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martedì 5 maggio 2026

5 Maggio 2015: Juventus - Real Madrid

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi proponiamo questo gustoso amarcord di questa data odierna. 

È il 5 maggio2015 e Juventus e Real Madrid si sfidano nella gara di andata della Semifinale della UEFA Champions League 2014-15 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

Buona Visione!


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Stagione 2014-2015 - Champions League - Semifinali, andata
Torino - Juventus Stadium
martedì 5 maggio 2015 ore 20:45 
JUVENTUS-REAL MADRID 2-1
MARCATORI: Morata 8, Ronaldo C. 27, Tevez rigore 57

JUVENTUS: (c) Buffon, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra, Marchisio C., Pirlo, Sturaro (Barzagli 64), Vidal, Tevez (Pereyra 86), Morata (Llorente 78)
A disposizione: Storari, Padoin, Matri, Pepe
Allenatore: Massimiliano Allegri

REAL MADRID: Casillas, Carvajal, Pepe, Varane, Marcelo, James Rodriguez, Sergio Ramos, Kroos, Isco (Hernandez J. 63), Bale (Jesé 86), Ronaldo C. 
A disposizione: Keylor Navas, Fabio Coentrao, Lucas Silva, Arbeloa, Llarramendi
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: Atkinson (Inghilterra)
AMMONIZIONI: Bonucci 5, Tevez 46, Vidal 56, Chiellini 90+3 (Juventus); Marcelo 57, Carvajal 75, James Rodríguez 85 (Real Madrid)





Ancelotti pareggia con Cristiano Ronaldo ma si arrende al rigore dell'argentino: secondo tempo sottotono per i suoi. Super Sturaro, Llorente manca il 3-1

Allo Stadium è la grande notte di Juventus-Real Madrid, semifinale di andata di Champions

Non sappiamo quale sarà il conto della cena bianconera a fine serata. Ma questa Juventus, che batte 2-1 il Real Madrid allo Stadium, in tasca ha molto di più dei 10 euro di cui l’accreditava Antonio Conte. Non c’è ancora la finale di Berlino nella capiente saccoccia juventina, ma il hashtag #finoallafinale non è solo una suggestione. Perché i blancos non danno mai l’impressione di essere una categoria sopra. Si gioca alla pari, e per alcuni tratti la Juve si dimostra persino superiore, aggredendo un Real molto poco galactico. Di una qualità illegale nella singola giocata, ma battibile. Di certo le assenze di Modric e Benzema sono due macigni, tanto più se le alternative sono un Ramos impresentabile a centrocampo e un Bale fuori ruolo in attacco. Il francese ci sarà, nel ritorno di mercoledì prossimo, a differenza del regista croato.

GRANDE INIZIO — Allegri, come gli sta capitando quasi sempre da quando è alla Juve, azzecca la mossa Sturaro, con Pereyra in panchina e Vidal trequartista a tutto campo. A destra c’è quel satanasso di James, allora meglio mettere Marchisio dall’altra parte e opporgli la corsa dell’ex genoano, tanto più che Carvajal di solito non è timido nelle sovrapposizioni. Ancelotti sceglie Marcelo a sinistra e Bale centravanti, coi 48 milioni spesi per Illarramendi lasciati in panchina e Ramos a evidenziare tutto il suo disagio a centrocampo. Parte male il Real. Soprattutto in quello che dovrebbe fare meglio della Juve, le giocate di qualità. Ramos è scolastico quando va bene, altrimenti la passa agli avversari, Kroos, ben soffocato da Morata e Vidal, non riesce a dettare il gioco. La Juve, che aggredisce alta, tira 4 volte in porta nei primi 8. L’ultima è quella buona: Casillas respinge come può il diagonale avvelenato di Tevez, sul tap-in Morata non può sbagliare. Terzo gol in questa Champions per il grande ex, che conferma di avere la stoffa del campione. “Vediamo di che pasta è fatto contro quelli veri”, si diceva. Risposta servita: oltre al gol, mettiamo a bilancio che Varane lo soffre quasi sempre e che l’aiuto in fase di non possesso è fondamentale.

