Visualizzazione post con etichetta 1972-73. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 1972-73. Mostra tutti i post

giovedì 29 ottobre 2026

29 Ottobre 1972: Juventus - Milan

È il 29 ottobre 1972 e Juventus e Milan si sfidano in questa partita valida per la quarta giornata del girone di andata del Campionato di Calcio di Serie A 1972-73. Il tutto si svolge allo Stadio 'Comunale' di Torino.

La Juve allenata in panchina da Cestmir Vycpalek vince il suo quindicesimo Scudetto anche se a una giornata dal termine sembrerebbe che il Milan si possa fregiare della tanto osannata Stella del decimo tricolore. Ma una sconfitta inattesa a Verona ribalta tutto in quella che è tutt'oggi famosa come la 'Fatal Verona'.

In Coppa Italia invece i rossoneri si prendono una sana rivincita conquistando così la loro terza coppa nazionale.

Buona Visione!



juve


Stagione 1972-1973 - Campionato di Serie A - 4ª andata
Torino - Stadio Comunale
domenica 29 ottobre 1972 ore 14:30 
JUVENTUS-MILAN 2-2
MARCATORI: Bigon 32, Salvadore 70, Causio 75, Rivera 76

JUVENTUS: Zoff, Spinosi, Marchetti G., Furino, Morini, Salvadore, Altafini (Causio 46), Cuccureddu, Anastasi, Capello F., Bettega R
Allenatore: Cestmir Vycpalek

MILAN: Belli, Anquilletti, Sabadini, Dolci, Schnellinger, Rosato, Biasiolo, Benetti, Bigon, Rivera, Chiarugi (Golin 51)
Allenatore: Nereo Rocco

