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domenica 7 giugno 2026

7 Giugno 1995: Juventus - Parma

É il 7 Giugno 1995 Juventus Parma si sfidano nella Finale (Gara di Andata) della Coppa Italia 1994-95  allo Stadio 'delle Alpi' di Torino

La Juventus dopo anni di magra si appresta a vincere il suo ventitreesimo scudetto con il nuovo allenatore Marcello Lippi

Il Parma dal canto suo contende ai bianconeri ben tre tornei in questa stagione. Persa quindi sia la lotta scudetto sia quella per la Coppa Italia, i gialloblu si fanno valere almeno sul palcoscenico europeo. Vincono infatti la Coppa UEFA nel doppio confronto a Milano ed in Emilia.

Buona Visione! 

 


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Stagione 1994-1995 - Coppa Italia - Finale, andata
Torino - Stadio Delle Alpi
mercoledì 7 giugno 1995 ore 20.45
JUVENTUS-PARMA 1-0
MARCATORI: Porrini 10

JUVENTUS: Rampulla (Squizzi 70), Ferrara C., Orlando A., Torricelli, Porrini, Paulo Sousa (Fusi 80), Di Livio, Deschamps (Marocchi 61), Vialli, Del Piero, Ravanelli
Allenatore: Marcello Lippi

PARMA: Bucci, Mussi, Di Chiara, Minotti, Apolloni, Fernando Couto, Branca, Baggio D. (Asprilla 82), Crippa, Zola, Pin G. (Fiore 76)
Allenatore: Nevio Scala

ARBITRO: Amendolia



Di Livio il sette polmoni 
Orlando, che piacevole riscoperta 
 
RAMPULLA 6. Il modo in cui si proietta fuori porta dà i brividi (al 13' su cross di Zola che crea un'azione da gol, poi catapultandosi in ritardo per due volte sul sardo che per poco non infila la porta vuota). E' nel suo stile di portiere avventuroso, alla sua età non cambia. Ma è bravo a recuperare quando meno l'aspetti. Salva su Branca che gli arriva davanti, solo. Gioca la ripresa con la sinistra fuori uso per uno scontro, esce e dubitiamo che recuperi per il ritorno. 
(Dal 25' st Squizzi 6,5: salva su Branca) 
FERRARA 6,5. Buona prestazione. Conosce Zola quanto suo fratello e se gli capita a tiro lo blocca inesorabilmente. Con Branca la mette sul fisico. Come usano i centrali Lappanti tenta anche il gol di testa su azione dall'angolo, Bucci si trova la palla sui pugni. 
ORLANDO 6,5. Migliora tranne che nella precisione del passaggio lungo. Lancia in verticale, tenta il tiro: ha un sinistro insidioso e lo prova al 35' quando colpisce il palo su punizione. 
TORRICELLI 6,5. Difensore a destra, frena Crippa o Di Chiara, tampona con generosità. 
PORRINI 6,5. Un gol di Coppa, come a Dortmund. Questa volta il colpo di testa gli è più facile perchè Bucci e Dino Baggio lo favoriscono: sfrutta con prontezza. In difesa fa il suo. 
SOUSA 6. Avverte il peso di una stagione logorante come non gli capitava in Portogallo, dove il campionato si decide in 6 partite e il resto è vacanza. Si muove ma non ha più l'intuizione dei mesi scorsi, recupera meno palloni e ne serve con parsimonia. Il gioco della Juve ne risente nel ritmo. 
(Dal 35' st Fusi sv). 
DI LIVIO 7. E' dalla sua parte che il Parma ha più energia e lo prende in mezzo con Crippa (più centrale) e Di Chiara che va in sprint sulla fascia. Salva al 15' della ripresa un gol quasi certo di Crippa. Ha 7 polmoni: li usa tutti per spingere l'azione verso Bucci. 
DESCHAMPS 5,5. Gioca come su una patinoire, scivola che è un piacere cercando il contrasto che ora gli riesce meno. Ha bisogno di riposo. 
(Dal 16' st Marocchi 6) 
VIALLI 6. Roba da fine stagione. Con la lingua penzoloni il Gianlucaccio crea l'occasione migliore al 31' del primo tempo, con mestiere, impegnando Bucci. Che non sia lucido lo dimostra una «ciccata» al volo, come gli capita raramente. 
DEL PIERO 6,5. Il più dinamico del trio, anche il più fresco dal momento che è stato utilizzato meno. Dal suo piede parte il cross dell'1-0, impegna Bucci da lontano, non riesce però a creare pericoli quando scalla puntando l'uomo. La strada per la riproposizione di un nuovo Baggio è lunga. Ma può farcela. 
RAVANELLI 6. Come Vialli, qualcosina meno. Il Grigio e fatto così, se non sente l'impegno fatica a dare il meglio. Aiuta soprattutto in fase difensiva 