Il Real, dopo 20’ oggettivamente brutti, risale la china appena riesce ad allargare il campo, coinvolgendo James e Isco. CR7 manda fuori al 24’, poi 3’ dopo segna uno dei gol più facili della sua carriera, liberato da una piuma di destro del colombiano che scavalca Buffon. Il finale di primo tempo è più equilibrato, perché il Real, a cui continua a mancare Modric come l’acqua nel deserto, commette meno errori e la Juve non recupera mai palla alta. L’azione al 36’ vale il biglietto, roba da fenomeni: Carvajal ruba palla a Evra sulla linea di fondo, poi da Kroos la manovra si sviluppa fino al cross di Isco per James. Colpo di testa del colombiano sulla traversa a Buffon battuto. Palla gol clamorosa: quel legno avrà bisogno di un timbro da discoteca alla base, ché ballerà tutta la notte.
micidiali — La ripresa, che parte molto bloccata, si accende con la giocata che Ancelotti non vorrebbe mai subire. Dall'azione susseguente a corner, il tiro di Marcelo viene ribattuto e lancia il contropiede Juve con Tevez e Morata in semi-parità numerica. La situazione che Allegri vorrebbe sempre giocare. Marcelo prova a falciare Morata (giallo), ma Tevez si fa comunque metà campo palla al piede e viene steso da Carvajal. Rigore netto, con l’Apache che non tradisce. Ancelotti capisce che far giocare Bale senza campo davanti è come guidare la Ferrari a 100 all’ora: dentro il Chicarito con Bale esterno destro. Allegri risponde al volo con Barzagli e il 3-5-2, mentre Sturaro esce prendendosi l’ovazione di uno Stadium da brividi. La Juve si raccoglie davanti a Buffon, che non deve mai fare parate vere. Perché a questo Real, liberissimi di non crederci, manca qualità. CR7 non salta l’uomo, Bale e il Chicharito non cambiano l’inerzia. E Ramos continua a crossare per i piccioni. Quindi non stupisce che sia la Juventus ad andare più vicina al 3-1 con Llorente, entrato subito bene in partita per Morata. Finisce 2-1. E adesso tutti al Bernabéu per prendersi Berlino. I 10 euro? La mancia per il parcheggiatore. Ché questa Juve è da tavolo al privé anche in uno dei templi del calcio mondiale.

Jacopo Gerna











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martedì 14 aprile 2026

14 Aprile 2015: Juventus - Monaco

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi proponiamo questo gustoso amarcord di questa data odierna. 

É il 14 Aprile 2015 e Juventus e Monaco (Francia) si sfidano nella gara di andata dei Quarti di Finale della UEFA Champions League 2014-15 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

Buona Visione!



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Stagione 2014-2015 - Champions League - Quarti, andata
Torino - Juventus Stadium
martedì 14 aprile 2015 ore 20:45
JUVENTUS-MONACO 1-0
MARCATORI: Vidal rigore 57

JUVENTUS (4-3-1-2): Buffon, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra, Vidal, Pirlo (Barzagli 74), Marchisio C., Pereyra (Sturaro 87), Tevez, Morata (Matri 83)
A disposizione: Storari, Padoin, Pepe, Llorente
Allenatore: Massimiliano Allegri

MONACO (FRANCIA - 4-3-1-2): Subasic, Raggi (Berbatov 71), Ricardo Carvalho, Abdennour, Kurzawa, Dirar (Bernardo Silva 51), Fabinho, Kondogbia, Ferreira-Carrasco, Joao Moutinho, Martial (Matheus Carvalho 87)
A disposizione: Stekelenburg, Wallace, Elderson, Germain
Allenatore: Jardim

ARBITRO: Kralovec (Repubblica Ceca)
AMMONIZIONI: Ricardo Carvalho 55 (Monaco)




