Visualizzazione post con etichetta Pescara-Juventus. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pescara-Juventus. Mostra tutti i post

domenica 14 dicembre 2025

27 gennaio 1980: Pescara-Juventus

É il 27 Gennaio 1980 e PescaraJuventus  si sfidano nella Terza Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1979-80 allo Stadio 'Adriatico' di Pescara.

I bianconeri contendono fino all'ultimo lo Scudetto all'Inter e con questi due punti in Abruzzo tengono la fiammella della speranza accesa. 

Al termine del campionato peró sará solo secondo posto dietro i nerazzurri mentre i biancocelesti non potranno evitare una dolorosa retrocessione in Serie B.

Buona Visione! 



pescara


Campionato di Serie A 1979-1980 - 3 ritorno
Pescara - Stadio Adriatico
Domenica 27 gennaio 1980
PESCARA-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Virdis 14, Brio 89

PESCARA: Pinotti, Chinellato, Prestanti, Lombardo (Di Michele 69), Pellegrini, Ghedin, Cerilli, Repetto, Silva, Nobili, Cinquetti
Allenatore : Gustavo Giagnoni

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, Furino, Gentile, Scirea, Marocchino, Causio, Bettega, Tavola (Brio 49), Virdis
Allenatore : Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Longhi



Qualche nota positiva nelle pagelle bianconere 
Finalmente un Cabrini che «cresce» 

ZOFF—Una partita senza errori, onore al record. Para splendidamente su punizione di Nobili, blocca facilmente le rare puntate degli attaccanti avversari, nelle uscite alte non ha esitazioni. Veramente impeccabile. 

CUCCUREDDU — Deve marcare il piccolo Silva e non gli fa vedere palla, però non si lancia in avventure e tiene la zona anche nei momenti di dominio bianconero. Per il terzino, solito brillante tran-tran. 

CABRINI — In crescita, autore di una buona partita anche in fase di appoggio. In partenza ha marcato Cerilli, poi Cinquetti, infine Repetto. Nel secondo tempo, con ampi spazi a disposizione, ha dato prova di notevole tenuta fisica. 

FURINO — Deve controllare il giocatore migliore del Pescara, vale a dire Nobili, e sostiene onestamente il suo compito malgrado le qualità dell'avversario. A volte, però, è costretto a subirne il gioco. 

GENTILE — Uno dei migliori, attivo, caparbio, inesauribile nel sostenere il centrocampo dopo l'uscita di Tavola. Sfiora pure il gol di testa e marca Cinquetti e Di Michele subentrato a Lombardo, senza lasciare spazi all'uno o all'altro. 

SCIREA — Un paio di sortite al momento giusto, una partita tatticamente disciplinata a chiudere corridoi e varchi. Poco impensierito dall'attacco pescarese, ha svolto il suo compito con positiva diligenza. 

MAROCCHINO — Sa tenere e difendere il pallone, possiede una buona intesa con Causio ed è abile sulle fasce. Nell'attuale schema bianconero è senza dubbio pedina insostituibile. 

CAUSIO — Un regista che non si accontenta degli onori del ruolo ma cerca anche con umiltà di correre e contrastare l'avversario diretto. Poche genialità ma diritto al sodo. Ha come rivale di zona Lombardo, ex granata, ed è quasi sapore di derby passati. 

BETTEGA — Arretra a sostegno del centrocampo e spesso finisce in difesa a liberare di testa sui corner. Dovrebbe trovarsi più spesso in area, a fianco di Virdis, col quale tuttavia non raggiunge un'intesa ottimale. Ma la posizione è dettata da esigenze tattiche, ed il centravanti il suo dovere lo compie comunque. 

TAVOLA — Si sacrifica per i compagni e corre per il campo come un ossesso, cucendo il gioco e appoggiando l'azione. Esce nella ripresa, colto da capogiri e malessere generale. 

VIRDIS — Un gol Importante, una partita onesta e senza lampi. Non possiede le caratteristiche del rifinitore, stenta in area dove occorrono scaltrezza e rapidità. Ma è in crescita, ci vuol solo un po' di pazienza. 

BRIO — Entra nel secondo tempo e marca Cinquettl con buona autorità, segnando nel finale il suo primo gol in Serie A e cancellando le ombre delle sue ultime sfortunate esibizioni.

