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sabato 10 gennaio 2026

17 Maggio 1981: Napoli - Juventus

É il 17 Maggio 1981 e NapoliJuventus e si sfidano nella quattordicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1980-81 allo Stadio 'San Paolo' di Napoli.

La Juventus si appresta a vincere il suo diciannovesimo tricolore con una squadra che sembra aver pochi punti deboli. Il Napoli vive una gran bella stagione. Allenati da Rino Marchesi (che tra qualche anno sará protagonista anche nella Vecchia Signora) per molti mesi i partenopei sembrerebbero' i veri candidati ad essere l'anti-juve. Invece una serie di sconfitte nelle ultime partite del campionato risucchiano il 'ciuccio' verso un comunque onorabilissimo terzo posto finale.

Buona Visione!



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Stagione 1980-1981 - Campionato di Serie A - 14 ritorno
Napoli - Stadio San Paolo
domenica 17 maggio 1981 ore 16:00 
NAPOLI-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Guidetti autorete 64

NAPOLI: Castellini, Bruscolotti, Marangon L., Celestini (Nicolini 69), Krol, Ferrario, Damiani, Vinazzani, Musella (Palo 66), Guidetti, Pellegrini
A disposizione: Fiore, Cascione, Ciccarelli
Allenatore: Rino Marchesi

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu (Brio 58), Cabrini, Prandelli, Gentile, Scirea, Marocchino, Tardelli, (c) Causio (Verza 46), Brady, Fanna
A disposizione: Bodini, Osti, Galderisi
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Michelotti
AMMONIZIONI: Gentile, Fanna, Prandelli 28, Tardelli 30 (Juventus); Guidetti, Damiani (Napoli)
ESPULSIONI: Verza 88 (Juventus)



Le pagelle dei bianconeri e degli azzurri al S. Paolo
Zoff resta il migliore

ZOFF-Solo il suo arrivo fra i pali, prima del fischio di avvio, ha calmato i tifosi della curva, quella che era la sua curva. E, fra i pali e in uscita, ha detto al suo vecchio pubblico di essere sempre il migliore. Concentrazione, scatto, tutto il bagaglio intatto. Inutile andare nei particolari del match. Zoff l'ha dominato prima con la sua personalità e poi con le sue mani. 
CUCCUREDDU - Un banale incidente
l'ha tolto dalla mischia al 10' della ripresa quando ormai aveva preso le misure di Pellegrini e l'aveva completamente domato. Gli ha concesso una palla-gol nel primo tempo soltanto quella, poi è stato il solito marcatore efficace.
CABRINI-Ha preso in custodia Damiani, lo ha sfiancato in durissimi corpo a corpo ed è riuscito come sempre davanti per sostenere l'attacco con frequenza.
PRANDELLI-Ha preso sul campo la posizione solita di Furino, con un gioco oscuro ma efficace, un lavoro di frangiflutti che a gioco lungo si è fatto sentire.
GENTILE-Ha iniziato su Musella, quindi ha avuto abbastanza libertà per tutta la partita per la posizione arretrata dell'avversario che pensava di dover marcare per tutto il match. Buoni spunti in avanti, cross utili per l'attacco, la consueta generosità.
SCIREA Difensore ma anche centrocampista, ha spesso dato una mano al fraseggio di Brady e di Tardelli, senza dimenticare i doveri di copertura a Zoff.
MAROCCHINO Una partenza molto brillante, un secondo tempo giocato più di sacrificio, ma con grande concentrazione. Nettamente migliore che non la settimana prima contro la Roma.
TARDELLI - Ha giocato a sprazzi, ma quando è partito in affondo ha fatto sentire la sua potenza atletica, come in occasione del gol. A parte il merito di Verza o la deviazione di Guidetti, è stato lo slancio di Tardelli che ha propiziato un gol che potrebbe aver deciso la stagione.
CAUSIO E partito bene, con un gioco brillante, forse per convincere la piazza napoletana dopo le ultime voci di un suo possibile trasferimento al Sud. Purtroppo gli son rimasti solo 45', una scelta tattica per rafforzare il centrocampo lo ha tolto dalla partita
BRADY-Meno brillante che in altre occasioni, comunque molto continuo, redditizio, ha tenuto una posizione piú arretrata per fare da filtro e non soltanto da rampa di lancio per le punte.
FANNA-Uno dei migliori sul piano della combattivita e dell'impegno, in particolare nella ripresa, quando ha ripiegato a centrocampo sacrificandosi in un lavoro d'interdizione molto utile ai compagni.
BRIO-Ormai Trapattoni ha piena fiducia in lui e nel finale difensivo bianconero la sua potenza atletica si è fatta valere.
VERZA-E entrato in campo nella ripresa in sostituzione di Causio, ha rinvigorito il centrocampo, ma non ha fatto mancare il suo apporto offensivo. Pronta l'intuizione nel deviare il centro di Tardelli, e un po' di fortuna nell'aver trovato la collaborazione decisiva di Guidetti per battere Castellini con il gol vincente.

