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domenica 26 aprile 2026

26 Aprile 1981: Udinese - Juventus

É il 26 Aprile 1981 ed Udinese Juventus si sfidano nell' undicesima  giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1980-81 allo Stadio 'Friuli' di Udine.

I bianconeri sono affamati di vittoria dopo che l'Inter l'anno prima l'aveva beffato sul traguardo tricolore. Questo sará un campionato conteso fino all'ultima giornata con l avversario per eccellenza di questi anni ottanta : la Roma di Nils Liedholm

Dall'altra parte la squadra friulana terminà la stagione in quint'ultima posizione e si salva dalla discesa in Serie B solo grazie alla classifica avulsa.

Buona Visione! 



udinese




Stagione 1980-1981 - Campionato di Serie A - 11 ritorno
Udine - Stadio Friuli
domenica 26 aprile 1981 ore 16:00 
UDINESE-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Marocchino 34, Tardelli 43

UDINESE: Della Corna, Maritozzi (Fanesi 56), Tesser (Cinello 60), Miani, Billia, Fellet, Papais, Pin L., Gerolin, Miano, Zanone
A disposizione: Pazzagli, Bacci, Pradella
Allenatore: Enzo Ferrari

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, (c) Furino, Gentile, Scirea, Causio, Tardelli, Bettega R., Brady, Marocchino (Prandelli 74)
A disposizione: Bodini, Brio, Verza, Galderisi
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Redini





Furino non ha dubbi, il titolo è quasi vinto 
«Ormai questa squadra può battere chiunque» 
DAL NOSTRO INVIATO  

UDINE — La Juventus c'è, eccome! Anche se i critici sono stati assai caustici nei confronti di Bettega, concedendo attenuanti soltanto a Causio che in fin dei conti lavora da diversi mesi part-time, i bianconeri di Trapattoni hanno dimostrato anche a Udine che lo scudetto può appartenere soltanto a loro. Non è un'impressione, ma una realtà confermata anche dagli interessati. La vecchia guardia, a cominciare da Furino per proseguire con Cuccureddu, Gentile e Tardelli, ha denotato quella potenza atletica che sembra difettare in altre compagini e che rende eccellente una formazione partita maluccio e che alla distanza ha ritrovato stimoli e ambizioni.
Proprio capitan Furino, applauditissimo a Udine anche da parte dei tifosi avversari, ci teneva a sottolineare che questa Juventus 
«può battere chiunque purché sia sempre concentrata come a Pistoia e a Udine. Certo —continuava — se non avessimo perso in modo maldestro a Milano con l'Inter forse a quest'ora avremmo già disperso sulla strada gli inseguitori». 
Furino può permettersi questo ed altro. Quando uno ha 35 anni può avventurarsi in passi di danza calcistica, può dire davvero quello che gli pare. Oltretutto, il campo gli sta dando ampiamente ragione. Tre anni fa Furino doveva diventare una riserva, ora si è conquistato sul campo i galloni di capitano anche per la prossima stagione. 
C'era Causio da rivedere a Udine. Gli è mancata la continuità alla distanza non è arrivato puntuale su qualche pallone, ma di più onestamente non poteva fare. Il «barone» ha un'età e un orgoglio che possono avvertire il peso delle assenze: giocando e rigiocando ritroverà sicuramente l'affiatamento con i compagni. Alcuni suoi «assist» hanno ricordato il Causio dei tempi migliori E' piaciuta anche la sua determinazione negli spogliatoi quando ha detto: 
«Con la grinta e la concentrazione che abbiamo, nessun ostacolo ci è precluso».
,L'Avellino, prossimo avversario di campionato, è avvertito. Trapattoni è troppo felice per avventurarsi in pronostici facili: vuole che sia il campo a rispondere a certi interrogativi che accompagnano il cammino dei bianconeri. 
«Andiamoci piano —dice —, siamo ancora a quattro lunghezze dalla conclusione. Certo, se la Juventus giocasse sempre così...». 
E lascia intendere che la Juventus è vicina al grande traguardo. Tre gare in casa, una a Napoli in trasferta: la possibilità di giocare a rimpiattino, di lasciare l'iniziativa agli altri pur di replicare. Ma da come stanno giocando i bianconeri ci sembra semmai che l'iniziativa d'ora in poi saranno proprio loro a prenderla.

