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sabato 17 gennaio 2026

17 Gennaio 1996: Juventus - Parma

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della nostra amata Juventus vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 17 Gennaio 1996 Juventus e Parma si sfidano nella Super Coppa Italiana 1995-96 allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

La Juventus é Campione d'Italia in carica mentre il Parma (guidata in panchina da Nevio Scala) é una delle antagoniste principali dei bianconeri. 

I nostri beniamini gareggiano per questa coppa solo per la seconda volta, dopo che nella prima uscita (nel 1990) furono severamente battutti dal Napoli di Diego Armando Maradona per 5-1. Questa volta, sotto una cappa di nebbia da record, non finirá allo stesso modo.

Buona Visione!



juve

 

Supercoppa Italiana 1995-1996 - Finale
Torino - Stadio Delle Alpi
Mercoledì 17 gennaio 1996 ore 20.45
JUVENTUS-PARMA 1-0
MARCATORI: Vialli 32

JUVENTUS: Peruzzi, Ferrara C., Tacchinardi, Vierchowod, Torricelli, Conte A., Paulo Sousa (Carrera M. 84), Deschamps, Del Piero (Rampulla 39), Vialli (Di Livio 78), Ravanelli
Allenatore: Marcello Lippi

PARMA: Bucci, Mussi (Asprilla 77), Fernando Couto, Sensini, Cannavaro F., Di Chiara (Melli 46), Brambilla, Baggio D., Crippa (Benarrivo 83), Zola, Stoichkov
Allenatore: Nevio Scala

ARBITRO: Ceccarini
ESPULSIONI: Peruzzi 39 (Juventus)



Del Piero sacrificato 
Fuori come Baggio al Mondiale 

PERUZZI 6,5. Con le difese alte, come fa fine dire (e fare) di questi tempi, il portiere rischia di trovarsi allo scoperto. Come Pagliuca ai Mondiali e Bucci a Spalato, il Cinghialone deve metterci una pezza uscendo con le mani fuori area per anticipare Stoichkov. Bel sacrificio. 
FERRARA 6,5. Torna nel ruolo antico, sulla destra e rimane spesso senza un punto di riferimento, salvo ritrovarsi nella ripresa davanti a Stoichkov. Lo blocca. Impreciso negli appoggi. Mette a lato di testa il possibile 2-0. 
TACCHINARDI 6. Un errore nell'azione che costringe Peruzzi al fallo da espulsione. Il dentrofuori non lo aiuta. Però, nel complesso, non demerita. 
VIERCHOWOD 6. Si schianta presto contro Baggio e pare sul punto di uscire per l'ennesimo infortu- nio. Rimane e recupera qualcosa sulle incertezze viste domenica. 
TORRICELLI 6,5. Nasce da lui l'azione del gol in contropiede. É tra i pochi che fanno partire il gioco in velocità 
CONTE 6. Lo si vede meno che con il Bari, quando fu tra i pochi a salvarsi. Con Deschamps in campo, la sua fatica si dimezza. 
SOUSA 6. Pensavamo gli concedessero il riposo, Lippi invece non può prescinderne. Siamo alla Sousa-dipendenza. Fa bene quando può velocizzare il gioco, dopo un avvio inguardabile migliora molto, soprattutto con la Juve in 10 
(39' st Carrera sv). 
DESCHAMPS 6,5. A lungo il migliore e il più tempestivo. Zampata assassina a Cannavaro. 
DEL PIERO 6. Ricordiamo il cross lesto e preciso per Ravanelli nell'azione dell'1-0 e un gran tiro che 4' dopo esce di un niente. Rare perle. Si impapocchia nei dribbling, esce per cambio tattico con l'espulsione di Peruzzi: da Sacchi a Lippi, ci rimettono sempre i numeri 10. 
(39' pt Rampulla 6,5: entra a freddo e Stoichkov prova a punirlo. Non si fa sorprendere. Gran tempismo su Couto, smarcato al 17') 
RAVANELLI 6,5, Gioca una partita giudiziosa, come per dimostrare che è sempre al servizio della squadra. Gli sfugge un tiraccio nel I tempo, è decisivo per il gol. Gran punizione nel finale. 
VIALLI 6,5. Segna una tra le reti più facili della carriera: comunque era al posto giusto. Utile soprattutto in inferiorità numerica, almeno ci pare, per il poco che ci concede di vedere la nebbia 
(33' st. Di Livio sv). 

