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mercoledì 22 aprile 2026

22 Aprile 2003: Barcellona - Juventus

É il 22 Aprile 2003 e Barcellona e Juventus si sfidano nella Gara di ritorno dei Quarti di Finale della UEFA Champions League 2002-03 allo Stadio 'Camp Nou' di Barcellona (Spagna).

 

Dopo l'1-1 dell'andata (con gol di Paolo Montero e Javier Saviola), la Juventus si presenta al Camp Nou con l'obbligo di fare risultato (ovvero: segnare e non perdere). Le cose sembrano mettersi bene con il vantaggio bianconero firmato Pavel Nedved, ma poi - dopo un errore clamoroso sotto porta di Luis Enrique (!) - tutto si complica: il pareggio di Xavi, l'espulsione di Edgar Davids e una battaglia in 10 contro 11 che prosegue con i tempi supplementari... La Juve è sulle gambe ma sono i subentrati a confezionare il miracolo: cross da destra di Alessandro Birindelli, zampata del "Panteron" Marcelo Zalayeta e popolo juventino in estasi.

fonte: Eurosport.it

 

 Buona Visione!

 


barcellona


Champions League 2002-2003 - Quarti, ritorno
Barcellona - Stadio Camp Nou
Martedi 22 Aprile 2003
BARCELLONA-JUVENTUS 1-2 - Dopo i tempi supplementari
MARCATORI: Nedved 53, Xavi 66, Zalayeta 114

BARCELLONA : Bonano, Puyol, Andersson (Mendieta 61), De Boer F., Reiziger (Gerard 91), Overmars (Riquelme 85), Xavi, Motta, Luis Enrique, Saviola, Kluivert
Allenatore : Radomir Antic

JUVENTUS: Buffon, Thuram, Ferrara C., Montero, Zambrotta, Camoranesi (Birindelli 46), Tacchinardi, Davids, Nedved, Di Vaio (Zalayeta 46), Del Piero (Tudor 83)
Allenatore : Marcello Lippi

Arbitro : Graham Poll (Inghilterra)
Espulsioni : Davids 79 (Juventus)



LE PAGELLE 
Thuram e Buffon i due giganti della difesa 
Davids, Montero e Tacchinardi squalificati 

BARCELLONA 
BONANO 6. Portiere di basso profilo. Dicono. Ma almeno bisognerebbe tentare di impegnarlo. Al 1' assalto Nedved lo infila sul primo palo, al 2' affondo del ceco vola a salvare il bis di Pavel. 
PUYOL 5,5- Smaliziato, controlla bene Del Piero, patisce quando a sinistra si materializza Nedved. 
ANDERSSON 5,5. Difensore di emergenza, non gioca mai, fa il possibile per limitare i danni 
(dal 16'st Mendieta 6). 
DE BOER 5,5. Anche lui salta come un tappo di champagne quando Nedved azzecca la percussionegol. 
REIZIGER 5. In difficoltà con Camoranesi, non meno precario su Zambrotta (dal 1' ts Gerard sv). 
MOTTA 6. Mastino su Nedved, ma anche molto pulito nelle giocate che contano. 
OVERMARS 6. In difficoltà a trovare spazio sulla destra, Antic gli cambia fascia senza grosso successo 
(dal 40' st Riquelme 5,5). 
XAVI 6,5. Gran combattente, filtra il gioco, trova il pareggio con un destro a pelo d'erba che è un'autentica sassata. 
LUIS ENRIQUE 6,5. Capitano e anima, trascina i suoi, cerca il gol con un rasoterra che fa sussultare novantamila cuori. 
KLUIVERT 7. Devastante nel fare male alla difesa della Juve. Mette a dura prova Ferrara, in ogni azione d'attacco c'è sempre il marchio dell'olandese. 
SAVIOLA 5,5. Temibilissimo perchè sguscia via imprendibile. A volte sembra si nasconda, poi riappare nelle zone in cui è più facile soprendere l'avversario. 