Giorgio Gandolfi


Le pagelle della squadra di Trapattoni 
Ma che bravo quel Tardelli 

ZOFF — Inoperoso per tutto il primo tempo, ha compiuto nella ripresa quattro interventi di buona fattura. In uscita a terra ha bloccato Gerolin, il tutto con semplicità ed efficacia. 

CUCCUREDDU — Zanone, suo diretto avversario, non ha quasi toccato palla. Il merito è di questo professionista dal rendimento sempre costante. 

CABRINI — Non si è lanciato a capofitto in dissennate avanzate, poiché Papais gli tagliava il percorso. Ha fatto cose buone sul piano della costruzione con bravura tecnica. 

FURINO — Questo veterano spelacchiato continua a vivere la sua seconda giovinezza; corre ovunque e rincorre tutti. Tampona e rilancia. Ogni tanto sbaglia un passaggio, ma sono inerzie nell'analisi globale di una partita eccellente. 

GENTILE — La posizione di Miano, fluttuante a destra e a sinistra, poteva ingannarlo. Gentile ha preso le misure ed ha giocato un'ottima partita, agonisticamente impeccabile. 

SCIREA — Sempre all'altezza, sia in difesa che all'attacco. Ha fallito rari interventi ed ha portato avanti un grosso quantitativo di palloni. Solo una volta fuori tempo! 

CAUSIO — Prova non brillante ma utile, non appariscente ma preziosa. Ha tenuto la zona, ha giocato molti palloni, alcuni sbagliandoli, altri distribuendoli ai compagni. 

TARDELLI — Il migliore in campo; dopo un avvio di studio, ha cominciato a macinare chilometri senza pause, risultando determinante nel gioco bianconero e nelle azioni dei gol, prima costruendo per Marocchino poi ricevendone un pallone che egli stesso ha spedito in rete. Gerolin è stato trascinato in ogni angolo del campo. Questo è un Tardelli che servirà molto anche alla Nazionale. 

BETTEGA — Partita difficile per lui, visti i ritmi e i raddoppi delle marcature. Ciò nonostante, ha distribuito buoni palloni con scambi ravvicinati. Ha sbagliato un gol (Della Corna gli ha deviato un tiro da distanza ravvicinata). Prova, dunque, poco colorita. 

BRADY — Ha puntato più sulla qualità che sulla quantità. Ha messo ordine con distribuzione sulla zona centrale del campo, tentando nel finale la via del gol. 

MAROCCHINO — Il giovane continua a maturare. Ha prima disorientato Maritozzi e poi Fanesi. Ha segnato un gol, ha crossato palle utilissime. Molto bravo, nulla da eccepire. E' uscito al 65' per crampi allo stomaco. 

PRANDELLI — Ha giocato quindici minuti, pochi per essere giudicato. Ha comunque tenuto bene il ruolo.

Angelo Caroli


 


CAMPIONATO DI SERIE A/IL PUNTO

La Juve sorprende tutti (si fa per dire) e resta sola in testa: ma i giochi sono ancora tutti da fare. L'importante è vedere quanto gli episodi extracalcistici potranno incidere sulla corsa allo scudetto. A proposito della clamorosa caduta del Napoli non si esclude, infatti, che c'entri anche la guerra a Juliano

Dramma della gelosia?

HA RAGIONE Brera quando sostiene che i pronostici li può sbagliare soltanto chi li fa e non chi "mena il torrone" per tenere lontana ogni possibilità di smentita. Domenica non aveva previsto tutte rose e fiori per la capolista Napoli che ospitava l'ultimo, da tempo retrocesso, Perugia. Per quasi tutti, invece, si trattava di un'occasione propizia proprio per il Napoli in viaggio Juventus e Roma per balzare solo in testa. E' andata come si sa: tre capolista, tre risultati differenti anche per il modo con il quale si sono realizzati. Il Napoli che perde in casa, la Juventus che stradomina a Udine e la Roma che sta fermamente in difesa contro un Ascoli che in difesa ci deve stare per evitare di retrocedere.