BUCCI 7. Si salva al 10' sulla doppia conclusione di Deschamps e Vialli, più in altre circostanze, ma non può nulla sul gol. 
MUSSI 5,5. Di solito è una spina per la Juve, questa volta pare una rosa. Nel primo tempo chiude una sola azione, con un tiraccio coraggioso e scentrato 
(32' st Asprilla sv). 
COUTO 5,5. Opaco in difesa, troppo lento nel battere in gol quando gli capita l'occasionissima nella ripresa. 
SENSINI 6. Se non altro organizza la difesa. Ci pare sbilanciato sul rinvio (troppo debole) che favorisce il gol ài Vialli. 
CANNAVARO 5. E' superato spesso dalla traiettoria del pallone e rimedia aggiustandosi come può. Meglio in campionato. 
DI CHIARA 5,5. Se ne va prima che cali la nebbia. Come se prima si fosse fatto vedere.
(1' st Melli sv: sfortunato, al massimo se ne scorge l'ombra). 
BAGGIO D. 5. Inizia strappando palloni preziosi ai piedi juventini. Poi si smarrisce.
BRAMBILLA 6. Prezioso il lancio su Stoichkov al 39', ha buone quanta geometriche. 
CRIPPA 6. Si fa vedere in un paio di incursioni prepotenti nel primo tempo. 
(39' st Benarrivo sv) 
ZOLA 5. Presenza impalpabile. Contro la Juve gli è capitato spesso. 
STOICHKOV 6,5. Tutto in giallo fino alla punta delle scarpe. Battagliero e ingombrante. Nel primo tempo è l'unico del Parma che sa trovare la porta juventina (anche perchè si incarica di tutti i calci di punizione). 

L'arbitro CECCARINi 6. Stoichkov tocca con la mano nell'azione che porta all'espulsione di Peruzzi. Ma neppure noi ce ne eravamo accorti. 

Marco Ansaldo
tratto da: La Stampa 18 gennaio 1996



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giovedì 11 settembre 2025

11 Settembre 2011: Juventus - Parma

É l' 11 Settembre 2011 e Juventus e Parma si sfidano nella Seconda Giornata del Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2011-12  allo 'Juventus Stadiumdi Torino.

È la prima partita di Serie A che si gioca nell'avveneristico Juventus Stadium. Inizia così il primo anno di Antonio Conte come allenatore dei nostri eroi, ma nessuno si puo sognare quale sará l'epilogo di questa stagione. Alla fine sará una marcia trionfale lunga trent'otto partite, tutte senza l'onta della sconfitta. 

Dall'altre parte c'é il Parma che reduce dai fasti della presidenza di Calisto Tanzi disputa un campionato mediocre fuori dalle posizioni che contano.

Buona Visione!

 


juve


 

Campionato di Serie A 2011-2012 - 2 andata
Torino - Juventus Stadium
Domenica 11 Settembre 2011
JUVENTUS-PARMA 4-1
MARCATORI: Lichtsteiner 17, Pepe 58, Vidal 73, Marchisio C. 83, Giovinco rigore 90+2

Juventus: Buffon, Lichtsteiner, Barzagli, Chiellini, De Ceglie, Pepe (Krasic 71), Marchisio C., Pirlo, Giaccherini, Matri (Vucinic 57), Del Piero (Vidal 67)
Allenatore: Antonio Conte