ARBITRO: Pieroni



Tra Altafini e Causio staffetta - prevista 
Boniperti e Allodi: "Un buon pareggio" - 
La mossa tattica di Vycpalek - 
Nel derby ci sarà anche Haller  
« Tutto sommato il pareggio è buono », 
Dicono Boniperti e Allodi dopo l'incontro con il Milan. Riconoscono che il risultato è giusto, ma rimpiangono la vittoria fallita di un soffio. 
« Non appena passati in vantaggio con Causio — aggiunge il presidente — Rivera ci ha infilati. Bastava che riuscissimo ad entrare in possesso del pallone ed avremmo potuto "addormentare" la partita. Contro il Milan. Squadra ricca di classe e di esperienza, c'è sempre da soffrire. Però la Juventus ha reagito molto bene malgrado avesse nelle gambe, come d'altra parte i rossoneri, il mercoledì di Coppa ». 
Interviene Allodi per fare una considerazione di carattere generale sul momento del calcio italiano. 
« Le continue interruzioni che il campionato subisce per la Nazionale — dice il general manager — gli incontri di Coppa e i giocatori che prestano servizio militare — impediscono di effettuare una preparazione adeguata ed omogenea. Solo tra un mese si vedrà il vero volto delle varie squadre ». 
Anche Vycpalek riconosce che il Milan ha fatto soffrire la Juventus e, dinnanzi ai microfoni della Rai, si complimenta con Rocco. Poi dice di essere soddisfatto del pareggio. Commentando la «staffetta» tra Altafini e Causio, il trainer spiega: 
« Era una mossa programmata da qualche giorno, qualunque fosse l'esito del primo tempo. Non è stata attuata perché Altafini non ha girato. José ha fatto la sua parte. Noi avevamo in Causio l'asso nella manica e l'abbiamo sfruttato. Causio era fresco, aveva una marcia in più ed ha dato una notevole spinta. Oltre a questo, c'è stato il cambio della marcatura su Rivera che ho operato nella ripresa affidando il "capitano" milanista a Marchetti. In questo modo Furino si è spinto in avanti, ha suonato la carica, effettuando quegli inserimenti che ci erano mancati nel primo tempo. Bravo il Milan, peccato però che il gol di Rivera sia arrivato pochi secondi dopo quello di Causio. Se trascorrevano un paio di minuti, il Milan non avrebbe più segnato.
Vycpalek annuncia che nelle prossime tre partite ci saranno altri avvicendamenti nella formazione. Domenica nel derby con il Torino dovrebbe rientrare Haller. Tra i giocatori il più arrabbiato per il pareggio è Salvadore 
"Non meritavamo di vincere, ma ormai avevamo il risultato in pugno — brontola Sandro —. Come si fa a lasciar segnare un gol di testa a Rivera che non è certo uno specialista? ». 
Il « vecchio Billy ». Com'era già successo l'anno scorso con il Milan, ha realizzato il gol — complice una deviazione di Rivera — che ha consentito alla Juventus di rimontare il punto di Bigon. Parlando della sua rete, la sedicesima in Serie A. Salvadore dice che la deviazione di Rivera non è stata determinante: 
« Ormai la palla viaggiava verso la porta. Lui ha tentato di far scudo con il corpo, ma l'ha appena sfiorata. ». 
Salvadore si congeda: va a ritirare una medaglia d'oro fertagli dal Juventus Club Peseta. Anastasi, allo scadere del primo tempo, ha segnato un gol che l'arbitro, su sbandieramento del guardalinee, ha annullato. Pietruzzu non protesta. Anche lui si limita a dire che sul 2-1 era ormai fatta, ma ammette che il pareggio è equo: 
« La tradizione favorevole al Milan continua. Comunque, quella rossonera è una bella squadra. ». 
Bettega sostiene che nel primo tempo la mossa di Biasiolo 
« finta ala ha un po' scombussolato la Juventus e il Milan giocava con più ordine. Poi siamo cresciuti di tono essendo costretti a rimontare." 
Qualcuno fa notare a Bettega che è troppo altruista e che dovrebbe concludere di più. Risponde: 
« Io cerco sempre di capire se devo tirare o passare il pallone. Ritengo di aver fatto quanto era più opportuno. ». 
Parlando del Milan, dice che è una grossa squadra, ma che la Juventus può fare molto di più di quanto si è visto ieri e che le sue speranze di scudetto sono intatte. Arriva Furino. Il suo duello con Rivera si è limitato al primo tempo, poi su Rivera è passato. Ma Furino dice: 
« Dovevo preoccuparmi di Rivera ed ero frenato. Tutta la squadra era frenata: qualcuno non si sganciava in avanti come avrebbe dovuto. È stato bravissimo Vycpalek a cambiare la marcatura su Rivera. Una soluzione indovinata. Ho potuto spingermi più avanti e le cose sono migliorate. Tutto sommato non possiamo lamentarci ». 
Rivera ha segnato il gol del pareggio approfittando del fatto che Marchetti era abbagliato dal sole, 
"Ho visto Bigon crossare, poi più nulla — dice Marchetti. Peccato: avevamo la vittoria a portata di mano. Il Milan è forte, ma noi possiamo tenergli testa. Il campionato è tutto da decidere. Della mia prestazione sono abbastanza soddisfatto. Non posso essere nelle migliori condizioni. La mia stagione è praticamente cominciata ora ». 
Morini spiega che 
"Bigon è stato molto fortunato nell'azione del primo gol. Zoff c'è rimasto un po' male per le due reti incassate: lì Bigon aveva due uomini addosso, io non ho ritenuto d'intervenire. Il milanista è stato più svelto di tutti. Sul secondo il cross di Bigon era teso. A Rivera è andata bene ». 
Spinosi ammette di essersi trovato in difficoltà con Chiarugi: 
« La mia non è stata una prestazione eccellente. Non sempre si può rendere al massimo. Inoltre il Milan giocava di rimessa e le punte avevano molto spazio a disposizione. Il risultato è giusto anche se abbiamo sfiorato il successo." 
Cuccureddu attribuisce anche al caldo certi sbandamenti della squadra nel primo tempo:
« Potevamo compromettere il risultato. Non si riusciva a trovare la posizione giusta. Altafini, però, si è mosso. Nella ripresa, invece, potevamo vincere. Credo di aver fatto la mia parte ».
Infine Capello. Il « regista », come i suoi compagni, si rammarica per la vittoria sfuggita, ma riconosce che nel primo tempo il Milan aveva meritato di passare in vantaggio.  
Bruno Bernardi




gol

juventus

juventus

milan

juve

milan

gol

giornale

gol

gol

juve

maglie












sabato 30 maggio 2026

30 Maggio 1973: Juventus - Ajax

É il 30 Maggio 1973 e Juventus ed Ajax Amsterdam si sfidano nella Finale (gara unica) della Coppa dei Campioni 1972-73 allo Stadio 'Crvena Zvezda - Marakaná' di Belgrado (Jugoslavia).

