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mercoledì 18 marzo 2026

18 Marzo 2015: Borussia Dortmund - Juventus

Quella Juventus Stagione 2014-15 era una squadra tosta e talvolta spettacolare. Fondata sulle idee tattiche del mister Allegri e sulla grinta e tecnica di Carlitos Tevez, sfiorò l'impresa in Champions League ... un'altra delusione è alle porte!

Attraverso Youtube vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. È il 18 marzo 2015 e Borussia Dortmund Juventus si sfidano nella gara di ritorno degli Ottavi di Finale della UEFA Champions League 2014-15 allo 'Signal Iduna Park - Westfalenstadion' di Dortmund (Germania).

La Juve è guidata dalla panchina da Massimiliano Allegri (che è subentrato al dimissionario Antonio Conte a luglio) mentre il BVB è allenato da Juergen Klopp. I Bianconeri piemontesi dopo aver conquistato i precedenti tre campionati sotto la guida del tecnico salentino si apprestano a farlo anche con Allegri.

In Europa i ragazzi termineranno la loro corsa vittoriosa sul più bello. Battuti in finale dal Barcellona, dovranno ancora posticipare i festeggiamenti per la conquista della Champions.

Buona Visione!

 


bvb



 

Stagione 2014-2015 - Champions League - Ottavi, ritorno
Dortmund - Westfalenstadion
Mercoledì 18 marzo 2015 ore 20:45
BORUSSIA DORTMUND-JUVENTUS 0-3
MARCATORI: Tevez 3, Morata 70, Tevez 79

BORUSSIA DORTMUND: Weidenfeller, Papastathopoulos, Subotic, Hummels, Schmelzer (Kirch 46), Bender (Ramos 63), Gundogan, Mkhitaryan (Blaszczykowski 63), Reus, Kampl, Aubameyang
Allenatore: Jürgen Klopp

JUVENTUS: Buffon, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra, Vidal, Marchisio C., Pogba (Barzagli 27), Pereyra, Tevez (Pepe 81), Morata (Matri 78)
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Mazic (Serbia)






Lezione bianconera al Borussia: l'Apache sblocca subito, poi nella ripresa manda in rete Morata prima di firmare la doppietta personale. L'infortunio di Pogba è l'unica nota stonata

La Juventus travolge il Borussia e vola ai quarti di Champions League. E ci va nel modo più entusiasmante, con super Carlos Tevez che dà una lezione di calcio al Borussia Dortmund, per lunghi tratti dominato nella sua tana e battuto con un 3-0 che non ammette alcun tipo di replica. Tra i due gol dell'eroe di giornata, a segno anche Álvaro Morata, autore di un'altra grande partita, macchiata solo in parte da due errori davanti a Weidenfeller. La Juventus in Germania si è dimostrata nettamente superiore ai tedeschi. Ha giocato un'ottima partita, nonostante abbia dovuto rinunciare a Pogba a metà del primo tempo.

CI PENSA SEMPRE CARLITOS — Allegri alla fine sceglie la difesa a quattro e il trequartista: fuori Barzagli e dentro Pereyra, con Marchisio a fare alla grande il Pirlo (infortunato) e Tevez e Morata in attacco. Klopp invece si presenta con il 4-2-3-1, Mkhitaryan titolare, Papastathopoulos terzino destro e Aubameyang unica punta. Il tecnico bianconero alla vigilia aveva detto che non sarebbe stata una partita da 0-0 e che la Juve per passare il turno avrebbe dovuto segnare. Tevez l'ha subito accontentato: gol dopo appena tre minuti di gioco. L'argentino riceve palla da Evra e, da fermo e da fuori area, inventa una prodezza di destro che s'infila nell'angolino. Weidenfeller battuto e Iduna Park ammutolito. È la legge dei numeri 10 bianconeri, che segnano sempre nella casa del Borussia: Baggio, Del Piero, ora Tevez. Il Borussia non s'aspettava una Juve subito così aggressiva. Incassa il colpo e fa fatica a reagire. I bianconeri invece, galvanizzati dal vantaggio e spinti dai 3500 tifosi, insistono. 

