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mercoledì 18 marzo 2026

18 Marzo 2015: Borussia Dortmund - Juventus

Quella Juventus Stagione 2014-15 era una squadra tosta e talvolta spettacolare. Fondata sulle idee tattiche del mister Allegri e sulla grinta e tecnica di Carlitos Tevez, sfiorò l'impresa in Champions League ... un'altra delusione è alle porte!

Attraverso Youtube vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. È il 18 marzo 2015 e Borussia Dortmund Juventus si sfidano nella gara di ritorno degli Ottavi di Finale della UEFA Champions League 2014-15 allo 'Signal Iduna Park - Westfalenstadion' di Dortmund (Germania).

La Juve è guidata dalla panchina da Massimiliano Allegri (che è subentrato al dimissionario Antonio Conte a luglio) mentre il BVB è allenato da Juergen Klopp. I Bianconeri piemontesi dopo aver conquistato i precedenti tre campionati sotto la guida del tecnico salentino si apprestano a farlo anche con Allegri.

In Europa i ragazzi termineranno la loro corsa vittoriosa sul più bello. Battuti in finale dal Barcellona, dovranno ancora posticipare i festeggiamenti per la conquista della Champions.

Buona Visione!

 


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Stagione 2014-2015 - Champions League - Ottavi, ritorno
Dortmund - Westfalenstadion
Mercoledì 18 marzo 2015 ore 20:45
BORUSSIA DORTMUND-JUVENTUS 0-3
MARCATORI: Tevez 3, Morata 70, Tevez 79

BORUSSIA DORTMUND: Weidenfeller, Papastathopoulos, Subotic, Hummels, Schmelzer (Kirch 46), Bender (Ramos 63), Gundogan, Mkhitaryan (Blaszczykowski 63), Reus, Kampl, Aubameyang
Allenatore: Jürgen Klopp

JUVENTUS: Buffon, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra, Vidal, Marchisio C., Pogba (Barzagli 27), Pereyra, Tevez (Pepe 81), Morata (Matri 78)
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Mazic (Serbia)






Lezione bianconera al Borussia: l'Apache sblocca subito, poi nella ripresa manda in rete Morata prima di firmare la doppietta personale. L'infortunio di Pogba è l'unica nota stonata

La Juventus travolge il Borussia e vola ai quarti di Champions League. E ci va nel modo più entusiasmante, con super Carlos Tevez che dà una lezione di calcio al Borussia Dortmund, per lunghi tratti dominato nella sua tana e battuto con un 3-0 che non ammette alcun tipo di replica. Tra i due gol dell'eroe di giornata, a segno anche Álvaro Morata, autore di un'altra grande partita, macchiata solo in parte da due errori davanti a Weidenfeller. La Juventus in Germania si è dimostrata nettamente superiore ai tedeschi. Ha giocato un'ottima partita, nonostante abbia dovuto rinunciare a Pogba a metà del primo tempo.

CI PENSA SEMPRE CARLITOS — Allegri alla fine sceglie la difesa a quattro e il trequartista: fuori Barzagli e dentro Pereyra, con Marchisio a fare alla grande il Pirlo (infortunato) e Tevez e Morata in attacco. Klopp invece si presenta con il 4-2-3-1, Mkhitaryan titolare, Papastathopoulos terzino destro e Aubameyang unica punta. Il tecnico bianconero alla vigilia aveva detto che non sarebbe stata una partita da 0-0 e che la Juve per passare il turno avrebbe dovuto segnare. Tevez l'ha subito accontentato: gol dopo appena tre minuti di gioco. L'argentino riceve palla da Evra e, da fermo e da fuori area, inventa una prodezza di destro che s'infila nell'angolino. Weidenfeller battuto e Iduna Park ammutolito. È la legge dei numeri 10 bianconeri, che segnano sempre nella casa del Borussia: Baggio, Del Piero, ora Tevez. Il Borussia non s'aspettava una Juve subito così aggressiva. Incassa il colpo e fa fatica a reagire. I bianconeri invece, galvanizzati dal vantaggio e spinti dai 3500 tifosi, insistono. 