Castellini, brutta giornata

CASTELLINI Nervoso, impreciso gia nei primi interventi e anche sfortunato in occasione del gol subito con la collaborazione di Verza e del suo difensore Guidetti. Una brutta giornata per il giaguaro.
BRUSCOLOTTI Ha cercato di imporsi di forza a Fanna, ha vinto dei duelli, ma ha anche faticato moltissimo. Una partita senza squilli
MARANGON Ci si aspettava di più da lui come spinta offensiva, anche se la sostituzione di Causio fa pensare che Trapattoni la temesse in modo particolare. Soltanto nel finale il terzino si e fatto vedere in avanti con la solita grinta.
CELESTINI Sostituito nella ripresa con Nicolini, perché esausto, il giovane partenopeo ha confermato comunque di essere una delle più interessanti novità del campionato per continuita d'azione e luciditá.
KROL-Ancora una volta ha fatto da balia alla squadra, tenendo le fila della difesa e cercando di appoggiare l'attacco del finale quando il Napoli era in svantaggio.
FERRARIO E corso dietro a Marocchino per tutto il fronte dell'attacco, ma ha faticato non poco, come sempre quando non ha un punto di riferimento più stabile al centro dell'attacco avversario.
VINAZZANI - Una prova generosa, molto combattiva, una spinta costante, ma senza troppa lucidità nei passaggi.
MUSELLA Ha delle qualita, ottima tecnica, ma la tattica di Marchesi l'ha costretto a fare da frangiflutti a centrocampo, togliendogli la possibilità di farsi luce in avanti.
GUIDETTI-Una partita generosa, combattiva come sempre fra difesa e centrocampo, e per lui l'amarezza più grande di avere determinato il gol ingannando Castellini con l'involontaria deviazione sul tiro di Verza.
PELLEGRINI - Due o tre buoni spunti, una palla lavorata molto bene e messa a fil di montante. Molto chiuso prima da Cuccureddu e poi da Brio.
NICOLINI-PALO Entrati nel finale, hanno dato una mano al pressing avversario senza peraltro risultare determinanti, Palo si e anche infortunato, scomparendo nel finale del match. 

MICHELOTTI - All'ultima grossa partita di serie A (gli resteranno ancora due incontri di B prima della fine della carriera) ha diretto con la preoccupazione di calmare gli animi, di portare in porto la partita. C'è riuscito. anche a prezzo di qualche ammonizione che è parsa sin troppo severa. 

Bruno Perucca




La Roma resta tenacemente nella scia e fa ancora balenare la possibilità di uno spareggio. Ma la clamorosa vittoria di Napoli ha ormai portato i bianconeri a un passo dal diciannovesimo scudetto. L'ultimo ostacolo è quella Fiorentina che ha già fermato (sul loro campo) sia Roma che Napoli e ha conti in sospeso...