JUVENTUS 
BUFFON 7. Gli assalti del Barcellona producono effetti devastanti sulle sue coronarie. Una parata su Saviola e una su Overmars nel pt. La sventola di Xavi è imparabile, il finale ùria bolgia, sì esalta con un miracolo su Kluivert. 
THURAM 8. Prima Luis Enrique poi Overmars. Dalla sua parte il Barcellona è un fiume in piena. Ci vuole grinta e fortuna per fare argine. Disputa un partitone, nei pulso supplementari ha ancora la forza per partire in contropiede e da centrale difensivo è mostruso. 
FERRARA 7. Kluivert fa danni in lungo e in largo. Ogni avanzata azulgrana fa scattare il segnale d'allarme. Svetta nei duelli aerei. 
MONTERO 5. In grave difficoltà nel gestire le manovre difensive, si salva con interventi spericolati e spesso avventurosi. Quando riesce almeno a bloccare l'avversario. Ammonito per un placcaggio rugbistico sarà squalificato. 
ZAMBROTTA 6. Poca sostanza, ma impegno a dosi industriali. Difende, si sgancia con qualche impaccio. Nella ripresa riparte da destra. 
CAMORANESI 6. Ha l'avversario, Reiziger, meno tignoso, riesce a divincolarsi e a cercare la profondità 
(dal 1'st Birindelli 6,5: la dietro sì rischia il Titanic, Lippi aggiunge una scialuppa di salvataggio. E lui fa il cross-qualificazione). 
TACCHINARDI 5,5. Gran fatica a centrocampo,razione non riparte mai in scioltezza, il traffico è da ora di punta, ma non riesce a disciplinarlo come altre volte. Sarà squalificato. 
DAVIDS 5. Balla la samba fra troppi avversari. Recapita parecchi palloni che i compagni non sanno sfruttare. Già ammonito si fa espellere per un fallo sciocco. 
NEDVED 7. Come all'andata Motta lo marca in maniera spietata. Fa il solito giochetto del pendolo, non riesce a trovare il varco giusto. Bell'assist per Del Piero che svanisce nel nulla. Si scatena nella ripresa, cui dà spessore con il gol del vantaggio e una bordata che impegna Bonano. Nei supplementari diventa punta. 
DI VAIO 4,5. La partita comincia, ma nessuno l'avverte. Estraneo al gioco, molle, deambula per il campo senza essere di nessuna utilità. E Lippi perde la pazienza
(dal 1' st Zalayeta 7: a lungo un disastro, poi la prodezza che lo farà passare alla storia). 
DEL PIERO 5,5. La partita che sognava diventa subito un groviglio di difficoltà.'Non ha appoggi da Di Vaio, non ha la forza di cercare soluzioni personah. Occasione perduta, quando esce ha l'aria delusa, 
(dal 38' st Tudor 6).

Fabio Vergnano





LIPPI STRATEGA AL CAMP NOU: «SIAMO STATI FANTASTICI ANCHE IN DIECI«
Zalayeta: una Juve eroica
Nedved: voglio la Coppa
L'uruguaiano: «Vincere ai supplementari, una fatica che fa felici« 
Il ceco: «Real o Manchester, l'importante è essere in semifinale«


«La semifinale è un traguardo che la Juve attendeva da anni - esulta Marcello Lippi -. Siamo una squadra pratica più che spettacolare, ma nel calcio non sempre è necessario esse-re belli. Peccato per l'espulsione di Davids, che è stato il migliore in campo, comunque anche in 10 siamo stati fantastici. Real o Manchester? Non ho preferenze».

L'eroe della notte di Barcellona è Marcelo Zalayeta. 

«Non, eoica è tutta la squadra - precisa il bomber -. Ho segnato il gol più importante della mia carriera. Non so se cambierà il mio futuro, in questo momento non mi importa». 

Ma il motore della Juve è sempre di più Pavel Nedved: 

«Ho dato tutto, era una partita a cui tenevo tantissimo. La Champions League è un traguardo che inseguo da tutta la carriera. Non penso al Pallone d'Oro, non mi sento all'altezza di giocatori come Figo, ma voglio vincere questa coppa». 

Sui tanti cartellini subiti dalla Juve, l'autore del primo gol bianconero è categorico: 

«Se c'è da combattere, è normale arrivare al limite. Real o Manchester ora non fa differenza». 

Dai piedi di Birindelli è partito il cross decisivo: 

"Qualcuno sostiene che io abbia calciato a occhi chiusi, se l'avesse fatto qualcun altro direbbero che è un fenomeno. Questa sera abbiamo dimostrato che nei momenti difficili diamo il meglio».