SENZA PAUL — Dopo neanche mezz'ora però arriva una brutta tegola per Allegri: Pogba, toccato duro da Papastathopoulos, è costretto a uscire. Dentro Barzagli e difesa a tre, come a Palermo. Il momento più difficile arriva subito dopo l'uscita di Pogba, ma la Juve contiene bene in difesa le folate giallonere. Il primo tempo si chiude sull'1-0, nella ripresa subito un tentativo di Morata (4'), imbeccato da Tevez, murato dalla difesa gialla. Lo spagnolo ci riprova all'11', ma Weidenfeller stavolta respinge con i piedi. Il Borussia ha l'unica occasione al 18' con Kampl, ma Buffon c'è. Quando mancano 20 minuti alla fine dell'incontro, ci pensa Morata a chiudere la pratica: lancio morbido di Marchisio, Tevez per lo spagnolo che appoggia in rete a porta vuota sull'assist dell'Apache. Al 34' arriva la ciliegina sulla torta: la doppietta di Tevez servito da Pereyra. La coppia d'attacco ha funzionato a dovere, come all'andata, e il Borussia non è mai stato veramente pericoloso. Ora la festa dei tifosi bianconeri può cominciare: il sogno Champions continua.

Fabiana Dalla Valle 
tratto da: Dortmund-Juve 0-3: Tevez fa due gol e un assist, Allegri ai quarti di Champions








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sabato 13 settembre 2025

13 Settembre 1995: Borussia Dortmund - Juventus

Attraverso il Canale Youtube ufficiale della Juventus vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 13 Settembre 1995 e Borussia DortmundJuventus si sfidano nella prima giornata dei gironi eliminatori di UEFA Champions League 1995-96  al 'Westfahlen Stadion' di Dortmund (Germania).

La Juventus guidata in panchina dal 'maestro' Marcello Lippi, dopo aver rivinto lo Scudetto dopo ben otto anni adesso pensano in grande. Pensano alla Champions League (che conquisteranno a Roma). Ed infatti i bianconeri non giocano come sanno in campionato e si fanno 'rubare' il titolo dal Milan. Alla fine sará secondo posto. 

Dall'altre parte c'é un Borussia, forte ed autorevole in Bundesliga ma che di fronte alla 'fame' dei 'nostri' non avrá scampo.

Buona Visione!




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Stagione 1995-1996 - Champions League - 1ª giornata

Dortmund - Westfalenstadion
Mercoledì 13 settembre 1995 ore 20.30
BORUSSIA DORTMUND-JUVENTUS 1-3
MARCATORI: Moeller 1, Padovano 12, Del Piero 37, Conte A. 69

BORUSSIA DORTMUND: Klos, Kohler, Julio Cesar, Sammer, Reinhardt, Freund, Reuter, Zorc (Ruben Sosa 46), Moeller, Tretschok (Tanko 46), Herrlich (Ricken 72)
Allenatore: Ottmar Hitzfeld

JUVENTUS: Peruzzi, Ferrara C., Pessotto, Torricelli, Porrini, Paulo Sousa, Di Livio, Conte A. (Marocchi 85), Padovano, Del Piero (Deschamps 88), Jugovic
Allenatore: Marcello Lippi

ARBITRO: Roethlisberger (Svizzera)



