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venerdì 12 settembre 2025

12 Settembre 1993: Foggia - Juventus

É il 12 Settembre 1993 Foggia Juventus si sfidano nella Quarta Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1993-94 allo Stadio 'Delle Alpi'  di Torino.

La Juve allenata in panchina da Giovanni Trapattoni e trascinata in campo da un Roberto Baggio nel suo momento più splendente si appresta a piazzarsi al secondo posto del massimo campionato calcistico. Davanti c'é l'inarrivabile Milan di Fabio Capello che 'ammazza' il campionato fin dall'inzio. Dall'altre parte c'é un Foggia che allenato dal 'nemico storico' Zdenek Zeman ottiene un bel nono posto finale dopo un campionato al di lá delle piú rosee aspettative.

La partita é entrata di diritto nella Storia della nostra gloriosa societá perché sancisce l'esordio ufficiale in maglia bianconera di una leggenda come Alessandro Del Piero.

Buona Visione!


foggia



Stagione 1993-1994 - Campionato di Serie A - 4 andata
Foggia - Stadio Pino Zaccheria
domenica 12 settembre 1993 ore 16:00
FOGGIA-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Roy 63, Ravanelli 68
 
FOGGIA: Mancini, Chamot, Nicoli, Sciacca, Bucaro, Bianchini, Bresciani, Di Biagio (De Vincenzo 88), Kolyvanov, Stroppa, Roy
A disposizione: Bacchin, Di Bari, Mandelli, Cappellini
Allenatore: Zdenek Zeman
 
JUVENTUS: Peruzzi, Porrini (Carrera M. 78), Torricelli, Marocchi, Kohler, Julio Cesar, Di Livio, Conte A., Ravanelli (Del Piero 74), Baggio R., Moeller
A disposizione: Rampulla, Baldini, Galia
Allenatore: Giovanni Trapattoni
 
ARBITRO: Amendolia
AMMONIZIONI: Torricelli 56, Marocchi 59 (Juventus); Chamot, Bucaro 12, Sciacca 45 (Foggia)




I bianconeri domano i bersaglieri del Foggia ma gettano al vento troppe occasioni 
Juve, cuore di ferro e piede sprecone 
Baggio e Moeller falliscono per quattro volte il bersaglio 
Al gol dei pugliesi risponde Ravanelli evitando la beffa
 
FOGGIA DAL NOSTRO INVIATO 

Zemanlandia, il luna park del pallone, ci ricorda adesso una di quelle centrali dell'effimero cresciute sulla riviera romagnola, dove si entra convinti di assistere alle mirabilie e poi ci trovi, fasciati di luci psichedeliche, due scivoli, tre piscine e il gabbiotto della Coca Cola. La Juve, finalmente solida e creativa, ha squarciato questa volta il cartellone pubblicitario dei foggiani e ha ridimensionato il babau anche in prospettiva futura: niente d'ora in poi dovrà sembrare troppo brutto a una squadra lontana dagli sfarzi giocosi del passato, ma abbastanza attrezzata per fare bene fino in fondo. Il problema per i trapattoniani sarà di non gettar via altri punti. Come a Roma, come anche a Foggia dove con più freddezza la Signora avrebbe potuto schiacciare gli Assatanelli sotto il peso di tre o quattro gol. Abbiamo visto un match non brutto se si giudica in base alle emozioni, sicuramente poco fluido se si guarda al gioco e alle molte (troppe) cadute di ritmo, un po' per il caldo, un po' per gli scontri in campo e un po', diremmo, perché alla Juve conveniva così. 

