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mercoledì 2 aprile 2025

2 Aprile 1967: Juventus - Napoli

É il 2 Aprile 1967 e Juventus e Napoli si sfidano nella nona giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1966-67 allo StadioComunale' di Torino.

É una Juventus che conquista il suo tredicesimo Scudetto con un finale a sorpresa nell'ultima giornata del campionato. Infatti tutti danno la 'Grande Inter' come prossima vincitrice dell massimo traguardo. Peró un 'harakiri' nerazzurro a Mantova da il tricolore ai nostri 'eroi'.

Dall'altra parte c'é il Napoli che vive una buona stagione e termina la stagione in un ottimo quarto posto.

Buona Visione!



juventus


Stagione 1966-1967 - Campionato di Serie A - 9 ritorno
Torino - Stadio Comunale
Domenica 2 aprile 1967 ore 15:30
JUVENTUS-NAPOLI 2-0
MARCATORI: Zigoni 53, Salvadore 55

JUVENTUS: Anzolin, Gori A., Leoncini, Bercellino G., Castano E., Salvadore, Stacchini, Del Sol, Zigoni, Cinesinho, Menichelli
Allenatore: Heriberto Herrera

NAPOLI: Bandoni, Nardin, Micelli, Ronzon, Panzanato, Bianchi, Canè, Juliano, Orlando, Altafini, Sivori
Allenatore: Bruno Pesaola

ARBITRO: Francescon



Zigoni e Salvadore risolvono il confronto 
Molti attacchi dei bianconeri nel primo tempo e reti all'inizio della ripresa 

La Juventus ha sconfitto il Napoli con una facilità forse superiore al previsto. I partenopei, che si trovavano a due soli punti di distacco in classifica, hanno dovuto cedere alla superiorità dei rivali torinesi. I bianconeri (chi li riconosceva dopo la oscura gara di mercoledì scorso?) sono scattati come centometristi. Subito hanno sfiorato il goal. Azione Menichelli, Zigoni, Cinesinho e palla fermata da Bandoni proprio sui piedi di Zigoni il quale stava per deviare in rete. All'elenco di nomi si aggiungano quelli di Stacchini, che ha portato una ventata di freschezza nell'attacco juventino, e dei difensori Castano, Bercellino e Salvadore, tutti bravissimi, di Leoncini in crescendo di forma e di Del Sol, lavoratore come al solito, e si avrà il quadro dei protagonisti più interessanti della partita. In un minuto, dunque, la Juventus stava per creare la vittoria); ha dovuto invece aspettare l'inizio della ripresa per conquistare il successo. La progressiva azione dei bianconeri è risultata però costante. Anzolin ha dovuto compiere ben pochi interventi e nessuno difficile. Al contrario, è stata molto impegnata la retroguardia del Napoli con Ronzon libero e Panzanato impressionatissimo nel dover contrastare quello strambo giocatore che è Zigoni. II juventino Menichelli, al 5', ha sfiorato il palo, Sivori poco dopo è stato costretto a fermare quasi in spaccata il suo rivale diretto Del Sol che era avanzato fino ai limiti dell'area. Nell'azione Omar si è infortunato. Bandoni al 21' è riuscito a fermare in presa un tiro molto difficile del centravanti juventino Zigoni; Micelli, poco dopo, ha pronto col tanto all'ultimissimo momento « mettere il piede » e mandare in angolo, mentre Salvadore stava per sistemare in rete un facile pallone. Tutto un seguito di attacchi juventini, alleggeriti da una fuga di Cane, al 35', e da un'azione Orlando-Bianchi conclusa con un tiro molto alto del mediano napoletano. La Juventus ha ancora avuto l'opportunità di segnare al 38', quando Zigoni, ad un passo dalla rete, ha deviato a lato un cross di Stacchini (Zigoni era in fuori gioco, ma l'errore è apparso ugualmente notevole) ed infine al 39', allorché Bandoni è volato a bloccare una girata di testa di Stacchini. Una mezza gara vivacissima, dunque, specie per il ritmo imposto dai bianconeri, nessun goal. 