Juve 18 e mezzo

NAPOLI. Questa volta è toccato a Trapattoni pescare il jolly: cosí, nella guerra dei tre maghi, si è messo alla pari. Già ci erano riusciti Liedholm, un maestro, e Marchesi, allievo precoce: dentro Faccini, oppure Palo e subito gol. Il Trap si è preso la rivincita nella smazzata più importante: ha giocato la carta Verza, al posto di un Causio che andava illanguidendo i suoi estri appena ritrovati sotto il cocente sole di Napoli, e Verza, schiumante rabbia repressa, ha offerto alla Juve la vittoria più importante. Tutta Napoli andava vivendo lo straordinario evento: i novantamila del San Paolo, luccicanti di azzurro nel sole e gli altri fuori, con radio e amplificatori che facevano rimbombare la voce di Ameri sui lungomari e nei vicoli. Al gol di Verza, lo slancio popolare si è afflosciato mestamente su se stesso, come un tubolare bucato da uno spillo maligno. Mancava ancora quasi mezz'ora, eppure a tutti il destino è apparso segnato: da queste parti una lunga assuefazione alle disgrazie ha reso presaghi infallibili delle cattive notizie, Sino a quel punto era stata partita vera: certo non bella di ripetute squisi-tezze tecniche, o particolarmente prodiga di emozioni mozzafiato. Ma autentica contrapposizione di uomini e di schemi, niente a che vedere con la indecorosa rissa d'osteria di Torino. All'indomani di quella recita invereconda, erano spuntati i soliti difensori d'ufficio: quando la posta assurge a tali livelli, inutile pretendere il fair-play, mazzate ci vogliono e chi picchia più forte vinca. A sette giorni di distanza, la smentita ovvia: a calcio si può giocare nei propri limiti, ovviamente anche quando in palio c'è l'obiettivo massimo, una stagione intera. Però non trascuriamo Michelotti, vecchio, impagabile drago giunto a un reclamizzatissimo (ma siamo sicuri?) passo d'addio. Per un arbitro l'autorità è come il coraggio: se non ce l'ha, non se la può dare. Michelotti, che ce l'ha (e ha anche coraggio, se è per quello) ha giocato col fuoco della partita con istrionica bravura. Ammonizioni psicologiche, richiami diretti, un colloquio sempre in atto coi giocatori, stimolati al rispetto del copione. Persino i ribelli riottosi si sono assoggettati al giogo: e il mattatore di Parma ha finito campeggiando, senza neppure troppa fatica, in un ambiente ricondotto alla sua serenità istituzionale.

DICA DICIANNOVE, Che lo scudetto sia ormai della Juventus, lo dicono tutti meno, naturalmente, i bianconeri, tanto fiduciosi e persino spavaldi prima del proibitivo passo di Napoli, quanto divenuti cauti e sospettosi a vittoria ottenuta. In realtà, se questo pazzo campionato conserva un filo di logica, è difficile immaginare una soluzione diversa. La Roma ad Avellino è destinata a incontrare perlomeno le medesime difficoltà della Juve contro i viola (la maggior caratura tecnica della Fiorentina è bilanciata dal fattore campo e dagli stimoli dell'avversario, in area di salvezza): il punto in più in classifica dovrebbe essere, a questo punto, un usbergo piuttosto rassicurante. Per una squadra, oltretutto, che ha dimostrato inossidabile tenuta: proprio nel finale di campionato, sulla Juventus si sono abbattute contrarietà di ogni genere e sempre la reazione è stata pronta, rabbiosa, ef-ficace. Giocare senza Bettega e Tardelli contro la Roma; senza Bettega e Furino a Napoli, è vantaggio non indifferente concesso alle avversarie dirette. Eppure la Juve ha raccolto tre punti su quattro, nella giostra dello scudetto, e ha nello stesso frangente eliminato un concorrente e mantenuto le distanze dall'altro. E' l'impagabile forza dell'esperienza: intesa come abitudine alle battaglie di vertice, agli stimoli, ma anche alle corrosioni delle snervanti vigilie, delle atmosfere arroventate, delle polemiche astiose. La Juventus è passata come una salamandra sotto il fuoco incrociato: a Napoli si è attestata in un albergo del centro, ha subito alla vigilia - l'aggressione (calcolata) del tifo contrario, ma il giorno dopo, sul campo, ha domato avversari e spettatori con una impagabile sere-nità d'animo. Che non sia degna del titolo, possono sostenerlo sol-tanto rivali delusi e critici imbot-titi di pregiudizi.