SENZA PAUL — Dopo neanche mezz'ora però arriva una brutta tegola per Allegri: Pogba, toccato duro da Papastathopoulos, è costretto a uscire. Dentro Barzagli e difesa a tre, come a Palermo. Il momento più difficile arriva subito dopo l'uscita di Pogba, ma la Juve contiene bene in difesa le folate giallonere. Il primo tempo si chiude sull'1-0, nella ripresa subito un tentativo di Morata (4'), imbeccato da Tevez, murato dalla difesa gialla. Lo spagnolo ci riprova all'11', ma Weidenfeller stavolta respinge con i piedi. Il Borussia ha l'unica occasione al 18' con Kampl, ma Buffon c'è. Quando mancano 20 minuti alla fine dell'incontro, ci pensa Morata a chiudere la pratica: lancio morbido di Marchisio, Tevez per lo spagnolo che appoggia in rete a porta vuota sull'assist dell'Apache. Al 34' arriva la ciliegina sulla torta: la doppietta di Tevez servito da Pereyra. La coppia d'attacco ha funzionato a dovere, come all'andata, e il Borussia non è mai stato veramente pericoloso. Ora la festa dei tifosi bianconeri può cominciare: il sogno Champions continua.

Fabiana Dalla Valle 
tratto da: Dortmund-Juve 0-3: Tevez fa due gol e un assist, Allegri ai quarti di Champions








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sabato 13 settembre 2025

13 Settembre 2014: Juventus - Udinese

É il 13 Settembre 2014 Juventus Udinese si sfidano nella Seconda Giornata del Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2014-15 allo 'Juventus Stadiumdi Torino.

La Juve é guidata dalla panchina da Massimiliano Allegri (che é subentrato al dimissionario Antonio Conte a Luglio)  mentre l'Udinese é allenata da Andrea Stramaccioni. I Bianconeri piemontesi dopo aver conquistato i precedenti tre campionati sotto la guida di Conte si apprestano a farlo anche con Allegri. 

L'Udinese dal canto suo lotta con il coltello fra i denti per evitare la retrocessione. Ci riuscirá quasi sul filo di lana.

Buona Visione! 



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Stagione 2014-2015 - Campionato di Serie A - 2 andata
Torino - Juventus Stadium
Sabato 13 Settembre 2014 ore 20.45
JUVENTUS-UDINESE 2-0
MARCATORI: Tevez 8, Marchisio C. 75
 
JUVENTUS: Buffon, Caceres, Bonucci, Ogbonna, Lichtsteiner, Pereyra (Padoin 85), Marchisio C., Pogba, Evra, Tevez (Coman 81), Llorente (Morata 89)
Allenatore: Massimiliano Allegri
 
Allenatore: Andrea Stramaccioni
 
ARBITRO: Damato




Vittoria dei torinesi che regolano allo Stadium i friulani e agguantano al comando della classifica i giallorossi a quota 6. Una rete per tempo con l'Apache e il centrocampista. Gli uomini di Allegri confermano le impressioni della prima giornata: bel gioco e fame di successi. Esordio per Evra e Morata.

TORINO – La Juventus risponde alla Roma e batte 2-0 l’Udinese allo Stadium, raggiungendo i capitolini in testa alla classifica con 6 punti. Ennesima prova convincente dei torinesi dopo l’ottimo esordio contro il Chievo Verona di due settimane fa. La squadra sembra quella dell’anno scorso: domina le partite e vince. L’Udinese ha fatto davvero poco, costretta sempre sulla difensiva e mai pericolosa in attacco.

SUBITO L’APACHE – Allegri, privo degli infortunati Vidal e Pirlo e dello squalificato Chiellini, si riaffida al 3-5-2 con alcune novità: Evra prende il posto di Asamoah sull’esterno sinistro e in attacco si rivede dal 1′ Llorente al fianco del recuperato Tevez. Difesa confermata con Caceres, Bonucci e Ogbonna davanti a Buffon. In regia Marchisio; completano il centrocampo l’ex di turno, Pereyra, e Pogba. Modulo speculare per Stramaccioni che, senza l’infortunato Domizzi, schiera Heurtaux, Danilo e Bubnjic davanti a Karnezis; in attacco Di Natale e Muriel; in mezzo al campo Allan, Guilherme e Kone, esterni sono Widmer e Pasquale. La Juve ricomincia da Verona, nel senso che domina la partita come era successo contro il Chievo alla prima giornata. Llorente come al solito difende ogni pallone, Pereyra fa il Vidal e l’intesa tra Evra e i compagni cresce col passare dei minuti.