 

BUCCI 7. Molto incerto sul gol si riscatta con interventi scenici ma efficaci sui tiri di Vialli, Del Piero e Marocchi. 
MUSSI 6,5. Il Parma si rende pericoloso quando lui scende a destra e Di Chiara lo imita a sinistra. Non trova l'affondo personale in porta come potrebbe. 
DI CHIARA 7. Stesso discorso di Mussi, con più vitalità. MINOTTI 6. Non ha colore questo suo modo di giocare libero, soprattutto se non avanza a tentare il colpaccio, come ieri sera. 
APOLLONI 6. Il colore lui ce l'ha: il rosso fuoco dei capelli. Dicono sia segno di carattere rissoso, un po' ci prova specialmente con Vialli, ma senza esagerare. Non è partita da duri. 
COUTO 6. Lo ricordiamo giganteggiare, nonostante il passivo, in campionato. Questa volta si limita a bloccare gli spazi aerei e a sparacchiare in avanti: un Interceptor poco animoso. 
BRANCA 6,5. Ovunque va, fatica a trovare posto. Eppure ci piace il suo modo di lottare su ogni palla: crea un paio di pericoli, smarca i compagni. Sbaglia però davanti a Rampulla. 
BAGGIO D. 5. Dice il collega Beccantini: sta giocando così male che è pronto per il gol. Esperienza insegna. Invece questa volta non segna, esce tra i fischi. 
(Dal 37' st Asprìlla sv: gioca arretrato, quasi non lo si nota). 
CRIPPA 6,5. Il più odiato dagli juventini è però un motore indispensabile nella spinta del Parma. Rampulla gli nega il gol. 
ZOLA 5,5. Destino amaro nei suoi match con la Juve. Anche questa volta sbarella, con l'aggravante di due occasioni sbagliate a porta vuota (soprattutto nella ripresa) 
PIN 6,5. Buon controllore di Sousa, con il suo passetto rapido 
(Dal 31'st Fiore sv). 

L'arbitro AMENDOLIA 7. Incerta solo una decisione su Branca in area che ci pare giudichi esattamente Couto lo centra alla testa con un tiracelo poderoso: poi diciamo che i nostri arbitri han la capoccia tenera. 

Marco Ansaldo
tratto da: La Stampa 8 giugno 1995





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giovedì 21 maggio 2026

21 Maggio 1995: Juventus - Parma

É il 21 Maggio 1995 Juventus Parma si sfidano nella quindicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1994-95  allo 'Stadio delle Alpi' di Torino.

La Juventus dopo anni di magra si appresta a vincere il suo ventitreesimo scudetto con il nuovo allenatore Marcello Lippi. Il Parma dal canto suo contende ai bianconeri ben tre tornei in questa stagione. Persa quindi sia la lotta scudetto sia quella per la Coppa Italia, i gialloblu si fanno valere almeno sul palcoscenico europeo. Vincono infatti la Coppa UEFA nel doppio confronto a Milano ed in Emilia.

Buona Visione!




