai romanisti invece ha lasciato intendere ch'era una punizione diretta. Capello ha tirato all'improvviso mandando il pallone a sfiorare il montante sulla sinistra di Sarti, appostato dall'altra parte ancora intento a sistemare il «muro difensivo». Mentre De Marchi indicava il centrocampo, i bianconeri contestavano la regolarità del punto. Inutilmente Favalli, Pasetti, Del Sol e Leoncini si sono rivolti al guardalinee, che stava sotto le tribune, per chiedere giustizia. Con il pubblico in piedi a fischiare, il gioco è ripreso. La Juventus, con una manovra non troppo ordinata ma incisiva, è tornata ad assumere l'iniziativa. Il forcing ha fruttato alcuni angoli, senza esito. Poi, al 26' Salvadore ha riportato in vantaggio i bianconeri deviando alle spalle di Ginulfi una punizione di Favalli. Sul 2-1 l'incontro è parso tornare sui binari della logica con la Roma ormai rassegnata ad accettare la superiorità dei locali i quali, a ritmo serrato, hanno insistito per consolidare il punteggio. Al 35' Sirena si è scontrato con violenza con Benetti e ha dovuto abbandonare il campo sostituito da Benitez. Benetti, a sua volta, ha subito un duro intervento di Capello (39'), senza gravi conseguenze. Al 41' si è registrata una bella rovesciata di Leoncini, neutralizzata da Ginulfi. Un minuto dopo l'episodio determinante: Benetti ha fermato in area con una certa energia, ma senza cattiveria, Santarini. De Marchi non ha esitato a concedere il rigore ai giallorossi (è il primo che viene assegnato alla Roma nell'attuale torneo). Peiró, con abile finta, ha trasformato il « penalty » ottenendo il pareggio. La gara è proseguita per essere interrotta poco dopo: per l'invasione di un paio di spettatori. 
Dopo la sosta movimentata, ancora 40" di gioco poi De Marchi fischia la fine.

Bruno Bernardi




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domenica 27 ottobre 2024

27 Ottobre 1968: Juventus - Bologna

É il 27 Ottobre 1968 e Juventus e Bologna si sfidano nella quarta Giornata del Girone di Andata del Campionato di Calcio di Serie A 1968-69 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

Le due squadre disputano una stagione sotto tono, tanto é vero che finiranno a fine campionato molto lontani dalla Fiorentina Campione d'Italia.

Buona Visione!

 

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Stagione 1968-1969 - Campionato di Serie A - 4 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 27 ottobre 1968 ore 14.30
JUVENTUS-BOLOGNA 1-0
MARCATORI: Anastasi 66

JUVENTUS: Anzolin, Salvadore, Leoncini, Roveta, Castano, Del Sol, Favalli, Benetti, Anastasi, Haller, Zigoni
Allenatore: Helenio Herrera

BOLOGNA: Vavassori, Roversi, Furlanis (Battisodo 60), Cresci, Janich, Gregori, Pace, Bulgarelli, Mujesan, Turra, Savoldi
Allenatore: Cesarino Cervellati

ARBITRO: De Marchi B.



I juventini battono il Bologna (1-0) con un improvviso tiro di Anastasi 
Cinquantamila spettatori allo Stadio torinese 
Haller si è impegnato a fondo - Salvadore, con un colpo di testa sulla linea di porta, e Anzolin con una magnifica parata salvano nel finale il meritato successo della Juventus 
Incidente a Furlanis: il terzino rossoblu sostituito da Battisodo 

Un goal di Anastasi ha dato alla Juventus la prima vittoria del campionato, un goal dovuto all'estro ed alla rapidità del giovane centravanti bianconero, che ha saputo deviare in rete con tiro improvviso un centro di Benetti. 

Il successo juventino è giusto, ed il Bologna non può recriminare nulla. La squadra emiliana ha subito l'iniziativa degli avversari per tutto il primo tempo, cercando qualche spunto in attacco all'inizio della ripresa, per abbandonare definitivamente la prudente tattica adottata solamente dopo la rete di Anastasi. Non è vero che il Bologna sia molto debole. La difesa ha uomini di valore nazionale come il portiere Vavassori, il terzino Roversi ed i mediani Cresci e Janich. A centro campo Bulgarelli è apparso in netto progresso come abile è stato Gregari, a cui l'allenatore Cervellatl aveva affidato il compito di controllare Haller. In prima linea c'è entusiasmo e vivacità, ma né Savoldi né Mujesan sona apparsi all'altezza degli altri rossoblu. Gli scarsi risultati avevano consigliato a Cervelluti una tattica di eccessiva prudenza con le due mezze ali arretrate e con Pace disposto ad arretrare in zona di interdizione appena il pericolo si aggravava. I bianconeri hanno tentato di rompere subito questo cerchio difensivo. Il loro gioco era vivace, ma mancava di potenza: erano fiorettisti che si misuravano con avversari armati di sciabola. Salvadore, il migliore fra i difensori, cercava di dare un aiuto anche all'attacco, ma qui mancava all'appello Zìgoni mentre Favalli correva, si arrangiava come poteva, ma non arrivava mai in zona di tiro. Benetti era il più attivo, Haller il più classico. Anastasi il più estroso. 

