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martedì 13 maggio 2025

13 Maggio 2015: Real Madrid - Juventus

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi proponiamo questo gustoso amarcord di questa data odierna. 

É il 13 Maggio 2015 e Real Madrid e Juventus si sfidano nella gara di ritorno della Semifinale della UEFA Champions League 2014-15 allo Stadio 'Santiago Bernabeu' di Madrid (Spagna).

Buona Visione!



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Stagione 2014-2015 - Champions League - Semifinali, ritorno
Madrid - Stadio Santiago Bernabeu
mercoledì 13 maggio 2015 ore 20:45 
REAL MADRID-JUVENTUS 1-1
MARCATORI
: Ronaldo C. rigore 23, Morata 57

REAL MADRID: Casillas, Carvajal, Varane, Sergio Ramos, Marcelo, Isco, Kroos, James Rodriguez, Bale, Benzema (Hernandez J. 67), Ronaldo C. 
A disposizione: Keylor Navas, Pepe, Fabio Coentrao, Arbeloa, Jesé, Illarramendi
Allenatore: Carlo Ancelotti

JUVENTUS: (c) Buffon, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra, Marchisio C., Pirlo (Barzagli 79), Pogba (Pereyra 89), Vidal, Tevez, Morata (Llorente 84)
A disposizione: Storari, Padoin, Sturaro, Coman
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Eriksson J. (Svezia)
AMMONIZIONI: Tevez 69, Lichtsteiner 76 (Juventus); Isco 32, James Rodriguez 44 (Real Madrid)



Morata porta i bianconeri a Berlino dopo una partita epica: il 6 giugno sfideranno il Barcellona

MADRID (SPAGNA) - Una Juventus eroica è in finale di Champions League. Senza lasciarsi schiacciare dal peso dei campioni del Real Madrid e dal "miedo escenico" dello stadio Bernabeu, i bianconeri pareggiano 1-1 e si mettono in tasca un biglietto per Berlino: il 6 giugno sfideranno il Barcellona del tridente dei fenomeni per raggiungere il sogno, 12 anni dopo Manchester. In casa dei campioni d'Europa la Juve gioca da grande, con maturità, soffrendo per un tempo e rispondendo ai colpi nel secondo. Una Juve epica, guidata da Alvaro Morata, l'uomo del giorno, l'autore del gol che porta i bianconeri in paradiso e che manda all'inferno quella che era stata la sua squadra fino all'estate scorsa. L'impresa è lì, a portata di mano: la vittoria della Champions e, perché no, un clamoroso triplete. Un sogno da realizzare in un'altra notte magica.

C'È POGBA - Allegri non rinuncia a Pogba nella serata più importante dell'anno. Non è al meglio il francese, ha solo una sessantina di minuti con il Cagliari nelle gambe, ma non può mancare. Accanto a lui ci sono Pirlo e Marchisio, con Vidal qualche metro più avanti per dare supporto a Morata e Tevez. Anche Ancelotti recupera pedine importanti: Kroos era uscito dal campo dolorante sabato, ma è al suo posto; Benzema torna in attacco dopo un mese di assenza.

CALDO RECORD - Gli oltre ottantamila spettatori del Santiago Bernabeu spingono il Real a partire subito forte per rimontare, ma a Madrid fa a un caldo decisamente fuori stagione (si gioca con 35 gradi e un alto tasso di umidità) e dosare le energie diventa una necessità visto che la Uefa ha deciso di non autorizzare i timeout. La prima fiammata è della squadra di Ancelotti, con Benzema che spara alto da buona posizione, ma la Juve riesce a trovare campo e si aprono spazi invitanti. Ci prova Vidal, con coraggio: il suo sinistro velenoso è respinto da Casillas in tuffo.