I tifosi torinesi erano soddisfatti a metà. La ripresa, iniziatasi mentre la radio comunicava che l'Inter già stava vincendo il suo « derby » con il Milan, poteva preoccupare la Juventus, che è sempre impegnata all'inseguimento dei nerazzurri. I bianconeri, con rapide puntate, hanno però raccolto presto il premio della loro superiorità. Si era ripreso a giocare con un fallo di Gori su Cane. Sivori, il quale si era sottoposto ad un'iniezione di novocaina per resistere al dolore di uno stiramento inquinale, aveva battuto il calcio franco mandando a lato. Sette minuti dopo, Bianchi metteva a terra Stacchini ad un metro dall'area. Del Sol con una manovra intelligente ha creato la premessa per la marcatura. Lo spagnolo è scattato al centro della barriera azzurra come attendendo il passaggio. Leoncini applicando evidentemente una tattica studiata da tempo, ha allungato invece sulla sinistra a Menichelli, rimasto tutto solo poiché Nardin e compagni erano corsi dietro a Del Sol. Menichelli ha centrato, Zigoni ha calciato prontamente e la palla, sebbene non colpita proprio alla perfezione, ha preso una improvvisa traiettoria ed è terminata in rete. Un pizzico di fortuna ogni tanto è necessario... Ancora brevi fasi di gioco ed al 10' la Juventus raddoppia. L'offensiva parte a metà campo dal dinamico Stacchini, il quale di tacco serve Zigoni. Fuga di questi lungo la linea laterale e centro dal fondo. Intanto Stacchini si è portato velocissimo addosso al portiere avversario, giusto in tempo per disturbarlo mentre effettua la respinta di pugno. Bandoni non può così mandare lontano la palla e questa cade sui piedi di Salvadore. Calmissimo, il difensore juventino prende la mira e segna; poi scompare sotto l'abbraccio dei compagni. Curioso il particolare di Stacchini che era finito in porta prima del tiro ed ivi era rimasto, immobile, per non trovarsi in fuori gioco. Il due a zero mette fine alla partita. Il Napoli non può certo minacciare la solida retroguardia bianconera e la Juventus non insiste nell'offensiva. Le basta una netta vittoria che le permette di rimanere nella scia dell'Inter e nello stesso tempo di allontanare l'incomoda minaccia rappresentata fino a ieri proprio dallo stesso Napoli. 

Paolo Bertoldi
tratto da: La Stampa 3 aprile 1967
 


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La Stampa 3 aprile 1967

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La Stampa 3 aprile 1967

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La Stampa 3 aprile 1967

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mercoledì 4 settembre 2024

4 Settembre 1966: Savona - Juventus

É il 4 Settembre 1966 Savona e  Juventus si sfidano in questa sfida valevole per il Primo Turno della Coppa Italia 1966-67 allo StadioValerio Bacigalupo' di Savona.

É una Juventus che conquista il suo tredicesimo Scudetto con un finale a sorpresa nell'ultima giornata del campionato. Infatti tutti danno la 'Grande Inter' come prossima vincitrice dell massimo traguardo. Peró un 'harakiri' nerazzurro a Mantova da il tricolore ai nostri 'eroi'.

Dall'altra parte c'é un Savona che vive il suo piú bel periodo calcistico della sua storia. Milita infatti in Serie B, una categoria mai piú assoparata dai liguri.

Buona Visione!