Guai a mettersi sul piano della corsa. Il battaglione bersaglieri foggiano avrebbe prevalso. E così è stato nei primi minuti, quando la Signora ha subito una giostra dalla quale ci chiedevamo come sarebbe scesa. 
Dopo tre minuti il Foggia era in gol. Roy, antillano di sangue e aiacide di scuola, è scattato sul tocco profondo di Kolyvanov lasciando sul posto un paracarro, cioè Porrini, e ha tirato in diagonale. Gol splendido e per noi anche buono. Non per Amendolia, cui il guardalinee aveva segnalato il fuorigioco. Su quell'episodio tutta la partita è scivolata via, con la sensazione (foggiana) di aver subito un furto. In realtà la Juve ha ottenuto con il tempo una superiorità netta: anche a Zemanlandia la tecnica conta qualcosa e se la palla la tocca Moeller o Baggio ne senti la musica, se la calcia Sciacca o Bianchini vien fuori uno «sboing». Dieci minuti è durata la danza degli Assatanelli e Peruzzi avrebbe gradito trovarsi al cinema, tanto pareva che la Juve fosse sul punto di crollare. Poi abbiamo assistito al miracolo. Giocando un calcio da provinciale Anni Cinquanta, tutto spigoli e pim-pum-pam, i bianconeri hanno smorzato il sacro fuoco degli Zemanidi. Il Foggia ha perso il fiato, la concentrazione, la precisione: poiché il brutto attrae, anche i pugliesi si sono adagiati sulla palla al ricaccio come gli juventini. Con la differenza che la qualità della Juve è lievitata, mentre il Foggia non ha più saputo ripulirsi. 

A centrocampo Conte e Marocchi, ma anche Di Livio piazzato sulla fascia sinistra, hanno triturato gioco a prezzo di energie mcredibili, la difesa si è assestata in Kohler e Julio Cesar. E davanti le geometrie di Baggio, Moeller e Ravanelli hanno mandato in crisi la difesa in linea, assai debole in Bucaro e Bianchini. Per due volte (al 27' e al 40') Moeller si è trovato a tu per tu con Mancini, una volta (al 13') è toccato al Divin Codino: tre conclusioni facili come un rigore, tre errori. Saliva anche Julio Cesar per sfruttare la stazza sui calci d'angolo e sfiorava per due volte la porta. Di tante occasioni si poteva rammaricare la Juve e al 60' se ne aggiungeva un'altra, ancora con Roberto Baggio. Tra Samp e Foggia il Codino ha sbagliato tre conclusioni a tu per tu con il portiere: che gli succede?

Poteva calare il dramma sulla Juve. Il gol del Foggia arrivava in contropiede al 63' con Roy, l'avversario di Porrini. Un raggio di sole rischiarava Zemanlandia. E già immaginavamo i paraponzi sul calcio nuovo che abbatte il vecchio e a nulla sarebbe valso raccontare che il calcio nuovo stava vincendo con un contropiede da italianuzzi vecchio stampo. Cinque minuti dopo però il piede di Ravanelli centrava lo spiraglio giusto per risistemare la verità e la classifica della Juve. Solo in parte però. Perché la Signora Sprechi è di nuovo a due punti dalla testa.
 
Marco Ansaldo 




Kohler, grande rientro 
Roy super, Conte e Marocchi perfetti 
LE PAGELLE 
MANCINI 7. Salva il salvabile, con poco stile ma rara efficacia. 
CHAMOT 6. Trap lo temeva e per questo ha spostato Di Livio sulla sua fascia per contenerlo. L'operazione è riuscita. 
NICOLI 6. Potrebbe mandare in crisi Mbeller e il centrocampo bianconero se spingesse come sa. Si limita al compitino. 
SCIACCA 6. Gioca da centromediano metodista e si arrangia, pur con limiti tecnici evidenti. 
BUCARO 5. Se i bianconeri perforano al centro con grande facilità è anche perché lui si fa cogliere spesso fuori posizione. 
BIANCHINI 5,5. Complice di Bucaro, qualche chiusura in più. 
BRESCIANI 6. Bravo a lanciarsi nel contropiede giusto. Svaria da destra cercando un corridoio che trova raramente. 
DI BIAGIO 6,5. Ci pare il più lucido a centrocampo, dove se la vede con Marocchi. 
(88' De Vincenzo s.v.). 
KOLYVANOV 5. Rientra in squadra, come Kohler che lo marca. Ma per il russo c'è solo un ruolo da spettatore. 
STROPPA 6. Lezioso nel primo tempo, più sostanza nella ripresa, quando il Foggia appoggia su di lui il rilancio dell'azione. 
ROY 7. Bellissimo nell'azione del gol annullato, puntuale nel realizzare quello buono. Tutta la vivacità degli attacchi foggiani è nelle sue iniziative. 

