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domenica 15 marzo 2026

15 Marzo 1981: Torino - Juventus

Si sa che 'Il Derby della Mole' non è una semplice partita e neanche un derby come tutti gli altri! Ed anche questo non fu differente!

Infatti il 15 marzo 1981 Torino e Juventus si sfidano nella sesta giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1980-81.

Il tutto si svolge come di consueto in quegl'anni allo Stadio 'Comunale' di Torino.

I bianconeri sono affamati di vittoria dopo che l'Inter l'anno prima li aveva beffati sul traguardo tricolore. Sarà una vittoria per i bianconeri bella ed importante verso il cammino che porterà i nostri beniamini verso il diciannovesimo tricolore.

Dall'altra parte c'è un Toro che dopo una stagione tribolata e sotto le aspettative riesce ad evitare la retrocessione in Serie B per un soffio.

Buona Visione!


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Campionato di Serie A 1980-1981 - 6 ritorno
Torino - Stadio Comunale
Domenica 15 marzo 1981 ore 15.00
TORINO-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Brady 43, Cabrini 87

TORINO: Terraneo, Cuttone, Volpati, Zaccarelli (Masi 46), Danova, Van de Korput, Sala P., Pecci, Graziani, Sclosa (D'Amico 64), Pulici
Allenatore: Romano Cazzaniga

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, Furino, Gentile, Scirea, Marocchino (Verza 79), Tardelli, Bettega, Brady, Fanna (Prandelli 64)
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Pieri C.



Presidenti, tecnici e giocatori delle due squadre concordi nel ritenere giusto il risultato del derby 
Sono tutti d'accordo: Juventus più forte 
Furino: « Una giornata meravigliosa» 
Bettega ammette: «Temevamo di subire un gol» 
Tardelli: «È stato il derby più bello» 
Brady: «Dedico la rete a mia moglie» 