Nell'andata dei quarti i bianconeri battono i francesi con un rigore del cileno nella ripresa: per andare in semifinale basterà un pari o una sconfitta con un gol di scarto, segnandone almeno uno
“La Champions è un sogno”,
ripete da agosto Massimiliano Allegri. E i sogni si realizzano un passo alla volta, raccontavano i vecchi saggi. La Juve segue alla lettera il consiglio, battendo con un preziosissimo 1-0 il Monaco nell’andata dei quarti di Champions League. Decide il rigore di Vidal, che dimostra di esaltarsi quando parecchi giocatori tremerebbero. O almeno penserebbero al gol divorato nel primo tempo. O agli ultimi tiri dal dischetto sbagliati, in Champions con l’Olympiacos e in campionato a Cesena. Nemmeno per idea. King Arturo trasforma e mette la Juve in una posizione favorevole in vista del ritorno di mercoledì prossimo nel Principato. I francesi amano difendersi e ripartire, come sapevamo. Al ritorno non potranno farlo, lasciando spazi alle progressioni di Morata e Tevez. Missione compiuta, contro una rivale inferiore ma che per 20’ ha messo paura allo Stadium, dimostrando comunque che l’espressione “se arrivi ai quarti di Champions qualità ne hai” non è la solita banalità da taccuino.

CARRASCO O CR7? — Il Monaco indossa il vestito che tutti si attendevano alla vigilia. Toulalan non recupera, ma la sostanza non cambia. Due linee da quattro che sembrano disegnate col righello e vicinissime tra loro, nobilitate da uno strepitoso Kondogbia, con Moutinho a galleggiare alle spalle di Martial e gli esterni Ferreira-Carrasco e Dirar a ripartire velocissimi. Un destro di Tevez bloccato da Subasic non fotografa l’inizio, che parla solo monegasco. Pirlo, che torna dal 1’ dopo l’infortunio nell’andata col Dortmund, ha un inizio gara tremebondo. Già vederlo passarla agli avversari è una rarità, se poi le palle sbagliate diventano 3-4 allora la qualità della manovra bianconera non può che risentirne in negativo. E i ragazzini del Principato fanno capire perché all’Emirates hanno fatto ballare la rumba all’Arsenal: Martial se ha campo è un pericolo, Ferreira-Carrasco ha qualcosa di vagamente Ronaldesco (nel senso di CR7) quando punta l’uomo e cerca l’uno contro uno con le finte. Al 10’ Buffon è prodigioso sulla conclusione, che per la verità non è una sentenza, dello stesso Ferreira-Carrasco, messo in porta da Martial. Ancora il numero 17 a impegnare Buffon, poi dopo un sinistro a lato di Moutinho la Juve mette fuori la testa.

Più JUVE — Chiellini capisce che Martial soffre il corpo a corpo e stringe la marcatura, Pirlo e Pereyra si rinfrancano un po’. Pericoli veri non ne arrivano, perché il ritmo bianconero è bassino e Jardim si sa difendere benissimo con raddoppi sistematici e con letture esperte sulle linee di passaggio. Il primo tempo di Evra e Lichtsteiner (il peggiore della Juve, perché attacca male e scopre il fianco destro) non aiuta ad arrivare sul fondo, chiave fondamentale per allargare la difesa del Monaco. Il primo a riuscirci è Pereyra, ma Evra colpisce un gelataio in curva sull’invitante palla dell’argentino. La Juve chiude comunque in crescendo: Tevez, dopo 43’ anonimi, mette una meraviglia di esterno destro per Vidal, che spreca a due passi da Subasic dopo aver anche controllato bene. Gol divorato.

PIRLO & MORATA — Difficile immaginare un tema diverso nei secondi 45’. Ferreira Carrasco mette ancora i brividi con una galoppata chiusa dall’assist per Bernardo Silva, su cui vigila un Buffon decisivo nei tre interventi della serata. A conti fatti Gigi è tra i migliori della Juve. Al 12’ l’episodio chiave della partita. Lancio euclideo del rinfrancato Pirlo in profondità per Morata, che brucia Carvalho sullo scatto ed è bravissimo a farsi toccare dal portoghese all’ingresso dell’area. Fallo tanto involontario quanto evidente, ma fuori area. Per l'arbitro Kralovec, però, è rigore. Ancora una volta in vetrina le qualità dello spagnolo, pur non nella sua serata migliore. Il movimento con cui beffa Ricardo Carvalho farebbe pensare che sia lui il veterano che a maggio farà 37 anni. Dagli undici metri Vidal non dà scampo a Subasic. Allegri e Jardim cambiano: il tecnico ospite mette Berbatov per Raggi, con Fabinho che scala terzino, Moutinho che arretra e il bulgaro che va centravanti, sfiorando subito il gol di testa da corner. Allegri dopo 74’ passa al 3-5-2, con Barzagli per un Pirlo che è arrivato con la testa dove le gambe ancora non potevano portarlo. Significativo l’abbraccio con Allegri. Quello di Berbatov è l’ultimo brivido della serata, anche se Fabinho è bravo ad anticipare Morata un passo da Subasic. Nessun rimpianto, l’1-0 è quello che la Juve voleva alla vigilia.