PERUZZI 6. Ordinaria amministrazione. La miglior parata è su una botta di Sciacca al 7'. 
PORRINI 5. In bambola. Gli scatti di Roy lo sorprendono, noi invece siamo sorpresi del suo stato confusionale che gli complica le giocate più banali. 
(77' Carrera s.v.). 
TORRICELLI 6. Fatica a uscire dal pressing del Foggia. Si riprende alla distanza, dimostrando se non altro carattere. 
MAROCCHI 7. Tra i protagonisti: insieme a Conte tampona ovunque, pressa, contrasta, rilancia. Il neo tattico è di essersi lasciato attirare in attacco, lasciando spazio al contropiede foggiano nell'azione del gol. 
KOHLER 7. La differenza tra quando c'è e quando manca è la stessa che c'è tra una porta blindata e una tavola di compensato: dà sicurezza a tutti. 
JULIO CESAR 7. Finalmente la sua partita, nel giorno in cui lo pensavamo in maggiore difficoltà per quanto sono veloci i foggiani. Formidabile di testa, roccioso di piede. Con più freddezza potrebbe segnare 2 gol. 
DI LIVIO 6,5. Un passo avanti sulla strada della conferma. Gioca a sinistra con diligenza, se possedesse anche lo spunto in velocità sarebbe un fenomeno. Si attrezzi per il miracolo. 
CONTE 7. Adora le caramelle gommose e zuccherine: sono il suo carburante. Chiude anche gli spazi non suoi, forse per questo Sacchi lo trascura: uno così non esegue solo gli ordini. 
RAVANELLI 6,5. Il Marine è l'unico juventino che non spreca le palle-gol. Ha carattere per rischiare anche le entrate spaccagambe in copertura. 
(74' Del Piero, s.v.: esordisce in serie A). 
BAGGIO R. 5,5. E' una sofferenza negargli il sei, perché l'abbiamo visto prendere e dare botte, giocare zoppicando, lavorare intensamente benché si veda che non è al massimo. Ma per due volte è solo davanti a Mancini e si impapocchia: non è roba da Divin Codino. 
MOELLER 5,5. Come Baggio ha sulla coscienza due clamorose occasioni: per una volta la Colt juventina fa cilecca e poco vale che dopo un avvio stentato (attento a non beccare botte) dia un bel contributo in attacco. 

L'arbitro Amendolia 5. Partita difficile e in un'atmosfera incandescente: lui e i suoi collaboratori provvedono a infiammarla. Inoltre concede troppi tempi morti.

Marco Ansaldo
brani tratti da: LA STAMPA Sport Lunedì 13 Settembre 1993





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venerdì 23 maggio 2025

29 Gennaio 1978: Foggia - Juventus

É il 29 Gennaio 1978 e Foggia Juventus si sfidano nella prima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1977-78 allo Stadio 'Pino Zaccheria' di Foggia.

É una Juventus che domina il calcio italiano. Alla fine di questo campionato i bianconeri infatti conquisteranno il loro diciottesimo Scudetto. Nessuno puo starle dietro tant'è che al secondo posto si afferma la sorpresa Lanerossi Vicenza

Dall'altra parte i rossoneri pugliesi sono destinati ad una dolorosa retrocessione all'ultima giornata.