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Stagione 1994-1995 - Campionato di Serie A - 15 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
domenica 21 maggio 1995 ore 16:00 
JUVENTUS-PARMA 4-0
MARCATORI: Ravanelli 11, Deschamps 37, Vialli 64, Ravanelli 68

JUVENTUS: Rampulla, Torricelli, Jarni, Tacchinardi, Porrini, Paulo Sousa, Di Livio, Deschamps, Vialli (Marocchi 84), (c) Baggio R. (Del Piero 82), Ravanelli
A disposizione: Peruzzi, Fusi, Orlando Al. 
Allenatore: Marcello Lippi

PARMA: Bucci, Mussi, Di Chiara, Minotti, Susic, Fernando Couto, Fiore, Baggio D., Crippa, Zola, Asprilla
A disposizione: Galli G., Castellini, Benarrivo, Pin, Brolin
Allenatore: Nevio Scala

ARBITRO: Ceccarini
AMMONIZIONI: Crippa, Bucci (Parma)



Il 23° tricolore arriva con due giornate d'anticipo 
Quattro gol per la festa scudetto 
Ravanelli (2), Deschamps e Vialli spengono il Parma 

TORINO. Il suo scudetto, la Juventus lo conquista di slancio, avventandosi su un Parma satollo. Quattro gol per incorniciare una cavalcata memorabile, Ravanelli, Deschamps, Vialli, ancora Ravanelli, e ristabilire le distanze a nove anni dall'ultimo hurrà e a soli quattro giorni dal brindisi degli acerrimi rivali in Coppa Uefa. Non c'è partita, un po' perché i destini erano già stati scavati dalla classifica, e un po' perché i furori degli uni non potevano umanamente non soverchiare i languori degli altri.  
La Juve domina in lungo e in largo. Non c'è Dino Baggio che tenga, questa volta. Difesa in linea, con Tacchinardi abile nel calarsi nei panni di «libero», centrocampo ardente, tridente martellante. Una cannonata di Sousa, respinta di pugno da Bucci, introduce la sarabanda. Nel tabellino dei marcatori non c'è traccia di Roberto Baggio e questa, a ben vedere, è l'unica ingiustizia di un pomeriggio trionfale. 
Coccolatissimo dai tifosi, e già splendido rifinitore a San Siro, il Codino propizia tre reti.  
La prima all'11', recuperando un pallone svirgolato da Susic a metà campo e imbeccando Ravanelli, in flagrante contropiede. Il Grigione schizza via, scarta il trafelato Susic e dalla lunetta, d'interno sinistro, infila l'angolino alla destra del portiere.  
Il secondo al 38', su invito di Ravanelli: il piccolo Buddha smarca di tacco Deschamps, che di piatto sinistro folgora il portiere.  
Il terzo nella ripresa, al 19': tocco morbido e verticale, destinatario Vialli, che anticipa Couto, resiste a Minotti e, sempre di sinistro, insacca fra le gambe del portiere. Gira e rigira, soltanto la quarta gemma non appartiene alla collana di «Raffaello»: lancio di Sousa, cross di Vialli, destro malizioso di Ravanelli. Il Parma fa atto di presenza. I veleni del mercoledì milanese affiorano ogni tanto: Couto e Vialli, Crippa e Deschamps, Tacchinardi e Asprilla, Asprilla e Porrini se la giurano. Per fortuna, la brezza estiva e l'aria di festa disperdono i fiammiferi.  
La Juve ha fretta, il suo popolo pure. Per un tempo, non lascia agli avversari che una punizione di uno svagato Minotti, fuori di poco. Peccato per quell'odioso buuuuu nei confronti di Asprilla: non è una novità, purtroppo. Il migliore del Parma è Couto, subito a terra dopo una collisione aerea con Ravanelli, il migliore della Juve, al pari del Codino. 
Fra i meno molli, Mussi e Di Chiara. Le gambe chissà dove, viceversa, Asprilla e Zola. La raffica di gol toglie pathos all'atto estremo di un campionato che, da Parma al Parma, Madama ha quasi sempre condotto a passo di carica. Ammesso che possa interessare, Ceccarini dirige senza sbavature. Lippi avvicenda Roberto Baggio, acciaccato, con Del Piero e Vialli con Marocchi; Scala, nessuno. A centrocampo, Paulo Sousa, Deschamps e Di Livio stritolano Fiore, Dinone e Crippa. Proprio BaggioDue potrebbe riaprire la contesa nel secondo tempo, al 10', ma la zampata è centrale e Rampulla gli si butta ai piedi, pronto a intercettare, anche, il tap-in di Asprilla. Al 32', ci prova Crippa, gran tiro e gran parata di Rampulla, poi graziato da uno Zola in palese riserva. 
Coriandoli di cronaca, in un mare di ole, con Torricelli fra i distributori sommi della melina conclusiva, persino troppo irridente, almeno secondo i nostri gusti. C'è gloria per tutti, anche se soltanto da una parte. Jarni sfodera poderose accelerate, salvo sbagliare, sistematicamente, la gittata del cross: come, per esempio, al 20'. Porrini e Tacchinardi, faccia d'angelo e tacchetti infuocati, imbrigliano Zola e Asprilla.  
Da ricordare, alla fine, non tanto la selvaggia e devastante invasione dei tifosi, quanto il gesto di Nevio Scala, che raccoglie il suo equipaggio all'ingresso degli spogliatoi per applaudire i neo campioni. Una trovata di gran classe. Perché sì, la sfida infinita continua. Sulla Juve regina d'Italia e di giorno e il Parma re di notte e d'Europa incombe, ancora, la Coppa Italia. 