Parma: Mirante, Zaccardo, Paletta, Lucarelli A., Rubin, Valiani, Morrone, Galloppa (Ze' Eduardo 74), Modesto (Biabiany 62), Giovinco, Pelle' (Floccari 65)
Allenatore: Franco Colomba

ARBITRO: Celi
ESPULSIONI: De Ceglie 90+1 (Juventus)



Inizia con il piede giusto la nuova avventura bianconera di Conte. Juventus Stadium illuminato dalle giocate di Pirlo e Del Piero. Lichtsteiner, Pepe, Vidal e Marchisio vanno in gol con azioni spettacolari. Nel finale accorcia Giovinco, su rigore.

4-2-4, si può fare. È il primo messaggio che la nuova Juventus di Conte lancia al campionato. Il secondo è altrettanto chiaro: i bianconeri ci sono, tonici e tosti, un’altra squadra rispetto a quella che nella scorsa stagione faticava ad imporre il proprio gioco e appariva fragilissima in difesa, nonostante nomi del calibro di Buffon e Chiellini.

Quella di oggi è una difesa tornata finalmente solida, ma è dalla metacampo in su che la Juve appare trasformata. Tanta qualità, piedi buoni che parlano la stessa lingua.

Non potevano sognare esordio migliore, nel loro nuovo stadio, i bianconeri: 4-1 al Parma (restituito il "favore" dopo la scoppola della scorsa stagione), e una festa "macchiata" solo dall'espulsione nel finale di De Ceglie, reo di aver steso Giovinco davanti a Buffon, e dal gol dal dischetto, realizzato proprio dall'ex di turno.

Per far esplodere il Juventus Stadium servono 16’ appena, con una combinazione tra due “nuovi”. Pirlo, al limite dell’area, inventa scucchiaiando oltre la linea difensiva del Parma, Lichtsteiner dalla destra si accentra e si ritrova con il pallone sul piede davanti a Mirante, tagliato fuori dal movimento dello svizzero. Al quale non resta che depositare in porta per il primo gol ufficiale realizzato nella nuova casa dei bianconeri.

Il primo tempo è il trionfo del calcio di Conte: gli esterni (Pepe e Giaccherini sono le scelte iniziali del tecnico juventino) fanno bene entrambe le fasi, supportano il tandem d’attacco Matri-Del Piero, allargano il gioco (anche grazie alla facilità con cui Pirlo li sa pescare) e all’occorrenza si scambiano pure. Il ritmo, frenetico, è imposto dai bianconeri, che non perdono mai tempo quando recuperano il pallone: si passa da Pirlo che immediatamente verticalizza o allarga sugli esterni.

Un copione che vede il Parma fare da spettatore, con Giovinco incapace di innescare Pellè. E solo un dubbio fuorigioco fischiato a Matri evita che la prima frazione si chiuda sul 2-0 per la Juve.

Nella ripresa il Parma torna in campo con un piglio diverso, ma dopo 10’ è ancora la Juventus ad andare a un centimetro dal raddoppio. Con due passaggi e un’azione all’insegna dei piedi buoni, i bianconeri sono in porta: Pirlo per Del Piero, che lancia Matri contro Mirante: palo. Pochi minuti dopo, però, il gol arriva. E’ ancora il capitano (si può veramente fare a meno di lui?) a portare palla centralmente, prima di scaricare sulla destra per Pepe. Diagonale, gol e grande esultanza di Conte, che vede concretizzarsi tutto quello che aveva in testa quando parlava di 4-2-4.

Al momento dei cambi, poi, non entrano semplici riserve. Prima Vucinic (al posto di Matri), poi Vidal (tutto lo stadio in piedi ad applaudire l’uscita di Del Piero) e infine Krasic. Pochi minuti e il cileno trova anche il gol del 3-0.