La Juve allenata in panchina da Cestmir Vycpalek si appresta a vincere il suo quindicesimo Scudetto anche se ad una giornata dal termine sembrerebbe che il Milan si possa fregiare della tanto osannata Stella del decimo tricolore. Ma una sconfitta inattesa a Verona ribalta tutto in quella che e' tutt'oggi famosa come la 'Fatal Verona'.

Per quanto riguarda il fronte europeo, i bianconeri si vedono sfilare da sotto le mani il massimo alloro continentale dalla squadra del momento. Questo Ajax é l'emblema principale del gioco totale olandese. Sará solo la prima di tante delusioni europee per la Vecchia Signora.

Buona Visione! 

 

 

juve


Stagione 1972-73 - Coppa dei Campione - Finale
Belgrado - Stadio Crvena Zvezda - Marakaná
Mercoledì 30 Maggio 1973 ore 20.30
JUVENTUS-AJAX 0-1
Marcatore: 5' Rep

Juventus: Zoff, G. Marchetti, Longobucco, Furino, Morini, Salvadore, Altafini, Causio (73' Cuccureddu), Anastasi, F. Capello, R. Bettega (63' Haller)
Allenatore: Cestmir Vycpalek

Ajax: Stuy, Suurbier, Krol, Neeskens, Hulshoff, Blankenburg, Rep, Haan, Cruijff, G. Muhren, Keizer
Allenatore: Stefan Kovacs

Arbitro: Gugolovic (Jugoslavia)
Ammonizione: Furino (J)



Vycpalek, o chi per lui, rimescolava le carte. Decise infine di sorprendere l’Ajax con uno schieramento sin troppo offensivo: tre punte, con Altafini in campo dal primo minuto accanto a Bettega e Anastasi, più Causio. Ne fu sguarnito il centrocampo, dal quale venne escluso l’elemento più in forma, Cuccureddu, il fresco uomo-scudetto. Non si rivelò una scelta felice e fu inutile correre ai ripari a latte versato. Anche la rinuncia ad Haller, dall’impagabile esperienza internazionale, non fu una buona trovata. Una Juve presuntuosa sulla carta e spaurita in campo.

All’Ajax bastarono, appunto, quattro minuti. Poi mascherò la sua stanchezza, e il suo goliardico approccio alla gara, con il mestiere e il palleggio. La Juve non si accorse mai che l’Ajax, quell’Ajax, era una tigre di carta. Ne subì il fascino, non seppe mai aggredirla. In sostanza, perse senza giocare, alimentando una leggenda che la voleva irresistibile in patria ma inerme in campo internazionale. Dovette arrivare Trapattoni per abbattere il tabù e lanciare la Juve anche in Europa.

fatto: Ajax-Juve 1973: malgrado Belgrado 




juve

juve

ajax

juve

cruijff

rep

hurrá

hurrá

hurrá

hurrá

ajax

ajax

ajax


maglie





 



mercoledì 20 maggio 2026

20 Maggio 1973: Roma - Juventus

É il 20 Maggio 1973 e Roma e Juventus si sfidano nella quindicesima (ed ultima) giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1972-73 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

La Juve allenata in panchina da Cestmir Vycpalek si appresta a vincere il suo quindicesimo Scudetto anche se ad una giornata dal termine sembrerebbe che il Milan si possa fregiare della tanto osannata Stella del decimo tricolore. Ma una sconfitta inattesa a Verona ribalta tutto in quella che é tutt'oggi famosa come la 'Fatal Verona'. 

Dall'altre parte c'é una Roma che disputa un campiontato molto al di sotto delle proprie attese. Sará infatti un impresa riuscire ad evitare una clamorosa retrocessione in Serie B.

Buona Visione!