Lippi: "non ho mai tremato" 
«Grande reazione, andremo lontano»
DORTMUND DAL NOSTRO INVIATO 
E' sempre grande Juve. Lippi ha l'aria di un gattone che si è appena divorato un bel topolino, strizzatine d'occhio ammiccanti, larghi sorrisi per tutti. Il Marcello Grandi Imprese mette in archivio anche questa vittoria.  
Trionfo strameritato, ma che brividi all'inizio. 
Ammette: 
«Com'era iniziata non la vedevo tanto bene, non ci era mai successo di beccare un gol così, a freddo. Poi c'è stata la grande reazione, abbiamo pareggiato, siamo andati in vantaggio con una prodezza di Del Piero e, a parte qualche pericolo all'inizio della ripresa, abbiamo controllato la partita senza affanni, senza rischiare. Non ho mai tremato. Insomma, un'ottima Juve, andremo lontano». 
Lippi attende con pazienza che le risposte vengano tradotte in tedesco e prosegue: 
"Rispetto all'anno scorso abbiamo sofferto di meno. La squadra è sempre stata in campo con grande autorità. Un esordio così è motivo di grande soddisfazione, è conferma la grande continuità che ci ha accompagnati per tutta la passata stagione. Il Borussia, comunque, non è tagliato fuori."
Euforico Padovano: 
«Non sono più un ragazzo, dovevo solo capire cosa voleva Lippi: a 29 anni non ci possono più essere certe paure. Anche dopo il gol del Borussia non abbiamo avuto timori. Eravamo tranquilli, brillanti. Sono contento di aver dimostralo che in questa Juve posso stare benissimo. Sono entrato in punta di piedi, ma so fare buone cose».  
Conte, un gol con polemica: 
«Non è la rivincita di una riserva, perchè tale non mi considero. Mi sento sul livello degli altri, poi è Lippi che decide. Un gol che mi ripaga in questo momento per nulla facile: ho perso anche il posto in Nazionale. Dedico il mio gol a Bortolotti, il giocatore del Brescia che si è suicidato». 
«Cambiano gli uomini, non lo spirito della squadra. Noi siamo fatti così: preferiamo perdere per colpe nostre che permettere agli altri di vincere per i loro meriti. Se sono contento? Scrivete pure che mi sono piaciuto: è la mia più bella gara di coppa. In campionato ho fatto cose anche migliori».  
Borussia a pezzi. Il tecnico Hitzfeld: 
«La Juve vincerà in trasferta anche le prossime due partite. Noi troppo ingenui». 
E Moeller: 
«La Juve è sempre nel mio cuore. Non mi aspettavo una squadra così forte, tatticamente perfetta». 

Fabio Vergnano
tratto da: La Stampa 14 settembre 1995 


 

 

Inutile nascondersi dietro un dito questa Juve non può non vincere la Coppa dei Campioni. E se non ci riuscirá, sarà un vero fallimento, in qualsiasi modo avvenga. 

E bastata una partita per capire che tra la pattuglia d'assalto del generale Lippi e la concorrenza esiste un abisso profondo come la Fossa delle Marianne 

A Dortmund la Juve ha regalato agli avversari, tanto per cominciare, Vialli e Ravanelli, ovvero i due uomini più in forma e più pericolsi, lanciando in pista il rincalzo Padovano e affidandosi unicamente al pennello magico di Alex Del Piero. Come se non bastasse, la gara è cominciata dallo 0-1 per via del gol di Möller, casuale fin che si vuole ma capace di stroncare morale e sigaro a chiunque. 

Tranne che a Maestro Lippi, algido come nessun altro in panchina e perfettamente conscio che la rete al passivo dopo trentasei secondi non avrebbe rappresentato che un simpatico diversivo per creare un po' più di pathos. Di fronte, oltre tutto, non c'era il Pinco Pallino FC, ma i campioni di Germania, massima espressione del calcio più potente e organizzato dopo quello italiano. Chiaro, vincere avendo a disposizione un genio del calcio come Del Piero è tutto sommato facile: ma se il fuoriclasse padovano ha dato il la al trionfo del Westfalenstadion, tutto il resto della squadra è stato alla sua altezza. Ricca di campioni e di comprimari, questa Juve sa mixare forza fisica, classe e mestiere in egual misura. Un modello tattico e agonistico da seguire e copiare, come fu il Milan di Arrigo Sacchi. Ma per gli juventini gli avversari più pericolosi, da oggi in poi, saranno la consapevolezza dei propri mezzi, l'assuefazione alla vittoria, lo stomaco pieno. Gli si può chiedere solamente di vincere, sempre e ovunque. 

A loro il compito di non deluderci.