PERO', DE SISTI... E tuttavia, se sull'ultima giornata si allunga l'ombra del thrilling (e non soltanto nel-l'intricatissimo settore di coda), qualche motivo c'è. La Fiorentina di De Sisti ha perduto la sua pri-ma partita e poi non ne ha perdute più: e la serie è arrivata già a quattordici. Quella prima partita era con la Juventus. Picchio debuttava, pieno di tremori, su una panchina bollente. Aveva giocato con cauta saggezza le sue carte, imbrigliate sullo zero a zero le velleità non eccessive di una Juve convalescente. Poi, la stilettata di Tardelli, dritta al cuore. E per la Fiorentina lo strapiombo di un dramma sportivo, dal quale si è risol-levata passo a passo, sino ad as-surgere al ruolo di squadra più in forma del torneo, di andare a pa-reggiare a Roma e a Napoli e di lanciare, adesso, una stuzzicante sfida ai quasi campioni. Nel suo ruolo di arbitro dello scudetto, la Fiorentina ha sin qui seguito un metro implacabile, uguale per tutti, persino nel punteggio. Se lo scudetto numero diciannove della Juventus, è per ora soltanto lo scudetto numero diciotto e mezzo, è proprio per la considerazione che la Fiorentina merita. Che poi Picchio sia romano è un tocco di sen-timento, uno svolazzo nel copione, l'ultima preziosità di una stagione memorabile. 

Adalberto Bortolotti
tratto dal Guerin Sportivo anno 1981 nr.21 






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giovedì 8 gennaio 2026

10 Maggio 1981: Juventus - Roma

É il 10 Maggio 1981 e Juventus Roma si sfidano nella tredicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1980-81 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

I bianconeri sono affamati di vittoria dopo che l'Inter l'anno prima gli aveva beffati sul traguardo tricolore. E per vincere lo scudetto dovranno vedersela contro gli avversari di questa partita. 

I giallorosi capitolini, infatti danno battaglia fino all'ultima gara ma alla fine si dovranno arrendere al esperienza e bontá del organico juventino.

Buona Visione! 


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Stagione 1980-1981 - Campionato di Serie A - 13 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 10 maggio 1981 ore 16:00 
JUVENTUS-ROMA 0-0

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, (c) Furino, Gentile, Scirea, Marocchino (Verza 81), Prandelli, Causio, Brady, Fanna 
A disposizione: Bodini, Brio, Osti, Galderisi 
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ROMA: Tancredi, Spinosi, Maggiora, Turone, Falcao, Bonetti D., Conti, Di Bartolomei, Pruzzo, Ancelotti, Scarnecchia
A disposizione: Superchi, Rocca, Santarini, De Nadai, Faccini. 
Allenatore: Nils Liedholm

ARBITRO: Bergamo
AMMONIZIONI: Furino 16, Furino 62 (Juventus); Conti, Scarnecchia (Roma)
ESPULSIONI: Furino 62 (Juventus)





Il gioco entusiasmante di Liam Brady e Falcao 
Le pagelle dei ventitré giocatori al Comunale 

Juventus 
Zoff — Ha ricevuto la prima «minaccia» da un tiro neppur difficile di Ancelotti al 5' della ripresa, ed il suo lavoro non è stato più difficile nel finale. Si aspettava di certo una domenica più impegnativa. 
Cuccureddu — Trapattoni gli ha lasciato per una volta le brìglie sul collo, non affidandogli la punta avversaria più avanzata, e Antonello ne ha approfittato: sicura partita difensiva, ed ottima spinta offensiva. Fra i migliori in campo. 
Cabrini — Senza dimenticare la copertura, è stato anche lui ottimo propulsore sino a costruire per Prandelli e Fanna le due palle-gol più pulite. Difficile chiedergli di più. 
Furino — Il fallo al ventesimo secondo di gioco su Falcao ha fatto subito capire che «Furia» era troppo teso. La partita lo ha dimostrato, sino alla ammonizione ed alla espulsione. 
Gentile — Ha fatto coppia fissa con Pruzzo, ed entrambi sono praticamente «usciti» dalla partita annullandosi a vicenda. 
Scirea — Più centrocampista che «libero», vista la partita, tenace nel collaborare con Brady, nell'aiutare Prandelli. Una gara generosa, positiva. 
Marocchino — Si aspettava di più dai «giovani leoni» in un match difficile per le assenze di Bettega e Tardelli. Ma forse proprio il non avere a fianco i partners abituali lo ha frenato. 
Prandelli — Da troppo assente dal clima agonistico, si è mosso con impegno, ma senza brillare. Ha sulla coscienza una palla-gol sprecata. 
Causio — Centravanti come maglia, è partito nella solita zona-destra, accentrandosi spesso, secondo istinto e necessità, disputando una buonissima gara. Ha dimostrato che le qualità non sono appassite. 
Brady — Sempre in evidenza, ed ancora di più quando la squadra è rimasta in dieci: aperture, lanci, ritorni difensivi, tentativi di tiro. Una partita fra le migliori della sua prima stagione italiana. 
Fanna — Un mezzo disastro: errori di conclusione (uno clamoroso) e troppe sceneggiate negli scontri. Ridicola poi quella nella «rissa» allo scadere del primo tempo, sottolineata impietosamente dalla televisione. E' meglio che pensi a giocare. 
Verza — Ha giocato solo otto minuti. Troppo pochi per mostrare la sua voglia di football. 