 

roma


Stagione 1972-1973 - Campionato di Serie A - 15 ritorno
Roma - Stadio Olimpico
domenica 20 maggio 1973 ore 16:00 
ROMA-JUVENTUS 1-2
MARCATORI: Spadoni 29, Altafini 61, Cuccureddu 87

ROMA: Ginulfi, Bertini, Liguori, Salvori, Bet, Santarini, Morini G., Franzot, Orazi, Spadoni, Scaratti
A disposizione: Sulfaro, Muiesan 
Allenatore: Antonio Trebiciani

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Longobucco, Furino, Morini, Marchetti G., Haller (Altafini 46), Causio, (c) Anastasi, Capello F., Bettega R. 
A disposizione: Piloni
Allenatore: Cestmir Vycpalek

ARBITRO: Lo Bello C.





Dopo il gol di Spadoni la carica di Altafini e rete bomba di Cuccureddu 
La grande rincorsa dell'Olimpico 
I bianconeri più forti dello scirocco romano 

Dal nostro inviato speciale
Roma, 20 maggio. 

Scudetto a tre minuti dalla fine del campionato: urla, bandiere, lacrime hanno accompagnato la botta di Cuccureddu. La fine di un incubo, l'inizio di un sogno, la conclusione di una giornata che rimarrà storica per il nostro calcio. Una Roma orgogliosa, irriducibile, combattiva, finalmente in grado di esprimersi al meglio in quanto libera dalla paura della retrocessione, ha fatto penare sino alla fine i bianconeri, che guardavano increduli a quel tabellone luminoso che registrava il clamoroso passivo del Milan a Verona. Doveva farli gioire quel risultato, pareva invece una maledizione. E dopo il gol del due a uno, un ultimo sussulto: per una errata segnalazione, la rete del Napoli era diventata un gol di Chinaglia. Ancora tre minuti di paura, con la Roma che tentava attacchi disperati, poi lo scudetto, senza più dubbi. Ed ora l'Aiax, adesso Belgrado. 