Edgar Davids, rientrato senza una parola negli spogliatoi dopo l'espulsione, ha seguito i minuti finali dei supplementari con i nervi a fiori di pelle. Il suo è stato il primo e unico cartellino rosso subito dai bianconeri in questa edizione di Champions League, un po' meglio rispetto a un passato costellato di cacciate illustri, e comunque senza Davids la Juve ha dovuto modificare assetto perdendo tranquillità. Edgar assai dispiaciuto, dunque:

«Il mio fallo su Mendieta non era cattivo, non meritavo l'espulsione. Luis Enrique ha fatto di peggio per tutta la partita. Mi è spiaciuto molto perché ho lasciato i compagni in difficoltà nel momento decisivo della partita. Meno male che loro sono riusciti nell'impresa, straordinari, bravissimi tutti».

Come contorno alla grande sfida anche le solite voci di mercato. Sostiene Marcello Lippi che dall'inizio della stagione saranno almeno 700 i nomi di giocatori che interesserebbero alla Juventus. E' una provocazione, ma fra tante trattative che non andranno mai a buon fine, ce ne sono altre che sono state avviate anche se neppure queste per ora si può dire che siano in dirittura d'arrivo.

Una, la più concreta del momento, riguarda il difensore olandese della Lazio, Stam. In aperto disaccordo con la politica societaria del club romano, Stam ormai ha deciso di prendere in considerazione le offerte che arrivano dalle squadre italiane nordiste. Anche ieri fonti romane attendibili davano per sicura la trattativa con la Juve, che ha bisogno di un difensore per migliorare la qualità di un reparto solido, ma non più granitico come un tempo. Su tutti preoccupano le condizioni di Montero che sta concludendo una stagione difficile durante la quale Lippi gli ha spesso risparmiato accumuli di fatica. E Ferrara, pur avendo prolungato di un anno il contratto, è a rischio con i suoi 35 anni suonati. Stam non è un pivello, ha 31 anni, tuttavia gode di una condizione fisica strepitosa ed è in grado di ricoprire diversi ruoli della difesa.

Difesa da rimpolpare, ma non solo. C'è anche un problema attacco, perché i capricci di Trezeguet non sono piaciuti affatto ai dirigenti juventini. Quel «forse potrei farcela, ma non me la sento» sta spazientando un po' tutti. David è un campione, ma la Juve sta rivalutando la sua situazione prima di cominciare a trattare l'eventuale rinnovo del contratto. All'estero non mancano gli estimatori del francese che in bianconero potrebbe essere sostituito da un altro laziale, Corradi. Per arrivare all'attaccante che ha anche debuttato in Nazionale, Moggi potrebbe girare alla Lazio Di Vaio, che ha deluso alla prima esperienza importante. E l'ex del Parma accetterebbe di buon grado un ritorno a casa. In alternativa c'è Miccoli, che faticherebbe a trovare una sistemazione in una squadra che ha già Del Piero. 

Fabio Vergnano
brani tratti da: La Stampa 23 aprile 2003






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La Stampa 23 aprile 2003

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lunedì 17 novembre 2025

17 Novembre 2002: Torino - Juventus

É il 17 Novembre 2002 e Torino Juventus si sfidano nella decima Giornata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2002-03  allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

É una Juventus lanciatissima quella che si appresta a dominare questo 'Derby della Mole'. Tra qualche mese sará incoronata Campione d'Italia per la 27a volta, ma é un altro il chiodo fisso della societá e tifoseria. La Champions League purtroppo sfugge ai rigori nella finale fratricida contro il Milan, in un altra serata da dimenticare sul fronte europeo.

Dall'altra parte c'é un Toro che vive una stagione terribile. Ultimo posto in classifica e retrocessione in Serie B.