 




Con un generoso rigore concesso dall'arbitro Kralovec, e trasformato dal cileno, i bianconeri piegano la resistenza della squadra del Principato e mettono mezzo piede in semifinale. Ritorno il 22 aprile

TORINO – Con una gara tatticamente intelligente, la Juve piega di misura (1-0) il Monaco e mette mezzo piede in semifinale di Champions League. Un risultato preziosissimo soprattutto considerate le caratteristiche tecniche della formazione del Principato che, anche stasera, ha confermato di trovarsi meglio quando deve ripartire piuttosto che quando è costretta a fare la partita.

LA VITTORIA DI ALLEGRI – Una vittoria arrivata con un pizzico di fortuna (il rigore decisivo è nato da un fallo di Carvalho su Morata commesso fuori area) ma decisamente meritata da parte dei bianconeri, bravi a cambiare più in volte in corsa l’atteggiamento in campo fino a riuscire a trovare il modo per imbrigliare definitivamente un Monaco che si è rivelato avversario ostico e temibile.

VIDAL, LA SERATA PERFETTA – E nella serata perfetta un plauso particolare lo merita Vidal. Non solo perché è tornato, finalmente, dopo 17 mesi a riscrivere il proprio nome sul tabellino dei marcatori di Champions. Quanto per il gran lavoro che ha fatto in entrambe le fasi, aiutando, in particolare, Lichtsteiner a raddoppiare sulle discese di Kurzawa che si è confermato un terzino di primissimo livello.

ALLEGRI RILANCIA PIRLO – Costretto a fare a meno ancora di Pogba, Allegri si è consolato rilanciando, dopo due mesi e mezzo d’assenza, Pirlo in cabina di regia. Per il resto tutto come previsto con difesa ancora a quattro e Pereyra schierato nel ruolo di trequartista. Nel Monaco, Jardim ha cambiato, invece, una sola pedina rispetto alla formazione prevista alla vigilia inserendo al centro della difesa Carvalho, recuperato in extremis, al posto di Wallace.

MONACO, PARTENZA A MILLE – La Juve ha provato a mettere sotto i rivali con la solita partenza a mille ma dopo essere stata illusa da un destro da fuori di Tevez, che ha impegnato Subasic, ha dovuto fare i conti con le velocissime ripartenze degli avversari che, in almeno 4 occasioni, hanno davvero spaventato Buffon: prima con un sinistro di poco alto di Kurzawa poi con due conclusioni di Carrasco, infine con tiro dal limite di Moutinho.

TEVEZ E VIDAL MANCANO L’1-0 – Allegri ha capito di dover cambiare qualcosa e, invitando i suoi a tenere un atteggiamento più aggressivo, ha costretto il Monaco a ripiegare con più frequenza nella propria trequarti. La Juve ha fatto girar meglio palla e proprio grazie a due ottimi cambi di gioco si è procurata due occasioni d’oro per passare. Ma prima Tevez (destro al volo addosso a Subasic su cross di Marchisio) e poi Vidal (destro a giro alto da pochi passi su imbeccata in area dello stesso Tevez) l’hanno tradita costringendola ad andare a riposo sullo 0-0.