 

savona


Stagione 1966-1967 - Coppa Italia - 1° turno Savona
Stadio Valerio Bacigalupo
Domenica 4 settembre 1966 ore 16.30
SAVONA-JUVENTUS 0-1 - Dopo i tempi supplementari
MARCATORI: De Paoli 96

SAVONA: Ferrero, Persenda, Fochesato, Zoppelletto, Pozzi, Natta, Furino, Gittone, Fazzi, Fascetti, Benigni
Allenatore Ercole Rabitti

JUVENTUS: Anzolin, Gori A., Leoncini, Bercellino G., Castano, Salvadore, Favalli, Del Sol, De Paoli, Cinesinho, Menichelli
Allenatore: Heriberto Herrera

ARBITRO: Bernardis


 

Sorprese e conferme nel primo turno di Coppa Italia
Il Savona soltanto nei tempi supplementari cede alla Juventus: 0-1 
De Paoli ha realizzato la rete decisiva - 
Incidente a Gori - 
Un palo colpito da Leoncini ed uno dal savonese Fascetti - 
Diciottomila spettatori 

DAL NOSTRO INVIATO 

Savona, lunedì mattina. Con un goal di De Paoli realizzato al 5' del primo tempo supplementare la Juventus ha sconfitto il Savona, superando il turno di qualificazione della Coppa Italia. La rete è nata da un'azione di calcio d'angolo battuta da Menichelli verso Cinesinho. La palla centrata dal brasiliano non era sfruttata da Pavalli. ma De Paoli, da pochi passi, riusciva a battere il portiere savonese Ferrerò. Un goal fortunoso, ma comunque ineccepibile dal punto di vista del regolamento, un goal che ha premiato lo sforzo gagliardo della Juventus, condannando invece il Savona, che pure si era battuto con molto coraggio e con grande volontà. Il successo dei bianconeri era previsto, ma c'è da dire che è costato assai di più di quanto si potesse credere alla vigilia. Questo per merito speciale dei biancoblù savonesi, che inorgogliti dal fatto di dover incontrare una squadra d'alto rango, e spronati da un pubblico meraviglioso (18 mila spettatori per un incasso superiore ai 19 milioni, e non dimentichiamo che Savona è una città di 90 mila abitanti), hanno saputo contrapporre alla maggiore classe dei rivali la loro strenua difesa, infoltita per la circostanza da molti uomini, tutti pronti al recupero, caparbi nella lotta, e disposti a non concedere spazio agli attaccanti juventini. Rabittì, al termine della partita , ha parlato di «ragnatela protettiva al centrocampo », ma l'eufemismo usato dall'allenatore ligure deve essere subito smontato: il Savona ha operato essenzialmente in contropiede con due uomini soli (Fazzi e Benigni), e con tre altri elementi essenzialmente mediani per temperamento e abitudini (Furini, Fascetti e Gittone). 

Sono elementi molto bravi, generosi, ma certe volte, specie i difensori, hanno superato il limite del lecito, se si pensa che il terzino Fochesato ha commesso dodici falli sull'ala juventina Favallì, dodici interventi  'o la va o la spacca' che l'arbitro Bernardis ha sempre punito, permettendosi però solo di ammonire il rude difensore al nono fallo, tollerando poi tutti gli altri... E con Fochesato, tra i 'duri', bisogna aggiungere Natta, Persenda e anche Gittone. 

Il Savona, del resto, ha risposto con i mezzi di cui dispone al gioco non ancora a posto dei bianconeri. La Juventus vista ieri in Liguria è stata la peggiore Juventus degli ultimi anni. In difficoltà anche la difesa, con Castano spaesato e sbalestrato da un Bercellino che non sapeva controllare il guizzante Fazzi, che è un bravo giocatore, ma non è certo un fuoriclasse. Doveva essere questa la partita di Leoncini che, libero da impegni per la rinunciataria tattica dei savonesi, avrebbe dovuto spaziare in zona goal, tentando anche il tiro a rete. Invece Leoncini è apparso l'ombra del forte giocatore che avevamo ammirato alcune volte nella scorsa stagione, e senza il suo apporto a poco sono serviti i lanci intelligenti di Cinesinho, le corse perenni di Del Sol e gli spunti veloci di Favalli. Se dovessimo parlare di De Paoli dopo la prova di ieri non potremmo che trarre conclusioni negative. Insufficiente il suo apporto alla dinamica del gioco, inutili i suoi spunti dì velocità, strano il suo estraniarsi dal gioco alla ricerca di chissà quale aiuto. De Paoli ieri non è piaciuto, ma sarà bene non esagerare in giudizi negativi perché le ragioni della sua prova parzialmente Inutile sono molte. 

