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martedì 21 aprile 2026

21 Aprile 2013: Juventus - Milan

È il 21 aprile 2013 e  Juventus e Milan si sfidano nella quattordicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2012-13 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

È una Juventus Campione d'Italia in carica che non sembra aver problemi nel vincere ancora il tricolore. Infatti la squadra allenata da Antonio Conte chiude il campionato con nove punti di vantaggio sul Napoli di Rafa Benítez

Il Milan dal canto suo disputa un campionato dignitoso e si piazza sull'ultimo gradino del podio.

Buona Visione!


juventus


Stagione 2012-13 - Serie A 14ª di ritorno
Torino - Juventus Stadium
Domenica 21 aprile 2013 ore 20.45
Juventus-Milan 1-0
Marcatore: 57' rigore Vidal

Juventus: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner (81' Padoin), Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah (92' Peluso), Marchisio, Vucinic (90' Quagliarella)
A disposizione: Storari, Rubinho, Cáceres, De Ceglie, Marrone, Isla, Giaccherini, Matri, Bendtner
Allenatore: Antonio Conte

Milan: Abbiati (15' Amelia), Abate, Zapata C., Mexes, Constant, Montolivo, Ambrosini (46' Muntari), Boateng, Robinho (71' Bojan), Pazzini, El Shaarawy
A disposizione: Zaccardo, Bonera, Yepes, De Sciglio, Antonini, Traoré, Nocerino, Narduzzo, Niang
Allenatore: Massimiliano Allegri

Arbitro: Banti
Ammonizioni: Zapata, Amelia, Mexes (M)



I bianconeri superano di misura gli uomini di Allegri con un rigore di Vidal e la prossima settimana, nel derby, potrebbero festeggiare il 29° tricolore. Ambrosini e compagni dicono forse definitivamente addio al secondo posto e devono iniziare a guardarsi le spalle dai viola distanti ora un solo punto

TORINO - Chi di rigore ferisce, di rigore perisce. Così come all'andata è un penalty a decidere il big match tra Juventus e Milan, solo che questa volta ad uscire dallo stadio con le braccia alzate al cielo sono i campioni d'Italia a segno dagli undici metri con Vidal e sempre più vicini al secondo scudetto consecutivo (già domenica nel derby potrebbe arrivare la matematica certezza, ndr), il 29° esimo nella storia. Per Ambrosini e compagni, che non vincono da tre giornate, si tratta del primo ko in campionato dopo quindici turni. 

MILAN, OCCHIO ALLE SPALLE - Una sconfitta pesantissima sul piano della classifica per i rossoneri che vedono allontanarsi, probabilmente in maniera definitiva, il secondo posto difeso dal Napoli e sentono il fiato sul collo di una Fiorentina distante ora una sola lunghezza. C'è da dire, però, che la squadra di Allegri, con la gara di questa sera, è reduce da un trittico di partite infernale (Fiorentina, Napoli e Juventus, ndr) dal quale sono usciti fuori solo due punti. Quello visto questa sera allo Juventus Stadium è un Milan in linea con le ultime uscite: provato fisicamente dopo l'enorme fatica fatta per risalire fino in zona Champions e privo di idee in attacco dopo l'appannamento di El Shaarawy in fase realizzativa e l'assenza per squalifica di Balotelli. Ora Allegri dovrà cercare di tirar fuori dai suoi le ultime energie per non buttar via una rincorsa che durava ormai da 20 giornate.

ORA SOTTO COL DERBY - Onore ai campioni della Juventus capaci di dominare un campionato senza mai metterlo in discussione, se non all'inizio del girone di ritorno col Napoli che sembrava l'unica antagonista. "Sembrava", perché gli azzurri si sono sgretolati nel momento di maggiore pressione e ora navigano a una distanza abissale: sono 11, infatti, i punti che separano le due compagini in classifica. Tornando alla gara di questa sera, Conte può essere soddisfatto dei suoi. I bianconeri non hanno rischiato praticamente nulla costringendo il Milan al tiro da fuori. Non è certo stata una gara memorabile con l'unico vero acuto arrivato su un calcio di punizione a inizio partita. Se non fosse stato per il rigore trasformato da Vidal avremmo parlato di uno 0-0 privo di enfasi. Ora sotto col Torino per un derby che può valere il tricolore.

LA GARA - Nel posticipo della 33ª giornata Juventus e Milan non vogliono perdere e questo le costringe a star chiuse nella propria metà campo in attesa del varco giusto. Non è un caso che l'unica vera emozione del primo tempo arrivi da un calcio di punizione dal limite di Pirlo sul quale Abbiati (costretto poi a lasciare il campo per infortunio, ndr) deve superarsi. Il resto è solo tattica con i rossoneri più propensi a fare la gara e a farsi vedere con qualche tiro da fuori: Buffon blocca centralmente due volte su El Shaarawy. Il risultato si sblocca al quarto d'ora della ripresa quando Amelia stende in area Asamoah e manda dal dischetto Vidal: il cileno dagli undici metri è implacabile. Allegri prova allora a dare vitalità all'attacco rossonero togliendo un mediocre Robinho per Bojan, ma l'effetto non è poi tanto diverso da quello precedente, così i rossoneri provano a pungere solo dalla distanza con Montolivo e Muntari (entrato al posto di Ambrosini, infortunato), ma servirebbe ben altro per sorprendere un attento Buffon.