Buona Visione!



foggia


Stagione 1977-1978 - Campionato di Serie A - 1 ritorno
Foggia - Stadio Pino Zaccheria
domenica 29 gennaio 1978 ore 14:30 
FOGGIA-JUVENTUS 0-0

FOGGIA: Memo, Colla, Sali, Pirazzini, Bruschini, Scala, Nicoli, Bergamaschi, Bordon, Delneri, Braglia
A disposizione: Benevelli, Gentile, Iorio
Allenatore: Ettore Puricelli

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Gentile, (c) Furino, Morini, Scirea, Causio, Tardelli, Fanna (Boninsegna 59), Benetti R., Bettega R. 
A disposizione: Alessandrelli, Cabrini
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Menegali
AMMONIZIONI: Morini, Gentile, Bettega R., Furino, Tardelli (Juventus)





ANCHE A FOGGIA UN PUNTO PREZIOSO 

Foggia, 29 gennaio. A Foggia la Juventus ripete il risultato di Vicenza, ma solo a tratti ne ricalca il gioco, che tanto entusiasmo aveva suscitato sette giorni fa. Attacca con manovre piuttosto lente ed elaborate, con poca verve, con scarsa determinazione. Ogni tanto affiora la « grande Juventus », ma sono momenti isolati, pochi nell'intero arco della partita Quando Bettega ritrova il suo estro, quando Causio evita il dribbling esasperato, quando Tardelli ritrova il passo da campione, anche Fanna, sia pure con qualche ingenuità, svetta per eleganza e vivacità. Ma, lo ripetiamo, sono rari momenti di gioco contro un grigiore piuttosto pesante e qualche timore specie sul finire quando i foggiani, intravista la possibilità di fare il grande colpo, attaccano con decisione, con folate rapide, forse ingenue, ma tremendamente efficaci. La velocità disturba anche i migliori juventini. 

Scirea si confonde, Cuccureddu incespica, Morini scivola, e per Zoff viene l'affanno. Sono momenti difficili. Sono pochi momenti ma importanti. Finisce zero a zero, con la disapprovazione del pubblico che non perdona a Menegali la decisione di concedere un calcio d'angolo anziché un penalty su intervento alla disperata di Zoff ai danni di Nicoli. L'episodio suscita discussioni, se ne parlerà a lungo, ma sarebbe sbagliato limitare l'indagine a quel solo momento. Poco prima Boninsegna viene trattenuto da Colla. Un primo tentativo fallisce, ne viene un secondo e Boninsegna sbaglia il tiro a pochi metri da Memo. Evidentemente Menegali concede la regola del vantaggio, perché Boninsegna rimane in piedi, così decide poco dopo di graziare anche Zoff che cadendo trascina Nicoli ormai solo davanti alla porta vuota ma con la palla lontana. Il pubblico ricorda il secondo momento e non il primo, e protesta. Si sente defraudato. Finisce con la contestazione, anche se il risultato piace a tutti. 

Alla Juventus che supera senza gravi danni una trasferta pericolosa ed al Foggia, che dopo due sconfitte consecutive riesce a portare un punto alla sua classifica facendo un passo avanti verso la salvezza. Giocando su un terreno sdrucciolevole per la pioggia e contro un avversario ben protetto a centrocampo, la Juventus accusa i malanni che emergono ed ingigantiscono nelle giornate storte. Bettega ha qualche sprazzo ogni tanto, ma sembra affaticato, Causio esagera in un gioco individuale che non ha sbocco, Benetti è fermo e collabora poco nell'interdizione e nei rilanci. Tardelli è stanco. Lo si vede al primo tocco. Ha qualche reazione sul finire, ma non ha più la determinazione e la grinta di un tempo. E che cosa potrebbe fare Fanna? Poco o nulla Fanna è un palleggiatore istintivo, elegante, corre con grazia, tenta l'assolo, sbaglia qualche appoggio, si confonde e perde la posizione. Gioca con la maglia numero 9 ma non è centravanti, tanto che la Juventus adotta un attacco a tridente, ma è un reparto spuntato. Fanna a destra si arrangia, Bettega non può fare il centravanti in queste condizioni fisiche, Causio a sinistra si perde ancor più nei giochetti che tanti fastidi portano a lui ed alla squadra. 

