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sabato 19 settembre 2026

19 Settembre 2004: Juventus - Atalanta

È il 19 settembre 2004 e Juventus e Atalanta si sfidano nella seconda giornata del girone di andata del Campionato italiano di calcio di Serie A 2004-05  allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

La Juventus si affida a Fabio Capello per condurla in vetta all'Europa. Mentre in Italia gli scudetti non mancano, in Europa i risultati non arrivano. E poi se ci aggiungete Farsopoli e l'ondata che travolge tutto il mondo bianconero, il regno di Capello non sarà sicuramente ricordato per i successi ottenuti! 

Dall'altra parte, l'Atalanta, che disputa una stagione sotto le attese, si deve arrendere a una dolorosa retrocessione in Serie B.

Buona Visione!

 


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Stagione 2004-2005 - Campionato di Serie A - 2 andata
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 19 settembre 2004 ore 15.00
JUVENTUS-ATALANTA 2-0
MARCATORI: Trezeguet 14, Trezeguet 58

JUVENTUS: Buffon, Zebina, Thuram, Cannavaro, Zambrotta, Olivera (Camoranesi 46), Emerson, Tacchinardi (Appiah 69), Nedved, Trezeguet, Ibrahimovic (Zalayeta 87)
Allenatore: Fabio Capello

ATALANTA: Taibi, Rivalta, Gonnella, Natali, Bellini, Zenoni D. (Mingazzini 80), Albertini, Marcolini (Budan 74), Gautieri (Pià I. 74), Pazzini, Montolivo
Allenatore: Andrea Mandorlini

ARBITRO: De Santis



LE PAGELLE Il «treno» Zambrotta non deraglia mai

JUVENTUS 
BUFFON 6. Poca cosa l'attacco atalantino per preoccuparlo. Bravo sulle parate a terra.
ZEBINA 6. Una giornata di mezzo relax, con lo squillo finale di un destro che finisce sulla traversa. 
THURAM 7. Se continua così. Capello ha risolto il suoi problemi difensivi. Per la terza partita consecutiva non sbaglia una palla. 
CANNAVARO 7. Idolo della curva, esce da ogni duello con l'irruenza dei giorni migliori, perfetto sull'anficipo, disinnesca l'Under 21 Pazzini. 
ZAMBROTTA 6,5. Dà il via all'azione del primo gol con uno strappo rabbioso. Cerca sempre la profondità anche nel prosieguo della partita. 
OLIVERA 5,5. E' giovane, ha perso la brillantezza e l'imprevedibilità dell'inizio stagione. Pasticcia parecchio, merita la sostituzione 
(dal 1' st Camoranesi 6: dinamico, attento, spreca poco e porta avanti molti palloni). 
TACCHINARDI 6. Ritrova il posto di titolare, non spreca l'opportunità facendo muro davanti alla difesa, più utile a strappare palloni che a rilanciare l'azione 
(dal 24' st Appiah 6: bravo nell'interdizione). 
EMERSON 6,5. Esperienza e senso tattico. Il «tedesco» non è ancora irresistibile, tuttavia c'è e si fa sentire. 
NEDVED 6. Primo tempo molliccio, meglio la ripresa, dà il via all'azione del raddoppio. 
IBRAHIMOVIC 5,5. Le difese italiane non sono quelle del Volendam. Soffre la marcatura, di suo si muove anche poco. Nella ripresa esce sfinito 
(dal 41' st Zalayeta sv). 
TREZEGUET 7,5. Terzo gol in due giornate. Come a Brescia gol rapinosi, da killer sempre in agguato. Per fortuna della Juve è rimasto su queste scene. 