All’8’ siamo già 1-0: azione sulla destra di Pereyra, palla sul fondo a Lichtsteiner che crossa basso; sfera sui piedi di Tevez che fa secco Karnezis con un destro rasoterra.

LA JUVE INSISTE – L’Udinese non riesce a ripartire come vorrebbe e sui lanci lunghi la difesa juventina è sempre molto attenta. I padroni di casa insistono alla ricerca del raddoppio e al 29’ Pereyra riceva un assist al bacio da Llorente, ma conclude alto da ottima posizione. Raro break friulano poco dopo con Muriel che corre a sinistra, crossa, ma Di Natale colpisce male di testa, disturbato da Ogbonna. Gli altri tentativi bianconeri sono di Tevez (cannonata alta), di Lichtsteiner (rasoterra sul fondo) e di Pogba al 39’, con Karnezis attento. Il francese ci riprova nel finale, ma ancora una volta il portiere dell’Udinese para.

BUBNJIC SEGNA MA NON VALE – A inizio ripresa Stramaccioni presenta Bruno Fernandes al posto di Muriel per avere un centrocampo più folto. Gli ospiti in effetti sono più spavaldi a provano a fare paura a Buffon che in realtà non deve mai intervenire, ottimamente protetto da Caceres, Bonucci e Ogbonna. Poi c’è Marchisio che copre per esempio su Bruno Fernandes in avvio di secondo tempo. Udinese molto pericolosa al 22’. Anzi, i friulani fanno proprio gol con Bubnjic che tocca sottoporta un tiro violento da fuori di Danilo. Per pochi millimetri il difensore pare in offside e infatti il gol viene giustamente annullato.

LA CHIUDE MARCHISIO – La rete annullata risveglia la Juventus che cerca il 2-0. Llorente si gira in area ma non trova la porta e poco dopo Tevez calcia forte ma il portiere ospite respinge in tuffo. Stramaccioni fa entrare anche Pinzi al posto di uno spento Guilherme, ma è la Juventus a segnare ancora. Minuto 30’: Tevez appoggia al limite dell’area a Marchisio che controlla e calcia forte col destro. 2-0 e tre punti in cassaforte. L’Udinese infatti non ne ha più e le forze fresche che fa entrare Allegri, Coman, Padoin e Morata, congelano il risultato. Anzi, proprio allo scadere Morata potrebbe bagnare col gol il suo esordio in bianconero, ma Karnezis è bravissimo e para. L’impressione finale è che la Juventus sia la stessa dell’anno scorso, con la stessa fame e soprattutto lo stesso gioco concreto e vincente. 

 