Una sofferenza, non una partita. Un sole da piena estate picchiava sul prato dell'Olimpico, togliendo ogni energia. La. Juventus già ne aveva poca, forse era andata in campo convinta che avesse ragione Rocco secondo il quale 
« l'ultima giornata è come l'ultima tappa del Giro, non cambia nulla ». 
Poi, ulteriore mazzata, l'errore di Haller, la distrazione della difesa, il gol di Spadoni. I bianconeri rientravano in campo per il riposo a capo chino, Vycpalek: rosso in viso per il gran sgolarsi. Dieci volte li aveva spinti in avanti, ma le gambe sembravano non rispondere alla volontà. Solo il magnifico Furino e Longobucco (che si era ripreso dopo un inizio disastroso) trovavano la forza per sradicare la palla dal centrocampo pieno di romanisti e portarla avanti, verso Ginolfi. La Juventus rientrava sul campo fuori causa.  
Stando ai risultati, in quel momento lo scudetto era un fatto privato di Milan e Lazio. In testa al gruppo Altafini, inserito al posto di Haller. José ancora una volta suonava la carica, la seconda carica dopo quella di Budapest. Se anche lui non poteva fare miracoli, almeno l'esempio era vivo, forti gli incitamenti ai compagni, rabbioso il batter di mani con il quale chiedeva la palla agli avanzanti Cuccureddu, Marchetti, Longobucco, Causio.  
La Roma accusava il gran correre del primo tempo, a tratti era schiacciata, ma c'era sempre un piede a respingere, e dopo tutti un Ginolfi che faceva miracoli, mentre Salvori e Scaratti uscivano per condurre pericolosi contropiede ai quali per fortuna dava scarsa collaborazione lo stordito Orazi. Cominciava la partita vera, come se ventinove giornate di campionato non avessero rappresentato nulla. Il Milan era ormai fuori causa, il risultato di Verona poneva la Juventus di fronte ad un impegno tremendo: adesso tocca a voi, vediamo se sapete approfittare della situazione. C'era subito da cancellare il gol di Spadoni, la botta amara di un primo tempo nel quale peraltro la Roma aveva ben meritato.  
Una botta arrivata al 29' minuto, quando su una manovra di Salvori, Morini aveva deviato di testa in direzione di Zoff una palla balorda che Causio aveva stoppato, e lanciato fuori area verso Haller. Il tedesco aveva mezzo campo davanti in cui galoppare, invece toccava basso indietro per cercare un pericoloso «triangolo». Tutti i compagni avevano fatto un passo avanti, il pallone filtrava attraverso i difensori ed arrivava a Spadoni che solo, con tutta comodità, aveva il tempo di stoppare, girarsi e battere Zoff con una staffilata bassa sulla sinistra del portiere. Un gol pazzesco, una palla al piede per la Juve che iniziava la ripresa più convinta, più decisa, anche se le energie non erano tante.  
Liguori, sino ad allora custode di Haller, passava su Altafini. Ferme le altre coppie: Bet-Anastasi, Franzot-Furino, Salvori-Capello, Scaratti-Cuccureddu, Bertini-Bettega, Morini-Causio. Altafini si guadagnava subito una punizione, poi infilava Ginolfi ma in netta posizione di fuori gioco. Sulla sua spinta, tutta la squadra si muoveva più convinta. Al 9' c'era l'illusione del pareggio. Avanzava Longobucco, che scagliava una bordata trasversale sulla quale Ginolfi si distendeva per deviare sul montante. Lesto Altafini arrivava sul pallone, evitava il palo, depositava in rete. Lo Bello non concedeva il punto: José era ancora in fuori gioco, ma stavolta era almeno lecito qualche dubbio, malgrado la testimonianza del guardalinee a bandiera alzata.  
Pareva una gara segnata, per la Juventus. Al 14' ancora José in zona-tiro sul tocco breve di Causio, ma Ginolfi si opponeva in tuffo alla stangata dell'avversario. Al 17' finalmente, il pareggio. Punizione calciata da Causio nel folto, con Altafini pronto a mettere la fronte per una deviazione quasi impercettibile, ma sufficiente ad ingannare il portiere. La Roma aveva un sussulto rabbioso, toccava a Zoff guadagnarsi la sua parte di scudetto: su una botta trasversale di Spadoni, Dino volava sulla sua sinistra per mettere in angolo, evitando un contraccolpo che gli avrebbe definitivamente affondati. 
Veniva bene fuori dalle retrovie Marchetti, sino a quel momento in ombra, cercava di concentrarsi un po' più lo svagato Causio, Bettega tentava di mettere il piede con maggiore convinzione. Passare, però, non era facile. La Roma faceva barriera alla meglio, e se in contropiede e a più spenta, davanti a Ginolfi faceva muro con rabbia. La Juve tentava il tutto per tutto negli ultimi quindici minuti. Morini in retrovia cercava di non sentire il dolore per una distorsione alla caviglia, in modo che Marchetti potesse proiettarsi stabilmente sul centrocampo. Una stangata di Cuccureddu a filo di montante, un dribbling capolavoro di Altafini, con tiro respinto con le gambe da Ginolfi poi — al 42' — lo scudetto.  
Dopo una punizione di Causio, per fallo di Morini a gamba tesa, la palla finiva in corner. Calciava dalla bandierina ancora Causio, la palla gli ritornava e dal fondo il bianconero alzava un pallonetto che pareva sprecato, Bertini metteva fuori area di testa, Cuccureddu arrivava in corsa, controllava alla meglio, faceva partire una botta dal basso in alto. Una staffilata piena di rabbia, di disperazione. Ginolfi annaspava, il bolide picchiava sotto la traversa e rimbalzava in rete.  
Il dottor La Neve e Vycpalek si alzavano di scatto dalla panchina, era la vittoria, era la conferma del titolo. Ancora tre minuti con il cuore in gola e l'orecchio a Napoli, poi il trionfo. 

Bruno Perucca 





josé

roma

juventus

roma

roma

roma

roma

roma

roma

juventus
roma

maglia







sabato 13 settembre 2025

13 Settembre 1972: Olympique Marsiglia - Juventus

É il 13 Settembre 1972 e Olympique Marsiglia e Juventus si sfidano nella gara di andata dei Sedicesimi di finale della Coppa dei Campioni 1972-73 allo 'Stade de Gerland' di Lione (Francia).