Questo tridente riceve poco aiuto dai centrocampisti in netta flessione. La lentezza di Benetti e di Furino, l'attuale fragilità di Tardelli determinano una manovra stanca, fatta di molti passaggi, tutti in linea, tutti preveaibili, molti purtroppo sbagliati. Chiaro che le punte non possono sfruttare la sorpresa perché la lentezza permette i recuperi. E' una Juventus che vuole giocare ma non sempre riesce. Non è questione di volontà e di determinazione. Forse qualcuno è stanco, forse i troppi impegni di società e di nazionale pesano molto. Sta di fatto che non bastano la grinta e la determinazione di Cuccureddu, di Gentile, di Morini per sopperire a tutte le lacune Tocca ai terzini laterali portare avanti il gioco in sostituzione dei centrocampisti, ma in queste condizioni la squadra si sbilancia in avanti favorendo le folate aggressive degli avversari che tentano il risultato a sorpresa. 

Il Foggia gioca un calcio provinciale ma efficace, senza fronzoli con decisione e con caparbietà. I difensori non concedono spazio, solo raramente Pirazzini avanza ed appoggia gli attaccanti che invece sono costantemente seguiti da Del Neri e da Bergamaschi. Nicoli sta sulla linea dei mediani assieme a Scala per formare quella barriera di centrocampo che non consente sfogo ai gioco degli avversari. I pugliesi sono sistemati su doppia fila: in prima battuta Nicoli e Del Neri, in seconda posizione Scala, Colla e Sali con Bruschini incollato alle calcagna di Bettega. Pirazzini esce poco dalla sua area. Una o due volte soltanto li Foggia sfodera una «Maginot » mobile ed efficiente, utile e validissima contro cui naufragano senza remissione i fragili attaccanti juventini. 

La situazione non muta neppure quando Trapattoni mette Boninsegna al posto di Fanna. Forse a Torino la variante avrebbe più successo, ma qui a Foggia bisogna correre perché i pugliesi non concedono respiro. Boninsegna accusa tutto il peso dei suoi anni e fa « da torre » in un settore dove sarebbe necessario correre. Esce cosi senza gol e con molte recriminazioni. I padroni di casa lamentano la decisione negativa di Menegali in occasione del calcio di rigore, i campioni d'Italia rimpiangono almeno due palle-gol fallite da Causio prima e da Bettega poi. Piove ed il terreno è molto sdrucciolevole. La Juventus prova ad avanzare con un duetto Causio-Gentile, su cui esce bene Memo che devia in angolo. Il Foggia non si sbilancia, preferisce rimanere nella sua zona e non rischiare guai. Al 20' nuovo assalto juventino. Gentile serve Bettega che pennella a Causio un pallone invitante. Pare fatta, Causio stoppa di petto ed al mezzo salto devia verso Memo che in uscita manda in angolo. E' la prima occasione sbagliata dalla Juventus. 

Risponde il Foggia e Zoff corre rischio su un corner battuto da Del Neri con palla che Bordon corregge di testa verso Bergamaschi. Il tiro è preciso, ma incoccia la faccia di Gentile e finisce nuovamente in corner. La manovra è vivace, forse infiorata di errori, forse difetta di eccessiva elaborazione, ma non è mai stucchevole. Si arriva verso la fine con un gioco volante CausioBettega-Fanna-Bettega, tiro ravvicinato dell'ala con palla che sfioia il montante sinistro della porta di Memo. Il pubblico applaude sportivamente. Gli episodi salienti del gioco non sono molti neppure nella ripresa, che vede il netto risveglio dei padroni di casa. Al 57' nuovo assalto juventino con Causio-Bettega, Gentile che tira, Memo sarebbe superato, ma Del Neri è sulla linea di porta e rinvia. Entra Boninsegna e la Juventus assume uno schieramento con Causio a destra, Boninsegna al centro e Bettega a sinistra. Non muta l'assetto difensivo foggiano. 