Un gol per tempo, un monologo mai interrotto nella prima parte di gara e l'autorevolezza della grande squadra nel chiudere la partita quando gli avversari iniziavano a farsi pericolosi. La Juve regola l'Udinese con Tevez e Marchisio e il collaudato 3-5-2, riveduto e corretto dalla mano di Allegri. 
Poteva non essere semplice visto l'atteggiamento iniziale dei friulani: Stramaccioni tiene fede alla promessa della vigilia e l'Udinese arriva allo Stadium decisa a giocare di rimessa, con uno schema che solo sulla carta è speculare a quello della Juve. Gli esterni sono costantemente sulla linea dei centrali di difesa e se ne allontanano solo quando proprio non possono farne a meno. 
Per la squadra di Allegri al contrario le fasce, specie la destra, sono la prima arma offensiva. Non c'è da stupirsi se il gol di Tevez, già più che meritato dopo appena otto minuti di gioco, nasca proprio da quella parte: Lichtsteiner si beve in velocità Danilo e Allan e da fondo piazza in mezzo all'area un pallone perfetto. Tevez appena lo vede si ingolosisce, anticipa tutti e lo piazza rasoterra alle spalle di Karnekis. L'argentino si fa così perdonare il muro involontario con cui, dopo appena due minuti di gioco, aveva stoppato un delizioso colpo di tacco di Llorente, servito sempre dalla destra, questa volta da Caceres. 
I colleghi dalla parte opposta non stanno a guardare. Pogba prende in mano il centrocampo, l'intesa con Evra cresce ad ogni azione e l'ex United arriva sul fondo in almeno tre occasioni, creando altrettanti pericoli. Anche il gioco di sponda di Llorente è efficace e per concretizzare il raddoppio, a Pereyra prima e Lichtsteiner poi, manca solo un po' di precisione. 
Quella che cerca Pogba al 40', quando forse sarebbe stato preferibile optare per la potenza: Karnekis esce scomposto su un traversone di Peryera e perde l'equilibrio, mentre il pallone arriva sui piedi del francese che prova a piazzare il rasoterra, dando al portiere dei friulani il tempo di intervenire. 
La Juve meriterebbe ben più dell'1-0 con cui chiude il primo tempo, non solo per l'ultima occasione di Llorente, in ritardo sull'invitante assist di Pereyra, ma anche e soprattutto per l'enorme mole di gioco espressa. Buffon si gode lo spettacolo da una posizione privilegiata, senza dover sbrigare nient'altro che l'ordinaria amministrazione. 
Nella stessa categoria rientra l'intervento con cui blocca, in avvio di ripresa, il destro di Allan. La prima conclusione della gara dà un po' di coraggio ai friulani e la Juve risponde con la punizione di Pogba, deviata in angolo da Karnekis. 
Rispetto al primo tempo però la squadra di Stramaccioni è più vivace. Bubnijc arriva anche a mettere in rete, deviando da due passi una conclusione di Danilo. La posizione è irregolare e il gol viene annullato, ma è chiaro che, per evitare brutte sorprese, si debba arrotondare il risultato. 
Vuoi la stanchezza, vuoi la ritrovata verve dei friulani il gioco però ora è meno brillante e serve la giocata individuale, la prodezza del campione. La confeziona Marchisio al 30', con un bolide a mezza altezza sparato dal limite. Un gol tanto bello quanto prezioso, che rispedisce al mittente i tentativi di rimonta, chiude la partita e permette alla Juve di finire in crescendo, dando anche spazio ai giovani Coman e Morata. Solo una manciata di minuti per i due ragazzi, ma già qualche notevole giocata messa in mostra: un ottimo modo per terminare la serata, con un incoraggiante sguardo al futuro. 
Redazione del Sito Ufficiale della Juventus
tratto da: Bentornata a casa Signora!



 

 
 
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martedì 20 maggio 2025

20 Maggio 2015: Juventus - Lazio

É il 20 Maggio 2015 e Juventus e Lazio si sfidano nella Finale (a gara unica) della Coppa Italia TIM Cup 2014-15 allo Stadio 'Olimpico' di Roma.

La Juve è guidata dalla panchina da Massimiliano Allegri (che è subentrato al dimissionario Antonio Conte a Luglio)  mentre la Lazio è allenata dal ex bianconero anni 80 Stefano Pioli

I Bianconeri dopo aver conquistato i precedenti tre campionati sotto la guida del tecnico pugliese si apprestano a farlo anche con quello toscano. Dall'altra parte i biancocelesti concluderanno una splendida stagione al terzo posto, lontani anni luce dai bianconeri ma sempre all'altezza della propria storia.

Buona Visione! 