VIDAL SBLOCCA IL RISULTATO SU RIGORE – Nella ripresa la Juve ha proseguito nella sua azione di accerchiamento e, alla fine, è stata premiata: su un lancio illuminante di Pirlo, Carvalho è inciampato su Morata lanciato verso la porta e ha indotto la terna arbitrale, tradita dalla velocità dell’azione (il fallo è stato commesso mezzo metro fuori area), a decretare il rigore. Sul dischetto è andato Vidal che ha trasformato con freddezza spedendo il pallone all’incrocio.

JARDIM CAMBIA IL MONACO – Sulle ali dell’entusiasmo la Juve ha insistito e ha sfiorato il raddoppio con un destro a fil di palo di Morata. Jardim, già costretto a rimpiazzare Dirar per infortunio, ha capito di dover cambiare qualcosa e ha rivisto la squadra inserendo Berbatov al posto di Raggi con Moutinho arretrato in mediana, Martial spostato a destra e l’altro subentrato, Silva, dirottato sulla trequarti.

ALLEGRI CHIUDE CON IL 3-5-2 – Ma l’unico rischio la squadra bianconera lo ha corso su un calcio d’angolo sul quale Berbatov è saltato più in alto di tutti mandando il pallone di poco oltre la traversa. Allegri ha capito di non poter rischiare più nulla e con l’innesto di Barzagli al posto di uno stanco Pirlo ha chiuso a doppia mandata il risultato varando il classico 3-5-2. E così il viaggio di mercoledì prossimo a Montecarlo da stasera fa molta meno paura.

Jacopo Manfredi







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mercoledì 18 marzo 2026

18 Marzo 2015: Borussia Dortmund - Juventus

Quella Juventus Stagione 2014-15 era una squadra tosta e talvolta spettacolare. Fondata sulle idee tattiche del mister Allegri e sulla grinta e tecnica di Carlitos Tevez, sfiorò l'impresa in Champions League ... un'altra delusione è alle porte!

Attraverso Youtube vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. È il 18 marzo 2015 e Borussia Dortmund Juventus si sfidano nella gara di ritorno degli Ottavi di Finale della UEFA Champions League 2014-15 allo 'Signal Iduna Park - Westfalenstadion' di Dortmund (Germania).

La Juve è guidata dalla panchina da Massimiliano Allegri (che è subentrato al dimissionario Antonio Conte a luglio) mentre il BVB è allenato da Juergen Klopp. I Bianconeri piemontesi dopo aver conquistato i precedenti tre campionati sotto la guida del tecnico salentino si apprestano a farlo anche con Allegri.

In Europa i ragazzi termineranno la loro corsa vittoriosa sul più bello. Battuti in finale dal Barcellona, dovranno ancora posticipare i festeggiamenti per la conquista della Champions.

Buona Visione!

 


bvb



 

Stagione 2014-2015 - Champions League - Ottavi, ritorno
Dortmund - Westfalenstadion
Mercoledì 18 marzo 2015 ore 20:45
BORUSSIA DORTMUND-JUVENTUS 0-3
MARCATORI: Tevez 3, Morata 70, Tevez 79

BORUSSIA DORTMUND: Weidenfeller, Papastathopoulos, Subotic, Hummels, Schmelzer (Kirch 46), Bender (Ramos 63), Gundogan, Mkhitaryan (Blaszczykowski 63), Reus, Kampl, Aubameyang
Allenatore: Jürgen Klopp

JUVENTUS: Buffon, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra, Vidal, Marchisio C., Pogba (Barzagli 27), Pereyra, Tevez (Pepe 81), Morata (Matri 78)
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Mazic (Serbia)






Lezione bianconera al Borussia: l'Apache sblocca subito, poi nella ripresa manda in rete Morata prima di firmare la doppietta personale. L'infortunio di Pogba è l'unica nota stonata

La Juventus travolge il Borussia e vola ai quarti di Champions League. E ci va nel modo più entusiasmante, con super Carlos Tevez che dà una lezione di calcio al Borussia Dortmund, per lunghi tratti dominato nella sua tana e battuto con un 3-0 che non ammette alcun tipo di replica. Tra i due gol dell'eroe di giornata, a segno anche Álvaro Morata, autore di un'altra grande partita, macchiata solo in parte da due errori davanti a Weidenfeller. La Juventus in Germania si è dimostrata nettamente superiore ai tedeschi. Ha giocato un'ottima partita, nonostante abbia dovuto rinunciare a Pogba a metà del primo tempo.