Carlo Coscia
tratto da: La Stampa 28 gennaio 1980






gol

gol

pescara

juve

pescara
juve
pescara

pescara

Bruno Nobili

pescara



maglie









sabato 15 giugno 2024

18 Giugno 1989: Pescara - Juventus

É il 18 Giugno 1989 e Pescara e Juventus si sfidano nella Sedicesima Giornata del Girone di Ritorno del Campionato di Serie A 1988-89 allo Stadio 'Adriatico' di Pescara.

É una Juventus che cerca di costruire una squadra ancora scossa dal addio di 'Le Roi' Michel Platini e dai fallimenti di Ian Rush e del tecnico Rino Marchesi. Guidati in panchina dalla leggenda Dino Zoff, i bianconeri raggiungono un quarto posto in campionato che dovrebbe rappresentare un buon viatico per il futuro.

Dall'altra parte c'é un Pescara che si dimena a fondo classifica fino all'ultimo ma non riesce ad evitare la dolorosa retrocessione in Serie B.

Buona Visione!



pescara


CAMPIONATO DI SERIE A 1988-1989 – 16 RITORNO
Pescara – Stadio Adriatico
Domenica 18 giugno 1989 ore 17.00
PESCARA-JUVENTUS 0-0

PESCARA: Gatta, Camplone (Zanone 68), Bergodi, Ferretti, Junior, Ciarlantini, Caffarelli, Marchegiani, Lalli (Edmar 59), Tita, Berlinghieri
Allenatore:  Giovanni Galeone

JUVENTUS: Tacconi, Favero (Napoli 68), De Agostini, Galia, Bruno, Tricella, Marocchi, Rui Barros, Buso, Zavarov (Cabrini 73), Magrin
Allenatore: Dino Zoff

ARBITRO: D’Elia

 


I mille e un errore d'un fantasma che ha nome Zavarov

DAL NOSTRO INVIATO
PESCARA La Signora usa i guanti e sfoggia la delicatezza di un farmacista che è in procinto di depositare alcune spezie sul piatto del proprio infallibile bilancino. Alta professionalità ha sfoggiato nei riguardi della Lazio, analogo trattamento ha usato nei confronti del Pescara, ieri pomeriggio all'Adriatico. Ed ha tolto una pericolosa freccia velenosa dalla lingua del tecnico laziale Materazzi, il quale sabato pomeriggio aveva dichiarato: 
«La Juventus si è comportata come chỉ ha grosse capacità professionali contro di noi, sono curioso di vedere cosa farà a Pescara». 
A Pescara la Juventus si è comportata da Signora, nobile e delicata, diligente. La sua composizione dei reparti non ha permesso al manipolo di uomini a disposizione del simpatico, ancorché contestatissimo, Galeone di affacciarsi troppo spesso nei paraggi di Tacconi. Il caldo ventilato della costa adriatica non consentiva grossi sperperi di energia, si trattava di capitalizzare al massimo ciò che ogni giocatore aveva nelle gambe e nei polmoni, poiché l'incipiente estate non perdona gli sconsiderati.
Ma in questo lavoro di farmacista, gli uomini dell'insaziabile Zoff non hanno dovuto far fronte alla disperata angoscia di una squadra che sta per retrocedere. Poiché, salvo diversi scampoli di combattività esibiti nel secondo tempo e ad eccezione del pressing e del forcing operati nel quarto d'ora finale, quelli degli abruzzesi non sembravano segnali spediti da chi è disperato ma naturali risposte obbligate dalla classifica generale. E, oltretutto, tali risposte sono venute da, un complesso tutt'altro che trascendentale, poco convinto delle proprie iniziative, sterile anche se discreto al momento della costruzione dello schema. Infine, il Pescara ha avuto la cattiva ventura di affontare una Juventus certamente demotivata ma non disposta a scoprire il fianco.
Lo schieramento bianconero non ha infatti concesso alcunché ad un complesso costituzionalmente debole, che però merita l'attenuante di non aver potuto schierare Pagaro, Miano, Di Cara e Gasperini, appiedati chi dal Giudice Sportivo e chi da infortunio. Al termine della partita, vissuta su episodi isolati ed assolutamente insulsi tranne qualche decisa iniziativa nelle fasi conclusive del match, i tifosi pescaresi nel riconoscere ampi meriti alla dignità e serietà professionale della squadra juventina, hanno contestato Galeone.
La serietà e la diligente applicazione dei bianconeri non hanno avuto felice finalizzazione solo perché a Zoff è venuto a mancare, per giustificatissime ragioni internazionali, il danese Laudrup, l'uomo più incisivo e più in forma di questo finale di campionato. Senza il bravo Michael, Juventus si è affidata al solo Buso, generoso ma impreciso in un colpo di testa che poteva risultare vincente. Di insufficiente aiuto è stato infatti il portoghese Barros, poiché reduce da una relativamente breve inattività dopo l'intervento chirurgico cui è stato sottoposto per farsi asportare l'appendice. Barros ha perlomeno questa attenuante.
Chi continua a deludere è Zavarov, pur avendo anch'egli diritto ad attenuanti per aver prestato servizio ininterrotto da 17 mesi. Sono troppi i suoi assenteismi, troppe le pause, troppo po che le giocate risolutrici e ancora tanti gli errori.