JUVENTUS-MILÁN 1-0, DECIDE VIDAL SU RIGORE. SCUDETTO VICINO. VIOLA A UN PUNTO DAI ROSSONERI
I bianconeri vincono 1-0 grazie a un rigore di Vidal e si avvicinano al tricolore. La squadra di Allegri non perdeva dal 22 dicembre: adesso ha una sola lunghezza sulla Fiorentina

TORINO, 21 aprile 2013 - La Juventus batte anche il Milan, e così il secondo scudetto consecutivo si avvicina sempre di più. Contro il Diavolo, che era imbattuto da 14 giornate, mai sconfitto nel 2013, basta un rigore di Vidal. E si chiude virtualmente il cerchio tricolore: il 2 ottobre 2011 la doppietta al Milan di Marchisio qui allo Juventus Stadium Marchisio faceva capire a tutti che la Juve di Conte faceva sul serio, alla sesta giornata dello scorso campionato. Questo successo, seppure meno convincente sul piano del gioco, comunque da squadra matura che sa centellinare ogni stilla di energia, tiene il Napoli primo inseguitore a 11 punti di distacco dalla capolista, a cinque giornate dalla fine. Il Milan, che a San Siro con la Juve aveva vinto, all'andata, sprofonda a -18, sempre terzo, ma con la Fiorentina ora appiccicata, è caratterizzato dall'esordio di Bakaye Traorè. Il maliano viene schierato alla destra di De Jong con Montolivo a sinistra. In difesa preferisce De Sciscia.

OCCASIONE PIRLO, POCO PIÙ - Il primo tempo - preceduto dai buu della Curva Nord (quella del tifo non organizzato) a Boateng nel riscaldamento, e lo Juventus Stadium è diffidato - è giocato a un andamento lento che ricorda più una fortunata canzone di Tullio De Piscopo che una partita di vertice di serie A. Il Milan gioca in orizzontale, neanche lo scopo del gioco fosse quello di andare in doppia cifra come passaggi riusciti consecutivamente. Il pareggio al Diavolo sta benissimo, meglio non far arrabbiare la capolista. La Juve non vuole sbilanciarsi, tanto il vantaggio sul Napoli resta da tappa dolomitica del Giro. E davanti ha pochino, con Vucinic in cattiva serata e Marchisio che fa il suo, ma punta non è. Del resto gli allenatori hanno fatto scelte comprensibili: entrambi hanno messo in campo i migliori 11, come valore assoluto, prescindendo dai ruoli.

ABBIATI OUT - Conte privilegiando i suoi centrocampisti di qualità nel 3-5-1-1 che permette a Pogba di partire titolare, Allegri schierando tre attaccanti più Boateng. Ma la pratica non conforta la teoria. La gara è brutta, i passaggi sbagliati esagerati come l'aranciata di una riuscita pubblicità. L'unica conclusione degna di cronaca dei primi 45' è un tiro deviato, ed è tutto dire, di Pirlo, su punizione. Bravissimo Abbiati a trovare il riflesso per il cambio di direzione, quello che non era riuscito a Buffon a Monaco contro il Bayern sul tiro di Alaba sporcato da Vidal. Abbiati però si fa male alla tibia destra: dopo un quarto d'ora entra Amelia. Poi poco altro. Una spettacolare rovesciata larga di Pogba, più coreografica che pericolosa. Ma Pirlo perde palloni a ripetizione davanti alla sua area, e la Juve non decolla. All'intervallo è 0-0. Per forza.

VIDAL SU RIGORE - Si riparte con Muntari al posto di Ambrosini (caviglia destra in disordine). Cambia poco. Poi Amelia ravviva la gara all'improvviso, con un'uscita sciagurata con cui travolge Asamoah, destinato ad allargarsi sulla sinistra. Banti indica il dischetto: rigore. Vidal segna di potenza il suo tredicesimo gol stagionale. Juve in vantaggio al 12' della ripresa. La gara si vivacizza un po'. C'è qualche spazio in più, ma le occasioni gol continuano a latitare. Il Milan, deludente, nonostante Allegri continui a inserire attaccanti - arriva il turno pure di Bojan, fa solo il solletico alla miglior difesa del campionato. La Juve vendica con lo stesso punteggio l'1-0 dell'andata ottenendo la sesta vittoria di fila in campionato. E lo scudetto è sempre più soltanto questione di tempo.

Gaetano De Stefano
tratto dalla Gazzetta dello Sport versione online.








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