domenica 8 settembre 2024

8 Settembre 1991: Foggia - Juventus

È l'8 settembre 1991 e Foggia e Juventus si sfidano nella seconda giornata del campionato italiano di calcio di Serie A 1991-92  allo stadio 'Pino Zaccheria' di Foggia.

Contro questo Milan imbattuto in Serie A, perfettamente guidato in panchina da Fabio Capello, è difficile ottenere di più di un secondo posto nella classifica finale del massimo campionato italiano. Così una Juventus ancora debole ma tanto volenterosa riesce nel suo scopo iniziale! 

Dall'altra parte c'è un Foggia che, guidato in panchina dal 'nemico giurato' dei bianconeri Zdeněk Zeman, disputa un campionato eccellente e termina la sua corsa a metà classifica.

Buona Visione!




foggia

 

Stagione 1991-1992
Campionato di Serie A - 2 andata
Bari - Stadio San Nicola
Domenica 8 settembre 1991 ore 16.00
FOGGIA-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Schillaci 47

FOGGIA: Mancini, Petrescu, Codispoti, Picasso (Porro 73), Matrecano, Consagra, Rambaudi, Shalimov, Baiano, Barone, Signori
Allenatore: Zdeněk Zeman

JUVENTUS: Tacconi, Carrera M., De Agostini, Reuter, Kohler, Julio César, Di Canio (Galia 51), Marocchi, Schillaci (Alessio 70), Baggio R., Casiraghi
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Lanese


BARI DAL NOSTRO INVIATO 

Nello stadio San Nicola, che consacrò il suo trionfo personale a Italia '90 come re del gol, Totò Schillaci ha ritrovato se stesso. Sua la rete, nella stessa porta dove trasformò il rigore del 2-1 con l'Inghilterra per il terzo posto, che ha sbloccato il risultato in apertura di ripresa consentendo alla Juventus di legittimare la sua superiorità su un Foggia tutt'altro che accomodante; battagliero e con i connotati della squadra-rivelazione capace di far soffrire qualsiasi avversario. 

Non era stato casuale il pareggio di San Siro con l'Inter e ieri la Juventus è stata messa alla frusta dalla matricola pugliese, in esilio a Bari per l'inagibilità del vecchio Zaccheria. C'è voluto un grande Julio Cesar, ben coadiuvato da Kohler e Carrara, per impedire a Baiano, Signori e Rambaudi di creare grossi pericoli a Tacconi sceso in campo con un'infiltrazione per attenuare un dolore, dovuto ad una ghiandola infiammata. E' stato un match spettacolare ma duro, maschio ma non cattivo anche se Lanese ha estratto ben 7 volte il cartellino giallo. Il Foggia ha reclamato due rigori, ma sia nell'intervento di Marocchi su Baiano (17') che nel mani di Julio Cesar (97') non c'era volontarietà. Ingiustificati i cori «ladri, ladri» indirizzati alla fine dai tifosi foggiani anche se è comprensibile la loro delusione dopo la prestazione spiccatamente offensiva dei rossoneri che sono stati trafitti in contropiede dalla Signora Concretezza. 

Per essere completamente fedele a questo aggettivo, la Juventus dovrà sfruttare di più le occasioni che riesce a costruire. Baggio, Schillaci e Casiraghi ne hanno fallite un paio a testa. Quando saranno più freddi e aggiusteranno la mira, diventeranno autentiche bocche da fuoco, su un mezzo blindato, con cingoli di marca tedesca che rispondono al nome di Kohler e Reuter. E' una Juventus che viaggia a punteggio pieno, a braccetto con il Milan. Le due favorite per lo scudetto sono già in fuga anche se non ci sono più partite facili e se ogni domenica nasconde trappole e campi minati. E che Trapattoni non sottovalutasse la squadra di Zeman lo testimonia il fatto che, sull'1-0, ha tolto prima Di Canio (50') per inserire Galia, e poi addirittura Schillaci (70'), per aggiungere un centrocampista (Alessio) a salvaguardia del meritato successo firmato da Schillaci. L'avevano accusato di essere troppo egoista.