I padroni aumentano il ritmo e sovente i difensori juventini sono sorpresi fuori posizione. C'è affanno nel gioco dei bianconeri alla disperata ricerca del gol. Scirea sovente abbandona la sua posizione creando guai con recuperi lenti. Si va verso un inevitabile zero a zero, quando Bettega dà a Boninsegna circondato da tre avversari. L'azione è in piena area, « Boni » sgomitando si fa largo, ma viene trattenuto da Colla una prima e poi una seconda volta. Menegali concede evidentemente la regola del vantaggio. Lo juventino calcia sbilanciato e Memo para. Arriviamo a pochi minuti dal termine. La difesa juventina è infilata da un lungo lancio di Bergamaschi che pesca Nicoli solo al centro dell'area. Scirea è a terra, Morini scivola, Gentile è lontano, Cuccureddu non può intervenire. Nicoli si allunga troppo la palla proprio nel momento in cui Zoff esce. L'impatto fra il portiere che si butta e l'attaccante che cade è netto. Menegali concede il calcio d'angolo (88'). Decisione giusta? Dalla tribuna un giudizio sarebbe impossibile. Il pubblico protesta, urla, insulta. Menegali continua a fischiare come può, trascina la partita fino al 93', ammonisce Tardelli per un fallo, poi ferma e decide di mandare tutti negli spogliatoi. Un finale convulso chiude la partita non bella ma neppure noiosa, che il Foggia ha meritatamente pareggiato contro una Juventus un po' fragile a centrocampo con qualche giocatore fuori condizione forse stanco per i troppi impegni di campionato e in nazionale. 

Giulio Accatino
tratto da: La Stampa 30 gennaio 1978





FOGGIA-JUVENTUS 0-0
I favolieri delle Puglie

JUVENTUS: un punto perso o un punto guadagnato? E soprattutto, un punto meritato o un punto rubato? Vediamo un po' cosa dicono i giornali. La "Gazzetta dello sport" (Giorgio Mottana): 

«La Juve va via da Foggia tra i fischi». 

"Stampa sera" (Giulio Accatino): 

«Anche a Foggia un punto prezioso». 

«L'Unità» (Gian Maria Madella): 

"Il Foggia ha giocato male, i bianconeri anche peggio." 

«Il Messaggero» (Piero Di Biagio): 

«La Juve cede un punto». 

Il Corriere della sera (Roberto Milazzo): 

«Foggia indignata per un "placcaggio" di Zoff». 

«Paese Sera» (siglato M.G.). 

«Foggia grande, ma... l'arbitro salva la Juve». 

«Іl Теmро» (Lello Follieri): 

«La Juve a Foggia graziata dall'arbitro». 

«Il Giorno" (Gino Franchetti): 

"Madama vestita di grigio". 

"Tuttosport" (Giglio Panza): 

«La Juve non sfoggia». 

Ezio De Cesari ha raccontato sul "Correire dello sport-Stadio" che l'intervento di Zoff su Nicoli era da punire con il rigore. Il suo pensiero è chiaris-simo: 

"Menegali ha scelto la più... comoda strada del calcio d'angolo ed è finita così con uno 0-0 che il Foggia ha largamente meritato, giostrando da pari a pari con i campioni e mettendoli spesso persino in difficoltà. Il suo giornale ha voluto far credere a un vero e proprio trattamento di favore degli arbitri nei confronti della Juventus. In terza pagina il quotidiano sportivo romano ha pubblicato uno specchietto dove era scritto testualmente: "Sarà una combinazione, ma è la terza volta nel giro di poche settimane che le squadre avversarie della Juve hanno qualcosa da recrimi nare sul'arbitraggio: 

1) A Pescara (XIII giornata) Ciacci convalido il gol di Bettega quando le immagini televisive mostrarono chiaramente Gentile in fuorigioco attivo; 

2) A Torino (XIV giornata) la Roma protestò per la mancata concessione di un rigore da parte di Casarin per atterramento di Boni; 

3) Ieri infine l'episodio di Foggia con l'intervento di Zoff su Nicoli. A leggere il "Corriere" sembrerebbe quasi che la Juventus sia finita in vetta alla classifica con la complicità degli arbitri. Ma De Cesari si è mostrato molto più obiettivo del suo giornale e nella cronaca ha aggiunto:

"Anche gli juventini, però, hanno lamentato un aggancio di Colla ai danni di Boninsegna pochi minuti prima, al 40'. La considerazione più giusta è che è stata una partita splendida soprattutto da parte del Foggia ed il pareggio è stato il risultato più giusto". 