La superiorità dei bianconeri era netta, ma la manovra troppo elaborata, permetteva ai centrocampisti rossoblu di arretrare in tempo utile. Ne primi minuti della ripresa il Bologna tentava di sfruttare qualche distrazione dei difensori juventini, ma Mujesan e Savoldi sbagliavano troppo. I bianconeri tornavano ad attaccare, Zìgoni falliva un pallone «facile» servitogli da Leoncini e poco dopo un stupenda azione di Haller dava ad Anastasi una palla goal. Il centroavanti rimaneva fermo, convinto forse che Haller — superati con abile serpentina tre avversari — volesse tirare direttamente a rete. 

Furlanis in uno scontro con Del Sol rimaneva a terra e doveva abbandonare a causa di una distorsione al ginocchio sinistro. Lo sostituiva Battisodo. Al 21', proprio mentre i juventini parevano soggiogati dall'incubo di un nuovo pareggio, veniva il goal di Anastasi. Su una puntata di Zigoni, finalmente più vivace e preciso che non all'inizio, il portiere bolognese Vavassori deviava la palla in corner. Batteva la punizione Favalli servendo Benetti. La mezz'ala superava Bulgarelli, e centrava secco raso terra verso Anastasi che, con eccezionale rapidità deviava in rete, sorprendendo tutti. Attorno al centravanti un grappolo di bianconeri a fare festa, mentre lo stadio esplodeva in un caloroso applauso. Pur superare lo svantaggio i bolognesi hanno tentato subito la controffensiva, a cui i torinesi hanno opposto uno stucchevole gioco di mille passaggi che parevano fatti apposta per creare il rischio di un imprevedibile grosso guaio. Su contropiede Haller serviva Zìgoni che caparbiamente cercava il goal. La palla sfuggiva a Vavassori per tornare nei pressi di Anastasl il quale tentava il tiro a rete. Anastasi falliva il colpo, ma non era facile toccare quel pallone carico d'effetto per 10 scontro tra Vavassori e Zìgoni (30'). 

Nel finale i bolognesi tentavano l'impossibile per pareggiare, ed allora si è visto come la Juventus quest'anno non possa arroccarsi in difesa come nella scorsa stagione. Benetti ed Haller non sono centrocampisti capaci a trasformarsi in difensori, come facevano in passato Del Sol e Cinesinho. La situazione era apparsa evidente anche a Roma nell'ultima partita giocata dai bianconeri prima della sosta internazionale, ma la lezione evidentemente non è servita. A Roma pochi minuti prima della fine è venuto il pareggio ad opera del centromediano Santarini. A Torino per evitare il peggio si sono resi necessari prima un miracoloso salvataggio di Salvadore che al 32' ha respinto di testa proprio sulla linea della porta e quindi una magnifica parata di Anzolin, che con un volo a ha deviato in calcio d'angolo un pallone che Roversi aveva indirizzato a rete (39'). 

Dopo qualche contestazione per un fallo di Battisodo su Zigani, l'arbitro fischiava la fine della partita. Il pubblico, circa cinquantamila spettatori, ha salutato con un grande applauso i bianconeri. La Juventus pur avendo nelle file autentici campioni fatica molto per vìncere perché non sa tradurre in goals il grande lavoro di tutti. Haller ha disputato ieri la partita più importante della sua lunga carriera. Giocava in polemica con i bolognesi che forse lo hanno ceduto con troppa fretta, e giocava per guadagnarsi la simpatia del pubblico torinese. Haller ha avuto spunti da vero campione e momenti di stasi. Potrà fare ancora meglio appena avrà trovato la piena condizione e l'afflatamento con i nuovi compagni. Anastasi, Haller e Benetti stanno entrando nel clima della squadra bianconera Ieri non c'era Pasetti. Nessuno ha capito perché. 

Giulio Accatino
tratto da: La Stampa 28 Ottobre 1968





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mercoledì 15 novembre 2023

17 Novembre 1968: Torino - Juventus

È il 17 Novembre 1968 e Torino e Juventus si sfidano nella settima Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1968-69 allo Stadio 'Comunale' di Torino. È il 'Derby della Mole' ed il capoluogo piemontese si mobilita.

