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domenica 6 settembre 2026

6 Settembre 1992: Cagliari - Juventus

É il 6 Settembre 1992 Cagliari Juventus si sfidano nella Prima Giornata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1992-93  allo Stadio 'Sant'Elia' di Cagliari.

La Juventus cerca di fermare l'egemonia del Milan che da un paio d'anni o piú ammazza il campionato senza scampo. Sará un impresa quasi impossibile in campionato, ma tant'è che con questo Roberto Baggio (capitano e uomo simbolo della squadra in Italia e nel mondo) tutto é possibile! 

Dall'altra parte c'é un Cagliari che disputa un campionato eccellente e finisce in sesta posizione e centra una bellissima qualificazione UEFA.

Buona Visione!

 


cagliari


 

Stagione 1992-1993
Campionato di Serie A - 1 andata
Cagliari - Stadio Sant'Elia
Domenica 6 settembre 1992 ore 16.00
CAGLIARI-JUVENTUS 0-0

CAGLIARI: Ielpo, Napoli, Festa, Bisoli, Firicano, Pancaro (Villa 75), Gaudenzi, Herrera, Francescoli, Matteoli, Oliveira (Criniti 66)
Allenatore: Carlo Mazzone

JUVENTUS: Rampulla, Carrera M., Baggio D., Conte A., Kohler, Julio Cesar, Di Canio (Ravanelli 74), Galia, Vialli, Baggio R., Moeller (Casiraghi 63)
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Cesari


 

Juve, prende un punto e regala dubbi 
I bianconeri, poco aiutati da Baggio e Vialli, appaiono saldi in difesa ma confusi in avanti
Moeller, a Cagliari, preferito in extremis a Platt 

CAGLIARI DAL NOSTRO INVIATO

Pronti via. Comincia il campionato e dobbiamo già chiederci se sia davvero questa la Juve giusta per andare lontano, oppure se, per un anno ancora, il laboratorio bianconero abbia costruito un prototipo zoppo, una macchina senza la quarta ruota. Gran brutto interrogativo, dopo il restyling robusto che dovrebbe aver ridotto le distanze dal Milan. E non è un grande sollievo per la Juve che il grigio esordio di Cagliari si rifletta nelle difficoltà incontrate da un po' tutte le rivali per lo scudetto. Il mal comune, mezzo gaudio è la consolazione dei mediocri. La Signora che abbiamo seguito, e non ammirato, nell'utile 0-0 del Sant'Elia non ha mostrato niente di quanto avremmo immaginato possedesse dalla cintola in su. 

Le belle forme intraviste in qualche notte d'agosto si sono sgonfiate nel caldo della Sardegna, quasi fossero state arrangiate con il silicone. E ci siamo scoperti a riflettere se davvero la «diversità bianconera» rispetto all'organizzazione di gioco milanista, non sia un'arma a doppio taglio: pericolosissima quando non funziona il gruppo dei fantasisti, capaci di andare in porta senza schemi. Ieri Baggio e Vialli, Moeller e lo stesso Di Canio si sono spenti nel grigiore di iniziative sempre troppo confuse per avere successo. I virtuosi hanno steccato e con loro l'orchestra. In 90 minuti la Juve ha tirato in porta quattro volte, e mai si è avuta l'impressione che fosse quella giusta. Anche il Trap ha messo del suo a complicare le cose. Ha mantenuto fino all'ultimo le incertezze sullo straniero da escludere e ha poi tolto quello che meno ci si aspettava: Platt. Ora diranno che era tutto risaputo da tempo. Balle. Chi ha visto Platt uscire dalla riunione del mattino, profferendo in inglese la parola che in francese rese celebre Cambronne, ha capito come la scelta l'avesse colto impreparato. C'era una logica, certo, a fargli preferire Moeller. Ed era quella di dare vivacità e velocità al gioco negli ultimi 20 metri. Moeller però ha fallito la prova. Per quanto ha fatto nei 63' minuti in cui l'abbiamo visto, non soltanto Platt ma persino un suo cognato avrebbe reso altrettanto. Capita. 

La mossa trapattoniana e l'ispirazione mediocre in un Baggio d'antan (anche se è stata sua la conclusione più pericolosa) hanno finito per sconvolgere molti equilibri. E hanno mandato in crisi Vialli. Abbandonato da tutti, con palloni che gli arrivavano tra due difensori, sembrava un ciclista in fuga sul tracciato mondiale di Benidorm, con il gruppo staccato a un chilometro. Trap, nella ripresa, ha provato a mandare avanti il Divin Codino, poi ha definitivamente rinunciato à Moeller, tenuto troppo indietro (e qui sta l'incoerenza della cosa), per gettare in mischia Casiraghi e poi anche Ravanelli, all'esordio in serie A. 

