É il 28 Marzo 1993 e Ancona e Juventus si sfidano nell' ottava giornata del girone di ritorno del Campionato di Calcio di Serie A 1992-93 allo Stadio 'del Conero' di Ancona.
Sará un impresa quasi impossibile in campionato, ma tant'é che con questo Roberto Baggio (capitano e uomo simbolo della squadra in Italia e nel mondo) tutto é possibile!.
Dall'altra parte i marchigiani biancorossi finiscono la loro primissima stagione nella massima divisione italiana con un desolante pen-ultimo posto in classfica.
Buona Visione!
Stagione 1992-1993 - Campionato di Serie A - 8 ritorno
Ancona - Stadio Del Conero
domenica 28 marzo 1993 ore 16:00
ANCONA-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Julio Cesar 79
Ancona - Stadio Del Conero
domenica 28 marzo 1993 ore 16:00
ANCONA-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Julio Cesar 79
ANCONA: Nista, Glonek, Lorenzini, Sogliano, Mazzarano, Bruniera, Vecchiola, Lupo, Agostini, Detari, Caccia
A disposizione: Micillo, Nebegleras, Centofanti, Modesti, Bertarelli
Allenatore: Vincenzo Guerini
JUVENTUS: Peruzzi, Carrera M. (Galia 50), Torricelli, Baggio D., Kohler, Julio Cesar, Di Canio (Dal Canto 87), Conte A., (c) Vialli, Marocchi, Ravanelli
A disposizione: Rampulla, De Marchi, Trocini
Allenatore: Giovanni Trapattoni
ARBITRO: Fabricatore
AMMONIZIONI: Bruniera 73 (Ancona)
Con un gol di testa del brasiliano una Juve poco convincente riesce a piegare l'Ancona
Julio Cesar fa un regalo alla Signora
Ma i dorici recriminano per due episodi da rigore
ANCONA DAL NOSTRO INVIATO
Per la Juventus un po' di sole in una domenica tormentata da un vento gelido e violento. Non poteva andare avanti la storia scritta soltanto con prove scolorite, deludenti, mortificate da insuccessi dimenticati grazie alle resurrezioni in coppa. Ieri, la squadra di Trapattoni s'è impegnata molto, ma non ha giocato come una belva ferita, con occhi da animale selvatico come piace a Boniperti e Trapattoni, perché non vive nelle condizioni ideali per poterlo fare. E perciò non si è neppure rivalutata sul piano del gioco. Però ha vinto. E questo è il dato che più conta. E lo ha fatto grazie a Julio Cesar, un uomo molto discusso (anche ieri), sulla strada del recupero dopo il grave infortunio subito sei mesi fa, ma troppo spesso colpevole di inspiegabili balbuzie.
Julio Cesar si spezzò una gamba a Napoli, era il 4 ottobre '92. La storia, perché di storia si tratta visto che i bianconeri lontano dal Delle Alpi erano a digiuno di successi proprio da quella data, ha voluto indicare nel brasiliano il protagonista firmatario dell'1-0. E' l'81', Di Canio gli serve un ottimo pallone, e lui va a raccogliere l'invito lassù, dove nessuno può contrastarne lo stacco tempestivo. Qui c'è il succo del ritorno al successo. E non crediamo che Trapattoni faccia troppo lo schizzinoso sul come i suoi gli abbiano confezionato questa vittoria. In tempi di turbamenti e paure, di tensioni e infortuni ripetuti e alla vigilia di una sequela terrificante di test severi a ogni livello, è stato importante aver riscoperto il sapore dei due punti esterni.
Ed è proprio lo stato attuale di una Juventus in chiara difficoltà che quasi ci obbliga ad addolcire certe valutazioni globali e sui singoli. Ci vorrebbe un libro per spiegare le ansie e addirittura le angosce che frenano attualmente i bianconeri. Ieri ci si è messo anche il vento, fortissimo e fastidioso come uno scudiscio. Ma non può essere l'attenuante, non deve esserlo, anche le condizioni climatiche valgono per entrambe le squadre. La Juve lo ha avuto contro nel primo tempo, e in quel parziale (un paradosso che il calcio mostra spesso) ha puntato di più i propri fucili (Ravanelli e Vialli, purtroppo con mira inesatta al 20' e al 24' in due ghiotte circostanze). Ed era normale che fosse l'Ancona a gestire meglio e di più il gioco. Ma già nei primi 45' si è notata la giornata felice di Kohler, pur impegnato da un ottimo Agostini, di Ravanelli e di Dino Baggio, che con Conte e Marocchi doveva opporsi alla costruzione del gioco di Sogliano, Vecchiola, Lupo e Detari. Peruzzi si iscriverà al club dei protagonisti nel finale.