Buona Visione! 



torino


 

Campionato di Serie A 2002-2003 - 10 andata
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 17 novembre 2002 ore 20.30
TORINO-JUVENTUS 0-4
MARCATORI: Del Piero 6, Di Vaio 33, Nedved 52, Davids 89

TORINO: Bucci, Garzya, Fattori, Mezzano, De Ascentis (Balzaretti 86), Conticchio, Vergassola, Castellini, Magallanes (Maspero 60), Lucarelli C. (Osmanovski 60), Ferrante
Allenatore: Renzo Ulivieri

JUVENTUS: Buffon, Thuram (Pessotto 90+1), Ferrara C., Montero, Birindelli, Camoranesi, Tacchinardi, Davids, Nedved (Baiocco 90), Di Vaio (Zalayeta 75), Del Piero
Allenatore: Marcello Lippi

ARBITRO: De Santis
RIGORI FALLITI: Ferrante 73 (Torino)



LE PAGELLE BIANCONERE 
Anche Tacchinardi merita la Nazionale 
Montero rientra senza problemi, con Ferrara e Thuram la difesa è impenetrabile 

BUFFON 7. Il primo pericolo è suo: una punizione a mezza altezza di Magallanes lo costringe a mettere i pugni per evitare le insidie della palla viscida. Null'altro da segnalare per il resto del primo tempo anche perché davanti a lui funziona a dovere il blocco difensivo. Arpiona anche il rigore di Ferrante e non si può chiedergli di più. 

THURAM 6.5. Il Toro non gli lascia praterie in cui correre con libertà. Cosi riduce al minimo gli inserimenti offensivi cui si è abituato da quando ha accettato il ruolo di esterno difensivo. Se Ferrante gironzola dalla sua parte ne limila i movimenti, idem quando si appalesa Osmanovski 

(dal 46' st Pessotto sv). 

FERRARA 7. Uncina Lucarelli ogni volta che il centravanti tenta una mossa, cosi prolunga il digiuno dell'ex bomber torinista. Ritrova Montero e con lui ricompone la coppia difensiva che spesso ha blindato la difesa juventina. Non devono neppure parlarsi, basta uno sguardo e il portone principale si chiude a doppia mandata.

MONTERO 6,5. In campo dopo l'intervento al menisco. Nonostante la lunga assenza pare subito a suo agio coprendo ogni varco con la consueta tranquillità. Un recupero importante in funzione degli impegni a catena da qui alle vacanze natalizie. 

BIRINDELLI 6,5. Complimenti per la Nazionale che Trap gli regala. Dimostra di meritare la prima convocazione regalandosi una prestazione corposa, con giocate essenziali, cerca di dare sempre la palla su piedi sicuri. Nella ripresa ha come dirimpettaio Ferrante.

CAMORANESI 6,5. Temutissimo dai granata, fa il possibile per confermare il suo stato di forma. Non fatica moltissimo a trovare il modo di dare spazio alia sua fantasia. Quando si mette in moto palla sul piede in molti di quelli che vestono il granata si fanno il segno della croce perché non sai mai da che parte ti frega. Leggera la pressione su Osmanovski, provoca un rigore molto discutibile e comunque a risultato ampiamente deciso. 

TACCHINARDI 7. Duella con Magallanes, sicuramente è il granata a doversi preoccupare di più. Fa circolare la palla con una certa scioltezza, conferma tutto il bene che si è detto di lui da mesi a questa parte. Soltanto Trapattoni non si accorge di lui e non si capisce la miopia del commissario tecnico. 

DAVIDS 7. Cerca di ubriacare l'avversario con le solite piroette in cui nasconde e fa ricomparire la palla come il mago Silvan. A volte si perde in inutili dribbling che non giovano alla scorrevolezza della manovra. Recupera molti palloni con la caparbietà che gli è abituale. Chiude da goleador. 

NEDVED 7,5. Ha molta, troppa libertà e la usa come meglio non potrebbe. Ulivieri prova a renderlo innocuo mettendogli alle calcagna De Ascentis, ma è come tentare di svuotare una piscina con un mestolo bucato. Prima della contromossa granata ha il tempo di essere due volte decisivo. Calcia la punizione del primo gol, lancia in profondità Di Vaio per il secondo sigillo. Non contento, decide di mettersi in proprio e all'inizio della ripresa fa secco Bucci con una sventola di sinistro 

(dal 45'st Baiocco sv). 

DI VAIO 7. Finalmente un gol di quelli che l'hanno reso famoso. Scatto in profondità e legnata in corsa che non lascia scampo il portiere. Seconda rete in campionato per Viallino, che spesso non riesce a essere utile come pptrebbe perché gli manca il supporto di una squadra che sappia come valorizzare le sue caratteristiche. Bravissimo nel farsi spazio e consegnare a Nedved l'assist per la terza rete 

(dal 31' st Zalayeta 6: assist perfetto per Davids)

DEL PIERO 7. Sale a quota 8 reti e appaia Vieri e Tetti. Gol fortunoso, ma anche bello perché sulla punizione di Nedved ha il tempismo giusto e sdegna con un colpo di tacco che rende subito amara la notte granata. Il resto è quasi tutto da ricordare. 

