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martedì 13 ottobre 2026

13 Ottobre 1985: Torino - Juventus

È il 13 ottobre 1985 e Torino e Juventus  si sfidano nella sesta giornata del girone di andata del Campionato italiano di Calcio di Serie A 1985-86 allo Stadio 'Comunale' di Torino. È il 'derby della Mole' ed il capoluogo piemontese si mobilita.

La Juventus si appresta a vincere il suo ventiduesimo tricolore con una squadra che sta vivendo sugli ultimi spiccioli di splendore di 'Le Roi' Michel Platini. Allenati da Giovanni Trapattoni (al suo ultimo campionato alla Juve prima di trasferirsi all'Inter), i bianconeri mettono a distanza la Roma di Sven-Göran Eriksson , vincendo 'in volata' lo Scudetto. 

Il Torino, dal canto suo, si avvia verso un quinto posto finale e si assicura un posto in UEFA.

Buona Visione! 



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Campionato di Serie A 1985-1986 - 6ª andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 13 ottobre 1985 ore 15.00
TORINO-JUVENTUS 1-2
MARCATORI: Serena A. 4, Platini 28, Scirea autorete 39

TORINO: Martina, Corradini, Rossi E., Zaccarelli, Junior, Ferri G., Pileggi, Sabato, Schachner, Dossena, Comi
Allenatore: Luigi Radice

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Mauro (Pin 76), Manfredonia, Serena A., Platini, Laudrup (Pacione 85)
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Agnolin Luigi

 


Molti duelli del combattuto incontro sono terminati alla pari 
A Manfredonia e Zaccarelli vanno le pagelle migliori 
Umberto Agnelli fa i complimenti ai granata: «Meritavano il pari» 
Sordillo: «Vorrei gli azzurri con la grinta di questi 22…» 
Un ritorno all'antico, ieri nel derby. Meno «zona», marcature a uomo strette. Nelle pagelle, torna quindi di moda il gioco delle coppie. 

MARTINA-TACCONI: per il granata due amarezze, ma minore impegno a parte l'uscita iniziale su Laudrup. Stefano, bravo a rispondere a Schachner e Junior (nel primo tempo), è stato impeccabile nelle uscite alte in mischia.

CORRADINI-SERENA: match pari senza squilli. Il difensore ha sofferto all'inizio, ma si è rifatto costringendo l'avversario diretto a ripiegare spesso nel secondo tempo. Serena ha cominciato duro (fallo su Pileggi dopo 11), poi ha eseguito, deviazione-gol a parte, poche giocate valide. 

ROSSI-LAUDRUP: uno scatto del danese ha fatto secco il granata in avvio, ma a gioco lungo è stato il difensore ad avere la meglio, risultando, anche per la spinta offensiva, fra i migliori della squadra. Negli ultimi 4 minuti al posto del bianconero è entrato Pacione, sfiorando il gol in extremis. 

FERRI-MAURO: coppia fissa a lungo (sino all'ingresso di Pin) e annullamento reciproco. Più concreto il granata, più spumeggiante ma poco incisivo il bianconero.

FAVERO-SCHACHNER: Un bel duello, fra le cose più interessanti della partita. Il bianconero ha giocato con estrema concentrazione, riuscendo quasi sempre a rientrare sull'avversario anche quando l'austriaco lo impensieriva con lo scatto. L'attaccante si è mosso bene, scattando a ripetizione per cercare spazio e proporli; è al passaggio. Ha fatto da spalla a Comi, con spirito di sacrificio.

BRIO-COMI: Hanno giocato una partita a parte; il difensore ha risolto con ripetuti falli (con astuzia, fuori area) i duelli sui palloni bassi, imponendosi su quelli alti. Il granata merita una sufficienza stretta per l'impegno, ma ha avuto solo nella ripresa uno spunto efficace (bel scatto e il tiro alto). 

CABRINI-PILEGGI: Lo slancio del granata ha costretto il difensore ad una partita di contenimento, priva quindi degli affondi che sono parte importante del suo gioco. Buonissima la partita del «tornante», che, se ha commesso qualche errore nel passaggio, è stato efficace e continuo nel sostenere sulla sinistra le sia pur vane offensive della squadra.

MANFREDONIA-DOSSENA: altro scontro-clou del derby. Ad un Dossena più continuo del solito, ricco di iniziativa, il bianconero ha opposto le sue grandi qualità di marcatore ed il suo notevole senso tattico. Ha costretto l'avversario a continui spostamenti nel tentativo di cercare, inutilmente, un minimo di spazio per «giocate» più meditate, e quando il granata ha cercato l'affondo, lo ha bloccato inesorabilmente. 