TORINO — Quinta vittoria consecutiva, quindicesimo risultato utile, successo nel derby dopo diciassette mesi di amaro digiuno: ci sono tante motivazioni perché i bianconeri si lascino trascinare da momenti di autentica felicità, seppur contenuta nei toni. Una vittoria cercata, perfino preannunciata alla vigilia dai protagonisti, i quali dimostrano particolare gioia negli spogliatoi nel verificare che sul campo si sono avverate le ardite profezie. Questa volta, dunque, il derby è andato alla Juventus. Bettega fa però notare che durante una sfida cittadina non si può giocare nemmeno un minuto con animo sereno, poiché tante sono le insidie, troppe le contraddizioni. 
«Abbiamo sempre controllato l'andamento del gioco — dice — nel primo quarto d'ora del secondo tempo potevamo addirittura chiudere la partita, però esisteva, forse nel nostro subconscio, l'eventualità di subire un gol, come un fulmine a ciel sereno, come spesso ci è capitato nei precedenti derby. Il Torino è partito bene, noi abbiamo proseguito meglio, e dobbiamo riconoscere che il nostro contingente avversario non è in un momento eccellente. Noi, invece, eravamo consapevoli delle nostre possibilità, che in questo periodo sono moltissime». 
Il caldo, la primavera che batte alle porte possono danneggiare una squadra, come la vostra, che fa del movimento l'arma più efficace? 
«La squadra si muove con sincronismo, costruisce e finalizza senza fatica. E poi il gol realizzato da Cabrini, allo scadere del match, è la prova migliore che la salute non manca. Le vittorie del Napoli e della Roma? Io credo che saranno proprio loro a essere più infastiditi per il nostro successo. In fondo, loro giocavano in casa, mentre da un derby non si sa mai cosa può venir fuori». 
Il più felice è Beppe Furino, il capitano. Ha perduto tante volte; dunque il sapore di un successo lo elettrizza in modo speciale. 
"E' stato uno dei più bei pomeriggi della mia vita. Una giornata meravigliosa, durante la quale ho visto una grande Juventus. Tanto grande che lascia sperare per un buon epilogo in campionato. Sul sottoscritto e sulla mia longevità che aggiungere? Se sono ancora qui vuol dire che ho ancora tanta birra in corpo. Gioco finché me la sento." 
Le tante galoppate, le rincorse, le spinte verticali, i tentativi offensivi non hanno tolto il respiro a Marco Tardelli, il quale dimostra una loquacità particolare. 
«Avevo detto che Brady sarebbe stato l'uomo-vincente! Il derby presenta sempre delle difficoltà, ma avremmo potuto chiuderlo prematuramente, all'inizio della ripresa. Corriamo tutti, dunque non rischiamo la cottura. Sarebbe un guaio se invece che in undici corressimo in tre o quattro solamente. Tornando al derby, dico che non è stato fra i più facili, ma fra i più belli per noi. Il Torino ha i suoi problemi, ma non sta certo a me analizzarli». 
Brady, complimentato da tutti per il suo quinto gol in campionato, si limita a una laconica dichiarazione, che vale una singolare dedica a una persona che gli è tanto cara. 
«Offro il gol a mia moglie. Sono felice. Però il mio gol più bello resta quello segnato all'Udinese». 
Altrettanto telegrafico è Zoff (premiato dal Juventus Club Crotone), il quale si schermisce sorridendo quando gli facciamo notare che l'unica e straordinaria parata l'ha effettuata su colpo di testa ravvicinato e potente del suo compagno di squadra Gentile. 
«Non abbiamo mai temuto il Torino sotto l'aspetto del gioco. Perciò tutto regolare, vittoria compresa, naturalmente. 
Cabrini festeggia con un'altra rete la sua stagione d'oro. È uno degli uomini più in forma e più continui della squadra guidata da Trapattoni. Saluta questo momento magico con parole improntate al massimo ottimismo. 
«Gira bene la squadra, giro bene io. Il primo tempo è stato abbastanza equilibrato, anche se noi abbiamo avuto più occasioni. Nel secondo tempo abbiamo giocato alla grande e non c'è stata più storia. Il Torino è soprattutto calato dopo il gol di Brady, noi invece, abbiamo tenuto fino in fondo. Non voglio fare polemiche, poiché conosco bene molti granata, perciò spero che non si offendano se dico che hanno qualche problema, che spetta a loro risolvere. Arriva la primavera e i primi caldi. Mi chiedete se terremo questo passo. Io rispondo che mancando nove partite potremo patire qualche problemino solo sotto l'aspetto psicologico. Ma se abbiamo tenuto fino ad ora, terremo fino al termine del campionato. E posso garantirvi che non ci danno fastidio i successi della Roma e del Napoli; noi pensiamo soltanto ai nostri risultati». 
È ormai sera. La pioggia è diventata meno violenta. Esce Marocchino. Sorride e fa: 
«Sono stato sostituito poiché avevo difficoltà respiratorie. Lasciatemi dire che Masi ha commesso un fallo in area di rigore su di me». 
E non c'è altro. I tifosi fuori accolgono i bianconeri con molto entusiasmo. Nonostante la pioggia. 

Angelo Caroli



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La Stampa 16 marzo 1981

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La Stampa 16 marzo 1981

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martedì 13 gennaio 2026

10 dicembre 1990: Torino - Juventus

É il 10 Dicembre 1990 e Torino Juventus si sfidano nella dodicesima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1990-91 allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

É il 'Derby della Mole' e la cittá si mobilitá!

La Juventus tenta di riapproparsi dello scettro di squadra 'piú forte della penisola' con una nuova dirigenza tecnica affidata ad un allenatore del famigerato 'calcio champagne' Luigi Maifredi. Dopo un inizio di campionato incoraggiante i bianconeri naufragano tra caterve di gol presi ed addirittura a fine campionato si trovano fuori dalle Coppe Europee dopo 27anni

Dall'altra parte un Torino che termina il campionato in quinta posizione, meglio dei piú blasonati cugini.