Il vento, nel primo tempo, ha sollevato polvere di gioco, e dallo scambio di azioni e repliche non scaturiva alcunché di concreto. Nel secondo parziale, con il vento in poppa la Juventus ha denunciato una crescita collettiva, anche perché rinunciando a Carrera e inserendo Galia (su Sogliano) aveva modo di ribattere con maggiore equilibrio ad una squadra con una sola punta vera (Agostini) e una di appoggio (Caccia). Nonostante avesse le vele più gonfie, la Juventus si è salvata al 77' grazie a un palo che si è sostituito a Perazzi, peraltro pronto, per respingere una conclusione di testa di Agostini. Fabricatore si è trovato davanti a due episodi discussi: quando Kohler ha respinto senza volontà un tiro ravvicinato di Agostini (65') con una mano e quando Julio Cesar (85') è intervenuto su palla e sul 9 anconetano che è finito a terra. In questo secondo episodio, come ha confessato Trapattoni, è nato il sospetto di un'azione irregolare.
L'Ancona ha avuto un finale rovente, e Peruzzi ha voluto affiancare Julio Cesar e Kohler, Ravanelli (ha giocato con voglia lodevole) e Dino Baggio, nella lista dei migliori. L'Ancona è uscita battuta ma a testa alta, un pareggio non lo avrebbe demeritato e si è avvalsa della giornata felice di Agostini, Lorenzini (su Di Canio), Mazzarano (su un Vialli volenteroso, ma inconcreto).
LE PAGELLE
Kohler e Peruzzi bloccano Agostini
Ma l'attaccante di Guerini è stato il più pericoloso
Nista 6. Nessun intervento impegnativo. Sul bellissimo gol di Julio Cesar non ha nessuna responsabilità.
Glonek 5,5. E' stato messo in continuo affanno da Ravanelli, vispo come se per lui il campionato fosse cominciato ieri.
Lorenzini 6,5. Si è spinto di frequente in avanti, ha dettato buoni suggerimenti a tutti.
Sogliano 6. Un lavoro oscuro, da operaio a disposizione dell'architetto Detari.
Mazzarano 6,5. Vialli ha svolto molto lavoro e lo ha messo alla prova. Lui ha risposto bene, facendo vedere al bianconero lo specchio della porta solo al 24'.
Bruniera 6. Una prova attenta, misurata, senza alti e bassi, e un presidio molto ben curato dell'area di rigore. Vecchiola 5. Più fumo che arrosto, e si è detto molto.
Lupo 5,5. Anche lui ha corso molto però senza risultati evidenti e concreti.
Agostini 6,5. Ecco uno che si batte come un leone. Kohler ogni tanto è in difficoltà, ma il 9 dei rossi è stato l'uomo più pericoloso.
Detari 6. La classe non è acqua, però Conte non lo molla mai.
Caccia 5,5. Molto movimento, buoni fondamentali, ma Agostini avrebbe bisogno di ben più sostanziosa assistenza.
Peruzzi 7. Bastano i tre interventi finali su Agostini (due volte) e su Lupo a qualificarne la prova. E pensare che c'era l'ipotesi che ieri non giocasse.
Carrera 6. Guarda molto bene Caccia poi esce
(dal 50' il solito ammirevole Galia 6 che va su Sogliano).
Torricelli 5,5. Ci piace meno del solito, spesso impreciso, certamente stanco. E' forse anche il pedaggio di un dilettante che scopre il mondo del professionismo reale.
Dino Baggio 6,5. Geometrico, ottimo in certe scelte di tempo, perfino misurato in lanci di 40 metri. E pensare che è diventato un commesso viaggiatore che non conosce soste.
Kohler 7. In avvio accusa un paio di incertezze e Agostini gli dà filo da torcere dal primo all'ultimo minuto. Però è uno stopper che dà sempre sicurezza al reparto e si spinge perfino in attacco.
Julio Cesar 6. Realizza una rete importantissima, storica e mette in fuga una precedente serie di sconcertanti titubanze.
Di Canio 5,5. Non gioca male, fa il pendolo con buon senso tattico, l'insufficienza è per certi errori banali (palla pericolosissima a Caccia) e il non giocare all'altezza dei suoi grandi mezzi tecnici
(dall'87 Dal Canto, sv).
Conte 6. Un altro gregario che si sacrifica sempre, si proietta con continuità sul settore destro del campo per alimentare gli avanti. Anche lui tira la carretta da tempo immemore.
Vialli 5,5. Vi aspettate il solito commento, tanto lavoro e niente gol. E invece no, Gianluca non piace per come sta lontano dalla zona dove servirebbe per pungere un Ancona non certo trascendentale.
Marocchi 6. Si è ritrovato del tutto e ora spende le energie per dare una mano alla Signora nei prossimi impegnativi appuntamenti.
Ravanelli 6,5. Avrà dei difetti (chi è senza macchie?), però ieri ci è piaciuto assai, per l'impegno, per aver cercato la porta e per aver suggerito buoni palloni per i compagni e per averli aiutati quando si trovavano in evidente difficoltà.
Fabricatore 5. Non è arbitro che si erga a protagonista, passa inosservato. E' contestato dagli anconetani per non aver concesso il rigore per l'intervento di Julio Cesar su Agostini.
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