Alessandro Lanzarini
tratto da: Italia 6 forte - Guerin Sportivo nr. 38 - 1995



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lunedì 5 maggio 2025

5 Maggio 1993: Borussia Dortmund - Juventus

Siamo agl'inizi degli anni 90. Il calcio italiano é considerato ancora come il campionato di punta del mondo pallonaro. Tutti i campioni più rinomati si sfidano sul palcoscenico dello stivale. 

Intanto siamo al 5 Maggio 1993 e Borussia DortmundJuventus si sfidano nella gara di andata della Finale della Coppa UEFA 1992-93 al 'Westfahlen Stadion' di Dortmund (Germania).

La Juventus cerca di fermare l'egemonia del Milan che da un paio d'anni o piú ammazza il campionato in Italia senza scampo. Sará un impresa quasi impossibile in campionato, ma tant'è che con questo Roberto Baggio (capitano e uomo simbolo della squadra in Italia e nel mondo) tutto é possibile! 

Buona Visione! 



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Stagione 1992-1993 - Coppa UEFA - Finale, andata
Dortmund - Westfalenstadion
mercoledì 5 maggio 1993 ore 20:15 
BORUSSIA DORTMUND-JUVENTUS 1-3
MARCATORI: Rummenigge M. 2, Baggio D. 26, Baggio R. 30, Baggio R. 73

BORUSSIA DORTMUND: Klos, Reinhardt, Franck (Mill 46), Schmidt, Grauer, Lusch, Reuter, Zorc (Karl 70), Chapuisat, Rummenigge M., Poschner
A disposizione: Galeski, Tretschok, Sippel
Allenatore: Ottmar Hitzfeld

JUVENTUS: Peruzzi, Carrera M., De Marchi, Baggio D., Kohler, Julio Cesar, Conte A., Marocchi, Vialli, (c) Baggio R. (Di Canio 76), Moeller (Galia 88)
A disposizione: Rampulla, Giacobbo, Ravanelli 
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Puhl (Ungheria)
AMMONIZIONI: Conte A. 47, Marocchi 72 (Juventus); Rummenigge M. 28 (Borussia Dortmund)



LE PAGELLE 
Riecco Vialli faro dell'attacco 
E Julio Cesar gran regista della retroguardia 

Peruzzi 7. Il colpo secco e imprendibile del Rummenigge minore lo coglie ancora negli esercizi di riscaldamento. Ci mette del suo a contenere i dispiaceri a quell'episodio, sicuro nelle uscite alte, gattesco tra i pali, anche se non gli servono miracoli. 

Carrera 6,5. Quando la squadra non lo costringe a impostare con lanci più inutili di un frigorifero al Polo, si rivela l'elemento prezioso di sempre. 

De Marchi 6,5. I 2' che sconvolgono la Juve mutano anche la sua partita: da sinistra si sposta a destra per frenare Torello Reinhardt, una spina in formato carrarmato. Attenua con la velocità e la prudenza l'evidente handicap di potenza. Anche se il tedesco vince il duello. 

Baggio D. 7,5. Il suo è un gol annunciato, almeno nella dinamica: ha la caviglia destra a pezzi, non può che portarsi la palla sul sinistro quando deve tirare. L'aveva detto, l'ha fatto. Tampona un po' ovunque a centrocampo, ci mette l'anima, la grinta, qualche volta vorrebbe pure metterci la gamba se non temesse l'ammonizione. Così giovane poteva perdersi nell'evento, ma lotta da veterano, cercando l'anticipo. 

Kohler 6,5. Raro vederlo in difficoltà come su Chapuisat nella prima mezz'ora. Ricorre a tutto il mestiere, arpiona, azzanna, quasi sbrindella la maglia dello svizzero. Insomma fa argine. 

Julio Cesar 7,5. Tante volte ne abbiamo criticato l'atteggiamento e le amnesie. Nel momento peggiore però non si lascia travolgere e guida la difesa bianconera fuori dal guado, formidabile nell'occupare gli spazi e nel rinviare di testa. 

Conte 6,5. L'avvio è da horror, il resto va ben oltre la sufficienza, sebbene la sofferenza atletica della Juventus a centrocampo riguardi pure lui. Il fallo su Chapuisat lo esclude dalla finale bis di Torino, ma è importante quello che ha fatto qui.