Buona Visione! 



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Stagione 1990-1991 - Campionato di Serie A - 12 andata
Torino - Stadio Delle Alpi
Lunedì 10 dicembre 1990 ore 14.30
TORINO-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Policano 24, Baggio R. 77

TORINO: Tancredi, Bruno, Policano, Fusi (Sordo 77), Annoni, Cravero, Mussi (Benedetti 71), Romano, Bresciani, Martin Vazquez, Lentini
Allenatore: Emiliano Mondonico

JUVENTUS: Tacconi, Luppi, Julio Cesar, Corini (Bonetti D. 77), De Marchi, De Agostini, Haessler, Marocchi, Di Canio, Baggio R., Alessio (Galia 66)
Allenatore: Luigi Maifredi

ARBITRO: Coppetelli
ESPULSIONI: Julio Cesar 26 (Juventus); Bresciani 18 (Torino)



Due Capitani Esemplari
Superpagelle per Cravero & Tacconi.

TORINO. L'arbitro ci ha ridotto il lavoro. Bresciani e Julio Cesar presto sotto la doccia, espulsi. Meritano entrambi cinque, vedi tabellino, perchè con Coppetelli bisogna essere chiari: mezzi falli o mezze parole creano equivoci. Pagelle ridotte, quindi. Prima i padroni di casa, poi i bianconeri. 

Tancredi 5,5 Due efficaci risposte ad Haessler, ma due passi avanti (di troppo) sulla punizione di Baggio.
Bruno 6 Attenta marcatura su Di Canio, qualche problemino con Baggio e cartellino giallo. E' nel mirino degli arbitri.
Policano 7 Pronto ad inserirsi in avanti, lo testimonia il gol segnato. Migliore quando il Toro spinge, di quando rema.
Fusi 6-Senza sbavature ma senza squilli. Per l'infortunio al ginocchio ha lasciato il posto al combattivo 
Sordo (6).
Annoni 6 Ha frenato Baggio, decisivo il suo colpo di testa prima del gol. Qualche colpa (posizione) sul gol bianconero.
Cravero 7 In forma crescente. Puntuale nelle chiusure, lucido nel contropiede.
Mussi 6,5 A lungo è stato difensore e ala destra efficace. Gli ha dato il cambio Benedetti (6) con disinvoltura.
Martin Vazquez 7- Centrocampista con qualche dribbling di troppo, poi punta di grande intraprendenza. Tre conclusioni da gol, senza fortuna.
Lentini 5,5-Sarà il lavoro di copertura a togliergli lucidità, ma nelle conclusioni é impreciso. E già accaduto a Napoli.

Tacconi 6,5 Ha stretto la porta davanti al Toro. Per poco, questione di centimetri, non gli negava anche il gol.
Luppi 5,5 L'uscita di Julio Cesar, costringendolo ad accentrarsi, gli ha creato problemi.
Corini 6-Si è limitato ad una prestazione ordinata, senza prendere iniziative. L'ha sostituito
Bonetti (6) cercando di spingere sulla fascia.
De Marchi 6,5 Un solo attimo di crisi, su affondo di Martin Vazquez in una partita autoritaria anche: nei rilanci.
De Agostini 6 Prestazione media, poco per un atleta del suo valore. Ma lucido nel mandare Coppetelli dal guardalinee...
Haessler 7 Il tedesco vive un momento di forma eccellente. Nel primo tempo il solo a impensierire i difensori granata. Buona spinta nella ripresa.
Marocchi 6,5-La sua parte è ormai oscura, ma importante. Ottimo filtro. I granata hanno dovuto girare al largo.
Di Canio 6,5- Gli è mancato Schillaci, il finalizzatore di al cuni affondo che potevano por tare a qualcosa di concreto.
Baggio 7 Il calcio di punizione (prodezza da un punto), gli fa perdonare lunghe pause e le fughe dall'avversario.
Alessio 5,5 Un avvio promettente (traversa) in avanti, poi fuori Julio Cesar la trasformazione in difensore, senza brillare. Nel finale al suo posto 
Galia (6) senza brillare. 