ATALANTA 

TAIBI 5,5. Gravemente colpevole sull'azione del primo gol. 
RIVALTA 5,5. Problematico il controllo di Nedved e di chi avanza sulla sinistra. 
GONNELLA 5. Perde spesso di vista le punte bianconere 
NATALI 5. Incerto sul primo gol ed è impreparato anche sul secondo. Un disastro. 
BELLINI 5. Da plotone d'esecuzione l'errore sul secondo gol
ZENONI 5,5. Con il freno a mano tirato 
(dal 35' st Mingazzìni sv). 
ALBERTINI 6. L'unico che merita la sufficienza. Prova a tenere insieme la squadra. 
MARCOLINI 5. Parte con attenzione, si perde lungo il cammino di una partita di enorme difficoltà per tutti 
(dal 28' st Budan sv). 
GAUTIERl 5,5. Prova qualche conclusione ed è l'unico degli atalantini 
(dal 28'st Pia sv). 
PAZZINI 5. La stella della Under 21 resta sempre ai margini della contesa. 
MONTOLIVO 5. Uno dei giovani di maggior talento del torneo, ma non ha un colpo decisivo.  
DE SANTIS 6,5. Partita facile, non commette errori, soprattutto non è incline a proteggere i più forti. 
Fabio Vergnano
tratto da: La Stampa 20 Settembre 2004

 





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lunedì 16 febbraio 2026

16 Febbraio 1992: Juventus - Atalanta

È il 16 febbraio 1992 e Juventus ed Atalanta si sfidano nella quarta giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1991-92  allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

Contro questo Milan (imbattuto in Serie A) perfettamente guidato in panchina da Fabio Capello, è difficile ottenere di più di un secondo posto nella classifica finale del massimo campionato italiano.

Così una Juventus ancora debole ma tanto volenterosa riesce nel suo scopo iniziale : un secondo posto finale piú che positivo.

Dall'altra parte c'è l'Atalanta che disputa un campionato tranquillo e si posiziona a metà classifica.

Buona Visione!




 

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Stagione 1991-1992 - Campionato di Serie A - 4 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 16 febbraio 1992 ore 15.00
JUVENTUS-ATALANTA 2-1
MARCATORI: Schillaci 34, Piovanelli 49, Baggio R. 51

JUVENTUS: Tacconi, Carrera M., Marocchi, Conte A. (De Agostini 60), Kohler, Julio Cesar, Galia, Reuter, Schillaci, Baggio R. (Corini 82), Di Canio
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ATALANTA: Ferron, Minaudo, Pasciullo, Bordin, Porrini, Stroemberg, Perrone, Nicolini, Bianchezi, Caniggia, Cornacchia (Piovanelli 46) -
Allenatore: Bruno Giorgi

ARBITRO: Bazzoli






"Se gioca così, porti pure le trecce."
L'Avvocato: ma quel codino non mi è mai piaciuto 

TORINO

«Se gioca così, vuol dire che gli lasceremo portare anche le trecce». 

Destinatario della battuta, Roberto Baggio, mittente Giovanni Agnelli che a 10 minuti dalla fine della partita ha lasciato soddisfatto la tribuna del «Delle Alpi». Né ha fatto mistero, l'Avvocato, di non aver mai digerito quel codino che il fantasista bianconero si è fatto crescere quest'anno. 

«Francamente non mi è mai piaciuto», 

ha commentato con espressione tollerante. In quel momento, la Juve stava rosicchiando un punto al Milan e il presidente della Fiat non ha resistito alla tentazione di auspicare dalla sorte qualcosa di meglio: 

«Chissà che stasera non diventino due, non mettiamo limiti alla Provvidenza». 

Due battute d'obbligo anche sul problema degli stranieri che in settimana il consiglio federale aveva risolto lasciando molti insoddisfatti a cominciare dall'avvocato Chiusano che aveva definito «una stupidaggine» il compromesso al quale si era giunti. 

«Tre in campo e uno in panchina, meglio così che niente», 

esclama conciliante l'avvocato Agnelli che ha assistito all'incontro insieme al segretario repubblicano La Malfa e alla signora Giovanna Incisa Cattaneo. Il nuovo sindaco di Torino ha inquadrato velocemente la propria posizione nei confronti del calcio: 

«Sono tifosa della Juve e credo che non si debba rinunciare alla speranza di acciuffare il Milan. Con l'Avvocato, però, non si è parlato di calcio». 

Dichiarata fede bianconera, dunque, che non esclude però una simpatia verso il Torino 

«naturalmente quando non c'è di mezzo il derby». 

Schierata ma diplomatica. E ora la parola all' on. La Malfa, apparso piuttosto a disagio, per la verità, nelle vesti di commentatore calcistico. 

«Mi sono divertito e, considerate le circostanze, ho sentito il dovere di tifare Juventus». 