Le due squadre torinesi si danno battaglia per le posizioni di vertice però a fine campionato si troveranno molto lontani dalla Fiorentina Campione d'Italia.

Buona Visione! 


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Stagione 1968-1969 - Campionato di Serie A - 7 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 17 novembre 1968 ore 14.30
TORINO-JUVENTUS 1-2
MARCATORI: Menichelli 3, Combin 57, Anastasi 88

TORINO: Vieri L., Poletti, Fossati, Puia, Cereser, Agroppi, Carelli, Crivelli (Trebbi 46), Combin, Moschino, Facchin
Allenatore: Edmondo Fabbri

JUVENTUS: Anzolin, Salvadore, Leoncini, Bercellino G., Castano, Del Sol (Pasetti 67), Favalli, Benetti, Anastasi, Haller, Menichelli
Allenatore: Heriberto Herrera

ARBITRO: Lo Bello C.



Gara molto attesa e gioco modesto 
Il commento di Vittorio Pozzo 

La gara Torino-Juventus, partita attesa con la tradizionale attenzione dai tifosi, è stata vinta dalla Juventus con un goal segnato in apertura di gioco e un altro goal realizzato a pochi minuti dalla fine. 

Un pareggio, a nostro avviso sarebbe stato più giusto perché in fondo i due contendenti si sono equivalsi. Il confronto non ha mai raggiunto un livello tecnico e tattico molto elevato. Tra i granata si è distinto Moschino, tra i bianconeri alcuni difensori. Bisogna rilevare come la contesa, sia pure combattuta e decisa, non sia mai degenerata in gravi scorrettezze. Segno evidente di una buona educazione sportiva. La partita era interessante perché entrambe le squadre erano reduci da due sconfitte. Granata e bianconeri si sono battuti con coraggio per raggiungere un risultato utile. Nelle file della Juventus si è notata molta confusione specie in fase di attacco. Quella bianconera è una squadra che potrebbe fare molto di più. Ma per circostanze particolari il gioco non sgorga facile. 

C'è molta buona volontà, ma i risultati tardano a venire. Ha aperto le marcature Menichelli all'inizio, sfruttando una indecisione di Vieri. Poi la Juventus si è messa a trotterellare a centro campo senza cercare l'affondo che avrebbe potuto chiudere definitivamente la partita. Ne ha approfittato il Torino per tentare qualche attacco. Nella ripresa ha segnato Combin su azione susseguente a calcio di punizione. La reazione della Juventus è stata immediata. 

Gli attacchi dei bianconeri sono sfociati nella vittoria a tre minuti dalla fine ad opera di Anastasi che ha ingannato Vieri con un tiro da lontano. Non è stata una bella partita, lo ripetiamo. E' stata più che altro una prova di volontà da parte della Juventus di fronte ad un Torino che non si è mai piegato dimostrando carattere e decisione. Ha arbitrato Lo Bello. Il pubblico non ha sempre condiviso le decisioni del direttore di gara siciliano. 

Vittorio Pozzo
tratto da: La Stampa 18 Novembre 1968

 


Juve: difesa che si distrae 

Contro il Cagliari la Juventus aveva giocato meglio, comunque ieri nel derby ha meritato il successo. L'attacco dei bianconeri ha disputato, secondo me, una prova abbastanza convincente. Haller è in continuo progresso: il suo è soprattutto un problema di ritmo, un problema che si risolve col tempo, giocando. Il tedesco finora è andato sempre in crescendo, Ieri è stato molto più costante che in altre occasioni, ha « retto » in pratica per tutti i novanta minuti di gioco. 

La difesa juventina, invece, non é ancora al massimo: qualcuno, nel reparto arretrato, non è molto in forma e tutta la retroguardia ne risente. La vittoria nel derby per la Juventus è importante, soprattutto per il morale. Anche lo spettacolo, prima o poi, verrà. Il Torino nel complesso ha disputato una buona partita, ha messo in evidenza un coraggio ed una volontà eccezionali. Ma l'assenza di Ferrini, come si prevedeva, si è fatta sentire parecchio, il centrocampo granata a più riprese si è trovato in difficoltà: Crivelli era emozionato, ed è logico, un derby non è una partita come tutte le altre. 

Nella ripresa Fabbri lo ha sostituito, mandando Puja in avanti: una mossa giusta, l'ex vicentino ha dato più peso alle azioni offensive del Torino. Una mossa, però, che non è bastata ad evitare la sconfitta. 

Giampiero Boniperti (ex giocatore della Juventus) 
tratto da: La Stampa 18 Novembre 1968




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