La Juventus, quindi, non ha rubato proprio nulla. Il pugliese Ignazio Schino interpretando in maniera assai personale i gesti del centravanti ha raccontato alla TV che anche Boninsegna era d'accordo con le decisioni dell'arbitro. Invece, intervistato da Nello Governato, il sostituto di Fanna, ha dichiarato: 

«Rigore si, ma per la Juve».

Resta da concludere se la Juventus ha perso un punto o se l'ha guadagnato. Appena arrivato in Puglia, Trapattoni aveva spiegato ai cronisti della "Gazzetta del mezzogiorno" che si sarebbe accontentato di un pareggio perché a Foggia ci ha perso il Torino ed è difficile che dopo la sconfitta interna di domenica scorsa contro l'Inter (0-2) il Foggia possa perdere due partite in casa una dietro l'altra. Però Alberto Fasano gli aveva subito ribattuto sulla «Gazzetta del popolo»: 

"Ma la Juventus ha un organico decisamente superiore. Se ha vinto l'Inter allo stadio "Zaccheria" perché non dovrebbe vincere la Juventus?». 

Con il senno di poi a Boniperti sta bene anche il pareggio.

Visto cosa ha fatto il Torino.

Elio Domeniconi
tratto dal Guerin Sportivo anno 1978 nr.5





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Nulla di fatto fra Foggia e Juventus al termine d'un confronto che non ha entusiasmato la platea ma che molto ha fatto discutere per via di alcuni presunti rigori che l'arbitro Menegali non ha concesso. Gli juventini, che sembrano aver perso parte del loro smalto e dei loro automatismi, ne hanno invocati addirittura due. Il primo per atterramento di Fanna da parte di Colla.

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Il secondo in seguito ad uno sgambetto di Colla ai danni di Boninsegna. Anche il Foggia ha da ridire sulla direzione arbitrale per un placcaggio di cui Zoff ha gratificato Nicoli



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domenica 8 settembre 2024

8 Settembre 1991: Foggia - Juventus

É l' 8 Settembre 1991 e FoggiaJuventus si sfidano nella Seconda Giornata del Campionato di Serie A 1991-92  allo Stadio 'Pino Zaccheria' di Foggia.

Contro questo Milan imbattuto in Serie A) perfettamente guidato in panchina da Fabio Capello, é diffcile ottenere di piú di un secondo posto nella Classifica Finale del massimo campionato italiano. Cosí una Juventus ancora debole ma tato volenterosa riesce nel suo scopo iniziale! Dall'altra parte c'é un Foggia che guidata in panchina dal 'nemico giurato' dei bianconeri Zdenek Zeman disputa un campionato eccellente e termina la sua corsa a metá classifica.

Buona Visione!



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Stagione 1991-1992
Campionato di Serie A - 2 andata
Bari - Stadio San Nicola
Domenica 8 settembre 1991 ore 16.00
FOGGIA-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Schillaci 47

FOGGIA: Mancini, Petrescu, Codispoti, Picasso (Porro 73), Matrecano, Consagra, Rambaudi, Shalimov, Baiano, Barone, Signori
Allenatore: Zdenek Zeman

JUVENTUS: Tacconi, Carrera M., De Agostini, Reuter, Kohler, Julio Cesar, Di Canio (Galia 51), Marocchi, Schillaci (Alessio 70), Baggio R., Casiraghi
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Lanese


BARI DAL NOSTRO INVIATO 

Nello stadio San Nicola, che consacrò il suo trionfo personale a Italia '90 come re del gol, Totò Schillaci ha ritrovato se stesso. Sua la rete, nella stessa porta dove trasformò il rigore del 2-1 con l'Inghilterra per il terzo posto, che ha sbloccato il risultato in apertura di ripresa consentendo alla Juventus di legittimare la sua superiorità su un Foggia tutt'altro che accomodante; battagliero e con i connotati della squadra-rivelazione capace di far soffrire qualsiasi avversario. 