CI PENSA SEMPRE CARLITOS — Allegri alla fine sceglie la difesa a quattro e il trequartista: fuori Barzagli e dentro Pereyra, con Marchisio a fare alla grande il Pirlo (infortunato) e Tevez e Morata in attacco. Klopp invece si presenta con il 4-2-3-1, Mkhitaryan titolare, Papastathopoulos terzino destro e Aubameyang unica punta. Il tecnico bianconero alla vigilia aveva detto che non sarebbe stata una partita da 0-0 e che la Juve per passare il turno avrebbe dovuto segnare. Tevez l'ha subito accontentato: gol dopo appena tre minuti di gioco. L'argentino riceve palla da Evra e, da fermo e da fuori area, inventa una prodezza di destro che s'infila nell'angolino. Weidenfeller battuto e Iduna Park ammutolito. È la legge dei numeri 10 bianconeri, che segnano sempre nella casa del Borussia: Baggio, Del Piero, ora Tevez. Il Borussia non s'aspettava una Juve subito così aggressiva. Incassa il colpo e fa fatica a reagire. I bianconeri invece, galvanizzati dal vantaggio e spinti dai 3500 tifosi, insistono. 

SENZA PAUL — Dopo neanche mezz'ora però arriva una brutta tegola per Allegri: Pogba, toccato duro da Papastathopoulos, è costretto a uscire. Dentro Barzagli e difesa a tre, come a Palermo. Il momento più difficile arriva subito dopo l'uscita di Pogba, ma la Juve contiene bene in difesa le folate giallonere. Il primo tempo si chiude sull'1-0, nella ripresa subito un tentativo di Morata (4'), imbeccato da Tevez, murato dalla difesa gialla. Lo spagnolo ci riprova all'11', ma Weidenfeller stavolta respinge con i piedi. Il Borussia ha l'unica occasione al 18' con Kampl, ma Buffon c'è. Quando mancano 20 minuti alla fine dell'incontro, ci pensa Morata a chiudere la pratica: lancio morbido di Marchisio, Tevez per lo spagnolo che appoggia in rete a porta vuota sull'assist dell'Apache. Al 34' arriva la ciliegina sulla torta: la doppietta di Tevez servito da Pereyra. La coppia d'attacco ha funzionato a dovere, come all'andata, e il Borussia non è mai stato veramente pericoloso. Ora la festa dei tifosi bianconeri può cominciare: il sogno Champions continua.

Fabiana Dalla Valle 
tratto da: Dortmund-Juve 0-3: Tevez fa due gol e un assist, Allegri ai quarti di Champions








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sabato 13 settembre 2025

13 Settembre 2014: Juventus - Udinese

É il 13 Settembre 2014 Juventus Udinese si sfidano nella Seconda Giornata del Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2014-15 allo 'Juventus Stadiumdi Torino.

La Juve é guidata dalla panchina da Massimiliano Allegri (che é subentrato al dimissionario Antonio Conte a Luglio)  mentre l'Udinese é allenata da Andrea Stramaccioni. I Bianconeri piemontesi dopo aver conquistato i precedenti tre campionati sotto la guida di Conte si apprestano a farlo anche con Allegri. 

L'Udinese dal canto suo lotta con il coltello fra i denti per evitare la retrocessione. Ci riuscirá quasi sul filo di lana.

Buona Visione! 



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Stagione 2014-2015 - Campionato di Serie A - 2 andata
Torino - Juventus Stadium
Sabato 13 Settembre 2014 ore 20.45
JUVENTUS-UDINESE 2-0
MARCATORI: Tevez 8, Marchisio C. 75
 
JUVENTUS: Buffon, Caceres, Bonucci, Ogbonna, Lichtsteiner, Pereyra (Padoin 85), Marchisio C., Pogba, Evra, Tevez (Coman 81), Llorente (Morata 89)
Allenatore: Massimiliano Allegri
 
Allenatore: Andrea Stramaccioni
 
ARBITRO: Damato




Vittoria dei torinesi che regolano allo Stadium i friulani e agguantano al comando della classifica i giallorossi a quota 6. Una rete per tempo con l'Apache e il centrocampista. Gli uomini di Allegri confermano le impressioni della prima giornata: bel gioco e fame di successi. Esordio per Evra e Morata.