Bruno Perucca
tratto da: La Stampa 11 dicembre 1990




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L'allenatore granata Emiliano Mondonico ed il portiere juventino Stefano Tacconi, prima del derby della Mole del 9 dicembre 1990, il primo allo stadio Delle Alpi. La partita fu rinviata causa una forte nevicata, e recuperata il giorno dopo di lunedì, con diretta su Rai2.

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lunedì 17 novembre 2025

17 Novembre 2002: Torino - Juventus

É il 17 Novembre 2002 e Torino Juventus si sfidano nella decima Giornata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2002-03  allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

É una Juventus lanciatissima quella che si appresta a dominare questo 'Derby della Mole'. Tra qualche mese sará incoronata Campione d'Italia per la 27a volta, ma é un altro il chiodo fisso della societá e tifoseria. La Champions League purtroppo sfugge ai rigori nella finale fratricida contro il Milan, in un altra serata da dimenticare sul fronte europeo.

Dall'altra parte c'é un Toro che vive una stagione terribile. Ultimo posto in classifica e retrocessione in Serie B.

Buona Visione! 



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Campionato di Serie A 2002-2003 - 10 andata
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 17 novembre 2002 ore 20.30
TORINO-JUVENTUS 0-4
MARCATORI: Del Piero 6, Di Vaio 33, Nedved 52, Davids 89

TORINO: Bucci, Garzya, Fattori, Mezzano, De Ascentis (Balzaretti 86), Conticchio, Vergassola, Castellini, Magallanes (Maspero 60), Lucarelli C. (Osmanovski 60), Ferrante
Allenatore: Renzo Ulivieri

JUVENTUS: Buffon, Thuram (Pessotto 90+1), Ferrara C., Montero, Birindelli, Camoranesi, Tacchinardi, Davids, Nedved (Baiocco 90), Di Vaio (Zalayeta 75), Del Piero
Allenatore: Marcello Lippi

ARBITRO: De Santis
RIGORI FALLITI: Ferrante 73 (Torino)



LE PAGELLE BIANCONERE 
Anche Tacchinardi merita la Nazionale 
Montero rientra senza problemi, con Ferrara e Thuram la difesa è impenetrabile 

BUFFON 7. Il primo pericolo è suo: una punizione a mezza altezza di Magallanes lo costringe a mettere i pugni per evitare le insidie della palla viscida. Null'altro da segnalare per il resto del primo tempo anche perché davanti a lui funziona a dovere il blocco difensivo. Arpiona anche il rigore di Ferrante e non si può chiedergli di più. 

THURAM 6.5. Il Toro non gli lascia praterie in cui correre con libertà. Cosi riduce al minimo gli inserimenti offensivi cui si è abituato da quando ha accettato il ruolo di esterno difensivo. Se Ferrante gironzola dalla sua parte ne limila i movimenti, idem quando si appalesa Osmanovski 

(dal 46' st Pessotto sv). 

FERRARA 7. Uncina Lucarelli ogni volta che il centravanti tenta una mossa, cosi prolunga il digiuno dell'ex bomber torinista. Ritrova Montero e con lui ricompone la coppia difensiva che spesso ha blindato la difesa juventina. Non devono neppure parlarsi, basta uno sguardo e il portone principale si chiude a doppia mandata.

MONTERO 6,5. In campo dopo l'intervento al menisco. Nonostante la lunga assenza pare subito a suo agio coprendo ogni varco con la consueta tranquillità. Un recupero importante in funzione degli impegni a catena da qui alle vacanze natalizie. 