Roberto Beccantini




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domenica 17 maggio 2026

17 Maggio 1995: Juventus - Parma

É il 17 Maggio 1995 Juventus Parma e si sfidano nella Finale di Ritorno della Coppa UEFA 1994-95  allo Stadio 'San Siro - Giuseppe Meazza' di Milano.

La Juventus dopo anni di magra si appresta a vincere il suo ventitreesimo scudetto con il nuovo allenatore Marcello Lippi. Il Parma dal canto suo contende ai bianconeri ben tre tornei in questa stagione. Persa quindi sia la lotta scudetto sia quella per la Coppa Italia, i gialloblu si fanno valere almeno sul palcoscenico europeo.

Vincono infatti la Coppa UEFA nel doppio confronto a Milano ed in Emilia.

Buona Visione!  



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Stagione 1994-1995 - Coppa UEFA - Finale, ritorno
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
mercoledì 17 maggio 1995 ore 20:30 
JUVENTUS-PARMA 1-1
MARCATORI: Vialli 35, Baggio D. 53

JUVENTUS: Peruzzi, Ferrara C., Jarni, Torricelli, Porrini, Paulo Sousa, Di Livio (Carrera M. 82), Marocchi (Del Piero 75), Vialli, (c) Baggio R., Ravanelli
A disposizione: Rampulla, Fusi, Tognon
Allenatore: Marcello Lippi

PARMA: Bucci, Benarrivo (Mussi 46), Di Chiara (Castellini 81), Minotti, Susic, Fernando Couto, Fiore, Baggio D., Crippa, Zola, Asprilla
A disposizione: Galli G., Branca, Brolin
Allenatore: Nevio Scala

ARBITRO: Van der Wijngaert (Belgio)
AMMONIZIONI: Ravanelli 16, Vialli 43, Ferrara C. 63 (Juventus); Fernando Couto 2, Minotti 29, Crippa 47, Asprilla 72, Castellini 86 (Parma)




Robi: mancato il colpo da ko 
«Questa delusione ci darà la spinta per lo scudetto 
Perduto la terza finale da quando sono alla Juve. 
C'è amarezza, perchè nessuno era sceso in campo per divertirsi. Volevamo vincere, ci stavamo riuscendo, disgraziatamente ci è mancato il colpo del ko». 