Prima la strenua difesa degli avversari, poi l'abbandono in cui è stato lasciato, e infine la tattica stessa Juventina, che spersonalizza chi, come De Paoli, usava far breccia con azioni isolate. Bisogna pertanto attendere prima di criticare il neo-centravanti bianconero. Solamente quando tutto l'ingranaggio della squadra funzionerà a dovere, solamente allora, De Paoli potrà emergere nella Juventus di Heriberto Herrera. 

Un sole caldo di piena estate, stadio pressoché gremito con molti striscioni biancoblù e molte bandiere bianconere. Inizio prudente con il Savona che tradisce subito le sue in- tenzioni, arretrando sulla li nea del centrocampo tre attaccanti, Gittone, Furino e Fascetti. La Juventus è quella di sempre. Molto movimento ma poco gioco. Si vede Cinesinho impegnato nel lanciare palloni utili a tutti, ma Favalli, De Paoli, Menichelli sentono ben presto la rabbia combattiva degli avversari e non rischiano molto. La prima occasione è per il Savona, con Fazzi lanciata da Fascetti. Il centravanti savonese scarta Bercellino I fermo, supera Castano in finta e aggira Gori. Poi, solo davanti ad Anzolin, tira fuori. In quel momento Gori cadeva a terra: era stato colpito al sopracciglio destro da un'involontaria gomitata dello stesso Fazzi. Perde sangue e si rende necessarlo un vistoso cerotto. 

Al 21' Favalli azzecca un tiro fortissimo, ma il portiere savonese Ferrerò ferma in due tempi. La ripresa segna un leggero risveglio juventino, ma i savonesi ritornano in forze, giungendo vicino al goal al 27' con un centro di Fochesato non sfruttato da Gittone. Sul finire dell'incontro i padroni di casa accusano la fatica e gli attaccanti bianconeri prendono il sopravvento: al 41' anche Salvatore avanza in area, ma manca una facile occasione, e al 44' De Paoli fallisce il goal in modo addirittura clamoroso. Nei tempi supplementari la rete di De Paoli già descritta all'inizio, poi un palo di Leoncini al 12' che poteva portare il risultato sul 2 a 0, e infine un altro palo di Fascetti (su punizione, al 3° minuto del secondo tempo supplementare) con una palla che dopo avere battuto per terra colpisce il montante sinistro della porta di Anzolin per finire fuori. Un rischio gravissimo per la Juventus. 

Giulio Accatino

tratto da: La Stampa 5 Settembre 1966



 

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venerdì 31 maggio 2024

1 Giugno 1967: Juventus - Lazio

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 1 Giugno 1967 e Juventus e Lazio si sfidano nella Diciasettisima Giornata del Girone di Ritorno del Campionato di Serie A 1966-67 allo StadioComunale' di Torino.

É una Juventus che conquista il suo tredicesimo Scudetto con un finale a sorpresa nell'ultima giornata del campionato. Infatti tutti danno la 'Grande Inter' come prossima vincitrice dell massimo traguardo. Peró un 'harakiri' nerazzurro a Mantova da il tricolore ai nostri 'eroi'.

Dall'altra parte c'é la Lazio che vive una stagione da dimenticare e deve salutare la massima divisione e retrocedere in Serie B.

Buona Visione!

 

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Ed ecco arrivare il 1° giugno. Ricapitoliamo la classifica: Inter 48, Juventus 47. I nerazzurri si recano in casa del Mantova, già salvo. La Juve invece va a fare visita alla Lazio inguaiata nella lotta salvezza. Accade ciò che nessuno si aspetta. Al Martelli il portiere interista Giuliano Sarti, brillante protagonista dell’annata, incappa in una papera clamorosa su tiro-cross dell’ex compagno di squadra Di Giacomo: 1-0.