TORINO – La Juventus risponde alla Roma e batte 2-0 l’Udinese allo Stadium, raggiungendo i capitolini in testa alla classifica con 6 punti. Ennesima prova convincente dei torinesi dopo l’ottimo esordio contro il Chievo Verona di due settimane fa. La squadra sembra quella dell’anno scorso: domina le partite e vince. L’Udinese ha fatto davvero poco, costretta sempre sulla difensiva e mai pericolosa in attacco.

SUBITO L’APACHE – Allegri, privo degli infortunati Vidal e Pirlo e dello squalificato Chiellini, si riaffida al 3-5-2 con alcune novità: Evra prende il posto di Asamoah sull’esterno sinistro e in attacco si rivede dal 1′ Llorente al fianco del recuperato Tevez. Difesa confermata con Caceres, Bonucci e Ogbonna davanti a Buffon. In regia Marchisio; completano il centrocampo l’ex di turno, Pereyra, e Pogba. Modulo speculare per Stramaccioni che, senza l’infortunato Domizzi, schiera Heurtaux, Danilo e Bubnjic davanti a Karnezis; in attacco Di Natale e Muriel; in mezzo al campo Allan, Guilherme e Kone, esterni sono Widmer e Pasquale. La Juve ricomincia da Verona, nel senso che domina la partita come era successo contro il Chievo alla prima giornata. Llorente come al solito difende ogni pallone, Pereyra fa il Vidal e l’intesa tra Evra e i compagni cresce col passare dei minuti.

All’8’ siamo già 1-0: azione sulla destra di Pereyra, palla sul fondo a Lichtsteiner che crossa basso; sfera sui piedi di Tevez che fa secco Karnezis con un destro rasoterra.

LA JUVE INSISTE – L’Udinese non riesce a ripartire come vorrebbe e sui lanci lunghi la difesa juventina è sempre molto attenta. I padroni di casa insistono alla ricerca del raddoppio e al 29’ Pereyra riceva un assist al bacio da Llorente, ma conclude alto da ottima posizione. Raro break friulano poco dopo con Muriel che corre a sinistra, crossa, ma Di Natale colpisce male di testa, disturbato da Ogbonna. Gli altri tentativi bianconeri sono di Tevez (cannonata alta), di Lichtsteiner (rasoterra sul fondo) e di Pogba al 39’, con Karnezis attento. Il francese ci riprova nel finale, ma ancora una volta il portiere dell’Udinese para.

BUBNJIC SEGNA MA NON VALE – A inizio ripresa Stramaccioni presenta Bruno Fernandes al posto di Muriel per avere un centrocampo più folto. Gli ospiti in effetti sono più spavaldi a provano a fare paura a Buffon che in realtà non deve mai intervenire, ottimamente protetto da Caceres, Bonucci e Ogbonna. Poi c’è Marchisio che copre per esempio su Bruno Fernandes in avvio di secondo tempo. Udinese molto pericolosa al 22’. Anzi, i friulani fanno proprio gol con Bubnjic che tocca sottoporta un tiro violento da fuori di Danilo. Per pochi millimetri il difensore pare in offside e infatti il gol viene giustamente annullato.

LA CHIUDE MARCHISIO – La rete annullata risveglia la Juventus che cerca il 2-0. Llorente si gira in area ma non trova la porta e poco dopo Tevez calcia forte ma il portiere ospite respinge in tuffo. Stramaccioni fa entrare anche Pinzi al posto di uno spento Guilherme, ma è la Juventus a segnare ancora. Minuto 30’: Tevez appoggia al limite dell’area a Marchisio che controlla e calcia forte col destro. 2-0 e tre punti in cassaforte. L’Udinese infatti non ne ha più e le forze fresche che fa entrare Allegri, Coman, Padoin e Morata, congelano il risultato. Anzi, proprio allo scadere Morata potrebbe bagnare col gol il suo esordio in bianconero, ma Karnezis è bravissimo e para. L’impressione finale è che la Juventus sia la stessa dell’anno scorso, con la stessa fame e soprattutto lo stesso gioco concreto e vincente. 