Proprio a Casiraghi è toccata la possibile palla-beffa, su un errore di Festa. L'ha sparacchiata malamente, all'87'. Sarebbe stata una punizione ingiusta per il Cagliari che ha fatto la sua parte da copione, senza osare troppo (un paio di conclusioni di Francescoli e basta), tuttavia senza trovarsi mai in difficoltà con la regia sapiente di Matteoli. Napoli, ex bianconero, si è piazzato su Moeller. Festa ha controllato lo sfiduciatissimo Vialli. Herrera ha preso di mira il Codino e la tagliola di Mazzone ha funzionato: la faina bianconera ha girato al largo, bloccata al centro e impacciata sulle fasce dove Dino Baggio sprinta come se fosse nel salotto di casa sua e con le pattine ai piedi. Non è colpa sua se non ha l'accelerazione brusca del terzino di spinta. Si sta adattando a un ruolo non suo. Forse ci riuscirà, con il talento. O forse non ce la farà, perché non ha (ancora?) la personalità per imporsi: nel primo tempo l'abbiamo visto smarcarsi spesso e mai gli è giunta la palla con una giocata rapida. 

La Juve delle delusioni in attacco ha dimostrato tuttavia la propria solidità quando ha controllato le avanzate sarde. Dietro, la squadra è affidabile, pur negli svarioni di Julio Cesar, che se gioca di fino è come un film di Hitchcock, non intuisci mai la conclusione. Insomma è una Juve che regge e che non prenderà molti gol. Il dubbio riguarda quando deve giocare per vincere. E si suppone che con l'obiettivo di uno scudetto, le toccherà provarci spesso. 

Marco Ansaldo


 

Baggio trova il colpevole: è il caldo 
«Ma abbiamo ampi margini di miglioramento» 
Dopo il famoso litigio, pace tra Vialli e Mazzone 
CAGLIARI DAL NOSTRO INVIATO 

Prologo: protagonista Vialli. Il Gianlucaccio smette i panni del cattivo, appunto, e si fa Gianluchino. Avvicina il massiccio signore in vistosa maglietta rossa e lo abbraccia. É pace tra Vialli e Mazzone, l'omone di Trastevere con il quale ebbe un litigio furibondo, l'anno scorso alla prima giornata di ritorno, partita Sampdoria-Cagliari. Non stiamo a ricordare i risvolti di una storia che suscitò enorme scalpore. Qui ci preme solo sottolineare la frase di Vialli: 
«Non c'era stata guerra con Mazzone, quella volta vinsero su entrambi la voglia di vincere e il nervosismo». 
Invece, di voglia di vincere, ieri sembrava non ne avesse più nessuno e forse la stretta di mano tra Vialli e Mazzone è stata interpretata male, quasi come un patto di non aggressione. 
«Più bella la pace con Vialli di questo punto» 
ha concesso Mazzone, commosso. 
«No - dice il bomber -, il Cagliari ha giocato bene e la Juve non è stata brillante come nel recente passato. Ve lo dico io che con un Cagliari così sarà difficile per tutti vincere su questo campo. Accettiamo questo punto, anche se raccolto al termine di una prestazione non entusiasmante». 
E veniamo alla partita. La racconta Baggio, il capitano, protagonista mancato: 
«Era la prima volta che giocavamo di pomeriggio e in una giornata torrida. Alla fine, in campo, c'erano tre punte di ruolo nella Juve, quindi s'è cercato sempre di vincere. Ma il caldo ci ha penalizzati. Questa squadra può rendere molto di più, ha solo bisogno di lavorare, vedo grandi margini di miglioramento». 
Un dettaglio, perché la fascia di capitano era di colore verde? 
«Verde, come la speranza di vincere finalmente qualcosa con questa Juve». 
Ultimo atto con Trapattoni: 
"Alla fine il pari lo accetto, anche se non sono soddisfatto. Siamo lontani dal cento per cento di rendimento, ci manca ancora la lucidità necessaria per fare già la nostra partita. E non dimentichiamo quella del Cagliari, una squadra che sapevo forte, avendo avuto relazioni favorevoli sulla tenuta e la crescita della formazione sarda". 
Un rischio tenere Galia in campo fino al termine? 
«No, ormai il Cagliari aveva dato tutto, avevo capito che non avremmo rischiato inserendo Casiraghi e Ravanelli. Piuttosto, avete visto la nuova regola? Rampulla per poco non ci ha rimesso un ginocchio. Non sarebbe meglio snellirla, vietando solo la melina tra difensore e portiere e non i retropassaggi?». 
Milan due, Juve uno: normale? 
«Il calendario contemplava questa possibilità dopo la prima giornata. Fa più impressione la sconfitta del Parma, a dimostrazione che sarà un torneo molto equilibrato, con risultati a sensazione ogni domenica». 
Sipario, soprattutto su Rampulla, innervosito da un episodio. 
«Dopo che Oliveira mi è franato addosso stavo per dargli un cazzotto» ha confidato