Roma 
Tancredi — Graziato in due occasioni da errori avversari, ha chiuso bene nel finale su tiro di Fanna ed è parso sicuro sui palloni alti. Una prestazione senza pecche. 
Spinosi — Ha svolto la sua solita ordinaria amministrazione — contrasto e rinvio, nessun preziosismo — con diligenza e senza cercare avventure in avanti. 
Maggiora — Prestazione gagliarda, duri duelli con Fanna, il più scattante della difesa giallorossa. 
Turone — Più rabbia che fatica, per il gol annullatogli dall'arbitro Bergamo. Era una delle sue poche avanzate, la partita gli ha consigliato prudenza. 
Falcao — Come sempre l'elemento più in vista della Roma: notevoli qualità tecniche, abilità nel tenere le fila del gioco, più propenso del solito nell'inserirsi in area avversaria per tentare la conclusione. 
Bonetti — Potente ma un po' legato nei movimenti, e talvolta a disagio a causa degli scambi di posizione dei bianconeri sul fronte offensivo. 
Conti — Presto acciaccato, è parvo meno incisivo del solito, meno spumeggiante. 
Di Bartolomei — E' uscito allo scoperto nel finale, troppo tardi, dopo un primo tempo diligente ma non brillante. Non è mai riuscito a piazzare il tiro, una delle armi migliori della Roma. 
Pruzzo — Vedi Gentile, zero a zero anche nel loro duello diretto. 
Ancelotti — Ottimi spunti, efficaci dribblings in linea retta, ma qualche pausa. Giocatore sempre interessante, comunque. 
Scarnecchia — Ha dimenticato nella mischia il dolore alla spalla, lottando, cercando i contrasti, insistendo sui lanci con caparbietà. Il più vivace nell'attacco romanista

Bruno Perucca
tratto da: La Stampa 11 maggio 1981




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lunedì 5 gennaio 2026

26 Aprile 1981: Udinese - Juventus

É il 26 Aprile 1981 ed Udinese Juventus si sfidano nell' undicesima  giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1980-81 allo Stadio 'Friuli' di Udine.

I bianconeri sono affamati di vittoria dopo che l'Inter l'anno prima l'aveva beffato sul traguardo tricolore. Questo sará un campionato conteso fino all'ultima giornata con l avversario per eccellenza di questi anni ottanta : la Roma di Nils Liedholm

Dall'altra parte la squadra friulana terminà la stagione in quint'ultima posizione e si salva dalla discesa in Serie B solo grazie alla classifica avulsa.

Buona Visione! 