La Juve allenata in panchina da Cestmir Vycpalek si appresta a vincere il suo quindicesimo Scudetto anche se ad una giornata dal termine sembrerebbe che il Milan si possa fregiare della tanto osannata Stella del decimo tricolore. Ma una sconfitta inattesa a Verona ribalta tutto in quella che e' tutt'oggi famosa come la 'Fatal Verona'.

Per quanto riguarda il fronte europeo, i bianconeri si vedono sfilare da sotto le mani il massimo alloro continentale dalla squadra del momento. La sfidante in finale é l' Ajax - l'emblema principale del gioco totale olandese. 

Sará solo la prima di tante delusioni europee per la Vecchia Signora.

Buona Visione!  



om



Stagione 1972-1973 - Coppa dei Campioni - Sedicesimi, andata
Lione - Stade de Gerland
mercoledì 13 settembre 1972 ore 20:30 
OLYMPIQUE MARSIGLIA-JUVENTUS 1-0
MARCATORI: Bonnel 52

OLYMPIQUE MARSIGLIA: Carnus, Lopez, Bosquier, Zvunka, Kula, Buigues, Gress, Magnusson, Bonnel, Franceschetti, Leclercq
A disposizione: Gili, Le Boedec, Emon
Allenatore: Mario Zatelli - Kurt Linder

JUVENTUS: Zoff, Spinosi, Marchetti G., Furino, Morini, (c) Salvadore, Causio, Cuccureddu, Anastasi, Capello F., Haller (Bettega R. 87)
A disposizione: Piloni, Longobucco, Savoldi, Altafini
Allenatore: Cestmir Vycpalek

ARBITRO: Biwersi (Germania Ovest)




Il via da ieri a tutte le Coppe internazionali del calcio 
La Juventus battuta (0-1) a Lione 
Al 53' autorete di Salvadore su colpo di testa di Bonnel 
I bianconeri avevano dominato nel primo tempo con buoni spunti di Causio
Vivace reazione dei juventini nella ripresa
I francesi privi di tre titolari
La partita a Lione davanti a 25.000 spettatori 
E' la quinta volta che i torinesi si battono per il titolo europeo 
Un minuto di silenzio in memoria dei dirigenti Zambelli e Bobini 