BIRINDELLI 6,5. Complimenti per la Nazionale che Trap gli regala. Dimostra di meritare la prima convocazione regalandosi una prestazione corposa, con giocate essenziali, cerca di dare sempre la palla su piedi sicuri. Nella ripresa ha come dirimpettaio Ferrante.

CAMORANESI 6,5. Temutissimo dai granata, fa il possibile per confermare il suo stato di forma. Non fatica moltissimo a trovare il modo di dare spazio alia sua fantasia. Quando si mette in moto palla sul piede in molti di quelli che vestono il granata si fanno il segno della croce perché non sai mai da che parte ti frega. Leggera la pressione su Osmanovski, provoca un rigore molto discutibile e comunque a risultato ampiamente deciso. 

TACCHINARDI 7. Duella con Magallanes, sicuramente è il granata a doversi preoccupare di più. Fa circolare la palla con una certa scioltezza, conferma tutto il bene che si è detto di lui da mesi a questa parte. Soltanto Trapattoni non si accorge di lui e non si capisce la miopia del commissario tecnico. 

DAVIDS 7. Cerca di ubriacare l'avversario con le solite piroette in cui nasconde e fa ricomparire la palla come il mago Silvan. A volte si perde in inutili dribbling che non giovano alla scorrevolezza della manovra. Recupera molti palloni con la caparbietà che gli è abituale. Chiude da goleador. 

NEDVED 7,5. Ha molta, troppa libertà e la usa come meglio non potrebbe. Ulivieri prova a renderlo innocuo mettendogli alle calcagna De Ascentis, ma è come tentare di svuotare una piscina con un mestolo bucato. Prima della contromossa granata ha il tempo di essere due volte decisivo. Calcia la punizione del primo gol, lancia in profondità Di Vaio per il secondo sigillo. Non contento, decide di mettersi in proprio e all'inizio della ripresa fa secco Bucci con una sventola di sinistro 

(dal 45'st Baiocco sv). 

DI VAIO 7. Finalmente un gol di quelli che l'hanno reso famoso. Scatto in profondità e legnata in corsa che non lascia scampo il portiere. Seconda rete in campionato per Viallino, che spesso non riesce a essere utile come pptrebbe perché gli manca il supporto di una squadra che sappia come valorizzare le sue caratteristiche. Bravissimo nel farsi spazio e consegnare a Nedved l'assist per la terza rete 

(dal 31' st Zalayeta 6: assist perfetto per Davids)

DEL PIERO 7. Sale a quota 8 reti e appaia Vieri e Tetti. Gol fortunoso, ma anche bello perché sulla punizione di Nedved ha il tempismo giusto e sdegna con un colpo di tacco che rende subito amara la notte granata. Il resto è quasi tutto da ricordare. 

L'arbitro DE SANTIS 6. Puntuale in tutte le decisioni, anche se non è un derby avvelenato che gli crei grossi problemi. Perdona Lucarelli che tenta lo strangolamento di Birindelli, ma in fondo non scontenta nessune. Fiscalissimo sulla decisione di punire con il calcio di rigore una pressione di Camoranesi sulla spalla di Osmanovski, tuttavia non è neppure una decisione scandalosa.

Fabio Vergnano 
tratto da: La Stampa 18 novembre 2002



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venerdì 18 luglio 2025

5 Novembre 1972: Torino - Juventus

É il 5 Novembre 1972 e Torino Juventus si sfidano nella quinta giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1972-73 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

La Juve allenata in panchina da Cestmir Vycpalek si appresta a vincere il suo quindicesimo Scudetto anche se ad una giornata dal termine sembrerebbe che il Milan si possa fregiare della tanto osannata Stella del decimo tricolore. Ma una sconfitta inattesa a Verona ribalta tutto in quella che é tutt'oggi famosa come la 'Fatal Verona'

Dall'altre parte c'é una squadra granata che disputa un campionato piú che dignitoso! Sesto posto finale ed un posto nella Coppa UEFA assicurato.