L'ha assestato invece l'omonimo di Baggio, il Dino ex bianconero e ora anti-Juve per eccellenza. Tre gol per il Parma nelle sfide contro la Signora tra campionato e coppa. Tutti suoi. 
Dice Robi: 
«Bravo Dino, ha segnato reti importanti, è giusto che consideri molto sua questa Coppa. Ha ragione ad esultare, è la sua rivincita. Del resto lo conosco, è uno che non perdona quando ha l'opportunità di segnare. No, non ci ha tagliato le gambe, la sua rete. Certo, tutto è cambiato in campo. C'è stato nervosismo, c'è stata stanchezza, un calo evidente. Ma è normale. Queste sono le finali». 
Lui ne vuole disputare altre, a cominciare da quella di Champions League fra un anno. Nella Juve. diventare un sacrilegio. E anche una perdita di immagine, non solo di incassi se è vero come è vero che gli ultra sono pronti a non sottoscrivere abbonamenti senza il loro Robi. Gli applausi della gente bianconera alla fine sono stati per la Juve e anche per Robi. Sono stati per una squadra che si è battuta per 90' ispirata dal suo leader a tutto campo. Baggio si sente defraudato ma analizza con serenità l'esito della contesa: 
«Meritavamo di più. Il gol del 2-0 e la Coppa erano alla nostra portata. Ma il Parma è stato più abile a sfruttare l'unica occasione avuta. E' il calcio. Perdere la finale spiace soprattutto perchè vola via nel nulla un anno di sacrifici. Basta un particolare a decidere questo tipo di partite. Episodi: che non devono incidere sul morale, sulla grande stagione disputata. Perchè anche questi insuccessi aiutano a crescere e a cementare il gruppo. La delusione in Coppa ci darà la spinta giusta per trionfare domenica, a Torino, in campionato. 

 

"Abbiamo prezzo, dirigenti attenti. Roby = abbonamenti». 
E ancora: 
«Roby con Andrea nel cuore, firma, coppe, tricolore». 
Infine: 
«Lo gridiamo al mondo intero, Roby per sempre in bianconero».

Robi con la y finale, questa è la grafia dell'ultra. E la partita, che partita disputata. A lanciare, correre, crossare, servire palloni belli e importanti. Esultare con Vialli, disperarsi con Torricelli, anzi per Torricelli che poteva dare la Coppa. Ha «perso» la partita ma ha vinto un incontro più importante. Ha dimostrato che può esserci un domani nella Juve, per lui. Perchè senza Robi, togliete le virgole da uno degli striscioni, non ci sono coppe, non ci sono scudetti. Da qui a domenica forse non sarà il tempo adatto a mettere d'accordo società e giocatore. Ma è chiaro che, dopo ieri, le parti si devono essere per forza riavvicinate. Il distacco oggi sarebbe più duro, difficile da capire per chi, tra i tifosi, lo ama senza più contrasti, incondizionatamente. Rinunciare a questo Baggio rischia di 
«Meritavamo di più» 
E gli striscioni dei fans pretendono che rimanga 

Franco Badolato





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giovedì 7 maggio 2026

7 Maggio 2000: Juventus - Parma

È il 7 maggio 2000 Juventus e Parma si sfidano nella sedicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1999-2000 allo Stadio delle Alpi di Torino.

La Juventus è guidata in panchina da Carlo Ancelotti e sembrerebbe in rampa di lancio per conquistare un altro Scudetto. Però una grande Lazio, un epilogo di campionato non da Vecchia Signora, ed un signore ornito di ombrello in un campo più da pallanuoto che da calcio, 'ruba' un tricolore più che meritato. 

Il Parma dall'altra parte disputa un campionato non all'altezza delle attese e finisce 'solo' al quinto posto.

Buona Visione! 