Angelo Caroli




pecara

juve

pescara

pescara

juventus

juve

pescara

pescara


pescara




giovedì 9 novembre 2023

10 Novembre 2012: Pescara - Juventus

É il 10 Novembre 2012 Pescara e Juventus si sfidano nella Dodicesima Giornata del Girone di Andata del Campionato di Serie A di Calcio 2012-13 allo "Stadio Adriatico-Giovanni Cornacchia" di Pescara.

É una Juventus Campione d'Italia in carica che non sembra aver problemi nel vincere ancora il tricolore. Infatti la squadra allenata da Antonio Conte chiude il campionato con nove punti di vantaggio proprio sul Napoli di Rafa Benitez.

Buona Visione!


pescara


 

Stagione 2012-2013 - Campionato di Serie A - 12 andata
Pescara - Stadio Adriatico - Giovanni Cornacchia
Sabato 10 novembre 2012 ore 20:45 ©
PESCARA-JUVENTUS 1-6
MARCATORI: Vidal 9, Quagliarella 22, Cascione 25, Asamoah 30, Giovinco S. 37, Quagliarella 45, Quagliarella 53

PESCARA (3-5-2): Perin, Cosic, Bocchetti, Capuano (Caprari 46), Zanon, Nielsen, Cascione, Quintero, Modesto, Abbruscato (Vukusic 64), Jonathas (Weiss 53)
A disposizione: Pelizzoli, Falso, Romagnoli S., Balzano, Bjarnason, Celik, Soddimo, Togni
Allenatore: Giovanni Stroppa

JUVENTUS (3-5-2): Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini (Marrone 64), Isla (Padoin 59), Vidal, Pirlo, Marchisio C., Asamoah, Quagliarella (Bendtner 68), Giovinco S.
A disposizione: Storari, Rubinho, Lucio, Caceres, Lichtsteiner, Giaccherini, Vucinic, Matri
Allenatore: Antonio Conte

ARBITRO: Banti
AMMONIZIONI: Pirlo 40 (Juventus); Jonathas 18, Modesto 67 (Pescara)
ESPULSIONI: Allenatore Stroppa 73 (Pescara)



Partita senza storia all'Adriatico, chiusa già dopo i primi 45' (5-1): nel secondo tempo non si è giocato. I campioni d'Italia (10 gol in tre giorni con i quattro al Nordsjaelland in Champions), ripartono dopo lo scivolone con l'Inter. A segno anche Vidal, Giovinco e Asamoah. Per gli abruzzesi l'illusoria rete dell'1-2 di Cascione.

PESCARA - Scrivere di una partita mai esistita non è semplice. Nemmeno frequente, a questi livelli. Ma Pescara-Juventus, di fatto, aveva preso la strada di Torino prima del fischio d'avvio di Banti. Da una parte la matricola spaventata, dall'altra la super potenza ancora infuriata per il primo incidente di percorso: è una mattanza, visto che chi si difende non sa farlo e chi attacca è formidabile nel colpire a ripetizione. Il risultato espresso dal tabellino è figlio di un racconto parziale, arenatosi all'ottavo minuto della ripresa per magnanimità bianconera, con i campioni d'Italia che amministrano vantaggio e possesso palla come in un'amichevole infrasettimanale.

SOLO NOVE MINUTI - Stroppa sacrifica il talento di Weiss e Caprari sull'altare di un equilibrio tattico inesistente, impostando i suoi con un 5-3-2 passivo fino all'esasperazione. La manovra bianconera va a nozze, con i centrocampisti liberi di fraseggiare senza pressione al limite dell'area.

MARCO GAETANI

tratto da: Pescara-Juventus 1-6, valanga bianconera: tripletta Quagliarella per il riscatto



fabio

felicitá

kwadwo

Pescara

pescara

pescara

Pescara

Juventus

Juventus

Juventus

Juventus

pescara