Buona Visione!


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Stagione 1972-1973 - Campionato di Serie A - 5 andata
Torino - Stadio Comunale
domenica 5 novembre 1972 ore 15:00 
TORINO-JUVENTUS 2-1
MARCATORI: Pulici 6, Pulici 63, Anastasi 77

TORINO: Castellini, Lombardo, Fossati, Mozzini, Zecchini, Agroppi, Rampanti, Ferrini, Bui, Crivelli, Pulici
A disposizione: Sattolo, Toschi
Allenatore: Gustavo Giagnoni

JUVENTUS: Zoff, Spinosi, Marchetti G., Furino (Cuccureddu 46), Morini, (c) Salvadore, Haller, Causio, Anastasi, Capello F., Bettega R. 
A disposizione: Piloni
Allenatore: Cestmir Vycpalek

ARBITRO: Monti



Le pagelle di Arpino su Torino-Juventus 

Torino 

Castellini : il giaguaro ai è imposto su vari cross con voli acrobatici da autentico ed ispirato clown. Gli sfugge di presa un solo bolide di Marchetti, al 25', opera una deviazione magistrale dieci minuti dopo. Sul gol di Anastasi non può neppure muoversi, visto che tutta la difesa granata rimane di ghiaccio. Atteggiamenti da « cattivo » ma una sicurezza che vale 8. 
Lombardo : « spegne » Anastasi (orfano di Bettega) nel primo tempo, se lo lascia sfuggite solo una volta (ed e il gol bianconero) nel secondo. E' un ragazzino ritagliato nel legno, sicuro c capace di addentare chiunque. Merita un bel 7. 
Fossati: gioca su Causio c dovrebbe uscirne frastornato, invece anticipa e « torca » il barone fino a disanimarlo. Su una sua fuga, che appunto Causio non ferma, opera il cross del primo gol granata. Tenta un tiro da lontano nella ripresa, è vivo e si muove nella barriera costruita perfettamente da Giagnoni. Eccogli un 7. 
Zecchini : non perde palla, opera col suo sinistro come Sandokan con la scimitarra. Ha un piede solo? Sì, ma sa spostarsi c usarlo come se contasse per tre. C'è chi nasce con una « voglia » di fragola, e chi con una « voglia » di libero, quale lui é. Merita un abbondante 8. 
Mozzini : dov'era Bobby-gol? La cattiva forma di Bettega ha consentito al difensore granata una partita pulitissima. Sembrava Fischer contro Spassky, sovrastava ogni mossa avversaria, anticipando persino di testa. Si conquista un 7. 
Agroppi : é il baffuto centrocampista granata, muovendosi a suo agio, imposta, effettua disimpegni, recupera e appoggia con commovente continuità e intelligente visione. Al 10' della ripresa lo slancio lo porta ad una rovesciata su Capello: per fortuna coglie il pallone, e non la testa del bianconero, che volerebbe via. Unico neo in una gara arrischiata ma tatticamente egregia. Che gli vale un 8. 
Rampanti : É in giornata rabbiosa. Esegue migliaia di corse su e giù, con allunghi, spostamenti sulle fasce dell'ala destra e gran lavoro di cucina a centrocampo. Due pallonetti un po' pretenziosi nella ripresa: il primo è troppo alto, il secondo spiove tra le mani di Zoff. Ottime triangolazioni con Bui c Pulici, che gli valgono un 7.
Ferrini : si muove ora su Furino ora su Capello. (nella ripresa lascia più spazio a « Cuccù », arretrando a sostegno di una trincea, fittissima e ordinata). Becca una legnata da Marchetti al 27', ma resuscita come solo lui sa e può, continuando a sgobbare. Il derby è la sua degna giungla, e gli dona un 7. 
Bui: lento e maestoso, con tocchi sapienti nel beffare l'avversario, un certo Morini « Tarzan » o «Fratello Branca» che spesso deve cedergli l'onore del duello. Tocchi e scambi e mosse quasi ironiche nel triangolo stretto con Pulici e Rampanti. Ripiega anche a difendere. Alla faccia del convalescente! Eccogli il suo 7. 
Crivelli : qualche tifoso l'avrà visto appena, ma Haller non se lo è mai tolto di dosso. Il tedesco veniva marcato anche quando andava a battere un corner. La squadra lo vuole perché ne conosce le misure e il passo. E' stato un magnifico portatore d'acqua, un gregario da cento chilometri. Se non gli si dà un 7 stavolta... 
Pulici - 7 e 18 sono il suo ambo, perché sono i minuti in cui mette a segno i due gol. Il primo é una staffilata bassa che trafigge Zoff, il secondo un pallonetto teso che supera il portiere juventino, e deriva da uno scatto in cui Paolino fa secchi Spinosi e Salvadore. Deve aver pensato come Alleluia, ultimo eroe degli spaghetti-western: « Il derby ti va stretto, amigo, e arrivato Paolino ». Magnifici colpi di puro e talentuoso istinto, mira adeguata, voglia da puledro indomabile. E così il campionato ritrova il « piccolo Riva », come pareva Pulici anni fa. Oggi i palloni li lavora e li piazza dentro, fiondandoli da ogni parte. Nessuno può levargli un 8. 