Contemporaneamente a Roma la Juventus batte 2-1 la Lazio, condannandola alla retrocessione in B, grazie ai gol di Bercellino e Zigoni (ininfluente il rigore del debuttante laziale Di Pucchio). La Juventus conquista quindi il suo 13° scudetto, nel modo più rocambolesco e inatteso. Lo stesso Gianfranco Zigoni dichiarerà nel 2008: “Lo scudetto del ’67, quello conquistato all’ultima giornata, è merito di Heriberto Herrera. Noi calciatori avevamo già mollato, lui no. L’Inter tecnicamente era superiore, la Juve una squadra operaia. Però abbiamo vinto e ce lo siamo anche meritato“. 

Tratto da: www.mondosportivo.it



Stagione 1966-67 - Serie A - 17esima di Ritorno
Torino - Stadio Comunale
Giovedì 1 Giugno 1967 ore 18.00
JUVENTUS-LAZIO 2-1
Marcatori: 47' G.Bercellino, 62' Zigoni (J), 87' rigore Di Pucchio (L)

Juventus: Anzolin, A.Gori, Leoncini, G.Bercellino, E.Castano, Salvadore, Favalli, Del Sol, Zigoni, Cinesinho, Menichelli
Allenatore: Heriberto Herrera

Lazio: Cei, Zanetti, Masiello, Carosi, Pagni, Castelletti, Di Pucchio, Burlando, Morrone, Marchesi, Sassaroli
Allenatore: Maino Neri

Arbitro: Monti



I bianconeri conquistano lo scudetto imponendosi nettamente alla Lazio: 2-1 
II primo tempo finisce 0-0  
All'inizio della ripresa Bercellino porta in vantaggio i torinesi 
In quel momento si apprende per telefono che l'Inter perde a Mantova 
Lo stadio scoppia in un urlo di gioia 
Sullo slancio i bianconeri segnano ancora (Zigoni) 
La Lazio su "penalty" accorcia le distanze 
Incidente a Marchesi 

La Juventus è diventata campione d'Italia ieri allo Stadio nel tardo pomeriggio di una giornata di sole. Erano le diciannove e due minuti, un istante che i tifosi del calcio ricorderanno con emozione, l'istante in cui lo scudetto è tornato a Torino, dopo un lungo e sfibrante inseguimento dei bianconeri nei confronti dell'Inter. Bercellino aveva già portato in vantaggio i torinesi, con un goal che è il simbolo della loro tenacia. Bercellino si era infortunato scontrandosi, piede contro piede, con Cerosi. Era stato costretto a lasciare il posto abituale di difensore, per passare all'attacco. Aveva una caviglia gonfia, ma non pensava neppure a rallentare il ritmo. Giù, con slancio, in ogni mischia, giù con volontà caparbia a contrastare ogni pallone, a scattare su ogni passaggio. Zoppicava leggermente, quasi non se ne accorgeva tanto era l'impeto suo e dei suoi compagni. Su un calcio d'angolo battuto da Cinesinho deviato da Favalli, respinto debolmente da Carosi. Bercellino era balzato alto per colpire il pallone di testa. La palla era terminata nella rete di Cei. Sono passati pochi minuti da quel goal, forse tre forse quattro. 

Dalla cabina radio un collega in contatto con il centro si è sporto agitando le braccia. Poi ha alzato il dito di una mano e nell'altra ha chiuso in cerchio, indice e pollice per indicare lo zero. Tutti hanno capito. Uno a zero. Un «1-0» che si riferiva a Mantova-Inter. I nerazzurri stavano dunque perdendo, i nerazzurri erano superati in classifica. La notizia e volata lungo le gradinate per le misteriose vie dell'intuito e della passione, come volano tra la folla tutte le informazioni attese con ansia. L'Inter perde, la Juventus è campione! Da quel momento la partita è stata uno scontro agonistico duro e caparbio (la Lazio ha sempre lottato per salvarsi e non è mai apparsa rassegnata), ma è stata anche un dialogo fatto di mute domande, di incoraggiamenti e anche di timore. 