RIGORE CONTESTATO - Il Real lascia giocare, ma quando decide che è il momento di cambiare passo costringe la Juve a ripararsi e sperare che la tempesta passi in fretta, senza fare danni. Al 20' arriva la prima raffica, un bolide di Bale dalla lunga distanza sul quale Buffon si lancia alla disperata riuscendo a respingere con entrambe le mani. Lo scossone carica il Real, che alza il ritmo e presidia l'area bianconera con otto uomini. È una pressione insostenibile per la Juve perché gestire tutte queste minacce contemporaneamente è quasi impossibile. Sono minuti interminabili in cui la furia del Real costringe i difensori juventini al massimo sforzo. Non basta ai bianconeri, perché Chiellini rifila un calcione a James Rodriguez sotto gli occhi dell'arbitro svedese Eriksson e il rigore è una conseguenza inevitabile. Protesta la Juve, ma il contatto è evidente. Cristiano Ronaldo non aspettava altro: si presenta sul dischetto, calcia centrale senza farsi impressionare dal "balletto" di Buffon sulla linea di porta, e fa uno a zero.

CAMBIA LA PARTITA - Il gol del Real stravolge i piani tattici di Allegri. Ora i bianconeri devono segnare almeno un gol per proseguire la strada verso Berlino. Non è facile però interrompere la lunga serie di lampi dei campioni in maglia bianca. È Buffon a tenere in piedi la baracca con un paio di interventi decisivi, il più difficile su una conclusione di Benzema sul primo palo.

C'È ANCHE LA JUVE - La Juve può respirare in apertura di ripresa, quando il Real allenta la morsa credendo forse di avere superato la salita. Crescono Vidal e Marchisio, che riescono a dare maggiore continuità a ribaltare l'azione. È il centrocampista della Nazionale, al 50', a sfiorare il pareggio con un colpo dalla distanza che si spegne sul fondo passando a pochi centimetri dal palo. I bianconeri insistono, senza avere paura del muro bianco che hanno davanti e del Bernabeu, e al 57' vengono premiati. È ancora una volta Morata a punire la sua vecchia squadra dopo la rete segnata all'andata: sponda di Pogba, difesa del Real completamente impreparata e colpo vincente di Morata al centro dell'area. Il colpo va a segno e fa male ai bianchi di Spagna, che non riescono più a mettere la Juve alle corde. La squadra di Allegri non ha più paura e risponde alle sfuriate degli avversari senza rintanarsi. Al 63' un sinistro di Bale, da pochi passi, fa venire i brividi a Buffon, poi sette minuti più tardi è Marchisio a fallire un'occasione clamorosa: Casillas in uscita è decisivo.

FINALE ROVENTE - Ancelotti gioca la carta Hernandez sperando che faccia il bis dopo il gol decisivo nei quarti di finale contro l'Atletico. La reazione delle merengues è uno scatto di rabbia con l'ultime riserve di energia rimaste, ma la Juve tiene botta e resiste senza mai andare in affanno. Il sogno dei bianchi di vincere l'undicesima coppa svanisce con il passare dei minuti. Al fischio finale può partire la festa sotto lo spicchio di Bernabeu occupato dai tifosi juventini. Non ci sarà il clasico di Spagna in finale di Champions, a Berlino ci va la Juve.

Valerio Albensi




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martedì 6 maggio 2025

6 Maggio 2003: Real Madrid - Juventus

Il nostro blog vi propone questo gustoso amarcord di questa data odierna. É il 6 Maggio 2003 e Real Madrid Juventus si sfidano nella gara di andata della Semifinale della Champions League 2002-03 allo 'Stadio Santiago Bernabeu' di Madrid (Spagna).

É una Juventus lanciatissima quella che si appresta a perdere (ma solo di misura) contro la 'Casa Blanca'. Tra qualche mese sará incoronata Campione d'Italia per la 27a volta, ma é un altro il chiodo fisso della societá e tifoseria. La Champions League purtroppo sfugge ai rigori nella finale fratricida contro il Milan, in un altra serata da dimenticare sul fronte europeo.

Buona Visione!