Franco Badolato
brani tratti da: La Stampa 7 settembre 1992






IL TEMA/LA VERA JUVE È QUELLA DI CAGLIARI?
SIGNORINELLA PALLIDA

Esordio sotto tono per Madama, opposta al dimezzato Cagliari. I problemi che Trapattoni deve risolvere sono molti: Vialli stenta a entrare in forma, Roberto Baggio si sacrifica in nome del gioco di squadra, ma la manovra ne risente pesantemente, e il dilemma del quarto straniero non agevola il compito del tecnico, ancora alla ricerca del sostituto di... Cabrini sulla fascia sinistra. Nonostante tutto, però, il popolo bianconero può attendere con fiducia i prossimi impegni di campionato: il Trap, lo dimostra la storia, si esalta soprattutto di fronte alle difficoltà

CAGLIARI. Avranno influito certamente il caldo e l'ancora prematura fase stagionale, come ha spiegato alla fine Trapattoni, però al suo esordio nel campionato del rilancio la Juve sembrava reduce dall'aver acquistato al mercato, anziché il «number one» Luca Vialli, un gagliardo sacerdote di campagna. Uno di quelli che, con la tonaca al vento e un encomiabile sprezzo della fatica, trascinavano un tempo a infuocate sfide i giovani allievi sui campi oratoriali. L'aver riproposto l'inconfondibile e suggestivo modulo tattico alla «viva il parroco» non ha giovato molto alla Signora, che si è dovuta accontentare, alla fine, di un risicato pareggio al Sant'Elia contro il Cagliari, dimezzato dalle assenze di Moriero e Bresciani. Sulle estemporanee iniziative individuali, sul sistematico ricorso al rilancio alla cieca da parte dei bianconeri del Trap hanno ripreso ad aleggiare gli incubi che da qualche anno tormentano i tifosi di Madama. E il campionato ha subito posto uno dei quesiti-chiave su cui si giocherà il suo cammino e i suoi esiti: riuscirà l'ennesima campagna miliardaria di rafforzamento a spezzare il sortilegio che nega il tricolore ai bianconeri dall'ormai lontano 1986?

I MOTIVI
1 - Invece che alla «viva Vialli», la Juve ha esordito contro il Cagliari dimezzato (dalle assenze) giocando alla «viva il parroco». E se il Luca nazionale prende i... voti, ecco il dubbio agghiacciante: la terza consecutiva campagna acquisti miliardaria della Signora non servirà a nulla?
2 - Al Sant'Elia, il pubblico bianconero si è divertito (si fa per dire) solo a scoprire il pelo nel nuovo. Platt escluso, gli altri acquisti in ombra. Ma le attenuanti non mancano.
3 - Il primo problema della Signora riguarda il regista: il Trap manda l'inglese Platt in tribuna, dimostrando di credere poco al riciclaggio dell'anno, tentato per tutta l'estate. E allora Roby Baggio si sacrifica e tutta la Juve soffre.
4 - L'altro Baggio delude come terzino sinistro, Di Canio rinasce come tornante, ma tale e quale a prima. E per il Trap diventa necessario lavorare ai fianchi della Signora. Per non farla finire kappaò.


1 Facciamo un po' di conti. Nell'estate 1990 la Juventus, spesi una sessantina di miliardi, consegna a Maifredi, la squadra del riscatto. La critica è concorde: quello pilotato dal genio di Robertino Baggio sarà un formidabile incrociatore, destinato a sterminare la concorrenza. Dopo il fatale inabissamento, il ritorno di Trapattoni e la magistrale chiusura «tedesca» delle falle difensive suscitano nell'estate successiva nuove esaltanti certezze: la Signora '91-'92 non può fallire, perché ha completato con una difesa-bunker un attacco e un centrocampo già «monstre». Risultato: quando nella primavera scorsa il Trap lascia sul campo del Parma la Coppa Italia, il suo sconsolato commento cala come una brutale mannaia sulla squadra: 
«Con questi giocatori, è già stato molto conquistare il piazzamento UEFA». 
Dove sta, allora, la verità? Pericolosamente educati in questi due anni alla teoria della relatività (dei giudizi tecnici di inizio stagione), i tifosi di Madama non hanno potuto che rabbrividire di fronte all'arruffata recita di Cagliari: dove sono finiti i miliardi spesi per Vialli, per Platt, per Möller, per Ravanelli? La catastrofica risposta suggerita dal campo tuttavia non può essere vera: a inizio stagione i valori devono ancora assestarsi e i risultati-shock della prima giornata, ben oltre il pari di Cagliari, impongono assoluta cautela. Quella del Sant'Elia non è la Juve '92-'93, ma solo un suo timido abbozzo.