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Stagione 2014-2015 - Coppa Italia - Finale
Roma, campo neutro - Stadio Olimpico
mercoledì 20 maggio 2015 ore 20:45
JUVENTUS-LAZIO 2-1 - Dopo i tempi supplementari
MARCATORI: Radu 4, Chiellini 11, Matri 97

JUVENTUS: Storari, Barzagli, Bonucci, (c) Chiellini, Lichtsteiner (Padoin 115), Vidal, Pirlo, Pogba (Pereyra 78), Evra, Tevez, Llorente (Matri 84)
A disposizione: Buffon, Rubinho, Ogbonna, De Ceglie, Pepe, Coman, Asamoah, Sturaro, Marrone
Allenatore: Massimiliano Allegri

LAZIO: Berisha, De Vrij (Keita B. 106), Gentiletti, Radu (Mauricio 71), Basta, Parolo, Cataldi, Lulic, Candreva, Felipe Anderson, Klose (Djordjevic 83)
A disposizione: Marchetti, Strakosha, Ciani, Braafheid, Mauri, Onazi, Ledesma, Novaretti, Cavanda
Allenatore: Stefano Pioli

ARBITRO: Orsato
AMMONIZIONI: Evra 60, Bonucci 64, Matri 97 (Juventus); Parolo 18, Candreva 108 (Lazio)




Partita equilibrata all'Olimpico: biancocelesti subito avanti con Radu, dopo 10' il pari di Chiellini. L'attaccante subentrato a Llorente decide la sfida al 7' del primo tempo supplementare. Per Allegri è doppietta, c'è ancora il sogno triplete

ROMA - La maledizione è finita. Al 4° tentativo, dopo 20 anni d'attesa, la Juve riesce finalmente a conquistare l'agognata 10/a Coppa Italia e mantiene vivo il sogno di un fantastico "triplete". Al contrario del doppio confronto in campionato, nettamente dominato, stavolta ci sono voluti 120' per rispettare i pronostici contro una Lazio gagliarda. Un successo sofferto conquistato con esperienza e, ad onor del vero, anche con un fondamentale pizzico di fortuna. Se, infatti, non ci fossero stati i pali a salvare per due volte Storari al 105' sull'1-1 adesso, forse, staremmo qui a parlare di un'altra storia. Ma il calcio è fatto anche di episodi e quasi sempre aiutano i più forti.

DJORDJEVIC EROE MANCATO  -  La Lazio ha poco da rimproverarsi. Ha giocato una partita tatticamente perfetta. Ha sfidato i campioni d'Italia senza timori reverenziali, non si è quasi mai scoperta, ha limitato alla grande i principali pericoli, Vidal, Tevez e Llorente. Per vincere le è mancato il colpo del ko. L'eroe della serata sarebbe potuto diventare Djordjevic ma il serbo, subentrato a Klose, ha prima tremato davanti a Storari all'88', infine non è riuscito a centrare lo specchio in occasione del doppio palo colpito al 105'. E così, inevitabilmente, la coppa ha preso la via di Torino.

ALLEGRI TORNA AL 3-5-2, PIOLI COL 3-4-3  -  Costretto a rinunciare agli squalificati Marchisio e Morata Allegri ha preferito tornare al 3-5-2 con Barzagli riproposto dal 1' in difesa e Llorente di nuovo al fianco di Tevez in attacco. Pioli ha replicato per le rime varando il 3-4-3 con il recuperato de Vrij accanto al ritrovato Gentiletti in difesa, Radu più accentrato e Basta chiamato a fare il cursore a tutto campo sulla fascia destra. In più, a centrocampo, ha preferito il dinamismo di Cataldi a Ledesma.

CHIELLINI REPLICA A RADU  -  Pronti, via e la Lazio è passata (4'): Cataldi ha pennellato una punizione dalla trequarti destra sulla testa di Radu che ha infilato l'incrocio. La Juve ha impiegato pochi minuti a riprendersi. Alla prima occasione, infatti, ha subito pareggiato (10'), replicando per le rime: su punizione dalla trequarti di Pirlo, Evra ha fatto da torre per Chiellini che con un bel sinistro al volo in mezza girata da due passi ha battuto Berisha.

PAROLO SFIORA IL 2-1  -  Le squadre si sono sistemate meglio in campo e, non a caso, prima della fine tempo solo due errori hanno prodotto altrettante emozioni: il primo in disimpegno di Pogba che ha consentito a Parolo di lambire il palo con un gran destro al volo in mezza girata dal limite, il secondo di Berisha che ha rischiato il patatrac ritardando un rinvio e poi facendo carambolare il pallone addosso a Tevez che per poco non ha infilato la porta rimasta sguarnita.