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Stagione 1980-1981 - Campionato di Serie A - 11 ritorno
Udine - Stadio Friuli
domenica 26 aprile 1981 ore 16:00 
UDINESE-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Marocchino 34, Tardelli 43

UDINESE: Della Corna, Maritozzi (Fanesi 56), Tesser (Cinello 60), Miani, Billia, Fellet, Papais, Pin L., Gerolin, Miano, Zanone
A disposizione: Pazzagli, Bacci, Pradella
Allenatore: Enzo Ferrari

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, (c) Furino, Gentile, Scirea, Causio, Tardelli, Bettega R., Brady, Marocchino (Prandelli 74)
A disposizione: Bodini, Brio, Verza, Galderisi
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Redini





Furino non ha dubbi, il titolo è quasi vinto 
«Ormai questa squadra può battere chiunque» 
DAL NOSTRO INVIATO  

UDINE — La Juventus c'è, eccome! Anche se i critici sono stati assai caustici nei confronti di Bettega, concedendo attenuanti soltanto a Causio che in fin dei conti lavora da diversi mesi part-time, i bianconeri di Trapattoni hanno dimostrato anche a Udine che lo scudetto può appartenere soltanto a loro. Non è un'impressione, ma una realtà confermata anche dagli interessati. La vecchia guardia, a cominciare da Furino per proseguire con Cuccureddu, Gentile e Tardelli, ha denotato quella potenza atletica che sembra difettare in altre compagini e che rende eccellente una formazione partita maluccio e che alla distanza ha ritrovato stimoli e ambizioni.
Proprio capitan Furino, applauditissimo a Udine anche da parte dei tifosi avversari, ci teneva a sottolineare che questa Juventus 
«può battere chiunque purché sia sempre concentrata come a Pistoia e a Udine. Certo —continuava — se non avessimo perso in modo maldestro a Milano con l'Inter forse a quest'ora avremmo già disperso sulla strada gli inseguitori». 
Furino può permettersi questo ed altro. Quando uno ha 35 anni può avventurarsi in passi di danza calcistica, può dire davvero quello che gli pare. Oltretutto, il campo gli sta dando ampiamente ragione. Tre anni fa Furino doveva diventare una riserva, ora si è conquistato sul campo i galloni di capitano anche per la prossima stagione. 
C'era Causio da rivedere a Udine. Gli è mancata la continuità alla distanza non è arrivato puntuale su qualche pallone, ma di più onestamente non poteva fare. Il «barone» ha un'età e un orgoglio che possono avvertire il peso delle assenze: giocando e rigiocando ritroverà sicuramente l'affiatamento con i compagni. Alcuni suoi «assist» hanno ricordato il Causio dei tempi migliori E' piaciuta anche la sua determinazione negli spogliatoi quando ha detto: 
«Con la grinta e la concentrazione che abbiamo, nessun ostacolo ci è precluso».
,L'Avellino, prossimo avversario di campionato, è avvertito. Trapattoni è troppo felice per avventurarsi in pronostici facili: vuole che sia il campo a rispondere a certi interrogativi che accompagnano il cammino dei bianconeri. 
«Andiamoci piano —dice —, siamo ancora a quattro lunghezze dalla conclusione. Certo, se la Juventus giocasse sempre così...». 
E lascia intendere che la Juventus è vicina al grande traguardo. Tre gare in casa, una a Napoli in trasferta: la possibilità di giocare a rimpiattino, di lasciare l'iniziativa agli altri pur di replicare. Ma da come stanno giocando i bianconeri ci sembra semmai che l'iniziativa d'ora in poi saranno proprio loro a prenderla.

Giorgio Gandolfi


Le pagelle della squadra di Trapattoni 
Ma che bravo quel Tardelli 

ZOFF — Inoperoso per tutto il primo tempo, ha compiuto nella ripresa quattro interventi di buona fattura. In uscita a terra ha bloccato Gerolin, il tutto con semplicità ed efficacia. 

CUCCUREDDU — Zanone, suo diretto avversario, non ha quasi toccato palla. Il merito è di questo professionista dal rendimento sempre costante. 

CABRINI — Non si è lanciato a capofitto in dissennate avanzate, poiché Papais gli tagliava il percorso. Ha fatto cose buone sul piano della costruzione con bravura tecnica. 

FURINO — Questo veterano spelacchiato continua a vivere la sua seconda giovinezza; corre ovunque e rincorre tutti. Tampona e rilancia. Ogni tanto sbaglia un passaggio, ma sono inerzie nell'analisi globale di una partita eccellente. 

GENTILE — La posizione di Miano, fluttuante a destra e a sinistra, poteva ingannarlo. Gentile ha preso le misure ed ha giocato un'ottima partita, agonisticamente impeccabile. 