Lione. 13 settembre. La Juventus é tornata in Coppa dei Campioni dopo quattro anni e per la quinta volta. Purtroppo, è stato un esordio negativo: la squadra bianconera ha sciupato moltissimo. Il club francese, privo dello squalificato Soblar e degli l'infortunati Novi e Nagy ha approfittato di un'autorete di Salvadore per conquistare questo insperato successo. A Torino, nel retour-match del 27 settembre, i titolari assetti  ritorneranno, dando più sicurezza. Si è giocato sul campo neutro di Lione in seguito alla squalifica del terreno di Marsiglia per le intemperanze del pubblico. Lo stadio « Gerland » presenta larghi vuoti. Non più di 25 mila spettatori assistono all'incontro: i lionesi non hanno risposto al richiamo della Coppa. Una sorda rivalitá divide l'Olympique di Lione dall'Olympiqué Marsiglia. Dal Sud della Francia sono arrivati invece a migliaia. Numerosa e compatta la rappresentanza di tifosi italiani. Spiccano gli striscioni dei Juventus Club di Torino, di Borgaro di Groppello e di Busto Arsizio, di Finale Emilia e altri.  
Mezz'ora prima che l'incontro cominci un tifoso marsigliese, in barba ai reticolati, entra in campo per sventolare la bandiera del club, imitato poco dopo da un tifoso juventino. Il tifo dei marsigliesi esplode all'ingresso delle squadre in campo. La Juventus si presenta, per non confondersi con le maglie degli avversari, in azzurro (quasi un monito per per Valcarcggi che è in tribuna e domani stilerà l'elenco dei convocati per l'incontro con la Jugoslavia in programma a Torino il 20 settembre. In divisa bianca gli avversari.  
Prima del via l'arbitro fa osservare un minuto di silenzio alla memoria di due dirigenti, uno per club (per la Juventus l'ex vice-presidente Sandro Zambelli e, per l'Olympique l'ex presidente Pierre Bobini scomparsi). 
L'Olympique gioca con una sola punta Franceschetti sul quale si piazza Morivi. Magnusson arretra sulla linea del centrocampista, seguito da Spinosi su Leclercq che somiglia a Dell'Angelo, c'è Marchetti. 
Bonnel è « curato » da Capello Gress seguito da Furino, e Buigues marcato da Cuccureddu. Anche la Juventus inizialmente si adegua alla tattica dei transalpini. C'è Anastasi avanzato (gli montano in guardia Zvunka e il «libero» Bosquier). Haller sta un po' arretrato ed è seguito da Lopez. Su Causio c'è Kula. Le due squadre cominciano la gara studiandosi con prudenza. Nessuno vuole rischiare.  
Il ritmo è piuttosto blando, il livello tecnico modesto. Il gioco non scorre fluido. Dopo alcuni innocui tentativi dei francesi, si sgancia in avanti Bosquier che impegna Zoff nella prima parata. Una parata di ordinaria amministrazione. L'Olympique cerca di mantenere il più a lungo possibile il possesso del pallone. Tenta così di sorprendere la Juventus con degli improvvisi "affondo".  
Al 16', Leclercq si lancia in avanti, tocca a Buigues che invita alla conclusione Franceschetti: il suo tiro e nettamente fuori bersaglio. La Juventus incomincia a farsi sentire, il suo gioco prende consistenza. Al 18' Causio si porta sulla soglia dell'area di rigore marsigliese, tenta dì scavalcare con un pallonetto Bosquier. Il « libero » si aiuta con la mano, ma l'arbitro considera involontaria l'infrazione e lascia correre. Capello sospinge i compagni e la squadra cresce dì tono. Il « regista » scatta in profondità, entra in area, scambia molto ache con Anastasi, riceve ma, anziché « sparare » a rete, tenta il pallonetto a sorpresa e Camus para con tutta comodità.  
Dopo questa occasione da gol la Juventus insiste. C'è un cross da sinistra di Spinosi, intercettato dalla difesa marsigliese. Riparte in avanti il Marsiglia. Marchetti anticipa Leclercq sulla tre quarti di campo e lancia Anastasi. Il centravanti controlla il pallone e apre sulla destra, verso Causio che punta a rete. Causio supera in « tunnel » Buigues ma tira oltre la traversa. Lo spunto di Causio è sottolineato da applausi. É il momento dei bianconeri che premono sull'acceleratore. Ancora Causio si invola sulla destra, cede il pallone a Cuccureddu che traversa al centro. Buigues è sul pallone, ma ha un attiimo dì esitazione, concede a Furino una buona occasione: il mediano sì avventa ma la mira è sbagliata e la palla termina a lato.  