NULLA E' ACCADUTO. Eppure, nonostante le urla di stupore, nulla è accaduto di definitivo: la Juventus è più vicina allo scudetto, la Roma conserva intatte le sue possibilità e il Napoli, come minimo, può accedere a uno spareggio (sempre che alle altre vada tutto bene, perché potrebbe anche diventare decisiva proprio Napoli-Juventus, della penultima giornata). Sostanzialmente, a tutt'oggi, la più parte dell'interesse del campionato si riversa su Juventus-Roma del 10 maggio, che Bettega potrebbe disertare per sopravvenuti inconvenienti giudiziari (sportivi), come sostengono i più informati, in dipendenza delle famose proposte dello stesso Bettega al difensore del Perugia, Pin. Quello che è già certo, è che questo Perugia, sceso in B da tempo, si comporta come il protagonista di un tempo, prima di acquistare Paolo Rossi, cioè.

Gualtiero Zanetti
tratto dal Guerin Sportivo anno 1981 nr. 18


 





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Vittoria tranquilla per i bianconeri che hanno chiuso la partita già nel primo tempo. Ad aprire le marcature è Marocchino, con un diagonale che trafigge Della Corna. Poi Tardelli conclude in solitudine e si abbandona alla gioia.

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domenica 22 marzo 2026

22 Marzo 1981: Juventus - Perugia

È il 22 marzo 1981 e Juventus e Perugia si sfidano nella settima Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1980-81 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

I bianconeri sono affamati di vittoria dopo che l'Inter l'anno prima l'aveva beffato sul traguardo tricolore. Sarà una vittoria per i bianconeri bella ed importante verso il cammino che porterà i nostri beniamini verso il diciannovesimo tricolore. 

Dall'altra parte c'è un Perugia che partito da una penalizzazione di cinque punti si ritrova in Serie B a fine stagione.

Buona Visione!


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Campionato di Serie A 1980-1981 - 7 ritorno
Torino - Stadio Comunale
Domenica 22 marzo 1981 ore 15.00
JUVENTUS-PERUGIA 2-1
MARCATORI: De Rosa 81, Brady rigore 85, Marocchino 89

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu (Brio 60), Cabrini, Furino, Gentile, Scirea, Marocchino, Tardelli, Bettega, Brady, Fanna (Causio 69)
Allenatore: Giovanni Trapattoni

PERUGIA: Mancini, Lelj, Ceccarini, Frosio, Pin C., Dal Fiume, Bagni (Di Gennaro 79), Butti, De Rosa, Goretti, Tacconi
Allenatore: Molinari

ARBITRO: Terpin




QUATTRO MESI FA esattamente alla settima giornata del girone d'andata si parlava di Juventus in crisi, di giocatori privi di stimoli, di ambiente che rifiutava dopo tanto tempo il mister, Giovanni Trapattoni. 

Adesso appunto a quattro mesi di distanza e dopo il match di ritorno col Perugia parlare della Juventus significa parlare della squadra più in forma fra le sedici di Serie A, della formazione che dopo un esaltante inseguimento ha finalmente coronato il suo sogno di raggiungere in solitudine la vetta della classifica, scavalcando quella Roma che aveva condotto fin qui le operazioni. Già, la Roma. Privi di tre pedine fondamentali come Falcao, Pruzzo e Turone (tanto fondamentali che in panchina non c'era neanche il sedicesimo...), gli uomini di Liedholm hanno stentato a contenere il forcing 

del Catanzaro, ma alla fine sono riusciti a strappare un utilissimo pareggio grazie a una bella girata di Conti. Dopo Juventus e Roma, ecco il Napoli, reduce da un pareggio a reti bianche con l'Avellino e sempre in corsa per il titolo. Staccata di cinque punti dalla prima ma non ancora fuori corsa, segue l'Inter, vittoriosa fra le polemiche in quel di Pistoia. Da ricordare infine la vittoria del Torino a Como.

tratto dal Guerin Sportivo anno 1981 nr.13





Juventus, cronaca di una lunga sofferenza 
Il Perugia in vantaggio all'82' con De Rosa, raggiunto da Brady e battuto da Marocchino
Bianconeri generosi, ma in difficoltà contro l'inattesa e grintosa tattica ostruzionistica degli umbri
Dopo il gol degli ospiti, l'arbitro Terpin dava una mano ai torinesi
Prima dello scontro Tacconi-Furino (rigore), Marocchino aveva portato la palla oltre il fondo
A 42" dalla fine la rete vincente di Marocchino 
Azzeccate scelte tattiche di Trapattoni 