2 D'accordo, siamo solo all'inizio, però a Cagliari sono emersi, più che banali malanni di stagione, problemi autentici, in gran parte già previsti all'indomani del mercato. Il primo chiama in causa il regista. Una lacuna tecnica che le operazioni estive non hanno colmato, inducendo il Trap ad annunciare il riciclaggio di David Platt, mezzapunta tutta pause e gol, nel non facile ruolo. La rinuncia all'inglese nel match d'avvio dimostra tuttavia che i risultati d'agosto non hanno convinto il tecnico, sicchè in campo è andata la Juve già spesso vista l'anno scorso: un po' ancorata a Baggio (quello vero), un po' spuntata in attacco per i vuoti che i ripiegamenti del Robertino nazionale aprono in zona-tiro. L'altra mezza punta, Möller, è stata a guardare e il non gioco ha cancellato le occasioni da gol dall'orizzonte bianconero.

3 Il piatto dell'ultima Juve piangeva in attacco? Detto e fatto: ecco Luca Vialli, principe dei bomber nostrani. Attenzione, però. L'ex doriano è tutto fuorchè un classico centravanti di sfondamento, abituato com'è a offrire il meglio ripiegando sulla trequarti a dialogare con compagni pronti a inserirsi in zona-gol per sostenerne o surrogarne l'azione. Il Mancini della situazione, tuttavia non c'è ancora, in casa Juve perché Andy Möller non si sgancia praticamente mai verso l'area di rigore e Roberto Baggio è fatalmente risucchiato nella propria metà campo dalla necessità impellente di un direttore d'orchestra. Morale della favola: l'azione più lucida di Vialli al Sant'Elia l'ha offerta la sua testa. Ma solo perché è pelata come una palla di biliardo.

4 Un altro paio di lacune avevano afflitto la Signora nella scorsa stagione, sguarnendo i due lati del suo fronte offensivo di interpreti pienamente affidabili. Scaduta la fiducia in De Agostini sulla fascia sinistra, il Trap vi aveva adattato Marocchi, con esiti modesti. Il mercato ha sottratto ai bianconeri anche l'ultimo interprete testuale, scaricando lo stesso De Agostini all'Inter, e negato un valido successore. Il Trap ha provato Dino Baggio, ma dopo i clamori estivi ecco la doccia fredda: opposto a Gaudenzi, l'ex interista si è limitato a godersi la partita da spettatore, mai avviando un'iniziativa. Sull'altro lato, ci si aspettava il rinato Di Canio, dopo i balbettii che l'anno scorso l'avevano posto in alternativa ad Alessio. Contro il Cagliari l'ex laziale ha offerto l'impressione di essere effettivamente rinato. Però tale e quale a prima: abulico e inespressivo. Conclusione: il Trap, dopo il debutto in campionato, ha di che essere contento. Ma solo perché, amando svisceratamente il lavoro, non gli manca la materia prima per esercitare a fondo la sua vocazione.

Carlo F. Chiesa
tratto dal Guerin Sportivo anno 1992 n.37









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mercoledì 6 maggio 2026

6 Maggio 2012: Cagliari - Juventus

È il 6 maggio 2012 e Cagliari e Juventus si sfidano nella diciottesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Serie A 2011-12  allo Stadio 'Nereo Roccodi Trieste.

È il primo anno di Antonio Conte come allenatore dei nostri eroi, ma nessuno si può sognare quale sarà l'epilogo di questa stagione. Alla fine sarà una marcia trionfale lunga trentotto partite, tutte senza l'onta della sconfitta. 

Dall'altra parte c'è il Cagliari che vince il suo personalissimo scudetto ed evita una dolorosa retrocessione in Serie B.

Buona Visione! 



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Stagione 2011-2012 - Campionato di Serie A - 18 ritorno
Trieste - Stadio Nereo Rocco
domenica 6 maggio 2012 ore 20:45 
CAGLIARI-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Vucinic 6, Canini autorete 74

CAGLIARI (4-3-3): Agazzi, Pisano, Canini, Astori, Ariaudo, Ekdal, Conti D., Nainggolan, Ibarbo (Larrivey 62), Pinilla, Thiago Ribeiro (Cossu 49)
A disposizione: Avramov, Perico, Gozzi, Dessena, Nenè
Allenatore: Massimo Ficcadenti

JUVENTUS (4-3-3): (c) Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner (Caceres 25), Vidal (Giaccherini 53), Pirlo, Marchisio C., Pepe, Matri (Borriello 70), Vucinic 
A disposizione: Storari, Estigarribia, Del Piero, Quagliarella 
Allenatore: Antonio Conte

ARBITRO: Orsato
AMMONIZIONI: Vidal 9, Chiellini 48, Pepe 54 (Juventus); Nainggolan 17, Pisano 40, Cossu 52 (Cagliari)



La squadra di Conte vince per due a zero con le reti di Vucinic e l'autorete di Canini che liquidano la pratica del Cagliari. Da Milano l'Inter vince il derby e dà il là alla festa bianconera allo stadio Nereo Rocco

Nella gara della 37esima giornata di campionato la Juventus vince per 2 a 0 contro il Cagliari e, complice la sconfitta del Milan nel derby contro l'Inter, si laurea campione d'Italia per la stagione 2011-2012. Allo stadio Nereo Rocco la squadra di Conte vince con un gol per tempo firmato da Mirko Vucinic e dall'autogol di Michele Canini, il tutto condito dalle belle notizie provenienti da San Siro. La Juve è campione!