Marocchi 6,5. Fa il terzino sinistro e le cose migliori le confeziona invece quando corre nella fascia centrale. Déjà vu. Ha il merito di volare nel contropiede che porta al raddoppio. 

Vialli 7. Nella notte di Dortmund si rivede il Gianlux, il faro d'attacco. Sono suoi i due assist per i gol del primo tempo, e per quello fallito da Moeller. Schmidt che lo bracca è un giraffone biondo e sgraziato, raro vederne in Italia di questo tipo, e Vialli lo salta persino con le finte. Anche quando lo lasciano solo, se ne avverte la presenza. Peccato che non abbia più la velocità di esecuzione di un tempo, altrimenti all'85 l'avremmo visto realizzare il 4-1. 

Baggio R. 8. Ci stavamo chiedendo dove fosse e considerando come queste non siano le sue partite, quando l'abbiamo visto stoppare una palla facile, ma non troppo e fiondarla in porta per il 2-1 con la calma di chi sente favorevoli gli dei. Nel primo tempo patisce la differenza di peso e di cattiveria con Franck, pericoloso nelle avanzate, comunque ci mette il sigillo e quasi raddoppia al 62', prima del terzo gol, subdolo e irridente. Questa probabilmente è la nuova dimensione del Divino Codino: di uomo gol implacabile. 
(76' Di Canio: s.v.). 

Moeller 6,5. Sul filo della crisi di nervi, bersagliato dai tifosi, picchiato dai borussi. L'han soprannominato Giuda perché tradì Dortmund per l'Eintracht Francoforte, si dimostra invece più che un traditore un tradito (dalla tensione) al 23' quando da sei metri sbaglia il gol più facile del mondo su appoggio di Vialli. Per fortuna la Juve si raddrizza anche senza di lui. Due belle cose: la traversa al 7', il lancio a Baggio nella ripresa, quando già soffre per un dolore all'inguine. 
(88' Galia s.v.)

Marco Ansaldo





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venerdì 18 aprile 2025

18 Aprile 1995: Borussia Dortmund - Juventus

É il 18 Aprile 1995 e Borussia DortmundJuventus si sfidano nella gara di ritorno della semifinale di Coppa UEFA 1994-95 al 'Westfahlen Stadion' di Dortmund (Germania).

La Juventus dopo anni di magra si appresta a vincere il suo ventitreesimo scudetto con il nuovo allenatore Marcello Lippi. In Europa é un mezzo trionfo : dopo aver elminato i gialloneri del Borussia i ragazzi in bianconero dovranno cedere al Parma di Nevio Scala l'alloro continentale.

Buona Visione!  


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Coppa UEFA 1994-1995 - Semifinali, ritorno
Dortmund - Westfalenstadion
Martedì 18 aprile 1995 ore 20.30
BORUSSIA DORTMUND-JUVENTUS 1-2
MARCATORI: Porrini 6, Julio Cesar 9, Baggio R. 31

BORUSSIA DORTMUND : Klos, Reinhardt (Ricken 46), Schmidt, Freund, Julio Cesar (Zelic 59), Kurz, Reuter, Zorc, Tanko, Franck, Tretschok
Allenatore : Ottmar Hitzfeld

JUVENTUS: Rampulla, Ferrara C., Porrini, Carrera M., Kohler (Di Livio 8), Paulo Sousa, Deschamps, Conte A., Del Piero (Tacchinardi 78), Baggio R., Ravanelli
Allenatore : Marcello Lippi

ARBITRO: Van der Ende (Olanda)


DUE VOLTE BAGGIO

In Germania e segnatamente a Dortmund Roberto Baggio lo ricordano bene. Perché nello spazio di due anni, dal 1993 al 1995, in casa del Borussia il 10 bianconero fa la differenza. Nel primo appuntamento, finale d'andata della competizione, inventa due reti che ipotecano la conquista della coppa da parte della Signora. Il secondo match, il 18 aprile 1995, lo vede ancora decisivo in semifinale, con una punizione tra le più belle disegnate in carriera.


tratto da BLACK & WHITE STORIES | CARTOLINE DALLA GERMANIA




Ferrara leone d'area 

Sousa-Deschamps: che motore 


RAMPULLA 6,5. Incolpevole sulla punizione di Julio Cesar, ingannato da Conte in barriera, che si fa passare il pallone fra le gambe. Per il resto poco vero lavoro da sbrigare, ma anche qualche brivido indesiderato. 