Ma la festa non è ancora finita: Pirlo non ha ancora finito di inventare e scodellare. Stavolta a beneficiarne è Marchisio, che si inserisce con tempi perfetti e scavalca Mirante con un pallonetto, raccogliendo al volo il suggerimento dell’ex-rossonero. Poi Giovinco si ritaglia il suo piccolo spazio, ma per i tifosi bianconeri è troppo poco per rovinare la festa di "bentornato" alla Juventus.

tratto da: Juve, l'esordio dei sogni nella nuova casa: 4-1 al Parma

 



La nuova squadra convince all'esordio. Reti di Lichsteiner,Pepe, Vidal e Marchisio. Pirlogià padrone del centrocampo. 
Conte: "Ma non creiamo illusioni"
TORINO

Stadio nuovo, Juve nuova. E vincente. La Vecchia Signora travolge il Parma 4-1, nel match che coincide con il battesimo ufficiale dello Juventus Stadium, e apre il campionato 2011-2012 con un poker da applausi. La formazione allenata da Antonio Conte regala spettacolo e gol ai 41.000 "inquilini" della nuova casa.

Show di Pirlo

L'anticipo di mezzogiorno della seconda giornata è un monologo bianconero, visto che il Parma si limita a fare da sparring partner sul palcoscenico dominato da Andrea Pirlo. L'ex milanista illumina la scena e dimostra di essere già il padrone del centrocampo. Il primo saggio di classe arriva al 16', con l'azione che porta al vantaggio bianconero. Pirlo accarezza il pallone, Lichtsteiner si inserisce alla perfezione: lo svizzero evita Mirante e deposita in rete, 1-0. I padroni di casa non mollano la presa e vanno subito vicini al raddoppio con Matri: diagonale rasoterra da sinistra, Mirante rimedia. La Juve rifiata dopo l'avvio a tutto gas e il Parma prova a mettere la testa fuori dal guscio: Giovinco e Pellè, però, non possono contare sulla collaborazione dei compagni e producono poco. I bianconeri riprendono a spingere prima dell'intervallo e, su azione da corner, trovano il gol con un colpo di testa ravvicinato di Matri: tutto inutile per un fuorigioco che non sembra esserci.

Capolavori di Vidal e Marchisio

All'inizio della ripresa, il Parma cerca di pungere con maggiore convinzione. Gli emiliani si scoprono e concedono spazi alle ripartenze della Juve. Al 55' Del Piero innesca Matri che si presenta da solo davanti a Mirante: palo interno. Il raddoppio dei torinesi è solo rinviato e arriva al 58'. Del Piero offre un pallone invitante a Pepe, che entra in area e fulmina Mirante con un diagonale potente e preciso: 2-0. La festa della Vecchia Signora è completa al 73'. Vidal, altro volto nuovo, griffa l'esordio con un destro perfetto dal limite: 3-0. La festa è completa all'83' quando Pirlo, sempre lui, inventa un altro assist delizioso per Marchisio. Pallonetto al volo, 4-0. Il Parma salva la faccia in extremis con il rigore che Giovinco si procura e trasforma al 91': 4-1 e sipario.

Conte: «Niente illusioni»

«È stato un esordio importante. Abbiamo visto tante belle cose, ma non dobbiamo illudere nessuno: stiamo costruendo». 

Antonio Conte si gode l'esordio vincente della sua nuova Juve. 

«C'è tanto da lavorare, ma sono contento per l'atteggiamento della squadra in fase offensiva e difensiva. Mi ha dato molto fastidio concedere alla fine il rigore che ci è costata anche un'espulsione», 

dice Conte ai microfoni di Sky Sport

«Alla fine del primo tempo non ero contento. Mi aspetto che l'intero sistema entri in forma. Ci è stato annullato un gol regolare e non ci è stato concesso un rigore evidente», aggiunge l'allenatore bianconero.