IL MATCH - La squadra di Antonio Conte gioca dunque la partita più importante della stagione nello stadio dedicato al più carismatico tecnico della storia del Milan, il grande ''Paron'' Nereo Rocco. 
Al 6' subito Juventus in vantaggio: lancio di Bonucci per Vucinic, che in posizione sospetta scappa verso Agazzi e lo batte con un tocco di destro. Non molla il Cagliari, che pressa la Juventus e cerca di fare la partita, ma è aggressivo anche l'atteggiamento degli uomini di Conte; per questo motivo, dieci minuti di gioco non certo spettacolari, nonostante la rete di Vucinic. Boato sugli spalti, a Milano Inter in vantaggio. Juventus scatenata: Pirlo per Pepe, che da sinistra entra in area e scaglia un siluro che Agazzi respinge di pugni. Al 22' durissimo scontro di testa tra Pinilla e Lichsteiner, giocatori a terra. Imprudente lo stacco aereo del giocatore del Cagliari, Lichsteiner era in vantaggio sulla palla. Lo svizzero non ce la fa, esce con la barella e al suo posto entra Caceres. Al 32' fallo di Nainggolan su Vidal. Certamente non sportivo il comportamento dei giocatori della Juventus che attorniano l'arbitro chiedendo con veemenza il secondo giallo per Nainggolan, che peraltro sarebbe stato meritato. Al 36' conclusione di destro di Pinilla da trenta metri, pallone che sfiora il palo alla destra di Buffon e termina fuori: che brividi per la Juve. Finisce il primo tempo, ora la Juventus sarebbe campione d'Italia. 

Inizia il secondo tempo con gli stessi effettivi ma con il Milan che ora è in vantaggio contro l'Inter. Al 7' contropiede del Cagliari, Pinilla per Cossu, contatto con Chiellini e il sardo va giù. Per l'arbitro è simulazione, giallo per Cossu. Pareggia l'Inter a San Siro, boato a Trieste. Fuori un nervoso Vidal, sentro Giaccherini. La Juve gestisce la palla ma non riesce a raddoppiare. Al 25' spunto di Cossu da sinistra, salta due avversari, destro in diagonale e palla fuori non di molto alla sinistra di Buffon. Conte gestisce i suoi attaccanti: fuori Matri e dentro Borriello. Destro a giro di Vucinic da posizione defilata, si allunga Agazzi e devia il pallone in corner. Al 28' ancora vicina al raddoppio la Juve, ma il colpo di testa di Caceres su cross di Marchisio finisce a lato di niente. Palla in mezzo a Caceres, è goffo e maldestro Canini, con un intervento di piedi, ad infilare la sfera nella propria porta alle spalle di Agazzi, 2 a 0 Juve al 29'. Partita virtualmente finita, ora si attende solo il risultato di San Siro con l'Inter in vantaggio. La Juve è campione d'Italia!

Lorenzo Nicolini







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giovedì 2 aprile 2026

2 Aprile 2019: Cagliari - Juventus

È il 2 aprile 2019 e Cagliari e Juventus giocano alla 'Sardegna Arena' di Cagliari

Il tutto è valevole per l'undicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2018-19.

Buona Visione!




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Stagione 2018-2019 - Campionato di Serie A - 11 ritorno
Cagliari - Sardegna Arena
Martedì 2 aprile 2019 ore 21:00
CAGLIARI-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Bonucci 22, Kean 85

CAGLIARI (4-3-1-2): Cragno, Srna, Ceppitelli, Pisacane, Lykogiannis, Faragò (Padoin 76), Cigarini, Ionita (Birsa 68), Barella, Joao Pedro (Cerri 76), Pavoletti
A disposizione: Aresti, Rafael, Romagna, Pellegrini Lu., Oliva, Deiola, Bradaric, Despodov, Thereau
Allenatore: Matteo Maran

JUVENTUS (3-5-2): Szczesny, Cáceres (Bentancur 61), Bonucci, Chiellini, De Sciglio, Can, Pjanic, Matuidi, Alex Sandro, Bernardeschi, Kean
A disposizione: Pinsoglio, Del Favero, Rugani, Kastanos, Cancelo, Nicolussi, Mavididi
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Giacomelli
AMMONIZIONI: Kean 20, Bernardeschi 90+3 (Juventus); Joao Pedro 34, Lykogiannis 39, Srna 82 (Cagliari)