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Stagione 1999-2000 - Campionato di Serie A - 16 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
domenica 7 maggio 2000 ore 15:00 
JUVENTUS-PARMA 1-0
MARCATORI: Del Piero 60

JUVENTUS: Van der Sar; Ferrara C., Montero P., Iuliano (Tudor 68); (c) Conte A., Tacchinardi (Zambrotta 84), Davids, Pessotto G.; Zidane; Inzaghi (Kovacevic 87), Del Piero
A disposizione: Rampulla, Oliseh, Birindelli, Esnaider 
Allenatore: Carlo Ancelotti

PARMA: Buffon G.; Sartor, Thuram L., Cannavaro F.; Fuser (Stanic 46), Vanoli, Baggio D., Bolano, Benarrivo (Di Vaio 67); Crespo, Amoroso M
A disposizione: Guardalben, Dabo, Lassissi, Maini, Walem
Allenatore: Alberto Malesani

ARBITRO: De Santis
AMMONIZIONI: Tudor (Juventus); Bolano (Parma)




Contro il baluardo Montero il Parma non ha più fenomeni 

JUVENTUS 
VAN DER SAR 6,5. Tocca, al massimo, pallette innocue e para un colpo di testa di Crespo. 
FERRARA 7. Pulito nel controllo di Crespo e Amoroso, cerca qualche appoggio in attacco 
MONTERO 7,5. Cuore della squadra. Azzanna e chiude, contrasta in cielo e per terra, sfiora il gol al 37' con il colpo di lesta che Fuser respinge sulla linea, l'occasione più nitida del primo tempo: Cammarata non avrebbe fatto il fenomeno con l'uruguayano a Verona. 
IULIANO 7. Il momento d'oro dura da mesi con rare sbavature. Non spreca nulla, è elegante. Finché non si infortuna 
(23' st Tudor 6: è ingenuo sull'ammonizione, sarà squalificato). 
CONTE 6. Grandissimo coraggio, è il primo a impegnare Buffon. Esordisce con un'incursione che conclude con l'assist a Inzaghi, non ne ripete altro. 
TACCHINARDI 7. Rientro convincente, è forte nei contrasti, lucido nei lanci: l'unica pecca è il tiro 
(39' st Zambrotta sv) 
DAVIDS 6,5. Ha più benzina degli altri e lo si vede per come gestisce animosamente il finale e la partita, quando i suoi compagni frenano. Colpisce anche l'incrocio dei pali. Meno brillante se deve distribuire il gioco. 
PESSOTTO 7. I gol che hanno deciso le vittorie scacciacrisi a Bologna, il secondo con l'Inter e questo di Del Piero sono ispirati da suoi cross: se li calcia da fondocampo son micidiali e per questo dovrebbe cercarli di più. 
ZIDANE 5,5. Si coordina per il possibile 2-0, poi sbaglia la porta (vuota) anche se molti hanno l'illusione del gol. Dietro all'episodio c'è l'esibizione fragile di un grande palleggiatore che non e più illuminante. 
INZAGHI 5,5. Animoso ma poco pungente, ferma alcuni contropiede perche sta in fuorigioco. Buon primo tempo, invisibile nella ripresa in cui sbaglia il 2-1) 
(12'st Kovacevic sv) 
DEL PIERO 7. Voto alto perché il gol è importante, atteso, storico. Piazza bene la palla. Ma il resto della partita, a parte un paio di finte e un dribbling, sarebbe insufficiente. 
ANCELOTTI 7. Non inventa, ne potrebbe farlo. E' già una magia che abbia rigenerato in 7 giorni la squadra di Verona. 

PARMA 
BUFFON 6,5. Alcune respinte lo assolvono, non ha niente da spartire con il gol 
SARTOR 5. Dalla sua fuga scriteriata in attacco nasce l'azione della rete juventina. 
THURAM 7. Come la dea Kali ha braccia e gambe che si moltiplicano a respingere i palloni e le mire di Inzaghi. 
CANNAVARO 7. L'attaccante più pericoloso del Parma: sfiora un gol nel primo tempo e segna quello, non concesso, nella ripresa. In difesa é inappuntabile 
VANOLI 5,5. Non trova posizione, galleggia sulla fascia. 
FUSER 6. Chiude a destra il bunker emiliano, si vede poco in attacco (dove reclama un rigore), si nota più spesso in difesa e ribalte il tirò gol di Montero 
(1'st Stanic 5: inconcludente e irritante) . 
SOLANO 6. Cala nella ripresa, quando il Parma devo attaccare. Ne ammiriamo il primo tempo, di efficace rottura. 
BAGGIO D. 6. Sia in mezzo, da frangiflutti. Non lo si ricorderà per gli sputi all'arbitro, come successe all'andata. 
BENARRIVO 6. Gioca in posizione più centrale, quindi frenato 
(22'st Di Vaio 5) 
AMOROSO 5. Chissà a cosa pensa, al 41', quando non tira, solo davanti a Van der Sar. Non é una scelta da goleador. 
CRESPO 5. Accoglie l'invito di Ancelotti: per riconoscenza verso Carlelto, non gioca. 
MALESANI 5. Tattica solo difensiva, a cercar il contropiede. Il Parma non sa più attaccare. 
L'arbitro DE SANTIS 5. Gestisce, più di quanto non arbitri, un match corretto. Anche sul gol di Cannavaro fischia la situazione di pericolo (su angolo forse inesistente) più della percezione di una spinta.