Poi, accennando al sindaco: 

«Oggi abbiamo fatto davvero un'accoppiata vincente». 

L'ultima botta, probabilmente riferita a vecchie polemiche, è riservata a Diego Novelli: 

«Mi spiace per lui, granatissimo, ma dopo trent'anni siamo riusciti non solo a esprimere il sindaco ma anche a colorarlo di bianco e nero».

Piercarlo Alfonsetti
tratto da: La Stampa 17 febbraio 1992





UN PUNTO RIMONTATO
JUVENTUS ATALANTA 2 1

IL MIGLIORE: BAGGIO 7,5

L'ispirazione continua ad assisterlo nei doppi panni di goleador e uomo squadra. Trapattoni comincia a ottenere da lui ciò che gli aveva chiesto.

IL PEGGIORE: CORNACCHIA 5

Giorgi gli affida la fascia destra offrendogli un improbabile impiego da tornate. L'ex cagliaritano riveste la tuta dopo 45 minuti di corse a vuoto.

Telex: la Juventus inchioda, un'Atalanta pericolosa. Sul risultato grava il sospetto del gol annullato a Caniggia.

Emanuele Gamba
tratto dal Guerin Sportivo anno 1992 n.8




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venerdì 3 ottobre 2025

17 Ottobre 1993: Juventus - Atalanta

É il 17 Ottobre 1993 Juventus ed Atalanta si sfidano nell' ottava giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1993-94 allo Stadio 'Delle Alpi'  di Torino.

La Juve allenata in panchina da Giovanni Trapattoni e trascinata in campo da un Roberto Baggio nel suo momento più splendente si appresta a piazzarsi al secondo posto del massimo campionato calcistico. Davanti c'é l'inarrivabile Milan di Fabio Capello che 'ammazza' il campionato fin dall'inzio. 

Dall'altre parte ci sono i bergamaschi che nonostante l'impegno non riescono ad evitare una dolorosa retrocessione in Serie B.

Buona Visione! 



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Stagione 1993-1994 
Campionato di Serie A - 8 andata
Torino - Stadio Delle Alpi
domenica 17 ottobre 1993 ore 15:00
JUVENTUS-ATALANTA 2-1
MARCATORI: Baggio R. rigore 56, Moeller 60, Ganz 70

JUVENTUS: Peruzzi, Torricelli, Marocchi, Baggio D., Kohler, Porrini, Di Livio (Francesconi 75), Conte A., Ravanelli, (c) Baggio R. (Galia 88), Moeller 
A disposizione: Rampulla, Baldini, Del Piero
Allenatore: Giovanni Trapattoni

A disposizione: Pinato, Codispoti, Scapolo
AllenatoreFrancesco Guidolin

ARBITRO: Rodomonti
AMMONIZIONI: Kohler 82 (Juventus); Ganz 44 (Atalanta)




La Juve fatica contro un'Atalanta chiusa a riccio, poi si rilassa e rischia nel finale 
La Signora corre sul filo del rigore 
Tre parate decisive di Peruzzi 

TORINO. Sant'Angelo Peruzzi ha garantito due soffertissimi punti alla Signora, sventando il pareggio con tre grandi parate nell'ultimo quarto d'ora. Quando Rodomonti ha chiuso il match al 94', la folla ha potuto tirare il fiato mentre i bianconeri esultavano per una vittoria importantissima sull'Atalanta che Guidolin aveva schierato con il realismo tattico di chi ha l'acqua alla gola. Una Juventus da infarto che, dopo le belle partite, è vittima di una strana sindrome: la caduta di tensione. Si «siede» contro avversari alla sua portata. Vedi la Cremonese, la Reggiana, il Lecce e il Venezia. 

A volte le capita nel primo tempo, per poi trasformarsi, camaleontisticamente, nella ripresa. Altre nell'arco dell'intera partita, anche a risultato acquisito. Come ieri. Eppure s'era trovata in vantaggio di due gol firmati da Roberto Baggio, su rigore inesistente, concesso da Rodomonti a compensazione di altri due falli sospetti sui quali l'arbitro aveva sorvolato in precedenza, e da Andy Moeller. Poi si è rilassata. Ganz ne ha approfittato per ridurre le distanze e la Juventus ha remato e tremato per il resto della gara. 