Cristiano non c’è, ma ha lasciato ai compagni la sua preziosa asticella: così Leonardo Bonucci raggiunge vette ronaldesche, su un calcio d’angolo da sinistra di Bernardeschi e segna un gol che ricorda quello di CR7 all’Europeo 2016 contro il Galles in semifinale. 
Uno stacco dai tempi perfetti, che scava ancora di più la distanza tra la Juventus e il resto della terraferma. Il raddoppio sul Cagliari arriva nel finale con Kean, che al terzo tentativo segna da pochi passi e scatena una bufera sulla Sardegna Arena: l’attaccante azzurro esulta sotto la curva del Cagliari, in modo che viene giudicato provocatorio. Un oggetto colpisce il capitano sardo Ceppitelli, che chiede agli ultrà di calmarsi. Ma si alza qualche «buu» isolato, che soprattutto Matuidi — in passato qui a Cagliari già vittima di insulti razzisti — non prende affatto bene. E ci vuole qualche minuto per tornare alla normalità.
Diradate le nebbie — e i timori per i nove assenti —, la squadra di Allegri si conferma un’isola sempre più lontana, che il Napoli guarda con il binocolo a 18 punti. E nella quale gli abitanti, tanti o pochi che siano, sanno quasi sempre cosa fare. Senza vergognarsi di difendere anche con cinque uomini quando serve. E pensare prima a distruggere e poi a costruire, con un trio di centrocampo che permette di dare respiro all’azione sugli esterni, cercando con insistenza i cambi di gioco che placano gli spiriti del Cagliari, nemmeno tanto bollenti.
La partita, come ama dire Massimiliano Allegri, è comunque di quelle «sporche». E modestamente la sua Juve non fa la schizzinosa. Il Cagliari di Maran ha giocato il venerdì prima, ma come tutte le squadre non abituate al turno infrasettimanale non è molto brillante, soprattutto nella prima mezz'ora. È lì che la Juve costruisce il vantaggio e lo legittima con un paio di colpi ravvicinati che escono di poco. Parate però, Cragno non ne fa per un’ora, fino a quando Kean gli si presenta davanti senza riuscire a dare la frustata giusta. Nel primo tempo, il 19enne alla seconda partita da titolare in campionato, si lascia cadere in area e viene ammonito per simulazione. Nel secondo respinge involontariamente un sinistro ravvicinato di Bernardeschi. Fino al gol finale, il quinto in 294 minuti giocati.
Ma non servirà «la balestra per dare da mangiare a Moise» come dice Allegri, che teme che il ragazzo si monti la testa. Perché qui non c’è nemmeno tempo per farlo. In vista della sfida di Champions con l’Ajax la Juve ha una serie di magagne più o meno piccole da risolvere e qui si fa male anche Caceres (altro infortunio muscolare) costringendo Emre Can a giocare da terzo centrale, come contro l’Atletico Madrid. L’emergenza — coi ritorni di Dybala e Mandzukic — dovrebbe rientrare al momento giusto, anche se Ronaldo è sempre in dubbio per l’andata di Amsterdam. L’importante è tenere sempre la sua asticella nel borsone.

Paolo Tomaselli 


I bianconeri si impongono in Sardegna e volano a quota 81, a +18 sul Napoli. Nel primo tempo apre il difensore e la chiude il giovane attaccante che poi esulta immobile sotto la curva di casa, scatenando anche buuu razzisti da una parte del pubblico

CAGLIARI - Con un gol per tempo la Juventus sbanca Cagliari e raggiunge l'impressionante quota 81 in classifica, momentaneamente a +18 sul Napoli. Alla fine, nonostante l'emergenza infortunati, i bianconeri vincono con merito con un gol per tempo: apre Bonucci e chiude Kean che poi esulta immobile sotto la curva sarda, quasi come una sfida, e accende polemiche innescando anche ululati razzisti da una parte molto ristretta degli spettatori.

CI PENSA BONUCCI - Maran schiera un 4-3-1-2 con Barella dietro le punte, Joao Pedro e Pavoletti. A centrocampo Faragò, Cigarini e Ionita. Srna e Lykogiannis esterni e Ceppitelli e Pisacane al centro della difesa. Allegri risponde con un 3-5-2 con Bernardeschi e Kean in attacco. De Sciglio e Alex Sandro sugli esterni con Emre Can, Pjanic e Matuidi in mezzo al campo. Difesa a tre composta da Caceres, Bonucci e Chiellini. Il match vive sull'equilibrio, almeno questa è la sensazione iniziale. La Juventus ci prova con Emre Can ma senza fare male alla difesa sarda, mentre al 10′ una palla sbatte su Caceres e Cragno respinge. Al 20′ Kean va giù in area ma è una chiara simulazione che l'arbitro Giacomelli punisce con il giallo. Al minuto 22 la Juventus passa grazie a un angolo che Bonucci sfrutta: colpo di testa preciso e palla all'angolino basso alla destra del portiere. Poco dopo cross di De Sciglio e colpo di testa di Matuidi, ma sfera alta. L'unica vera chance rossoblù al 39′ quando Barella assiste in area Joao Pedro che però col destro calcia sul fondo.