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Stagione 2002-2003 - Champions League - Semifinali, andata
Madrid - Stadio Santiago Bernabeu
martedì 6 maggio 2003 ore 20:45 
REAL MADRID-JUVENTUS 2-1
MARCATORI: Ronaldo 23, Trezeguet 45, Roberto Carlos 73

REAL MADRID: Casillas, Salgado, (c) Hierro, Helguera, Roberto Carlos, Figo, Makelele, Guti, Zidane, Ronaldo (Portillo 50), Morientes (Solari 79) 
A disposizione: Cesar, McManaman, Flavio Conceiçao, Cambiasso, Pavon
Allenatore: Vicente Del Bosque

JUVENTUS: Buffon, Thuram L., Ferrara C., Iuliano (Pessotto G. 46), Birindelli, Conte A., Tudor (Camoranesi 80), Nedved (Di Vaio 82), Zambrotta, Trezeguet, (c) Del Piero
A disposizione: Chimenti, Fresi, Olivera, Zalayeta
Allenatore: Marcello Lippi

ARBITRO: Hauge (Norvegia)
AMMONIZIONI: Birindelli 29, Iuliano 31, Zambrotta 35, Conte A. 57, Ferrara C. 79 (Juventus)



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venerdì 21 febbraio 2025

21 Febbraio 1962: Real Madrid - Juventus

É il 21 Febbraio 1962 e Real MadridJuventus si sfidano nella gara di ritorno dei Quarti di Finale della Coppa dei Campioni 1961-62 allo 'Stadio Santiago Bernabeu' di Madrid (Spagna).

Per questa gara storica i bianconeri si presentano in campo con un inedita casacca nera. Dopo essere stati sconfitti per 0-1 nella gara di andata, la Juventus cerca di ribaltare il risultato sul difficilissimo campo dei madrileni. Sará un impresa da segnare sui libri di storia, perché nessuna squadra italiana riuscì ad espugnare 'il fortino iberico' prima di questa gara.

Purtroppo servirá a poco! I bianconeri dovranno salutare la Coppa dei Campioni dopo aver perso la 'bella' a Parigi contro gli stessi 'blancos'.

Buona Visione!


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Stagione 1961-1962 - Coppa dei Campioni - Quarti, ritorno
Madrid - Stadio Santiago Bernabeu
mercoledì 21 febbraio 1962 ore 20:30
REAL MADRID-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Sivori 38

REAL MADRID: Araquistain, Casado, Miera, Del Sol, Santamaria, Ruiz A., Tejada, Ruiz F., Di Stefano, Puskas, Gento
Allenatore: Miguel 
Muñoz

JUVENTUS: Anzolin, Sarti B., Garzena, Charles, Bercellino G., Leoncini, Mora, Mazzia B., Nicolè, Sivori, Stacchini
Allenatore: Carlo Parola

ARBITRO: Guigue (Francia)



La Juventus ha ottenuto a Madrid la vittoria dell'orgoglio
Ed adesso la “bella,, a Parigi
L'indovinata utilizzazione di Charles nell'inedito ruolo di mediano destro
Bercellino: una gara calma e sicura
Due splendide parate di Anzolin.
Solo elogi per la compagine torinese che ha voluto e saputo cancellare il ricordo della sconfitta subita allo Stadio Comunale

Madrid, giovedi sera.

Malgrado la lunga distanza erano convenuti nella capitale spagnola circa un migliaio di Italiani. La solita comitiva del ferrovieri che già aveva fatto qualche tempo fa un viaggio a Londra in occasione di un'altra partita, una numerosa schiera di valdostani e parecchia variata gente arrivata par via aerea. Tutti questi tifosi che avevano l'animo piuttosto predisposto ad assistere ad una seconda sconfitta dei bianconeri, sono ora pienamente soddisfatti. Per il risultato, certamente, ma essenzialmente per aver visto la squadra bianconera comportarsi in modo diametralmente opposto a quello che tante critiche aveva sollevato sette giorni prima nella capitale piemontese.

La squadra della Juventus aveva subito qualche modifica rispetto a quella che aveva giocato a Torino. La principale variante consisteva nel fatto che l'inglese Charles passava a giocare in una posizione che fino a quel momento non aveva mai ricoperto, quella di mediano laterale destro. Davanti a lui giocava viceversa come mezz'ala destra Mazzia. Era evidente che due giocatori si sarebbero scambiato il posto nel corso dell'incontro ed effettivamente Mazzia si dedico in modo prevalente alla marcature di Di Stefano, riuscendo a non lasciargli la libertà di azione che ha di solito

Per conto suo Charles, riusci più volte a trasformarsi da difensore puro in attaccante; a lui é dovuto il colpo di testa che mise Sivori nella situazione di non avere altro da fare che di spedire la palla oltre la linea della rete madrilena.