FERRARA 7. Parte a destra per fronteggiare le incursioni di Reinhardt, dopo l'infortunio di Kohler passa su quel demonio di Tanko con la meticolosa applicazione di sempre. Una sicurezza. Un'ammonizione gli impedirà di disputare la prima finale a Parma. 


PORRINI 7. Nel valzer della marcature, cambia fascia dopo l'uscita di Kohler, ma non batte ciglio... Gioca poco, ha il grosso merito di non farsi mai trovare impreparato. 


CARRERA 7. Ha la caviglia sinistra malmessa, in uno contro con Reuter si rovina anche la destra. Ma tiene duro da grande combattente qual è e sbroglia parecchie mischie in un secondo tempo vietato ai deboli di cuore. 


KOHLER SV. Si infortuna dopo cinque minuti, prova a resistere ma poi abbandona. 

(Dal 9' pt Dì Livio 7 che si piazza a destra per limitare le incursioni di Tretschok e si conferma come sempre molto prezioso anche in appoggio). 


SOUSA 7. Continua a giocare con malanni assortiti, ma senza di lui a centrocampo sarebbe notte fonda. Tira perfino in porta (quasi storico) e centra il palo. 


DESCHAMPS 7. Saltabecca come un grillo cercando di mettere freno all'irruenza di Reuter. Mette il piede senza timore, sostiene con profitto il centrocampo, dà sostegno all'attacco quando la Juve riparte in contropiede. 


CONTE 7. Ha recuperato bene dopo l'infortunio patito in Coppa Italia. Pedina essenziale quando si accende la bagarre, compie buoni recuperi difensivi. E' l'uomo ovunque, copre tutte le zone del campo. 


DEL PIERO 6,5. Più efficace in fase difensiva che in attacco, cerca di impegnare Kurz con la propria agilità, ma soprattutto nei momenti difficili ripiega a sostegno del centrocampo con grande spirito di sacrificio come poche altre volte ha fatto. 

(Dal 32' st Tacchinardi sv). 


BAGGIO 7,5. E' di nuovo lui. Recuperato in pieno, il Fenomeno è una spina nel fianco della difesa tedesca e delizia la platea con quella punizione, frutto di uno di quei colpi di genio che piacciono tanto all'Avvocato. Nella ripresa ha pochi palloni giocabili, perchè è soprattutto il Borussia a fare la partita. 


RAVANELLI 6,5. Gioca in condizione fisiche precario. Non ha smaltito del tutto l'infortunio pre derby, ha problemi al gomito destro e ogni volta che viene a contatto con un avversario vede le stelle. Comunque fa sentire il suo peso, anche se ha perso la brillantezza e la concretezza di qualche tempo fa. 


LIPPI 7. Poco di nuovo sotto i riflettori. La Juve ha un ormai un assetto super collaudato, Il Marcello dirige dalla panchina senza bisogno di estrarre la bacchetta magica. 


Arbitro VAN DER ENDE 6,5. Una montagna a spasso per il campo. L'omaccione olandese si sposta però con grande rapidità, vede tutto, non nega un piccolo aiuto alla Juve, ben consigliato da un guardalinee occhio di lince. 


Ridotta all'osso la colonia degli ex «italiani» del Borussia. 


Julia Cesar (6,5) troneggia in difesa e ha messo da parte gli errori che facevano imbufalire Trapattoni. Segna un gol su punizione con una gran legnata e lascia al 15' st per infortunio. 

Quanto a Reuter (5,5) si vede che è andato in campo per cause di forza maggiore. 


Fabio Vergnano

tratto da: La Stampa 19 aprile 1995





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La Stampa 19 aprile 1995