PLATINI-SABATO: uno dei pochi duelli più «elastici», con spazio reciproco. Il match-winner (la sua punizione è stata l'unico gol pulito e splendido della partita) dopo un avvio da regista offensivo si è via via limitato al ruolo di filtro, confermando le sue capacità di sacrificio. Il centrocampista granata è piaciuto per la continuità, anche se non è riuscito a proporsi con pericolosità nel tiro da fuori. 

JUNIOR-BONINI: il brasiliano è in un momento di evidente affaticamento; le sue iniziative non sono sorrette dalla lucidità necessaria per consentirgli di sfruttare i notevoli mezzi tecnici. Errori nel passaggio, insistenza di Ili nel consegnare — sugli angoli — i palloni alla presa di Tacconi. Solo in uno sfortunato affondo in dribbling Junior è parso al suo livello. Bonini ha marcato e si è smarcato, ma senza la consueta efficacia.
 
SCIREA-ZACCARELLI: nel duello a distanza fra i «Uberi», il bianconero è stato costretto ad un puro lavoro di contenimento senza poter uscire a centrocampo. Zaccarelli, ancora una volta, è stato splendido per la scelta del tempo nelle chiusure più difficili (quando la Juve, giocando di rimessa, aveva più spazio) e negli appoggi. 

ARBITRO AGNOLIN: pignolo nel lodevole intento di tenere in pugno il match, ha capito poco nei duelli Corradin-Serena (il bianconero spesso è il primo ad appoggiarsi e sgomitare, per subire poi il fallo) e Brio-Comi. Un dubbio sul rigore nella ripresa: comunque le durezze dello stopper andavano contenute sin dall'avvio, almeno con un richiamo verbale.

Fabio Vergnano
Tratto da: La Stampa 14 ottobre 1985






IN COPERTINA/SIGNORA IN FUGA
Serena, l'uomo del destino, ferisce il Toro; Platini, col suo primo gol, lo mata. E la valanga bianconera minaccia di travolgere il campionato
Juve no stop

QUAL è la vera Juventus, quella che acceca il Toro con un avvio scintillante, contrappuntato dalle invenzioni che zampillano senza tregua dal piede fatato di Platini; o quella che poi si adegua a difendere il vantaggio con provincialissima modestia, che eleva a protagonisti i Brio e i Favero, cioè l'anima proletaria della squadra? L'una e l'altra, meglio l'una fusa nell'altra, rappresentano la vera, nuova Juventus. E questa versatilità tattica, questo saper alternare con uguale disinvoltura i lustrini e la tuta da fatica, la rende imbattibile, al momento. Ho visto il derby, che era l'attesa prova della verità, in una stupenda cornice di tifo, appena macchiata da qualche striscione imbecille (in netta minoranza, peraltro, nel grande afflato folclorico dell'insieme). Ho visto Monsieur Plus giocare venti minuti da favola, depistando l'onesto Sabato che Radice aveva chiamato al sacrificio con autentico genio tattico. Ora annidandosi fra i suoi difensori, ora sortendone con lanci tra trancianti o con improvvise folgoranti iniziative, Platini è stato l'iniziale padrone della partita. Ma poi, placato anche dal suo primo sospirato bersaglio stagionale, Michel si è ritirato fra le quinte. La Juve aveva perfezionato il suo uno-due e andava a recitare la seconda parte del copione. Via libera allo slancio agonistico del Torino, generosamente proteso in forcing: ma che implacabile Maginot ai limiti della propria area, che protervo Brio nell'impari duello con il giovane e acerbo Comi, sballottato senza ritegno. È inappuntabile Favero contro il farfallone Schachner, tormentato, senza falli, con un anticipo martellante. Forse la Juve ha un pochino ecceduto nella sua contrazione progressiva. Ma Junior aveva tolto dal cilindro il coniglio bianco del gol e il Toro se n'era rianimato, al punto da scovare inimmaginabili risorse atletiche. Ecco, qui la Juve ha affrontato il primo autentico collaudo ad altissimo livello della sua caratura da scudetto. E l'ha superato in pieno, pur facendo aggrottare il sopracciglio agli esteti. Così, in fondo, si vincono i campionati, non con gli inutili sacrifici al calciospettacolo. La Juve è tosta e completa. Non sempre potrà continuare sull'onda di questo momento magico (Serena che sblocca il match con un gol… di stomaco, un segno del destino), ma metterla sotto sarà un'impresa per tutti. E questo vantaggio, in classifica e in media inglese (dove ha attinto la ragguardevole quota di più di tre), la pone nella condizione di giostrare secondo attitudini. Lungi da me l'idea di archiviare lo scudetto dopo sei giornate, ma insomma, se avessi due spiccioli da scommettere, saprei dove piazzarli.