Come spiegare il fenomeno? Forse è un problema psicologico che si aggiunge alle importanti assenze di Fortunato, Julio Cesar e Vialli, e alle fatiche infrasettimanali dei due Baggio e dei tedeschi, Kohler e Moeller, nelle rispettive Nazionali. Dino Baggio ha giocato con mezza unghia dell'alluce destro, reso insensibile da un'iniezione antidolorifica. Attenuanti generiche che non giustificano certi passaggi sbagliati a centrocampo e nei sedici metri, né qualche amnesia difensiva. Una Juventus inguardabile per 45' anche se l'Atalanta, alla faccia del calcio-spettacolo proiettato nel Duemila, si è trincerata con tanto di libero (Montero) e marcamenti ravvicinati vecchia maniera, specie su Robi Baggio, il pericolo pubblico numero 1 ingabbiato da Magoni quando arretrava e da Pavan quando avanzava. 

Un misto uomo-zona anche per Ravanelli e Moeller. La mancanza di spazi e l'inevitabile sbilanciamento accentuavano le pecche ed i limiti di una difesa improvvisata che veniva presa d'infilata, al primo contropiede, da Ganz. Il bomber sbagliava clamorosamente il possibile 1-0. Ma al di là del grosso pericolo, la manovra offensiva era prevedibile, banale. Poche idee, niente gioco, niente gol. 

Il rigore che sbloccava il risultato era un autentico regalo dell'arbitro poiché Tresoldi aveva toccato prima il pallone e poi la gamba di Di Livio. Ma, seguendo la deprecata legge della compensazione, rendeva giustizia ad una Juve che di rigori (veri) ne aveva già reclamati un paio su Di Livio e Robi Baggio. E il Divin Codino, dal dischetto, non falliva il 57° gol, festeggiando la centesima presenza in bianconero in campionato con lo storico, e un po' irriguardoso, sorpasso a Giampiero Boniperti, fermo a 56 come Guglielmo Gabetto nella classifica dei centenari. Non falliva neppure Moeller, su punizione di Robi Baggio, il colpo di testa del raddoppio che lo portava, temporaneamente, ad essere il leader dei cannonieri. Tutto finito? Macché! Guidolin toglieva Minaudo e inseriva il prode Orlandini che diventava... furioso. 

E per la Juve erano dolori. Ganz riacciuffava Moeller al comando della graduatoria dei tiratori scelti, ribattendo, con un destro ravvicinato, palo-rete, una fiondata di Alemao non trattenuta da Peruzzi. Già abbiamo sottolineato le tre parate decisive del portiere bianconero. Dobbiamo aggiungere l'ottima prestazione di Conte che ha recuperato una quantità impressionante di palloni persi dai compagni. E la generosità di Di Livio, che si sta confermando acquisto utile, ha avuto il suo peso sul successo. Ma la mentalità, se si vuole puntare allo scudetto, deve cambiare. La concentrazione è indispensabile, sempre. Nel calcio, però, conta anche la fortuna e ieri la Juve l'ha avuta dalla sua parte. Una tantum. 