DJORDJEVIC E MATRI RIACCENDONO LA GARA  -  Nella ripresa, in cui la Lazio ha perso per infortunio Radu (a rischio derby), rimpiazzato da Mauricio, la musica non è cambiata. Per alterare l'equilibrio c'è voluto l'ingresso di Djordjevic e Matri (al posto di Llorente). Il primo si è smarcato bene in area all'84' ma ha peccato di cinismo davanti a Storari, il secondo ha segnato all'88' ma si è fatto pescare in millimetrico fuorigioco su un perfetto lancio di Pirlo.

DOPPIO PALO DEL SERBO, MATRI MATCH-WINNER  -  Si è andati ai supplementari dove, in 2' si è decisa la sfida. La "sliding door" del successo si è chiusa alla Lazio sul doppio palo di Djordjevic e si è, d'incanto, aperta alla Juve che, al 107′, ha siglato il gol-vittoria al termine di un bel duetto in area tra Matri e Tevez. La Lazio ha disperatamente tentato il tutto per tutto con Keita al posto di de Vrij ma ha finito per sbattere contro il muro eretto dai bianconeri. Così a far festa è ancora la Juve. Ai biancocelesti ora toccherà aspettare l'8 agosto quando, a Shanghai, andrà in scena la rivincita, in Supercoppa.



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venerdì 16 maggio 2025

16 Maggio 2015: Inter - Juventus

É il 16 Maggio 2015 ed Inter e Juventus si sfidano nella diciasettima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2014-15 allo 'Stadio Giuseppe Meazza - San Siro' di Milano.

La Juve é guidata dalla panchina da Massimiliano Allegri (che é subentrato al dimissionario Antonio Conte a Luglio) mentre l'Inter ,inizialmente allenati da Walter Mazzarri, adesso sono traghettati da Roberto Mancini . I Bianconeri dopo aver conquistato i precedenti tre campionati sotto la guida del allenatore salentino, adesso si apprestano a farlo anche con quello livornese. 

Buona Visione!

 


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Stagione 2014-2015 - Campionato di Serie A - 17 ritorno
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
sabato 16 maggio 2015 ore 18:00 
INTER-JUVENTUS 1-2
MARCATORI: Icardi 9, Marchisio C. rigore 42, Morata 83

INTER: Handanovic, D'Ambrosio, Ranocchia (Gnoukouri 89), Vidic, Juan Jesus, Brozovic (Podolski 82), Medel, Kovacic, Shaqiri (Nagatomo 71), Icardi, Palacio
A disposizione: Carrizo, Andreolli, Santon, Felipe, Kuzmanovic, Obi, Dimarco, Puscas, Bonazzoli
Allenatore: Roberto Mancini

JUVENTUS: Storari, Lichtsteiner (Ogbonna 55), Barzagli, Bonucci, Padoin, Romulo, (c) Marchisio C., Sturaro, Pereyra (Pogba 78), Matri (Llorente 66), Morata
A disposizione: Rubinho, Audero, Pepe, Coman, Asamoah, De Ceglie, Marrone
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Doveri
AMMONIZIONI: Morata 52, Lichtsteiner 54 (Juventus); Ranocchia 33, Brozovic 35, Vidic 41, Kovacic 58, Juan Jesus 67 (Inter)




Primo tempo di marca milanese con vantaggio meritato di Icardi. Poi nel finale Medel innesca il contropiede di Matri che causa un calcio di rigore: Marchisio non sbaglia e pareggia. Nella ripresa i padroni di casa non sono più incisivi e il giustiziere del Real Madrid colpisce, complice una papera di Handanovic

MILANO – L’Inter riesce nell’impresa, oggi non facile, di perdere in casa contro una Juventus sazia in campionato, reduce dall’impresa del Bernabeu, con la testa alla finale di Coppa Italia e infarcita di riserve. Una partita, quella di San Siro, che era nella mani nerazzurre dopo l’1-0 di Icardi e fino al calcio di rigore siglato da Marchisio, penalty scaturito dopo un’azione nata da un regalo di Medel. Nel secondo tempo i bianconeri fanno sul serio, concedono pochissimo e al momento giusto Morata piazza la zampata vincente anche con la complicità di un incertissimo Handanovic. Poi Storari mette in cassaforte la vittoria con due parate difficili e decisive. Una sconfitta, quella nerazzurra, che probabilmente mette la parola fine alla rincorsa dei milanesi a un posto di Europa League.