Adalberto Bortolotti
tratto dal Guerin Sportivo anno 1985 n.42





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lunedì 17 agosto 2026

26 Marzo 1972: Torino - Juventus

È il 26 marzo 1972 ed allo Stadio 'Comunale' di Torino si consuma il 'Derby della Mole' tra (appunto) Torino e Juventus.

Con i bianconeri pronti a festeggiare il 14esimo Scudetto, i cugini granata offrono la loro tenace resistenza come la Storia insegna. 

Sarà un campionato incerto fino all'ultima giornata. La gara conclusiva della Serie A offre l'ostacolo Lanerossi Vicenza per la Juve. Gara risolta per 2-0; il che fa del tutto inutili le altrettanto vittorie di Milan e Torino.

Il tutto è valido per l'ottava giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1971-72.

Buona Visione!



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C’è un weekend, nel corso dell’anno, che risulta essere – per i tifosi di calcio – nettamente il più atteso.

Quello che vede in calendario la partita più attesa, più temuta, più gloriosa.Tutti gli aggettivi, questi, che trovano il proprio accompagnamento ad una singola parola: derby.

Sono numerosissimi gli aneddoti, i corsi e i ricorsi storici su questa gara, che è una delle partite più rappresentative della nostra Serie A.

tratto da: IL DERBY DELLA MOLE: STORIA DELL’INFINITA RIVALITÀ TRA JUVENTUS E TORINO 


Stagione 1971-1972 - Campionato di Serie A - 8 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 26 marzo 1972 ore 15:00
TORINO-JUVENTUS 2-1
MARCATORI: Anastasi 20, Sala C. 30, Agroppi 64

TORINO: Castellini, Lombardo, Fossati, Zecchini, Cereser, Agroppi, Rampanti, Crivelli, Pulici (Toschi 48), Sala C., Bui
Allenatore: Gustavo Giagnoni

JUVENTUS: Carmignani, Spinosi, Marchetti G., Furino, Morini, Salvadore, Causio, Savoldi, Anastasi, Capello F., Novellini (Viola F. 59)
Allenatore: Cestmir Vycpalek

ARBITRO: Angonese



Anche la capolista protesta Vycpalek: "I rigori non arrivano mai, 
Il trainer aggiunge: «Una botta dura, ma ci riprenderemo .» 
Fiducia dei giocatori 
Haller «sempre a disposizione» 

« Saranno coincidenze, però: alla Juventus, quest'anno, è stato assegnato soltanto un rigore. Fu a Varese nell'andata. È poco per una squadra che resiste al comando della classifica da ventitré giornate. Per trovarsi in questa posizione si sarà pure affacciata nell'area degli avversari! Lontano da me l'idea della polemica, faccio una semplice constatazione. Non mi sembra del tutto normale. Avete visto l'ultimo rigore concesso alla Fiorentina. 

Cestmir Vycpalek non accusa, constata. E lo spunto gli viene offerto, oltre che dal rigore di Firenze, dal braccio di Agroppi inseritosi al momento giusto nella traiettoria del tiro di Savoldi II. Per Angonese non si è trattato di un gesto intenzionale, per Vycpalek e per i giocatori bianconeri era un rigore, un rigore che si sarebbe potuto tramutare per la Juventus in un pari nel derby. 

« Saranno coincidenze — ripete Vycpalek — o saranno state le dichiarazioni di Rivera, fatto sta che noi di rigori all'attivo continuiamo ad averne sempre uno solo. L'Inter l'anno scorso ha vinto lo scudetto anche grazie a otto penalties ». 

Dopo le divagazioni sui rigori, Vycpalek esamina il derby. La sconfitta ha rimesso in corsa squadre che parevano escluse dalla lotta per il titolo, ma il trainer continua ad avere fiducia: 

"Il campionato diventerà più sofferto e difficile, ma i nostri tifosi non devono essere pessimisti. Le possibilità sono immutate. La "quota 43" si può vincere e i punti a disposizione sono quattordici. Abbiamo tre incontri con Varese, Sampdoria e Mantova, in cui dovremo imporci. Ci sono ancora parecchi confronti diretti che dovrebbero consentirci di tirare un po' il fiato. Il nostro problema è di assorbire, moralmente, il risultato del derby. Non sarà facile, ma ci riusciremo. Domenica sera potremmo avere nuovamente tre lunghezze di vantaggio ». 