Così per tutta la ripresa, una ripresa aspra, combattuta con vigore, giocata a nervi tesi. Tutto il contrario di quello che era successo nel primo tempo. La gara che doveva decidere dello scudetto per la Juventus e della retrocessione per la Lazio si è iniziata infatti in modo sorprendentemente scialbo. Forse il caldo, forse l'emozione, forse lo schieramento tenacemente difensivo dei romani bloccavano le azioni. Il fatto è che nei primi quarantacinque minuti gli episodi di rilievo sano risultati ben pochi. Alcuni attacchi condotti da Gori, un tiro di Menichelli. Al 17' un pallone scagliato da Leoncini finiva sulle mani del terzino Mastello. Nessuna volontarietà da parte del difensore. L'arbitro non concedeva il penalty. Perfettamente giusto. Se insistiamo sul fatto d soltanto per domandare al signor Monti perché mai, a parti invertite (palla che colpisce a sorpresa un braccio di Castano su tiro di Morrone), egli quasi al termine della gara abbia invece fischiato un rigore. Forse per offrire una consolazione ai laziali. 

Due decisioni, l'una chiaramente in contrasto con l'altra, è difficile notare in una stessa partita. Per fortuna l'errore finale dell'arbitro non ha influito sul risultato. Tornando alla cronaca del primo tempo è da segnalare il forte colpo alla caviglia ricevuto da Bercellino in uno scontro con Carosi, un difensore sempre piuttosto deciso. La ripresa inizia con Bercellino all'attacco e subito nasce il goal della Juventus. Salvadore, portatosi égli pure in avanti, crea il corner da cui scaturisce il colpo di testa del centromediano. E' la quarta rete di Bercellino in questo campionato e sono state tutte reti decisive. La Lazio cerca di reagire ma subisce un altro infortunio. Marchesi, uno dei suoi elementi migliori, urta proprio contro Bercellino. Cade a terra pesantemente, picchiando il polso appena guarito da una recente frattura. Contemporaneamente si fa male alla spalla. Il laziale cerca di stare in campo, ma al 25' dovrà abbandonare l'incontro. Nel frattempo ancora su calcio d'angolo Cinesinho serve Zigoni ed il centravanti, che all'ultimo momento era stato preferito a De Paoli, si proietta di testa e segna. Due a zero. Il risultato per la Juventus è ormai assicurato, tutti trepidano ora per la lontana partita di Mantova e nella confusione quasi passa inosservato l'assurdo rigore «regalato» al 31' ai laziali. Il giovane Di Pucehio, un elemento di 23 anni che ha esordito bene in una partita amara per la sua squadra, batte con violenza il penalty e segna. Siamo al 32' minuto e la Lazio, ormai provata, non può più rimontare. Il fischio conclusivo dell'arbitro quasi non si ode nel trambusto di incoraggiamenti, di evviva che scendono dalle gradinate. Lo sente però un ragazzino, pronto a scavalcare la barriera per dare inizio alla più spettacolare invasione pacifica di campo mai vista a Torino. Il giovane tifoso riceve in premio la maglia di Zigoni. Si mette a girare per lo stadio sventolando il trofeo e facendo capriole. I laziali se ne vanno a testa bassa. La loro sconfitta li porta in serie B. Intanto i due cancelli di sbarramento si aprono e centinaia, e migliaia di sostenitori bianconeri si accalcano per portare in trionfo i giocatori, per sbracciarsi, per agitare le bandiere a strisce. E' una scena sorprendente per l'entusiasmo e la passione sportiva. Chi ha mai detto che i tifosi di Torino sono freddi! 

Paolo Bertoldi
tratto da: La Stampa 2 Giugno 1967




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