Un uomo va nominato nel commenti di questa partita: Bercellino, il quale ha giocato con una calma ed una sicurezza di cui non lo si credeva capace.

L'intera squadra del resto si comportata bene, principalmente in fatto di coraggio e di slancio. Ad un dato punto, quando qualcuno degli spagnoll credette di sfoderare qualche numero poco corretto del suo repertorio, egli trovò pane per focaccia.

Non pareva proprio più la Juventus confusa che avevamo visto all'opera nel secondo tempo della partita di campionato di domenica scorsa. Era invece una compagine galiarda, con giocatori che si erano messi nella testa di cancellare il ricordo della brutta partita giocata una settimana prima e che, bisogna riconoscerlo, vi riuscirono in pieno.

Sivori, senza essere l'uomo dei suoi momenti piú belli, migliora notevolmente la sua prestazione ma, ripetiamo, tutti e undici gli uomini, ivi compreso Anzolin che specialmente nel secondo tempo si produse in un paio di parate fra le più difficili, tutti quanti al comportano in modo ottimo.

Le conseguenze di questo spirito volitivo del juventini, dell'ottima prova data nalla capitale spagnola stanno nel fatto che l'avventura della Coppa del Camploni è tutt'altro che finita per i bianconeri: le due squadro campioni di Spagna e d'Italia infatti, dovranno incontrarsi ora una terza volta par decidere quale delle due abbia il diritto di salire alle semifinall del torneo. Il fatto era prudenzialmente già stato preso in considerazione qualche ora prima della partita e si era deciso di far giocare la gara mercoledi prossimo, 28 a Parigi, forse al Parc des Princes e non al Colombes, data la giornata feriale.

Bisogna aggiungere a queste considerazioni il fatto che II Real Club Madrid non ha dato questa volta l'impressione di sicurezza e di impegno che aveva lasciato, invece, la settimana prima: in ragione prima ed essensiale di questo decadimento di forma a di rendimento sta nal fatto che la Juventus ha opposto, invece, la seconda volta una resistenza che non aveva affatto opposto nella prima occasions. Gli spagnoli hanno certamente risentito dell'assenza dei loro due mediani laterall Felo e Pachin: viva sorpresa ha destato negli italiani il fatto che dei tre giocatori usciti feriti dalle ultime prove il solo a ricomparire in campo é stato proprio quello che era stato dichiarato il più grave dei tre la sorpresa é stata tanto più viva che alcuni dirigenti del Real Madrid non avevano esitato a giurare che assolutamente il Del Sol sarebbe stato assente dalla gara.

Del Sol, invece, ha corso e ha lavorato di buzzo buono per l'intera partita, pur senza arrivare ad essere l'uomo eminente che era stato nolla partita di Torino, ma nemmeno Di Stefano è riuscito a ripetere l'impressione lasciata allo Stadio della nostra città. L'unico giocatore che forse si comportò meglio nell'incontro di ritorno che non in quello d'andata è stato l'ala sinistra Gento.

La disillusione tra il numeroso pubblico presente é stata notevollasima: sul campo vi erano circa centomila spettatori e tutti quanti hanno commentato in modo sfavorevole, la prestazione della squadra del loro cuore. Al madrileni rimane ora la speranza che tra una settimana, quando si giocherà a Parigi, possano essere presenti tutti quanti gli uomini allineati a Torino.

La squadra della Juventus ed i giornaliati complono il viaggio aereo di ritorno in due apparecchi separate mentre i giornalisti dovranno atterrare a Linate, i gio catori, che seguiranno in via di Parigi, non arriveranno che alla sera, ma col vantaggio di atterrare direttamente a Caselle.

Vittorio Pozzo
Tratto da: La Stampa 22 febbraio 1962



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sabato 4 novembre 2023

5 Novembre 2008: Real Madrid - Juventus

É il 5 Novembre 2008 e Real Madrid Juventus si sfidano nella quarta giornata delle gruppo di qualificazione iniziale della UEFA Champions League 2008-09 allo Stadio 'Santiago Bernabeu' di Madrid (Spagna).