TORINO — Ottantadue minuti di rabbia, quattro di terrore, un primo respiro di sollievo, altri quattro minuti di assalto disperato con il cuore in gola, poi l'urlo del trionfo a 42" dalla fine del match: attraverso questi stati d'animo, in un finale raro per il nostro calcio, la Juventus ha battuto il Perugia, il cui dispetto per la clamorosa vittoria sfumata in extremis è tanto comprensibile quanto sono parse incomprensibili la sua tattica di gioco e il suo accanimento. La cronaca che conta, di un match agonisticamente magnifico ma povero di gioco per la tattica rinunciataria degli umbri, è racchiusa negli ultimi otto minuti, trascorsi in un'altalena di risultati che ha fatto rivivere a Liam Brady le emozioni del calcio inglese, dove le partite durano davvero un'ora e mezzo. 

All'82 segnava De Rosa. Un premio sproporzionato ai meriti del Perugia ma difesa e contropiede possono fruttare, l'Inter è pur tornata da Belgrado fra gli osanna. Pasticciavano sulla sinistra della difesa bianconera Cabrini e Furino, ne approfittava il «motorino» Butti che si impossessava della palla e quasi dal fondo centrava alto. Al centro riusciva un bello stacco a De Rosa, su Brio appena rientrato da una proiezione offensiva, e la deviazione di testa del capelluto centravanti perugino era fuori dalla portata di Zoff, alla sua sinistra. Juve in svantaggio, dopo una vana serie di attacchi. Disperazione bianconera in campo e sulle gradinate. Nel silenzio dello stadio la Juventus reagiva, ripartiva caparbiamente in avanti, e trovava insperatamente un aiuto nell'arbitro. Tentava un ennesimo affondo, di forza, Marocchino sulla sinistra del fronte offensivo, Terpin non si avvedeva che l'attaccante sospingeva la palla appena oltre il fondo, prima del cross. Partiva comunque il centro, lungo, la palla dalla parte opposta era toccata per Furino, il quale a sua volta partiva in affondo. Gli riusciva il primo dribbling, su di lui in seconda battuta arrivava in spaccata Tacconi: sfiora la palla (che cambiava direzione e finiva oltre il fondo per un ennesimo corner) ma toccava anche Furino, che rovinava a terra. Terpin indicava il dischetto per il penalty, al termine di un'azione viziata in partenza. Le proteste del Perugia erano vibranti quanto vane. Mancini, suo malgrado, poneva il pallone sul dischetto. Brady si avviava, ed al termine di una rincorsa tranquilla piazzava un pallone imprendibile, alto, alla sinistra del portiere perugino. Uno a uno. 

Il Perugia dimenticava tutto quanto era accaduto prima, per gli umbri il pareggio era un'ingiustizia, in panchina l'allenatore-avvocato Molinari prendeva a calci la cicca della sigaretta. Per la Juve il pari era già uno scampato pericolo, ma dava altro slancio. Ancora alcuni affondo, ed al 44 e 18 arrivava la vittoria. Causio che fa spiovere un pallone in area dalla destra, Brio che fa valere il suo vigore atletico, si fa largo e batte a rete, tiro respinto alla meglio, Marocchino che in qualche modo controlla e caccia dentro. Due a uno e «melina» finale per i bianconeri, con il Perugia che ancora si dibatte fra i fischi e cerca l'ultimo affondo senza impensierire Zoff. Così è finita Juventus-Perugia, un thriller che ha tenuto a lungo il pubblico con il fiato sospeso, prima di scuoterlo con un finale imprevedibile. La vittoria soddisfava ma non placava la Juventus, che a fine gara non si spiegava il contegno degli avversari. Il regolamento del calcio dice semplicemente che le squadre sono obbligate a mandare in campo la formazione migliore; è una raccomandazione per salvaguardare la regolarità del campionato. Il «come giocare» è a discrezione. Perché il Perugia ormai condannato alla B non abbia scelto la strada della manovra (senza dubbio più gradita ai bianconeri) ed abbia invece preferito una grinta-sissima gara tattica, come se fosse in gioco la salvezza, la Juve non riesce a spiegarselo. Ma se qualche bianconero si ricorda passate scintille (le ricordava già Paolo Sollier in un libro, raccontando la sua vita in Umbria), qualcosa può capire. E poi la rabbia della condannata alla B che esplode contro una grande. Altre sollecitazioni misteriose sono cose da retrobottega del football. Di certo un Perugia votato allo zero a zero è parso incomprensibile, ma la Juventus doveva accettare la situazione sin dall'avvio del match. 