 

Juventus 
Zoff : Alla Juventus grandi discussioni sul portiere azzurro e bianconero. Era uscito troppo sul primo gol? Doveva star fermo su Pulici che avanzava per il secondo? Certo gli é sfuggita una palla in presa al 44', e a cinque minuti dalla fine esce in scivolala arditissima per « chiudere » ancora Pulici che potrebbe piazzare la terza botta a rete. Non mi sembra che demeriti il 6. 
Spinosi : ha giocato meglio su Pulici che su Chiarugi milanista. Ma quanta sofferenza! Anticipa bene l'ala granata di testa un paio di volte, ma se la lascia sfuggire negli « affondi » decisivi. E' una mattonella che non trova il suo giusto cemento nella difesa juventina, troppo spesso allegra, con pecche di disinvoltura e improvvise pause. Mi dispiace dovergli dare un 5. 
Marchetti : è carico di rabbia e di salute ormai recuperata. Al 25' spara un colpo di mortaio che Castellini para in due tempi. Ma due minuti dopo commette un fallo da espulsione su Ferrini, anche se provocato. E' vivo e quindi cattivo, come lo si vuole nel suo ruolo. Ma può controllarsi meglio. Gli diamo un 6. 
Furino : spinge a tutta birra, e Vycpalek non l'imbrocca certo sostituendolo nella ripresa. Se la vede con Ferrini, ma quasi senza incrociare i rispettivi pugnali. Al 40', dopo una serie di dribbling un po' insistiti lascia partire un tiro-cross che Castellini blocca torcendosi come un « diavolo volante » del trapezio. Esce e la Juve non ne guadagnia Si merita un 7, non solo per la gran volontà. 
Morini: mastino sempre, che quando deve subire. Ma lo si vede anche nel efettuare una bella fuga terminata con cross precisi per le punte bianconere. Appoggia appena puo, anche se osa raramente staccarsi troppo da Bui. Ma perde la sua patente di gentleman duro al 55 della ripresa urtato male da Rampanti gli appioppa un gancio sinistro degno di Monzon. Il soave Monti dovrebbe espellerlo, anziché predicare. Malgrado questo fattaccia, vale sempre un ottimo 6
Salvadore: avanza con qualche impaccio, rimane soverchiato certe volte dagli scambi velocissimi delle punte granata. Si di a un lavoro di rifornimenio non sempre felice, a dimostrazione che l'intero pacchetto bianconero in retrovia ha bisogno di registrarsi. Litiga pure con Castellini nella ripresa, dopo un'ammucchiata generale intorno al portiere granata. Tempi duri per i vecchi vampiri, anche se gli diamo solo 5.
Haller : qualche slalom con francobollo-Crivelli appiccicato addosso. Non giocherà a Magdeburgo ma anche il derby non lo ispira troppo, rifinisce con rapidità per Anastasi nell'occasione del gol bianconero. La diligenza del suo marcatore finisce per spegnere il genio teutonico del vecchio Helmut che si appropria solo di un 5.