Marco Ansaldo





JUVE-LAZIO SCUDETTO e POLEMICHE 
Del Piero gol su azione, De Santis ferma Cannavaro. 
Moggi: tutto regolare 
Un fischio misterioso fa infuriare Cragnotti 

SPIACE dover spingere alla periferia della domenica il primo gol su azione di Alessandro Del Piero dopo 567 giorni, la vittoria della Juventus contro il Parma, la fiammeggiante replica della Lazio a Bologna, l'onestà balistica di Beppe Signori (due reti, senza esultare). La Juve campione per tre minuti, i due punti di dote che difenderà strenuamente domenica, nella tana di un Perugia già salvo, l'estremo assalto della Lazio alla Reggina e allo scudetto: tutto sprofonda inghiottito dal fischio che esala il romano De Santis un attimo prima che, al minuto 90, Fabio Cannavaro firmi di testa, su calcio d'angolo che probabilmente non c'era, il pareggio del Parma e l'aggancio della Lazio. Mai come in questo caso, occhio umano e occhio televisivo concorrono a escludere scorrettezze tali da giustificare un'infrazione: e, dunque, l'intervento del giudice. Resta quel fischio: un mistero imbarazzante. Il livello dei nostri arbitri è mediocre: e il coraggio, in giro, merce sempre più rara. Luciano Moggi 
(«tutto regolare, naturalmente») 
apre il libro della contabilità alla pagina del Tardini, 1-1 il 9 gennaio scorso, pareggio di Crespo al 93' in fuorigioco. Sergio Cragnotti ripensa al rigore che Treossi gli sfilò a Firenze, il 15 maggio del 1999, quando ancora aveva un punto di vantaggio sul Milan. C'è chi grida alla casualità e chi al complotto. Mettetevi nei panni di Cragnotti: perdere due campionati di fila, e sempre allo stesso modo, farebbe imbufalire un abate, figuriamoci un capitano d'industria. Come Sensi e Moratti, il padrone della Lazio medita di rivoltare il Palazzo. Dal 1992 (compreso) lo scudetto è affare di Milan e Juve: sono le società meglio organizzate e più forti, in tutti i sensi. Sia chiaro: la vittoria, la Juve l'aveva meritata. Ma il gol di Cannavaro era gol. Le flebo di rugby e il fresco ai un pomeriggio così lontano dalla fornace di Verona hanno restituito un po' di ossigeno alla squadra di Ancelotti. E' destino che, a portata di mano, ci siano sempre, o spesso, regali non richiesti, ma preziosi. Per come si è sviluppato l'intreccio, lo spareggio auspicato dall'Italia non bianconera sarebbe stato, e sarebbe ancora, l'epilogo più legittimo e rispettoso dei valori espressi. A Perugia, la Juve smarrì lo scudetto del 1976, a beneficio del Toro di Gigi Radice. Perugia, la scorsa stagione, lo ha consegnato al Milan. Lo stadio intitolato a Renato Curi si accinge ad assegnare il primo titolo del Duemila. La Juve deve vincere. La Lazio deve attendere. 

Roberto Beccantini
brani tratti da: La Stampa 8 maggio 2000





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