Siamo al minuto 93': 

Al comparire del numero 10 sulla lavagnetta elettronica invece il sempre esigente pubblico del 'Santiago Bernabeu' si alza in piedi per tributare una standing ovation all'assoluto protagonista della serata. Gesto ricambiato da Alessandro Del Piero con un inchino 'Real' e indimenticabile anche nelle ricca carriera di un campione assoluto, tanto che il diretto interessato qualche tempo fa ha ammesso come quella serata sia per lui seconda solo a un'altra notte da ricordare - quella del gol in semifinale contro la Germania a Dortmund nel 2006!

 

Buona Visione!


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Stagione 2008-2009 - Champions League - 4ª giornata
Madrid - Stadio Santiago Bernabeu
mercoledì 5 novembre 2008 ore 20:45 
REAL MADRID-JUVENTUS 0-2
MARCATORI
: Del Piero 17, Del Piero 67

REAL MADRID (4-3-3): Casillas, Sergio Ramos, Cannavaro F., Heinze (Saviola 82), Marcelo, Diarra, Sneijder (Higuain 65), Guti, Drenthe, Raul, Van Nistelrooy (Van der Vaart 82)
A disposizione: Dudek, Salgado, Gago, Javi Garcia
Allenatore: Bernd Schuster

JUVENTUS (4-4-2): Manninger, Mellberg, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro, Marchionni, Sissoko, Tiago, Nedved, Del Piero (De Ceglie 90+3), Amauri (Iaquinta 84)
A disposizione: Chimenti, Camoranesi, Giovinco S., Rossi F., Ariaudo
Allenatore: Claudio Ranieri

ARBITRO: Vink (Olanda)
AMMONIZIONI: Sissoko 28, Legrottaglie 34, Mellberg 78 (Juventus); Drenthe 31, Guti 36, Van Nistelrooy 51 (Real Madrid)


Ci sono notti che non si dimenticano, che non passano mai. Il calcio italiano è sempre stato riconosciuto fuori nostro confini per la sua competitività e qualità e lo stesso vale per i nostri campioni. Uno dei calciatori più amati degli ultimi trent'anni è stato, senza dubbio, Alessandro Del Piero. L'ex numero 10 della Juventus ha segnato un'epoca nel club bianconero e dopo aver vissuto l'inferno della Serie B con la Vecchia Signora stava cercando di riportare il club ai vertici del calcio italiano ed europeo. La Juve era ripartita dopo Calciopoli e con Claudio Ranieri in panchina aveva raggiunto il secondo posto nel torneo 2007/2008 conquistandosi un posto per la Champions League successiva.
Nel girone della squadra piemontese l'urna inserì lo Zenit, il BATĖ Borisov e il Real Madrid dell'ex Fabio Cannavaro.
In casa del Real Madrid il numero 10 bianconero, quella sera in tenuta oro, firmò una bellissima doppietta in uno dei tempi del calcio mondiale e quando Ranieri decise di sostituirlo nel recupero, per far entrare un giovane De Ceglie, il pubblico spagnolo si alzò in piedi ad applaudirlo. Una standig ovation bellissima, che Del Piero commentò così a distanza di tempo:
"La mia standing ovation al Bernabeu? A un certo punto mi sono chiesto ‘le persone stanno applaudendo per me?' È stato un momento speciale. Quando questo accade nello stadio di un avversario è ancora meglio. Ancora di più al Real Madrid al Bernabeu. È stato unico come vincere un trofeo."
Mentre usciva dal campo il 10 fece un specie di inchino per ringraziare gli spettatori, ma quella manifestazione di affetto era assolutamente giustificata: Pinturicchio prese sulle sue spalle la Juventus e da vero trascinatore portò i suoi alla vittoria con due perle: nella prima frazione di gioco firmò il vantaggio con un preciso tiro di sinistro sul secondo palo dopo una lunga conduzione di palla con l'altro piede e chiuse il match subito dopo l'ora di gioco con una deliziosa punizione dai 25 metri che lasciò impietrito l'incolpevole Casillas.

Vito Lamorte




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