BROZOVIC CONCLUDE, ICARDI SEGNA – Moduli speculari in campo: 4-3-1-2. Mancini schiera Shaqiri dietro le punte che sono Palacio e Icardi. A centrocampo Kovacic con Brozovic e Medel. Hernanes è squalificato. Ampio turn over invece per Massimiliano Allegri, che schiera come coppa d’attacco Matri-Morata. A centrocampo Romulo, Marchisio e Sturaro con Pereyra dietro gli attaccanti. Tra i pali c’è Storari. La Juventus gioca un primo tempo molle, con la testa altrove senza energie fisiche ma soprattutto mentali. L’Inter allora ha campo libero e dopo 2’ Icardi impegna già Storari. Il solo Morata ha voglia di fare e mette paura alla difesa milanese in un paio di occasioni. Ma al 9’ arriva l’1-0 nerazzurro: angolo, palla al limite con destro potente di Brozovic. Sulla traiettoria devia col corpo Icardi che fa centro.

REGALO DI MEDEL, MARCHISIO NON SBAGLIA – La reazione juventina non c’è, l’Inter addirittura può gestire palla senza rischiare nulla. Morata, come detto, è il solo a mettersi in evidenza nella fila ospiti e un suo sinistro al 22’ costringe Handanovic alla parata in angolo. Pochi minuti dopo errore di Lichtsteiner e Palacio colpisce di prima intenzione in area, ma trova una paratona di Storari. L’Inter comincia a sbagliare qualcosa e rimedia anche i primi cartellini gialli. Al 39’ solo la traversa salva Storari dopo un gran tiro di Shaqiri. Poi Brozovic segna ma viene fermato in offside. Fuorigioco che per questioni di millimetri non c’è. Al 41’ pasticcio Inter: Medel fa un retropassaggio a centrocampo, lanciando così Matri verso la porta. Vidic è lento, rincorre Matri e una volta in area lo stende causando calcio di rigore. Sarebbe chiara occasione da gol, ma Doveri sanziona Vidic col giallo. Sul dischetto va Marchisio che spiazza Handanovic per l’1-1.

L’INTER NON SPINGE PIU’ – Inizia il secondo tempo e Morata ha due occasioni in un minuto: prima porta a spasso Ranocchia ma conclude male sul fondo da ottima posizione. Poi arriva un cross dalla destra, D’Ambrosio va a vuoto e lo spagnolo, sorpreso, devia di testa out. Allegri fa i cambi e inserisce Ogbonna al posto di Lichtsteiner (ampiamente insufficiente oggi lo svizzero) e quindi Llorente per Matri. L’Inter non è più incisiva come nel primo tempo, come se l’episodio del calcio di rigore per la Juve avesse spento la luce. Si segnala solo un bel tiro al volo di D’Ambrosio, dopo un buon lancio di Kovacic: sul fondo. Entra Nagatomo che dà maggiore ritmo, mentre nella Juventus entra Pogba che almeno a livello psicologico pare spaventare l’Inter.

ANCORA MORATA, POI SUPER STORARI – Al minuto 38’ arriva infatti il vantaggio ospite: azione juventina, mischia in area e la palla arriva al limite dove Morata è a terra per aver subito un fallo non fischiato per la regola del vantaggio. Lo spagnolo si rialza e calcia un destro non irresistibile. Handanovic va in tuffo, non la tiene e la frittata è fatta. L’Inter ha una reazione un minuto dopo aver preso gol con una doppia clamorosa occasione. Ma Storari prima respinge su Palacio e poi è super a dire di no a Icardi. Sul fronte opposto Morata sfiora il 3-1 con un bel colpo di testa in anticipo sul primo palo: sul fondo.

Federico Sala






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