Il match è stato caratterizzato dai gol di due volti nuovi, Stephan Lichtsteiner e Arturo Vidal

«I nuovi acquisti hanno bisogno di tempo per entrare negli schemi. Quando abbiamo usato un centrocampo a 3, comunque, Vidal ha dato proprio quello che chiedevo»,

spiega. Nel finale, Conte ha dato spazio anche a Milos Krasic

«È veloce e bravo tecnicamente. Si adatta al mio stile di gioco, ma veniva da un infortunio e per questo ho schierato dall'inizio chi si è allenato in settimana», 

dice prima di evidenziare i meriti del vero "uomo in più": 

«Abbiamo giocato in 12 per merito del pubblico».

tratto da: Juve, subito spettacolo: 4-1 al Parma





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martedì 26 agosto 2025

25 Agosto 2002: Juventus - Parma

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 25 Agosto 2002 e JuventusParma si sfidano nella SuperCoppa Italiana 2002  (decima edizione) allo Stadio '11 Giugno' di Tripoli (Libia).

La Juventus domina non solo in Italia ma é protagonista assoluta anche in Champions League.Questa edizione viene organizzata a Tripoli (in Libia), all'epoca terra dominata dalla famiglia Gheddafi, che vanta pure un numero di azioni non indifferente nella societá bianconera. Dall'altra parte c'é il Parma che attraversa un momento di transizione dopo l'impero Parmalat ed un futuro incerto. Comunque é ancora una squadra da temere tant'é che finisce la Serie A in quinta posizione.

Tra palme e sabbia i nostri eroi si apprestano a vincere la loro terza SuperCoppa Italiana contro il Parma.

Buona Visione!



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Supercoppa Italiana 2002-2003 - Finale
Tripoli, campo neutro - Stadio '11 Giugno'
Domenica 25 agosto 2002 ore 21:00
JUVENTUS-PARMA 2-1
MARCATORI: Del Piero 39, Di Vaio 64, Del Piero 73

JUVENTUS: Buffon, Thuram, Iuliano, Montero, Moretti (Birindelli 69), Camoranesi (Brighi 46), Tacchinardi, Baiocco, Nedved, Salas (Zalayeta 72), Del Piero
Allenatore: Marcello Lippi

PARMA: Frey, Diana, Bonera, Ferrari, Falsini, Lamouchi, Donati (Barone 62), Nakata, Marchionni, Adriano (Bonazzoli 46), Di Vaio
Allenatore: Cesare Prandelli

ARBITRO: Farina



LA SUPERCOPPA ITALIANA VA PER LA TERZA VOLTA Al BIANCONERI 
Re Del Piero a Tripoli fa già grande la Juve
Su un campo di sabbia doppietta di Alex contro un bel Parma che ispirato da Di Vaio ha trovato il pari provvisorio e poi tenuto in apprensione Buffon.