IL CAGLIARI CI PROVA - Dopo un primo tempo piuttosto deludente, il Cagliari prova ad alzare i ritmi nella ripresa e a insidiare l'area bianconera. Barella al 53′ ci prova ma viene murato, mentre dall'altra parte Kean sfonda tra i due centrali di difesa ma trova in Cragno un baluardo insuperabile. Caceres si fa male e allora Allegri lo cambia con Bentancur, mentre Maran rimpiazza Ionita con Birsa. Al 70′ Juve pericolosa: perfetto cross di Matuidi e sinistro al volo di Bernardeschi che però colpisce in pieno Kean. Al 75′ doppio cambio per Maran: dentro Cerri e Padoin al posto di Joao Pedro e Faragò.

KEAN LA CHIUDE, FINALE POLEMICO - La nuova disposizione tattica di Maran pare funzionare e Pavoletti ha due chance che però non sfrutta. Molto più pericoloso è Kean all'81 quando se ne va da solo verso la porta, ma Cragno coraggiosamente esce e di testa salva i suoi. Non può nulla invece l'estremo difensore sardo all'85': palla larga a destra per Bentancur, cross basso e tap-in vincente di Kean. L'attaccante bianconero festeggia restando immobile sotto la curva dei tifosi di casa scatenando un finimondo e soprattutto i soliti beceri ululati razzisti da una parte molto ristretta del pubblico; viene preso di mira anche Matuidi. Un brutto finale per una partita giocata correttamente.

Federico Sala






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sabato 28 febbraio 2026

28 Febbraio 1982: Cagliari - Juventus

Il 28 febbraio 1982 Cagliari Juventus  si sfidano nella quinta giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1981-82 allo Stadio 'Sant'Elia' di Cagliari.

A fine campionato la Juventus conquisterà la sua Seconda Stella da appuntare sul petto. Dopo un lunghissimo testa a testa con la Fiorentina allenata da Giancarlo DeSisti, la spunta all'ultima giornata grazie a una vittoria esterna a Catanzaro , con un rigore del partente Liam Brady

Dall'altra parte c'è la squadra sarda che, nonostante un campionato deludente, riesce a evitare una dolorosa retrocessione in Serie B.

Buona Visione!


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Stagione 1981-1982 - Campionato di Serie A - 5 ritorno
Cagliari - Stadio Sant'Elia
domenica 28 febbraio 1982 ore 15:00 
CAGLIARI-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Tardelli 27

CAGLIARI: Corti, Lamagni, Azzali, Restelli, Logozzo, Loi, Bellini, Quagliozzi, Piras, Brugnera (Ravot 60), Osellame
A disposizione: Goletti, Longobucco, Goretti, Mura
Allenatore: Paolo Carosi

JUVENTUS: Zoff, Osti, Cabrini, Furino, Brio, Scirea, Marocchino (Bonini 65), Tardelli, Galderisi (Fanna 83), Brady, Virdis
A disposizione: Bodini, Prandelli, Tavola
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Longhi
AMMONIZIONI: Furino, Galderisi (Juventus); Logozzo, Brugnera (Cagliari)