— Non teme che la Juventus possa ripetere quanto ha fatto il Milan l'anno scorso? 

"Il calo del Milan si era iniziato a Natale. Non c'è paragone .». 

— Il Torino ha concrete possibilità di vincere il titolo? 

"Potrebbe averne, ma dovrebbe giocare sempre come domenica. Adesso c'è troppa euforia nell'ambiente granata, poi magari subentra un certo rilassamento. Contro di noi il Torino ha confermato il suo valore, ma specie nel primo tempo, non siamo stati inferiori. Sul piano atletico la partita si è conclusa alla pari. Forse ci mancano la penetrazione e l'efficacia di un tempo nelle conclusioni. Non andiamo più in gol come prima, anche se una rete per partita riusciamo a segnarla». 

— Come si può risolvere questo problema? 

« Novellini si dà da fare, compie un gran movimento ma non ha molta astuzia ed è un po' leggero. Tanto di cappello invece ad Anastasi che quest'anno sta disputando un ottimo campionato. Splendida la rete che ha fatto nel derby. A parte il problema del gol, non sempre c'è spontaneità e scioltezza nel gioco. Savoldi II ha disputato, nel complesso, una buona partita; Causio è calato nella ripresa anche per il ritmo del Torino ». 

Tra i giocatori il contraccolpo per la sconfitta si fa sentire, ma c'è spirito di reazione. Causio sostiene che le speranze sono immutate. Marchetti è della stessa opinione: 

"È presto per chiunque cantare vittoria. Il campionato è ancora lungo. Noi dobbiamo riorganizzarci mentalmente. Chiediamo ai tifosi un po' di pazienza. Andremo avanti giornata per giornata cercando di ragionare ». 

Interessante il parere di Furino: 

"In fondo abbiamo perso in trasferta. Domenica giocheremo in casa e la situazione potrebbe tornare come prima del derby. Non ci saranno ripercussioni dal punto di vista psicologico. Il Torino ha costituito un'autentica sorpresa. Ogni avversario ha i suoi meriti, ma durante il campionato tanti fattori possono influire e condurre una squadra a un punto di distanza. Penso che la Juventus sia ancora avvantaggiata. 

Furino, ammonito nel derby, rischia la squalifica. Se non dovesse giocare il ruolo di mediano, potrebbe essere affidato a Marchetti, con Longobucco e Roveto terzini. Marchetti ha riportato una forte contusione al ginocchio sinistro. Se non fosse in grado di giocare, è pronto Cuccureddu. Vycpalek inoltre potrebbe concedere un turno di riposo a Marini per consentirgli di guarire completamente dall'infortunio all'alluce destro: una decisione verrà presa nei prossimi giorni. Novellini lamenta una leggera contrattura muscolare: andrà due giorni in clinica. Forse sarà disponibile, ma non è detto che venga utilizzato. Qualcuno riaffaccia la candidatura di Haller, che continua ad allenarsi. Il tedesco dice di essere in buone condizioni: 

«Giocare non dipende da me. Per quanto riguarda il campionato, la lotta è aperta e noi abbiamo le stesse possibilità di prima». 

Vycpalek su Haller dice: 

«È sempre a disposizione. Se è in forma, si potrebbe anche pensare ad un suo impiego, specie nelle partite interne». 

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 27 marzo 1972






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La Stampa 27 marzo 1972

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La Stampa 27 marzo 1972

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martedì 31 marzo 2026

31 Marzo 1985: Torino - Juventus

È il 31 marzo 1985 e Torino e Juventus si sfidano nella nona giornata del girone di ritorno del campionato italiano di calcio di Serie A 1984-85 allo Stadio 'Comunale' di Torino. È il 'Derby della Mole' e tutto il capoluogo piemontese si mobilita.

I Bianconeri sembrano più concentrati sulla Coppa dei Campioni (coppa che vinceranno nella tragica notte del Heysel) e sono lontani dalla testa della classifica del campionato. In testa, invece, c'è sorprendentemente il Verona che dopo una cavalcata splendida vince il suo primo Scudetto.

Dall'altra parte c'è il Toro che lotta con i sorprendenti scaligeri per la vetta della classifica. Infatti questa sconfitta nel derby sarà fatale per le ambizioni dei granata.

Buona Visione!