 


Un gol per tempo, un monologo mai interrotto nella prima parte di gara e l'autorevolezza della grande squadra nel chiudere la partita quando gli avversari iniziavano a farsi pericolosi. La Juve regola l'Udinese con Tevez e Marchisio e il collaudato 3-5-2, riveduto e corretto dalla mano di Allegri. 
Poteva non essere semplice visto l'atteggiamento iniziale dei friulani: Stramaccioni tiene fede alla promessa della vigilia e l'Udinese arriva allo Stadium decisa a giocare di rimessa, con uno schema che solo sulla carta è speculare a quello della Juve. Gli esterni sono costantemente sulla linea dei centrali di difesa e se ne allontanano solo quando proprio non possono farne a meno. 
Per la squadra di Allegri al contrario le fasce, specie la destra, sono la prima arma offensiva. Non c'è da stupirsi se il gol di Tevez, già più che meritato dopo appena otto minuti di gioco, nasca proprio da quella parte: Lichtsteiner si beve in velocità Danilo e Allan e da fondo piazza in mezzo all'area un pallone perfetto. Tevez appena lo vede si ingolosisce, anticipa tutti e lo piazza rasoterra alle spalle di Karnekis. L'argentino si fa così perdonare il muro involontario con cui, dopo appena due minuti di gioco, aveva stoppato un delizioso colpo di tacco di Llorente, servito sempre dalla destra, questa volta da Caceres. 
I colleghi dalla parte opposta non stanno a guardare. Pogba prende in mano il centrocampo, l'intesa con Evra cresce ad ogni azione e l'ex United arriva sul fondo in almeno tre occasioni, creando altrettanti pericoli. Anche il gioco di sponda di Llorente è efficace e per concretizzare il raddoppio, a Pereyra prima e Lichtsteiner poi, manca solo un po' di precisione. 
Quella che cerca Pogba al 40', quando forse sarebbe stato preferibile optare per la potenza: Karnekis esce scomposto su un traversone di Peryera e perde l'equilibrio, mentre il pallone arriva sui piedi del francese che prova a piazzare il rasoterra, dando al portiere dei friulani il tempo di intervenire. 
La Juve meriterebbe ben più dell'1-0 con cui chiude il primo tempo, non solo per l'ultima occasione di Llorente, in ritardo sull'invitante assist di Pereyra, ma anche e soprattutto per l'enorme mole di gioco espressa. Buffon si gode lo spettacolo da una posizione privilegiata, senza dover sbrigare nient'altro che l'ordinaria amministrazione. 
Nella stessa categoria rientra l'intervento con cui blocca, in avvio di ripresa, il destro di Allan. La prima conclusione della gara dà un po' di coraggio ai friulani e la Juve risponde con la punizione di Pogba, deviata in angolo da Karnekis. 
Rispetto al primo tempo però la squadra di Stramaccioni è più vivace. Bubnijc arriva anche a mettere in rete, deviando da due passi una conclusione di Danilo. La posizione è irregolare e il gol viene annullato, ma è chiaro che, per evitare brutte sorprese, si debba arrotondare il risultato. 
Vuoi la stanchezza, vuoi la ritrovata verve dei friulani il gioco però ora è meno brillante e serve la giocata individuale, la prodezza del campione. La confeziona Marchisio al 30', con un bolide a mezza altezza sparato dal limite. Un gol tanto bello quanto prezioso, che rispedisce al mittente i tentativi di rimonta, chiude la partita e permette alla Juve di finire in crescendo, dando anche spazio ai giovani Coman e Morata. Solo una manciata di minuti per i due ragazzi, ma già qualche notevole giocata messa in mostra: un ottimo modo per terminare la serata, con un incoraggiante sguardo al futuro. 
Redazione del Sito Ufficiale della Juventus
tratto da: Bentornata a casa Signora!



 

 
 
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