Un disco che suonava, con ossessione, la stessa musica ed aveva finito per condizionare Totò. Ieri, ben due volte, in posizione favorevole, ha rinunciato a tirare per passare ad un compagno. Un altruismo esagerato. Un goleador deve seguire il suo istinto e Totò più di altri, anche se ha piedi in grado di rifinire ottimi palloni. Il suo primo gol in campiona- Schillaci batte il Foggia con un gol nella porta in cui si consacrò bomber del Mondiale Bari restituisce alla Juve Totò-gol Sette ammoniti, e i pugliesi reclamano due rigori to ha anche il sapore di una «vendetta» nei confronti di Zeman, l'unico allenatore con il quale non ha legato pur avendo conquistato, alle sue dipendenze, il titolo di capocannoniere in serie B con il Messina. Un gol che lo sblocca psicologicamente e gli restituisce fiducia e serenità. 

Con questi stati d'animo, crescerà il suo rendimento e ne beneficeranno anche Baggio e Casiraghi. Il resto della Juventus è già ben registrato. Il centrocampo fa filtro, grazie ai rientri di Di Canio che si sacrifica a scapito della lucidità, ed alla maturazione ed alla buona condizione atletica di un Marocchi più lineare e geometrico, e sostiene l'attacco. Ma è soprattutto la difesa, con Julio Cesar migliore in assoluto, a dare ampie garanzie di solidità e che ha in De Agostini e Carrera due terzini pronti a fiondarsi avanti. I colossi non hanno piedi d'argilla ed hanno retto di fronte alla rapidità e alle triangolazioni dei foggiani che giocano a memoria e sono fisicamente ben allenati da Zeman. La Juve vola. 

Il Foggia ha perso e si consola con l'incasso-record. Nel primo tempo erano mancati i gol, ma la folla si era divertita. Il collettivo da corsa del Foggia opposto ai solisti in concerto della Juve. Zona contro sistema misto. Due scuole, diverse con un comune denominatore: la mentalità vincente. Onore agli sconfitti. 

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 9 Settembre 1991




IL CASO/LE GRANDI SI RISPARMIANO
PAGHI UNO PRENDI DUE
Juventus, Milan e Inter onorano il pronostico portandosi subito nei quartieri alti della classifica.
Quello che non convince è la loro avarizia in fatto di reti e di spettacolo: con un golletto hanno sempre (o quasi) incamerato l'intera posta

Per la Juventus occorre essere più indulgenti. Il disastro recente ha indotto Trapattoni a cominciare il suo lavoro dalle fondamenta. Ha costituito, con i due tedeschi Kohler e Reuter accanto a Julio Cesar e Carrera, una retroguardia finalmente solida che concede a Tacconi poco più dell'ordinaria amministrazione. Sul presupposto di un'efficace organizzazione difensiva (sinora la Juve è inviolata in incontri ufficiali, due di Coppa e due di campionato), si innesta un gioco d'attacco ancora da perfezionare, perché Baggio è più sfruttato nel collettivo e quindi Casiraghi e Schillaci debbono arrangiarsi in gran parte per conto loro, o sfruttando i rovesciamenti di fronte (sublime l'assist di Reuter per Toto a Bari). Ma è sufficiente segnare un gol al Foggia per richiamare Di Canio e lo stesso Schillaci a favore di Galia e Alessio? Non è l'esasperazione di un concetto in sé valido, ma portato alle conseguenze estreme? Qui solo il futuro ci potrà rispondere. Però verrebbe da chiedersi in quale cantina o soffitta sono finiti i piani di rifondazione, quelli che privilegiavano lo spettacolo e l'immagine persino rispetto al risultato.

Adalberto Bortolotti



RITORNA SCHILLACI
FOGGIA 0 JUVENTUS 1

IL MIGLIORE: JULIO CESAR 7,5
Perno della difesa bianconera, unisce la visione di gioco alla capacità tattica di chiudere al momento giusto. Forse allunga un maligno braccetto, ma se Lanese non fischia, lui non c'entra.

IL PEGGIORE: BAGGIO 5,5
Le briglie tattiche che Trapattoni ha imposto a lui e alla squadra sono certo redditizie, ma pagano pegno fantasia e inventiva. Potrebbe anche essere un momento di transizione.

Antonio Troisi
brani tratti dal Guerin Sportivo anno 1991 n.37





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