L'arbitro DE SANTIS 6. Puntuale in tutte le decisioni, anche se non è un derby avvelenato che gli crei grossi problemi. Perdona Lucarelli che tenta lo strangolamento di Birindelli, ma in fondo non scontenta nessune. Fiscalissimo sulla decisione di punire con il calcio di rigore una pressione di Camoranesi sulla spalla di Osmanovski, tuttavia non è neppure una decisione scandalosa.

Fabio Vergnano 
tratto da: La Stampa 18 novembre 2002



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giovedì 13 novembre 2025

13 Novembre 2002: Dynamo Kyiv - Juventus

É il 13 Novembre 2002 e Dynamo Kyiv Juventus si sfidano nella sesta partita del Girone di Qualificazione della Champions League 2002-03 allo 'Stadio Delle Alpi' di Torino.

É una Juventus lanciatissima quella che si appresta a dominare questa gara nel nostro stadio. Tra qualche mese sará incoronata Campione d'Italia per la 27a volta, ma é un altro il chiodo fisso della societá e tifoseria. 

La Champions League purtroppo sfugge ai rigori nella finale fratricida contro il Milan, in un altra serata da dimenticare sul fronte europeo.

Buona Visione!


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Champions League 2002-2003 - 1a Fase, 6a Giornata
Kiev - Stadio NSK Olimpiyskiy
Mercoledi 13 Novembre 2002
DINAMO KIEV - JUVENTUS 1-2
MARCATORI: Shatskikh 50, Salas 54, Zalayeta 61

DINAMO KIEV: Reva, Ghioane, Bodnar, Dmytrulin, Husin, Khatskevich (Leko 59), Gavrancic, Nesmachnyi, Belkevich, Shatskikh, Rincon (Cernat) 
Allenatore: Alexei Mikhailichenko

JUVENTUS: Chimenti, Birindelli, Fresi, Iuliano, Pessotto, Zambrotta, Conte A. (Paro 27), Baiocco, Olivera (Davids76), Zalayeta, Salas (Cassani 90+3)
Allenatore: Marcello Lippi

ARBITRO: Bo Larsen (Danimarca)



Salas-Zalayeta, è sempre bella Juve 
ASPETTANDO IL DERBY LA FORMAZIONE «ALTERNATIVA» DI LIPPI S'IMPONE A KIEV COGLIENDO UN SUCCESSO ALL'ESTERO IN CHAMPIONS LEAGUE CHE MANCAVA DA 4 ANNI
Brillano i bomber di scorta, grandi parate del portiere Chimenti 
Dal nostro inviato a Kiev 

Invece di un'inutile amichevole al Comunale, ecco la vera prova di derby. Mancano otto titolari, ma non ci poteva essere occasione migliore per passare in rassegna la truppa, a quattro giorni dalla sfida con i granata. Soprattutto perché a Kiev ha giocato una squadra composta da panchinari e titolari a singhiozzo. E i precari bianconeri che fanno? Conquistano la quarta vittoria europea, riportano la Juve al successo in una trasferta di Champions dopo quattro anni (ultima volta proprio a Kiev), forniscono a Lippi altre certezze, dimostrano carattere e voglia di farsi notare. Basta e avanza. 

Normale che con la pancia piena (vedi qualificazione già in cassaforte) si procedesse con esperimenti e verifiche. Lippi non vuole perdere la faccia di fronte all'Europa, ma neppure prosciugare il serbatoio delle energie di una Juve che, non contenta degli impegni a catena che il calendario le impone, si è ritagliata pure lo spazio per un'amichevole a Dubai all'inizio del 2003. Marca visita anche Zenoni all'ultimo momento (febbre), così salgono a otto i giocatori che per vari motivi Lippi non utilizza pensando già al derby, altro nodo cruciale dopo il Milan. E allora vai con le seconde linee, che hanno comunque il diritto di dimostrare la loro esistenza in situazioni più calde di quelle in cui abitualmente si vedono coinvolti. 