Attaccava in forze, tentando la strada del gioco largo, portando avanti Gentile che in due occasioni arrivava al tiro in buona posizione ma senza fortuna. Cercava con la stessa sorte la botta da lontano Cuccureddu. Un tiro da lontano di Butti concretizzava una delle rare avanzate perugine, mentre prendeva corpo il duello, senza esclusione di colpi, fra Bagni e Cabrini, due galli da combattimento. Al 34' Mancini ribatteva una staffilata di Furino, partiva sulla risposta Goretti e Scirea prudentemente lo bloccava di brutto fuori area. Ma era sempre la Juve a dominare, a collezionare calci d'angolo. Venivano ammoniti Ceccarini (ostruzionismo), poi Bagni, Cabrini e Butti, tutti per rudezze. La Juve stentava, la spinta di Brady e Tardelli era difficile, con le punte bloccatissime da molti avversari. Al 15' della ripresa. Trapattoni cominciava dalla panchina a vincere la partita, anche se non poteva prevedere il finale strappacuore. Sostituiva Cuccureddu con Brio, che rientrava disinvolto (e applaudito) in Serie A andando subito a cercare fortuna con la sua forza, il suo colpo di testa, in area avversaria. Inserito l'ariete, Trapattoni si preoccupava dei rifornimenti, mandava Causio al posto di Fanna per eseguire i cross che mancavano. Il «barone» entrava bene nella parte, lavorava buoni palloni e li lanciava al centro. Il Perugia sostituiva l'esausto Bagni, anche per evitare un'espulsione al focoso attaccante, e si arrivava al gran finale. De Rosa di testa. Brady dal dischetto. Marocchino in mischia. Due a uno per la Juve, primo posto senza condomini. Sofferenza, paura? Tante, ma valeva la pena. 

Bruno Perucca
tratto da: La Stampa 23 marzo 1981




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La Stampa 23 marzo 1981

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La Stampa 23 marzo 1981


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domenica 15 marzo 2026

15 Marzo 1981: Torino - Juventus

Si sa che 'Il Derby della Mole' non è una semplice partita e neanche un derby come tutti gli altri! Ed anche questo non fu differente!

Infatti il 15 marzo 1981 Torino e Juventus si sfidano nella sesta giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1980-81.

Il tutto si svolge come di consueto in quegl'anni allo Stadio 'Comunale' di Torino.

I bianconeri sono affamati di vittoria dopo che l'Inter l'anno prima li aveva beffati sul traguardo tricolore. Sarà una vittoria per i bianconeri bella ed importante verso il cammino che porterà i nostri beniamini verso il diciannovesimo tricolore.

Dall'altra parte c'è un Toro che dopo una stagione tribolata e sotto le aspettative riesce ad evitare la retrocessione in Serie B per un soffio.

Buona Visione!


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Campionato di Serie A 1980-1981 - 6 ritorno
Torino - Stadio Comunale
Domenica 15 marzo 1981 ore 15.00
TORINO-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Brady 43, Cabrini 87

TORINO: Terraneo, Cuttone, Volpati, Zaccarelli (Masi 46), Danova, Van de Korput, Sala P., Pecci, Graziani, Sclosa (D'Amico 64), Pulici
Allenatore: Romano Cazzaniga

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, Furino, Gentile, Scirea, Marocchino (Verza 79), Tardelli, Bettega, Brady, Fanna (Prandelli 64)
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Pieri C.



Presidenti, tecnici e giocatori delle due squadre concordi nel ritenere giusto il risultato del derby 
Sono tutti d'accordo: Juventus più forte 
Furino: « Una giornata meravigliosa» 
Bettega ammette: «Temevamo di subire un gol» 
Tardelli: «È stato il derby più bello» 
Brady: «Dedico la rete a mia moglie» 