SCIREA — Sempre all'altezza, sia in difesa che all'attacco. Ha fallito rari interventi ed ha portato avanti un grosso quantitativo di palloni. Solo una volta fuori tempo! 

CAUSIO — Prova non brillante ma utile, non appariscente ma preziosa. Ha tenuto la zona, ha giocato molti palloni, alcuni sbagliandoli, altri distribuendoli ai compagni. 

TARDELLI — Il migliore in campo; dopo un avvio di studio, ha cominciato a macinare chilometri senza pause, risultando determinante nel gioco bianconero e nelle azioni dei gol, prima costruendo per Marocchino poi ricevendone un pallone che egli stesso ha spedito in rete. Gerolin è stato trascinato in ogni angolo del campo. Questo è un Tardelli che servirà molto anche alla Nazionale. 

BETTEGA — Partita difficile per lui, visti i ritmi e i raddoppi delle marcature. Ciò nonostante, ha distribuito buoni palloni con scambi ravvicinati. Ha sbagliato un gol (Della Corna gli ha deviato un tiro da distanza ravvicinata). Prova, dunque, poco colorita. 

BRADY — Ha puntato più sulla qualità che sulla quantità. Ha messo ordine con distribuzione sulla zona centrale del campo, tentando nel finale la via del gol. 

MAROCCHINO — Il giovane continua a maturare. Ha prima disorientato Maritozzi e poi Fanesi. Ha segnato un gol, ha crossato palle utilissime. Molto bravo, nulla da eccepire. E' uscito al 65' per crampi allo stomaco. 

PRANDELLI — Ha giocato quindici minuti, pochi per essere giudicato. Ha comunque tenuto bene il ruolo.

Angelo Caroli


 


CAMPIONATO DI SERIE A/IL PUNTO

La Juve sorprende tutti (si fa per dire) e resta sola in testa: ma i giochi sono ancora tutti da fare. L'importante è vedere quanto gli episodi extracalcistici potranno incidere sulla corsa allo scudetto. A proposito della clamorosa caduta del Napoli non si esclude, infatti, che c'entri anche la guerra a Juliano

Dramma della gelosia?

HA RAGIONE Brera quando sostiene che i pronostici li può sbagliare soltanto chi li fa e non chi "mena il torrone" per tenere lontana ogni possibilità di smentita. Domenica non aveva previsto tutte rose e fiori per la capolista Napoli che ospitava l'ultimo, da tempo retrocesso, Perugia. Per quasi tutti, invece, si trattava di un'occasione propizia proprio per il Napoli in viaggio Juventus e Roma per balzare solo in testa. E' andata come si sa: tre capolista, tre risultati differenti anche per il modo con il quale si sono realizzati. Il Napoli che perde in casa, la Juventus che stradomina a Udine e la Roma che sta fermamente in difesa contro un Ascoli che in difesa ci deve stare per evitare di retrocedere.

NULLA E' ACCADUTO. Eppure, nonostante le urla di stupore, nulla è accaduto di definitivo: la Juventus è più vicina allo scudetto, la Roma conserva intatte le sue possibilità e il Napoli, come minimo, può accedere a uno spareggio (sempre che alle altre vada tutto bene, perché potrebbe anche diventare decisiva proprio Napoli-Juventus, della penultima giornata). Sostanzialmente, a tutt'oggi, la più parte dell'interesse del campionato si riversa su Juventus-Roma del 10 maggio, che Bettega potrebbe disertare per sopravvenuti inconvenienti giudiziari (sportivi), come sostengono i più informati, in dipendenza delle famose proposte dello stesso Bettega al difensore del Perugia, Pin. Quello che è già certo, è che questo Perugia, sceso in B da tempo, si comporta come il protagonista di un tempo, prima di acquistare Paolo Rossi, cioè.

Gualtiero Zanetti
tratto dal Guerin Sportivo anno 1981 nr. 18


 





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Udinese

Vittoria tranquilla per i bianconeri che hanno chiuso la partita già nel primo tempo. Ad aprire le marcature è Marocchino, con un diagonale che trafigge Della Corna. Poi Tardelli conclude in solitudine e si abbandona alla gioia.

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