Del Piero piacciono le partite dell'altro mondo e come fu decisivo a Tokyo, sei anni fa, per la vittoria nell'Intercontinentale, lo è stato altrettanto ieri a Tripoli, in Africa, per questa edizione bizzarra, definiamola così, della Supercoppa itahana: due gol, uno per tempo, quanti sono bastati a battere il Parma e lucidare la sua immagine all'estero. E' toccato a lui alzare per la terza volta questo trofeo d'estate, dal valore poco più che simbolico ma che avvia bene ima stagione. Due cose non mancano in Libia: il petrolio e la sabbia. Il primo è servito a comprare il kit del calcio italiano che Galliani ha trasportato qui come se fosse una scatola di subbuteo, mettendoci dentro i giocatori, gli arbitri, il pallone e pure Blatter, il capo della Fifa; la seconda, ha turato le falle del terreno spelacchiato che assomigliava al turf di una pista per cavalli. Grossi sbuffi di sabbiolina pittata di verde si alzavano sotto gli scarpini dei calciatori come se fossero gh zoccoh di Varenne. L'avventura della Supercoppa giramondo ha offerto calcio adeguato alla stagione, mancavano soltanto la paletta e il secchiello. Massi tutti al mare e non ci sarà niente di male se la stessa, paziente condiscendenza che la Juve e il Parma hanno mostrato ieri sera, la esibiranno quando giocheranno nei nostri stadi non appena si solleverà una zolla. Oppure il milione di euro dei libici ha stoppato qualunque malumore? Ogni cosa ha il suo prezzo e quello che ha pagato l'ingegner El Saadi Gheddafi, il figlio calciofilo del Colonnello, azionista e presto consighere d'amministrazione della Juventus, ha strappato devoti sorrisi ai dirigenti italiani: nessuno che abbia sollevato il dubbio che ci si potesse fare male scivolando su quei granelli di sabbia. Per quel cachet si sarebbe giocato pure in Finlandia, sui pattini. 
I libici comunque ci hanno messo la buona volontà e lo sforzo di una macchina che tramuta in opera ogni desiderio del capo. Quando hanno capitò di rischiare l'immagine con uno stadio vuoto, gli organizzatori hanno svenduto i bighetti in saldo e i paganti, tutti uomini, non si sono arrabbiati nell'assistere a un' ora di calcio senza bollicine. In uno stadio italiano sarebbero partiti i fischi, qui ogni stop di Del Piero scatenava la «ola» e persino Blatter ha ricevuto gh applausi, evento ormai rarissimo per lui. 
La Supercoppa italiana d'Africa decollava soltanto nella ripresa, quando Prandelli levava l'ingombro di Adriano tra i piedi di Di Vaio e l'attacco dei parmigiani guadagnava la consistenza di Bonazzoli. C'era quasi da divertirsi. Nel primo tempo la prodezza più ammirevole era stata invece del magazziniere della Juve, quando aveva ripescato il pallone dal fossato che circonda il campo allo stadio «11 giugno». 
Il Parma aveva cominciato con un centrocampo a rombo, con Marchionni dietro alle due punte e Donati davanti alla difesa, tuttavia Prandelli era tornato presto a una linea di quattro uomini: per una squadra giovane che in precampionato ha "preso sberle più di quante ne abbia date, il confronto con la Juve non era impietoso, anzi Buffon doveva bloccare un paio di palloni. La Juve scadeva nel difetto più comune: quando Nedved e Del Piero girano a basso ritmo, non produce palle-gol e la fiducia in Camoranesi si esauriva in un paio di palleggi argentini come la maglia tenuta fuori dai calzoncini alla Sivori (absit iniuria). I libici, che non conoscono a fondo il Rinascimento italiano, non sanno chi era il Pinturicchio e avranno faticato ad associare quel Del Piero ad un grande pittore. Alex aveva l'ambizione di giocare per la platea, com'era giusto che fosse: peccato che inciampasse negli avversari e nel pallone, come in Nazionale contro gli sloveni. L'intesa con Salas era sfrangiata, il cileno ronzava qua e là senza pùngere. Ci voleva una palla lunga di Camoranesi per metterlo in moto: il tocco lesto e basso di Salas lanciava Del Piero davanti a Frey e il sinistro del capitano juventino era preciso. Al 39' la Juve, con poco o nulla, era in vantaggio e chi segna per primo vince quasi sempre la Supercoppa. Fuori Adriano, un paracarro dai piedi poco brasiliani, il dinamismo di Bonazzoli sbrigliava la rapidità di Di Vaio che si fiondava negli spazi stretti. Il cannoniere colpiva la traversa e Monterò allontanava il rimbalzo a pochi centimetri dalla linea: poi, al 18', il suo scatto freddava Moretti e lo liberava al tiro in diagonale, imparabile. 
L' 1 -1 durava una decina di minuti in cui il Parma coltivava l'illusione: la difesa juventina era meno solida di prima. Ci voleva uno scatto di Zalayeta (i parmigiani lamentavano un fallo su Ferrari) subentrato a Salas per rimettere davanti gh juventini: il tocco smarcava Del Piero per il raddoppio. 
Marco Ansaldo 
tratto da: La Stampa 26 Agosto 2002


 


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