Causio: tenta alcuni allunghi da par suo, ma Fossati lo controlla quasi in souplesse gli va addirittura via per ispirare il primo gol granata. A poco a poco si spegne e neanche l'entrata del suo alleato Cuccureddu riesce a rianimarlo. Alcuni tocchi al 13 della ripresa, con una mezza rovsciata, alta sulla traversa del Torino) e come che si perdevano nel nulla. Peccato, non merita più di 5.
Anastasi: se Bettega funziona al rallentatore, anche lui non può far molto. Subisce qualche botta, cerca di defilarsi all'ala, batte con il destro in gol, quasi da fermo, nella ripresa, ma altri tiri li spedisce al lati dei pali gronata. Tuttavia è l'unico che ci prova in un'azione. La sconfitta nel derby non é colpa sua e non gli toglie un 6.
Capello: Si trova a dover rifornire punte assai ben marcate, quindi trova a rallentare il gioco (forse un po' troppo) per trovare varchi utili. Sospinge suoi in avanti, ma al piccolo trotto, senza lesinare neppure qualche cattiveria. Su alcuni tiri piazzati compie manfrine davanti alla barriera prima di tirare, e così perde solo tempo. La trincea adottata da Giagnoni ha finito per risucchiare e insabbiare anche lui. Non sarebbe onesto ne utile per lui dargli più di 5.
Bettega: calcia via un pallone anziché appressato in area, al terzo minuto poggiarlo all'indietro secondo le intenzioni. Non si eleva da terra, tanto che tutti stupiscono nel vedere il suo avversario diretto, Mozzini, anticiparlo di testa sette volte su otto. E' in ritardo di forma, e quindi non può dialogare con Anastasi secondo il loro costume comune. Bisogna far coraggio a Bobby-gol e spronarlo, magari con questо 3.
Cuccureddu: tra nella ripresa, e deve spingere come già fece Furino. Ma i granata, arroccatissimi, attendono i bianconeri in zona e li bloccano sulla linea d'area come su un bastione di Forte Alamo. Tenta alcuni allunghi, ma senza la perentorietá dimostrata in altre occasioni. E' l'unico polmone valido, e se Vyepalek avesse rinunziato ad Haller come Giagnoni è stato costretto a rinunziare a Sala, forse lo coppia Cuccu-Furino avrebbe reso di più. Lo aspetta il Magdeburgo per una pronta rivincita, anche se nella sua frazione di derby merita un onesto 0. 

L'arbitro : Dedichiamogli subito un motto da 007: «Vivi e lascia morire». Una prestazione farinosa e via via sgretolantesi come pasta frolla. Si deve al senso di responsabilità dei giocatori se la partila non ha preso una brutta piega. Tollera fallacci da espulsione (da parte di Marchetti al 27', da parte di Morini all'80') oltre a cariche troppo vigorose di cui fanno le spese, nella ripresa, Agroppi, Bui, Haller e Anastasi. Lo si considera arbitro restio a concedere rigori. Benissimo, dobbiamo essere rigorosi noi nei suoi riguardi, consigliandolo di operare nel calcio femminile. Per puri motivi di cortesia non appioppiamo al signor Monti lo zero che si merita, ma solo un esemplare 3. 

Giovanni Arpino
tratto da: La Stampa 6 novembre 1972




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