TORINO — Quinta vittoria consecutiva, quindicesimo risultato utile, successo nel derby dopo diciassette mesi di amaro digiuno: ci sono tante motivazioni perché i bianconeri si lascino trascinare da momenti di autentica felicità, seppur contenuta nei toni. Una vittoria cercata, perfino preannunciata alla vigilia dai protagonisti, i quali dimostrano particolare gioia negli spogliatoi nel verificare che sul campo si sono avverate le ardite profezie. Questa volta, dunque, il derby è andato alla Juventus. Bettega fa però notare che durante una sfida cittadina non si può giocare nemmeno un minuto con animo sereno, poiché tante sono le insidie, troppe le contraddizioni. 
«Abbiamo sempre controllato l'andamento del gioco — dice — nel primo quarto d'ora del secondo tempo potevamo addirittura chiudere la partita, però esisteva, forse nel nostro subconscio, l'eventualità di subire un gol, come un fulmine a ciel sereno, come spesso ci è capitato nei precedenti derby. Il Torino è partito bene, noi abbiamo proseguito meglio, e dobbiamo riconoscere che il nostro contingente avversario non è in un momento eccellente. Noi, invece, eravamo consapevoli delle nostre possibilità, che in questo periodo sono moltissime». 
Il caldo, la primavera che batte alle porte possono danneggiare una squadra, come la vostra, che fa del movimento l'arma più efficace? 
«La squadra si muove con sincronismo, costruisce e finalizza senza fatica. E poi il gol realizzato da Cabrini, allo scadere del match, è la prova migliore che la salute non manca. Le vittorie del Napoli e della Roma? Io credo che saranno proprio loro a essere più infastiditi per il nostro successo. In fondo, loro giocavano in casa, mentre da un derby non si sa mai cosa può venir fuori». 
Il più felice è Beppe Furino, il capitano. Ha perduto tante volte; dunque il sapore di un successo lo elettrizza in modo speciale. 
"E' stato uno dei più bei pomeriggi della mia vita. Una giornata meravigliosa, durante la quale ho visto una grande Juventus. Tanto grande che lascia sperare per un buon epilogo in campionato. Sul sottoscritto e sulla mia longevità che aggiungere? Se sono ancora qui vuol dire che ho ancora tanta birra in corpo. Gioco finché me la sento." 
Le tante galoppate, le rincorse, le spinte verticali, i tentativi offensivi non hanno tolto il respiro a Marco Tardelli, il quale dimostra una loquacità particolare. 
«Avevo detto che Brady sarebbe stato l'uomo-vincente! Il derby presenta sempre delle difficoltà, ma avremmo potuto chiuderlo prematuramente, all'inizio della ripresa. Corriamo tutti, dunque non rischiamo la cottura. Sarebbe un guaio se invece che in undici corressimo in tre o quattro solamente. Tornando al derby, dico che non è stato fra i più facili, ma fra i più belli per noi. Il Torino ha i suoi problemi, ma non sta certo a me analizzarli». 
Brady, complimentato da tutti per il suo quinto gol in campionato, si limita a una laconica dichiarazione, che vale una singolare dedica a una persona che gli è tanto cara. 
«Offro il gol a mia moglie. Sono felice. Però il mio gol più bello resta quello segnato all'Udinese». 
Altrettanto telegrafico è Zoff (premiato dal Juventus Club Crotone), il quale si schermisce sorridendo quando gli facciamo notare che l'unica e straordinaria parata l'ha effettuata su colpo di testa ravvicinato e potente del suo compagno di squadra Gentile. 
«Non abbiamo mai temuto il Torino sotto l'aspetto del gioco. Perciò tutto regolare, vittoria compresa, naturalmente. 
Cabrini festeggia con un'altra rete la sua stagione d'oro. È uno degli uomini più in forma e più continui della squadra guidata da Trapattoni. Saluta questo momento magico con parole improntate al massimo ottimismo. 
«Gira bene la squadra, giro bene io. Il primo tempo è stato abbastanza equilibrato, anche se noi abbiamo avuto più occasioni. Nel secondo tempo abbiamo giocato alla grande e non c'è stata più storia. Il Torino è soprattutto calato dopo il gol di Brady, noi invece, abbiamo tenuto fino in fondo. Non voglio fare polemiche, poiché conosco bene molti granata, perciò spero che non si offendano se dico che hanno qualche problema, che spetta a loro risolvere. Arriva la primavera e i primi caldi. Mi chiedete se terremo questo passo. Io rispondo che mancando nove partite potremo patire qualche problemino solo sotto l'aspetto psicologico. Ma se abbiamo tenuto fino ad ora, terremo fino al termine del campionato. E posso garantirvi che non ci danno fastidio i successi della Roma e del Napoli; noi pensiamo soltanto ai nostri risultati». 
È ormai sera. La pioggia è diventata meno violenta. Esce Marocchino. Sorride e fa: 
«Sono stato sostituito poiché avevo difficoltà respiratorie. Lasciatemi dire che Masi ha commesso un fallo in area di rigore su di me». 
E non c'è altro. I tifosi fuori accolgono i bianconeri con molto entusiasmo. Nonostante la pioggia. 

