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lunedì 8 gennaio 2024

10 Gennaio 1988: Juventus - Milan

É il 10 Gennaio 1988 Juventus e Milan si sfidano nella quattordicesima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1987-88 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

É ancora una Juventus in pieno alto mare in questa stagione. Dopo l'abbandono di Michel Platini, la squadra (affidata a Rino Marchesi) non riesce a trovare la solita quadratura. Alla fine di questo campionato i bianconeri si piazzeranno in sesta posizione e dopo un emozionante spareggio contro il Torino acciufferanno il piazzamento UEFA per i capelli. I rossoneri (allenati dal nuovo guru del calcio italiano Arrigo Sacchi) invece inseguono e superano il Napoli di Diego Armando Maradona in classifica e si aggiudicano lo Scudetto.

Buona Visione! 

 

juventus



Stagione 1987-1988 - Campionato di Serie A - 14 andata
Torino - Stadio Comunale
domenica 10 gennaio 1988 ore 14:30
JUVENTUS-MILAN 0-1
MARCATORI: Gullit 62

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Cabrini, Napoli N. (Bonini 46), Bruno P., Tricella, Alessio (Buso 64), Magrin, Rush, De Agostini, Laudrup
Allenatore: Rino Marchesi

MILAN: Galli G., Tassotti, Maldini P., Colombo, Galli F., Baresi F., Donadoni (Bortolazzi 87), Ancelotti, Virdis (Massaro 70), Gullit, Evani
Allenatore: Arrigo Sacchi

ARBITRO: Longhi



Tifosi sbigottiti per le due clamorose occasioni da gol sprecate dal gallese Rush, ma come hai fatto a sbagliare? «Sulla prima palla è stato bravo Galli, sulla seconda tutta la colpa è mia: non sono riuscito ad angolare il tiro», ammette Ian 

«Abbiamo creato tante occasioni, ma la sfortuna e i miei errori ci hanno negato la vittoria» 

Si scrive Rush. si legge Blissett? o Jordan? Non ce ne voglia il gallese, ma Juve-Milan ha ispirato questo accostamento che non vuole essere irriverente, né per lui né per i suoi connazionali che l'hanno preceduto in Italia. Proprio nelle file dei rossoneri gli inglesi Blissett e Jordan fallirono clamorosamente. Era il periodo in cui la Juve maramaldeggiava grazie ai Platini, Boniek. Tardelli. Ora e il Milan a vincere con Gullit. la Juve di Rush e Magrin. De Agostini e Laudrup resta al palo. 

Ma come è possibile, si domandavano un po' tutti, sprecare due palle-gol cosi come ha fatto Rush davanti a Giovanni Galli al 24' e al 75' di Juve-Milan? Dove è finito il bomber del Liverpool che non perdonava mai i portieri? Perché Rush, tre gol puliti finora (c'è quello di Pisa assegnato a Elliott e quello del derby attribuito a Ezio Rossi), alterna buone prestazioni — come in Coppa Italia con il Pescara — ad altre non del tutto negative ma prive dell'ingrediente principale, il gol? Che Rush abbia fatto grandi progressi nel gioco rispetto al recente passato è innegabile. Ma ieri proprio lui ha avuto due palle-gol pulitissime forse per la prima volta da quando è alla Juve e le ha giocate male entrambe. Rivediamole insieme, con il commento del gallese. 

Prima occasione. Da un rimpallo favorevole a Magrin la sfera è finita davanti a Rush pronto a scattare verso la porta di Galli. Il gallese, rincorso da un paio di rossoneri, spaventato dalla prospettiva di essere raggiunto, ha forse anticipato di un paio di passi la conclusione (poteva avanzare ancora) e il portiere rossonero è stato abile a deviare la sua conclusione, non irresistibile, in corner. 

"Che devo dire? — si domanda Rush — E' stato bravo Galli."

Seconda occasione, in pieno pressing bianconero dopo il gol di Gullit. Palla toccata in avanti da De Agostini, gallese nuovamente a tu per tu con Galli, vanamente inseguito da un milanista. Rush ha il tempo di controliare per tre volte il pallone prima di tirare addosso a Galli in uscita. 

"Ho sbagliato, nulla da dire, non sono riuscito ad angolare il tiro", ammette il britannico. 

Poi. finito l'esame al microscopio delle occasioni gettate al vento, ricomincia la solita musica. I compagni l'hanno lasciata troppo solo? domanda qualcuno. 