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Campionato di Serie A 1984-1985 - 9 ritorno
Torino - Stadio Comunale
Domenica 31 marzo 1985 ore 15.30
TORINO-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Briaschi 11, Platini rigore 87

TORINO: Martina, Danova, Corradini, Galbiati, Junior, Ferri G., Pileggi, Beruatto, Schachner (Comi 67), Dossena, Serena A.
Allenatore : Luigi Radice

JUVENTUS: Bodini, Favero, Cabrini, Bonini, Caricola, Scirea, Briaschi, Tardelli, Rossi P. (Pioli 76), Platini, Vignola (Prandelli 85)
Allenatore : Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Agnolin L.

 



Nessuno sottrae lo scettro a monsieur Platini 

TORINO 

MARTINA — Sorpreso, come i compagni della difesa dal gol di Briaschi, bravo a rimediare con un balzo all'indietro alla posizione troppo avanzata sul pallonetto di Platini. Paradossalmente, non ha avuto neppure troppo lavoro… per gli errori degli avversari.
DANOVA — Non è ancora in condizione (lo si nota negli insicuri colpi di testa), ma ha cuore; per questo gli vanno perdonati alcuni errori.
CORRADINI — Un passo indietro rispetto alle recenti buone prestazioni. Marcare in spazi larghi non è il suo pane.
GALBIATI — Brutta giornata per il libero di fronte al contropiede bianconero. Spesso fuori tempo e lento nello scatto. 
JUNIOR — Cantare e portare la croce sono difficili anche per un asso come lui. Non brillante come di consueto, è stato spesso sin troppo generoso (andando fuori zona) negli appoggi ai compagni. 
FERRI — La diligenza non basta. Ha faticato su Platini senza riuscire a rendersi utile in appoggio. 
PILEGGI — Buono continuità, grande impegno. Il più caparbio nell'appoggiare gli avanti. 
BERUATTO — Radice gli chiede troppo, in appoggio. Non è riuscito a dare un apporto concreto al gioco d'attacco. 
SCHACHNER — Tanti scatti, controlli a volte aleatori secondo caratteristiche. Chissà perché, però, tocca sempre a lui la sostituzione. 
COMI — Come non fosse centrale, la gara era già decisa. 
DOSSENA — Caduto nella confusione generale. Incapace di essere lui a dare conforto ai compagni: si pretende troppo? 
SERENA -- Non gli forniscono il «materiale» che predilige, il cross dal fondo. Una botta all'inizio ne ha limitato i movimenti. 

JUVENTUS 

BODINI — Ha salvato la vittoria (sull'1-0) togliendo dalla porta una staffilata di Junior finita da Beruatto. Poi altri interventi difficili nel forcing granata. Complimenti. 
FAVERO — Non ha dato spazio a Schachner, diventando il miglior difensore nel finale, con alcune prepotenti uscite palla al piede e rilanci precisi. 
CABRINI — È stato in zona, aspettando Pileggi, adeguandosi al gioco di rimessa che piace (adesso) a Trapattoni. 
BONINI — Altissimo livello di rendimento. Dinamismo, tackles determinanti, anche sbalzi al momento giusto. Cosa ci vuole a centrocampo (la Figc ha accettato senza battersi che resti alla Nazionale di San Marino…). 
CARICOLA — Di testa e di piede è arrivato più volte al momento giusto a risolvere, in mischia, situazioni delicate. Buon freno a Serena. 
SCIREA — Sempre tempista nelle chiusure, ha gran parte del merito nell'annullamento delle offensive granata, bloccandone molte alle soglie dell'area di rigore. 
BRIASCHI — Un gran gol, poi ha rifiatato nella ripresa sino allo scatto che ha provocato il rigore. Discontinuo ma determinante. 
TARDELLI — Ottimo lavoro come filtro, pronti gli inserimenti sul contropiede. Sente odore di Coppa Campioni.
ROSSI —Ha messo il fiato grosso ad un marcatore come Danova. La sostituzione non le è gradita, e si capisce. 
PIOLI — Non ha avuto modo di farsi vedere. 
PLATINI — Fulcro del gioco di rimessa, ha trovato un modo nuovo per essere utilissimo e per divertirsi. Il pallone che per poco non ha scavalcato Martina è stato un capolavoro per lucidità di riflessi. 
VIGNOLA — Buone giocate e qualche pausa. Può fare meglio, soprattutto cercando il tiro. 
PRANDELLI — Cinque minuti, tanto per partecipare.

ARBITRO AGNOLIN — Un po' pignolo, ma attento e preciso nelle valutazioni. 

Bruno Perucca 
tratto da: La Stampa 1 aprile 1985



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La Stampa 1 aprile 1985

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La Stampa 1 aprile 1985

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La Stampa 1 aprile 1985

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