Sul piano tecnico la Juventus appare nettamente superiore all'Olympique, manca però quel pizzico di convinzione in più per andare in gol. I bianconeri sono padroni assoluti del centrocampo ma, sotto rete, lasciano un po' a desiderare. L'iniziativa passa per un istante ai francesi che effetivano un tiro con Bosquier a lato. Al 32' Zvunka si scontra con Anastasi che involontariamente lo colpisce all'anca sinistra e deve uscire dal campo per sottoporsi alle cure del caso. Non sì tratta di cosa grave: il capitano, poco dopo, riprende il suo posto. Il primo tempo si conclude a reti inviolate. La Juventus avrebbe potuto assicurarsi uno o due gol di vantaggio. Un po' l'emozione per questo debutto internazionale, un po' la diffidenza derivata dal fatto che non si conosceva bene questa Olympique hanno frenato lo slancio dei bianconeri. Modesto lavoro di penetrazione dei campioni d'Italia, del tutto inconsistente quello dei transalpini. Anastasi è troppo solo in avanti e gli inserimenti dalle retrovie non sempre avvengono con la necessaria tempestività. Buono l'apporto dato da Cuccureddu nella fase iniziale. Sicuri Spinosi, Marchetti a Marini. Su un livello di ordinaria amministrazione Hailer e Salvadore. Causio s'è reso protagonista di spunti vivaci, mentre Anastasi si é mosso con intelligenza e altruismo, anche se gli è mancata una « spalla » con la quale dialogare da vicino. 
La ripresa prosegue sulla falsariga del primo tempo. Il gioco della Juventus ricalca quello delle ultime gare di Coppa Italia. I bianconeri sembrano « paralizzati » forse è meglio dire frenati. Al 5' si rendono pericolosi nei pressi di Camus: Cuccureddu effettua un cross da destra verso sinistra, sotto porta. La palla perviene a Capello, che di testa la indirizza verso l'altro palo. Zvunka devia in calcio d'angolo. Si scuotono i francesi. Magnusson lancia in profondità Leclercq, che è fermato molto bene da Salvadore. All'8' è gol! Dalla bandierina batte Leclercq, a parabola, verso Bonnel che di testa schiaccia a rete. Il pallone carambola sul braccio di Salvadore sorprende nettamente Zoff: 1 a 0. Doccia fredda per i campioni d'Italia costretti a rimontare una rete del tutto inattesa. La reazione dei bianconeri è immediata e produce un calcio di punizione battuto da Cuccureddu e parato da Camus. Bosquier viene ammonito per scorrettezze, mentre la Juventus insiste in « forcing » all'offensiva.  
All'15' c'è un fallo di Zvunka appena dentro l'area su Anastasi. « Pietruzzu » resta a terra dolorante, ma l'arbitro fa proseguire il gioco. L'aggressione della Juventus è disordinata. I bianconeri creano due clamorose occasioni da gol: la prima al 17'. Lungo lancio di Haller per Causio che scatta in contropiede e centra dal fondo. Anastasi davanti alla porta semispalancata tocca di piatto e fallisce clamorosamente il bersaglio a poco più di due passi da Camus. Dopo questo errore Anastasi sì batte caparbiamente e due minuti dopo effettua un bel cross per Capello che di testa, da posizione favorevolissima, conclude oltre la traversa.  
Vycpalek si alza dalla panchina per incitare i suoi a non demoralizzarsi. Cresce l'affanno fra i bianconeri che si lanciano a testa bassa alla ricerca del pareggio. Anastasi continua a battersi con grande impegno, assecondato da Capello che alla mezz'ora effettua un tiro parato da Camus. La pressione territoriale dalla Juventus è senza esito. Il Marsiglia è tutto arroccato nella propria metà campo in difesa di quell'unico gol. Alla manovra d'attacco bianconera partecipa anche Salvadore. Poi al 36" si registra un gran tiro di Cuccureddu da 25 metri, che Camus, con un bel balzo, devia in angolo. La Juventus rifiata, ne approfitta l'Olympique per tornare a farsi minaccioso nei pressi di Zoff. Al 41' c'è una « folgore » improvvisa di Leclercq che Zoff riesce a respingere.  
La situazione, con il passare dei minuti, si fa drammatica per i campioni d'Italia. Le idee sono un po' annebbiate, la fatica si fa sentire. Si alzano al cielo i canti dei tifosi marsigliesi. Vycpalek, perso per perso, decide di tentare la carta-Bettega. L'attaccante si sfila la tuta, compie qualche esercizio di riscaldamento ed entra in campo al 43' al posto di Haller. Per Bettega è l'esordio in Coppa dei Campioni, un breve esordio. Bettega ha sofferto in panchina, ha incitato i suoi compagni e adesso cerca di aiutarti. Troppo tardi. Riesce appena a toccare un pallone, pochi secondi dopo l'arbitro fischia la fine. Così la Juventus, sciupona, autolesionista, e sotto certi aspetti irriconoscibile, lascia il campo sconfitta. É un risultato a sorpresa, un risultato che avrebbe potuto essere ben diverso se la squadra di Vycpalek fosse apparsa mano contratta, più convinta, meno emozionata. Adesso la squadra bianconera punterà tutto sul «ritorno» e, a Torino, dovrà vincere con due gol di scarto per poter sperare di superare il turno. Se dovesse vincere per uno a zero sarebbe costretta a disputare i tempi supplementari. 

Bruno Bernardi





om

juve

om

juve

om

om

Lo scambio di gagliardetti tra Salvadore e Zvuka prima della partita



om

om

om

om

maglie