"Ma no — sorride Rush —. oggi non è stato proprio così, abbiamo creato tante azioni, solo la sfortuna e i miei errori ci hanno impedito di non perdere questa partita. Gullit ha dimostrato di essere davvero bravo. .Ha segnato un bel gol, di testa, è la sua specialità. E' il più forte giocatore d'Europa in questo momento, Maradona resta il più forte del mondo." 

Tra Napoli, Samp e Milan, incontrate nell'ordine dalla Juve. chi vincerà lo scudetto? 

"La Sampdoria è la squadra che contro di noi mi ha impressionato di più e che ha un tipo di gioco più spettacolare. Però alla fine prevarranno Milan o Napoli." 

A lei dispiace non giocare per il titolo, magari nel Milan o nel Napoli, visto che sono le sue favorite? 

"Sono contento di aver scelto la Juve e di essere qui a Torino, non mi interessano Milan e Napoli." 

Franco Badolato
tratto da: La Stampa 11 gennaio 1988




IL PUNTO SULLA SERIE A
LE VIE DELLA SIGNORA SONO FINITE?

Battuta in casa dal Milan di Sacchi e Gullit, la Juve scivola dietro anche all'Inter. A un turno dalla chiusura del girone d'andata il Napoli (già campione d'inverno) è nove punti avanti. Marchesi si consegna all'ennesima contestazione

Le vie della Signora sono finite? Il Napoli capolista dilegua all'orizzonte, nove punti avanti; e non si è ancora chiuso il girone di andata. Marchesi si consegna all'ennesima contestazione. Nella circostanza, credo che pochissimo, forse nulla, abbia sbagliato. Mancando di Brio, il solo in grado di contrastare le svettanti arrampicate aeree di "ascensore" Gullit, si è affidato a un complicato meccanismo di trincee mobili, disseminando di ostacoli e di trappole le zone di tradizionale monopolio rossonero. Il Milan, che aveva disintegrato un Napoli floscio e presuntuoso, si è così visto costretto a pattinare in folle, al momento di finalizzare la manovra. Ha macinato iniziativa continua, ma la prima genuina palla-gol é capitata sul piede balordo di Ian Rush, cannoniere in disarmo. E prima ancora Laudrup era stato fermato, al momento di sguinzagliarsi solitario a rete, dalla frettolosa bandiera di un guardalinee distratto. Marchesi deve essere messo alla gogna anche quando il suo celebre bomber gallese fallisce due palle-gol da infilare a occhi bendati? Certo è più dolce la vita per Sacchi che, nel momento del pericolo, sente la scorrevole mano di Ruud Gullit sollevarlo di peso e trascinarlo al traguardo. Ma queste sono parole, in fondo. La classifica parla un linguaggio che è inutile addolcire. La Juve scivola dietro anche alla deludente Inter di questa stagione, un'Inter, peraltro, che chiude una settimana tutta d'oro, sola squadra con l'Ascoli a centrare l'accoppiata Coppa-campionato. La Juve non riesce a vincere e mostra solo orgogliose reazioni da belva ferita quando il punteggio la condanna. Per quest'anno, le vie della Signora sono proprio finite: fuori dall'Uefa, fuori dal campionato. Quando Agnelli ha dichiarato che la grande Juve si rivedrà solo nel Novanta, molti bianconeri hanno reagito piccati. Bé, io sto con Agnelli.

Questo campionato apparentemente consegnato a morte precoce, sta rivelando imprevisti sintomi di vitalità. Lo animano una ritrovata incertezza (fate che domenica la Sampdoria realizzi il colpaccio: il ritorno potrebbe partire con tre squadre nell'arco di un punto) e straordinari personaggi. Il più straordinario di tutti è probabilmente Ruud Gullit, che ho visto espugnare Torino mantenendo il suo Milan in scia al Napoli. Nella mattinata domenicale, illuminata da un limpido sole, una lunga carovana rossonera muoveva verso Torino, trascinata dalla fede in questo singolare profeta dalle lunghe trecce nere. E poi dagli spalti scendevano osanna e invocazioni. Lui, Gullit, talento e carisma, magnifico stregone del gol, gravitava addosso alla Juventus con un impeto insostenibile per l'onesto Favero.

Una pezza prodigiosa la metteva Tacconi, con intero sfruttamento della sua apertura alare. Sulla replica, il colpo di testa di Gullit era una frustata cui non si poteva porre rimedio. 

Adalberto Bortolotti
tratto dal Guerin Sportivo anno 1987 n.2

 





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L'Unitá 11 gennaio 1988

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