LE PAGELLE 
Conte implacabile, ne ha per tutti 
Provvidenziali i suoi recuperi, migliore in campo 
PERUZZI 7. Respinge da par suo le recenti critiche. Nel primo tempo viene graziato da Ganz, che poi lo trafigge nella ripresa, ma nega all'Atalanta, con tre paratissime, il pareggio. 
TORRICELLI 5,5. Fa lo stopper su Ganz e gli concede due pallegol, una fallita e l'altra trasformata. E' più redditizio e meno spaesato quando gioca sul'out. 
MAROCCHI 5,5. Torna titolare come terzino sinistro, ruolo nel quale si esprime con meno efficacia. Nell'ultimo quarto d'ora va a centrocampo. 
D. BAGGIO 5,5. Sbaglia un disimpegno elementare nei pressi della panchina bianconera e, a Trapattoni che lo riprende, indica l'alluce destro malconcio. E' la sua attenuante. 
KOHLER 6. Libero d'emergenza, ha un avvio di ambientamento e si fa saltare da Ganz che non sfrutta l'occasione. Poi «piede a ferro da stiro» prende confidenza con il vecchio ruolo. 
PORRINI 6. Il forfait dell'influenzato Rambaudi lo obbliga a rincorrere Perrone. E, pur finendo fuori dalla zona di sua competenza, limita i danni. 
DI LIVIO 6. Mette alla frusta Tresoldi e si procura, con la benevolenza dell'arbitro, il rigore che sblocca il risultato. Ma ne aveva reclamato uno in precedenza, a ragione e senza avere soddisfazione. 
(75' Francesconi sv. Debutta in A in un quarto d'ora di fuoco). 
CONTE 7. E' senza dubbio il migliore in campo, insieme con Peruzzi. Provvidenziali i suoi innumerevoli recuperi, in spaccata, in anticipo, su Alemao e su chiunque gli capita a tiro. 
RAVANELLI 5,5. Una prova anonima, grigia come i suoi capelli, con rari spunti incisivi. 
R. BAGGIO 6,5. Magoni lo fa magonare, come Pavan, ma si rifa con gli interessi su rigore, firmando un gol per lui storico, e con la punizione che Moeller traduce nel 2-0. 
(89' Galia sv). 
MOELLER 6. Merita la sufficienza per il bel gol di testa. Per il resto non fa pesare sulla partita tutto il suo talento. 
FERRON 5,5. Inattivo per 45', nulla può sul rigore di Baggiouno, ma resta impalato sull'incornata di Moeller. 
PAVAN 6. Si alterna su Ravanelli e Baggiouno e lo fa con determinazione concedendo poco o niente ai due attaccanti. 
TRESOLDI 5. Impunito su due falli sospetti e castigato per un'intervento regolare. Tanto va la gatta al lardo... 
BIGLIARDI 5,5. Protetto alle spalle si sente più sicuro, ma sulla punzione di Baggiouno, si fa bruciare da Moeller. 
ALEMAO 6. Il vecchio Cangaceiro si batte ancora come un leone anche se trova un Conte che fa altrettanto. 
MONTERO 6. Stando qualche metro più arretrato dà maggior solidità ad una difesa troppo allegra nelle ultime partite. 
MAGONI 5,5. Toglie il respiro a Baggiouno quando il fantasista arretra e compie falli spesso tollerati da Rodomonti. 
SAUZEE 6,5. Il francese è un eccellente tiratore ma Peruzzi gli para il possibile 2-2 su una tremenda punizione al 94'. 
GANZ 6. Ha sulla coscienza una facile occasione sprecata sullo 0-0 ma non perdona la seconda volta, anche se il gol è utile solo a lui, per restare capocannoniere con Moeller. 
PERRONE 6. Si becca un beffardo tunnel da Di livio ma anche la sufficienza per una gara tirata. 
(82' Pisani sv). 
MINAUDO 5,5. Non crea problemi particolari a Marocchi. 
(66' Orlandini 6. Il suo ingresso dà spinta all'Atalanta).

L'arbitro RODOMONTI 6. Ogni tre falli un rigore. Ma più che questa regola da oratorio, segue quella della compensazione

Bruno Bernardi 


 

 



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martedì 23 settembre 2025

23 Settembre 1984 : Juventus - Atalanta

È il 23 settembre 1984 e Juventus e Atalanta si sfidano nella seconda giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1984-85  allo Stadio 'Comunale' di Torino.

I Bianconeri sembrano più concentrati sulla Coppa dei Campioni (coppa che vinceranno nella tragica notte del Heysel) e sono lontani dalla testa della classifica del campionato. In testa invece c'è sorprendentemente il Verona che dopo una cavalcata splendida vince il suo primo Scudetto

Dall'altra parte c'è l'Atalanta che termina il campionato a metà classifica, lontano dalla zona rossa della retrocessione.

Buona Visione!