Non era stato casuale il pareggio di San Siro con l'Inter e ieri la Juventus è stata messa alla frusta dalla matricola pugliese, in esilio a Bari per l'inagibilità del vecchio Zaccheria. C'è voluto un grande Julio Cesar, ben coadiuvato da Kohler e Carrara, per impedire a Baiano, Signori e Rambaudi di creare grossi pericoli a Tacconi sceso in campo con un'infiltrazione per attenuare un dolore, dovuto ad una ghiandola infiammata. E' stato un match spettacolare ma duro, maschio ma non cattivo anche se Lanese ha estratto ben 7 volte il cartellino giallo. Il Foggia ha reclamato due rigori, ma sia nell'intervento di Marocchi su Baiano (17') che nel mani di Julio Cesar (97') non c'era volontarietà. Ingiustificati i cori «ladri, ladri» indirizzati alla fine dai tifosi foggiani anche se è comprensibile la loro delusione dopo la prestazione spiccatamente offensiva dei rossoneri che sono stati trafitti in contropiede dalla Signora Concretezza. 

Per essere completamente fedele a questo aggettivo, la Juventus dovrà sfruttare di più le occasioni che riesce a costruire. Baggio, Schillaci e Casiraghi ne hanno fallite un paio a testa. Quando saranno più freddi e aggiusteranno la mira, diventeranno autentiche bocche da fuoco, su un mezzo blindato, con cingoli di marca tedesca che rispondono al nome di Kohler e Reuter. E' una Juventus che viaggia a punteggio pieno, a braccetto con il Milan. Le due favorite per lo scudetto sono già in fuga anche se non ci sono più partite facili e se ogni domenica nasconde trappole e campi minati. E che Trapattoni non sottovalutasse la squadra di Zeman lo testimonia il fatto che, sull'1-0, ha tolto prima Di Canio (50') per inserire Galia, e poi addirittura Schillaci (70'), per aggiungere un centrocampista (Alessio) a salvaguardia del meritato successo firmato da Schillaci. L'avevano accusato di essere troppo egoista.

Un disco che suonava, con ossessione, la stessa musica ed aveva finito per condizionare Totò. Ieri, ben due volte, in posizione favorevole, ha rinunciato a tirare per passare ad un compagno. Un altruismo esagerato. Un goleador deve seguire il suo istinto e Totò più di altri, anche se ha piedi in grado di rifinire ottimi palloni. Il suo primo gol in campiona- Schillaci batte il Foggia con un gol nella porta in cui si consacrò bomber del Mondiale Bari restituisce alla Juve Totò-gol Sette ammoniti, e i pugliesi reclamano due rigori to ha anche il sapore di una «vendetta» nei confronti di Zeman, l'unico allenatore con il quale non ha legato pur avendo conquistato, alle sue dipendenze, il titolo di capocannoniere in serie B con il Messina. Un gol che lo sblocca psicologicamente e gli restituisce fiducia e serenità. 

Con questi stati d'animo, crescerà il suo rendimento e ne beneficeranno anche Baggio e Casiraghi. Il resto della Juventus è già ben registrato. Il centrocampo fa filtro, grazie ai rientri di Di Canio che si sacrifica a scapito della lucidità, ed alla maturazione ed alla buona condizione atletica di un Marocchi più lineare e geometrico, e sostiene l'attacco. Ma è soprattutto la difesa, con Julio Cesar migliore in assoluto, a dare ampie garanzie di solidità e che ha in De Agostini e Carrera due terzini pronti a fiondarsi avanti. I colossi non hanno piedi d'argilla ed hanno retto di fronte alla rapidità e alle triangolazioni dei foggiani che giocano a memoria e sono fisicamente ben allenati da Zeman. La Juve vola. 

Il Foggia ha perso e si consola con l'incasso-record. Nel primo tempo erano mancati i gol, ma la folla si era divertita. Il collettivo da corsa del Foggia opposto ai solisti in concerto della Juve. Zona contro sistema misto. Due scuole, diverse con un comune denominatore: la mentalità vincente. Onore agli sconfitti. 

Bruno Bernardi

tratto da: La Stampa 9 Settembre 1991



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