Aldilà di soliti noti, ci sono i due per i quali questa partita diventa un test di idoneità. C'è il rientro di Pessotto a sette mesi dall'infortunio al ginocchio e soprattutto debutta Olivera, 21 anni, talento annunciato ma ancora tutto da esprimere. Al furore della Dinamo che cerca i punti qualificazione, la Juve oppone resistenza difensiva e contropiede. Proprio in difesa si segnala in avvio Chimenti, altro sdoganato dalla panchina che in rapida successione si oppone per due volte al 18' a conclusioni ravvicinate di Shatskikh. E' una Juve che a volte si arrabatta come può, che tenta timide incursioni e sfiora il gol con Fresi al 27', perfetto nello stacco di testa ma sfortunato in quanto la girata centra la traversa. Cambio di fronte ed è la Dimano a colpire il palo con un destro di Belkevich, deviato da un attentissimo Chimenti. 

Notizie dal fronte Olivera: l'uruguaiano cerca la semplicità, dopo vari tentativi a vuoto è proprio lui che innesca Fresi per l'azione di cui sopra. Parte a sinistra, ma quasi subito comincia a navigare a tutto campo, alla caccia degli spazi giusti. Sicuramente si trova ad agire in condizioni difficili, ma azzecca giocate importanti. Discreto Pessotto, che cerca di tamponare la fascia sinistra da dove la Dinamo spesso fa scattare le sue azioni più pericolose. E' già bello rivederlo in campo, non si può certo pretendere che vada come una saetta. Dopo 27' lascia la compagnia anche Conte. Un riacutizzarsi del solito problema muscolare fa scomparire dalla partita la sua testa pelata. Lo sostituisce il baby Paro, mentre la Dinamo saccheggia il proprio repertorio di fantasia per arrivare al gol che la spinga oltre il primo «taglio» di Champions. Tanti tentativi, poca sostanza. 

Ma al 5' della ripresa ci pensa la Juve a rimettere in corsa gli ucraini. C'è un cross di Shatskikh, Chimenti interviene sulla traiettoria e spinge la palla in porta. Una scossa, la Juve riparte sùbito e si regala il pareggio già al 9', con una deviazione (di destro) a corto raggio di Salas. Grande reazione corale, anche i panchinari hanno un'anima e offrono a Lippi un ventaglio di scelte sempre più interessante. Così al 16' si materiahzza il vantaggio. Tacco di Salas per Zalayeta, che defilato sulla destra scarica il pallone in rete. Gol di potenza e dimostrazione di grande coraggio. In chiave derby Lippi sorride, il risveglio degli attaccanti di scorta prospetta soluzioni importanti. Non si vive di solo Del Piero. Ma è tutta la Juve che pare voler confortare le scelte del suo allenatore. Partita inutile non significa andare alla deriva e la squadra stringe i denti, cancella le titubanze della prima parte chiudendo con la sesta vittoria consecutiva fra Campionato e Coppa. 

Fabio Vergnano 
tratto da: La Stampa 14 Novembre 2002






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domenica 19 ottobre 2025

19 Ottobre 2002: Inter - Juventus

É il 19 Ottobre 2002 e Inter e Juventus si sfidano nella sesta giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2002-03 allo 'Stadio Giuseppe Meazza - San Siro' di Milano.

É una Juventus lanciatissima quella che si appresta a vincere questa gara nella capitale. Tra qualche settimana sará incoronata Campione d'Italia per la 27a volta, ma é un altro il chiodo fisso della societá e tifoseria. La Champions League purtroppo sfugge ai rigori nella finale fratricida contro il Milan, in un'altra serata da dimenticare sul fronte europeo. 

Dall'altre parte c'é un Inter che tallona 'da vicino' i bianconeri. Sará un'altra fatica inutile: il titolo di piú forti d'Italia scappa ancora in Piemonte!

Buona Visione!