 


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Stagione 1984-1985 - Campionato di Serie A - 2ª andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 23 settembre 1984 ore 16.00
JUVENTUS-ATALANTA 5-1
MARCATORI: Boniek 2, Platini 59, Magnocavallo autorete 66, Magrin rigore 71, Scirea 74, Platini 79

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini, Pioli, Scirea, Briaschi (Vignola 68), Tardelli (Caricola 68), Rossi P., Platini, Boniek
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ATALANTA: Benevelli, Osti, Gentile, Perico (Fattori 66), Soldà, Magnocavallo, Agostinelli, Magrin, Pacione, Stroemberg (Vella 79), Donadoni
Allenatore: Nedo Sonetti

ARBITRO: Pezzella




 «Non conta chi segna, ma i due punti in più » 

TORINO — Destro e sinistro, due gol splendidi: Michel Platini, capocannoniere della passata stagione, si è ripresentato così al pubblico torinese ed ai suoi avversari della classifica marcatori. Se è soddisfatto, preferisce non darlo però a vedere. 

"Dobbiamo parlare del collettivo», 

È il suo monotono ritornello, che infarcisce con qualche battuta sul tipo: -

"A che punto è Platini? La Juventus è a tre punti" 

E prosegue: 

«I gol non contano, quello che vale sono i due punti frutto di una squadra che vuole vincere. Io non cerco tanto di segnare quanto di far gioco. Questa è stata la prima volta che sono andato a rete in questo campionato, spero che non sia l'ultima. Fino a ieri si diceva che ero appagato dai successi, oggi non è più così. Almeno fino alla prima partita nella quale non giocherò bene..". 

Fatalismo? Convinzione? Platini è comunque un attento osservatore e lo conferma con la sua interpretazione delle prime due giornate di campionato:

 "Quest'anno mi pare sia cambiata la mentalità di molte squadre. La passata stagione tutti volevano copiare la Roma. Per cinque o sei giornate si sono viste difese allegre, poi tutti hanno incominciato a fare i loro conti e le difese a serrare le maglie. Adesso mi pare che tutti siano partiti con la determinazione di far subito risultato. Con l'Atalanta la partita è stata decisa dal fatto che abbiamo segnato subito."

A segnare il gol che ha dato la svolta alla gara è stato Boniek, pronto a reclamare perché la terza segnatura bianconera viene attribuita a uno sfortunato intervento difensivo di Magnocavallo, e non al suo tocco risolutore. 

«Per me, è mio anche quel gol — dice subito —. Anch'io ho toccato il pallone. Eppoi non si può incominciare già alla seconda giornata a togliermi dei gol, tanto più quest'anno che voglio sfidare Platini». 

Al polacco viene quindi riferito che Gianni Agnelli, andandosene, ha elogiato la sua partita. La risposta è però dura, a testimonianza che le critiche dell'Avvocato nella passata stagione non passarono inosservate, anzi hanno lasciato il segno: 

«È facile fare complimenti quando si gioca bene, applaudire per i gol. Agnelli ha comunque libertà di parola e può dire quello che vuole».


Elogi di Sivori alle prodezze del francese

 

TORINO — Dopo aver seguito la Juventus a Bergamo nella partita di Coppa Italia, Omar Sivori è tornato a vederla sempre contro l'Atalanta, al Comunale. 

«Gol bellissimi, quelli di Platini»

Ha detto con sincera ammirazione a fine partita rifiutando comunque un paragone con il francese: 

«Apparteniamo ad epoche differenti, certi paralleli non hanno senso. Entrambi siamo riusciti a fare del buon calcio. Come riesce Maradona, Zico o Rummenigge». 

Poi ha aggiunto: 

«Certo, Michel è un grande giocatore, il calcio è un gioco facile e lui lo dimostra. Rispetto all'altra volta, a parte i gol, mi è parso più veloce, fisicamente più a posto».

«La partita? — ha proseguito — il gol-lampo di Boniek doveva dare maggiore tranquillità alla squadra nel primo tempo. Questa Juventus è comunque molto forte e lo ha dimostrato alla distanza. Penso che potrà ben figurare sia in campo Internazionale che in campionato».

tratto da: La Stampa 24 settembre 1984

 


 



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JUVENTUS 5 ATALANTA 1 Brilla la Juve forza nove, che aggiunge cinque reti a quelle del mercoledì di Coppa. Boniek apre le marcature di testa su cross di Pioli. 

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Platini firma il 2-0 con un favoloso pallonetto. Magrin su rigore realizza il gol della bandiera per l'Atalanta. Scirea stanga in rete il pallone del 4-1. Platini concede il bis e ancora con un pallonetto sigla il 5-1



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