La Juventus vittoriosa a fatica dopo aver patito il caldo sole della Sardegna 
La testa di Tardelli nel deserto di Cagliari 
Il centrocampista ha risolto la gara con un colpo di testa al 27' 
Bianconeri in mediocri condizioni 
Brio e Furino (ingiustamente ammonito) i migliori 
La squadra sarda, priva di Marchetti e Selvaggi,si batte con generosità ma rimedia una sola palla gol con Osellame al 55* 
Fanna al posto di Marocchino nel finale  
DAL NOSTRO INVIATO SPECIALE CAGLIARI — Il sole di Cagliari ha accecato la Juventus e anche la squadra rossoblu, che pure ha l'abitudine a questa luce e a questi climi primaverili. Una partita di non gioco, di buone intenzioni appena accennate, che Tardelli ha risolto a favore dei bianconeri con un bel colpo di testa (e qualche complicità di Corti) al 27' minuto. Tardelli ha schiacciato la palla con la fronte, e il portiere sardo se l'è vista passare sotto le gambe, al rimbalzo. La stessa conclusione, davanti agli stessi «legni», l'ha tentata al 10' della ripresa Osellame ma persino con troppa violenza, e la sfera, picchiando sul terreno duro e secco, è andata a sorvolare la traversa con buona pace di Zoff, il quale ha così festeggiato un quarantesimo compleanno senza altri rischi. Si potrebbe chiudere anche qui la cronaca della partita, che non ha certo dissipato (per quanto riguarda i bianconeri in campo, essendo Gentile assente per squalifica) le perplessità di Parigi. Un momento ricco d'ombre per molti, e la squadra di Trapattoni non riesce a esprimere un gioco valido neppure se l'avversario, come il Cagliari di ieri privo di Marchetti e Selvaggi «pilastri» di centrocampo ed attacco, è a sua volta in difficoltà, e non può appellarsi che alla generosità. Per fortuna la Juve almeno due «pilastri» li ha avuti. Brio che ha domato Piras, ha tamponato con prontezza in alcune occasioni, ed inizialmente è andato in avanti a cercare il gol prima di convincersi che nella giornata era meglio non lasciare sguarnita l'area di rigore. Con Brio, Furino. 
Il mediano ha lottato con rabbia per rimediare a mollezze e lentezze altrui, anche se è stato maltrattato e logicamente frenato dall'arbitro Longhi, il quale ha confuso scorrettezza con vigore agonistico, e l'ha presto segnato nella lista degli ammoniti, facendo poi seguire i nomi di Logozzo, Brugnera e Galderisi. Intanto, Furino pagherà i sogni di Longhi saltando il derby. Gli altri bianconeri sono andati avanti a singhiozzo. Osti soprattutto. Persino Cabrini, apparso fra i migliori a Parigi, non ha avuto che rari slanci efficaci, Scirea è stato in zona denunciando scarsa sicurezza in sé stesso, Tardelli (l'unico ad avere nell'ancora incompleto rodaggio dopo l'incidente una valida scusante) ha alternato buone cose a pause. Brady ha voluto dimostrare di essere «vivo» con alcuni spunti personali lodevoli e spettacolari, ma si è concluso tutti sul piede dell'avversario al secondo dribbling. In avanti, Galderisi si è battuto con animo, ma è chiaramente un uomo soprattutto da area di rigore, e la Juventus davanti a Corti ieri ha giocato ben poco.  
Virdis ha probabilmente forzato per la voglia di giocare a Cagliari una condizione fisica imperfetta ed è parso molle, incerto. Marocchino è vissuto su alcuni sprazzi e Trapattoni l'ha regolarmente sostituito con Fanna nel finale, un cambio che ormai scatta automaticamente nella testa del tecnico, e non sempre si può condividere se l'uscita dal campo è legata ai semplici demeriti. Contro una Juve così bislacca, poco legata nell'insieme, il Cagliari è partito con una certa baldanza, ma poi ha mostrato la corda attaccando — una volta trovandosi in svantaggio — senza pericolosità. All'inizio ha illuso il pubblico il proficuo lavoro di Brugnera, centromediano metodista con Loi vero «libero», ma a gioco lungo il vecchio capitano ha sentito il peso degli anni e ha dovuto lasciare il posto a Ravot. Buona la guardia di Lamagni a Galderisi, discreto lo slancio di Osellame e Quagliozzi, altro nulla. Il pubblico, finalmente folto per consolazione di Gigi Riva, che lamenta una stagione deficitaria sul piano degli incassi, si è acceso all'inizio per un pallone di Brugnera finito in area tra braccia e petto di Brio, ha ancora avuto qualche vagito di entusiasmo, poi si è convinto che la squadra non avrebbe più rimontato il gol di Tardelli.  
Il bianconero ha segnato al 27' infilando in rete una punizione dalla sinistra di Cabrini concessa per un fallo di Logozzo su Virdis. Lo stesso Virdis, non riuscendo ad alzarsi sul cross, ha fatto velo per Tardelli, il quale ha schiacciato la sfera con forza. Qualche sussulto vano del Cagliari in risposta, ma era Galderisi a distinguersi nel grigiore per un bell'affondo al 28', stroncato di forza da Logozzo. I sardi chiudevano il primo tempo in attacco. Quagliozzi lanciava bene a Osellame, la cui conclusione in corsa finiva alta. Ancora Osellame non riusciva a imitare Tardelli.  
In avvio di ripresa, poi la partita si spegneva via via con il passare dei minuti. La risvegliava per un attimo ancora Osellame al 40', quando, ricevuta la palla su una punizione concessa da Longhi per fallo di Bonini su Quagliozzi, calciava con forza rasoterra. La palla rimbalzava sul palo esterno, ma le mani di Zoff, lanciatosi in tuffo, erano già pronte a chiudere l'angolo basso della porta. Era l'ultima delle poche speranze del Cagliari, mentre il pubblico deluso già cominciava a sfollare, o a cercare consolazione nel controllo della schedina. 

Bruno Perucca






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