 


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Stagione 2002-2003 - Campionato di Serie A - 6 andata
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
Sabato 19 ottobre 2002 ore 20.30
INTER-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Del Piero rigore 90, Vieri C. 90+6

INTER: Toldo, Cordoba, Materazzi, Cannavaro F., Zanetti J., Almeyda (Emre 63), Di Biagio, Coco, Recoba (Morfeo 78), Vieri C., Crespo
Allenatore: Hector Cuper

JUVENTUS: Buffon, Thuram, Ferrara C., Iuliano, Birindelli (Zambrotta 63), Camoranesi, Tudor (Conte A. 83), Davids, Nedved, Salas (Zalayeta 69), Del Piero
Allenatore: Marcello Lippi

ARBITRO: Collina
ESPULSIONI: Conte A. 90+2 (Juventus); Morfeo 90+2 (Inter)


Le Pagelle Bianconere 

BUFFON 7. Potrebbe anche iscriversi a un corso di origami per il tempo libero che gli lascia l'Inter nel primo tempo. Si supera nella ripresa quando aspetta Vieri lanciato verso di lui e gli ruba il pallone dai piedi con un intervento magistrale. 

THURAM 7. Sempre robusto e attento il pattugliamento della fascia destra anche se a turno si inseriscono in tanti. Trova spes so l'opportunità di sganciarsi e si trova perfino a tu per tu con Toldo dopo un assist di Del Piero. Un gigante. 

FERRARA 7. Vieri o Crespo, Vieri e Crespo. Benvenuto a San Siro, paraggi dell'inferno. Usa ogni mezzo lecito per imporsi, conferma che gli anni non hanno scalfito la sua immagine. Nelle mischie prevale spesso la sua capoccia, prende il tempo a gente con dieci anni meno di lui. Se pensiamo a difensori azzurri... 

IULIANO 6. Quasi sempre fa da body guard a Vieri e non è come fare da balia a un neonato anche se Bobone esce da un infortunio. Lotta, si impone con tranquillità, si concede alleggerimenti velleitari che non riesce mai a cancellare. Lascia troppa mano libera a Vieri nella ripresa. 

BIRINDELLI 6. Sta qualche passo più avanti della linea difensiva con il compito di neutralizzare Zanetti. L'argentino deve avere un paio di polmoni di scorta, il bianconero evita si sfiancarsi aspettandolo in zona e assolvendo con abnegazione, ma senza sussulti da protagonista, un compito davvero difficile 

(dal 17' st Zambrotta 6: spinge più del compagno, con qualche affanno). 

CAMORANESI 6. Contribuisce a dare spessore all'inizio folgorante della Juve, ovvero il periodc in cui i bianconeri sprecano un patrimonio di occasioni. Non fa cose memorabili, ma è sempre molto presente nel gioco in una parte del campo in cui non trova grande opposizione da Coco. Diventa protagonista nel finale di partita. 

TUDOR 6,5. Parte molto bene e sfiora perfino il gol con un piattone al volo che sorvola Toldo. Lo svolgimento della partita lo porta quasi sempre a essere al centro delle operazioni e mette a frutto la sua natura di difensore per aiutare i compagni nei ripiegamenti 

(dal 37' st Conte 5). 

DAVIDS 6,5. Grande impegno, una percentuale di errore a volte eccessiva. Il movimento continuo è la sua dote migliore considerato che le necessità lo portano a giocare in zone in cui non si sente a suo agio. 

NEDVED 6. Toccano a lui le occasioni da gol più allettanti nella fase di partenza, entrambe su suggerimento di Salas. Le spreca come spesso gli capita, perché è uno che lavora una montagna di palloni, ma poi sembra sempre che l'ultima parte dell'azione non lo riguardi più. 

SALAS 6,5. Sceglie l'occasione giusta per dare un segnale. Ispirato, generoso, non risparmia pressoché su nulla, mettendo il suo marchio sulla partita. Gli manca soltanto la piroetta vincente sotto porta, infatti fallisce il clamoroso match-ball che l'avrebbe fatto diventare l'uomo del destino
 
(dal 24' st Zalayeta sv). 

DEL PIERO 6,5. Decima partita ufficiale da titolare. Gli succhiano anche il sangue e un po' si vede che comincia a battere in testa. Ma non ci fosse lui, chi farebbe girare la palla con tocchi sempre delicati, chi inventerebbe quella girata che soltanto un Toldo mostruoso evita che si trasformi in un gol da fenomeno paranormale? 

COLLINA 6. Un arbitro all'altezza della sfida più bella e appassionante. Incute rispetto ai giocatori, domina la scena anche se non è una partita difficile da arbitrare. Nel finale non è lucidissimo.

Fabio Vergnano 




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