Angelo Caroli



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La Stampa 16 marzo 1981

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domenica 8 marzo 2026

8 Marzo 1981: Juventus - Ascoli

É il 8 Marzo 1981 e Juventus ed Ascoli si sfidano nella quinta Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1980-81. Tutto si svolge allo Stadio 'Comunale' di Torino.

I bianconeri sono affamati di vittoria dopo che l'Inter l'anno prima l'aveva beffato sul traguardo tricolore. Sará una vittoria per i bianconeri bella ed importante verso il cammino che porterá i nostri beniamini verso il dicianovesimo tricolore. 

Dall'altra parte c'é un Ascoli che dopo una stagione tribolata riesce ad evitare la retrocessione in Serie B per un soffio.

Buona Visione!


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Campionato di Serie A 1980-1981 - 5 ritorno
Torino - Stadio Comunale
Domenica 8 Marzo 1981 ore 15.00
JUVENTUS-ASCOLI 3-0
MARCATORI: Bettega 7, Fanna 34, Cabrini 83

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, Prandelli, Gentile, Scirea, Marocchino (Causio 73), Tardelli, Bettega, Brady, Fanna
Allenatore : Giovanni Trapattoni

ASCOLI: Pulici, Mancini (Anzivino 46), Boldini (Trevisanello 73), Perico, Gasparini, Scorsa, Torrisi, Moro, Pircher, Scanziani, Bellotto
Allenatore : Carlo Mazzone

ARBITRO: Vitali



LE PAGELLE DEI BIANCONERI 
Zoff celebra la numero 500 

ZOFF — Festeggiava 500 partite in serie A e lo fa in maniera egregia. Respìnge, in uscita, due pericolosi palloni e si oppone con bravura al tentativo insidioso di Pircher. Bravo, Dino! 

CUCCUREDDU — Altra prova positiva di Antonello, ormai abituato a frenare l'impeto degli avversari. Pircher ne esce umiliato. 

CABRINI — E' fra gli uomini più in forma della squadra. Pieno di vivacità, di iniziativa, inarrestabile sul lungo linea sinistro e continua a segnare. Buon... segno. 

PRANDELLI — Forse gli avevano raccomandato di tenere posizione per fare da guardiano a Scirea. Ci è riuscito bene. Ed è servito anche come uomo di spinta. 

GENTILE — Ancora una volta costretto a marcare fantasmi, lui che gradirebbe un uomo sul quale ringhiare per poi sganciarsi in galoppate sulla zona di sua competenza. Prova positiva e maschia. 

SCIREA — Merita un elogio particolare per aver «dimenticato» l'infortunio patito mercoledì scorso ad Avellino. Disinvolto, preciso, è servito molto ai reparti avanzati. 

MAROCCHINO — Il migliore in campo. E' un aratro che trascina tutto e lascia il solco. Povero Boldini, non è mai riuscito a vederlo. E neppure Anzivino ha avuto grossi successi. Stupenda galoppate, magnifichì assist di Marocchino per Tardelli e per Brady. 

TARDELLI — Sempre prezioso con quel suo lavoro agile. Manca un paio di gol anche per la bravura di Pulici.

BETTEGA — Superbo.per tempismo, precisione e potenza nel suo gol. Per il resto normale amministrazione, con distribuzione di intelligenti passaggi. 

BRADY — Comincia alla grande, poi si affievolisce un poco. Eccezionali un paio di lanci di quaranta metri. Delizioso negli scambi ravvicinati. Precipitoso nell'azione del gol mancato. Può comunque fare meglio. 

FANNA — Volenteroso, deciso, pratico. Segna un gol con splendida azione personale e dà a Cabrini la palla del terzo punto. Fra i migliori in assoluto. 

CAUSIO — Gioca solo un quarto d'ora. Il «vecchio» barone tocca alcune palle deliziose. La classe non è acqua.

Angelo Caroli
tratto da: La Stampa 9 marzo 1981



 


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